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Crisi immobiliare? La soluzione si chiama: affitto breve

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

È da sempre opinione comune che un proprietario immobiliare sia una persona benestante, in netta contrapposizione con chi invece una casa non ce l’ha. Eppure, oggi più che mai, non esiste convinzione più errata. Negli ultimi otto anni, nel nostro Paese il valore degli immobili è calato più del 15% e questo lo dice l’Istat. Calo che per abitazioni più vecchie arriva addirittura al 22,1%. Insomma, possedere un’abitazione e soprattutto una seconda casa, oggi pone sulla testa dei proprietari un peso decisamente troppo elevato in quanto a perdita di valore e fardello di tasse da pagare.

È il motivo per cui, molti proprietari preferiscono vendere piuttosto che spendere denaro per rimodernare, soprattutto quelle abitazioni più vecchie che poi nel nostro Paese rappresentano la gran parte del mercato attuale. Non è un caso se negli ultimi cinque anni anche il mercato delle aste immobiliari sia cresciuto del 23%. “Gli investitori esteri pur investendo 2 miliardi di euro nel primo semestre del 2018 (principalmente in uffici e in centri commerciali) hanno speso in Italia il 48,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso” racconta l’imprenditore Andrea Guarise, autore de Il ballo del mattone; il mercato immobiliare di fronte alle nuove sfide, ebook edito da Linkiesta.

L’affitto tradizionale non funziona più

Ma allora davvero l’unica alternativa per far fronte a questa stagnazione del mercato è vendere? Non la pensa così Francesco Zorgno, socio fondatore di CleanBnB che una soluzione ce l’ha eccome. “Siamo perfettamente consci delle difficoltà che incontrano di questi tempi i proprietari immobiliari, ma bisogna fare i conti con un dato di fatto tangibile: quello che da sempre è stato il solo modo di mettere a reddito un immobile, cioè l’affitto tradizionale, non funziona più. Pone grossi problemi dovuti a una congiuntura economica poco favorevole che poi si trasformano in morosità dell’inquilino con conseguente perdita di denaro per il proprietario oltre a tutte le grane che ne conseguono nel caso in cui si voglia procedere con lo sfratto. Lo scorso anno nel nostro Paese sono state emesse 59.600 sentenze di sfratto, di cui 52.500 per morosità. Nove volte su dieci questi sfratti sono dovuti a insolvenza. Oggi l’unico sistema per mettere a reddito una seconda casa è l’affitto a breve termine che permette di eliminare a monte il problema e offre una lunga serie di vantaggi. Gli ospiti pagano in anticipo e la casa resta a disposizione del proprietario tutte le volte che vuole. In parole povere, non si corre il rischio di ritrovarsi senza soldi e senza immobile”.

Mettere a reddito la seconda casa affidandosi a CleanBnB garantisce al proprietario una fonte di reddito continua e la rimozione di qualsiasi problema. “Il nostro motto è: Pensiamo a tutto noi, e questa frase racchiude in pieno il nostro modo di operare” continua Zorgno. “Il proprietario ci affida le chiavi del suo immobile e noi lo prendiamo in gestione totale. Facciamo le foto, pubblichiamo gli annunci, accogliamo gli ospiti, ci occupiamo delle pulizie e della consegna delle chiavi, risolviamo ogni problema che dovesse presentarsi durante il soggiorno e offriamo al proprietario tutta l’esperienza di un team forte, strutturato e con competenze professionali di altissimo profilo in tutte le funzioni e in tutte le città in cui operiamo. Il proprietario deve solo incassare le rendite che solo noi siamo in grado di massimizzare al massimo”.

La generazione dell’identità tecnologica: un’indagine di Acronis sui millennial

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende

Chi sono i millennial? Dal punto di vista demografico, costituiscono la generazione con la più ampia forza lavoro, ma anche i partecipanti più attivi all’imperante gig economy, l’economia dei lavori trovati tramite le piattaforme per free lance, e la fascia di popolazione più tecnologicamente connessa della storia. Molte fonti deridono la loro tendenza a essere sempre online, ma sono poche quelle che approfondiscono il perché di questa costante connessione, e ancora meno quelle che valutano il modo in cui, in concreto, i millennial si connettono ai propri dispositivi e dati.

Per colmare questo vuoto di informazione, Acronis, leader mondiale nel campo della protezione informatica e delle soluzioni cloud ibride,  ha condotto un’indagine mirata a capire come questa generazione considera le due tecnologie che usa più spesso per l’interazione digitale: smartphone e social media.

Costruirsi un’identità digitale…

Le tecnologie più recenti hanno trasformato le modalità di interazione tra le persone e il mondo in cui vivono. Prima generazione di nativi digitali, i millennial sono quelli ad aver reagito con più prontezza a questi cambiamenti.

