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ANDREA GIRAUDO “LA CLESSIDRA” dopo il singolo “La guarigione” arriva il secondo brano estatto dall’album “Stare bene”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il disco – uscito a gennaio 2019 – che esprime una personale ricerca di armonia, di semplicità e di condivisione, si arricchisce di un nuovo tassello musicale.

“La clessidra” è un riuscitissimo “esperimento” tra un testo molto riflessivo e una musica estremamente allegra. Canzone quasi Brechtiana.

Stare bene” è un album che si affaccia al 2019 invitando gli ascoltatori a lasciarsi andare al suono della musica. La musica, metafora del benessere, viene evocata da Andrea Giraudo come espressione del connubio fra la semplicità delle sette note e la piacevole complessità dell’espressione artistica. Un invito a partecipare all’armonia della musica e delle parole promuovendo un recupero di quelle espressioni semplici che producono serenità. “Stare” è un verbo della prima coniugazione. Semplice, basilare, foriero di mille costruzioni. L’aggiunta di “bene” fornisce una colorazione immediata per chi canta, per chi ascolta e per chi vuole stare ancora meglio cantando con l’artista. Andrea Giraudo ci mette del suo. L’intento è quello di “star bene” nonostante le difficoltà, i problemi le piccole e le grandi miserie quotidiane.

«La musica non fa guarire. È la musica che mette a disposizione gli strumenti per guarire» Andrea Giraudo.

DICONO DI “STARE BENE”

“Stare bene è un lavoro dotato di una scrittura arguta, confezionato in maniera semplice ma non per questo demodè, in cui questo simpatico cantautore si diverte ora a giogioneggiare, ora a indossare i panni dell’elegante chansonnier”. Rumore  

“Stare bene è un disco di tante forme e stili diversi, è la faccia sorridente di un artista che ci sa fare tanto comunque lontano dai clichè”. Raro Più

“Malinconica allegria”. Rockerilla

“Andrea Giraudo è un artigiano della musica non omologato agli stilemi del mainstream, ma piuttosto delle radici ben piantate nella migliore canzone d’autore italiana”. Blogfolk

“Questo album è una miscela di rock, pop, blues e tango argentino colorato da una voce potente, graffiante, sapientemente controllata che permette di spaziare tra i diversi generi senza difficoltà alcuna”. Music Mag

Radio date: 22 marzo 2019

Pubblicazione album: 18 gennaio 2019

Etichetta: Rossodisera

BIO

Non omologato all’interno di un filone stantio o troppo nuovo. Proiettato dal pianoforte verso il pubblico. Confermato dal labiale e dal piedino di chi ascolta, restituisce sonorità con il calore di una voce roca che rimanda a suoni profondi. La musica e la parole di Andrea Giraudo sanno catturare e avvolgere lo spettatore nella rete magica dell’emozione.

Negli anni di attività i suoi spettacoli hanno alternato esecuzioni altisonanti come quella del 2007 al palazzo reale di Aqaba in occasione del compleanno della principessa Bashma Hussein di Giordania a intime sonorità in locali di nicchia. Nato nel 1971 Andrea Giraudo ascolta la collezione musicale di famiglia, si appassiona al pianoforte, delizia già a 10 anni i genitori con La Patetica di Beethoven. Dura poco il rigore di allievo. La sonorità è nelle sue vene, nei profondi anfratti della sua mente e per questo abbandona gli studi musicali e lascia scorrere il suo talento.

Il pianoforte diventa la partenza per una rete di sentieri che si diramano dal tango argentino al pop melodico, al rock‘n’roll e tocca il suo vertice più elevato con l’amato Blues.

Coofondatore nel 1995 dei “Madai”, formazione Rock-Blues che vince l’Heineken Tour nel 1996.

Il percorso musicale di Andrea Giraudo tende a esser più produttivo che interpretativo. Questo non impedisce di partecipare a Festival e Kermesse come “Pavese Festival, La Luna e i Falò” ad agosto 2016 a Santo Stefano Belbo. Dal mese di Ottobre 2016 collabora come ospite musicista al Teatro “CAB 41” di Torino, diretto da Gianpiero Perone.

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ELEVIOLE? “TANTI AUGURI” È IL SINGOLO DELLA CANTAUTRICE INDIE POP

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Una voce di velluto traccia la linea diradata che inventa i limiti interposti fra sogno e realtà.

Che fine hanno fatto le viole?

Timidamente nascoste nell’erba o fuggite dal caos metropolitano?

