Archivio Autore

nzprnews

digital pr

Consulta: biografia e attività professionale del giudice Nicolò Zanon

Scritto da nzprnews il . Pubblicato in Istruzione, Legale

Il profilo formativo e professionale di Nicolò Zanon: dal 2014 giudice della Corte Costituzionale, è Professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano (fuori ruolo in ragione dell’incarico di giudice costituzionale

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: la carriera in ambito accademico

Il conferimento nel 2017 di un’onorificenza di prestigio come il Cavalierato di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana è solo uno dei traguardi raggiunti da Nicolò Zanon nel corso della sua ricca carriera. Giurista e docente originario di Torino, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi della città piemontese con una tesi in Diritto pubblico comparato. Successivamente, per dare continuità al proprio percorso accademico, si trasferisce presso l’Università di Firenze per conseguire il Dottorato di ricerca in Diritto comparato. Tra il 1991 e il 1996 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino è stato Ricercatore in Diritto costituzionale comparato. Ha svolto soggiorni di studio anche all’estero: in Francia, presso il Groupe de recherches et études sur la justice constitutionnelle di Aix-en-Provence, e in Germania, presso l’Università di Bayreut. Dopo numerosi incarichi di insegnamento in diverse Università diventa Professore ordinario presso la Statale di Milano.

Nicolò Zanon: la produzione scientifica e gli incarichi di rilievo istituzionale

In ambito scientifico Nicolò Zanon si è occupato in particolare di questioni relative alla posizione costituzionale dei parlamentari e della loro tradizionale libertà da vincoli di mandato. Si è interessato anche di problematiche attinenti al diritto regionale, alla giustizia costituzionale e alla tutela dei diritti fondamentali nell’ordinamento italiano e in ordinamenti stranieri e di questioni relative a ruolo e poteri della magistratura nel nostro sistema costituzionale. È autore di numerosi articoli pubblicate su riviste giuridiche italiane (Giurisprudenza costituzionale, Le Regioni, Quaderni costituzionali, Giurisprudenza italiana) e straniere (Annuaire international de justice constitutionnelle). Già Componente del “Gruppo di lavoro per la Riforma dello Statuto regionale”, ha fatto parte anche del Comitato di redazione della rivista “Ideazione” e dei Comitati scientifici delle riviste “Giurisprudenza costituzionale” e “Percorsi costituzionali”, oltre a cooperare nella direzione della rivista “Quaderni costituzionali”. Ha collaborato inoltre come editorialista per quotidiani importanti come “Il Sole 24 Ore”, “Il Giornale” e “Libero”. In ambito istituzionale, dopo l’incarico di Componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura e l’inclusione nella Commissione dei cd. “saggi” per la revisione della parte seconda della Costituzione, il 18 ottobre 2014 è stato nominato giudice della Corte costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Attualmente Nicolò Zanon, che nel 1996-1997 aveva lavorato come assistente di studio del giudice costituzionale prof. Valerio Onida, svolge il proprio incarico alla Consulta.

La carriera professionale di Nicolò Zanon

Scritto da nzprnews il . Pubblicato in Affari, Aziende, Legale

Nicolò Zanon, giurista e docente italiano, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e il titolo di Dottore in ricerca in Diritto Comparato. La sua carriera universitaria inizia in qualità di ricercatore, fino a diventare Professore ordinario. Ricopre diversi incarichi istituzionali. Nel 2017 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e, dal 2014, è Giudice della Corte costituzionale.

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: formazione e attività di ricerca

Nicolò Zanon nasce a Torino nel 1961. Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università della città e consegue il titolo di dottore in ricerca in Diritto comparato. Nei primi anni della sua carriera universitaria, si dedica ad un’intesa attività di ricerca e di formazione all’estero, soggiornando in Francia e in Germania. Lavora come Assistente di studio del Giudice costituzionale Valerio Onida, a Roma, e parallelamente prosegue la carriera universitaria insegnando come professore a contratto in diversi atenei italiani. In questi anni, si dedica, inoltre, alla pubblicazione di testi scientifici su riviste italiane e straniere. Ha fatto parte del comitato di redazione della rivista “Ideazione”, del comitato scientifico di “Giurisprudenza Costituzionale” e di “Percorsi Costituzionali” e della direzione di “Quaderni Costituzionali”. Nicolò Zanon è stato, inoltre, editorialista per noti quotidiani, quali “Il Sole 24 Ore”, “Libero” e “Il Giornale”.

Nicolò Zanon: ruoli istituzionali

Nicolò Zanon si impegna anche a livello associativo, diventando un membro del Consiglio di Amministrazione della FIRC, Fondazione Italiana per la ricerca contro il cancro e socio di “Italiadecide – Associazione di ricerca per la qualità delle politiche pubbliche”. Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali: nel 2010 è stato eletto componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura dal Parlamento in seduta comune. Tre anni più tardi, fa parte della Commissione dei “saggi” responsabili della revisione della parte seconda della Costituzione. Nel 2017 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Ad oggi, Nicolò Zanon è Giudice della Corte costituzionale, essendo stato nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’ottobre 2014 e Professore ordinario di Diritto Costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano.

