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RIFF RAFF with SIMON WRIGHT live al Druso di Ranica (Bg) venerdì 1 giugno

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

La carica dei Riff Raff, storica tribute band degli AC/DC, farà tappa al Druso di Ranica insieme a un ospite d’eccezione come Simon Wright, batterista degli ACDC e dei DIO.

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Simon Wrigth è entrato poco più che ventenne in una delle più grandi hard rock band del mondo come gli AC/DC rimanendoci dal 1983 al 1989. Ha suonato anche con Rhino Bucket, UFO e con i DIO dei quali ha fatto parte fino al loro scioglimento nel 2010 partecipando agli ultimi lavori in studio “Killing the Dragon” (2001) e “Master of the moon” (2004), più alcune raccolte e un album live. Sarà in Italia per pochissime date, tra cui quella al Druso di Ranica.

Il tributo milanese ad una band che ha venduto più di 200 milioni di dischi nel mondo, nasce alla fine del 1997 grazie a Luigi Schiavone, storico chitarrista di Enrico Ruggeri, che ha fondato i RIFF RAFF e vi ha militato per più di cinque anni. Oggi è Edo Arlenghi, cantante della band, a continuare a portare la musica degli AC/DC nei locali con una formazione che dal 2007 resta invariata. A  partire da album come “High voltage”, disco d’esordio degli AC/DC del 1975, fino ai più grandi classici eseguiti come nelle più famose performance live, proposti in questo omaggio ad una delle band più importanti del rock mondiali.

Il Druso è un progetto che nasce nel 2007 inizialmente con piccoli concerti, salvo poi diventare negli anni uno tra i migliori club di musica dal vivo italiani. Con alle spalle migliaia di live continua la sua attività culturale ed artistica portando a Bergamo artisti di fama nazionale ed internazionale. Due le rassegne in particolare IndieDruso & BlackDruso. La prima diffonde la musica indipendente e d’avanguardia nazionale ed internazionale. La seconda, Blackdruso,  strizza l’ occhio ai più giovani e al mondo della musica hip-hop & rap.

Contatti e Social

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www.drusobg.it

Ufficio stampa

Astrid Serughetti – astrid@laltoparlante.it – 347.7573624

IGOR LAMPIS: “IL LAVORO È UN MIRAGGIO” è il singolo che presenta il progetto da solista “NUOVO CANTACRONACHE N°4”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Una canzone che tratta il delicato tema della disoccupazione giovanile attraverso un sound scanzonato che vuole quasi infondere un senso di speranza e di reattività agli ostacoli.

Il pezzo di lancio di Igor Lampis racconta lo sconforto dei giovani che dopo anni di studio, di impegno, di fatica, restano con un pugno di mosche in mano. Non trovano lavoro, non hanno la forza per reagire, sperano in un aiuto esterno che mai arriverà. Sono consapevoli di avere le capacità per intraprendere qualsiasi attività ma si trovano isolati e persi. Passano le giornate inviando curriculum e partecipando a inutili colloqui in cui la maggior parte delle volte vengono liquidati con un semplice “le faremo sapere”. Non c’è speranza per i giovani in uno Stato che non li tutela.

L’intento della musica è quello di stemperare l’atmosfera di sconforto del giovane disoccupato. L’arrangiamento risulta in qualche modo allegro, quasi come una canzone estiva degli anni sessanta.

La chiusura del pezzo è lasciata a un lungo assolo di sintetizzatore che per qualche attimo fa dimenticare le peripezie del giovane in cerca di lavoro, ma appena il pezzo si chiude subito la mente torna alle sue sventure in cui molti si ritrovano.

L’album “Nuovo Cantacronache n°4” è il disco d’esordio da solista di Igor Lampis (membro del gruppo “Nuovo Cantacronache” che si propone, come già in passato faceva il gruppo dei Cantacronache storici torinesi, di “evadere dall’evasione”). L’artista raccoglie il testimone del rigore programmatico, del taglio narrativo, della versificazione incalzante in rima baciata, dell’osservazione acuta che si fa invettiva, tra sberleffo e dramma, declinando il tutto con un’attitudine punk che schiaffeggia in maniera provocatoria il belcanto, le buone maniere e qualsiasi deriva estetizzante per dire con schiettezza vino al vino e pane al pane.

Lampis narra con il piglio del cantastorie l’epopea sommersa della gente comune, quella che se la passa male, quella che si arrangia di lavoro in lavoro, vessata dall’opprimente assenza dello Stato. La sua è la voce del guastafeste che canta fuori dal coro: la voce di chi rifiuta l’omologazione, di chi sceglie traiettorie sghembe, di chi conosce la dolente bellezza dei margini, ben sapendo che “dai diamanti non nasce niente”. Una voce che dice la verità.

ETICHETTA: Cenacolo di Ares
EDIZIONI: Materiali Musicali / Irma Records

Radio date: 3 aprile 2018

Pubblicazione album: 20 aprile 2018

BIO

Igor Lampis (StravyPaz) è chitarrista e membro fondatore dei Punkillonis; dal 2012 ha intrapreso parallelamente la carriera solista, come necessità rivolta soprattutto ad accompagnare con musica e canto la sua attività di autore di romanzi, racconti e poesie durante i reading di presentazione. Da quel momento in poi non ha smesso di imbracciare la chitarra classica/acustica vestendo anche i panni di cantautore e traendo spunto dai grandi nomi del passato che ha sempre apprezzato. La passione per Brassens e per i suoi traduttori italiani, lo mette in contatto con Beppe Chierici che insieme a Margot Galante Garrone rimetteva in piedi il progetto del Nuovo Cantacronache. È lo stesso Beppe Chierici che dopo avere assistito a un suo Live gli offre la possibilità di entrare a far parte del progetto come autore. Proposta che trova subito il favore del cantautore punk che fino a quel momento vi partecipava solo in veste di produttore e di editore. Il Nuovo Cantacronache n°4 è il suo primo disco da solista.

Per il 2018 è prevista anche l’uscita del cd Punk/Rock a nome StravyPaz.

VIVIANA CASSANELLI: “VORREI” è il nuovo singolo della giovanissima cantautrice pugliese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un pop fresco e dinamico sorregge un messaggio che spazia dal concetto di desiderio a quello di paura ponendosi come incentivo a non lasciarsi mai abbattere da quegli ostacoli che possono frenare gli obiettivi che ci si prefissa.