Tanti auguri è un brano scritto dopo anni di insonnia, dove la realtà e il sogno si fondono e si confondono. I mostri e i fantasmi diventano giganti ma siamo noi stessi che li assecondiamo. Il tempo perde di definizione ma ci ricorda che ci siamo, inermi davanti al passaggio degli anni e delle stagioni, ma in fondo siamo tutti soli. L’atmosfera è sognante e malinconica, quasi rarefatta. La chitarra acustica ed il toy piano accompagnano l’ascoltatore sul piano del reale mentre l’elettronica lo guida su quello del sogno. Il brano scritto ed arrangiato insieme a Maurizio Mangoni (il Geometra Mangoni) è prodotto da Saverio Lanza (Irene Grandi, Cristina Donà etc) ed è stato mixato da Giovanni Gasparini.

Nell’album Dove non si tocca, pubblicato a gennaio, le parole in punta di piedi diventano filastrocche viste dagli occhi e dalle mani dei trent’anni.

Il progetto racconta il mondo disilluso dell’età adulta attraverso canzoni-non canzoni, proprio come le filastrocche che si canticchiavano da bambini.

Sonorità acustiche (violino, ukulele, toy piano) su una ritmica prevalentemente elettronica descrivono un mondo che dalla realtà guarda verso la nostra fanciullezza perduta.

Un pop leggero ma denso allo stesso tempo, con diverse profondità di lettura.

L’album è accompagnato dall’omonimo road movie in bicicletta girato percorrendo in 8 giorni la distanza da Oporto a Finisterre. Una piccola grande impresa femminile per far vivere i personaggi e le suggestioni che compongono le canzoni del disco.

Guardalo qui:

Etichetta Volume!

Pubblicazione album: gennaio 2019

Radio date 10 maggio 2019

BIO

Eleonora Tosca è cantautrice e medico veterinario, ha attraversato l’Italia in autostop per farne un video documentario (Autostop, Bonsai TV, regia di Fabio Luongo) e ha studiato arti circensi e teatro.

Con la band Ariadineve ha pubblicato “Buone Vacanze” (Artevox/EMI 2009) prodotto da Paolo Benvegnù e Lele Battista e “Ti volevo dire” (Artevox 2014) prodotto da Leziero Rescigno (La Crus). Il singolo “d’Estate” (Artevox/EMI 2008) è stato uno dei brani più trasmessi della stagione nei principali network nazionali.

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Simontoro: “Soshitonakakata” è il singolo d’esordio del rapper nato fra le strade della periferia milanese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dal 10 maggio in radio il brano accattivante e dissacrante, con un ritmo incalzante e un ritornello catchy.

In questo singolo Simontoro vuole sfatare ed esorcizzare il mito di tutti i nuovi rapper e trapper che pare non possano fare altro che parlare di soldi, droga, abiti firmati.

Con il tono scanzonato che aleggia durante tutta la canzone, Simontoro si prende in giro e al contempo scherza su quelle che sono le dinamiche dei social, dei follower. Il brano è stato scritto insieme al suo manager Roberto Scarpetta ed è stato prodotto ed arrangiato dai fratelli Baldino negli studi di Salerno per l’etichetta milanese “Little Shoe Production”.

L’esilarante videoclip è stato girato dal regista Steve Saints presso il Kioki studio di Cologno Monzese.

I protagonisti del video sono Simontoro, il cronista sportivo Salvo Aiello che si è reso disponibile per un cameo, il manager Roberto Scarpetta e il produttore esecutivo Giorgio Radaelli.

Etichetta: Little Shoe Production

Radio date: 10 maggio 2019

BIO

Simontoro al secolo Simone Santoro è nato nel 1980 ad Arona. Trasferitosi ancora bambino con la famiglia a Cinisello Balsamo, approccia alla vita del quartiere.

Tra i palazzi della periferia milanese bisogna crescere in fretta, imparare “a stare zitti e a non vedere” (Cit.) e come in tutte le periferie che si rispettino non mancano certo stupefacenti di qualsivoglia genere, pusher e consumatori, ladri e truffatori. La strada forgia e Simone a 13 anni è già pronto a confrontarsi con tutto questo. Ma per fortuna lui ha qualcosa in più, l’amore per la musica… che lo vede prima nelle vesti di Dj e poi in quelle di rapper. A 13 anni infatti scopre il rap ed inizia a scrivere dapprima come sfogo e poi come espressione di se stesso…per la necessità di farsi sentire.

La vita scorre e tra eccessi e fuori pista arriva il tempo dell’amore e dei figli, ben quattro uno in fila all’altro.

