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Ortaggi, prodotti organici a km 0

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

L’inverno non stimola particolarmente ad assumere come consigliato dall’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA 400 grammi di verdura al giorno o forse siamo noi che spesso non sappiamo valorizzare adeguatamente questa miniera di buone caratteristiche nutrizionali, eppure cucinare in inverno le verdure non è poi difficile come sembra, anzi, un buon minestrone che riscalda, del cavolfiore gratinato per i più restii nel consumo di questo tipo di cucina, oltretutto anche avendo poco tempo praticamente tutte le verdure possono essere cotte al vapore quindi con poco dispendio di tempo e preservando al tempo stesso tutti i minerali e le vitamine così importanti per il nostro fisico.

Cominciamo dal principio comunque, le prime indicazioni riguardo l’esistenza degli ortaggi risalgono addirittura a 5000 anni fa in pieno Neolitico, periodo in cui sono iniziati a esistere i primi orti. Oggi è uso comune trovare verdure tutto l’anno senza distinzione di stagione e quindi nessuno di noi ci fa più caso, fortunatamente però questa tendenza sta andando piano piano limitandosi e sempre più persone scelgono prodotti di stagione rigorosamente freschi e magari a km 0 acquistati direttamente dal produttore per avere ancora maggiore sicurezza riguardo la freschezza e la sicurezza del consumato oltre che un toccasana per i portafogli di tutti, del cliente che risparmia acquistando direttamente alla fonte e il produttore che guadagna di più non avendo costi di filiera.

Noi spesso usiamo indifferentemente il termine ortaggio e verdura come se si trattasse della stessa cosa, in realtà on è così, gli ortaggi sono prodotti da orto mentre la verdura è definita come parte commestibile di una pianta, a loro volta poi gli ortaggi si dividono in ortaggi a frutto, ortaggi a fiore, ortaggi da seme, ortaggi da fusto, ortaggi da radice, ortaggi da tubero, ortaggi da bulbo, ecco che come si noterà la scelta di un ortaggio non è banale come si può pensare in un primo momento soprattutto se deve essere una scelta consapevole, ma qui forse possiamo venirvi in aiuto con alcune semplici regole di base.

Nella scelta dell’ortaggio bisogna fondamentalmente basarsi sulle sensazioni che ci da dal punto di vista sensoriale, la prima verifica è visiva, se l’aspetto è buono, i colori sono vivi e brillanti senza parti mollicce e muffe completamente integro e senza segni di parassiti possiamo passare oltre. Controlliamo la stagione e la provenienza scegliendo quella il più possibile prodotta vicino a noi e di stagione, che è di per se garanzia di freschezza, evitiamo i produttori che fanno uso di pesticidi e ricordiamo sempre che anche se lavata le tracce di queste sostanze possono essere state assorbite dall’ortaggio e quindi poi da noi consumate.

Una volta fatto il nostro acquisto responsabile ci si trova a tavola e qui è opportuno ricordare un paio di regole base, gli ortaggi crudi sono i migliori perchè conservano al massimo i principi nutritivi di cui sono portatori, certo a volte non si può evitare di cuocerli e in questo caso la cottura a vapore è la migliore così da non disperdere sali e vitamine nell’acqua di cottura e ad ogni modo è importantissimo non cuocerla per tempi lunghissimi ma solo il minimo indispensabile, lo stesso discorso vale per la bollitura (qui usando poca acqua possiamo limitare la dispersione delle sostanze nutritive), e la cottura alla griglia. Non accenniamo neppure alle fritture che sono devastanti dal punto di vista dietetico e della tenuta delle sostanze nutritive.

Negli ultimi tempi alcuni produttori locali poi si sono organizzati per venire incontro alle necessità di chi per tempo, voglia o competenza non se la sente di autonomamente gestire i controlli che abbiamo indicato in questo articolo e quindi hanno costituito delle “bancarelle virtuali” come Ortoclick by L’Orto in Casa,dove trovare ortaggi di stagione e verdure organiche, prodotti legati al territorio con consegna a domicilio e un servizio di consulenza tramite indicazioni su ricette, oppure consigli e curiosità sull’utilizzo in cucina e non solo di quanto acquistato.