Il nuovo brano della cantautrice Viviana Cassanelli è “Vorrei”, pezzo dal ritmo ballabile avvolgente. Il ritornello è tutto giocato sull’ironia che si può fare di una ipotetica “lista dei desideri”:

«Poiché il più delle volte ciascuno di noi ha dei desideri nascosti che ha paura di esternare in quanto potrebbero essere giudicati o essere visti come “matti, pazzi e tristi”. Il messaggio vuole essere quasi universale, è un invito a non aver paura di dar forma a tutti i nostri “Vorrei” che siano essi nuovi o remoti, possibili o impossibili. La voglia di fare e di perseguire un obiettivo nell’esistenza di ciascuno è proprio la forza motrice di tutto e, nel caso musicale, è stata proprio la forza che ha dato vita a questo brano». Viviana Cassanelli

Positività e voglia di riscatto sono il filo conduttore che lega i brani dell’artista, il cui modo di fare musica è strettamente collegato alla sfera emotiva.

La scelta è quella di affrontare tematiche di spessore, difficili o problematiche sia a livello individuale sia a livello generazionale, senza però cadere nel drammatico sul piano melodico come quello concettuale.

Etichetta: MOOV

Radio date: 30 marzo 2018

BIO

Viviana Cassanelli nasce a Trani, il 16 Luglio del 1996 e vive a Bisceglie (BT). Primogenita di due figli, all’età di cinque anni partecipa alla 44esima edizione dello Zecchino D’Oro con la canzone “Goccia dopo goccia”, arrivando semifinalista. Dall’età di sei anni fino ai quindici studia danza classica e moderna, raggiungendo i livelli di Intermediate con i metodi ISTD e Royal Academy of Dance. All’età di sette anni comincia privatamente gli studi in pianoforte, e sette anni dopo viene ammessa al Conservatorio di Musica N.Piccinni di Bari. Durante il secondo anno del liceo comincia a studiare canto presso l’Accademia Orfeo di Bisceglie e prende parte al Video Festival Live nello stesso anno, arrivando finalista con il brano inedito “Solo come tu sai fare”.

Con la passione per il pianoforte nasce anche la passione per il cantautorato, e Viviana comincia a scrivere i suoi brani solo un anno dopo aver cominciato lo studio canoro e nel corso degli anni con i suoi inediti partecipa ad importanti concorsi regionali e nazionali. Dall’estate del 2012 si esibisce in molti live con il gruppo vocale The Fabulous, concorrenti di X-Factor dello stesso anno; nell’ottobre 2016 viene pubblicato il videoclip dell’inedito “Pioggia su di te”. Pochi mesi dopo conclude il suo percorso pre-accademico presso il Conservatorio. Il 24 agosto del 2017 sono stati pubblicati i due singoli “Straniera” e “Conta ciò che resta” su tutte le principali piattaforme digitali. Oggi, con un progetto di brani inediti all’attivo, Viviana frequenta l’ultimo anno dell’università.

GIULIA PRATELLI: “NODI” è il nuovo singolo estratto dall’album “TUTTO BENE” della giovane cantautrice toscana

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un brano che esorta a trovare la forza di superare quel limbo esistenziale che spesso ci immobilizza fra i fantasmi del passato, eludendo la possibilità di andare avanti.

«A volte ci aggrappiamo così forte ai ricordi da farci male, stringiamo nodi che ci impediscono di andare avanti, trucchiamo i momenti passati e ci ricordiamo le cose ‘come non sono mai state’. Questa canzone è la consapevolezza dei troppi nodi stretti nel tempo e del bisogno di scioglierli, per continuare a camminare.

Ho “incontrato” Giulia Maria su Instagram, grazie ad un’amica (vera) in comune e mi sono subito innamorata dei suoi ‘impulsi di carta’ e del suo modo di ricomporre colori, ritagli, immagini diverse, fino a formare un quadro perfetto. Quando abbiamo pensato a una copertina per Nodi ho capito subito che avrei voluto che fosse esattamente così e, per mia fortuna, Giulia ha accettato ed ha realizzato questa piccola opera d’arte». Giulia Pratelli

Il brano, che rappresenta a perfezione un elegante e delicato pop d’autore, è estratto dall’album “Tutto bene”.

La copertina di questo singolo è stata realizzata dalla giovane artista Giulia Maria Cavaliere (www.instagram.com/juliabbi).

Il disco, pubblicato dall’etichetta Rusty Records, vede la produzione artistica del cantautore Zibba. I testi sono di Giulia Pratelli e Marco Rettani, tranne che in “Vento d’estate”, cover tratta dal brano cantato da Max Gazzè e Niccolò Fabi. Le musiche sono di Giulia Pratelli.

Nelll’album hanno suonato Fabio Rondanini (batterie e percussioni), Edoardo Petretti (pianoforte acustico e tastiere), Marco Bachi (basso elettrico e contrabbasso), Giulia Pratelli e Simone Sproccati (chitarre acustiche), Simone Sproccati (chitarre elettriche), Stefano Riggi (Sax) e Adam Kenny (Bouzouki).

Le tracce sono state registate da Simone Sproccati presso il Crono Sound Factory di Vimodrone (MI), mixato da Riccardo Parravicini presso MaM Recording Studio di Cavallermaggiore (Cuneo), masterizzato da Andrea de Bernardi presso Eleven Mastering Studio di Busto Arsizio (Varese). La grafica è curata da Davide Incorvaia. Foto di Giorgia Borneto.

Edizioni Musicali Rusty Records/Museo dei Sognatori.

Dicono di Giulia Pratelli

«Tutto Bene è un gran bel disco pop italiano che […] in più di un’occasione ha giocato carte davvero interessanti, capaci di segnare il passo». Full Song

«Ecco il nuovo disco di Giulia Pratelli Tutto Bene, seppur giovane la sua carriera è già ricca di soddisfazioni». Musical News

«Dolce e intimo, per molta parte assolutamente fresco e rigenerante». Blog Music

«Un bellissimo pop d’autore che si pregia della collaborazione in produzione di Zibba». Loud Vision

«Bellissimo questo nuovo disco di Giulia Pratelli […] troviamo la delicatezza del pop d’autore al femminile e qualche interessante arrangiamento diverso dal solito canone pop». Blog Della Musica

«Un disco che ancora una volta porta in contatto lo scenario pop italiano alla dimensione cantautorale con quell’invincibile gusto per i dettagli che solo una donna sa esprimere». 100 Decibel