Ad esempio, sebbene oggi la maggior parte degli adulti possieda uno smartphone, i millennial sono in testa per quanto riguarda l’adozione di smartphone e social media. Scattano in media 900 foto l’anno e le condividono sulle piattaforme sociali più diffuse, come Instagram (52%) e Snapchat (47%). Al di là di questi dati, però, per molti di loro dispositivi e piattaforme non sono solo un modo per socializzare e fare selfie, ma rappresentano la propria identità a 360 gradi.… e temere di perderla

Dalle risposte fornite al questionario di Acronis emerge che il 37% dei millennial ritiene che il valore della propria identità online sia “molto alto”, mentre il 14% afferma che le identità online “siano tutta la loro vita”. Sin dall’avvento dei social media e della gig economy, la connessione digitale è alla base della partecipazione alla vita sociale, professionale e civica dei millennial.

Questa dipendenza emerge prepotentemente quando il 75% di coloro che hanno perso il proprio dispositivo e i dati in esso contenuti riferisce di essersi sentito sconvolto (19%) o turbato (56%).

Gli esperti non sono sorpresi da questo attaccamento emotivo a dispositivi e dati.

“I dispositivi digitali sono importanti per tutti, ma per i millennial, in quanto prima generazione cresciuta nell’era digitale, lo sono molto di più”, afferma Sonya Veytsman, terapeuta e assistente sociale a New York. “Man mano che invecchiano, i loro ricordi, foto e dati si accumulano sui dispositivi, ai quali non deve accadere nulla. In caso contrario, l’impatto viene avvertito tanto a livello mentale quanto sia fisico. Se il telefono va perduto in un incendio, o i dati online, il sentimento legato alla perdita è intenso anche se si riceve un indennizzo per acquistare un nuovo dispositivo.”

I millenial usano queste tecnologie per raccontarsi agli altri e per interagire con ogni aspetto della propria vita. Sono un archivio per i contatti sociali ma, con l’espansione delle piattaforme per freelance, anche per la vita professionale. Per questo la perdita dei dispositivi e dell’identità digitale che essi contengono può lasciare sconcertati.

Siamo in presenza di una reale dipendenza dai display?

Non proprio. Quasi un terzo (32%) degli intervistati ha confermato ad Acronis di controllare il telefono più di 31 volte al giorno, ma il restante 68% lo attiva soltanto da una a tre volte l’ora, un dato che non appare completamente irragionevole.

L’indagine rivela inoltre che tra i millennial l’attaccamento al proprio dispositivo è distribuito in modo uniforme: il 51% dice di non essere ansioso quando non ha con sé il telefono, mentre il 49% afferma di essere ansioso (23%) o a volte ansioso (26%).

Dietro queste risposte c’è probabilmente la fiducia intrinseca riposta nella sicurezza offerta dalle tecnologie, il che può però implicare la mancata adozione delle necessarie misure di protezione delle proprie informazioni.

Come vengono protette le identità e i dati sui dispositivi mobili?

Come mostra quel 51% di intervistati che riferisce di aver smarrito le foto o i dati presenti sui propri telefoni, la perdita delle informazioni è un evento possibile anche tra i millennial. Ciò che rende il dato interessante è il fatto che il 18% afferma di non utilizzare né la password né il riconoscimento facciale per proteggere i propri telefoni. La buona notizia è che invece una percentuale di intervistati molto elevata, il 64%, adotta una password per proteggere i dati mobili, mentre il 19% ha attivato sia la password che il riconoscimento facciale.

Considerata l’importanza che gli smartphone hanno assunto per i millennial, questa contraddizione appare sorprendente. Che la causa sia nella rapidità delle innovazioni tecnologiche o nel costo della protezione dati, è fuori di dubbio che i millennial debbano prestare più attenzione alla protezione informatica per compensare l’uso e l’attaccamento emotivo alla tecnologia.

Considerazioni finali

Controllano i dispositivi più spesso, si identificano maggiormente con i propri sé digitali e si affidano ai dispositivi mobili molto di più rispetto alle altre generazioni. Per bilanciare l’attaccamento emotivo ai dati che costituiscono le loro vite digitali, devono però agire meglio per proteggere le proprie “case” virtuali dai potenziali intrusi. Usare la tecnologia per eseguire il backup e il ripristino di foto e dati è un valido sistema per dotarsi di una rete di sicurezza. Acronis True Image consente di archiviare informazioni sugli account dei social media, immagini, documenti, musica e impostazioni del sistema operativo, per poi crearne un backup che consente di ripristinare tutte queste informazioni in tempi rapidi. Con Acronis True Image i millenial possono sincronizzare tutti i dispositivi nel cloud, inclusi smartphone e tablet, e difendere i propri dati usando l’esclusiva protezione contro il ransomware basata su intelligenza artificiale.

