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Miriam Masala, “Settembre” è il suo nuovo singolo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

MIRIAM MASALA

SETTEMBRE

“SETTEMBRE” È LA CERNIERA MUSICALE FRA ESTATE E AUTUNNO CHE HA CONQUISTATO DUE VITTORIE AL PREMIO LUNEZIA 2017

Una corposa esperienza che annovera la partecipazione al talent “Amici di Maria De Filippi” e ai più importanti concorsi italiani di musica (Castrocaro, Lunezia), porta ora la cantante ligure a proporre un brano che si mantiene in perfetto equilibrio fra pop e cantautorato.

«Settembre è un mese particolare, che a me fa venire in mente una ripartenza. A settembre finiscono e riprendono le cose. L’estate finisce, la scuola inizia, gli amori restano un po’ in sospeso, ci si ritrova a fare i conti con sé stessi. E si ricomincia». Miriam Masala

Questo singolo, pur essendo un brano in qualche modo separato da altre canzoni interpretate in precedenza, per il suo lato “poetico” è un tassello che si aggiunge ad altre creature appena nate, tutte comprese in un progetto che Miriam raffigura come una casa sull’albero.

«Lo vedo così perché in questi anni, insieme al mio team e alla mia etichetta, ho messo le fondamenta, le radici attraverso lavoro, tempo, fatica e passione, e adesso tutti insieme abbiamo in testa proprio questa immagine che peraltro considero anche molto divertente». Ed è proprio alla sua squadra che la cantante vuole dedicare un pensiero speciale perché il suo è «un gruppo di lavoro solido, un team di belle persone che credono ancora tanto nella musica, che mi fanno pensare che vale davvero la pena amarla, e amare, così tanto da riporre ogni speranza, ogni energia in ciò che crediamo possibile. In ciò che mi fa svegliare col sorriso. Che mi fa cantare». Miriam Masala

“Settembre” ha conquistato due importanti vittorie aggiudicandosi il terzo posto nella sezione nuove proposte e il premio della critica come miglior testo durante l’ultima edizione del Premio Lunezia.

ETICHETTA: Senza Dubbi Sas

AUTORI: F.Ferraboschi – M.Masala – M.Becucci

DIREZIONE ARTISTICA: Lorenzo Confetta

ARRANGIAMENTI: Matteo Gozzi

RADIO DATE: 25 agosto 2017

BIO

Miriam Masala, classe 1992, è all’inizio del suo percorso discografico. Dopo aver partecipato a molti concorsi canori, è approdata nel 2013 alla trasmissione Amici di Maria De Filippi che l’ha vista arrivare alle fasi serali, riscuotendo un ottimo successo tra il pubblico televisivo.

Ad ottobre 2014 ha pubblicato il suo primo EP per l’etichetta Senza Dubbi dal titolo “Ancora un po’…”: un disco d’esordio che vede tra gli autori anche il suo compagno di scuderia Matteo Becucci. La prima presentazione del disco viene fatta ad Albenga, città natale di Miriam.

Nei mesi successivi la giovane artista ligure presenta il suo ep nelle principali città del nord e centro Italia: da Torino a Milano, da Bergamo a Firenze fino a Roma. Da questo primo Ep escono due singoli: il primo è “Ancora un po’”, uscito nel luglio 2014, che anticipa l’uscita del disco, mentre il secondo è “Amore senza fine” scritto da Matteo Becucci.

Dal 2015 Miriam è ambasciatrice ufficiale dell’Associazione Nazionale Italiana Cantanti, presenziando a numerose partite ed eventi a scopo benefico organizzati dall’associazione.

Il 2 giugno scorso, con presentazione ufficiale allo Juventus Stadium di Torino, durante la Partita del Cuore 2015, è uscito il suo nuovo singolo, “La cosa più bella”, composto da Giulio Filotto e scritto dal giornalista Carlo Nesti in memoria di tre grandi campioni dello sport, venuti a mancare prematuramente mentre facevano ciò che per loro era “La cosa più bella” del mondo: Pier Mario Morosini, Marco Simoncelli e Vigor Bovolenta.

Un singolo importante e ricco di emozione che ha fatto il “giro del mondo” grazie alle presentazioni durante alcune tra le più attese partite della Volley World League 2015 andate in onda in mondovisione su Rai Sport 2, come ad esempio Italia‐Australia giocata a Verona il 14 giugno e Italia Brasile disputata lo scorso 19 giugno a Roma in un‐gremito Foro Italico.

A dicembre 2015 è uscita una sua personale reinterpretazione del singolo di successo di Lorenzo Jovanotti “Le tasche piene di sassi”.

Durante l’estate 2016 il suo esordio alla conduzione delle selezioni di semifinale delle 59esima edizione del Festival di Castrocaro dove, ovviamente, non ha mancato di incantare il pubblico con la sua splendida voce attraverso alcune esibizioni a sorpresa e particolarmente emozionanti.

Il 16 giugno 2017 è uscito ufficialmente “I miei sentieri”, il nuovo EP di Miriam Masala.

Un lavoro, realizzato con la produzione di Lorenzo Confetta e la partecipazione di Matteo Gozzi alla chitarra, che anticipa l’uscita del nuovo album, prevista per la fine del 2017.

In questo momento Miriam è già al lavoro sul nuovo disco, nel quale non mancheranno collaborazioni con importanti autori del panorama musicale italiano, come Zibba e Fabio Ferraboschi (vincitore insieme a Cristiano De Andrè del Premio della Critica “Mia Martini” e del premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo del 64° Festival di Sanremo) autore di “Le strade del mondo” e co-autore di “Settembre”, brani che Miriam ha sottoposto alla commissione del “Premio Lunezia Nuove Proposte 2017”. E proprio nell’ambito del Premio Lunezia, di scena il 21 e 22 luglio in piazza Menconi a Marina di Carrara, Miriam ha conquistato due importanti vittorie con il brano “Settembre” aggiudicandosi il terzo posto nella sezione nuove proposte e il premio della critica come miglior testo.