«Il bello di questo Tutto bene – con la produzione artistica di Zibba – restituisce bellezza nei suoni e quel certo modo di dire le cose sfruttando il potere salvifico delle assonanze». Sound Contest

«Un gioiellino intimo, delicato e complice. Undici canzoni che si dipanano morbide, su parole poetiche cantate soavemente da una voce duttile e precisa». Grandi Palle Di Fuoco

«Bellissima voce incastonata nelle melodie più sicure. I suoni sono decisi e di carattere». DeaPress

«Nessuna ambizione di innovazione ma solo tanta personalità artistica che gode anche di ottima scrittura e buon gusto». TV Numeri Uno

«Giulia Pratelli in questo disco sembra essere proprio naturale […] non a caso musica e testi sono tutti suoi, elemento da sottolineare in un Paese di interpreti dalla voce corpulenta e l’aspetto piacente». Clap Bands Blog

«Un disco onesto e sincero che parla schiettamente al cuore ed al ricordo che si cela in esso». Onda Musicale

«Giulia Pratelli è una giovane, ma per nulla acerba, cantautrice toscana, giunta alla prova di questo “Tutto Bene” con un carnet di storie da raccontare davvero notevole». Good Times bad Times

«Questo disco è importante perché è in grado di risvegliare molte sensazioni in chi lo ascolta». LaMusicaRock.com

«“Tutto bene” è un album che ruota tutto attorno alla voce di Giulia, strumento principale dei vari brani, eterea ma al contempo forte e decisa». Mescalina

«Che profumo hanno i dischi belli? Che sapore hanno le canzoni belle? Un disco bello è un intreccio di canzoni che incuriosiscono, creano sensazioni positive e ti viene subito voglia di riascoltarlo. Ecco, il nuovo disco di Giulia Pratellidal titolo “TUTTO BENE” rientra in questa descrizione». Viva Low Cost

Etichetta: Rusty Records

Radio date: 6 aprile 2018

Pubblicazione: 12 maggio 2017

BIO

Giovane cantautrice toscana, Giulia Pratelli ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello, Marco Masini, Enrico Ruggeri. Ha vinto diversi premi e riconoscimenti: Premio Castelletto 2008, secondo posto e premio F.I.O.F.A. al Golden Disc 2008 (oltre a premio Radio Stop e il premio della critica giornalistica de “Il Tirreno”), premio della critica al Discanto 2008, premio della critica al Gran Galà Discanto 2011, primo posto al Festival di Ghedi Cover 2009, terzo posto al Festival Città del Palladio 2010. Nell’estate 2009 è in tour con Gatto Panceri come supporter. Nello stesso periodo inizia una collaborazione con il musicista, arrangiatore e produttore Valter Vincenti (Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Paola Turci, Mogol, Mario Lavezzi), a cui affida la direzione artistica del suo primo album “Via!” (maggio 2012 – Rosso di Sera/EMI). Nell’estate 2011 vince il concorso “T Rumors” e partecipa alla compilation della manifestazione con due inediti: “Una margherita viola” e “Davanti a un caffè”, per l’occasione suonati e ri-arrangiati da Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel). Nel 2013 pubblica due nuovi singoli, arrangiati da Marco Adami: “Piccole Donne”, scritto da Grazia Di Michele, e “Cartoline”. Nello stesso anno partecipa al tour “La mia storia…piano e voce” di Marco Masini, che la sceglie come ospite di ogni serata in tutta Italia. Nel Gennaio 2014 pubblica un’inedita versione di “Ah che sarà”, nella quale è accompagnata solamente dal bassista Luca Pirozzi. Nello stesso periodo approda all’EdicolaFiore, dove Fiorello la accoglie con grande entusiasmo. Giulia diventa parte del cast e da tre anni partecipa ai live show di Fiorello in diretta dall’Edicola, ora trasmessi su SkyUno e Tv8. Nel Luglio 2014 pubblica il singolo “Scegli il meglio” feat. Violapolvere (band pop-rock), che porta le firme di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il 1° gennaio 2015 si esibisce nello spettacolo “Let It Beatles” a Lucca, che omaggia l’Anniversario dei 50 anni del tour dei Beatles in Italia. Il 31 gennaio la replica con un fantastico tutto esaurito. Comincia poi, sul suo canale YouTube, un appuntamento settimanale con “Musica in camera…”, dove reinterpreta grandi successi della musica italiana e internazionale, con un’ottima risposta del pubblico. Il 20 Giugno 2015 si esibisce a Firenze al concerto dedicato al World Refugee Day, insieme a Elisa, Piero Pelù, Bandabardò, Brunori Sas. A luglio 2015 partecipa all’evento “Serenata per Roma” (“Roma incontra il mondo”/Villa Ada) insieme a Dolcenera, Enzo Gragnaniello, Luca Madonia, Stag, Erica Mou. In questa occasione, Giulia duetta con Zibba e da qui ha inizio una solida collaborazione: al momento è impegnata nella produzione del suo secondo album, con la partecipazione e sotto la direzione artistica dello stesso. Nel frattempo Giulia ha completato gli studi in Giurisprudenza, presso l’Università di Pisa, con il massimo dei voti. Il 13 gennaio 2017 esce il singolo “Dall’altra parte delle cose”, primo brano che preannuncia il nuovo lavoro in studio. Il 12 maggio 2017 esce l’album “TUTTO BENE”, sotto la direzione artistica di Zibba.

MAX ELLI: “GET THE LOVE YOU WANT” è il suo progetto pop di respiro internazionale pubblicato il 22 marzo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dopo le numerose collaborazioni con i più grandi nomi della scena musicale italiana arriva un album che consacra il noto musicista e produttore.

«Dopo tanti anni passati al fianco di altri artisti come sessionman, songwriter e produttore, ho sentito l’esigenza di “fermare” questo mio tratto di vita musicale scrivendo, cantando, suonando, mixando e producendo un disco tutto mio». Max Elli

L’artista racchiude in “Get The Love You Want” tutto ciò che, in tutti questi anni di musica, lo ha influenzato e reso il musicista che è.

Un viaggio che, a livello sonoro, ripercorre e miscela rock, folk, blues e soul di stampo anglosassone, dando alla luce un progetto “semplicemente pop”, fatto di canzoni e melodie.

Gli strumenti sono quelli essenziali, chitarre elettriche ed acustiche, basso, batteria, pianoforti e poco più. Niente “derive” elettroniche, ma cercando comunque arrangiamenti moderni e raffinati, mai banali. Ogni brano va ascoltato fino alla fine per capire dove andrà a finire.