Natale al top con il sound di Jabra

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Rilassanti serate invernali, riunioni di famiglia davanti al camino e abbondanti quantità di delizioso cibo: uno dei periodi più amati dell’anno è di nuovo alle porte. Sia che si cerchi il dono perfetto per il proprio partner, sia che si usi il Natale come opportunità per farsi un regalo da soli, la stagione è quella giusta per festeggiare con Jabra! 

Migliorare lo stile di vita con auricolari top di gamma

Jabra Elite 65t – 169,99 euro

Alla ricerca di un paio di auricolari top di gamma che – per entrambe le esperienze di chiamata e fruizione musica – offrano il meglio in termini di qualità?

La tecnologia a quattro microfoni dei Jabra Elite 65t vi stupirà garantendo una qualità audio superiore, sia per le  conversazioni come per l’ascolto della musica. Una perfetta stabilità wireless aiuta a ridurre le interruzioni e i cali dell’audio, quindi l’utente non dovrà mai preoccuparsi di ritrovarsi senza connessione durante la giornata.

Con fino a cinque ore di durata della batteria – e fino a quindici in totale grazie alla custodia di ricarica tascabile inclusa – i Jabra Elite 65t garantiscono l’attività per l’intera giornata.

Il prodotto è disponibile in un particolare colore Gold Beige, che lo rende un regalo perfetto per coloro che amano i device più trendy anche come look. Ma gli Elite 65t sono disponibili anche nelle tonalità Titanium Black e Copper Black per chi vuole qualcosa di più classico.

 In movimento con auricolari eleganti e di classe

Jabra Elite 65e – 199,99 euro

I Jabra Elite 65e sono progettati per accompagnare l’utente nel corso della giornata mentre passa da una chiamata all’altra e ascolta la musica, rendendo questi auricolari il regalo perfetto per un professionista che svolge l’attività in continuo movimento.

Il prodotto è caratterizzato dalla cancellazione attiva del rumore. A livello professionale questa viene ottenuta combinando la cancellazione attiva del rumore dai quattro microfoni con la cancellazione passiva del rumore da parte degli auricolari dalla forma ovale e degli EarGel™ di Jabra dalla vestibilità salda. Si tratta di una tecnologia abbastanza potente da trasformare un rumoroso bar in una biblioteca silenziosa.

Gli Elite 65e sono disponibili in due intriganti tonalità – Titanium Black e Copper Black – che conferiscono un tocco di eleganza alle attività professionali e non dell’utente.

 Auricolari “rosso fuoco” per alimentare la passione sportiva

Jabra Elite Active 65t – 189,99 euro

Nella gamma di Jabra, nessun prodotto rappresenta le feste natalizie più degli auricolari Elite Active 65t, disponibili in una tonalità “rosso fuoco” che certo non passa inosservata.

Gli Elite Active 65t sono il regalo perfetto per coloro che amano uno stile di vita attivo. Sono auricolari dalla vestibilità salda che offrono una stabilità affidabile all’interno dell’orecchio, consentendo a chi li indossa di non dovere mai scendere a compromessi con il proprio stile di vita attivo, godendosi musica di qualità e eccellenti esperienze di conversazione.

Con due anni di garanzia contro sudore e polvere, gli Elite Active 65t garantiscono fino a cinque ore di durata con un’unica ricarica, e fino a quindici in totale grazie alla custodia di ricarica tascabile inclusa, accompagnando l’utente lungo il corso della sua intera giornata.

Inverno all’insegna del wireless

Jabra Elite 45e – 99,99 euro

Gli auricolari Elite 45e spiccano tra i preferiti dai clienti Jabra, e sono progettati per le migliori esperienze wireless sia per le chiamate, che per la fruizione della musica.

Il prodotto è dotato di un equalizzatore regolabile che consente di personalizzare le impostazioni musicali in base alle proprie preferenze. La tecnologia avanzata a doppio microfono garantisce chiamate wireless dalle prestazioni superiori, eliminando il rumore per consentire che le conversazioni siano sempre chiare.

Sia che si tratti della scintillante tonalità Gold Beige o del classico colore Titanium Black, gli auricolari Jabra Elite 45e sono tra i regali più indicati per celebrare il periodo più bello dell’anno!

Acronis distribuisce la nuova versione di Acronis Data Cloud, per una protezione dei dati informatici più semplice e sicura

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Acronis, leader mondiale nella protezione dei dati informatici e nelle soluzioni per il cloud ibrido che festeggia attualmente il suo 15° anniversario, ha annunciato oggi un importante aggiornamento della piattaforma Acronis Data Cloud. L’aggiornamento ad Acronis Data Cloud 7.8 introduce protezione cloud-to-cloud completa per Microsoft Office 365, predisposizione del disaster recovery, protezione dal ransomware migliorata e una soluzione di autenticazione dati e firma elettronica basata su blockchain per i service provider.