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Sergio Casabianca, “Prendimi la mano” è il suo nuovo singolo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

SERGIO CASABIANCA

“PRENDIMI LA MANO”

L’artigiano della musica che ha saputo fondere musica, prosa e cabaret, dopo prestigiose partecipazioni (Castrocaro, Sanremo Rock) e numerose collaborazioni (Zucchero, Irene Fornaciari, Paolo Vallesi, Marco Moretti, Marco Baldazzi ecc…), presenta un intimo e denso brano che abbraccia la sfera delle emozioni.

Il singolo, come tutte le intuizioni più vere, nasce in modo spontaneo in un momento particolare di riflessione, dove ogni certezza perde forma, rendendo l’autore vulnerabile all’attacco di quelli che il cantautore stesso definisce “lupi”. Lupi che non gli permettono di raggiungere l’essenza delle cose. Ed ecco allora “Prendimi la mano”, un grido rivolto ad un amore, ad un amico, ad una mamma…al destino, per ritrovare la forza di essere se stesso senza il timore di mettersi a nudo.

L’autore è convinto che tutte le richieste vengono raccolte da una forza universale che ci permette di vedere più lontano di dove siamo adesso e ci porta verso un posto più pulito dove non ci sono dubbi né incertezze, ma solo l’avversarsi del nostro sogno, pronti per accoglierne un altro.

L’arrangiamento ha una sonorità che naviga tra il latino e il reggae ed esprime gioia attraverso la sua ritmica, in cui la tromba canta la sua voglia di fare arrivare un messaggio profondo dentro il cuore di ognuno, mentre le percussioni danno un colore caldo e avvolgente.

Il brano è estratto dall’album, pubblicato la scorsa primavera, “Sorrido libero”, diventato anche uno spettacolo musico-teatrale, presentato al teatro Novelli di Rimini sempre nella primavera 2017. Sorrido Libero è un messaggio, un modo di vivere la vita sapendo godere delle cose semplici ed essenziali, con la certezza che l’Amore spontaneo rimane la più grande forza dell’uomo. Quell’amore che giorno dopo giorno sembra perdere il suo significato più profondo. Un amore universale, l’amore per tutto ciò che ci circonda e per ogni essere vivente; il rispetto verso tutto ciò che non ci appartiene, ma che fa parte della nostra vita.

Testi e musica: Sergio Cenci (Sergio Casabianca)

Arrangiamenti: Francesco Montesi

Produzione: 3 Sound Record

Radiodate: 1 settembre 2017

BIO

Sergio Cenci, in arte Sergio Casabianca, è un cant-attore riminese. Comincia la sua carriera come cantante e cabarettista suonando la chitarra nei locali del riminese. Dotato di grande capacità comunicativa, insieme ad alcuni amici organizza a Rimini uno spettacolo dal titolo “Festival della musica sciancata”, rassegna dedicata a musiche famose rivisitate in chiave ironica, presentato da Alessandro Greco. Dopo essersi proposto al pubblico interpretando cover di grandi artisti, comincia a dedicarsi alla composizione di suoi testi e musiche, esprimendo così appieno le sue doti.  Musicista da diversi anni, ha partecipato ad importanti manifestazioni come l’apertura del concerto  di  Zucchero  a  Parma,  Castrocaro,  Sanremo  Rock  e  altri  spettacoli  a  livello nazionale,  collaborando  con  grandi  artisti  della  musica quali  Giulio  Capiozzo  e  Paul Manners; vanta inoltre numerose collaborazioni artistiche con personaggi dello spettacolo quali: Irene Fornaciari, Filippo Graziani, Paolo Vallesi, Iskra Menarini, Cristina Di Pietro, Andrea Mingardi, Marco Della Noce, Alessandro Politi ed infine i Nomadi aprendo il loro concerto a Rimini nell’occasione del Rose & Crown summer festival 2017.

L’incisione del singolo “Che bambola” lo ha visto ospite di importanti trasmissioni televisive come “Il Senso della vita” con Paolo Bonolis e “Geo & Geo”.

Pubblicherà successivamente i seguenti album:

  • Moda…no grazie! (2003)
  • Mendicante d’amore (2006)
  • E grida… il Mondo (2007)
  • L’indiano (2009)
  • Quando sarò grande (2011)
  • Sorrido libero (2017)

Il genere musicale appartiene alla tipologia dei cantautori, i brani sono scritti dallo stesso Sergio   danno voce all’amore e alle contraddizioni del mondo.  Per coltivare la sua passione per la musica e il suo forte impegno nel sociale (Sergio ha fondato e sostiene la Onlus “Una goccia per il Mondo” di Rimini), chitarrista e voce del suo gruppo musicale, si esibisce nelle piazze e nei teatri nazionali insieme alla sua band.

Personaggio poliedrico, dotato di mille risorse, da alcuni anni Sergio si è avvicinato anche al mondo del teatro scrivendo e interpretando, in collaborazione con i registi Marco Moretti e Marco Baldazzi, diversi spettacoli e ottenendo sempre un grande successo di pubblico.

