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IDRA TECNOLOGIE INFORMATICHE è un Gruppo di consulenti con decennale esperienza, nei Servizi e nelle Soluzioni per il business in ambito Information & Communication Technology (ICT).

L’importanza della sicurezza sul lavoro: la figura del RSPP

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

La sicurezza sul lavoro è argomento di fondamentale importanza perché in tutti i luoghi di lavoro ci potrebbero essere pericoli e rischi che possono mettere in pericolo la salute e l’incolumità del lavoratore.

Lavorare in un ambiente sano è un diritto del lavoratore oltre ad essere previsto dalla legge; mettere quindi in sicurezza il luogo di lavoro non è solo un dovere morale ma anche un dovere legale.

Lavorare in sicurezza: diritto per ogni lavoratore

Questo punto non è solo un vantaggio per il lavoratore ma è anche un vantaggio per il Datore di Lavoro che non deve preoccuparsi dell’incolumità dei suoi dipendenti ed è inoltre un vantaggio anche per il dipendente stesso che lavorerà in un clima sereno diventando più efficiente ed ottimizzando così la sua produttività.

Per assolvere alla tutela del lavoratore e garantire la sicurezza sul luogo di lavoro è necessario che, all’interno di ogni azienda, vi sia un Responsabile della Sicurezza con la funzione di controllare che tutti gli ambienti di lavoro siano stati messi in sicurezza.

Si è sentito parlare tanto di tragedie successe sul luogo di lavoro, episodi che si sarebbero potuti evitare se il Datore di Lavoro avesse provveduto preventivamente ad inserire, all’interno dell’azienda, un valido responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

RSPP responsabile del servizio prevenzione e protezione

Quindi la figura che serve ad ogni azienda per contrastare il problema della sicurezza sul lavoro è il RSPP, un responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Questo responsabile, deve seguire un corso di formazione specifico, dopo il quale otterrà l’attestato che potrà confermarlo come figura abilitata alla sicurezza. Non è necessario che il RSSP sia una figura nuova da inserire in azienda, ma il Datore di Lavoro può decidere di essere lui stesso responsabile della sicurezza o, in caso contrario, può decidere di far fare il corso a un suo dipendente che dopo aver ottenuto l’attestato potrà occuparsi della sicurezza all’interno dell’azienda.

La figura del RSPP è obbligatoria ed è prevista dalla legge in qualunque attività, azienda o GDO, l’obbligatorietà deriva dal fatto che in ogni luogo di lavoro possono esserci dei rischi nei quali potrebbe incorrere il lavoratore.

I corsi RSPP Monza e Brianza però, sono gestiti in modo tale da creare dei percorsi ad hoc, in base al grado di rischio presente in ogni attività, naturalmente un’azienda edile avrà un grado di rischio maggiore rispetto a un negozio di abbigliamento ma in entrambi i casi è comunque necessario che un dipendente, o il Datore di Lavoro, ricopra la figura del RSPP.

Le migliori strategie di investimento aziendali in ambito web

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Internet

Investire nella modernità e nelle nuove tecnologie aziendali può voler significare anche un investimento importante nello sviluppo di un sito web per la propria azienda o attività.

Come oramai dovrebbe essere chiaro a tutti il web è sempre più centrale nella comunicazione verso potenziali clienti e partner commerciali, innumerevoli utenti, ogni giorno, lo utilizzano per cercare prodotti, informazioni, fare prenotazioni, ecc…

Ecco dunque che tra le voci degli investimenti aziendali per la produttività e la pubblicità ormai non si può più prescindere da una voce di una certa importanza che riguarda il mondo del web, a partire proprio dal sito.

Un sito aziendale dovrebbe rispettare delle linee guida molto precise, dal punto di vista tecnico, cosa non sempre attuabile nel caso in cui si usino piattaforme free o comunque a costi bassissimi, tendenza che si è affermata recentemente in ottica generalista e che ha portato molti imprenditori a pensare che fare un sito sia solo questione di pochi click su un editor grafico e con pochi euro.

Un sito aziendale, se curato da esperti, è un investimento, che nel tempo si ripaga da solo, in caso contrario, fatto con leggerezza e senza la giusta competenza, rischia di essere un danno per l’immagine.

