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Uso medico della Cannabis, una questione ancora da valutare

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

La cannabis ad uso medico da sempre ha seguito una strada tortuosa in Italia, essendo in qualche modo vista come una droga più che come una terapia, lampante esempio è che le ultime decisioni in merito sono state prese contestualmente al decreto di depenalizzazione di alcuni reati, in cui un articolo si occupa proprio di cannabis ad uso medico.

Tuttavia l’avvenuta derubricazione del reato da penale ad amministrativo affronta solo aspetti puramente procedurali e non sostanziali della questione della coltivazione ad uso medico, in sostanza, chi ha l’autorizzazione alla coltivazione di cannabis con fini medici o di ricerca per le farmacie e i farmacisti preparatori, non rischia più sanzioni di tipo penale se viola in qualche modo le prescrizioni ma semplicemente sanzioni pecuniarie.

Non si tratta a questo punto, come è stato cercato di spiegare per lungo tempo da parte degli enti preposti, di una depenalizzazioni del reato di coltivazione, ma di rendere amministrativo quello che oggi è un reato di natura penale e riguardante solo chi non ha l’autorizzazione alla coltivazione a scopo terapeutico e viola le prescrizioni in essere, quindi al di fuori di questo quadro generale la coltivazione è e resterà reato.

L’autorizzazione alla coltivazione è già stata data per l’uso terapeutico lo scorso anno ed è già stato avviato un percorso di depenalizzazione di alcune prescrizioni, ad oggi l’impianto di produzione autorizzato “l’istituto farmacologico militare” ha un processo autorizzatorio in presenza delle prescrizioni in cui ci sono delle violazioni, in prima istanza è prevista un’ammenda, e nel caso la situazione non venga sanata viene revoca l’autorizzazione, come si può notare dunque la normativa segue questa linea non sposando in alcun modo la depenalizzazione.

Quando si prendono in esame questi aspetti si tende sempre a confondere la personale posizione sulla depenalizzazione o meno delle droghe, che può essere contraria o meno per un principio etico, con la necessità di gestire gli impianti autorizzati per legge, dove sono presenti questioni tecniche e procedure interne da affrontare per sviluppare il principio attivo della cannabis ad uso medico.

In queste situazioni un approccio penale sarebbe ovviamente un intralcio, ponendosi in una posizione di rigore amministrativo, invece, con ammende pesanti e ritiri delle deleghe in caso di mancata risoluzione dei problemi, l’intenzione è di stimolare la trasparenza e l’efficienza del sistema.

Trend in crescita per i serramenti in PVC

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Annualmente sono svolte varie indagini riguardo all’andamento di mercato dei prodotti e materiali costruttivi dei serramenti, una tra le più importanti è quella fatta dal PVC Forum Italia, che è rappresentativa dei maggiori fornitori di finestre e profili in materiale plastico.

Lo scorso anno le dieci aziende associate (Alphacan, Aluplast, Deceuninck, Finstral, Gealan, Profine, Rehau, Salamander, Schüco e Veka) hanno messo in posa in Italia 8.686.003 metri lineari di telaio finestra in PVC, suddivisi in parti uguali tra bianchi e pellicolati, dal conto sono escluse le persiane mentre sono inseriti i profili per le finestre scorrevoli.

Si parla di quasi due milioni di finestre montate, installazioni di serramenti in PVC, basta considerare che per ogni montaggio sono necessari 6 metri di profilo circa e che le unità installate in questo materiale lo scorso anno siano state 1.447.667, contro le 1.381.248 del 2015.

Se si media il computo tenendo in considerazione che altri produttori non sono rappresentati dall’associazione, il dato è stimato in eccesso per 1.450.000 unità, corrispondente a 26.100 tonnellate di telai PVC, per un peso medio di 18 kg.

Va tenuto in considerazione che esistono anche le importazioni, stimate in calo sul 2015, ma si parla comunque di 500000 unità, avendo così un valore complessivo di giro d’affare per il serramento in PVC che si aggira intorno a 1.950.000.000 unità, pari circa a 585 milioni di euro tutto incluso.