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/sergiocasabianca.it/

Sito www.sergiocasabianca.com

Player dell’album SORRIDIO LIBERO http://3sr.me/sorridolibero_player

“Maledetto amore” è il nuovo singolo estratto dal nuovo album di Fabrizio Borghese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

FABRIZIO BORGHESE

“MALEDETTO AMORE”

Il secondo singolo estrapolato dall’album di prossima uscita “Do di matto”, attraverso un sound psichedelico anni ’70, racconta le varie sfumature di un amore profondo ma insano.

Come dice il titolo stesso la canzone narra di un amore tormentato, tinto di un carattere distruttivo che sfiora il patologico. La donna descritta nel brano è artefice degli umori, dei pensieri, delle azioni del suo uomo, un uomo in balia dei suoi sensi. La lei della canzone assume una duplice chiave di lettura: quella di salvatrice, che detiene la chiave della ragione, ma anche quella che manifesta la propria indipendenza ed egotismo riducendo il proprio lui a schiavo dell’amore.  Persino il badare a se stesso dell’uomo diviene oggetto di scherno da parte della donna, come se la su a stessa anima non fosse degna di una qualsiasi attenzione da parte di alcuno. In un gioco di colpe e meriti si perde la verità su chi abbia torto o ragione, trama ricamata dall’astuzia femminile che confonde i ruoli, il bene e il male.

Il brano è certamente ispirato alle sonorità rock degli anni 70, alla psichedelia. Non mancano riferimenti a band quali Led Zeppelin, Deep Purple e alle suite rock anni 70 italiane di gruppi quali BMS, PFM. L’ispirazione del pezzo viene, come molte canzoni tormentate dell’animo rock, dopo la fine di una struggente storia d’amore, intrisa di passione, dolore, sensualità e persino malattia, malattia dell’animo e della mente.

Radio date singolo: 1 settembre 2017

Pubblicazione album: settembre 2017

BIO

Il percorso di Fabrizio Borghese ha origini lontane, quando, ad appena 8 anni, su un barcone ormeggiato all’isola di Vulcano, comincia a cantare con impostazione da tenore. L’adolescenza lo portò poi verso il rock psichedelico degli anni 70, cominciando a seguire i Pink Floyd, Led Zeppelin, tutto lo scenario del progressive inglese, e non disdegnando jazz, world music e blues.

Pubblica la raccolta di poesie, per la casa editrice “Europa edizioni” del gruppo “Albatros”, intitolata “DI’ NOTTE”. Attualmente si sta dedicato alla produzione di un album di brani rock.

Curriculum artistico

  • 2003 A 19 anni, partecipa a Sanremo Rock con il brano “Il tempo che corre”
  • 2004 Crea il gruppo rock “I TIRESIA”.
  • 2010 Partecipa al “Festival di Castrocaro” con una cover di Zucchero (Miserere) arrivando in semifinale.
  • Partecipa come corista all’opera “La Traviata” tenutasi nel Museo Diocesano in Napoli.
  • E’ tenore solista nella Messa di Mascagni con il coro della maestra Pia Ferrara, eseguita nel Duomo di Napoli nel Natale 2008.
  • Finalista al concorso lirico internazionale “Valerio Gentile” a Bari anno 2009.
  • Vincitore di borsa di studio nella XV edizione anno 2009 del concorso lirico internazionale “Ritorna Vincitor” (sezione canzone napoletana) e finalista nella sezione lirica.
  • Premiato come rivelazione dell’anno 2009 dall’associazione culturale “I COLORI DI NAPOLI” nell’ambito del Gran Galà svoltosi il 16 novembre 2009 al teatro Sannazzaro in Napoli col patrocinio della Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli e Unicef.
  • Tenore solista al per il capodanno tenutosi a Villa Vannucchi in San Giorgio a Cremano nel gennaio 2010, 2011, 2012, 2014 con il patrocinio del comune di San Giorgio a Cremano.
  • Vincitore del “Premio speciale giovani talenti” durante il primo concorso lirico internazionale “Augusto Zabaroni” di Mercato San Severino.
  • 2011 Finalista al concorso lirico Augusto Zabaioni.
  • 2012 Finalista al concorso lirico Francesco Albanese.
  • 2014 Partecipa ad AREA SANREMO.
  • Il 28 maggio 2014, in seguito alla candidatura sul web, tra circa mille partecipanti, viene convocato a Verona con altri 9 tenori, per la selezione finale per la partecipazione alla trasmissione Rai “UNA VOCE PER L’ARENA”.
  • Partecipa alle selezioni di Italia’s got talent, di x Factor, Videofestival live, Tour music fest, arrivando solo alle semifinali.
  • Nel 2017 produce il nuovo singolo “Identita” edito dalla ADVICE MUSIC.
  • A settembe 2017 è prevista l’uscita dell’album dal titolo “Do di matto” edito dalla ADVICE MUSIC.

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Davide Buzzi, “Te ne vai” è il nuovo singolo del cantautore svizzero italiano

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

DAVIDE BUZZI

“TE NE VAI”

Il brano è estratto dal disco “Non ascoltare in caso d’incendio”, primo episodio di una trilogia pubblicata a scadenze regolari dal 2017 al 2019.

“Te ne vai” è un richiamo sul senso della responsabilità individuale in una realtà quotidiana che risulta sempre più difficile da vivere e affrontare. Al giorno d’oggi, sempre più internet dipendente, sono i social a calare le istruzioni sul nostro modo di vivere. In un mondo dove le persone sono sempre più interconnesse fra loro e dove non è permesso il lusso dell’irrintracciabilità, paradossalmente tutti ci ritroviamo sempre più preda della nostra solitudine, in quanto non più in grado di interagire attraverso il contatto umano diretto fatto di un “ciao come ti chiami?” e di una stretta di mano.