Ma gli amori finiscono e alcune ferite tardano a rimarginarsi, iniziano i giorni nei tribunali e intanto che la giustizia fa il suo corso Simone si rimette a scrivere canzoni con l’amico e, dal 2019 manager, Roberto Scarpetta che già aveva tentato di produrlo nei primi anni 2000.

Nei testi Simontoro racconta infatti di una vita stra-vissuta fatta di eccessi, successi e fallimenti con uno stile unico, ironico e senza filtro.

Dice di se stesso:

“Sono una persona gioviale nel 60% dei casi, cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, anche se la vita ha colpito duro mi sono rialzato e vado avanti col sorriso.

Come artista non penso di essere banale. Mai statico, mi piace ricercare suoni ed atmosfere che diano principalmente un senso di benessere a me stesso per poi trasmetterlo agli altri…esprimo sentimenti e stati d’animo personali in cui si possono riconoscere in tanti. Espongo problematiche e racconto di come sorridendo e non prendendosi mai troppo sul serio si viva meglio e si possa risolvere ogni problema”.

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Sun Beat Air Orchestra “20 e non sentirli” è il brano che celebra il ventennale della band che fonde musica e cabaret

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

I musicisti che hanno fatto della mash-up music un cavallo di battaglia, pubblicano il singolo che presenta l’album di cover ispirato al loro spettacolo intitolato “LA STORIA NON SI CANCELLA 1999/2019”

“20 E NON SENTIRLI” vuole mettere in risalto come il vivere i 20 anni oggi non sia poi così diverso da 20 anni fa, di come la differenza sostanziale sia tutta nelle nuove tecnologie che hanno amplificato il modo di comunicare creando personaggi e stereotipi che vanno a svantaggio dei valori umani, ormai svenduti in rete. L’amore, il divertimento, la trasgressione, la musica, gli usi e i costumi non sono altro che i raggi di una ruota che, malgrado si logori nel tempo in maniera naturale, viene sempre sistemata per continuare a girare inesorabile.

Etichetta: Ghergo Dischi

Studio di registrazione: DIESIS STUDIO

Radio date: 20 aprile 2019

BIO – LA STORIA NON SI CANCELLA 1999/2019

“UFO marchigiani”, così amano essere chiamati questi musicisti piuttosto conosciuti per le varie esperienze in ambito musicale a livello nazionale, amanti delle Hit-Parade dagli anni 30 fino ad oggi. Nel 1999 iniziano questo percorso e oggi per festeggiare i 20 anni di attività, hanno deciso di incidere il loro primo singolo intitolato “20 E NON SENTIRLI” in uscita il 20 Aprile 2019 alle ore 20:20 con relativo videoclip, per lanciare il loro primo album di cover del loro spettacolo intitolato “LA STORIA NON SI CANCELLA 1999/2019” contenente anche il singolo, in uscita a maggio/giugno.

Definiscono il loro genere musicale BLOBMUSIC, oggi coniato in MASH-UP MUSIC, per l’abitudine di arrangiare e mescolare il jazz, il funk, il rock e lo ska al liscio e alla canzone popolare come in un collage. Sono abituati ad accostare brani provenienti da stili, artisti e generi musicali differenti come ad esempio: “Marameo perché sei morto” (Trio Lescano) con “Baciami Piccina” (A. Rabagliati), “Ancora” (E. De Crescenzo) con “E Va…E Va” (A. Sordi), “Tanto pè Cantà” (Petrolini) con “La Vita è tutta un Quiz” (R. Arbore), “Malafemmena” (A. De Curtis) con “O’Sole mio” (Capurro), “La Canzone Intelligente” (Cochi e Renato) con “Splendido Splendente” (D. Rettore), “Barbera & Champagne” (G. Gaber) con “Romagna e Sangiovese” (Casadei) fino ad arrivare alla recitazione teatrale ( da aggiungere ) in “Scende la pioggia” (Gianni Morandi). L’unica orchestra capace di fondere musica e cabaret in un unico spettacolo con gag e battute che coinvolgono e divertono il pubblico presente. Sono stati chiamati a realizzare la sigla e la colonna sonora, della fortunatissima trasmissione televisiva intitolata: “SORRISI & SKA’N’ZONI CIRCUS “…non solo cabaret, attualmente in onda nelle migliori emittenti italiane, prodotta in 36 puntate.