«Ho scelto come lingua l’inglese, perché è la lingua più affine al mio modo di scrivere e di concepire linee melodiche e quella che più si addice alle scelte stilistiche del sound globale. Il tema principale dei testi è l’amore, inteso come qualcosa da abbracciare in tutte le sue forme…ad ognuno di noi la possibilità di prendere (e dare) l’amore che vuole». Max Elli

 

TRACK BY TRACK

When We Were Lovers

“Brano dal groove incessante e quasi ipnotico, chitarre dal sound americano e ritornello “pop” che resta in testa! il solo di chitarra finale impreziosisce il tutto. Quando una relazione diventa scontata e si vorrebbe tornare indietro a quando si era davvero amanti”.

Burning Down Love:

“Ballad dall’arrangiamento raffinato. L’intreccio degli strumenti è particolarmente efficace e le sonorità sono quelle del folk country americano con venature soul nella voce. “Perché i re abbattono le mura, gli oceani si congelano, il sole esplode e le città cadono, ma è difficile cancellare un amore”.

My Rescue:

“Mid-tempo pop-rock dal sound elegante. La chitarra elettrica tesse dall’inizio alla fine il tema portante del brano sia ritmicamente che melodicamente. Mai banale nel suo sviluppo, è uno dei brani più accattivanti! quando, pur amando una persona, ti accorgi che non sei al posto giusto”.

Back To You:

“La chitarra acustica e la voce sono al centro. Anche quando entrano gli altri strumenti l’atmosfera rimane struggente e “acustica”. Due persone crescono insieme, la vita le divide, per poi, magari far convergere di nuovo le loro strade”.

Sliding Doors:

“Lo spunto è quello del famosissimo film. A volte basta un minuto in più o in meno a far cambiare il destino di due persone. lo strumento principale questa volta è il pianoforte, l’arrangiamento è un crescendo continuo e inaspettato con strumenti e parti che si sommano e si incastrano! l’uso delle voci e dei cori condisce il tutto”.

Over And Over:

“È il brano più funk dell’album. Le atmosfere possono rimandare a Hendrix, la line-up è quella del trio chitarra-basso-batteria! Il solo di chitarra col fuzz è la ciliegina. Il testo parla della musica e del rapporto con essa”.

I Know You:

Ballad chitarra e voce, forse il brano più intenso dell’album. Le sonorità rimandano al country folk. I know you and you know me fin dal primo sguardo e dal primo momento”.

i Regret:

“Quando il rimpianto si trasforma in desiderio di un’altra possibilità…ma non sempre è possibile. il basso e le atmosfere della chitarra accompagnano una linea melodica molto elegante e orecchiabile. Il sound è country pop!

Vertical Love:

“Il brano più “cattivo” dell’album. Suoni ruvidi e vintage così come il missaggio, con la batteria nel canale di sinistra, alla “vecchia”. le chitarre fuzz e il basso sono in primo piano, così come le armonie vocali. “Vertical” perché, di solito, ci si immagina il percorso di una storia come una linea orizzontale che ne definisce il corso temporale…qui si intende invece una “caduta” dall’alto verso il basso, in verticale”.

Tonight:

“È il brano strumentale dell’album, quasi come se fosse un sigla di chiusura, un tema, una ninna nanna. Chitarra acustica, piano e una chitarra elettrica che “canta”. Molto suggestivo e inaspettato fino alla fine”.

Etichetta: Altermusic

Pubblicazione album: 22/3/2018

BIO

Chitarrista, cantante, compositore, arrangiatore e produttore.

Collabora in veste di chitarrista, cantante, compositore e produttore con svariati nomi del panorama italiano ed internazionale tra i quali:

Nek – chitarra live e studio (dal 2001), cori, piano, compositore e arrangiamenti tra i quali l’album “Prima di parlare”.

Nek – Renga-Pezzali chitarre per il brano “Strada Facendo”.

Gue Pequeno – chitarra, basso, arrangiamenti e produzione di tre brani ft. Jaselli di “Vero +”

Jovanotti – chitarra, basso arrangiamenti e produzione di “L’estate addosso Jaselli rework”, colonna sonora del film omonimo di Gabriele Muccino.

Niccolo Agliardi – chitarra live e studio, compositore, arrangiamenti e produzione.

Alessandro Casillo – chitarra live e studio, arrangiamenti e produzione.

Chiara Galiazzo – chitarra live

Francesco Sarcina – chitarra studio album “Femmina”

Marianne Mirage – chitarre, bassi, arrangiamento e produzione

Lodovica Comello – chitarre, bassi, compositore studio

Greta – chitarra, basso e arrangiamenti album “Ad ogni costo”

Verdiana – chitarra e produzione album “Lontano dagli occhi”

Orpheline – chitarra, basso, compositore, arrangiamenti e produzione album “Spread my wings” best artist swiss 2011

Sinplus – arrangiamenti e produzione album “Disinformation” che contiene il singolo “Unbreakable” finalista ad Eurosong per la Svizzera.

Nat Jenkins – (artista UK) produzione brano “Songs for the winter”

Scrive, arrangia, suona e produce la colonna sonora di “Braccialetti Rossi” e “Braccialetti Rossi 2” per la Rai.

Dal 2011 entra a far parte stabilmente del progetto di Jack Jaselli, come chitarrista e produttore per l’album “I need the sea because it teaches me”.

Ne segue un lungo tour che poi sfocia nella registrazione del nuovo album “Monster Moon” dove Max partecipa alla composizione, suona tutte le chitarre, i bassi e arrangia insieme a Jack le nuove tracce prodotte da Ran Pink ai Fonogenic studios di Los Angeles. Coautore insieme a Jack del brano “In Fondo alla Notte”.

Insegnante presso il CPM di Milano.

Max è endorser delle chitarre Duesenberg, D’addario.

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FRANCESCO CAMIN: “ABISSO” è il nuovo singolo del giovane cantautore pop che fonde musica e natura

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un sound internazionale non privo di contaminazioni, costruisce una finestra aperta, scevra di filtri e schermature, sul mondo musicale ed emozionale dell’artista trentino.

«A volte parlando con qualcuno non riesco a dire le cose come stanno, senza fronzoli, in particolare se a questo qualcuno voglio bene davvero. Già, è un paradosso. “Abisso” l’ho scritta per me, per tutte le volte in cui non riesco a dire le cose in faccia, per tutte le volte in cui la paura mi morde, per tutte le volte in cui mi dimentico di me. Ecco, l’ho scritta per ricordarmi di me, o per provarci almeno». Francesco Camin

Le atmosfere musicali del brano sono calate in una produzione pop di stampo internazionale, con un occhio alla sperimentazione e all’utilizzo di suoni non convenzionali.