Quando si procede con la realizzazione di siti web aziendali Monza e Brianza, che sia in ottica di promozione dell’attività per la clientela o di diffusione del marchio e affermazione dello stesso rispetto ai competitor, vanno sempre tenuti presenti dei punti di fondo:

  • È il biglietto da visita pubblico dell’azienda
  • Bisogna essere esaustivi nei contenuti e non prolissi
  • Ogni dubbio deve portare a una richiesta non a lasciare il sito
  • Il contesto deve essere piacevole
  • Il percorso di visita non deve essere lasciato al caso

I punti sopra elencati possono essere considerati dettagli, tuttavia insieme, possono fare la differenza sulla effettiva efficacia o meno del sito.

La confusione è nemica delle visite: una delle pecche più grosse di un sito aziendale probabilmente è la confusione dei contenuti, questo tende a scocciare i visitatori che non trovano quello che gli serve e alla fine se ne vanno (vendita persa) magari dalla concorrenza che ha organizzato meglio i contenuti. Altri accorgimenti in questo senso possono essere:

  • Impianto grafico ad hoc
  • Font leggibili e chiari
  • Contenuti strutturati in e gestione SEO del sito web
  • Contenuti interlacciati con logica

La prima impressione, come nei rapporti umani, è determinante; i contenuti devono essere chiari, originali e documentati da foto di qualità.

Nel suo complesso il sito deve ispirare professionalità e competenza e ogni domanda deve trovare una risposta o condurre ad un form per i chiarimenti, in definitiva un progetto web va valutato nell’insieme assicurandosi allo stesso tempo che ogni sua singola parte sia funzionale nel più piccolo dettaglio.

Il kayak appassiona gli italiani ma come praticarlo in sicurezza?

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Sport

In Italia si diffonde come un febbre la passione per il kayak. Questa disciplina sportiva, sempre stata di nicchia, negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d’olio sia a livello agonistico che amatoriale conquistando nuovi appassionati.

Sport, agonismo e immersione nella natura

Sempre più spesso il kayak viene usato da chi, di tanto in tanto, vuole staccare completamente la spina e ricaricare spirito e mente, immergendosi in ambienti bellissimi dominati dalla natura e dalla tranquillità, proprio questo è uno degli ingredienti principali che spingono ad avvicinarsi a questi disciplina: la comunione fra uomo e natura attraverso l’esplorazione di corsi d’acqua o tratti di mare.

Il kayak è uno sport davvero completo e adatto a ogni tipo di appassionato. Uomini, donne, bambini o anziani, gli unici requisiti indispensabili sono la buona salute e saper nuotare. Essendo uno sport a 360 gradi. Ovviamente è consigliabile iniziare rivolgendosi a una scuola così da imparare la corretta tecnica e non incorrere in problemi legati a strappi per una postura non corretta o a movimenti scorretti nella pagaiata.

Lo sforzo fisico richiesto è molto intenso per tutti i muscoli del tronco ma anche delle gambe, di conseguenza tutto il fisico è stimolato allo sviluppo di massa muscolare e all’irrobustimento delle ossa e, trattandosi di uno sport aerobico, cuore e sistema cardiocircolatorio traggono grandi benefici.

La disciplina sportiva del kayak però non è solo benefica per il corpo, ma anche per lo spirito: gli effetti positivi delle endorfine prodotte durante l’attività fisica vengono potenziati dal piacere del contatto diretto con luoghi naturali incontaminati.

Avvertenze per gli sportivi

Ovviamente, come tutte le attività sportive, il kayak non va preso sottogamba: bisogna avvicinarsi e praticare la disciplina con umiltà, rivolgendosi a chi ha maggiore esperienza.

L’attrezzatura deve essere sempre controllata e all’altezza del compito: infatti, in caso scegliate un percorso più rischioso come una discesa su un fiume con rocce e rapide, un’attrezzatura adeguata può salvarvi ed evitarvi una brutta avventura.

Un altro fattore da non trascurare è legato all’ambiente: come abbiamo già detto i percorsi per il kayak possono variare da una tranquilla navigazione su un lago ad un’emozionante discesa di un fiume o torrente, con rapide e ostacoli a scoglio o restringimenti del letto, ovviamente, in questo caso, consigliamo il cimento solo ad atleti estremamente preparati.

Infine, come ultimo accorgimento, non dimentichiamo mentre esploriamo specchi d’acqua con il nostro kayak bisogna sempre avere rispetto della natura che ci circonda, imparando a conoscerla e rispettarla senza sfidarla oltre alle proprie capacità e possibilità.