Per Davide Buzzi questo brano ha un significato anche più profondo e legato alla sua battaglia contro la malattia. Il cantautore svizzero da cinque anni combatte contro una rarissima forma tumorale e “Te ne vai” vuole anche essere il suo grido di battaglia, un incitamento a se stesso a non perdere il coraggio.

Le atmosfere e le influenze sonore sono quelle tipiche del rock italiano, dove a dettare il ritmo sono batteria, basso e chitarra e con la voce graffiante di Davide appoggiata su una solida e densa base rock. Alla chitarra solista l’ex Gotthard Jgor Gianola.

Testo: Davide Buzzi

Musica: Davide Buzzi e Alex Cambise

Produttore artistico e arrangiatore: Alex Cambise

Etichetta: Pyramide /distr. IRD

Radio date singolo: 1 settembre 2017

Pubblicazione album: 10 settembre 2017

BIO

Davide Buzzi nasce ad Acquarossa (Svizzera) il 31 dicembre 1968, a pochi minuti da mezzanotte.

Nel 1993 pubblica il suo primo CD “Da grande”, completamente auto prodotto ed in seguito è un susseguirsi di esibizioni, concerti e concorsi, tra i quali il “Festival Internacional de l’Isla de Margarita”, “Una voce per Sanremo”, Sanremo Nuovi Talenti”, “A Voice for Europe”, ecc. Nel 1997 si classifica secondo al Festival di Lissone con la canzone “Vuröss”, dove si aggiudica pure il premio speciale per il miglior testo. Nel 1998 esce il suo secondo CD “Il Diavolo Rosso: Romaneschi”, realizzato con la partecipazione di alcuni musicisti di fama internazionale. Nello stesso anno Davide vince il “Festival di Lissone: Cantem Insemma” con la canzone “Ul Vegèt di Mariunètt”.

Nel 2001 viene invitato ad esibirsi all’ARISTON CAFÈ, nell’ambito delle manifestazioni collaterali al Festival di Sanremo. Per alcuni anni il cantautore ticinese porta le sue canzoni in giro per l’Europa, esibendosi in concerto in Svezia, Svizzera, Italia, Francia, ecc.

Nel 2006, Davide Buzzi si presenta al pubblico con il suo nuovo album, dal titolo “Perdo pezzi”, un lavoro al quale hanno partecipato numerosi artisti internazionali (fra i quali il cantautore italiano Leandro Barsotti ed il Country Man australiano Jason Kemp). Il suo “Perdo i pezzi Tour” (durante il quale è stato accompagnato dalla Band cunense degli Almaplena) ha registrato diverse date fra Italia e Svizzera, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica.

Sempre nel 2006 la sua canzone “Vuröss”, tratta dall’album “Perdo i pezzi”, viene inserita nella KAM Compilation 2006 della casa discografica Kid Antrim Music di Ronkonkoma, NY (USA) e nelle playlist di diverse radio in Australia e USA, dove scala le classifiche delle richieste.

Nel 2009 partecipa al Vannulo Festival di Capaccio (Salerno), dove si esibisce con l’orchestra AGRO, diretta dal m° Matteo Franza, composta da 11 elementi e conosciuta ed apprezzata per le svariate apparizioni sui diversi canali Mediaset.

Nel 2012 è stato candidato agli ISMA Award di di Milwakee (USA), ricevendo due nomination per la canzone “The She Wolf”, scritta per il cantante americano Jimmy Lee Young (canzone Pop dell’anno e canzone Folk dell’anno).

Nel 2013 ha invece ricevuto una nomination per i NAMMY Award di Niagara Falls (NY/USA), sempre per la canzone “The She Wolf” (canzone Folk dell’anno).

Sempre nel 2013, in Albania, è stato il protagonista della  XIII edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, tenendo 2 concerti ufficiali a Tirana e Scutari (Teatro Mijeni).

Purtroppo, a causa di seri problemi di salute, negli ultimi anni Davide ha dovuto rallentare la sua attività musicale, per arrivare infine sospendere le sue esibizioni Live a partire dal mese di gennaio del 2014.

A settembre 2017 esce il primo album del suo nuovo progetto discografico La Trilogia, dal titolo emblematico “Non ascoltare in caso d’incendio” e supportato dal nuovo singolo “Te ne vai”.

La Trilogia, prodotto in collaborazione con Alex Cambise, vedrà la luce in tre fasi, con la pubblicazione dei tre album che la compongono a partire dal 2017 fino al 2019.

Fotografo di formazione, Davide Buzzi è attivo pure nel campo del giornalismo in qualità di membro di redazione del mensile Voce di Blenio e, da diversi anni, come inviato speciale di Radio Fiume Ticino al Festival di Sanremo. Ha scritto diversi racconti brevi, alcuni dei quali sono stati pubblicati in raccolte o sul mensile Voce di Blenio. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro “Il mio nome è Leponte… Johnny Leponte” (ed. Albatros il Filo / Viterbo, Italy) ed attualmente sta lavorando a tre nuovi romanzi.

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Salvatore Riso, “Canzoni inutili” è il nuovo singolo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

“CANZONI INUTILI” È IL NUOVO SINGOLO DEL VINCITORE DEL WEB VIDEO CONTEST “TALENT FACTORY”

Il cantautore campano propone un brano di ispirazione “battistiana” dall’animo sarcastico che crea un ponte fra sonorità “vintage” e sound moderno.

Canzoni inutili è un brano ironico (ma non troppo) in cui l’autore, prendendo in giro anche se stesso, si diverte a raccontare un mondo musicale dove sempre più spesso si producono canzoni “usa e getta”, fatte di melodie orecchiabili ma con scarsi contenuti testuali. Tratto dall’album “Sound check” (2016), “Canzoni inutili” è un brano di chiara ispirazione battistiana (del periodo post Mogol), ed è splendidamente interpretato da Salvatore Riso che riesce ad incarnarne ed esaltarne i contenuti con ironia e leggerezza.