La SUN BEAT AIR ORCHESTRA è storicamente composta da:

Roberto Ghergo (voce)
Massimo saccutelli (piano&tastiere)
Max Ruggeri (chitarre)
Gianni Iacoponi (basso)
Matteo Pecora (batteria)
Fabio Andrenacci (percussioni)

Contatti e social

Sito www.sunbeatair.com
Canale YouTube www.youtube.com/channel/UChhtGaVaYVUNvTP3feJrfjQ/videos?view_as=subscriber
Fb www.facebook.com/sunbeatairorchestra
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Giuda Nicolosi “La nave di Rea” anticipando il nuovo album che verrà pubblicato ad ottobre 2019 arriva in radio il singolo cardine del cantautore milanese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

La canzone pop-rock mette in musica una lucida riflessione sulle dinamiche generazionali che coinvolgono la società contemporanea.

«Sono i folli, i visionari, i ribelli ed i sognatori che riescono a cambiare il mondo e a migliorare il futuro. In un momento così delicato e così controverso per questo pianeta le parole di Steve Jobs ci acciecano come un fulmine a ciel sereno. La Nave dell’umanità naviga in cattive acque e non sappiamo ancora se verremo inghiottiti dalla tempesta che noi stessi abbiamo causato oppure ce la faremo a raggiungere il sereno… non ci resta che navigare con coraggio ed un pizzico di follia verso le nostre illusioni…» Giuda Nicolosi

“La nave di Rea” è una favola che parla di due pionieri, due folli navigatori che sfidano la tempesta per inseguire i loro sogni. Simbolo di una generazione che a dispetto di ciò che sembra trasparire dai media non si è ancora arresa, una generazione che si è colpevolmente adagiata nella bambagia di un benessere e che troppo tardi si è accorta essere solo transitorio e instabile. Da qui nasce la metafora dei grandi navigatori, dei grandi esploratori coraggiosi e pionieri così come lo sono Roberta e Andrea: due ragazzi come tanti altri che con coraggio partono alla conquista dei loro sogni.

«A mio parere ci stiamo svegliando come un leone addormentato e per colpa o merito delle difficoltà enormi ed impreviste che stanno nascendo ci troviamo costretti a sfidare il mondo. Prova ne è una ragazzina svedese di 16 anni che si scaglia contro i poteri forti del monopolio dell’energia globale. I sempre più numerosi cosiddetti “gruppi cospirazionisti” che tuonano contro i sistemi corrotti della finanza e così a seguire una lunga lista di ribelli di intrepidi leader che si muovono in direzione ostinata e contraria.  Ci stiamo svegliando ed io personalmente sono convinto che non servano insurrezioni o rivolte popolari per portare un messaggio di speranza ma che la musica basti da sola per fungere da rivoluzione gentile e che i sognatori possono cambiare il mondo perché alla fine la bellezza e solo la bellezza ci salverà da questa tempesta di paura» Giuda Nicolosi

Il brano è stato registrato, mixato e masterizzato tra Bra – in provincia di Cuneo – e Milano. Nella sapienti mani di Max Caso per la presa diretta e di Andrea Maccagno per la finalizzazione del missaggio e del mastering. Gli arrangiamenti e le parti sono state composte e suonate dalla band composta da:

Andrea Maccagno – al basso

Carlo Ceruti – alla batteria

Alessandro Spoldi – al piano

Max Caso – alle chitarre

Luciano Iezzi – alle chitarre (“A quest’ultimo che ci ha lasciato da pochi giorni è dedicato l’intero album che uscirà ad ottobre 2019” – racconta Giuda)

Credits

Musiche di Luciano Iezzi, Carlo Ceruti, Andrea Maccagno e Giulio Nicolosi

Testo di: Giulio Nicolosi

Preproduzione: Massimo Caso del Cortile Studio

Arrangiamento: Simone Ferrero e Andrea Maccagno

Batteria elettronica: Carlo Ceruti

Batteria acustica: Riccardo Bera

Basso: Andrea Maccagno

Chitarre: Luciano Iezzi e Massimo Caso

Tastiere: Simone Ferrero

Mix e Mastering: Roberto “Il Mac” Maccagno

Radio date: 19 aprile 2019

ETICHETTA: Musicrails

BIO

Nato a Milano il 22 aprile 1986, si appassiona alla musica e alla scrittura creativa fin da piccolissimo.Canta, scrive poesie ed è autore di testi musicali. Suona il basso, la chitarra acustica e adopera molti software in ambito professionale. Dopo aver militato in alcune boyband milanesi e dopo una parentesi come dj; comincia, all’inizio del 2015, una carriera solista con il nome d’arte di “Giuda Nicolosi”.