Differenze fra Kayak e Canoa

Parlando di sport viene spesso fatta confusione fra canoa e kayak. Pur avendo dei punti in comune, si tratta in effetti di discipline differenti: tra le due specialità variano innanzitutto la struttura dell’imbarcazione, la stessa pagaia e la posizione del canoista.

In kayak si sta seduti con le gambe su un poggiapiedi e le mani impugnano una pagaia a due palette, la pagaiata è alternata, nella canoa invece ci si trova in ginocchio e si rema da un solo lato con una pagaia a pala singola.

Polemiche sull’introduzione della Cannabis ad uso medico

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

Sostanza che da decenni non cessa di trascinare polemiche e manifestazioni, diatribe etiche e scientifiche, quello dell’uso della cannabis ad uso terapico è un argomento che ha avuto una svolta con l’inserimento nella tariffa nazionale dei medicinali nel 2017.

Purtroppo, come spesso accade, invece di essere una buona notizia per i sostenitori della cannabis ad uso medico, la novità è diventata campo di scontro proprio in merito all’importo stabilito dal Ministero della Salute nel tariffario nazionale dei medicinali.

Questo è stato fissato a 9 euro al grammo e i professionisti del settore medico, in particolare i farmacisti,  sottolineano come sia inferiore a quello richiesto dai distributori della sostanza; ecco dunque che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) sottolinea in un comunicato come avesse già, in fase di istruttoria, fatto presente il problema richiedendo di fissare il prezzo a una cifra superiore per impedire che i propri associati si trovino a pagare la materia prima più di quanto costi la preparazione magistrale stessa, portandoli quindi a operare in perdita (da notare come nel caso della cannabis ad uso medico, di importazione olandese, i costi per i farmacisti preparatori che ne fanno uso arrivano ad 11 euro).

Ecco dunque che si è passati dal poter vendere cannabis ad uso medico a prezzo doppio rispetto a quello di acquisto con la precedente normativa, che consentiva ai laboratori galenici che effettuavano la preparazione di rientrare pienamente delle spese di registrazione analisi e preparazione del prodotto (già comunque particolarmente alte), alla situazione attuale in cui invece sarà necessario acquistare la materia prima in perdita rendendo non solo sconveniente ma addirittura deleterio per i conti dei farmacisti, le preparazioni con questo tipo di prodotto, con il conseguente rischio che solo gli ospedali saranno in grado di distribuire il farmaco ai pazienti creando a questi ultimi notevoli difficoltà.

Da qui una richiesta di confronto è stata rivolta da tutte le organizzazione Fofi, Federfarma, Asfi, Assofarma, Farmacie Unite, Sifap Società Italiana Farmacisti Preparatori e Utifar al ministero per risolvere il problema.

Confronto che, oltre a richiedere una risoluzione del problema appena sorto andrà a prendere in esame una revisione complessiva della tariffa nazionale dei medicinali. Questa infatti, risulta immutata da oltre vent’anni, in contrasto con la revisione biennale prescritta dalla legge, creando così evidenti problemi di sostenibilità economica nella realizzazioni dei preparati magistrali.

La questione cannabis è dunque la cosiddetta ciliegina su una torta molto più ampia, un terreno di confronto complesso tra farmacisti e ministero, terreno di discussioni approfondite da affrontare senza ulteriori rinvii.

Serramenti in alluminio a taglio termico, nuova frontiera per questo materiale

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Se valutate il cambio degli infissi, a cosa prestate maggiore attenzione? Alle performance termiche? Al design? O al risparmio energetico? E’ possibile fondere praticità e bellezza? Analizziamo assieme alcuni dettaglio e scopriamo le soluzioni migliori per gli infissi di casa che potreste non avere ancora preso in considerazione come i serramenti a taglio termico.

Per la vostra abitazione potreste scegliere di optare per una nuova soluzione che offre nuova vita ad un materiale già ampliamente testato nella produzione di serramenti: l’alluminio.

Gli infissi in alluminio a taglio termico sono un prodotto estremamente valido sotto diversi aspetti, valutiamo insieme alcune loro peculiarità:

  • Sono versatili, adatti per l’uso casalingo come per uffici o aziende con gradi superficie
  • Sono estremamente solidi e resistenti all’usura del tempo
  • Stiamo parlando di un materiale totalmente riciclabile
  • Il design può essere razionale e accattivante
  • Posso essere implementati grandi spessori accoppiando quindi più vetri e maggiori anticamere con eventuale gas per migliorare il risparmio energetico (argon o altri tipi di gas isolanti)
  • Non è richiesta manutenzione
  • Ha una tenuta statica eccellente
  • Non ha limiti di superficie

Nonostante tutti questi pro l’alluminio è un buon conduttore termico e questo ne penalizza le prestazioni in inverno e in estate infatti tende a portare freddo e caldo verso l’interno dell’ambiente.