Osmosi Inversa, scopriamo questo sistema di depurazione dell’acqua

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Quando si parla della qualità e della salute di ciò che introduciamo nel nostro corpo è importante per fare una valutazione con la propria testa senza farsi fuorviare da messaggi commerciali secondo i quali la salute si misura a colpi di spot, prendere completamente coscienza dell’argomento che si sta trattando.

Ogni giorno il nostro corpo necessita di liquidi in forma d’acqua e sostanze varie per la propria sopravivenza, a cosa servono quindi gli impianti ad osmosi inversa, in quali casi sono utili?

Partiamo dalle basi: il termine osmosi indica un processo chimico e fisico in cui tramite il movimento di diffusione di due liquidi mescolabili di diversa concentrazione attraverso una superficie parzialmente impermeabile.

Dopo aver compreso cos’è l’osmosi, possiamo capire il significato di osmosi inversa, il processo che sta alla base della nostra salute; l’osmosi inversa è invece il fenomeno per cui, quando si applica alla superficie di una membrana semipermeabile separante due soluzioni di concentrazione diversa una differenza di pressione contraria alla pressione osmotica e ad essa superiore, il flusso della soluzione più concentrata va verso quella più diluita, questo processo è esattamente quello utilizzato per rendere potabile l’acqua marina.

Si dice invece osmosi elettrica l’osmosi ottenuta tramite l’uso di corrente elettrica per aumentare il flusso di ioni e quindi simulare la pressione osmotica.

Dunque l’osmosi inversa è il processo che forza il passaggio di una soluzione più concentrata in una meno concentrata ottenuto applicando alla soluzione più concentrata una pressione osmotica maggiore, l’osmosi è realizzata come un filtro che cattura il soluto da una parte e rilascia il solvente puro dall’altra, questo processo è usato come anticipato prima nella desanilizzazione dell’acqua marina, ma anche per la rimozione di tracce di fosfato, calcio metalli pesanti ed è in costante aumento nelle città a causa dell’inquinamento il trattamento dell’acqua che arriva ai rubinetti domestici tramite filtri basati su questo principio.

In ogni modo l’acqua che passa attraverso il processo di osmosi può essere utilizzata nelle nostre case per essere bevuta oppure per usi alimentari, naturalmente per effettuare bagni e docce, nella gastronomia e nei ristoranti sia ad uso alimentare sia per la preparazione dei cibi.

I depuratori d’acqua che utilizzano questo processo sono in sempre maggiore crescita in particolare in ambito domestico ma anche industriale.

Il punto di forza di questa tecnologia è che non richiede l’uso di sostanze chimiche e questo insieme al fatto che è in grado di eliminare la quasi totalità delle sostanze organiche ma anche buona parte delle sostanze minerali la ha resa il sistema di purificazione dell’acqua più diffuso in assoluto, questo, di fatto, rende l’acqua in uscita dai depuratori di osmosi inversa parificabile all’acqua oligominerale, in pratica con un basso residuo fisso (povera di sali). I detrattori di questo metodo puntano il dito proprio contro questa caratteristica che a loro dire impoverirebbe l’acqua e la renderebbe come acqua distillata quindi senza valori nutritivi.

In realtà, molto spesso, dietro a queste critiche si nasconde più un’esigenza commerciale di vendere depuratori che utilizzano tecniche di filtrazione differenti.

Non dimentichiamo che l’assimilazione quotidiana di minerali tramite l’acqua è particolarmente modesta, specie per le acque oligominerali. Per gli stessi motivi è comunque sbagliato far leva su una presenza elevata di minerali per vendere depuratori ad osmosi inversa.

I minerali più comunemente “sfruttati” in questa “battaglia commerciale” sono il sodio e il calcio.

Va prima di tutto sottolineato che tutte le acque potabili potenzialmente rappresentano una fonte di calco importantissima anche se non è stimabile il loro contributo essendone il loro contenuto estremamente variabile.

Riguardo al sodio e alla sua relazione con alcuni malesseri come pesantezza, gonfiori e cellulite, ci sono articoli specifici che approfondiscono la questione tuttavia sappiate che questo tipo di problematiche non sono certamente risolvibili con depuratori ad osmosi inversa.