Fino ad oggi ha pubblicato 4 ep: L’istante prima di volare, Nuvola, Precipitare non esiste e I fiori di Giuda; con l’omonimo titolo esce anche una raccolta di poesie che riscuote un discreto successo di pubblico. È stato in tour per due anni di seguito nei club di culto delle capitali italiane (Tunnel di Milano, Legend Club, Good Fellas di Napoli, Fonclea di Roma etc.) collezionando sold out e riscuotendo apprezzamento. Nel 2017 suona come ospite tra i big del Festival Show di Mestre.  Nel 2018 si esibisce ad Area Sanremo con conseguente intervista a diverse emittenti tra cui Radio Italia. Ad oggi è al lavoro alla produzione live per il tour estivo che promuoverà alcune canzoni del nuovo album in uscita ad Ottobre 2019.

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ETTA “CON IL VENTO IN FACCIA” DAL 26 APRILE IN RADIO IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “DIVƎRƧO”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

La leggerezza dell’aria che si posa sul viso diventa musica dal sound esotico nel nuovo brano della giovanissima promettente cantante electro-pop.

L’idea di questa canzone nasce in una calda giornata primaverile durante un viaggio in macchina, con il finestrino abbassato e il vento che le scompiglia i capelli. È un inno all’amore, quello vero, quello da vivere senza freni e senza rimpianti, premendo sull’acceleratore.

«Un amore ha sempre le sue difficoltà, ma guardando dal verso giusto e senza darsi troppe spiegazioni, può trasformarsi in qualcosa di veramente speciale. Le insicurezze diventano sicurezze solo con uno sguardo, quello giusto. Non è semplice costruire un rapporto senza paure e asperità, ogni giorno possono esserci sfide e cambiamenti, ma tenersi per mano, affrontando tutto insieme, cancellerà ogni negatività». ETTA

CON IL VENTO IN FACCIA è spensieratezza, voglia di viversi e felicità di condividere le piccole gioie della vita.

Il sound essenziale e fresco caratterizzato da chitarre elettriche, basso e batteria che si rincorrono senza tregua, lascia senza fiato chi l’ascolta. La matrice “Electro Pop” si fonde con strumenti come marimba, ukulele ed hammond, donando all’intero brano un atmosfera esotica.

Il singolo è il secondo estratto dal progetto discografico intitolato DIV?R?O. Ma non si tratta solo di un disco quanto invece di un modo di essere, qualcosa da custodire, da apprezzare, che non può essere giusto o sbagliato. DIV?R?O cambia il modo di vedere le cose, rende tutto straordinario pur rimanendo così ordinario. L’intero album è stato prodotto, registrato e missato da Enzo Russo presso il B music studio di Napoli.

Etichetta: B MUSIC RECORDS

Radio date: 26 aprile 2019

Pubblicazione album: 18 gennaio 2019

BIO

Etta canta da quando aveva 4 anni e nasce artisticamente nel 2015. Da qui inizia a collaborare con diverse band spaziando dal Jazz al R’n’B. Nel 2017 firma un contratto discografico con la B Music Records, che segna la sua svolta pop. A Gennaio 2019 esce il primo singolo ‘Il mio supereroe’ seguito dall’intero album DIV?R?O. Il 26 aprile è il turno del secondo singolo “Con il vento in faccia”.

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ANDREA DONZELLA “SE TORNERAI” IN RADIO DAL 22 MARZO IL SECONDO BRANO ESTRATTO DALL’ALBUM “MASCHERE”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il viaggio nel soft-rock ispirato agli anni ‘70/’80 raccontato dal disco fa tappa in uno dei singoli più intensi e forti della track list.

“Se tornerai” è un grido d’amore che affronta la sofferenza causata da un abbandono improvviso:

«Un urlo feroce che arriva perché chi ti ha lasciato frettolosamente, infondo vorrebbe misurare il tuo amore, la tua disperazione…e tu innamoratissimo, ma consapevole di questo, non ti opponi, la lasci andare. E se non torna? Probabilmente, non c’era nulla di grande per cui lottare». Andrea Donzella

“Maschere”, pubblicato il 14 dicembre 2018, racchiude otto brani, scritti da marzo 2017 a gennaio 2018, che rappresentano il bisogno dell’artista di raccontare frammenti ed emozioni della propria vita, focalizzandosi in particolare sulle anomalie che si innescano nei rapporti. Questo disco è un fermo immagine che permette all’autore di mettere a fuoco tutti i particolari di quei momenti che lo hanno segnato, sia direttamente che indirettamente.