Ecco il perché dei cosiddetti serramenti in alluminio a taglio termico, infatti il taglio termico, rispetto alle normali procedure di creazione degli infissi, si differenzia eliminando il ponte termico con l’inserimento di un profilo interno contenente poliammide o gomma, interrompendo così la continuità dell’alluminio e staccando in sostanza il profilo esterno da quello interno.

Il profilo a taglio termico è divenuto ormai lo standard dei serramenti in alluminio di qualità unendo i vantaggi dell’alluminio alla necessità di risparmio energetico.

In più possiamo porre l’attenzione alla quantità di anticamere e la qualità dei gas presenti fra i vetri dei nostri infissi, così da garantire un isolamento ottimale anche al vetro e non solo al profilo.

I costi: il costo di questi serramenti è inferiore a quello per soluzioni omologhe in legno o legnoalluminio. La vera differenza nel prezzo però dipende da molteplici fattori: prestazioni termiche, acustiche, superfici, profili, i sistemi di apertura e, ovviamente, alla marca.

Le più diffuse marche di serramenti, Spi e serramenti Finstral,hanno costi più importanti di altre garantendo standard qualitativi più elevati quindi anche questa è una variabile da considerare nel momento passi all’effettiva valutazione dell’acquisto.

Per questo tipo di soluzione il costo a metro quadrato diminuisce all’ aumentare della superfice, altro interessante punto a favore, salvo in caso che variabili specifiche entrino in gioco: oltre certe misure l’infisso diventa strutturale, come per i grandi palazzi in vetro, in scenario il costo aumenta vertiginosamente rendendosi necessaria l’implementazione di strutture di sostegno in ferro a reticolo per sorreggerlo dall’interno.

Irritazioni cutanee? Fate attenzione all’acqua dura

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Beauty & Wellness

La bellezza, in particolare una pelle liscia, luminosa e vellutata, non è legata solo ai misteri della genetica o all’opera di un chirurgo, ne è una meta raggiungibile unicamente tramite creme o artifici cosmetici, ma anche l’acqua che usiamo quotidianamente per raggiungerla.

Prima regola: idratazione cutanea

La prima regola della bellezza a costo zero, determinante per ottenere risultati importanti, è l’idratazione, infatti una pelle dall’aria giovanile e particolarmente liscia la si può ottenere solo con una corretta idratazione, cospargendo il corpo di preziosa acqua, coccolandolo e proteggendolo e assicurandosi che l’acqua che utilizziamo sia pura priva di agenti esterni potenzialmente nocivi come il calcare.

Soprattutto durante l’Estate, quando si avvicina la prova costume, e i periodi secchi, la salute della nostra epidermide e il suo aspetto liscio e roseo sono a rischio e la loro protezione inizia proprio dalla pratica di una corretta idratazione.

Durante i bagni o le docce oppure la mattina quando laviamo il nostro viso, dovremmo assicurarci che l’acqua sia pura, magari filtrata da un sistema ad osmosi inversa per ottenere il miglior risultato possibile, così da evitare i problemi di irritazione ed arrossamento legati alla presenza di calcare e altri agenti esterni.

Arrossamenti? Irritazione? Acne? Ascolta il tuo corpo!

Importante è proteggere la pelle dagli agenti esterni, smog, polveri, fumo, raggi solari e per evitare che l’acqua evapori verso l’esterno, per fare ciò si posso usare prodotti cosmetici appositi, partendo da una buona detersione mattutina e tarando l’uso di questi prodotti e le tipologie scelte in base al genere di pelle.

Altro fattore essenziale, come abbiamo detto, è costituito dal giusto grado di idratazione.

Un apporto corretto di acqua può tenere lontani i segni dell’età, ma l’esposizione e l’assunzione di acqua che contenga un eccesso di sostanze come carbonato di calcio e dolomite può causare problemi e secchezza. La classica acqua del rubinetto in alcune zone potrebbe essere la cosiddetta “acqua dura” o contenente sostanze che alla lunga su alcuni tipi di pelle creare irritazioni e fastidi di vario genere oltre a far perdere tonicità ed elasticità.