Tra i service provider, Acronis Data Cloud è già noto per il supporto dell’integrazione nativa con le piattaforme di automazione dell’hosting, i sistemi PSA (Professional Services Automation) e gli strumenti di gestione e monitoraggio da remoto (RMM) più diffusi, oltre che per le funzioni complete di monitoraggio dei servizi e generazione di report. La piattaforma consente ai service provider di commercializzare facilmente i nuovi servizi attraverso l’infrastruttura di gestione dei clienti esistente.

Con il nuovo aggiornamento, Acronis incorpora inoltre la preannunciata integrazione con Google Cloud e Microsoft Azure Cloud Services, coerente nella sua strategia volta a proteggere tutti i dati, le applicazioni e i sistemi pur assicurando agli utenti il controllo totale sui dati protetti e un’assoluta flessibilità. Grazie a questa integrazione nativa, i service provider potranno inviare i backup a Google Cloud Storage e a Microsoft Azure Storage senza necessità di complesse configurazioni o elaborazione di contratti. I provider di servizi gestiti (MSP) potranno usufruire dei data center di Google e di Azure con un semplice clic, nell’ambito del contratto sottoscritto con Acronis. L’integrazione faciliterà la scelta dell’archivio e del provider preferito da parte di clienti e partner, semplificando contemporaneamente la gestione dei contratti per gli MSP più piccoli.

“La protezione dei dati informatici è un’esigenza per tutti, e noi rendiamo questo servizio semplice da vendere e da usare. Abbiamo ascoltato i suggerimenti dei nostri partner e abbiamo introdotto nuove funzioni che consentono di soddisfare più facilmente le esigenze dei loro clienti”, ha dichiarato John Zanni, presidente di Acronis. 

“C’è un’enorme opportunità per i service provider che vogliono incrementare il proprio business senza dimenticare la crescente domanda in termini di cybersecurity. L’ultima versione di Acronis Data Cloud comprende una serie di feature e funzioni che i service provider possono sfruttare per assicurare soluzioni comprensive di backup, disaster recovery, e protezione dai ransomware,” dichiara Phil Goodwin, Research Director, Cloud Data Management and Protection, IDC.

Miglioramenti e nuove funzioni

Ora Acronis Data Cloud è diventato più semplice da usare, più sicuro e più efficace per tutti i partner e i clienti. L’aggiornamento più recente introduce notevoli miglioramenti a livello di affidabilità e prestazioni, oltre a una serie di nuove funzioni:

  • Protezione completa di Microsoft Office 365. Backup cloud-to-cloud per Exchange Online, OneDrive for Business e SharePoint Online. I backup vengono eseguiti direttamente tra Microsoft e uno dei data center su cloud protetti di Acronis. I service provider possono selezionare il paese e il luogo specifico del data center. Con Acronis Backup Cloud, gli utenti possono anche eseguire ricerche nel backup per trovare e ripristinare singoli file o messaggi.
  • Predisposizione del disaster recovery. Questa release semplifica e automatizza i piani di disaster recovery complessi mediante runbook. La nuova funzione runbook semplifica e velocizza il failover di più dispositivi su un sito di ripristino su cloud e garantisce il ripristino dei sistemi nell’ordine corretto per mantenere le interdipendenze tra applicazioni su dispositivi diversi.
  • Protezione avanzata dal ransomware con Acronis Active Protection. Acronis Active Protection monitora le attività dannose, blocca i comportamenti sospetti e ripristina automaticamente i file danneggiati. Questa release introduce una tecnologia avanzata di apprendimento automatico per riconoscere meglio le minacce note e ignote e ridurre i falsi positivi. La nuova versione protegge anche le condivisioni di rete e i dispositivi rimovibili.
  • Acronis Notary Cloud. In questa release viene introdotto un nuovo servizio, che va ad aggiungersi a quelli esistenti – Acronis Backup Cloud, Acronis Disaster Recovery Cloud e Acronis Files Cloud. Acronis Notary Cloud è un servizio basato su blockchain per l’autenticazione dei file, la firma elettronica e la verifica dei dati. Il servizio crea un’impronta digitale univoca dei file e la memorizza in un registro pubblico della blockchain, il che consente la convalida indipendente dell’autenticità del file e della sua esistenza in un momento specifico.
  • Spedizione fisica dei dati. Ora gli utenti possono eseguire più velocemente il seeding iniziale del backup salvando il primo backup su un disco rigido locale nella sede del cliente e inviandolo poi a un data center Acronis. I dati sono interamente crittografati per impedire accessi non autorizzati durante il trasferimento.