«Il punto comune fra tutti i brani è quello che comunque, per mantenere un equilibrio nel socializzare con gli altri, devi per forza applicare dei filtri che quando sono lievi si possono catalogare in un fac -simile di educazione, ma quando si appesantiscono modificano nettamente un tuo pensiero e la tua personalità. Il titolo “MASCHERE” rimanda al non mostrarsi completamente per paura di non piacere». Andrea Donzella

DICONO DI “MASCHERE”

“Da una parte la melodia sempre attenta e attentamente curata e dall’altra quel bellissimo suono e arrangiamento di chitarre elettriche che denota ascolti ben altrove della produzione leggera italiana”. Blog Music

“Andrea Donzella in piena maturità artistica pubblica Maschere, che non lascia spazio ad altre interpretazione, filosofiche quanto estetiche. Pop anni’70 assai interessante!” Musical News

“Un album di otto canzoni semplici all’ascolto, scritte con la propria vita su carta”. Music Map

“L’amore (in senso non solo estetico ma anche contemplativo) torna ad essere l’ispirazione di questo lavoro di pop leggero macchiato con mestiere da velati richiami di rock. Classicismi a cui non siamo più abituati”. Music Letter

Autoproduzione

Radio date: 22 marzo 2019

Pubblicazione: 14 dicembre 2018

BIO

Andrea Donzella nasce a Palermo il 12 Maggio 1967 ma cresce a Milano. A soli 5 anni scopre la passione per il pianoforte, amore che però vivrà segretamente e in maniera intima, senza mai esibirsi in pubblico.

I suoi gusti musicali spaziano da Supertramp, Alan Parson, Toto, Simply Red, attingendo quindi in larga scala negli anni ’80.

Scriverà decine di canzoni e al suo 50° compleanno, grazie ad un suo amico musicista che gli permetterà di conoscere un Maestro arrangiatore, inciderà il suo primo CD “Una Parte di Me”, che resterà però chiuso nel cassetto. Ma proprio grazie a questa prima esperienza, maturerà l’ispirazione per scrivere e comporre tra il 2017 e il 2018, otto nuovi brani che daranno luce (pubblica) all’album “Maschere”.

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PAOLO GERSON: “LE ULTIME DAL SUOLO IN ALTA FEDELTÀ” è l’album d’esordio da solista

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

In uscita il 15 marzo 2019 il disco rock prodotto dalla Maninalto! Records che svela senza fronzoli e filtri l’acuto punto di vista del musicista.

Dopo quattro anni di silenzio, Paolo Gerson è pronto a tornare sui palchi, portando dal vivo il suo primo album da solista. Ad anticiparlo è “Con tutta la morte davanti”, un pezzo dal sound che ha l’ingrato compito di rinverdire “il tempo che fu” riportandoci ai tempi “gersoniani”, anche se nei tre minuti di musica che l’accompagnano, il punk comparirà e scomparirà come una marionetta, lasciando il dovuto spazio alla sagacità del testo.

Il disco “Le ultime dal suolo in alta fedeltà” sarà composto da nove canzoni nate nell’intimità di una sala prove dispersa nella periferia milanese. Nove brani conditi da un alternative rock potente ma di qualità condito da un pizzico di spirito cantautorale incapace di seguire mode e tendenze, e che si porta addosso come cicatrici (o medaglie?) i pattern del folk rock elettrico. Partendo dal basso, dal suolo appunto, ma in alta fedeltà. Il primo album di Paolo Gerson racconta la vita con totale disincanto, senza illudere nessuno. Una matrice diversa da ciò che Paolo Gerson ci aveva abituato a fa sentire. Un lavoro finalmente coraggioso.

On stage, oltre all’ex frontman dei Gerson, ci saranno altri cinque musicisti. Una big band che fonderà alternative rock e sfumature di folk elettrico porterà live il progetto discografico.

TRACK BY TRACK

“Mai e anche sempre”

Un testo che è tutto un gioco di parole, una cantilena ben riuscita che prende per il naso la realtà che viviamo tutti i giorni, arricchito da una chitarra che passa brillantemente dall’inedito al già sentito.

“Colpa degli altri”

Paolo gioca ancora con le parole, cita Adamo ed Eva e sembra proprio che gli abbia fatto bene scendere dal palco e osservare la gente. Ne viene fuori un un pezzo soft rock dalle venature folk che si impenna nel finale, godibili le tracce di sintetizzatore.

“Il Domicilio”

L’intro intenso e quasi grunge della terza traccia ha un indirizzo ben preciso, e riporta la memoria a band alternative rock che da vent’anni sono ancora in pista e non mollano un colpo.

