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Italia Terapia Dolore, relazione al Parlamento

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Salute

Piccoli passi avanti ma ancora tante ombre, in Italia, in materia di cure palliative e terapia del dolore.

Terapia del dolore

Ad esempio, solo in 4 Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Basilicata) e’ attiva la Rete pediatrica. E’ quanto emerge dalla Relazione al Parlamento (2012) sullo stato di attuazione della Legge 38 del 2010, inviata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin alle Camere.

Terapia dolore

“Il nostro Paese – si legge sul sito del ministero della Salute – ha intrapreso un percorso virtuoso in materia di cure palliative e terapia del dolore ma e’ ancora molto lunga la strada da
percorrere per il pieno raggiungimento degli obiettivi, specialmente nell’assistenza al paziente in eta’ pediatrica”.

Dalla relazione emerge che solo 11 Regioni su 21 (52%) hanno formalizzato l’atto di delibera della Rete pediatrica. Ma quel che e’ peggio e’ che solo 4 Regioni hanno dichiarato che la rete e’ attiva
(Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Basilicata).

Cinque regioni (23%) dichiarano che la rete non e’ ancora attiva ma in via di organizzazione (P.A. Trento, Marche, Puglia, Campania e Calabria) e due Regioni dichiarano che la rete non e’ ancora attiva e ancora non in fase di organizzazione (Valle d’Aosta e Piemonte).

FONTE: marcofilippini.it

Marco Filippini / Diclofenac, rischio cardiovascolare, nuove avvertenze AIFA

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Salute

Rischio cardiovascolare, nuove avvertenze Aifa. Sul sito di Marco Filippini, aggiornamento costante sulla terapia del dolore.

AIFA

Sulla questione del diclofenac, l’Italia si allinea all’Europa. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti recepito le raccomandazioni del Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) – il comitato della European Medicines Agency (EMA) per la Farmacovigilanza – che di recente ha completato un’approfondita revisione a livello europeo sulla sicurezza cardiovascolare di questo FANS, ampiamente usato per il sollievo del dolore e dell’infiammazione in una vasta gamma di condizioni, tra cui le condizioni artritiche e i disordini acuti muscoloscheletrici.

Secondo il PRAC, l’impiego di diclofenac, somministrato per via sistemica, causerebbe “un aumento del rischio di trombosi arteriosa, simile a quello degli inibitori selettivi della COX-2”. Pertanto, avverte l’AIFA, la terapia a base di diclofenac è ora “controindicata in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia accertata, cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e malattie cerebrovascolari”.

Inoltre, prosegue l’Agenzia, è consigliabile che il trattamento “venga iniziato solamente in seguito a un’attenta valutazione dei pazienti per i fattori di rischio di eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito e fumo)” e che, comunque, per tutti i soggetti venga impiegata “la dose minima efficace per la durata di cura più breve possibile, necessaria a controllare i sintomi”.

Assieme al diclofenac, altre tre categorie farmacologiche hanno subìto limitazioni da parte del Committee: le soluzioni per infusione a base di amido idrossielitico, i medicinali con codeina (quando usati per alleviare il dolore nei bambini) e i farmaci orali e supposte a base di flupirtina.

FONTE: marcofilippini.it

Tabarelli Nomisma, L’unica strada per l’Europa è la Russia e il Nord Africa

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Economia

“L’unica strada per l’Europa è la Russia e il Nord Africa: spetta a noi europei, italiani fare in modo che questo percorso sia più veloce e più positivo per entrambe le parti”. Così il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, commenta l’intervento dell’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, sui nuovi scenari mondiali dell’energia all’Atlantic Council. Lo shale gas è una delle priorità.

Energia Tabarelli Russia e Nord Africa unica strada per Europa_02

Tabarelli condivide la “visione ampia e profonda delle dinamiche mondiali” offerta nell’intervento di Scaroni e, in particolare, sotto il profilo geopolitico, del ruolo della Russia per l’Europa. Il presidente di Nomisma Energia evidenzia come, sul fronte energetico, i Paesi del Nord Europa “riescano a fare molto bene mentre in Italia si riesce a fare poco e male” a causa della burocrazia e delle resistenze territoriali.