Corte costituzionale: la carriera del Giudice Nicolò Zanon

Scritto da nzprnews il . Pubblicato in Aziende

Nicolò Zanon si laurea in Giurisprudenza a Torino con una tesi in Diritto pubblico comparato: la sua carriera inizia negli anni ’90 e lo porta a insegnare in prestigiose università italiane, fino a ricoprire l’incarico di Giudice della Corte costituzionale su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: la formazione e l’attività di docente

Originario di Torino, Nicolò Zanon si laurea a piani voti in Giurisprudenza, presentando una tesi in Diritto Pubblico comparato. Dopo aver ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Diritto comparato presso l’Università di Firenze, inizia a lavorare nel 1996 come Assistente di studio del giudice costituzionale prof. Valerio Onida e, al contempo, termina gli studi approfondendo le proprie conoscenze anche all’estero, in Francia e in Germania. La sua carriera accademica inizia come professore a contratto di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università Bocconi di Milano. Nicolò Zanon insegna, inoltre, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova e presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Milano-Bicocca. Attualmente prosegue il suo impegno accademico come Professore Ordinario (fuori ruolo, per l’incarico alla Corte costituzionale) di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, dedicandosi inoltre alla produzione scientifica: si occupa principalmente di tematiche legate alla posizione costituzionale dei parlamentari e alla loro tradizionale libertà da vincoli di mandato. Si interessa di giustizia costituzionale e di problemi inerenti alla difesa dei diritti fondamentali, nell’ordinamento italiano così come in quelli esteri.

Nicolò Zanon: la produzione scientifica e gli incarichi attuali

Oltre alla sua attività di docente, Nicolò Zanon è attualmente Giudice della Corte costituzionale su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ricopre questo incarico dal 18 ottobre 2014. Nel 2017 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Dall’ottobre del 2000 a luglio 2010 è stato membro del Comitato Legislativo della Regione Lombardia. Ha collaborato con la Commissione parlamentare per le questioni regionali in qualità di consulente, oltre a far parte del board “Riforme e garanzie” della Fondazione Magna Carta. Per dieci anni, a partire dal 2001 Nicolò Zanon è stato membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Italiana per la ricerca contro il cancro (FIRC). Nel 2013 entra a far parte della Commissione dei cd. “saggi” per la revisione della parte seconda della Costituzione. La produzione scientifica del giurista e docente è ricca ed articolata: autore di numerosi articoli per riviste giuridiche italiane e straniere, ha fatto parte del comitato di redazione di “Ideazione”, del comitato scientifico di “Giurisprudenza costituzionale” e della direzione di “Quaderni costituzionali”. Ha svolto l’attività di editorialista per importanti quotidiani italiani quali “Il Sole 24 Ore”, “Il Giornale” e “Libero”.

Nicolò Zanon ospite del seminario a tematica “Consulta e coscienza sociale”

Scritto da nzprnews il . Pubblicato in Aziende

Nicolò Zanon, giudice della Corte costituzionale e docente di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano, è stato invitato nel gennaio 2018 a un seminario promosso dall’Università di Catania sui riflessi dell’evoluzione della coscienza sociale nei giudizi di legittimità costituzionale delle leggi di fronte alla Consulta.

Nicolò Zanon, giudice corte costituzionale

Nicolò Zanon relaziona all’interno di un workshop intitolato “Corte costituzionale e coscienza sociale”

Nicolò Zanon è intervenuto nel corso del seminario tenutosi lo scorso gennaio 2018 e ospitato dal Dipartimento di Diritto dell’Università di Catania avente come oggetto il margine di manovra a disposizione della Consulta per intervenire ed eventualmente sollecitare il legislatore a legiferare per adeguarsi ad una evoluta coscienza sociale in merito a tematiche di forte interesse e attualità presso la collettività. La tavola rotonda è stata inaugurata con i saluti del rettore Francesco Basile, del responsabile di dipartimento Roberto Pennisi e della coordinatrice del dottorato in giurisprudenza Anna Maria Maugeri. A dare inizio ai singoli interventi è stata invece la prof.ssa Adriana Ciancio, docente di Diritto costituzionale che ha introdotto Nicolò Zanon presentandolo come artefice di numerosi e utili studi in materia di diritto, sottolineandone anche l’impegno in diversi frangenti di centrale interesse per i cittadini italiani, quali ad esempio la relazione della sentenza 35/2017 che ha decretato la parziale contrarietà alla Costituzione della legge recante il sistema elettorale cd. Italicum. Nelle parole del rettore, questo workshop ulteriormente “testimonia la qualità dell’offerta didattica del nostro dipartimento di Giurisprudenza, non a caso recentemente inserito nel novero dei dipartimenti di eccellenza del Paese” ed è a maggior ragione di prepotente attualità per via del sempre più veloce cambiamento della coscienza sociale che impone un conseguente adattamento delle leggi dello Stato.