Parlando ora di quote di mercato non è altrettanto facile fare una valutazione sulla quota di penetrazione rispetto ai materiali tradizionali (metallo, legno), anche perché i serramentisti in Italia, come specifica anche l’associazione, sono in maggior parte piccole e medie imprese, delle quali è quindi difficile calcolare i volumi con precisione, tuttavia è stimato un mercato complessivo di 5.800.000 unità.

Partendo da queste cifre, se il dato fosse esatto, si parlerebbe del 34% del mercato: una crescita importantissima se si considera che dall’85 a oggi, il PVC, nonostante sia sempre stato poco amato, è passato dal 5 al 15% di quota di mercato.

Una crescita determinata probabilmente dal miglioramento della qualità dei materiali unita alla sostanziale indistruttibilità di questo tipo di serramento e alla bassissima trasmittanza che garantisce, quindi, un elevato livello d’isolamento termico.

Cosa sono i server virtuali e perché salveranno le aziende italiane

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Internet

Ecco dunque che sta arrivando a grandi passi l’industria 4.0 con predominanza della virtualizzazione e della digitalizzazione e, in questa onda, il web è sempre più decisivo per il lavoro delle imprese.

Purtroppo in Italia siamo ancora indietro: spesso c’è confusione sui mezzi disponibili e per questo è il caso di iniziare ad approfondire il tema di server virtuale, capendo cosa siano questi strumenti, come funzionino e perché siano meglio dei server dedicati.

Il web è una risorsa strategica: oggi chi non è in rete non esiste.

Oggi tutte le imprese piccole, medie e grandi, devono fare la loro parte se vogliono continuare ad esistere: il mercato in qualunque settore sta diventando sempre più digitale.

Le imprese italiane in realtà permangono a una quota del 30 per cento, valutandole dal possesso di un sito web vetrina; quelle che l’hanno sviluppato, nella gran parte dei casi, non hanno previsto funzioni avanzate, questo significa che la visibilità in rete delle aziende nostrane, a livello europeo e mondiale, presenta ancora forti margini di miglioramento.

I VPS sono uno stimolo all’innovazione a costi abbordabili, adottarli può essere un primo passo verso la digitalizzazione del business, riunendo, in un’unica soluzione, le necessità sopra descritte.

In Italia varie società forniscono servizi di questo tipo: ServerPlan, Aruba, Netsons Italia, aziende che mettono a disposizione dei loro clienti tecnologie di virtualizzazione Xen o VMWARE che oggi rappresentano l’eccellenza dei server finalizzati all’hosting web avanzato.

I vantaggi dei server virtuali sono legati all’ottimizzata gestione delle risorse, ovvero, alla possibilità di installare più istanze sulla stessa piattaforma; non a caso tutti gli ISP ormai si basano su soluzioni virtuali per erogare i loro servizi di cloud, web, email, ftp, e così via.

Oltre ciò c’è il vantaggio economico: un server virtuale costa meno di uno dedicato, infatti, come si può immaginare, il canone di un VPS è nettamente inferiore rispetto a uno dedicato anche nel caso servissero successivi upgrade.

Ci auguriamo quindi che i costi più accessibili stimolino le nostre imprese a fare il più largo uso possibile di questi servizi ampliando quindi la loro presenza sul web e di conseguenza rendendosi più attraenti ai mercati esteri e poi come si dice: l’appetito vien mangiando iniziando a vedere dei risultati chissà che non capiscano meglio l’importanza di fare investimenti importanti in questo settore.

Iter per la certificazione del sistema SGI

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

Certificazione del sistema di gestione integrato (SGI): sempre più organizzazioni hanno un approccio integrato ai sistemi di gestione volontari, cioè affrontano in modo organico le logiche comuni delle normative relative a differenti rischi organizzativi (qualità, ambiente, sicurezza luoghi di lavoro, sicurezza dati, sicurezza stradale, corruzione etc…).