“Lo shale gas è una delle priorità – spiega Tabarelli – le regole vogliono che i fattori produttivi siano forniti alle fabbriche in maniera economica. Negli Stati Uniti i prezzi dell’energia sono molto bassi grazie a questa rivoluzione che è lo shale gas. In Europa siamo molto distanti per vari problemi. Se negli Usa il gas costa un terzo che da noi – ribadisce il presidente di Nomisma Energia – è perchè i costi di produzione dello shale gas sono bassi ma – osserva – sono superiori ai costi di produzione di quello convenzionale in Nord Africa e Russia. Abbiamo delle potenzialità vicino a casa e dobbiamo lavorare con questi Paesi per comprare gas da loro a prezzi più vicini ai loro costi. E per fare questo dobbiamo continuare sulla strada difficilissima che Eni, così come l’Agip negli anni ‘30, ha intrapreso e che è inevitabile”.

Tabarelli sottolinea la presenza di ostacoli in Europa per lo sviluppo dello shale gas. “Viviamo in un continente ricco, ‘pensionato’ e ambientalista che ha paura di tutto. Nonostante mezzo secolo di sforzi per affrancarsi dalla dipendenza dagli idrocarburi, questi contano ancora per il 60% dei consumi”.

FONTE: Agi.it

Dolore Progetto Teseo per migliorare la qualità di vita dei pazienti

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Salute

Sito Marco Filippini, terapia del dolore, progetto Teseo, Totalmente dedicato ai medici di medicina generale per dare concreta attuazione alle Aggregazioni funzionali territoriali previste dalla legge 38/2010 e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Terapia del Dolore Progetto Teseo

Questo in sintesi il progetto Teseo: a partire da un primo intervento su 21 medici-formatori “con speciale interesse per le cure palliative” per arrivare a cascata al coinvolgimento di 335 colleghi sul territorio, con un’attività continuativa di audit.

Terapia del dolore

Presentato in occasione di Impact 2013 e promosso da Simg. «Essere seguiti da un medico specificatamente formato sul dolore – dichiara Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico, responsabile area dolore e cure palliative della Simg e referente scientifico del progetto Teseo – permette al paziente di essere sottoposto a un accurato esame clinico dedicato e a un percorso terapeutico finalizzato verso obiettivi con lui condivisi».

I risultati sono incoraggianti ma partiamo di numeri piccolissimi: le visite cliniche specifiche
per il dolore, che prima del progetto non rientravano nella pratica clinica del Mmg, hanno portato a diagnosticare e a tipizzare il dolore per 3.820 pazienti (pari all’1,2% del totale), somministrando una terapia appropriata.

In circa la metà dei pazienti è stato diagnosticato un dolore di tipo infiammatorio, in un terzo di tipo meccanico strutturale e in 1 paziente su 5 è stato identificato un dolore neuropatico. Solo il 28% è malato oncologico, mentre gli altri sono affetti da altre patologie, in primis di natura cardiovascolare (16%).

Fonte Impact 2013

FONTE: marcofilippini.it

Paolo Scaroni / Atlantic Council: il Nord Africa ci stupirà

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Economia

Washington, intervento di Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni, all’apertura dei lavori sui nuovi scenari mondiali dell’energia all’Atlantic Council. Gli USA crescono e l’opportunità di ripresa per l’Unione Europea è la creazione di un new deal energetico. Il Nord Africa potrebbe stupire e diventare regione forte e florida.

Ieri a Washington DC l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, è stato invitato ad aprire i lavori sui nuovi scenari mondiali dell’energia all’Atlantic Council. Pubblichiamo una sintesi del suo intervento.

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Energia e geopolitica sono da sempre legate tra loro: Stati Uniti, Russia e Nord Africa sono tra i protagonisti di questo periodo storico. Occuparmi di questi Paesi è il mio lavoro. Penso a Russia, Libia e Algeria ogni giorno ed è alla loro situazione che rivolgo il mio ultimo pensiero prima di addormentarmi. Questo perché Eni compra gas dalla Russia ogni anno per 8 miliardi di dollari, il che ci rende il primo cliente di Gazprom al mondo, ed è di gran lunga la prima società petrolifera internazionale del Nord Africa.