RSPP: la figura di riferimento della sicurezza in azienda

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e l’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) sono figure le cui funzioni sono disciplinate dal D.Lgs 81/2008.

La prima introduzione di queste figure nel mercato del lavoro italiano risale al 1994 quando vennero recepite alcune direttive europee riguardanti la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Si tratta di esperti in sicurezza, protezione e prevenzione designati dal Datore di Lavoro per la gestione e il coordinamento in sinergia con RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e con MC (Medico Competente) delle attività riguardanti il Servizio di Prevenzione e Protezione dei Rischi (SPP).

L’ RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione Protezione) è uno degli obblighi non delegabili del Datore di Lavoro.

Questa figura collabora con il Datore di Lavoro, il Medico Competente e l’RLS nella realizzazione del documento di Valutazione dei Rischi (VdR). L’RSPP partecipa assieme agli altri attori precedentemente indicati a riunioni periodiche annuali indette dal Datore di Lavoro.

Questa figura può essere ricoperta da personale interno all’azienda oppure da consulenti esterni.

L’obbligatorietà della nomina di un RSPP interno o esterno è definito dall’art. 31 del D.Lgs 81/2008.

In alcune tipologie di aziende definite dall’ art. 34 il Datore di Lavoro può invece svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi.

L’ RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione Protezione) è deputato ad attività di consulenza e opera con uno status di neutralità nei confronti dei lavoratori e del Datore di Lavoro.

La legge non prevede sanzioni per questa figura, tuttavia egli è responsabile del reato di evento nel caso in cui eventuali infortuni si verifichino a causa di una non corretta consulenza fornita.

Il medico competente, l’ RLS e l’RSPP sono responsabili nel conseguimento degli obiettivi previsti dal Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS), con uno spirito di miglioramento progressivo del livello di sicurezza e salute: essi concorrono alla programmazione di piani, programmi e procedure.

Per quanto riguarda le competenze e i requisiti professionali richiesti dalla figura di RSPP sono individuabili nell’art. 32 del D.Lgs 81/2008.

Per poter ricoprire questo ruolo, l’interessato deve essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola superiore, possedere attestato di frequentazione dei corsi di formazione denominati generalmente modulo A, modulo B e modulo C in corso di validità, attestati che possono essere conseguiti presso istituti di formazione come Gruppo Errepi srl a Lissone.

I corsi RSPP sono quindi costituiti da: un modulo A che costituisce il corso di base per lo svolgimento della funzione di RSPP e di ASPP, è credito formativo permanente, non necessita di aggiornamento, ha una durata di 28 ore ed è propedeutico allo svolgimento dei moduli B e C.

Gli argomenti del modulo A sono: i fondamenti della normativa, i soggetti della prevenzione ed altro, prende in considerazione anche i concetti come rischio biologico, chimico, fisico, elettrico, da rumore, da vibrazioni, da sovraccarico biomeccanico, da agenti cancerogeni e mutageni oppure inquinanti e altre tipologie di rischio.

Il modulo B è un corso maggiormente specializzato ed articolato in alcuni settori definiti che considerano il rischio in base alla classificazione ATECO  (Attività Economiche).

Esso non è propedeutico al modulo C, i settori in cui si differenzia sono nove riguardanti: industria, agricoltura, pesca, estrazione minerali, industria chimica, sanità e servizi sociali, pubblica amministrazione, attività artigianali ecc.

La durata varia a seconda del macro settore di riferimento per la propria attività (da 12 a 68 ore).

Il modulo C infine è di specializzazione per le sole funzioni di RSPP, la durata del corso è di 24 ore e costituisce, come il modulo A, un credito formativo permanente (non necessita quindi di ulteriori aggiornamenti) e riguarda la prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e psico-sociale, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali.