In ambito ISO un SGI è tale quando un’organizzazione utilizza un singolo sistema di gestione per gestire molteplici aspetti della performance aziendale, con l’obiettivo di soddisfare i requisiti di più norme.

Le scelte del mercato hanno nel tempo guidato l’evoluzione del sistema di gestione integrato verso un continuo accrescimento della compatibilità tra le diverse norme di riferimento; ogni norma, che sia ISO (es. 9001, 14001, 50001) o no (es. 18001), pur non includendo requisiti specifici di altri sistemi di gestione, offre infatti la possibilità ad un’organizzazione, di allineare o integrare il proprio sistema di gestione con i corrispondenti requisiti degli altri sistemi di gestione in essere.

Con l’emissione congiunta delle norme ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015, norme che adottano la medesima struttura e numerazione, oltre che terminologia e linguaggio comuni, è inoltre estremamente semplificata l’adozione di un sistema integrato, processo che si concluderà con la prevista emissione del modello ISO 45001, standard su cui è attualmente attiva ISO in tema di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro di prossima emissione e che sostituirà l’attuale BS OHSAS 18001.

Le relative logiche sono infatti comuni: analisi del contesto, Risk Based Thinking, leadership etc. pur nella specificità di ogni disciplina, hanno infatti una struttura di alto livello (High Level Structure) comune che, se correttamente interpretata, consente di evitare inutili duplicazioni e, di conseguenza, apprezzabili economie di scala attraverso un approccio “sistemico” ai vari adempimenti.

Nel rispetto dei relativi (eventuali) regolamenti tecnici di ACCREDIA e delle norme/linee guida internazionali, l’adozione di sistemi di gestione integrati (SGI) può, inoltre, consentire la riduzione dei tempi complessivi delle visite di certificazione, con forti risparmi in termini di tempi e costi.

In particolare, le linee guida internazionali (Mandatory Document IAF) disciplinano la conduzione di audit combinati (cioè condotti verso 2 o più norme nello stesso momento), specificando che sono consentite riduzioni purché: da parte dell’organizzazione vi sia reale integrazione dei sistemi in termini di riesame direzione, audit interni, responsabilità gestionali, politica e obiettivi, processi di sistema, documenti/istruzioni, tecniche di miglioramento, pianificazione; mentre da parte dell’organismo i gruppi di valutazione siano composti da auditor qualificati in più di uno standard di riferimento.

Il laboratorio galenico nella storia

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

La definizione di “ preparato galenico ” deriva da Galeno, nome di un medico dell’antica Greca che iniziò e diffuse la pratica di comporre i propri rimedi miscelando sostanze di base.

Le documentazioni esistenti portano fino al diciannovesimo secolo e ai primi decenni del ventesimo, mostrando che la maggior parte dei medicinali venduti in farmacia erano composti direttamente all’interno della farmacia stessa, tramite laboratori galenici, dando così alla professione del farmacista la figura di preparatore più che dispensatore di farmaci.

Passata la seconda guerra mondiale, con lo sviluppo dell’industria, la pratica galenica, una volta parte fondante della professione del farmacista, ebbe una progressiva riduzione sino a divenire residuale, relegata ai pochi laboratori ancora in attività, con l’aumentare delle possibilità di disporre con immediatezza di farmaci in quantità sempre maggiore, tecnicamente standardizzati e ineccepibili, realizzati dall’industria farmaceutica sempre al passo con progressi medici e tecnico farmaceutici.

Nonostante ciò, il farmacista ha conservato il suo ruolo di preparatore seppure in ambiti regolati da particolari disposizioni legislative. Il farmacista può avere un laboratorio galenico che è però obbligato ad allestire con apparecchi, strumenti e sostanze indicati dalla farmacopea ufficiale, inoltre deve essere dotato di utensili apparecchi e materiali prodotti adeguati alla natura delle preparazioni su cui ha scelto di specializzarsi, e d’idonee apparecchiature per il loro controllo come previsto dalle NBP (FU XI).