“Silenzio per favore”

Comincia infatti in punta di piedi, con una chitarra folk che viene via via contaminata dall’elettrico, portando a un finale che è un continuo ripetersi. “Se tu stai zitto ti credo” è come dire “non c’è sempre bisogno di dare aria alla bocca, a volte va bene anche starsene zitti. In silenzio, appunto.

“Se ci passi con la testa”

È una sorta crocevia. “Volevo solamente far sembrare bello, uno spettacolo di pessimo livello” fa sorridere e credere che Paolo voglia ringraziare chi ha avuto il tempo di arrivare fino a questo punto dell’album o magari chiedere “ve la sentite di andare avanti?” ma non ne siamo sicuri, l’unica certezza è che il brano è una country ballad dal solo biglietto di andata.

“Con tutta una morte davanti”

Il sound del primo singolo ha l’ingrato compito di rinverdire “il tempo che fu”, ma è comunque bravo a riportarci ai tempi “gersoniani”, anche se in questi tre minuti il punk compare e scompare come una marionetta, lasciando il dovuto spazio alla sagacità del testo.

“Zero Onde”

Un lentone, con batteria elettronica e arrangiamento intimo che copre gli spazi. Le parole non lasciano scampo. “Sono come uno sputo, in mezzo ad un saluto, sono quello che ho sentito ma non ho mai capito” e il ritornello sa di liberazione, una sorta di rimprovero a se stessi, ma anche agli altri.

“La conta dei danni”

Questo brano apre il finale e di punk ha solo la durata, ma non sembra farsene un problema. Ritmica non indifferente, la voce di Paolo la fa da padrone, i ritornelli a rotta di collo riaprono inaspettatamente la strada a un sinth che fa da cappello a un testo intenso, a una lettera in musica.

“Tartarughe e Farfalle”

I primi secondi ci riportano ad atmosfere lontane, la timbrica di Paolo assume un carattere diverso, che sarebbe stato impossibile riconoscergli anni fa. Il ritornello parla del nostro assurdo bel paese, della nostra vita che si consuma con le suole ancora intatte, la ritmica prende e avvolge come nessun altro brano e finisce in un tripudio di chitarra e batteria. Chapeau.

ETICHETTA: MANINALTO! RECORDS

PUBBLICAZIONE ALBUM: 15 MARZO 2019

BIO

Paolo Gerson è l’ex frontman dell’omonima band fondata a metà degli anni 2000 assieme al chitarrista Steve Gerson, che diventata col passare degli anni una delle più importanti realtà punk italiane. Sei album all’attivo e centinaia di concerti in ogni dove con aperture prestigiose a gruppi storici come Dead Kennedys e U.S. Bombs. Da segnalare gli album “Il Miracolo” e “Rimparare a strisciare” lavori ben accolti dalla critica ma soprattutto dal pubblico, parte integrante dei live sudati e acrobatici della band. Dopo quindici anni di ignorata carriera Paolo Gerson ha deciso di spegnere l’amplificatore e zittire il microfono, giusto il tempo di deviare un po’ la rotta con il suo primo album da solista. “Le ultime dal suolo in alta fedeltà”, nato in una sala prove dispersa nella periferia milanese. Nove brani conditi da un alternative rock potente e cantautorale, incapace di essere alla moda e che porta addosso come cicatrici i pattern del folk rock elettrico.

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/Paolo-Gerson-538718879933318/

LORENZ KOIN FEAT. DOMILLION “OVER THE RAINBOW” arriva in radio il brano dancefloor

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un sound catchy e dinamico dal ritmo ipnotico.

Un brano spensierato, primaverile, ma che strizza l’occhio anche all’estate alle porte, risultando un crocevia di contaminazioni reggae, dance, house e pop. L’arrangiamento dancefloor conferisce sonorità positive ed una melodia che entra subito in testa trasformando questa traccia in una vera e propria potenziale hit estiva.

«Lo stile è assolutamente in linea con le mie precedenti produzioni dance commerciali, la parte vocale è stata affidata a Dominik Haas (Domillion), un compositore e cantante reggae che vive in Germania. La base è stata prodotto da me, a casa mia, nel mio modesto “home studio”. Il tutto è stato finalizzato nel Wave Life Studio di Torino, lo studio dove porto i miei pezzi per il processo finale di mastering». Lorenz Koin

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:

