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Oro blu dal nostro rubinetto: un tesoro riscoperto?

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Tutti i dati recenti indicano che gli italiani sono un popolo sempre più attento a ciò che mangia: il settore del biologico negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria escalation, tuttavia spesso ci si dimentica che anche una corretta idratazione e un adeguato beveraggio fanno parte di una dieta equilibrata.

Addentrandoci in questo territorio ovviamente non possiamo fare a meno di prendere in considerazione l’acqua, che è ancora più importante del cibo per l’organismo.

E’ ormai un concetto comunemente assimilato quello che il nostro corpo è costituito al 90% da acqua, oltretutto per idratarsi non vanno bene the, caffè o altre bevande che contengono sostanze nervine, la novità dell’ultimo periodo, però, è che da alcuni sondaggi gli italiani si stanno orientando sempre di più verso l’acqua del rubinetto dicendo così addio all’acqua minerale in bottiglia.

Dopo le numerose bufale che si sono susseguite in questi anni come: non bere durante i pasti, l’acqua del rubinetto fa venire i calcoli, bere fa ingrassare, l’acqua Light, o dagli Stati Uniti, l’acqua Colesterol Free, ecc… anche il grande pubblico è arrivato alla conclusione che si trattasse di espedienti per vendere bevande o costose acque in bottiglia.

L’acqua, fondamentalmente, è la bevanda per eccellenza e ha solo lati positivi, in particolare se adeguatamente controllata e priva degli interventi che potrebbero minarne il valore nutritivo, come, a esempio le acque con poco calcio, diffuse seguendo l’errata convinzione che impediscano l’insorgenza di calcoli renali, porta all’assunzione di un alimento impoverito e quindi incongruo e senza senso visto che il calcio dell’acqua è assorbito esattamente come quello del latte.

L’acqua del rubinetto rimane ancora oggi, nonostante non tutti ancora la sfruttino, una fonte perfetta per abbeverarsi, ha tantissimi vantaggi e al limite è possibile installare depuratori a osmosi inversa Parma che la ripuliscono da qualunque residuo e la remineralizzano reintegrando i sali minerali persi durante la ripulitura.

Giusti strumenti possono integrarli nelle giuste quantità migliorandone addirittura il gusto.

Per i proprietari di case, di aziende o di attività di ristorazione che desiderino seguire questa strada è importante affidarsi ad aziende serie con personale preparato e formato e soprattutto che garantiscano l’indispensabile manutenzione periodica dell’impianto di depurazione, ricordiamo sempre che si parla di alimentazione e quindi occorre mantenere i più alti standard di qualità.

Tapparelle vs. Persiane, quale è la soluzione più indicata per la casa?

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Ogni volta che facciamo una scelta, in perticolar modo se si tratta di scelte economicamente impegnative, è sempre opportuno provvedere ad una valutazione approfondita dei pro e dei contro, cercando di avere una visione a 360 gradi e sul lungo periodo delle conseguenze che la nostra decisione avrà.

Questo è un elenco di suggerimenti di punti di forza e debolezza, redatto per aiutare nella scelta fra tapparelle e persiane per tutti i proprietari di casa che abbiano ancora qualche dubbio sulla scelta di questo tipo di infissi.

Tapparelle o Persiane? L’estetica

Le persiane normalmente sono ritenute più belle delle tapparelle, risultano più graziose e rendono più calda e accogliente la casa, oltre al fatto che la maggior parte dei modelli è in legno, vengono fissate esternamente e a tende chiuse non sono visibili.

Le tapparelle sono fissate internamente i classici modelli hanno un cassone a vista, ritenuto esteticamente poco piacevole da vedersi e poco pratico da manutenere, oltre a ciò se non perfettamente coibentato può creare problemi di dispersione termica.

I modelli più moderni dispongono di una soluzione a scomparsa che risolve il problema estetico integrando nella parete tutto il sistema di avvolgimento, resta solo uno sportello a filo del muro per eventuali ispezioni e manutenzioni, ovviamente però questa soluzione non è per tutti richiedendo un’attività di montaggio molto più onerosa.

Regolazione della luce

Le tapparelle certamente forniscono una migliore protezione da luce e calore, inoltre a differenza delle persiane classiche che possono solo essere o chiuse o aperte le tapparelle forniscono maggiore opportunità di regolazione, tuttavia anche in questo caso ci sono soluzioni più raffinate. Uno di questi sistemi consiste in un orientamento graduato delle lamelle per le persiane di casa.