SAPAS – I cinque vettori della sicurezza informatica

Con ogni aggiornamento, Acronis si concentra sui cinque vettori della sicurezza informatica – salvaguardia, accessibilità, privacy, autenticità e sicurezza (SAPAS) – per rendere Acronis Backup Cloud una soluzione semplice, efficiente e sicura, adatta per service provider e clienti di ogni dimensione.

L’aggiornamento di oggi non fa eccezione. I dati dei clienti sono ancora più sicuri e accessibili grazie alle nuove funzioni di Acronis Disaster Recovery Cloud, alla protezione cloud-to-cloud dei carichi di lavoro di Microsoft Office 365 e all’integrazione delle opzioni di storage di Google Cloud e Microsoft Azure. L’aggiunta di Acronis Notary Cloud permette agli utenti di verificare facilmente l’autenticità dei dati. La funzionalità avanzata di Acronis Active Protection migliora inoltre la sicurezza dei dati, delle applicazioni e dei sistemi.

Un altro vantaggio per service provider e utenti è la semplicità d’uso, poiché tutte queste funzioni sono accessibili da una console di gestione intuitiva in grado di generare report completi.

Supporto al marketing per i service provider

Questo aggiornamento è corredato di una serie di materiali per la vendita e il marketing finalizzati ad aiutare i service provider ad aumentare gli utili proponendo ai clienti nuovi ed esistenti un maggior numero di servizi gestiti di protezione dei dati. Acronis invita i partner a contattare gli agenti di vendita per richiedere i fogli informativi, le schede sintetiche e i modelli e-mail più aggiornati a supporto del lancio della nuova release.

La sicurezza domestica è garantita dalle nuove telecamere IP di Avidsen

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

La tecnologia, in termini di ricerca e innovazione, sempre di più segue il flusso degli avvenimenti e dei cambiamenti nelle società. Basta osservare per esempio le cronache italiane, anche politiche, per avere la netta percezione che le problematiche in tema di sicurezza reclamino un impegno sempre maggiore da parte dei player tecnologici. Il cosiddetto nuovo “Decreto Sicurezza”, che in questi giorni vive il suo iter parlamentare, ha le sembianze di un perfetto assist per i produttori di sistemi e soluzioni dedicate alla videosorveglianza e alla sicurezza della casa.

Particolarmente puntuale, dunque, è la nuova proposta di Avidsen, azienda specializzata nello sviluppo di sistemi elettronici e digitali innovativi di utilizzo per la casa, che lancia sul mercato la nuova gamma di telecamere IP WiFI 720p Iris composta da tre modelli. Questi sono in vendita separatamente e sono tutti compatibili con nuovo il Kit allarme Iris senza fili.

Abbinato a una o più telecamere IP della gamma Iris, il kit consente la visualizzazione in diretta e le registrazioni video. Viene installato utilizzando l’app dedicata disponibile per smartphone o tablet Android o iOS. Il dialogo tra i diversi accessori del kit è wireless al 100%. Una volta completata la messa in servizio, con attivazione Plug and Play, si disporrà di un sistema di allarme collegato controllato anche da remoto grazie all’app dedicata.

Tra le caratteristiche spicca, come punto centrale dell’installazione, la sirena integrata che garantisce l’interfaccia tra i vari accessori wireless dell’allarme e la comunicazione WiFi per l’accesso a Internet. I due telecomandi permettono l’armamento e il disarmamento della protezione, mentre i due sensori di apertura magnetici per porte o finestre consentono di proteggere l’accesso e di attivare l’allarme in caso di intrusione.
Il costo del kit d’allarme IRIS è di euro 99,90 euro.

I tre modelli di telecamere della gamma IRIS (due per uso interno e una da esterno) godono delle medesime caratteristiche Plug & Play di agile installazione e dialogo con i dispositivi mobili, unitamente ad altre importanti feature comuni:
– Le telecamere, collegate a Internet, consentono di monitorare facilmente la propria abitazione o altri luoghi di interesse;
– Ovunque ci si trovi, è possibile visualizzare video a distanza, scattare una foto in diretta o attivare una registrazione video dal proprio smartphone o tablet (iOS, Android);

I nuovi prodotti di Avidsen della gamma IRIS sono disponibili sul sito di e-commerce http://www.avidsenstore.it e presso i migliori negozi dedicati all’elettronica, al bricolage e al fai da te, e sono coperti da garanzia di 2 anni.