Una volta avuto il permesso di apertura della farmacia, il farmacista è autorizzato all’allestimento di preparazioni estemporanee più conosciute come farmaci galenici magistrali e galenici officinali.

Dunque ricapitolando i farmaci possono essere di due tipi:

  • Medicinali di origine industriale, sono farmaci preparati e messi in commercio con nomi commerciali definiti dal marketing, in confezioni specifiche non sofisticabili dal farmacista e sottoposti ad autorizzazione AP e AIC.
  • Medicinali allestiti in farmacia che possono essere:
    • galenici magistrali: medicinali personalizzati e preparati in farmacia su prescrizione medica,
    • galenici ospedalieri: medicinali preparati nella farmacia ospedaliera per uso interno dell’ospedale,
    • galenici multipli: medicinali preallestiti, preparati nella farmacia aperta al pubblico o in quella ospedaliera in base alle formulazioni presenti nel capitolo Preparazioni Farmaceutiche Specifiche del Formulario Nazionale, preparazioni  destinate ai clienti della farmacia o all’interno dell’ospedale.

Una cosa sempre essenziale da ricordare è che il farmacista è sempre responsabile solo della qualità delle sostanze utilizzate e della corretta tecnica di preparazione.

Bere acqua per perdere peso e riattivare il metabolismo

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

Diete quasi fai da te, tutti ci provano prima o poi, con risultati non sempre ottimali anche da punto di vista della salute.

Quasi nessuno pensa che bere acqua sia già un sistema per contenere il peso corporeo, infatti, l’idratazione è importante sia per perdere peso sia per mantenere un livello di performance fisiche e psichiche ottimali.

Molti nutrizionisti dietisti e medici descrivono e indicano l’acqua come un fattore fondamentale per la dieta, affermazioni supportate da decine di studi scientifici favorevoli (uno ad esempio dimostra l’utilità di bere acqua prima dei pasti per dimagrire).

L’acqua ingerita innesca una serie di reazioni complesse nel nostro organismo che aumentano il dispendio calorico per la termoregolazione, questo gruppo di reazioni si chiama termogenesi, una reazione fisiologica, questa, ben documentata e dimostrata da vari studi che hanno anche illustrato come l’efficacia nella perdita di peso sia assolutamente reale e tangibile.

Ovviamente è sempre indispensabile affiancare al giusto quantitativo di acqua depurata una dieta sana e bilanciata e una ragionevole attività fisica, una cosa non esclude in nessun caso l’altra.

A questo punto il burst del metabolismo dura circa tra la mezz’ora e l’ora secondo il consumo dell’acqua, in sostanza si sa che bevendo due bicchieri di acqua a temperatura ambiente il metabolismo aumenta di circa il 30% sia negli uomini che nelle donne, il picco metabolico si manifesta dopo circa dieci minuti per raggiungere l’apice tra i 30 – 40 minuti e poi decrescere.

L’osservazione ha portato a capire che questo effetto sul metabolismo è il risultato del lavoro compiuto dal nostro organismo per aumentare la temperatura dell’acqua da 22°C a 37°C, bruciando prevalentemente grassi negli uomini e carboidrati nelle donne.

Ovviamente è importante che l’acqua ingerita sia di buona qualità, di questi tempi, non proprio un dettaglio scontato, soprattutto quando si beve acqua di rubinetto.

C’è sempre il rischio di poter ingerire acqua con valori di durezza elevati o contenente elementi, se non proprio nocive, sicuramente non salubri per l’organismo.

Per difenderci da questi problemi la tecnologia ci mette a disposizione soluzioni come la depurazione a osmosi inversa che ripulisce l’acqua e bilancia tutti i componenti in essa contenuti permettendoci di avere accesso ad acqua di eccellente qualità direttamente dai nostri rubinetti, acqua che adempirà al meglio alla sua funzione sia dimagrante sia idratante, avendo il giusto rapporto di sali e minerali utili all’organismo.