Disidratazione, la stagione estiva e il fabbisogno di liquidi

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Salute

Si parla sempre di quanto sia importante l’acqua per il benessere fisico, ma sappiamo quali sono le reali conseguenze di un’eccessiva assenza di acqua nel corpo? Abbiamo un’idea realistica del fabbisogno ottimale per evitare problematiche importanti come l’aumento della temperatura corporea (anche fino a 40°) e della frequenza cardiaca? Ecco allora che con questo testo si vogliono mettere dei punti fermi per rispondere a queste domande.

La disidratazione è intimamente legata alla diminuita efficienza nell’eliminazione dei grassi così come tutti i sistemi che durante attività fisiche sostenute ci inducono a produrre più sudore spingendo in modo artificioso il corpo all’aumento della temperatura corporea. Il sudore, al di là di quanto alcuni pensano, non è il grasso che si scioglie ma, semplicemente acqua che è rilasciata da tutti i comparti del nostro corpo insieme a dei sali (ecco perché se lo assaggiamo il sudore al palato risulta salato), in un litro di sudore possiamo trovare 1,5 gr di sali e il 40% di essi è rappresentato dal sodio, il resto è dato da potassio e altri tipi di sali presenti in misura meno importante.

Bruciare i grassi con l’attività fisica non è così immediato, al contrario è molto facile perdere acqua, è stimato che il peso perso durante l’attività fisica è quasi totalmente dovuto all’acqua rilasciata, per spiegarsi meglio una donna di 60 kg dopo quarantacinque min di attività aerobica brucia solamente 14 grammi di grasso mentre un uomo di 70 kg che corre per circa 5 km brucia solamente 17 grammi di grasso.

Equilibrio è il termine d’oro quindi, bilanciare tra le uscite e le entrate è la regola aurea per un buon funzionamento del nostro corpo in particolare durante l’attività fisica, una perdita del 2/3% del peso in termini di acqua compromette le prestazioni fisiche e aumenta la percezione della fatica e una perdita maggiore diventa addirittura pericolosa. Perdere acqua significa privare il corpo di liquidi da tutti i comparti compreso il sangue, questo vuol dire che durante un’attività fisica intensa con lo stress a carico del sistema cardiovascolare al massimo e con la temperatura corporea in aumento le nostre cellule che funzionano bene intorno ai trentasette gradi inizierebbero a soffrire e li comincerebbero i guai.

Nella maggior parte delle persone la percezione di sete e quindi la gestione della disidratazione è gestita dall’ipotalamo, ma attendere lo stimolo di sete è già tardi perché significa che siamo già disidratati il che vuol dire che il recupero è più difficoltoso visto che siamo già in una situazione compromessa soprattutto durante l’attività fisica, ecco perché sarebbe meglio bere a intervalli regolari senza aspettare lo stimolo della sete.

Mentre durante la classica attività fisica possiamo perdere anche un kilo di liquidi ma pochi grammi di grassi, le calorie bruciate in momenti blanda attività (come il lavoro, lo studio, la lettura, il guidare, ecc.) sono attinte esclusivamente dai grassi, questa quota consumata è data essenzialmente da intensità dello sforzo e dalla massa muscolare, questo per due ragioni, fare sport mantiene i muscoli respiratori e i battiti tonici anche nel post allenamento inoltre il corpo è impegnato nella ricostruzione delle riserve energetiche cui ha prima attinto e tutto ciò richiede a sua volta energia, come seconda cosa avere una massa tonica richiede energia supplementare per il mantenimento questo significa aumentare il dispendio di mantenimento.

Che cosa dicono gli studiosi riguardo questa delicata questione?

Quanto si dovrebbe bere come minimo?

In realtà uno standard quantitativo giornaliero di apporto di acqua sana e pura non è mai stato definito soprattutto per gli sportivi, diciamo però che tendenzialmente per un sedentario mediamente s’indica che bisognerebbe bere una quantità di acqua pari alle calorie spese nella giornata.

Due litri d’acqua per 2000 calorie consumate, per un uomo medio sedentario, questo è un fabbisogno verosimile, leggermente meno per la donna.

Ecco che ora dovremmo avere un po’ più chiara la necessità di acqua per il nostro corpo; è sottointeso che questa deve essere rigorosamente acqua qualitativamente sana e pura, non priva di sali e neppure eccessivamente carica di agenti terzi che ne comprometterebbero la qualità.