Nel pezzo sono presenti un terzetto d’archi (Jennifer Dorf, Tommaso Santini, Eva Maria Zaninotto) e una tromba (Michelle Zappini), orchestrati e diretti dal Maestro Alessandro Arnoldo. Gli arrangiamenti del brano e dell’intero disco sono curati da Roberto La Fauci (produttore di “2089”, l’ultimo singolo di Giuseppe Anastasi, autore dei maggiori successi di Arisa). Tutte le incisioni sono state realizzate negli studi “Metrò Rec” di Riva del Garda (TN) e “La Forge Creative Chambers” di Provaglio d’Iseo (BS).

Il singolo è il primo estratto dall’album “Palindromi”, in uscita l’8 giugno 2018, dal packaging del tutto originale:

«Sono innamorato degli alberi, li ho studiati durante il mio percorso accademico in campo scientifico e di recente ho voluto sviluppare un’idea che li metta in luce da un nuovo punto di vista, che li veda molto più vicino a noi di quanto siamo abituati a pensare, molto più “insegnanti” di quanto siamo abituati a pensare. Credo che ognuno di noi sia profondamente connesso con ciò che lo circonda e il mio intento è ritrovare questa connessione, nello specifico appunto verso gli alberi. Con il mio disco voglio quindi raccontare questo mio amore e questa mia visione delle cose, e nel concreto sto facendo crescere nuove piante in Africa e Sud America attraverso la mia musica per dare il mio seppur piccolo contributo alla riforestazione della nostra Terra, ho poi aperto un blog e videoblog in cui racconto le piante da un punto di vista più calato nel nostro quotidiano, cercando dei parallelismi con l’uomo. Infine all’interno del mio album ci sarà un disco di carta intrisa di semi, che germoglia davvero se messo sotto terra». Francesco Camin

Il disco è stato registrato tra ottobre 2016 e marzo 2017 negli studi “Metrò Rec” di Riva del Garda (TN) e “La Forge Creative Chambers” di Provaglio d’Iseo (BS).

PRODUZIONE ARTISTICA: Roberto La Fauci

REGISTRAZIONI E MIX: Marco Sirio Pivetti

Autoproduzione

Radio date: 7 aprile 2018

Pubblicazione album: 8 giugno 2018

BIO

Francesco Camin, 29 anni di Trento, scrive canzoni, attualmente fa il postino sulle montagne del Trentino.

Ama gli alberi e la loro vita silenziosa. È laureato in Scienze Forestali e Ambientali ma non ha mai voluto intraprendere una carriera lavorativa in quella direzione; il suo sentimento per i giganti verdi si esprime attraverso la musica che scrive, infatti da un paio di mesi ha deciso di fondere questi suoi due lati, utilizzando la sua musica come motore per un messaggio di riconnessione con la natura. Ha frequentato il corso di composizione di musica leggera al CET di Mogol, è stato vincitore del Premio Lunezia Nuove Proposte e ha collaborato per un paio di anni con Michele Mondella. Ha partecipato, successivamente, alle selezioni finali di Sanremo Nuove Proposte. Nel 2015 ha pubblicato un Ep di sei brani. Nel mese di ottobre 2017 è stato finalista del concorso “L’autore, il mestiere della musica” organizzato a Milano da Edizioni Curci Music Publishing e L’Officina della Musica e delle Parole. Recentemente ha lanciato un piccolo blog e videoblog in cui racconta gli alberi, considerandoli molto più̀ che semplici organismi muti.

LUCA BASH: “NU SHU” è il nuovo singolo estratto dal’album “OLTRE LE QUINTE”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

«Essere liberi cos’è se non difendere parole che non cercano altra via oltre l’esser poesia di libertà»

Nu Shu, che letteralmente significa “scrittura delle donne”, è un brano che ridefinisce il concetto di libertà prendendo spunto dalle donne cinesi dell’Hunan, le quali, seppur sessualmente segregate e obbligatoriamente analfabete, agiscono da esseri liberi sviluppando ciò che nessuno potrà mai rubare:

«Se penso alla libertà penso al Nu Shu, la lingua delle donne cinesi dell’Hunan, tra 1000 e 600 anni fa. A loro era vietata l’alfabetizzazione. Troppo rischioso, forse… E quindi, tra loro, svilupparono una lingua, scritta e parlata, che si tramandavano da madri a figlie, da figlie a nipoti. Gli uomini non potevano capirle, e loro, seppur schiave, si sentivano libere. Perché? Forse perché, in fondo, la libertà nient’altro è che provare la dignità di vivere in quello che vogliamo nascondere, tra quei segreti che nessuno ci può strappare e nella volontà di essere noi stessi con coloro che di sicuro avranno cura di quello che sentiranno uscire dalla nostra bocca e dal nostro cuore». Luca Bash

Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:

«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash

Dicono di lui

«Intriga non poco per le continue soluzioni compositive tutt’altro che banali e mai, e sottolineo mai, ovvie». FullSong

«Luca Bash pubblica questo nuovo disco che va ascoltato con attenzione in ogni angolo del suo incede, con un suono pulito e misurato, con soluzioni di mestiere e tanto istinto» Blog Music

«Luca Bash che torna in scena con un bellissimo disco di pop d’autore raffinato e colto». Interstella

«Oltre le quinte di Luca Bash è un bellissimo pop di matrice autorale, da cantautore del grande pubblico». VentoNuovo

«Un disco che non strizza l’occhio alla bellezza industriale da main stream […] ma lascia che sia l’emozione e l’incontro delle persone a dominarne l’ascolto». Loud Vision

«Un disco sincero, quello di Luca Bash, che in punta di piedi racconta uno spaccato di vita nel modo più pop e tradizionale possibile». Clap Bands Blog

«Un lavoro intenso, lungo, istintivo che porta con se la magia di una rievocazione, della sua carriera e delle sue amicizie, musicisti e collaborazioni» Sound36

«Luca Bash […] imprime sui testi una densità di parole e significato che rispecchiano efficacemente il suo intento, quello di dipingere la vita a colori accesi». Eroica Fenice

«Un disco dalle mille qualità, spunti, idee, intrecci musicali a profusione». Audio Follia

«Quindici brani dal sound indie-rock che incorniciano un songwriting dalla originale cifra stilistica, impreziosito dall’apporto creativo dei vari musicisti coinvolti». BlogFoolk

BIO

Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.