Aziende agricole italiane, business in rosa

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Economia, Italia

Le donne si stanno sempre più impossessando del tessuto lavorativo anche nei lavori tradizionalmente feudo degli uomini, come le aziende agricole, portando una ventata di freschezza e acquistando sempre maggiore rilievo nel quadro complessivo del mondo del lavoro.

Un dato significativo arriva dal milanese: le aziende gestite da donne impattano nell’area per il 17,5% del totale, in Lombardia sono 154.265 mentre in Italia se ne registrano 1.153.435.

Bisogna fare alcuni distinguo, però, su questo spirito imprenditoriale: infatti, mentre al nord le motivazioni sono essenzialmente legate all’assenza di soluzioni occupazionali, oltre alla risposta di una necessità di conciliare lavoro e famiglia, al sud spesso si parla di tradizione e della continuazione dell’attività familiare.

Comunque la tendenza all’aumento dell’imprenditoria femminile nel settore agricolo è ormai un fatto consolidato, Campania e Sicilia in particolare sono le due regioni che presentano un numero considerevole di aziende agricole gestite da donne, mentre, a livello nazionale, la media è del 35%

Al sud, siamo oltre il 40%, l’ultimo censimento risale al 2010 e si evince un aumento di circa il 5% proprio in chiave femminile.

In aumento è anche il livello di scolarizzazione delle giovani imprenditrici: aumenta il livello della formazione, laurea o diploma nel settore agrario o in alcuni casi addirittura in più settori.

Interessante sarebbe capire se, nell’Italia del sud, il potere decisionale delle aziende agricole gestite da donne sia effettivamente nelle loro mani, ma ci si può arrivare, in parte, per deduzione: in molti paesi spesso il marito è uno statale e la moglie deve necessariamente occuparsi dell’azienda agricola altrimenti abbandonata e senza una guida.

Il successo delle donne negli ultimi anni ha evidenziato un legame molto forte con le aziende green legate alla natura, infatti, le donne hanno capito l’importanza di rischiare per confrontarsi in settori prevalentemente maschili, dei rischi non necessariamente dal punto di vista finanziario, ma nell’iniziativa.

Hanno capito il valore di puntare sull’innovazione e cercano nuovi sbocchi di mercato, sviluppando prodotti, attività commerciali, produzioni alimentari, verdura organica a domicilio, ecc.

Per il successo si può sempre giocare la carta del ritorno alla natura, con servizi al cliente come la formazione sull’allevamento, per i più giovani giri guidati della proprietà, agriturismo affiancato alla classica azienda agricola, fino a servizi di natura più spiccatamente legata al settore terziario.

Rinnovo sito Sifap – Società Italiana Farmacisti Preparatori

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Nuovo Sito Web

Sifap, Società Italiana Farmacisti Preparatori, lancia per il 2017 la nuova veste grafica del suo sito web con più funzionalità e percorsi mirati per gli associati.

SIFAP è un’associazione culturale nata nel 1993 con lo scopo di aggregare i farmacisti preparatori e favorirne l’aggiornamento scientifico per sostenere la preparazione dei medicinali in farmacia. L’allestimento di preparati galenici consente di garantire al paziente un medicinale personalizzato.

L’associazione fornisce una costante e quotidiana consulenza a 360° sull’allestimento dei medicinali galenici, coordinando laureati esperti nei molteplici settori della galenica. La personalizzazione del medicinale è sempre più un’esigenza: le preparazioni galeniche rappresentano l’unica possibilità terapeutica quando, per diversi motivi, l’industria farmaceutica non è in grado di soddisfare un particolare bisogno.

SIFAP- Società Italiana Farmacisti Preparatori mantiene un rapporto costante con gli Ordini e le organizzazioni sindacali dei farmacisti, a livello sia centrale che periferico; intensa è anche l’attività di collaborazione svolta presso le istituzioni pubbliche con la partecipazione di componenti della SIFAP a numerose commissioni tecniche. Infine si ricorda anche l’impegno di Sifap per la difesa dell’immagine professionale del farmacista quando ritiene che un provvedimento ministeriale discrimini l’attività di preparazione galenica vs la produzione dell’industria farmaceutica.