Attenzione all’acqua dura

L’acqua dura è composto di alte concentrazioni di minerali, sua composizione, quella che viene definita “durezza” è determinata dalla quantità di calcio e magnesio contenuti in essa e varia a seconda dell’area geografica e del contenuto minerale della sorgente. Le linee guida per la classificazione delle acque distinguono fra: acque morbide (0-60 mg/L carbonato di calcio), acque moderatamente dure (61-120 mg/L), acque dure (121-180 mg/L) e acque molto dure (oltre 180 mg/L).

L’acqua con questa caratteristiche può trasformarsi in un irritante da contatto, in particolare può provocare l’occlusione dei pori della pelle a causa della sua incapacità di rimuovere i residui dei vostri prodotti per la pulizia come creme o sapone.

Questo si tradurrà in pelle secca e altri problemi come acne, infezioni, eczema e prurito

Per conoscere esattamente le caratteristiche della vostra acqua potete rivolgervi ad esperti che effettueranno un’analisi professionali dell’acqua gratuita e potranno consigliarvi per l’acquisto e l’installazione di un addolcitore d’acqua domestico che porrà rimedio ai vostri problemi di salute.

La mancanza di informazione, per le terapie sulla cannabis il peggior nemico

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

In Italia l’utilizzo di cannabis a uso medico e per le terapie è legale dal 2013, ad oggi 11 regioni la hanno presa in carico del servizio sanitario, tra di esse l’Emilia Romagna; tutto ciò mentre dal 2017 è stata autorizzata la produzione di stato della cannabis ad uso medico tramite l’istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze.

Ciò che emerge dal confronto tra medici farmacisti e pazienti è la carenza di una corretta e completa informazione sull’argomento: ancora oggi non è chiaro e adeguatamente illustrata la posizione del governo sulla cannabis ad uso medico, creando così, anche tra i professionisti, significative difficoltà ad accedere a queste terapie per i pazienti.

Per esempio i pazienti con problemi reumatici, afflitti sovente da dolori cronici come i fibromi algici, non hanno adeguata conoscenza della questione e anche fra medici e farmacisti non è raro che le informazioni non arrivino, costringendoli spesso a cercare questo tipo di risposte “su rete” come farebbe qualsiasi altro profano, le notizie sull’argomento reperite in questo modo però sono spesso frammentarie o errate.

Nonostante la legge del 2013 e la delibera regionale stabiliscano che in Emilia Romagna l’accesso alla cannabis ad uso medico, e alle relative terapie, è a carico del servizio sanitario regionale, le statistiche ci dicono che i pazienti affetti da patologie croniche di dolore utilizzano molto poco questa opportunità terapeutica.

Lo stesso direttore del centro di terapia del dolore e cure palliative di Savona informa che i medici e i farmacisti che sfruttano la cannabis per combattere il dolore sono ancora pochissimi, studi del 2013 condotti ad Oxford mostrano che il dolore cronico associato a malattie reumatiche colpisce almeno il 20% dei cittadini europei, nel nostro caso in Italia la prevalenza del dolore cronico è del 21 % quindi pari a 13 milioni di persone.

Reumatologi sostengono che la cannabis ad uso medico potrà certamente essere rilevante nella terapia del dolore soprattutto nelle malattie reumatiche, le prove sono evidenti riguardo la sua efficacia sui dolori neuropatici, mentre per artrosi e artriti la discussione è ancora aperta mancando ancora sufficienti dati statistici, tuttavia l’interesse da parte dei pazienti e dei medici è evidente riguardo questa opportunità.

Da Gennaio 2016 è iniziata la produzione medicale di cannabis statale, tuttavia, come detto sopra, ora manca la corretta comunicazione e sensibilizzazione di tutti gli attori in campo, pazienti medici e associazioni di farmacisti preparatori, e di questo dovrà probabilmente farsi carico il pubblico per evitare differenti velocità di accesso sul territorio.

Sport estremi e psicologia: cosa ci porta ad avventurarci al limite?

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Sport

Negli ultimi anni tutti i media si stanno concentrando sempre di più sui cosiddetti sport estremi: le pratiche sportive che portano l’uomo in diretta concorrenza con i propri limiti.

Questi sono diventati un vero e proprio fenomeno di costume, attività che catalizzano la curiosità della maggior parte degli spettatori.