I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

Premio Inedito 2018: autori affermati ed esordienti domenica 13 maggio al Salone del Libro e Casa Martini

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Cultura, Libri

Ci saranno autori affermati come lo scrittore milanese Giampaolo Spinato (Premio Selezione Campiello 1999), con il copione teatrale Amici e nemici ispirato al rapimento e all’uccisione di Aldo Moro, e il drammaturgo romano Roberto Bruni (classe 1928), il poeta ateniese Thomas Tsalapatis (Premio Nazionale per la Letteratura greca 2012), e il musicista e scrittore fiorentino Giovanni Nuti, fratello di Francesco Nuti, tra i vincitori della XVII edizione del Premio InediTO – Colline di Torino, punto di riferimento in Italia tra i concorsi letterari dedicati alle opere inedite, la cui premiazione si terrà domenica 13 maggio. E con loro anche i cantautori Francesco Chini e Giulia Pratelli, vincitori ex aequo della sezione Testo Canzone, e gli esordienti come Ines Obradovič (classe 2010 di Pula, Croazia) e il torinese Alessandro Codogno, che soffre della sindrome di Asperger ma ha un sogno, quello di diventare scrittore, che riceveranno il premio speciale “InediTO Young” assegnato in collaborazione con Aurora Penne. Mentre ai diversamente abili del R.A.F. Il Geco di Druento, Bantabà di Val della Torre e del Gruppo Appartamento di Alpignano (appartenenti alla Cooperativa Frassati di Torino) sarà attribuita una segnalazione per il racconto Clarice e l’albero magio.

A dimostrazione che il concorso talent-scout con l’obiettivo di scoprire e valorizzare autori di ogni età e nazionalità da accompagnare nel mondo dell’editoria e dello spettacolo, è dedicato alle opere inedite (in lingua italiana e a tema libero) e non agli autori inediti, che possono quindi avere già pubblicato e ricevuto premi. Con InediTO si diventa quindi editi e si può ambire a vincere altri riconoscimenti, come testimoniato dai tanti autori lanciati in queste edizioni

L’evento finale avrà inizio con un’anteprima, la presentazione del nuovo romanzo E tu splendi di Giuseppe Catozzella (Premio Strega Giovani 2014) alle ore 10.30 al Nuovo Caffè Letterario di Chieri (TO) in collaborazione con il Salone Off, che sarà seguita dalla premiazione ospitata alle ore 13 per la prima volta nella prestigiosa Arena Piemonte della Regione Piemonte al Salone del Libro di Torino e dal reading dedicato alle opere vincitrici alle ore 18 a Casa Martini di Pessione-Chieri, storica sede della Martini & Rossi.

Sarà la Giuria di qualità, presieduta dal poeta Davide Rondoni, e composta da Paolo Lagazzi, Margherita Oggero, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Paolo Di PaoloMichele Di Mauro, Tommaso Cerasuolo (Perturbazione), Melania Giglio, Enrico RemmertLinda e Gaia MesserklingerMatteo Bernardini, Arianna Porcelli Safonov, Giovanna Ioli, Paola Baioni a presenziare alla cerimonia insieme ai vincitori della passata edizione (Anita Piscazzi, Giorgia Spurio, Stefania Portaccio, Simone Carella, Alex Creazzi e Roberta Giallo), al direttore Valerio Vigliaturo, presidente dell’associazione Il Camaleonte di Chieri (TO) che organizza il concorso, autorità e partner del concorso, tra i quali Flavia Cristiano, direttrice del Centro per il libro e la lettura di Roma, che organizza la manifestazione “Il maggio dei libri” cui aderisce anche il premio, e Stefano De Martino, patron del Premio Lunezia, che ospiterà i vincitori della sezione Testo Canzone.

Sette le sezioni rivolte a tutte le forme di scrittura (poesia, narrativa, teatro, cinema, musica e da questa edizione anche la saggistica) e un montepremi di 6.500 euro attraverso cui ricevere contributi alla pubblicazione, partecipare a fiere, festival, rassegne letterarie, mettere in scena, produrre o diffondere radiofonicamente le proprie opere. 592 gli iscritti e ben 642 le opere pervenute per questa edizione, con il primato della narrativa sulla poesia, 32 gli autori premiati nelle varie sezioni provenienti da tutta Italia e dall’estero (l’elenco completo dell’Albo D’Onore sul sito www.premioinedito.it), 12 gli iscritti  dalla Germania, Francia, Spagna, Croazia, Polonia, Grecia, Repubblica di San Marino, e 16 quelli nati in India, Grecia, Belgio, USA, Svizzera, Spagna, Germania, Equador, Austria, Brasile, Croazia, Argentina, a conferma che il premio è sempre più internazionale. 

Il concorso è sostenuto dalla Regione Piemonte, dal Consiglio regionale del Piemonte, dalla Città di Chieri e dalla Legacoop Piemonte. Tra i partner il M.E.I. di Faenza, Film Commission Torino Piemonte, il Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate” di Genova che ospiterà il vincitore della sezione Poesia e il Festival “Borgate Dal Vivo” che organizzerà un workshop di scrittura per cinque autori piemontesi under 35 iscritti alla sezione Narrativa-Racconto. 

Premio InediTO – Colline di Torino

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I GALLO SOTTILE: “IO VOGLIO TE” è il singolo in rotazione radiofonica dal 30 marzo che presenta l’ep da cui è estratto

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Note musicali traghettano un eco proveniente dal passato che riporta a galla quelle sensazioni ed emozioni tipiche del primo amore.