Il problema spazio

Ovviamente nel risparmiare lo spazio le tapparelle sono praticamente una soluzione imbattibile, essendo ad alzata e non ad apertura laterale, tuttavia le persiane sono prodotte in varie misure, una particolarità che potrebbe venire incontro ai padroni di casa con necessità più specifiche, oltre a ciò la persiana classica è a battente ma esistono soluzioni a libro o scorrevoli, meno diffuse ma altrettanto efficaci e certamente con un ingombro più ridotto; di solito queste soluzioni sono adottate in caso di finestre particolarmente ampie o lunghe per contenere il peso. Esistono addirittura persiane a scomparsa, invisibili una volta aperte ma, anche in questo caso, i costi sono decisamente più alti.

La sicurezza

Oggigiorno la sicurezza si riflette su ogni aspetto della nostra vita, per questo esistono persiane blindate Monza e Brianza, in metallo, con sistemi anti-scardinamento che le rendono estremamente sicure.

Anche le tapparelle possono scelte in base a questo parametro: esistono modelli in ferro e acciaio integrati a sistemi di sicurezza; assicuratevi sempre di richiedere al vostro fornitore di installare tapparelle antieffrazione.

Un “Must Have” per tutti i proprietari che abitano al piano terra.

CRM sistema di gestione integrato dei clienti

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Internet

Tutti oggi parlano e forniscono servizi CRM … ma di cosa parliamo davvero? Approfondiamo insieme questo argomento con una serie di articoli che serviranno per aiutare tutti ad avere le idee più chiare e a non perdersi nella foresta di offerte più o meno buone presenti sul mercato.

Si parla di CRM per applicazioni che hanno la funzione di raccolta e gestione dei dati e delle informazioni aziendali ottimizzando i processi e rendendole fruibili senza passaggi ulteriori come telefonate o perdite di tempo, l’accessibilità al CRM è a 360 gradi tutte le informazioni saranno visibili ovviamente protette da password tramite pc tablet o telefoni.

Un CRM gestisce l’intera customer relationship e quindi i rapporti con il cliente, in prevendita tramite procacciamento analisi e classificazione dei lead, insieme a strumenti per la gestione della fase di vendita e post vendita, potenziando anche l’analisi sui risultati.

Ma dal punto di vista pratico di cosa parliamo? Si parla di una metodologia di business applicata a un software, con la finalità di mettere al centro i clienti e non l’impresa o il prodotto, rendendo le informazioni di base fruibili immediatamente al ruolo che le richiede.

Tutte le imprese prima o poi affrontano il nodo dello sviluppo di nuove o più solide relazioni con la clientela, e per far ciò si rivolgono al Customer Relationship Management e ad un consulente aziendale Monza e Brianza che profili il prodotto. Dunque il CRM può definirsi l’insieme delle procedure, strumenti e database che l’impresa mette in campo per gestire e coordinare le informazioni relative a ciascun cliente studiando i punti di contatto, approfondendo la conoscenza dei clienti, capendo le loro necessità e i loro desideri così da soddisfarli e ottenere la massima fedeltà

I consumatori orientano le loro scelte fondamentalmente in base al valore percepito, quindi basandosi su una personale valutazione costi/benefici dell’offerta a loro proposta. Il CRM aiuta quindi ad aumentare la propria fetta di clientela e quindi la percentuale di clienti che scelgono la nostra offerta rispetto a quelle dei competitor.

Si può quindi parlare di CRM quando un’azienda si dota di una struttura informativa organizzata che registra i contatti avuti con i clienti e i potenziali clienti, con la finalità di acquisirli ma anche mantenerli, generando un valore aggiunto ritagliando per ognuno offerte mirate alle esigenze espresse nel tempo. Lo sviluppo di questo valore (customer equity) è l’obiettivo finale del Crm, ossia l’ipotetico valore complessivo di tutti i clienti attuali e potenziali dell’impresa per l’intero ciclo di vita, al netto dei costi di acquisizione.

La certificazione del Sistema Gestionale OHSAS 18001

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

La certificazione del Sistema di Gestione Salute e Sicurezza, il modello gestionale OHSAS 18001, di una organizzazione è l’attestazione di conformità rispetto ai requisiti della norma BS OHSAS (Occupational Health and Safety Assessment Series) 18001, attualmente nell’edizione 2007.