In questo l’uso di depuratori d’acqua Teco Group srl, domestici ed aziendali, può essere essenziale per mantenere una corretta idratazione per il nostro corpo.

I vantaggi della Coltivazione Organica – Ortoclick

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Ambiente, Aziende, Salute

I primi studi sull’agricoltura organica sono iniziati all’alba del 1900 dal botanico sir Albert Howard, dopo aver passato una ventina di anni in India per studiare i vari metodi di coltura dei contadini autoctoni, con il desiderio di trovare metodologie alternative ma altrettanto efficaci di quelle in uso in Europa per la sconfitta delle malattie delle piante.

Quasi subito si rese conto che i metodi tradizionali che in Europa erano stati accantonati come obsoleti avevano invece un importante valore aggiunto oltre a garantire piante più sane permettevano un risparmio in termini economici dato dalla diminuzione appunto delle malattie e quindi da un’ottimizzazione della produttività di verdure organiche. Questo lo porto ben presto all’elaborazione di un approccio differente nell’impostazione del processo di coltivazione.

I principali fattori del nuovo approccio erano:

  • qualità e salubrità del terreno. Con la vicinanza agli agricoltori locali imparò presto che il mezzo più efficace per ottenere un raccolto di buona qualità consiste nell’occuparsi prima di tutto della salute del terreno.
  • sistema “indoor”: per il mantenimento delle condizioni di partenza ottimali è indispensabile dopo aver tolto al terreno restituire secondo una legge chiamata “legge del ritorno” gli scarti organici, ecco quindi che Sir Howard creò un fertilizzante basato su sostanze animali e vegetali che consentì ai terreni di ripristinare il doveroso equilibrio, fornendo così alle piante in fase di coltivazione il più giusto apporto di sostanze nutritive.

-rispetto dei cicli naturali. Nelle sue opere sir Howard parla di “agricoltura naturale”, non dimenticando mai di porre l’accento che la cosa più importante su cui si basa il procedimento da lui indicato è il rispetto dell’armonia e delle leggi di natura durante l’attività agricola.

In seguito a questa esperienza le idee di Sr Howard si diffusero con le opere di Lady Balfour in particolare tramite il testo “the living soil” in cui s’illustravano le ricerche effettuate e le attività svolte riguardo all’approccio alternativo alla coltivazione convenzionale costituendo una vera e propria disciplina che prese il nome di “agricoltura organica”, vista la considerazione data all’apporto dei singoli organismi che vanno a interagire con tutto il contesto agricolo ma anche perché concentrata sulle importanze delle sostanze organiche per mantenere piante e animali in condizioni ottimali.

Questi scritti furono poi il punto di riferimento per gruppi di scienziati agricoltori e nutrizionisti che unendosi fondarono la Soil Association, un organismo tuttora esistente che si occupa della certificazione e sviluppo di tutti i prodotti provenienti da agricoltura organica, anche se sempre più spesso e soprattutto nei paesi anglosassoni il termine organico è divenuto sinonimo di biologico.

Questo tipo di approccio alle coltivazioni non è più legato solo ai paesi sviluppati ma è presente commercialmente in 120 paesi, con trentuno milioni di ettari coltivati e un bacino di consumi di oltre 40 miliardi di dollari nel 2006 dati da un rapporto FAO presentato all’apertura della conferenza internazionale sull’agricoltura organica e sicurezza alimentare del maggio 2007.

Questo rapporto oltre a fornire una stima economica del successo di questo tipo di coltivazione identifica tutti i punti di forza e di debolezza del sistema oltre a valutare il fondamentale contributo fornito per il raggiungimento di una sicurezza alimentare, contiene un’analisi dettagliata delle caratteristiche della catena alimentare biologia rapportandola al diritto al cibo e propone iniziative di ricerca e di attività politica per rinforzarne ulteriormente i risultati a livello nazionale e internazionale.

I punti di maggior forza di questo metodo sono la totale indipendenza da combustibili fossili e l’affidamento pressoché totale su produzioni locali. La forte interazione con i processi naturali ottimizza i costi e la resistenza complessiva dell’ecosistema agricolo anche rispetto a condizioni climatiche difficili come si può leggere dal rapporto.