Paesi questi che, oggi più che mai, sono influenzati da ciò che succede negli Stati Uniti.

La rivoluzione dello shale gas in America ha cambiato le dinamiche della competizione globale. Gli Stati Uniti già godevano rispetto all’Europa di un vantaggio competitivo offrendo da sempre un contesto favorevole all’industria e al mondo degli affari con leggi e regole pragmatiche, una forza lavoro qualificata e flessibile e un grande mercato. Oggi la buon notizia per gli Stati Uniti è che possono contare su tutta l’energia di cui hanno bisogno a prezzi imbattibili.

Quella che è un’ottima notizia per gli Stati Uniti non lo è per la nostra Europa. La nostra industria, già mortificata dal calo della domanda e da un mercato del lavoro ancora troppo rigido, deve ora competere con l’industria americana che paga il gas un terzo di quella europea e l’elettricità meno della metà.

Come le buone idee e i capitali anche gli investimenti industriali hanno le gambe e non esitano a traslocare nella regione del mondo che offre tutto ciò che l’Europa stenta a dare. Questo ha contribuito alla diminuzione della domanda di gas in Europa del 15% rispetto al 2008, un fenomeno che non trova analogie dal secondo dopoguerra e che non si arresterà da solo.

Certo, la nostra industria potrebbe beneficiare dei prezzi dello shale gas americano quando sarà esportato. Ma ciò non basta per renderla competitiva con gli Stati Uniti perché tra costi di liquefazione, trasporto e rigassificazione il gas costerà comunque il doppio rispetto agli Stati Uniti.

Se l’Europa ambisce a un rinascimento industriale – con ricadute positive in termini di crescita e occupazione – deve inventarsi un «new deal energetico».

La prima priorità è lo shale gas, che probabilmente in Europa c’è e in quantità rilevanti. Per sfruttarlo appieno serve però un consenso politico, che manca. Proprio lo scorso fine settimana il presidente francese, Francois Hollande, ha dichiarato che fino a quando rimarrà in carica non ci sarà alcuna attività per lo shale gas in Francia. Quindi per poter accedere alle promettenti risorse di shale gas francesi l’Europa dovrà aspettare che il presidente Hollande cambi idea o che la Francia cambi il suo presidente.

Altri possibili interventi per assicurare energia a basso costo potrebbero essere il miglior sfruttamento degli idrocarburi convenzionali, l’efficienza energetica. In un mondo ideale ci potrebbe essere anche il nucleare. Ma c’è anche un’altra soluzione: l’Europa potrebbe rafforzare i legami politici con i suoi tradizionali fornitori di gas; Algeria, Libia e soprattutto Russia.

Gli interessi di lungo periodo dell’Europa coincidono con quelli dei suoi fornitori. Per sopravvivere, le nostre imprese hanno bisogno di poter contare su gas a prezzi competitivi. La Russia ha tutto l’interesse ad avere un’Europa industriale forte e in crescita essendo il mercato di sbocco naturale dei suoi idrocarburi. Se le compagnie europee emigrassero negli Stati Uniti sarebbe un danno per tutti: i giovani europei non avrebbero lavoro e i giovani russi non avrebbero a chi vendere il gas. Al contrario, se le nostre aziende potessero avere gas russo in abbondanza a prezzi competitivi sarebbe un grosso vantaggio per entrambi. Non credo che la Russia possa diventare il nostro Texas in tempi brevi. Vi è ancora molta diffidenza soprattutto politica, ma quando gli interessi economici sono così vicini una strada prima o poi la si trova. Altro tema fondamentale dello scenario energetico mondiale è l’evoluzione del Nord Africa.

L’Algeria, recente vittima di un grave attacco terroristico, sta per affrontare nuove elezioni presidenziali. Faccio parte di coloro che pensano che l’attacco al campo di In Amenas sia stato un evento isolato, e che l’Algeria, con le sue istituzioni solide e con una ricchezza petrolifera ben gestita, sarà capace di affrontare al meglio il proprio futuro.