Questo standard, che deriva da una specifica britannica recepita dal BSI (British Standards Institution, Ente Normatore Inglese), è applicabile a qualsiasi organizzazione appartenente a qualunque settore di business e attività, per il controllo dei relativi processi in relazione ai rischi associati.

Il modello gestionale OHSAS 18001, basato sul modello strutturale e sulle logiche della ISO 14001 (norma per il sistema di gestione ambientale) è concepito per orientare le organizzazioni nella formulazione di politiche e obiettivi a favore della Sicurezza e della Salute dei Lavoratori (SSL), secondo quanto previsto dalle normative cogenti, sulla base della valutazione dei pericoli e dei rischi potenzialmente presenti sui posti di lavoro.

L’adozione e l’implementazione di un sistema di gestione salute e sicurezza conforme allo standard OHSAS 18001, consentono una gestione sistemica delle problematiche relative alla formazione sicurezza sul lavoro, attraverso una valutazione “a priori” dei rischi e la loro sistematica riduzione, mediante azioni preventive derivanti da un piano di miglioramento continuo. Inoltre, favoriscono la costruzione e la diffusione di una cultura aziendale della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro.

L’ottenimento della certificazione aziendale SCR, in ottemperanza del sistema gestionale OHSAS 18001, costituisce un elemento distintivo e di competitività che dà documentata evidenza, a tutte le parti interessate, di quanto stabilito dalla politica di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e dei miglioramenti promossi in merito dall’organizzazione, salvaguardandone l’immagine e la reputazione in materia di salute e sicurezza.

BS OHSAS 18001, nell’attuale edizione, è inoltre facilmente integrabile con altri sistemi di gestione, quali ISO 9001 (gestione per la qualità), ISO 14001 (gestione ambientale) e ISO 50001 (energia).

Pur essendo volontaria, la certificazione del sistema di gestione per salute e sicurezza è oggi sempre più spesso richiesta dai bandi di gara pubblici e, ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs. 81/08, ha efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni (D. Lgs. 231/2001), oltre a consentire sconti sui premi assicurativi INAIL.

Uso medico della Cannabis, una questione ancora da valutare

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

La cannabis ad uso medico da sempre ha seguito una strada tortuosa in Italia, essendo in qualche modo vista come una droga più che come una terapia, lampante esempio è che le ultime decisioni in merito sono state prese contestualmente al decreto di depenalizzazione di alcuni reati, in cui un articolo si occupa proprio di cannabis ad uso medico.

Tuttavia l’avvenuta derubricazione del reato da penale ad amministrativo affronta solo aspetti puramente procedurali e non sostanziali della questione della coltivazione ad uso medico, in sostanza, chi ha l’autorizzazione alla coltivazione di cannabis con fini medici o di ricerca per le farmacie e i farmacisti preparatori, non rischia più sanzioni di tipo penale se viola in qualche modo le prescrizioni ma semplicemente sanzioni pecuniarie.

Non si tratta a questo punto, come è stato cercato di spiegare per lungo tempo da parte degli enti preposti, di una depenalizzazioni del reato di coltivazione, ma di rendere amministrativo quello che oggi è un reato di natura penale e riguardante solo chi non ha l’autorizzazione alla coltivazione a scopo terapeutico e viola le prescrizioni in essere, quindi al di fuori di questo quadro generale la coltivazione è e resterà reato.

L’autorizzazione alla coltivazione è già stata data per l’uso terapeutico lo scorso anno ed è già stato avviato un percorso di depenalizzazione di alcune prescrizioni, ad oggi l’impianto di produzione autorizzato “l’istituto farmacologico militare” ha un processo autorizzatorio in presenza delle prescrizioni in cui ci sono delle violazioni, in prima istanza è prevista un’ammenda, e nel caso la situazione non venga sanata viene revoca l’autorizzazione, come si può notare dunque la normativa segue questa linea non sposando in alcun modo la depenalizzazione.

Quando si prendono in esame questi aspetti si tende sempre a confondere la personale posizione sulla depenalizzazione o meno delle droghe, che può essere contraria o meno per un principio etico, con la necessità di gestire gli impianti autorizzati per legge, dove sono presenti questioni tecniche e procedure interne da affrontare per sviluppare il principio attivo della cannabis ad uso medico.

In queste situazioni un approccio penale sarebbe ovviamente un intralcio, ponendosi in una posizione di rigore amministrativo, invece, con ammende pesanti e ritiri delle deleghe in caso di mancata risoluzione dei problemi, l’intenzione è di stimolare la trasparenza e l’efficienza del sistema.