Con una corretta gestione della biodiversità nel tempo e nello spazio gli agricoltori che applicano questo metodo, come Ortoclick by L’Orto in Casa, usano il lavoro e i servizi ambientali per aumentare la produzione rigorosamente in modo sostenibile, rompendo così anche un circolo improduttivo legato all’indebitamento cui i piccoli agricoltori sono costretti per l’acquisto dei mezzi di produzione che tra l’altro ha causato soprattutto in tempi di crisi un terribile aumento dei suicidi in questa categoria.

Online il nuovo portale Franco Consonni srl

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Nuovo Sito Web

È online il nuovo portale Franco Consonni, a Sovico, per tutte le esigenze di installazione o manutenzione di infissi e serramenti in Monza e Brianza.
Franco Consonni srl è online con un nuovo sito, aggiornato e facilmente consultabile per tutti coloro che abbiano l’esigenza di avere un servizio professionale per l’installazione di infissi e serramenti.
Franco Consonni srl è un’azienda di Sovico e opera nella provincia di Monza e Brianza, offre sul proprio portale le descrizioni esaustive di tutti gli interventi, correlate di gallery fotografiche e di un comodo form contatti.
Potrete trovare una vasta scelta di prodotti e materiali, dal legno al PVC, per tutti i gusti e le esigenze.
Venite a scoprire il suo catalogo di infissi e persiane, dal legno al pvc, dalla porta di casa, alla tapparella alla porta blindata, preventivi gratuiti e soluzioni per tutte le esigenze.
Avrete a disposizioni di gallery fotografiche con gli esempi dei lavori, nella sezioni gallery avrete una panoramica dei lavori finiti, mentre nella sezione prodotti scoprirete le differenti aree di specializzazione dell’azienda.
Richiedete informazioni o un preventivo gratuito attraverso la form contatti oppure contattate direttamente l’azienda attraverso i recapiti telefonici.

Online il portale Teco Group srl

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Nuovo Sito Web

Teco Group srl a Cesano Maderno offre soluzioni innovative per un’acqua sana e pura. Siamo specializzati in depuratori d’acqua civili e industriali e osmosi inversa.

Online troverete il portale di Teco Group srl, azienda offre soluzioni per la depurazione dell’acqua e dell’aria.

Teco Group a Cesano Maderno installa strumenti di depurazione e trattamento delle acque per ogni settore: dall’agricoltura, alla farmaceutica, alla ristorazione, fino agli strumenti per la casa.

Sul sito potrete trovare il catalogo completo dei suoi prodotti corredati di descrizione e scheda tecnica.

Inoltre potrete rimanere informati sulle sue offerte tramite le news , scoprire i punti vendita e gli showroom più vicini al vostro domicilio e contattare l’azienda per chiedere delucidazioni o preventivi tramite l’apposito form contatti.

Produzione e installazione di erogatori, miscelatori e refrigeratori di design per l’abitazione o l’azienda.

Verdure: una dieta bilanciata a casa tua

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Nuovo Sito Web

Da sempre i nutrizionisti privilegiano e decantano la “dieta mediterranea” perché basata su alimenti naturali, con il tempo e le sempre maggiori acquisizioni sulla nutrizione è stato confermato una volta di più che frutta e verdura contengono non solo elementi nutritivi ma anche fattori protettivi legati al colore.

Proprio a seguito di una campagna comunicativa costante che continua tuttora da anni, tutti sanno che frutta e verdura sono alla base della salute ma pochi sanno il perché.

Nato il nuovo portale OrtoClick by L’Orto in Casa

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Italia, Nuovo Sito Web

ORTOCLICK by L’ORTO IN CASA  è la bancarella virtuale, dove troverai prodotti di stagione legati al nostro territorio di produzione, la Brianza.

E’ online il portale di “OrtoClick by l’Orto in Casa“, sito tramite il quale sarà possibile acquistare verdura biologica che verrà consegnata a domicilio.

Sul sito potrete registrarvi e usufruire del servizio di vendita. Potrete scegliere la vostra cassetta, il suo contenuto di prodotti biologici e ricevere il tutto a casa vostra.