In più, per favorire la formazione professionale del farmacista preparatore, Sifap organizza convegni, seminari e congressi, corsi di aggiornamento che hanno per oggetto la galenica in generale e tematiche più specifiche quali ad esempio l’allestimento di particolari forme farmaceutiche e il controllo di qualità.

Con il 2017 l’associazione rinnova la veste grafica e promuove il suo sito web, una nuova piattaforma di diffusione di infornazioni e procedure sulla gestione del laboratorio e dei preparati.

Innanzitutto i farmacisti interessati potranno registrarsi all’associazione direttamente dal sito, dopo il versamento della quota annua, quindi avranno a disposizione l’accesso alle sezioni riservate Atti, Tecniche, Normative e Pubblicazioni, aree tematiche che approfondiscono, sia in materia legislativa, sia sotto il profilo medico le procedute da affrontare per la preparazione di un laboratorio gelenico.

In più rimarrete sempre aggiornati sulle nuove iniziative dell’associazione, sia tramite il Calendario, interno al sito che tramite il servizio aggiunto di Newsletter.

Viviamo in un’Europa sempre più green

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Ambiente, Aziende, Casa e Giardino

Un’aria sempre più green si respira in Europa, infatti, da qualche tempo il vecchio continente ha scelto di adoperarsi per stimolare l’adozione di soluzioni a più ampio risparmio energetico possibile.

L’architettura eco sostenibile sta avanzando sempre di più, tantissimi progetti in cui la funzionalità, l’estetica e l’ecologia si sposano creando soluzioni a impatto zero.

Questa filosofia è applicata anche alla scelta degli infissi e dei serramenti delle case, infatti, una corretta scelta oggi può portare a incredibili risparmi energetici; è provato che la maggior parte dei consumi energetici sono causati dalla dispersione termica di serramenti di bassa qualità ed è proprio a rimediare a questa mancanza che si sta muovendo l’attuale tendenza.

Scegliere infissi di qualità che mantengano costante la temperatura all’interno della casa per prevenire questo problema è diventata la nuova parola d’ordine, in questo modo risparmieremo riscaldamento,  di conseguenza emissioni nell’ambiente e spesa economica.

La scelta del giusto serramento è certamente la migliore strada per garantire una vita più sostenibile alle prossime generazioni, in più, in questo modo tuteleremo anche la nostra casa e la nostra salute creando un microclima con meno umidità.

Se dall’edilizia arrivano costantemente soluzioni di alta tecnologia per costruire case intelligenti, in parallelo troviamo soluzioni a elevato contenuto tecnologico per quanto riguarda i serramenti, tra i principali fattori da considerare al fine della scelta vi è certamente l’isolamento termico in rapporto alla capacità di favorire l’ingresso della luce.

Andremo in questo modo a creare, nella nostra abitazione, un piacevole tepore durante i mesi invernali e la giusta frescura in estate, per questo è opportuno scegliere vetri a bassa emissione termica il cui compito è far entrare luce e non raggi UV così da fermare la dispersione di calore all’esterno, a questa caratteristica dobbiamo aggiungere il controllo dell’isolamento acustico, così da garantirsi la giusta pace in casa.

I materiali che consentono il maggior risparmio energetico sono certamente quelli con un rapporto di trasmittanza minore, quindi legno o PVC anche in combinazione tra loro.

Il PVC è certamente il materiale principe per il nostro scopo, si tratta di un pessimo conduttore e quindi è un ottimo isolante, oltre a ciò è molto economico, e la manutenzione richiesta è minima.

Anche l’alluminio ha una grande resistenza e una durata notevole ma ha purtroppo una conducibilità termica più elevata, quindi in questi casi si tende a usare telai con una membrana isolante, oppure soluzioni miste con legno.