Nicolò Zanon porta uno study case a sostegno concreto della sua tesi interventista, ma con moderazione

Nicolò Zanon nel suo intervento, pur sottolineando la difficoltà di accordarsi sulla definizione stessa di coscienza sociale.. rileva che essa sembra rimandare a un’oggettività antitetica a qualsiasi parere soggettivo di singoli o collegi. Diventa quindi fondamentale da parte della Corte Costituzionale agire con circospezione senza sconfinare troppo in territori di competenza preponderante da parte del legislatore. A supporto della tesi che vede il giudice costituzionale, nei casi ove latita l’intervento del Parlamento, quale garante di una trasposizione a livello giuridico dei cambiamenti della coscienza sociale, Zanon ha portato la storia dell’attribuzione esclusiva del cognome paterno imposta alla prole, di recente dichiarata illegittima proprio dalla Consulta di cui fa parte. Il giudice costituzionale ha a tal proposito portato alla memoria degli astanti il fatto che la prima volta che la Corte fu chiamata a pronunciarsi su questo caso ormai trent’anni fa, nel 1988, rimandò il giudizio proprio al legislatore, sollecitandolo così a intervenire per colmare una lacuna che era di sua esclusiva competenza. Nuovamente interrogata nel 2006, la Corte questa volta sentenziò che il sistema di trasmissione del cognome è figlio di una tradizione e cultura di stampo patriarcale e contrastante con gli articoli della Costituzione che garantiscono la parità dei sessi, rimettendo però nuovamente la questione alla sovranità del Parlamento. Infine, nel 2016 la sentenza n. 286 ribaltò la situazione indicando la legge vigente come contraria alla Costituzione e ponendo così fine a un silenzio che si potrebbe definire quasi assordante da parte dell’organo legislativo, visto anche il richiamo della Corte europea dei Diritti dell’uomo a rispettare il divieto di discriminazione precedentemente enunciato dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Nicolò Zanon ha quindi spiegato il caso sopra enunciato esortando il pubblico a leggerlo con un doppio punto di vista: “C’è chi vede nella prima decisione della Corte del 2006 un’eccessiva deferenza, quasi una forma di timidezza nei confronti del legislatore. Si può invece interpretare quella decisione del 2006 come un esempio di equilibrio (è giusto attendere l’intervento del legislatore) e, contemporaneamente, quella del 2016 come un modello di fermezza, che porta all’accoglimento della questione di legittimità costituzionale dopo che il legislatore perdura nella propria inerzia”.

Reati ostativi: la sentenza n. 174 ha come relatore Nicolò Zanon

Scritto da nzprnews il . Pubblicato in Aziende, Economia

Nicolò Zanon, giurista e docente presso l’Università degli Studi di Milano, si occupa delle detenute per “reati ostativi” con la sentenza n. 174 della Corte costituzionale, fondamentale per definire le dinamiche legate all’assistenza esterna ai figli minori di 10 anni.

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: la sentenza n. 174 della Corte costituzionale

La sentenza n. 174 della Corte costituzionale depositata il 23 luglio 2018 sancisce l’incostituzionalità dell’esclusione dal beneficio dell’assistenza esterna dei figli minori di 10 anni delle detenute per “reati ostativi”. La sentenza, che ha come relatore Nicolò Zanon, afferma che “subordinare il beneficio dell’assistenza esterna ai figli minori di 10 anni alla scelta di collaborare con la giustizia significa condizionare in via assoluta e presuntiva la tutela del rapporto tra madre e figlio in tenera età al ‘ravvedimento’ della condannata”. Come già riportato nella sentenza n. 239 del 2014, è possibile condizionare alla collaborazione con la giustizia l’accesso a un beneficio se quest’ultimo ha come scopo esclusivo la risocializzazione del detenuto. Questa possibilità non sussiste invece se al centro della tutela c’è un interesse “esterno”, a maggior ragione se si tratta dell’interesse del figlio minore a un rapporto quanto più possibile normale con la madre, interesse costituzionalmente garantito.

Il ritratto professionale di Nicolò Zanon

Nicolò Zanon, classe 1961, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Torino con una tesi in Diritto pubblico comparato. Dopo aver conseguito il titolo di dottore in ricerca in Diritto comparato presso l’Università di Firenze, opera come ricercatore presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino. In questi anni, tra il 1991 e il 1996 completa il suo percorso di formazione, studiando anche all’estero, in Francia e Germania. Dal 1996 al 1997 è Assistente di Studio del giudice costituzionale prof. Valerio Onida, mentre al contempo è professore a contratto di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università Bocconi di Milano. La sua attività di docente prosegue in altri importanti atenei, come l’Università di Padova, l’Università Milano-Bicocca e l’Università degli Studi di Milano. Nicolò Zanon è autore di numerosi testi scientifici, nei quali si occupa principalmente della posizione costituzionale dei parlamentari e della loro tradizionale libertà da vincoli di mandato, oltre che di problematiche attinenti al diritto regionale, alla giustizia costituzionale e alla tutela dei diritti fondamentali nell’ordinamento italiano e in quelli stranieri. A seguito di elezione da parte del Parlamento in seduta comune, è stato componente del Consiglio superiore della Magistratura dal 2010 al 2014.Attualmente ricopre la carica di giudice della Corte costituzionale, su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricevuta il 18 ottobre 2014. È Ordinario (fuori ruolo) di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. Nel 2017 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.