Troverete una descrizione del servizio, una form contatti e la possibilità di registrarvi all’area riservata clienti.

Zanzariere – Come difenderci dagli insetti nella bella stagione

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

La zanzariera è un complemento d’arredo importantissimo per la stagione estiva, utile nella difesa dagli attacchi degli insetti e soprattutto delle zanzare, allo stesso tempo consente l’entrata e la circolazione dell’aria da porte e finestre; in commercio ne esistono di svariati tipi e formati, da utilizzare facilmente in ogni occasioni per dormire sonni tranquilli.

La maglia da cui è composta la rete permette oltre a consentire un’indennità dal contatto di animali, grazie alla messa a fuoco dell’occhio umano al di là delle maglie risulta quasi trasparente alla vista.

Tipologie di zanzariera

La zanzariera è una struttura in maglia collocata tra vetro e persiana o tapparella. Grazie ai fori con cui è conformata blocca l’ingresso a zanzare e insetti consentendo invece di entrare all’aria.

Le tipologie disponibili sul mercato sono molteplici consentendo così la scelta in base alle proprie esigenze sia valutando l’aspetto pratico sia quello economico.

La prima scelta è tra mobile e fissa; quella fissa è pratica sopratutto in quelle posizioni dove porte e finestre non necessitano di passaggio o apertura.

Nel caso invece si abbia la necessità di gestire la porta o la finestra liberamente senza limitazioni andrà benissimo quella mobile.

Le zanzariere come detto esistono in una incredibile quantità di formati per l’utilizzo con porte e finestre delle più disparate dimensioni e caratteristiche, esistono zanzariere di topo “basic” molto semplici per arrivare a modelli ultra moderni con apertura e chiusura automatizzate.

In ambito domestico la più diffusa è certamente la zanzariera a rullo, si tratta di una struttura con un cassonetto di raccolta della maglia simile a una tapparella con due guide ai lati che ne consentono lo scorrimento attraverso un cordino, la zanzariera è abbassata e poi fissata alla base con un incastro e nel momento in cui non si vuole più avere abbassata basta sganciarla e tramite molla è arrotolata nel cassonetto rendendola invisibile.

Per quanto riguarda la protezione di porte finestre il modello perfetto è certamente quello a scorrimento laterale, questo tipo di zanzariera viene installata con una guida sulla parte superiore della porta e un binario nella parte inferiore su cui avverrà lo scorrimento della maglia e un profilo di riscontro su uno dei due lati per il fermo della zanzariera e raccoglierla quando si decide di non usarla.

Anche questo tipo di zanzariera si rende visibile o meno secondo le esigenze fornendo una soluzione funzionale e contemporaneamente di gestire l’aspetto estetico.

Altro tipo di zanzariera è quella cosiddetta a incasso, la struttura di questa, è adatta sia a porte finestre che a finestre, presentandosi con una struttura indipendente fissata a incastro nel serramento. Oltre alla praticità di uso fornisce un livello protezione elevato anche in caso di utilizzo frequente e come ultimo la durata nel lungo termine, è garantita. Nel caso inoltre non sia necessario liberare periodicamente l’accesso alla finestra/porta finestra è possibile optare per una soluzione a telaio fisso, queste zanzariere vengono solitamente utilizzate per piccole finestre che sopratutto se collocate in alto.

Infine esiste un ultimo tipo di zanzariera, la zanzariera elettrica; questo tipo è composto da una lampada fluorescente disponibile con diverse potenze sovente unita a una ventola aspirante, vicino alla lampada si pone la maglia metallica elettrificata alla quale si posano gli insetti attirati dalla luce e li muoiono cadendo in un piccolo vassoio sottostante.

Le zanzariere giocano un ruolo fondamentale anche nei paesi dove sono diffuse malattie infettive veicolate da insetti, dove si possono trovare spesso anche zanzariere a tenda, aventi una struttura che parte da un unico punto ben sigillato e scende fino alla base intorno al letto, poiché gli insetti possono mordere attraverso la rete, non deve assolutamente poggiare direttamente sulla pelle.