Scritto e arrangiato da Ciro Scognamiglio, il brano unisce elementi “vintage” a sonorità e dinamiche moderne e si avvale della collaborazione artistica di Federico Nardelli (ex Astral Week), che nel brano ha suonato le chitarre acustiche ed elettriche.

Le registrazioni vocali sono state effettuate nell’home studio di Salvatore, mentre tutta la produzione, dalle registrazioni strumentali fino al mastering, è stata curata da Ciro Scognamiglio presso Museek Studio, che è anche l’etichetta indipendente che ha pubblicato l’album.

Etichetta: MUSEEK STUDIO

BIO

Salvatore Riso è un interprete e cantautore italiano. Il suo genere può definirsi pop che miscela cantautorato e sperimentazione. Le canzoni che interpreta riflettono la sua personalità e raccontano storie sincere – a volte impegnate, altre volte ironiche o romantiche – che esprimono le complesse dinamiche dell’animo umano con un linguaggio semplice, a tratti disarmante. Il timbro della sua voce è capace, senza trucchi, di trasmettere emozioni forti e contrastanti, e di rievocare alla mente i grandi cantautori. Sebbene Salvatore Riso canti fin da bambino, la sua carriera professionale inizia nel 2013, anno in cui partecipa al “Cantagiro”. Approda in finale interpretando il brano di N. De Filippis “Un bacio, una carezza, una canzone”. Subito dopo diventa un artista Museek con cui pubblica prima l’EP “Prova a prendermi” (2014) e poi l’album “Sound check” (2016). Quest’ultimo lavoro è anticipato dal singolo “L’amore non è…” (2015), brano che si piazza al primo posto de “Il meglio di Zimbalam”, classifica dei brani più votati dagli utenti dell’omonimo distributore di musica digitale. A marzo del 2017 prende parte a “Talent Factory”, un web video contest a cui Salvatore partecipa con i video di “Canzoni inutili” e “Se”. Con entrambi i brani, raggiunge le finali di giugno e vince sia il 1°, sia il 2° posto, rispettivamente con “Canzoni inutili” e “Se”. Il brano “Se”, inoltre, riceve anche il premio della giuria popolare per essere risultato il video più visto e votato. Attualmente sta lavorando contemporaneamente ad un live e al terzo disco, la cui uscita è prevista entro la fine del 2017.

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Sito ufficiale www.salvatoreriso.it

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Soundcloud soundcloud.com/salvatoreriso

Watt, “Decido io per me” è il loro nuovo singolo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

LA POP-ROCK BAND DI GIOVANISSIMI CHE SOMMA 62 ANNI IN QUATTRO TRAVOLGE LA SCENA MUSICALE COL NUOVO SINGOLO “DECIDO IO PER ME”

Con già alle spalle un’entusiasmante attività live che li ha visti cavalcare i più importanti palchi milanesi (Alcatraz e San Siro), il gruppo di quattro talenti presenta un inno adolescenziale che saprà appassionare tutte le generazioni.

“Decido io per me” è un pezzo pieno di influenze musicali. La ritmica potente e la chitarra distorta si ispirano al punk-rock dei primi anni 2000, mentre le linee melodiche richiamano al pop italiano ed internazionale.

La canzone parla della situazione tipica dell’adolescenza in cui i ragazzi e le ragazze pretendono di poter decidere per loro stessi. Parla della volontà dei ragazzi di seguire le loro passioni e non di seguire i passi degli adulti, di essere se stessi.

Decido io per me esprime la volontà giovanile di non farsi comandare da nessuno.

Guarda il video realizzato con le due guest star Leonardo Manera e Rita Pelusio

www.youtube.com/watch?v=yYxx7K5wgmY

La pop-rock band milanese composta da Luca Corbani, Matteo Rampoldi, Luca Vitariello, Greta Rampoldi annovera già più di 50 concerti su palchi prestigiosi tra cui l’Alcatraz (decretando Greta come la più giovane musicista salita sul questo importante palco) e lo Sta dio di San Siro (dove hanno aperto il concerto di Davide Van de Sfroos).

Radio date: 25 agosto 2017

Greta Rampoldi – voce

Luca Corbani – basso e voce

Matteo Rampoldi – batteria

Luca Vitariello – chitarre e programmazione

BIO

I Watt si formano come gruppo rock di giovanissimi. Nati fra il ’99 e il 2000, e amici fin dai tempi dell’asilo, Luca, Luca e Matteo coltivano da presto la passione per la musica, per cui frequentano alcune fra le più prestigiose scuole milanesi, e arrivano a formare la band nel 2013.

Si attirano fin dall’inizio la simpatia del pubblico, per l’energia fresca che sanno sprigionare nei loro concerti, grazie al repertorio variegato, nato dai differenti gusti musicali i tre componenti, e dal desiderio di spaziare fra la musica dei loro anni e quella respirata a casa per l’influenza dei genitori. Un anno dopo il debutto, l’ingresso della cantante Greta (classe 2004), abbassa ancora la media anagrafica (al momento sommano 62 anni in quattro), e alza l’energia sul palco, tanto che riescono a piazzarsi fra i vincitori nel concorso Emergenza 2015, nonostante siano i più giovani partecipanti di ogni edizione, (e Greta la più giovane musicista salita sull’importante palco dell’Alcatraz di Milano).

Nel 2015 iniziano a comporre pezzi propri, e realizzano un ep, contenente un brano originale (Killers of the world) e tre cover, distribuito sulle più importanti piattaforme digitali.