In particolare gli sport acquatici, una curiosità coltivata e accresciuta anche da documentari e film, importanti rassegne cinematografiche basate su film di avventura negli oceani anche a livello mondiale stanno crescendo sempre più di importanza, basando la loro programmazione su film dedicati a kayak, surf, vela, fauna e natura marina, il tutto associato a immagini spettacolari di eccezionali avventure in ambienti grandiosi e incontaminati.

Tanto interesse popolare ha portato queste fenomenologie sportive ad essere oggetto di studi mirati anche in ambito sociale e comportamentale.

Ad oggi si sono approfonditi gli aspetti motivazionali che spingono a seguire documentari e spettacoli e naturalmente ad esercitare tali sport seguendo la fascinazione che li accompagna, sono stati fatti studi sui processi psicofisiologici di valutazione dei rischi e sono ormai note le esigenze e le abitudini di preparazione mentale. Tutte queste conoscenze concorrono a limitare i rischi legati alla passione per questi sport estremi favorendo una maggiore sicurezza e prevenzione di situazioni infauste.

Le ragioni dell’attrazione verso sfide adrenaliniche in luoghi come mari e oceani sono legate al desiderio di mettersi psicologicamente alla prova e stimolare i propri limiti portandoli sempre un po’ più avanti, siano esse la sfida del vento sopra le onde in una gara di surf o l’esplorazione delle profondità marine in cerca di nuovi orizzonti in un’immersione subacquea.

Queste imprese permettono di vivere sensazioni ignote sia fisicamente che psicologicamente e, la sfida vittoriosa su elementi naturali aumenta l’autostima.

Una certa attenzione va mantenuta in alcuni casi dove possono emergere sfumature diverse da quelle sopra espresse, più legate a tendenze distruttive e a un deficit nella valutazione dei rischi: una falsa sensazione di onnipotenza nella sfida alle proprie capacità può essere disastrosa. In questi casi ci si può trovare di fronte a una sopravvalutazione di se e delle proprie capacità oppure a una svalutazione dei rischi in modo più o meno consapevole rischiando quindi seriamente la vita.

Da notare comunque che la maggior parte degli appassionati di sport estremi non sono mossi da tendenze distruttive ma come detto dal desiderio di provare sensazioni nuove.

Uno dei primi aspetti che esercita grande fascino è il brivido, e il piacere dato dall’adrenalina che entra in circolo, studi dimostrano che la visione di documenti e programmi così come la pratica degli sport estremi comporta l’aumento della secrezione di adrenalina, visto che viene stimolato la nostra capacità di “combatti o fuggi” che attiva i meccanismi di sopravvivenza in risposta ad uno stress, per far fronte all’evento attraverso i cambiamenti neurofisiologici ormai molto noti.

Come detto, comunque, questo tipo di sensazioni sono attivabili sia con la pratica ma anche semplicemente con la visione di situazioni adrenaliniche, si tratta infatti di uno stato fisiologico che può essere indotto, ecco dunque il motivo del coinvolgimento che ci offrono documentari e riprese cinematografiche di queste attività.

ICT e aziende: a chi ci rivolgiamo quando siamo nei guai

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Il consulente ICT (information comunication technology) è un consulente tecnico che gestisce temi e implementazioni riguardanti la modifica delle infrastrutture ict interne a strutture organizzate aziendali e non, quando una struttura vuole dotarsi di una struttura informatica organizzata e non sempre ha le competenze al suo interno per valutare le reali esigenze.

Sarà dunque necessario rivolgerci all’esterno, a strutture di consulenza specializzate, che effettuino un’analisi tecnica dettagliata di necessità e soluzioni oltre che della scalabilità nel tempo della soluzione proposta per il sistema ICT.

L’ICT è, in questo caso, una sorta di figura di riferimento che ci aiuterà consigliandoci sulle soluzioni più efficaci per le esigenze aziendali e dirigerà le risorse a disposizione per le soluzioni migliori, ma scopriamo più nel dettaglio di cosa si occuperà questa figura.

Un servizio di consulenza ICT Monza e Brianza richiede un’ottima preparazione sia a livello tecnico, vista la necessità di conoscere le piattaforme, i diversi sistemi, le risorse hardware e le possibilità legate a sinergie e coesistenze, oltre che un buon livello di comprensione delle strategie aziendali, un buon ICT quindi saprà valutare le offerte del mercato e individuare le soluzioni più efficaci per la nostra azienda.