Anche sull’Egitto sono ottimista. Certo, i recenti episodi di violenza sono motivo di preoccupazione. Ma l’Egitto ha dalla sua una classe media forte e istituzioni solide, elementi che sosterranno la stabilizzazione. La preoccupazione principale è che il Paese è sempre più povero. Le manifestazioni di Piazza Tahrir sono certamente positive per il processo di democratizzazione in Egitto ma non incoraggiano il turismo, la principale fonte di ricchezza del Paese. La situazione sembra migliorare, le piazze sono meno frequentate e spero che non sia solo un effetto del Ramadan.

Il guado più difficile lo sta attraversando la Libia, che si trova a costruire uno stato dopo più di 40 anni di dittatura. Al momento, in Libia, sono armati praticamente tutti – tranne il governo che non dispone di un esercito. Ma anche la Libia ha punti di forza sui quali fare leva. Politici e cittadini stanno affrontando la situazione con molta pazienza. Inoltre la Libia è potenzialmente un Paese ricchissimo, con meno di 6 milioni di abitanti e 2 milioni di barili al giorno di capacità produttiva di idrocarburi. Potrebbe essere un altro Qatar, Kuwait o Abu Dhabi, un buon punto di partenza per costruire uno Stato solido.

In conclusione, gli Stati Uniti hanno davanti anni di grande crescita, l’Europa dovrà reinventarsi per rimanere competitiva e il Nord Africa smentirà i pessimisti diventando una regione forte e florida.

FONTE: Corriere.it

Terapia del dolore, le cifre della non prescrizione

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Salute

Terapia del dolore, le cifre della non prescrizione. Sul sito di Marco Filippini, per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore.

Terapia del dolore

Acquistate nel 2012 57,4 milioni di confezioni di farmaci contro il dolore senza ricetta. Questa classe terapeutica è seconda per importanza in termini di spesa e val circa 437 milioni di euro.

Gli antinfiammatori e gli analgesici generali (tra cui spiccano Paracetamolo, Ibuprofene e Diclofenac) rappresentano il 48,6% del mercato, i farmaci contro i dolori muscolari il 39,6%.

I medicinali per i dolori muscolari costituiscono un volume di affari pari a 217,7 milioni di € mentre la spesa per gli analgesici senza prescrizione ammonta a 174,7 milioni di €.

Una cifra enorme soprattutto se messa a paragone di farmaci analgesici con prescrizione: questi farmaci sono molto più efficaci, vengono prescritti dal medico con cognizione di causa e non devono essere pagati di tasca propria (e in ogni caso il mercato che vale meno di 90 milioni di €).

FONTE: marcofilippini.it

Eni Pugile in Riposo, Gay Talese illustra questo antico capolavoro

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Arte, Cultura

New York, al Metropolitan Museum ospite d’eccezione Gay Talese, giornalista e scrittore statunitense, illustra la famosa statua del “Pugilatore in riposo”, capolavoro d’arte esposto per la prima volta negli USA, grazie ad Eni, main sponsor dell’esposizione.

GAY TALESE Pugile in Riposo

Mi chiamo Gay Talese. Questo è il pugile. Questa antica e magnifica statua “il pugile a riposo” è la rappresentazione della preoccupazione che l’uomo ha da tempo immemore della paura.
Da secoli prima della nascita di Cristo e fino a ieri stesso su qualche ring un pugile simile a questo si è confrontato con la paura.

Non c’è nulla di simile al pugilato tra tutti quei tentativi di confrontarsi con la paura di essere sconfitti e non solo ma di essere sconfitti davanti a un folto pubblico di spettatori. Per affrontare questa paura bisogna avere sia senso dell’umiltà che coraggio, in una misura superiore a quella posseduta anche dagli uomini più potenti.

Questa statua porta ancora sul viso i segni che l’artista gli inflisse in un’epoca che sembra precedere la nascita di Cristo ma si tratta di un’opera contemporanea. Questo è un uomo con il quale ho parlato io stesso nel corso della mia carriera di giornalista sportivo al servizio del New York Times – posso dirlo perché negli ultimi cinquant’anni ho parlato con tutti i pugili degni di questo nome.
Credo che quello che ho sentito dai pugili del mio tempo trova un riscontro nell’espressione di questa statua, rappresentazione dei lottatori del tempo antico.