Nella primavera 2016 portano in scena al prestigioso teatro No’hma di Milano, con la regia di Marco Rampoldi, lo spettacolo (breve e incompleta) Storia del Rock (che piace a noi), appassionante percorso nella loro musica preferita, dai Beatles ai Muse, che viene replicato poi in numerose situazioni outdoor e indoor.

In autunno risultano band preferita dal pubblico alla finale nazionale di Rock Targato Italia. Il brano Contro il muro, registrato al Massive art studio, – e primo testo in italiano, che parla una presa di distanza dall’ossessione da social dei coetanei, molto apprezzato dai giornalisti radiofonici, – entra a far parte della compilation RTI 2016.

È il primo segnale di una virata verso una musica più articolata, che unisce l’energia rock a melodie di forte impatto e suoni moderni.

Questo appare ancora più evidente nel singolo Decido io per me, sempre registrato al Massive, che viene pubblicato, insieme ad un divertente videoclip, a inizio giugno 2017, mese cardine per la band. Il 9 giugno infatti, scelti personalmente dal ‘cantautore laghée’, suonano sul palco di San Siro aprendo il concerto di Davide Van de Sfroos, ed ottenendo un grandissimo successo personale. Successo che si ripete pochi giorni dopo al loro ritorno al Teatro No’hma, dove propongono Pop reloaded – 70 anni di musica italiana riletta dai Watt, un coinvolgente spettacolo in cui molti successi amatissimi vengono ‘rivitalizzati’ utilizzando spesso anche la tecnica del ‘meshup’ con brani e arrangiamenti di star internazionali come Michael Jackson, Madonna, Red hot chili Peppers. Nei prossimi mesi, accanto all’attività live che ripercorrerà il recente spettacolo, si concentreranno sulla composizione e realizzazione di nuovi brani originali, che faranno tesoro delle ultime esaltanti esperienze.

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Marco Rò, “Dune” è il secondo singolo del cantautore romano

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

“DUNE” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTAUTORE ROMANO SCELTO COME COLONNA SONORA DEL DOCUMENTARIO “MATRIMONIO SIRIANO” GIRATO DALLA GIORNALISTA RAI LAURA TANGHERLINI

Il brano è una ballad dal sapore mediorientale che accompagna il reportage di racconto del matrimonio fra il cantante e la Tangherlini sullo sfondo della situazione siriana.

«A un passo da me, vorrei ci fossi tu. Per sempre».

“Dune” è una ballata scritta assieme a Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rai News 24. Si tratta di una canzone d’amore che Marco e Laura, che nel brano partecipa anche con un piccolo cameo vocale,  hanno portato nella loro visita ai campi profughi di Libano e Turchia al confine siriano. Il reportage “Matrimonio siriano”, di cui “Dune” è una delle soundtrack, è contenuto nell’omonimo cofanetto (libro+dvd curati sempre dalla giornalista Rai) in uscita per Infinito Edizioni.

“A un passo da qui” è il titolo del nuovo disco dove Marco Rò ripercorre le tappe del suo viaggio musicale, dall’Italia alla Gran Bretagna, dalla Russia fino in Siria. Le sonorità pop-rock si mescolano al gusto per la canzone d’autore, attingendo al blues e spaziando nelle contaminazioni. Il titolo dell’album prende spunto dal nome del progetto di sensibilizzazione che Marco porta avanti da qualche anno assieme a Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews24, sul dramma dei profughi siriani, e si evolve in una riflessione globale sui diversi aspetti della vita di ognuno. Prodotto da Stefano Bacchiocchi, pre-produzione di Lorenzo Sebastianelli e arrangiamenti di Fabrizio Palma.

Etichetta: Romabbella Records

Radiodate: 25 agosto 2017

Pubblicazione album “A un passo da qui”: 20 settembre 2017

BIO

MARCO RÒ è un cantautore romano, nato come batterista jazz, innamorato del soul e del blues. Dapprima leader della rock band Clyde (“Senza Controllo” –  2004 Videoradio), intraprende la carriera solista, cantando sogni e realtà con l’ironia e il disincanto di un uomo analogico nell’era digitale. Tanto live in giro per l’Italia e collaborazioni come compositore, cantante e corista in produzioni Rai e Mediaset. Dal suo primo Ep (“Un Mondo digitale” – 2011 Novo Sonum/EDEL), sono estratti i singoli “Un mondo digitale”, “Stato d’influenza” e “Trasparente” in rotazione radiofonica e televisiva. In particolare il brano “Un mondo digitale” è stato scelto come colonna sonora ufficiale del Global Junior Challenge 2012, evento organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. A chiusura di una tournée di 15 date durata un anno e mezzo nella federazione Russia, gira il video del singolo “Mosca mon amour” (2014 – AssoDiemme), presentato a Mosca assieme alla cantante Kira Franka e promosso dall’agenzia di stampa Russia News e da Capital FM 105.3, la prima radio moscovita in lingua inglese.  È stato più volte ospite presso il Teatro della Casa Circondariale di Rebibbia in Roma, anche nell’ambito dell’iniziativa sociale Telethon, ed il brano “Immagini a righe”, contenuto nel suo nuovo disco e che tratta il delicato tema della situazione delle carceri in Italia, vanta l’importante partecipazione del cantautore Marco Conidi.  Da   due   anni   collabora   con   la   giornalista   Laura   Tangherlini (Rainews24)   al   progetto   di sensibilizzazione itinerante “A un passo da qui” dedicato ai rifugiati e ai profughi dalla guerra in Siria che ha raccolto l’interesse di varie associazioni, tra le quali Fonopoli.  Il videoclip del brano omonimo che dà anche il nome al suo nuovo disco, è fra i 4 vincitori del Roma Videoclip 2016, avendo conseguito il Premio FSNews Radio, con motivazione: “Originalità del progetto che unisce nuove sonorità a nuovi stili”. La versione in inglese del brano, dal titolo “One step” è stata registrata presso gli studi dell’Abbey Road Institute di Londra. Marco partecipa alla realizzazione della cover “Sei sparito” firmata “The Cerebros” del tormentone dell’estate 2017 Despacito. Il relativo videoclip ha guadagnato 3 milioni di visualizzazione su Facebook e 400.000 su Youtube.