Momenti delicati sono le selezioni del file system e le tecniche di partizionamento o l’eventuale clustering, lo studio dell’architettura di virtualizzazione e l’utilizzo di una piattaforma piuttosto che l’altra.

Nella fase di analisi invece è necessario valutare le esigenze aziendali in termini di continuità di servizio e della gestione dati, la disponibilità del sistema e la modellazione del datacenter in funzione della quantità di dati e del disaster recovery suggerendo le soluzioni più adeguate.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la destinazione delle risorse dedicate allo storage e il relativo management dello stesso selezionando le tecnologie più adatte e sicure per la nostra azienda.

Ultimo aspetto da affrontare sarà il system management, quindi la gestione delle applicazioni intesa come configurazione e aggiornamento la sincronizzazione e la gestione delle licenze software, la manutenzione dei server e la gestione ottimizzata delle risorse, le policy di distribuzione e installazione dei software nuovi e infine la sicurezza.

Moltissime frasi tecniche e questioni complesse in cui spesso ci perdiamo, solo personale adeguatamente formato e preparato potrà gestire tutte queste problematiche senza cadere nella trappola del sovradimensionamento ma allo stesso tempo implementando soluzioni informatiche facilmente scalabili per affrontare eventuali sfide più impegnative che si potranno proporre nel tempo come ad esempio il problema dell’obsolescenza di sistemi e apparati.

Certificazione del sistema di gestione per la qualità (SGQ) – ISO 9001

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende

La certificazione del SGQ di una organizzazione è l’attestazione di conformità rispetto ai requisiti applicabili della norma ISO 9001, attualmente nella fase transitoria di passaggio dall’edizione 2008 alla 2015, fase che si concluderà nel settembre 2018.

Come per le precedenti edizioni, anche la ISO 9001:2015 si applica ai processi dell’organizzazione che hanno un impatto sulla qualità del prodotto/servizio reso al cliente, meglio contestualizzandone l’applicazione e ponendo l’accento sul miglioramento delle prestazioni (misurabili) aziendali interne, sulla soddisfazione del cliente e delle pertinenti parti interessate, introducendo, tra gli altri, i concetti di approccio basato sui rischi e di qualità responsabile/sostenibile.

Questo standard internazionale è applicato ai processi dell’organizzazione che hanno un impatto sulla qualità del prodotto/servizio reso al cliente e pone l’accento sul miglioramento continuo delle prestazioni aziendali interne e sulla soddisfazione del cliente, rivolgendosi a qualsiasi tipologia di organizzazione pubblica o privata, di qualsiasi settore e dimensione, sia essa manifatturiera o di servizi.

La nuova edizione della norma introduce importanti semplificazioni burocratiche rispetto ai precedenti modelli normativi, soprattutto a livello documentale, e stimola l’approccio proattivo basato su una cultura della prevenzione e del miglioramento, nell’ambito di una struttura comune alla norma ISO 14001:2015 (sistemi di gestione ambientale) al fine di facilitare l’applicazione di sistemi integrati.

La norma definisce i principi generali che l’azienda deve seguire, ma non il modo in cui gli stessi devono essere applicati dalla singola organizzazione o relativi alle caratteristiche che i prodotti/servizi devono possedere.

La certificazione SGQ Lombardia in accordo alla ISO 9001 permette all’impresa certificata di assicurare “a priori” ai propri clienti, reali e potenziali, il mantenimento e il miglioramento nel tempo della qualità dei propri beni e servizi, riducendo il rischio di non rispettare quanto promesso, attraverso la capacità di tenere sotto controllo i processi, realizzativi e di supporto, tramite la misurazione delle prestazioni e l’individuazione di adeguati indicatori.

Nel contesto di un mercato globale e locale sempre più competitivo, la certificazione del sistema di gestione per la qualità aziendale diviene requisito indispensabile di riferibilità, costituendo un elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza non qualificata, ponendosi come strumento commerciale strategico in grado di migliorare immagine e credibilità dell’organizzazione.

La ISO 9001 è infatti in assoluto la norma di riferimento più conosciuta e diffusa nel mondo e sostituisce lo standard principe non solo per i sistemi di gestione della qualità, ma anche la base strutturale per i sistemi di gestione integrati in genere, essendo facilmente integrabile con altri sistemi di gestione, quali BS OHSAS 18001 (salute e sicurezza sul lavoro), ISO 14001 (gestione ambientale) e ISO 50001 (energia).