Io voglio te è un vero e proprio inno all’amore ed un ritorno al romanticismo ingenuo ed a tratti adolescenziale:

«Il testo originario era una “bozza di canzone” scritta a 15 o 16 anni e poi ritrovata qualche anno fa tra le centinaia di appunti, bozze e composizioni scritti su tovaglioli da bar, fogli di carta e sottobicchieri da pub che ancora conservo per osservare da dove sono partito, il percorso che sto facendo e la strada che scorgo dinnanzi a me. Riassaporando il gusto di quegli anni ormai passati, così ho deciso di non stravolgere più di tanto il testo originale per non caricarlo di sovrastrutture che gli anni e le esperienze portano con se dimenticando a volte quanto può essere semplice e genuino l’amore che a quell’età ti fa palpitare il cuore per poi lasciarti sbiaditi ricordi di notti passate a scrivere cercando di mettere in musica le sinfonie che le emozioni creano dentro di te». Giosuè – I Gallo Sottile

Il singolo è tratto dall’ Ep “Sol Levante”:

“Questo Ep. nasce quasi per caso se vogliamo per la sfida che si affronta con se stessi nel mettere in gioco le proprie competenze e capacità cercando di superare i nostri limiti per poi affrontare la prova più impegnativa … il giudizio del pubblico. Cinque brani che raccontano il percorso di crescita artistica e personale di due siciliani innamorati della musica. Ogni brano è un punto di convergenza che accomuna la stessa esperienza vissuta se pur in forma e modo diverso. Cinque canzoni che non avrebbero espresso il massimo potenziale senza il sound dell’Advice Music capitanata da Alberto Boi ed il suo staff, che dire poi dell’aspetto visivo e grafico che Simona Maria Sole Virga e Gaetano Loiacono hanno saputo giostrare con la loro professionalità”. I Gallo Sottile

TRACK BY TRACK

COME SARA’

“Brano particolarmente focalizzato su un quesito che prima o poi viene a trovarci, specialmente se la vita ti pone davanti ad uno specchio che spinge verso una direzione introspettiva. Interessante è stata la collaborazione con Giovanni Battista Mangiacavallo per la stesura del testo”.

LA PRIMAVERA DEL CUORE

“Se immaginiamo la vita come fosse un treno possiamo facilmente intuire come l’interazione fra esseri umani sia inevitabile, durante il tragitto, passando per le varie fermate c’è gente che sale e gente che scende, può capitare che una persona si sieda nel posto libero accanto al nostro e decida di rimanere per tutta la durata del viaggio o magari sente la necessità di scendere alla prossima fermata, ecco questo brano vuole proprio raccontare questa seconda opzione.

Con Giuseppe Gallo ci siamo divertiti a fare la stesura del testo non sottovalutando però il finale non proprio a lieto fine”.

SENTIRSI UN PO’ PIU’ ARTISTA

“Questo brano nasce a cavallo tra il 2009 ed il 2010 in collaborazione con il cantautore Lorenzo Vidoni e lo scrittore e poeta Marcello Esposito, nel corso degli anni la musica, il titolo ed il testo hanno subito diverse metamorfosi, come un bimbo che nel corso della sua crescita muta psico-fisicamente ma non cambia la sua natura di essere umano. Ho cercato di trasmutare in musica e parole tutte quelle emozioni che un cantautore sente nel momento in cui si trova ad affrontare il giudizio del pubblico tenendo conto che nessuno crederà mai in te quanto te stesso, durante il cammino artistico ci si trova spesso a che fare con gente che direttamente o indirettamente saranno causa di gioie e dolori. Ho la forte convinzione che se non perdiamo di vista chi eravamo e da dove siamo partiti, mantenendo l’umiltà del primo giorno che dà inizio al percorso artistico; tutti i sacrifici fatti e le notti insonni saranno ripagati in un modo o in un altro indipendentemente dal profitto economico che questa strada potrebbe portare”.

SOL LEVANTE Il brano nasce da una collaborazione con lo scrittore e poeta Marcello Esposito dopo il catastrofico evento che ha colpito Fukushima (si fa riferimento a quattro distinte esplosioni, avvenute presso la centrale nucleare omonima situata presso Naraha nella Prefettura di Fukushima, in Giappone, a seguito del terremoto e maremoto del Tōhoku dell’11 marzo 2011), con lo scopo di smuovere la sensibilità della gente al fine di non far cadere la notizia nel dimenticatoio come spesso invece accade.

IO VOGLIO TE – Singolo –

Radio date singolo: 30 marzo 2018

Pubblicazione Ep: novembre 2017

Etichetta: Advice Music

BIO

Il duo (Giuseppe Gallo – Giosuè Rosario Sottile) nasce da un incontro casuale in un teatro palermitano nell’estate del 2013. La passione intrinseca del canto e della musica fu evidente sin dal primo attimo di dialogo cosi da trovare forte collaborazione Ciò portò subito dei risultati artistici quali: rielaborazioni di cover ed in futuro brani inediti. Dopo un proficuo, costruttivo ed intenso periodo di lavoro l’esordio del duo si materializzò al “vinile d’argento”, concorso canoro realizzato a Roma da Virginia Barrett, in memoria di Jimmy Fontana. I due interpretano in una propria rielaborazione live il pezzo storico “il tempo di morire” di Battisti-Mogol. Il brano proposto ottiene una buona critica a tal punto da essere riconvocati per l’edizione del Summer fest presso il Palafiori di Sanremo nel febbraio 2015 (periodo conciliante con il festival della canzone italiana) dove propongono un ulteriore rielaborazione di un pezzo storico del maestro Jimmy Fontana “La nostra favola” in una versione live chitarra e voce dal gusto pop rock. Altri spettacoli portano al maggior affiatamento tale da decidere di affrontare un percorso più complesso contattando un produttore discografico precedentemente incontrato al Palafiori durante il periodo sanremese. Da qui nasce l’idea di proporsi al grande pubblico con la pubblicazione di alcuni brani inediti tra cui “Renesta” e “La prima volta”.

Nel 2017 sono stati pubblicati altri 2 singoli estratti dal Ep “Sol levante”: l’omonimo singolo “Sol levante” ed “Io voglio te”.

MUNICIPALE BALCANICA: “TRANSYLVANIA PARTY HARD” è il singolo che celebra i 15 anni di attività della band pugliese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un’attitude melodica world fusion si mescola ad un tocco carismatico goliardico e autoironico in un pezzo che gioca con gli stereotipi sociali.

“Transylvania Party Hard” è ispirata da una sorta di “humour deviato” in stile “Famiglia Addams”. Un mefistofelico Virgilio conduce una normale, timida ragazza nei meandri della notte tentandola ad abbandonare la solita vita per entrare in quella che lui chiama “aristocrazia della notte”, che vive nell’oscurità e irride la normalità. Questo personaggio, per quanto paia diabolico, mostra come i valori di questa “aristocrazia della notte” siano tutt’altro che oscuri e malefici, anzi essi sono intrisi di libertà, consapevolezza, voglia di vivere intensamente: quella che inizialmente sembra una oscura tentazione è in realtà l’invito a una sana ribellione contro gli schemi che rendono grigia la vita alla luce del giorno.