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“Giorni così” è il secondo singolo di Luca Bash

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un ritmo funk incalzante sostiene una canzone che apre una finestra sul punto di vista dell’artista circa la consistenza effimera dei rapporti umani nell’epoca dei social network.

«Al fine di sottolineare o descrivere un fenomeno talvolta si usa un epilogo surreale al fine di identificarne le contraddizioni. Questo è il caso di Giorni Così, in cui descrivo un giorno banale in cui decido di navigare come di consueto sul mio social network preferito, nel dopolavoro, per vedere chi c’è nell’agorà del nuovo millennio. Scrivo un post e, passando da una pagina all’altra, mi gusto i relativi like, commenti, magari condivisioni. E mi crogiolo nel gustarmi la virtuale felicità di vederne i cenni e gli apprezzamenti, i pareri e le battute… ma sento che manca qualcosa. Allora chiedo chi c’è per una birra… ma tutti hanno da fare. Hanno tutti un gran buon motivo per dire “no, grazie”. E mi stupisco del pensiero di cosa darei, in realtà, per una sana sbronza con un amico, forse strano come me, nonostante una serata così banale piena di like». Luca Bash

Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:

«Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash

BIO

Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.

I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

Contatti e social

FACEBOOK www.facebook.com/lucabash.official

SITO UFFICIALE www.lucabash.com

“Cucù” è il nuovo singolo degli Iron Mais

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

IL PIGLIO PROVOCATORIO DELLA BAND COWPUNK TROVA NUOVA ESPRESSIONE IN “CUCÙ”, NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM

 “THE MAGNIFICENT SIX”

Il punto di vista sempre acuto e pungente dei sei istrionici musicisti dà ora vita al racconto musicale che descrive metaforicamente chi vive di rendita senza mai esporsi in prima persona.

“Cucù” è un brano che prende un po’ in giro gli arrampicatori sociali, le persone prevaricanti, i finti saccenti, e lo fa in modo ironico paragonando la loro vita a quella del cuculo, un uccello che si appropria dei nidi altrui senza fatica e che ha la caratteristica, oltre che del canto, del parassitismo.

Il progetto Iron Mais è nato riproponendo alcune pietre miliari del rock, del punk, del metal e non solo in chiave più bluegrass, country, rock’n’roll, stile che viene mantenuto anche nel nuovo album “THE MAGNIFICENT SIX”, parodia del famoso film cult, dove i magnifici sono i sei componenti del gruppo.

Etichetta: Maninalto!

Radio date: 8 settembre 2017

Pubblicazione album: 19 maggio 2017

BIO

Gli Iron Mais sono la più celebre band cowpunk del panorama musicale italiano.
Il progetto nasce dall’idea di rivisitare in uno stile che amalgama folk, bluegrass , country e incisi western, alcuni dei maggiori successi della storia del Rock in tutte le sue epoche e sfumature. I personaggi portati in scena sono Testa di Cane (voce e banjolele), La Contessina (violino e voce), Jack La Treena (banjo e voce), Lo Scollo (contrabbasso), il Ragazzo Nutria (chitarra) e Burrito (batteria).

Il loro show è una miscela esplosiva di ironia, look caratteristico, esilarante carisma bifolco, e soprattutto un groove massiccio ed energico della loro radicata vena hard-core, passando per un’attitudine innata al Roots folk tipico degli Stati Uniti del Sud. Gli Iron Mais hanno portato al main stream un genere misconosciuto al pubblico italiano grazie alla loro partecipazione alla nona edizione del celebre talent X-Factor, durante la quale si sono distinti come qualcosa di assolutamente alternativo rispetto alle edizioni precedenti, e hanno dato identità ad uno stile che fino a prima di loro era pressoché inesistente in Italia.

La produzione discografica della band conta all’attivo un album di cover (HARDCOCK 2015), un EP contenente il primo inedito Nausea (NAUSEA 2016) e il nuovo disco THE MAGNIFICENT SIX (2017) che include anche 6 brani inediti che trattano di temi attuali presentati con la caratteristica ironia, provocazione e irriverenza della band. I brani inediti sono tutti in italiano, scelta voluta per comunicare e coinvolgere in maniera più completa il pubblico ed immergerlo nel goliardico mondo degli IRON MAIS. A partire dal 2017 il management e booking sono gestiti dall’etichetta Maninalto! (www.maninalto.org.).

Contatti e social

Website www.ironmais.com

Facebook www.facebook/ironmais

Instagram https://www.instagram.com/ironmais/

Twitter https://twitter.com/iron_mais

Canale YouTube Iron Mais www.youtube.com/channel/UCHyHw3NcWOVU9SSHiqVTPCg

Canale YouTube Maninalto! www.youtube.com/user/MANINALTOxxxRECORDS

My Escort, “L’estate sta finendo” è la loro reinterpretazione del brano dei Righeira

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

“L’ESTATE STA FINENDO” È LA REINTERPRETAZIONE DEL BRANO DEI RIGHEIRA CHE ACCOMPAGNA LA SECONDA PARTE DELLA TRILOGIA

 “PARENTESI ESTIVE”

Un velo di sana malinconia che caratterizza la fase di passaggio fra quello che è stato e quello che sarà, avvolge la personale ed originale riedizione di un brano-icona degli anni ’80.