Jabra lancia Engage 50: cuffia digitale professionale con cavo per conversazioni dal suono perfetto

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Jabra lancia sul mercato Engage 50, cuffia digitake professionale (Mono e Stereo) con cavo che stabilisce nuovi standard per la qualità delle chiamate e la produttività degli addetti ai contact center finalizzata alla soddisfazione dei clienti. Jabra ha progettato Engage 50 per risolvere i problemi delle società che si devono rapportare ai clienti, basandosi su studi recenti che affermano che il 73% degli addetti ritiene che il rumore abbia un effetto negativo sulla loro efficienza[1].

Progettata specificamente per ambienti in cui si adoperano softphone, con funzionalità che contrastano il rumore e le interruzioni nei contact center per favorire la customer satisfaction, Jabra Engage 50, compatibile con piattaforme softphone on-premises, basate su cloud, presenta un esclusivo sistema a 3 microfoni che filtra il rumore di sottofondo e i suoni dovuti alla respirazione per offrire agli interlocutori un’esperienza superiore. L’audio stereo e la super banda larga offrono conversazioni nitide e realistiche con livelli massimi di protezione dell’udito per gli operatori. 

Approfondita analisi delle chiamate

Jabra Engage 50 incorpora un software appositamente progettato per fornire un’accurata analisi delle chiamate al fine di potenziare le decisioni basate sui dati per migliorare l’esperienza del cliente, combattendo al tempo stesso il punto chiave delle difficoltà dell’agente: il rumore. Quando si utilizza Jabra Engage 50, l’utente riceve una guida sullo schermo in tempo reale tramite il software Jabra Direct per regolare l’archetto del microfono se questo non è collocato in una posizione ideale e deve essere sottoposto ad aggiustamento per offrire la migliore qualità di chiamata finalizzata alla customer satisfaction.

Con il software Jabra Express, la società può invece ottenere una panoramica dei dati per singoli utenti o per gruppi. Ad esempio, le misurazioni del rumore di fondo forniscono alle imprese un’indicazione di aree o periodi di tempo in cui il rumore supera una determinata soglia. Ciò consente di prendere decisioni basate sui dati per ridurre il rumore e migliorare la produttività. 

La cuffia inoltre risolve il problema delle interruzioni che influiscono sul focus del lavoro degli agenti, grazie alle luci di stato multicolore su entrambi i padiglioni auricolari. Queste luci possono essere personalizzate per le esigenze aziendali[2], garantendo che gli utenti non siano mai disturbati durante una chiamata importante. Un’efficace cancellazione del rumore passivo protegge ulteriormente dai fastidi ambientali e migliora la capacità di concentrazione.

“La nostra ricerca ha rilevato che il 90% delle società percepisce la soddisfazione del cliente come un fattore di differenziazione competitivo”, ha dichiarato Holger Reisinger, SVP Business Solutions di Jabra. “Quando si tratta di migliorare la qualità e il risultato delle chiamate, è fondamentale ascoltare gli operatori del servizio clienti, che sanno meglio di chiunque altro cosa li distrae dal fare il proprio lavoro o dal completare le chiamate in modo soddisfacente”.

“Ecco perché abbiamo progettato Jabra Engage 50 per affrontare le sfide del business orientato al customer service. Non ci sono cuffie sul mercato che forniscano gli stessi livelli di qualità audio, cancellazione del rumore e funzionalità per aiutare gli addetti dei call center a concentrarsi sul loro lavoro senza timore di interruzioni. Abbiamo anche ascoltato i proprietari di imprese, due terzi dei quali hanno pianificato investimenti strategici nelle analisi avanzate per i prossimi due anni. L’accurata analisi della chiamata nella Jabra Engage 50 consente alle aziende di prendere decisioni basate sui dati per migliorare la qualità complessiva delle chiamate” ha aggiunto Reisinger. 

Tre brevetti

La cuffia Engage 50 detiene tre brevetti per funzioni che migliorano la qualità delle chiamate: il suo sistema a 3 microfoni per ridurre i suoni indesiderati, il chip di elaborazione incorporato direttamente nell’auricolare, e i miglioramenti audio che bilanciano il suono in entrata e si adattano automaticamente alle preferenze degli utenti.

Oltre a questi brevetti, Engage 50 è dotata di un accessorio per il controllo delle chiamate, il Jabra Engage Link, che permette agli operatori di regolare i livelli del volume e di attivare e disattivare la modalità “silenziosa”, di accedere alla composizione rapida, di rispondere e terminare le chiamate e di aggiornare le spie di stato con il solo tocco di un tasto.

Al tempo stesso Jabra Engage 50 è la prima cuffia nella categoria a offrire entrata USB-C per una connessione facile a PC e dispositivi mobili con l’opzione della connettività USB-A come accessorio.