Il sound della Municipale si è fatto più diretto e asciutto aggiungendo anche l’uso dell’elettronica, mentre la sua line up resta invariata ormai da oltre dieci anni facendo eccezione per il batterista:

“Ai suoni delle nostre origini abbiamo certamente unito col passare del tempo tante contaminazioni, e pensiamo che sia una buona formula, non solo per la musica, quella di essere consapevoli della propria identità ma non bloccarsi mai in una chiusa e oltranzista chiusura alle novità. Del patrimonio musicale tradizionale in cui siamo cresciuti ci piace l’eterna vivacità e non la ridondanza con cui spesso viene riproposto. Abbiamo avuto la fortuna di viaggiare tanto e interagire con musicisti di varia provenienza geografica, da ogni esperienza abbiamo tratto qualcosa che è confluita nella nostra musica.” MB

Nell’approccio musicale resta un tocco goliardico, e autoironico, che si vede in “Transylvania Party Hard” e nel suo divertito gioco sugli stereotipi. Negli anni la Municipale Balcanica, per il nome e l’irruenza live, è diventata un riferimento per scena “balkan” pur avendo principalmente svolto la sua attività e costruito la sua carriera nei principali jazz festival italiani ed europei:

“Siamo fieri del ruolo di padrini del genere, ma la nostra musica è partita da una onesta e spontanea lettura della storia e della geografia della nostra terra. Abbiamo assimilato le influenze culturali delle migrazioni che abbiamo vissuto nella nostra Puglia e le abbiamo unite alla nostra origine fatta di banda tradizionale innamorata delle marce classiche e del melodramma operistico. Il concerto della MB resta divertente e scatenato ma nei dischi in studio c’è tanto di più. I nuovi pezzi dimostrano come della appartenenza rigida a un genere fondamentalmente non ci importa nulla, ci interessa avventurarci continuamente e restare liberi piuttosto che consolidare una “fanbase” rischiando di diventare la parodia di noi stessi. “Transylvania party hard” e la sua ironia sugli stereotipi racconta anche un po’ questo.” MB

La presentazione ufficiale con un evento concerto gratuito è prevista per il 6 Aprile, presso il “MuHa Spazio alle arti”, il laboratorio urbano che proprio la Municipale Balcanica (Associazione culturale) gestisce nella sua città d’origine Terlizzi in Puglia; in seguito si andrà alla definizione delle date del tour estivo, dato che proprio l’attività live è sempre stata la vocazione principale della band che ha raggiunto quota seicento.

Autoproduzione

Track Length 03:36

Radio date: 30 marzo 2018

Il brano è stato registrato e mixato al MAST Recording Studio di Bari mentre il mastering è stato realizzato da John Webber ai prestigiosi AIR Studios di Londra di George Martin ex produttore dei Beatles.

La Municipale Balcanica è composta da:

Armando Giusti: alto sax

Michele de Lucia: clarinet

Giacomo de Nicolo: drums

Nico Marziale: percussion & synth

Raffaele Piccolomini: tenor sax

Giorgio Rutigliano: electric bass

Paolo Scagliola: trumpet

Raffaele Tedeschi: electric guitar and voice

BIO

La Municipale Balcanica è stata fondata nel 2003 da Nico Marziale, Paolo Scagliola e Raffaele Piccolomini. Nel 2004 la MB realizza il demo “Con-tradizione” che in brevissimo tempo diventa sold out. Dopo una consistente attività live (circa 200 concerti) pubblica il suo primo disco nel 2005 con l’etichetta italiana Ethnoworld. L’album di debutto è “Fòua”, nel quale la MB avvia una vivace e profonda sintesi tra sonorità world music e quelle più radicali e calde della sua terra d’origine, la Puglia, nel Sud Italia. Il disco diventa subito conosciutissimo non solo in Italia ma anche e soprattutto all’estero dove le reinterpretazioni di alcuni celebri pezzi della tradizione yiddish hanno reso la Municipale una nuova realtà della scena internazionale della world music. La prestigiosa rivista internazionale Folk World, valuterà l'”Hava Nagila” della MB come “una delle migliori interpretazioni ascoltate tra le migliaia degli ultimi trent’anni”. L’approccio alle antiche melodie è originale e distintivo, perché ciascun componente possiede una formazione e una cultura musicale molto personale e tutt’altro che omogenea rispetto agli altri. Così le influenze del rock, del jazz più libero e della sperimentazione sono coinvolte in melodie ora suadenti ed esotiche, ora frenetiche e folli. Nel 2006 la MB si assesta nella sua formazione definitiva. Nel 2008 dopo circa 400 concerti, evolvendo il suo suono, la Municipale Balcanica pubblica “Road to Damascus” per l’etichetta Felmay (Egea distr.). 2009 la Municipale collaborando con l’ambasciatore italiano in Turchia e con l’istituto italiano di Ankara, ha tenuto tre concerti nella capitale turca. Nel 2010 MB ha ripreso il progetto “Tra Sponde” che vede l’incontro-scontro sul palco con La Kocani Orkestar esibendosi tra le altre a Ravenna Jazz e Berlin Jazz Fest. Nel Giugno 2012 esce il nuovo disco OFFBEAT promosso con il sostegno di Puglia SOUND. Nel Novembre 2012 MB vince il concorso di “Repubblica XL” come band pugliese più votata. Nel 2013 il tour della Municipale Balcanica tocca Austria, Brasile, Francia, Ungheria (Sziget). A fine 2013 la Municipale inizia una collaborazione con Roy Paci che l’ha portata a fare diversi concerti anche nel 2014. Il 2015 della Municipale Balcanica inizia sui palchi italiani ed esteri sfiorando i 500 live in carriera. Ci sono state collaborazioni musicali con Adriano Bono (ex Radici nel Cemento) e Manu Chao. Nel 2015 la Municipale Balcanica ha instaurato collaborazioni anche al di fuori dell’ambito musicale, in particolare in quello cinematografico. C’è infatti la MB nella colonna sonora de “La bugia bianca”, il premiato film di Giovanni Virgilio sulle conseguenze della guerra nella ex-Jugoslavia. Inoltre le musiche della Municipale sono state usate dall’ atleta medaglia d’oro alle olimpiadi di Nanchino, la russa Irina Annenkova dopo che già nel 2006 erano state usate da Alexandra Merkulova. Nel 2017 La Municipale è volata in Scozia ed ha condiviso il palco con Iggy Pop.