Ricordo i tanti incontri a cui ho assistito dal bordo del ring e durante i quali i pugili cercavano di fare il loro meglio per sconfiggere il loro nemico al momento opportuno di fronte ad una grande folla. E se gli capitava di dover perdere subendo i colpi dolorosi che solo questo sport sa infliggere una volta rimasti soli i pugili dovevano anche dover fare i conti con la loro delusione e sconfitta. Io stesso sono stato negli spogliatoi dopo un match dove sul pavimento giacevano asciugamani e rivolgendomi al pugile attorniato dai suoi trainer chiedevo: Che cosa è successo? Che cosa è successo? Non hai visto che stava arrivando?

Pugile in Riposo

I pugili non cercavano di evadere le domande se lo facevano era perché si rendevano conto che alla fin fine non avrebbero dovuto confrontarsi pubblicamente con la sconfitta perché presto sarebbe arrivato per loro il momento dell’oblio. E così, quando vediamo un pugile dobbiamo pensare alla sua vulnerabilità la condizione umana con la quale possiamo identificarci perché tutti ci confrontiamo con il pericolo tutti moriremo un giorno e tutti noi ci troveremo un giorno di fronte al nostro round finale per questo tutti abbiamo il senso della “fine”.

Quindi quando facciamo domande a un pugile volendo sapere che cosa è successo è come chiedere a noi stessi, nel momento del giudizio: Che cosa è successo? Che cosa è successo?
E non lo sappiamo. È dunque il non sapere che ha il fascino simbolico di questa vita, fatta di concentrazione prima e di confronto poi ed, infine la realizzazione che la vita vissuta da ciascuno di noi sta per terminare svuotando la nostra dimensione spaziale. Spesso apprendiamo il concetto di tragedia da persone le cui esperienze non possiamo né vogliamo condividere. Nessuno vuole condividere la vita solitaria di chi a volte perde e a volte vince quella vita solitaria che un pugile rappresenta.

FONTE: YouTube

Ernesto Monti nuovo Presidente, Gruppo Corriere.

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Economia

Editoria, Gruppo Corriere, Ernesto Monti nuovo Presidente, lo ha deciso l’assemblea dei soci

Si è riunita l’assemblea dei soci del Gruppo Corriere srl, società editrice della testata ‘Corriere’, nelle edizioni del Corriere dell’Umbria, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti, Corriere di Siena, Corriere di Arezzo e Corriere della Maremma, per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, in seguito all’acquisizione, il 5 aprile scorso, da parte della finanziaria Tosinvest spa. L’assemblea – si legge in un comunicato della testata – ha nominato Ernesto Monti presidente e Daniele Cavaglià , Rocco Girlanda e Roberto Pagnotta componenti. Successivamente, il consiglio d’amministrazione ha conferito a Rocco Girlanda l’incarico di amministratore delegato ed a Maria Antonella Barbetti quello di presidente onorario. (ANSA).

Ernesto Monti_PrimaOnLine

primaonline.it

Ernesto Monti, presidente del gruppo Corriere

Si tratta della società che pubblica, tra l’altro, il Corriere dell’Umbria, Viterbo e Siena.

Si è riunita l’assemblea dei soci del Gruppo Corriere srl, società editrice della testata Corriere, nelle edizioni del Corriere dell’Umbria, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti, Corriere di Siena, Corriere di Arezzo e Corriere della Maremma, per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, in seguito all’acquisizione, il 5 aprile scorso, da parte della finanziaria Tosinvest spa.
L’assemblea – si legge in un comunicato della testata – ha nominato Ernesto Monti presidente e Daniele Cavaglià, Rocco Girlanda e Roberto Pagnotta componenti. Successivamente, il consiglio d’amministrazione ha conferito a Rocco Girlanda l’incarico di amministratore delegato ed a Maria Antonella Barbetti quello di presidente onorario.