Trend in crescita per i serramenti in PVC

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Annualmente sono svolte varie indagini riguardo all’andamento di mercato dei prodotti e materiali costruttivi dei serramenti, una tra le più importanti è quella fatta dal PVC Forum Italia, che è rappresentativa dei maggiori fornitori di finestre e profili in materiale plastico.

Lo scorso anno le dieci aziende associate (Alphacan, Aluplast, Deceuninck, Finstral, Gealan, Profine, Rehau, Salamander, Schüco e Veka) hanno messo in posa in Italia 8.686.003 metri lineari di telaio finestra in PVC, suddivisi in parti uguali tra bianchi e pellicolati, dal conto sono escluse le persiane mentre sono inseriti i profili per le finestre scorrevoli.

Si parla di quasi due milioni di finestre montate, installazioni di serramenti in PVC, basta considerare che per ogni montaggio sono necessari 6 metri di profilo circa e che le unità installate in questo materiale lo scorso anno siano state 1.447.667, contro le 1.381.248 del 2015.

Se si media il computo tenendo in considerazione che altri produttori non sono rappresentati dall’associazione, il dato è stimato in eccesso per 1.450.000 unità, corrispondente a 26.100 tonnellate di telai PVC, per un peso medio di 18 kg.

Va tenuto in considerazione che esistono anche le importazioni, stimate in calo sul 2015, ma si parla comunque di 500000 unità, avendo così un valore complessivo di giro d’affare per il serramento in PVC che si aggira intorno a 1.950.000.000 unità, pari circa a 585 milioni di euro tutto incluso.

Parlando ora di quote di mercato non è altrettanto facile fare una valutazione sulla quota di penetrazione rispetto ai materiali tradizionali (metallo, legno), anche perché i serramentisti in Italia, come specifica anche l’associazione, sono in maggior parte piccole e medie imprese, delle quali è quindi difficile calcolare i volumi con precisione, tuttavia è stimato un mercato complessivo di 5.800.000 unità.

Partendo da queste cifre, se il dato fosse esatto, si parlerebbe del 34% del mercato: una crescita importantissima se si considera che dall’85 a oggi, il PVC, nonostante sia sempre stato poco amato, è passato dal 5 al 15% di quota di mercato.

Una crescita determinata probabilmente dal miglioramento della qualità dei materiali unita alla sostanziale indistruttibilità di questo tipo di serramento e alla bassissima trasmittanza che garantisce, quindi, un elevato livello d’isolamento termico.

Cosa sono i server virtuali e perché salveranno le aziende italiane

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Internet

Ecco dunque che sta arrivando a grandi passi l’industria 4.0 con predominanza della virtualizzazione e della digitalizzazione e, in questa onda, il web è sempre più decisivo per il lavoro delle imprese.

Purtroppo in Italia siamo ancora indietro: spesso c’è confusione sui mezzi disponibili e per questo è il caso di iniziare ad approfondire il tema di server virtuale, capendo cosa siano questi strumenti, come funzionino e perché siano meglio dei server dedicati.

Il web è una risorsa strategica: oggi chi non è in rete non esiste.

Oggi tutte le imprese piccole, medie e grandi, devono fare la loro parte se vogliono continuare ad esistere: il mercato in qualunque settore sta diventando sempre più digitale.

Le imprese italiane in realtà permangono a una quota del 30 per cento, valutandole dal possesso di un sito web vetrina; quelle che l’hanno sviluppato, nella gran parte dei casi, non hanno previsto funzioni avanzate, questo significa che la visibilità in rete delle aziende nostrane, a livello europeo e mondiale, presenta ancora forti margini di miglioramento.

I VPS sono uno stimolo all’innovazione a costi abbordabili, adottarli può essere un primo passo verso la digitalizzazione del business, riunendo, in un’unica soluzione, le necessità sopra descritte.

In Italia varie società forniscono servizi di questo tipo: ServerPlan, Aruba, Netsons Italia, aziende che mettono a disposizione dei loro clienti tecnologie di virtualizzazione Xen o VMWARE che oggi rappresentano l’eccellenza dei server finalizzati all’hosting web avanzato.

I vantaggi dei server virtuali sono legati all’ottimizzata gestione delle risorse, ovvero, alla possibilità di installare più istanze sulla stessa piattaforma; non a caso tutti gli ISP ormai si basano su soluzioni virtuali per erogare i loro servizi di cloud, web, email, ftp, e così via.