ETICHETTA: BANG RECORD

BIO

Lorenz Koin all’anagrafe Lorenzo Marenghi classe 1987, nasce a Vigevano (PV), fin da piccolo dimostra un grande interesse al panorama musicale grazie soprattutto alla passione trasmessa dai propri genitori. Ultimate le scuole, all’età di 19 anni si addentra nel mondo della notte ed inizia così il suo percorso artistico che lo porta principalmente ad operare come deejay nei locali, nei party collegiali della zona pavese-piacentina e svariate feste private nel Nord Italia. Nel 2014, all’età di 27 anni inizia un nuovo interessante percorso, come produttore musicale, affiancato ad un suo carissimo amico, sotto un altro pseudonimo. Ad inizio 2017 avvia il suo nuovissimo progetto “Lorenz Koin” con il quale sta raccogliendo feedback positivi, supporti e passaggi radiofonici importanti. I dj sets spaziano dalla commercial dance alla EDM più hard (bigroom, melbourne ecc…).

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Tw @LorenzKon

TAURO IOVINO: “DI AZZURRO E CIELO” È IL NUOVO IRRIVERENTE SINGOLO DEL CANTAUTORE NAPOLETANO

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Uno scanzonato brano pop esplora i territori fra sacro e profano.

Di azzurro e cielo” racconta la giornata di un personaggio alquanto bizzarro. Il ritornello conturbante descrive dai momenti del risveglio ai ricordi dell’incontro con la propria compagna in una serata di fine autunno, inizio inverno. L’atmosfera apparentemente fresca e leggera nasconde però un senso di nostalgia riguardante il fatto per cui in un mondo perfetto dove tutto scorre nella normalità, se manca la figura amata manca tutto.


“Di azzurro e cielo” è già disponibile sulle principali piattaforme di vendita digitale e di streaming.

«Quello che importa più di tutto non è dove si vuole giungere ogni volta che si parte, ma è tenere il cuore aperto lungo la strada che si percorre, perché esso è l’unico posto dove si troveranno le sorprese in grado di cambiarti veramente la vita. Perché la vita non è un punto d’arrivo, la vita è un viaggio infinito. Per me la musica è proprio come la vita. Quando scrivo il mio obiettivo è trasmettere emozioni. Ogni volta che mi viene in mente una frase, la scrivo subito su un foglio, senza perdere tempo, e da quella frase poi iniziano tutta una serie di emozioni dentro di me. La melodia che accompagna ogni mio testo nasce da sola, mi lascio trasportare dalle emozioni e quando chiudo gli occhi immagino di cantare la mia canzone insieme a migliaia di persone che vogliono cantare con me. E questa poesia non finisce mai. Le mie canzoni continuano anche dopo che sono finite. Le mie canzoni nascono da sole». Tauro Iovino

Etichetta: Top Records

Radio date: 22 marzo 2019

Tauro Iovino (Napoli, 25/04/1970), è un cantautore italiano.

Nato e vissuto a Napoli, in un quartiere artisticamente fortunato, a pochi passi dall’ abitazione del tenore Enrico Caruso, degli Audio2, Eduardo de Crescenzo e Nino Buonocore. Autore di testi, compositore e appassionato di canto scrive i suoi primi testi all’età di 13 anni, ispirato dai primi esordi di un giovanissimo Eros Ramazzotti. Nel 1989 si iscrive alla S.I.A.E. dove al termine delle due prove d’esame, concluse entrambe nell’arco di dieci minuti su un’ora, viene accolto dagli applausi degli esaminatori che lo definiscono “paroliere di getto”.

Sempre nel 1989 partecipa al concorso canoro “Una voce per l’Europa” dove si piazza tra i primi finalisti. Ma non prosegue con le altre fasi del concorso per motivi di logistica, oltre ad avere due genitori che non credevano molto nella carriera musicale. Dal 1989 sceglie di restare dietro le quinte. Nel 1995 insieme a una coppia fratello/sorella forma la sua prima trio-band dal nome “Cupido Jazz”, nome ideato da Tauro, con i quali si esibisce in locali e in serate di piano-bar. Tuttavia il nome non era attinente al genere Pop che suonavano. E così, dopo la partenza in America della componente solista femminile del gruppo, sempre per scelta di Tauro, la duo-band cambia il nome in “Just for Two”. Nel 2016 la band si scioglie per scelta dell’altro componente del gruppo, e Tauro inizia la sua attività da solista.

Nel 2018 partecipa al Radio Music Contest, dove nella prima fase delle selezioni si piazza al primo posto con il singolo Life is one, be happy. In seguito comunica agli organizzatori l’abbandono del concorso a causa di un intervento chirurgico. Attualmente scrive per la Top Records di Milano con la quale pubblica il singolo “Di azzurro e cielo” a marzo 2019.

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