Caratteristiche principali: Jabra Engage 50 Stereo/Mono

  • Sistema a 3 microfoni con cancellazione del rumore con audio stereo e super banda larga
  • Eccellente cancellazione del rumore passivo
  • Soddisfa i requisiti di Skype for Business Open Office
  • Due luci di stato (“occupato”) integrate
  • Comoda e regolabile per lungo utilizzo quotidiano
  • Guida in diretta del microfono su schermo per gli utenti
  • Accurata analisi delle chiamate per le imprese da utilizzare
  • Connettività USB-C. Connettività USB-A tramite accessorio

 Disponibilità

Le cuffie Jabra Engage 50 Stereo/Mono sono ora disponibili presso rivenditori selezionati prezzo di vendita suggerito di: 180 euro per la versione Mono e 200 euro per la versione Stereo.

***

[1] Call centric profiles study from 2017

[2] Necessita di Jabra SDK

Acronis True Image 2019 un livello di protezione informatica che ha impedito ai ransomware di fare danni per oltre 100 milioni di dollari

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

Acronis, leader mondiale nel campo della protezione informatica e delle soluzioni cloud ibride, in occasione dei suoi 15 anni di attività ha rilasciato oggi l’edizione Anniversary di Acronis True Image 2019, il suo software di backup vincitore di numerosi premi. Nel dare l’annuncio, Acronis ha rivelato che la sua tecnologia anti-ransomware basata sull’intelligenza artificiale, integrata in tutte le sue soluzioni di backup, incluso il nuovo prodotto, ha bloccato lo scorso anno più di 200.000 attacchi ransomware contro 150.000 clienti. Considerando che attualmente la richiesta media di riscatto è di 522 dollari per ogni attacco, la difesa ha permesso di risparmiare 104 milioni di dollari di danni.

Il successo del software di backup personale con un sistema di difesa anti-ransomware integrato è l’ultimo esempio di come Acronis ridefinisca costantemente il concetto di protezione dei dati. Questa leadership è il motivo per cui la tecnologia Acronis viene utilizzata da utenti di tutti i tipi, dalle più importanti organizzazioni sportive come l’Arsenal Football Club e il team di Formula 1 Williams Martini, agli utenti privati.

Leadership innovativa

Fin dalla sua fondazione a Singapore nel 2003, Acronis è sempre un’azienda leader in termini di innovazione nel settore dei backup. È stata la prima azienda a offrire agli utenti privati immagini del disco in tempo reale. Ha ampliato la sua offerta fino a includere la copertura per le nuove apparecchiature come i dispositivi mobili e i sistemi NAS. Acronis True Image è l’unico software di backup personale che garantisce l’integrità dei dati utilizzando l’autenticazione blockchain e IA per contrastare la crescente minaccia dei ransomware.

Oggi, Acronis True Image 2019 è l’unica soluzione domestica che consente agli utenti di eseguire delle immagini di backup complete su storage locale e cloud oppure di clonare un disco di sistema attivo su una macchina Windows o Mac: queste funzionalità rafforzano il controllo degli utenti sulla protezione e la gestione dei loro dati.

Il presidente di Acronis John Zanni osserva: “Il modo in cui le persone utilizzano i dati è in costante evoluzione, così come le minacce che gravano su tali dati. Per creare il livello di protezione moderna di cui gli utenti hanno bisogno, il nostro approccio consiste nell’offrire una protezione informatica totale, combinando sistemi di backup collaudati con funzionalità di sicurezza efficaci. L’edizione Anniversary di Acronis True Image continua questa tradizione di lunga data.”

L’edizione Anniversary della pluripremiata soluzione personalizzata Acronis per il backup include miglioramenti progettati per soddisfare le crescenti esigenze di un sistema che sia sicuro, accessibile, privato, autentico e protetto. Con questo obiettivo, Acronis stabilisce un nuovo livello di protezione informatica facile da usare, efficiente e sicura.

Backup semplice

Aggiungendo la possibilità di creare uno strumento di ripristino all-in-one su un’unità disco rigido esterna, Acronis True Image 2019 rende il ripristino di un sistema semplice come collegare un’unità esterna. Tale strumento, chiamato Acronis Survival Kit, in caso di emergenza risulta essere completo e flessibile come un coltellino svizzero: contiene tutto ciò di cui un utente ha bisogno per ripristinare un sistema, dai supporti di avvio alla partizione di sistema e a tutti i relativi backup.

Anche la creazione di backup è più facile con le nuove opzioni di pianificazione basate su eventi, come il backup automatico quando viene collegata un’unità USB esterna. Questa soluzione di backup personale che offre già un elevatissimo livello di personalizzazione, è da oggi ancora più flessibile, grazie alle nuove opzioni basate su trigger.