Oltre ciò c’è il vantaggio economico: un server virtuale costa meno di uno dedicato, infatti, come si può immaginare, il canone di un VPS è nettamente inferiore rispetto a uno dedicato anche nel caso servissero successivi upgrade.

Ci auguriamo quindi che i costi più accessibili stimolino le nostre imprese a fare il più largo uso possibile di questi servizi ampliando quindi la loro presenza sul web e di conseguenza rendendosi più attraenti ai mercati esteri e poi come si dice: l’appetito vien mangiando iniziando a vedere dei risultati chissà che non capiscano meglio l’importanza di fare investimenti importanti in questo settore.

Iter per la certificazione del sistema SGI

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

Certificazione del sistema di gestione integrato (SGI): sempre più organizzazioni hanno un approccio integrato ai sistemi di gestione volontari, cioè affrontano in modo organico le logiche comuni delle normative relative a differenti rischi organizzativi (qualità, ambiente, sicurezza luoghi di lavoro, sicurezza dati, sicurezza stradale, corruzione etc…).

In ambito ISO un SGI è tale quando un’organizzazione utilizza un singolo sistema di gestione per gestire molteplici aspetti della performance aziendale, con l’obiettivo di soddisfare i requisiti di più norme.

Le scelte del mercato hanno nel tempo guidato l’evoluzione del sistema di gestione integrato verso un continuo accrescimento della compatibilità tra le diverse norme di riferimento; ogni norma, che sia ISO (es. 9001, 14001, 50001) o no (es. 18001), pur non includendo requisiti specifici di altri sistemi di gestione, offre infatti la possibilità ad un’organizzazione, di allineare o integrare il proprio sistema di gestione con i corrispondenti requisiti degli altri sistemi di gestione in essere.

Con l’emissione congiunta delle norme ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015, norme che adottano la medesima struttura e numerazione, oltre che terminologia e linguaggio comuni, è inoltre estremamente semplificata l’adozione di un sistema integrato, processo che si concluderà con la prevista emissione del modello ISO 45001, standard su cui è attualmente attiva ISO in tema di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro di prossima emissione e che sostituirà l’attuale BS OHSAS 18001.

Le relative logiche sono infatti comuni: analisi del contesto, Risk Based Thinking, leadership etc. pur nella specificità di ogni disciplina, hanno infatti una struttura di alto livello (High Level Structure) comune che, se correttamente interpretata, consente di evitare inutili duplicazioni e, di conseguenza, apprezzabili economie di scala attraverso un approccio “sistemico” ai vari adempimenti.

Nel rispetto dei relativi (eventuali) regolamenti tecnici di ACCREDIA e delle norme/linee guida internazionali, l’adozione di sistemi di gestione integrati (SGI) può, inoltre, consentire la riduzione dei tempi complessivi delle visite di certificazione, con forti risparmi in termini di tempi e costi.

In particolare, le linee guida internazionali (Mandatory Document IAF) disciplinano la conduzione di audit combinati (cioè condotti verso 2 o più norme nello stesso momento), specificando che sono consentite riduzioni purché: da parte dell’organizzazione vi sia reale integrazione dei sistemi in termini di riesame direzione, audit interni, responsabilità gestionali, politica e obiettivi, processi di sistema, documenti/istruzioni, tecniche di miglioramento, pianificazione; mentre da parte dell’organismo i gruppi di valutazione siano composti da auditor qualificati in più di uno standard di riferimento.

Il laboratorio galenico nella storia

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

La definizione di “ preparato galenico ” deriva da Galeno, nome di un medico dell’antica Greca che iniziò e diffuse la pratica di comporre i propri rimedi miscelando sostanze di base.

Le documentazioni esistenti portano fino al diciannovesimo secolo e ai primi decenni del ventesimo, mostrando che la maggior parte dei medicinali venduti in farmacia erano composti direttamente all’interno della farmacia stessa, tramite laboratori galenici, dando così alla professione del farmacista la figura di preparatore più che dispensatore di farmaci.

Passata la seconda guerra mondiale, con lo sviluppo dell’industria, la pratica galenica, una volta parte fondante della professione del farmacista, ebbe una progressiva riduzione sino a divenire residuale, relegata ai pochi laboratori ancora in attività, con l’aumentare delle possibilità di disporre con immediatezza di farmaci in quantità sempre maggiore, tecnicamente standardizzati e ineccepibili, realizzati dall’industria farmaceutica sempre al passo con progressi medici e tecnico farmaceutici.