Ernesto Monti_EconomiaWeb

economiaweb.it

Cura del Dolore, Marco Filippini, necessitiamo di cure più appropriate

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Salute

Terapia del dolore, sul sito di Marco Filippini. Quasi 5 a 1 il rapporto tra la spesa annua di farmaci antinfiammatori non steroidei e quella sostenuta per gli oppioidi forti e deboli descritto dal Ministero della Salute in occasione di Impact 2013. Il congresso multidisciplinare che ha riunito Istituzioni ed esperti impegnati nella lotta al dolore, la scorsa settimana a Firenze.

Terapia del dolore

Diverse le proposte operative emerse per migliorare l’appropriatezza terapeutica e garantire ai cittadini cure adeguate su tutto il territorio nazionale in linea con quanto stabilito dalla Legge 38/2010. Puntare su una maggiore presa di coscienza dei cittadini e su impegno, sensibilità e concreta volontà degli operatori sanitari. Questi in sintesi i messaggi chiave dell’incontro.

In Italia la spesa annua per antinfiammatori è pari a 518 milioni di euro, con un consumo medio procapite di 8,55 euro, a fronte di 139 milioni per gli oppioidi suddivisi tra 89 per i forti (1,48 euro pro capite) e 50 per i deboli (0,83 euro pro capite). Il consumo di FANS si mantiene dunque elevato nel nostro Paese e la loro associazione con i gastroprotettori, il cui consumo è in costante aumento, determina un notevole impatto economico sulla spesa sanitaria.

Alla base del problema, la prescrizione non appropriata, che diventa ancor più pericolosa nei pazienti anziani. “Uno dei problemi più importanti nella cura del dolore – ha evidenziato Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria – è sicuramente rappresentato dalle persone che hanno perso memoria del dolore fisico e non sono in grado di descrivere tipo, localizzazione, durata e gravità della loro sofferenza. Circa 1-1,5 milioni di cittadini sopra i 65 anni che soffrono di demenza senile. Di questi, circa il 70-80% ha problemi di dolore nel corso della vita; a loro quindi si deve rivolgere l’attenzione della medicina, perché la sofferenza venga diagnosticata e poi lenita con adeguati trattamenti. Spesso ciò non avviene e le persone con demenza devono soffrire ingiustamente. Abbiamo il dovere di porre in atto metodologie diagnostiche innovative, efficaci anche in assenza di una sintomatologia riferita: in chi ha perso la memoria ogni volta il dolore si presenta come un evento nuovo, drammatico e inspiegabile, che induce angoscia”.

Da Impact Firenze Giugno 2013

FONTE: marcofilippini.it

Guido Stefanelli, alloggi sociali in arrivo a Milano

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Economia

Pessina Costruzioni, Guido Stefanelli, Residenze Social Housing, Milano, Torre Sgr finanzia nuovi alloggi sociali entro 2014.

Guido Stefanelli Alloggi Sociali In Arrivo A Milano

Nuovi alloggi sociali in arrivo a Milano su un’area edificabile di circa 25mila mq in Via Voltri.
Entro il 2014, sono previsti 319 nuove case (mono, bi e tri-locali), di cui 193 destinate alla vendita e 126 destinate alla locazione. Il tutto a prezzi e canoni calmierati, per un investimento complessivo di circa 41 milioni di euro. Il progetto è finanziato da Torre Sgr attraverso un fondo immobiliare denominato ‘Residenze Social Housing’. L’operazione rientra nella programmazione di edilizia residenziale del comune medesimo.

Nel progetto sono previsti anche spazi destinati a servizi di utilità collettiva, come lo sportello di ascolto donne, il centro aggregazione giovanile e il centro prima infanzia. La gestione sociale della componente in locazione a lungo termine sarà affidata a Dar-Casa, storica cooperativa milanese che opera nel settore dell’edilizia sociale a proprietà indivisa.

I partecipanti al fondo di Torre Sgr sono il Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA) gestito da Cdpi Sgr, la società Pessina Costruzioni e il fondo immobiliare Fedora, gestito da Prelios Sgr e partecipato da enti previdenziali. Il progetto è sostenuto anche da Unicredit, attraverso una linea di finanziamento, e dalla Regione Lombardia, mediante un contributo a fondo perduto.

FONTE: fhs.it