Il secondo singolo del progetto “Parentesi estive” vuole rappresentare il buio, l’uomo, il freddo, l’introversione, la malinconia, il blu. Si sottolinea il concetto di solitudine legato anche alla considerazione che nel bene e nel male noi uomini siamo essenzialmente soli, perennemente in lotta contro un fato beffardo e una scarsa lungimiranza che ci porta a confrontarci spesso con accadimenti dolorosi, difficili da affrontare, nonostante inizialmente ci sembrino dolci e pieni di promesse.

«Mi piace pensare però che nonostante tutto, il brano esprima almeno una quota positiva. Non di tristezza fine a se stessa, ma con una parte di consapevolezza e di malinconia, quella tipica settembrina in cui sappiamo che nonostante l’estate sta per terminare, ne tornerà una nuova l’anno venturo e con essa un nuovo ciclo, anche emotivo». Alessio, My Escort

«L’estate sta finendo dei Righeira è sempre stato per me, a dispetto dell’arrangiamento solare e divertito, un brano di intensa potenza drammatica. Con un testo molto semplice e diretto è riuscito fin dal primo ascolto a toccare in profondità un immaginario ancora da forgiare ma sicuramente teso alla malinconia.
Ai tempi avevo 9 anni e oggi come ieri le sensazioni che mi pervadono ascoltando il brano originale sono quelle di mancanza, di freddo, agrodolci proprio come la fine dell’estate, con la sensazione netta che il tempo sia inarrestabile, nonostante tutti i nostri sforzi. Ho sempre desiderato confrontarmi con questa canzone, vestendola coi nostri suoni, le nostre visioni, e l’idea dietro a “Parentesi estive” ci è sembrata una rima baciata con questa cover. L’apertura della nostra parentesi col ritornello che canta a maggio “l’estate non passerà”, il tempo che indifferente prosegue il suo corso arrivando come ogni anno a settembre, un mese sentito da tutti come un “compleanno” dell’anima e la frase che un po’ temevamo ma che non potevamo schivare che canta “l’estate sta finendo”. E’ un po’ come dire che non sappiamo come andranno le cose, potrebbero anche finire male, ma vale comunque la pena viversele a pieno perché nel viaggio la cosa fondamentale non è necessariamente la meta, che magari nemmeno si raggiungerà. Ciò che conta è quanto si incontra lungo il percorso, le esperienze, la nostra formazione, la nostra crescita come individui. Nel viaggio, ciò che conta davvero è il viaggio stesso». Alessio, My Escort

BIO

– I^ era, le origini (2010 – febbraio 2012)

Intenzionato a portare avanti il progetto Alessio, a seguito di un incontro con Luca Agerde forma i My Escort e assieme ad altri due musicisti (Marco Soldà alla batteria e Alex Zerbinati alla chitarra) contatta il produttore artistico losangelino Ronan-Chris Murphy.

Per questioni prettamente logistiche, dopo un lavoro iniziale di arrangiamento e pre-produzione la band torna ad essere un duo.

– II^ era, Canzoni in ritardo (2012 – 2014)

Si uniscono due nuovi elementi (Giacomo “Furia” Furiassi alla batteria e Alberto “Harrison” Marchetti alla chitarra) le persone giuste al momento giusto che permettono di portare finalmente a termine la produzione di Canzoni in Ritardo (il primo album) grazie anche al felice contributo di Matteo Franzan in cabina di regia.

– III^ era, Daniele Trevisan (maggio 2014 – giugno 2016)

Differenti visioni artistiche si tradurranno in un nuovo avvicendamento con l’uscita di Furia e Harrison e l’arrivo in pianta stabile di Daniele Trevisan alla chitarra (marzo 2014), Alberto Rosa alla seconda chitarra (novembre 2014), Giulio Burato alla batteria (novembre 2015).

– IV^ era, in cerca di stabilità (luglio 2016 – febbraio 2017)
Per difficoltà logistiche legate alla professione, Alberto esce dal gruppo. Lo sostituisce Davide Traforti (settembre 2016).

Per difficoltà logistiche legate alla professione, anche Giulio lascia la band.

(novembre 2016 – marzo 2017): Antonio subentra alla batteria.

– V era, Parentesi estive (marzo 2017 – presente)

La band inizia a marzo la pre-produzione del nuovo materiale post C.I.R..

“Parentesi estive” sarà il titolo di un EP di tre brani che usciranno scadenzati dall’inizio alla fine dell’estate accompagnati da un cortometraggio a sua volta serializzato in 3 episodi.

  1. a) “Parentesi estive” è anche il nome del primo singolo ed esce il 5 maggio.

Nel frattempo per incompatibilità caratteriali Antonio esce dalla band, lo sostituirà Milan Stevanovic in aprile, sin dalle sessioni di registrazioni del nuovo EP, portando dopo anni quella stabilità e quel sound tanto cercati sin dagli albori.

Un mese dopo esce anche “lost in the sun” la versione inglese di “parentesi estive”, leggermente rimaneggiata sia a livello metrico che di arrangiamento.

  1. b) “L’estate sta finendo” è il nome del secondo estratto da “parentesi estive”. La cover dei Righeira rivista secondo la sensibilità della band esce il 1° di settembre.

La band:

– Alessio Montagna: piano e voce

– Luca Agerde: basso

– Daniele Trevisan: chitarre

– Davide Traforti: chitarre

– Milan Stevanovic: batteria

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