Nonostante ciò, il farmacista ha conservato il suo ruolo di preparatore seppure in ambiti regolati da particolari disposizioni legislative. Il farmacista può avere un laboratorio galenico che è però obbligato ad allestire con apparecchi, strumenti e sostanze indicati dalla farmacopea ufficiale, inoltre deve essere dotato di utensili apparecchi e materiali prodotti adeguati alla natura delle preparazioni su cui ha scelto di specializzarsi, e d’idonee apparecchiature per il loro controllo come previsto dalle NBP (FU XI).

Una volta avuto il permesso di apertura della farmacia, il farmacista è autorizzato all’allestimento di preparazioni estemporanee più conosciute come farmaci galenici magistrali e galenici officinali.

Dunque ricapitolando i farmaci possono essere di due tipi:

  • Medicinali di origine industriale, sono farmaci preparati e messi in commercio con nomi commerciali definiti dal marketing, in confezioni specifiche non sofisticabili dal farmacista e sottoposti ad autorizzazione AP e AIC.
  • Medicinali allestiti in farmacia che possono essere:
    • galenici magistrali: medicinali personalizzati e preparati in farmacia su prescrizione medica,
    • galenici ospedalieri: medicinali preparati nella farmacia ospedaliera per uso interno dell’ospedale,
    • galenici multipli: medicinali preallestiti, preparati nella farmacia aperta al pubblico o in quella ospedaliera in base alle formulazioni presenti nel capitolo Preparazioni Farmaceutiche Specifiche del Formulario Nazionale, preparazioni  destinate ai clienti della farmacia o all’interno dell’ospedale.

Una cosa sempre essenziale da ricordare è che il farmacista è sempre responsabile solo della qualità delle sostanze utilizzate e della corretta tecnica di preparazione.

Bere acqua per perdere peso e riattivare il metabolismo

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

Diete quasi fai da te, tutti ci provano prima o poi, con risultati non sempre ottimali anche da punto di vista della salute.

Quasi nessuno pensa che bere acqua sia già un sistema per contenere il peso corporeo, infatti, l’idratazione è importante sia per perdere peso sia per mantenere un livello di performance fisiche e psichiche ottimali.

Molti nutrizionisti dietisti e medici descrivono e indicano l’acqua come un fattore fondamentale per la dieta, affermazioni supportate da decine di studi scientifici favorevoli (uno ad esempio dimostra l’utilità di bere acqua prima dei pasti per dimagrire).

L’acqua ingerita innesca una serie di reazioni complesse nel nostro organismo che aumentano il dispendio calorico per la termoregolazione, questo gruppo di reazioni si chiama termogenesi, una reazione fisiologica, questa, ben documentata e dimostrata da vari studi che hanno anche illustrato come l’efficacia nella perdita di peso sia assolutamente reale e tangibile.

Ovviamente è sempre indispensabile affiancare al giusto quantitativo di acqua depurata una dieta sana e bilanciata e una ragionevole attività fisica, una cosa non esclude in nessun caso l’altra.

A questo punto il burst del metabolismo dura circa tra la mezz’ora e l’ora secondo il consumo dell’acqua, in sostanza si sa che bevendo due bicchieri di acqua a temperatura ambiente il metabolismo aumenta di circa il 30% sia negli uomini che nelle donne, il picco metabolico si manifesta dopo circa dieci minuti per raggiungere l’apice tra i 30 – 40 minuti e poi decrescere.

L’osservazione ha portato a capire che questo effetto sul metabolismo è il risultato del lavoro compiuto dal nostro organismo per aumentare la temperatura dell’acqua da 22°C a 37°C, bruciando prevalentemente grassi negli uomini e carboidrati nelle donne.

Ovviamente è importante che l’acqua ingerita sia di buona qualità, di questi tempi, non proprio un dettaglio scontato, soprattutto quando si beve acqua di rubinetto.

C’è sempre il rischio di poter ingerire acqua con valori di durezza elevati o contenente elementi, se non proprio nocive, sicuramente non salubri per l’organismo.

Per difenderci da questi problemi la tecnologia ci mette a disposizione soluzioni come la depurazione a osmosi inversa che ripulisce l’acqua e bilancia tutti i componenti in essa contenuti permettendoci di avere accesso ad acqua di eccellente qualità direttamente dai nostri rubinetti, acqua che adempirà al meglio alla sua funzione sia dimagrante sia idratante, avendo il giusto rapporto di sali e minerali utili all’organismo.