Per garantire il massimo isolamento infine è importante il vetro, che va rifinito con guarnizioni di gomma, per evitare infiltrazioni di acqua o aria, e vetrocamera detto anche doppio vetro che è composto di due lastre in cui sono inseriti dei gas che ne ottimizzano la coibentazione.

Per stimolare l’adozione di queste soluzioni la legge di stabilità ha prorogato per tutto il 2017 le detrazioni fiscali per l’installazione serramenti del 65%, per il risparmio energetico di casa, oltre a interessanti opportunità per gli interventi di riqualificazione profonda dei condomini.

I controlli preoperativi e la loro importanza nel sistema HACCP

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

A volte erroneamente sottovalutate le procedure preoperative invece possono rivelarsi controlli essenziali per prevenire spiacevoli problematiche durante le lavorazioni alimentari.

Il sistema dell’HACCP nasce con l’ottica di fornire un sistema razionale e organizzato per gestire i pericoli e i rischi associati alle varie fasi di cui è composto un ciclo di produzione di una azienda che opera nel settore alimentare.

La responsabilità dell’operatore del settore alimentare si traduce poi con l’obbligo di applicare l’autocontrollo alle proprie produzioni, in modo da garantire un livello costantemente elevato di sicurezza e igiene alimentare e in modo da tutelare la salute del consumatore finale. Il mezzo con il quale l’autocontrollo si mette in pratica è il sistema dell’HACCP e le sue documentazioni. Questo si traduce in un documento aziendale, il manuale dell’autocontrollo, che definisce nei minimi dettagli tutte le modalità operative da intraprendere in azienda per prevenire qualsiasi tipo di rischio alimentare.

Questo permette all’azienda, quindi, anche di valutare quali sono i possibili pericoli che si possono sviluppare durante le attività, valutandone i rischi e le azioni correttive da mettere in pratica in caso di problemi.

Nell’ottica della prevenzione il piano dell’ HACCP prevede anche delle specifiche misure di controllo da effettuare con precise frequenze e cadenze, soprattutto, a livello dei cosiddetti “punti critici di controllo”, che possono essere identificati in alcune fasi della linea di produzione.

Il piano quindi è un insieme di istruzioni operative e procedure da seguire per limitare, ridurre al minimo e riuscire a prevenire i rischi alla sicurezza sul lavoro. Per procedura si intende una sequenza di azioni razionali prestabilite, da effettuare secondo un determinato criterio per perseguire un preciso scopo.

Tra le tante procedure presenti nei manuali per l’autocontrollo, ci sono anche le procedure preoperative che, spesso e volentieri, non vengono debitamente considerate, soprattutto dai lavoratori. Come indica la parola stessa, tali procedure riguardano una serie di misure di controllo da adottare nella fase preoperativa, cioè prima di cominciare qualsiasi operazione. Viene da se che effettuare un controllo prima di cominciare qualsiasi lavorazione abbassa notevolmente la probabilità di introdurre dei pericoli nella linea di produzione, incarnando alla perfezione il concetto di prevenzione.

In cosa si traduce materialmente però effettuare una procedura preoperativa HACCP? Significa effettuare una verifica minuziosa di tutte le strutture e dei locali coinvolti nelle lavorazioni degli alimenti, in modo che le condizioni igienico-sanitarie all’avvio delle lavorazioni siano ottimali.

Quindi è utile dotare il personale responsabile al controllo di una check-list interna che riporti tra le voci, per esempio, anche le condizioni di sanificazione e pulizia delle superfici a contatto con gli alimenti, degli ambienti e il rispetto del piano delle pulizie previste. La verifica deve essere minuziosa per ogni attrezzatura, esaminando con cura tutte le superfici soprattutto quelle più nascoste che possono per questo sfuggire anche alle operazioni di pulizia e sanificazione. Quando si trovano situazioni che non corrispondono a conformità queste vanno segnalate nella check list apposita e va valutato un intervento per ripristinare lo stato conforme.