Acronis True Image è già nota per la sua capacità di consentire agli utenti di ripristinare il sistema sullo stesso hardware o su un hardware diverso; da oggi tuttavia, il supporto WinPE migliorato rende ancora più potente il sistema Universal Restore. Il nuovo strumento di creazione supporti WinPE ottimizza la creazione dei supporti tramite il rilevamento degli adattatori di rete e la configurazione delle impostazioni di rete, che permettono all’utente di ripristinare il sistema tramite una connessione Ethernet o una rete Wi-Fi.

Operazioni efficienti

Non tutti desiderano un sistema completamente automatico: la nuova utilità di pulizia del backup soddisfa il desiderio di controllo dei dati. Permette agli utenti di liberare spazio su disco selezionando manualmente le versioni non necessarie dei backup ed eliminando i file non necessari: in questo modo è possibile conservare ciò che serve ed eliminare tutto ciò che non serve.

Alcuni dei miglioramenti della release 2019 sono collegati al miglioramento delle prestazioni piuttosto che all’aggiunta di capacità. Un nuovo formato file-to-cloud, ad esempio, aumenta l’affidabilità e le prestazioni dei backup sul cloud sia per Windows che per Mac, mentre le opzioni dell’interfaccia del programma sono progettate per rendere l’esperienza utente ancora più intuitiva.

Dati e dispositivi protetti

La minaccia ransomware non sta scomparendo: per questo motivo Acronis True Image 2019 presenta una versione migliorata di questa pluripremiata difesa contro il ransomware. Oltre a proteggere i dati, i file e i sistemi sul PC o sul Mac locale, la tecnologia aggiornata Acronis Active Protection ora protegge i dati su condivisioni di rete e NAS, così da estendere la sua azione su tipi di dispositivi sempre più utilizzati nelle reti domestiche.

Prezzi e disponibilità

Esistono tre edizioni di Acronis True Image 2019:

  • Standard è una licenza perpetua progettata per i clienti che memorizzano i propri dati solo su unità locali. Non sono incluse funzioni di archiviazione o basate su cloud. La tariffa base è di 49,99 EUR per un computer.
  • Advanced è un abbonamento di un anno che include 250 GB di storage su cloud Acronis e l’accesso a tutte le funzionalità basate su cloud. La tariffa base è di 49,99 EUR all’anno per un computer.
  • Premium è un abbonamento di un anno che include funzionalità di certificazione dei dati e firma elettronica basate su blockchain e 1 TB di storage su cloud Acronis. La tariffa base è di 99,99 EUR all’anno per un computer.

Tutte le versioni includono Acronis Active Protection contro i ransomware e coprono un numero illimitato di dispositivi mobili. I clienti abbonati possono acquistare uno storage cloud aggiuntivo a seconda delle necessità.

Call Center: le 5 criticità riscontrate dai clienti (e come risolverle)

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Quando i clienti chiamano un Call Center per risolvere un problema, in genere si dimostrano piuttosto egoisti. Potrebbero persino essere arrabbiati, probabilmente impazienti. E questo è comprensibile. Hanno acquistato un prodotto o un servizio e, per qualsiasi ragione, qualcosa è andato storto. Non si preoccupano dei problemi di un fornitore di servizi, bensì, semplicemente, dei loro “grattacapi” che devono essere risolti. E se il Call Center non li può aiutare, essi in breve tempo si rivolgeranno alla concorrenza.

Da quello che emerge dalla nuova ricerca Jabra, quello che i clienti non vogliono, in particolare, è un confronto con un addetto all’altro capo della linea che sembra distratto e poco propenso al supporto. Vogliono una chiamata focalizzata, con un addetto che conosca bene il tema in oggetto e che possa offrire buoni consigli o una soluzione rapida e di successo.

Eppure, oggi le condizioni per far sì che questo si verifichi sono più che mai flebili. In un momento in cui le chiamate al servizio clienti sono diventate più complesse (il 24% dei dipendenti del Call Center deve consultare un collega*), lo staff specializzato in questa attività è sempre più distratto.

-Felici di riagganciare…

Spesso, una delle principali ragioni alla base di questa problematica è un ambiente di lavoro “povero”. Ai clienti non potrebbe importare di meno dei problemi del posto di lavoro di un Call Center, ma come manager d’azienda la conoscenza della tematica dovrebbe essere di primaria importanza. Perché? Perché l’89% dei clienti ha dichiarato che si sarebbe rivolto alla concorrenza dopo un’esperienza negativa con il servizio clienti, mentre la percentuale del 55%, che stava cercando di acquistare un prodotto, ha detto di aver cambiato idea dopo una chiamata deludente.

La stessa ricerca di Jabra* ha rilevato che il 73% dei responsabili decisionali vede un aumento della complessità delle interazioni con i clienti. In breve, l’azienda alle prese con la problematica vive “la tempesta perfetta”: le probabilità di fallire nella gestione del servizio clienti si ritorcono contro essa.

Ma c’è una buona notizia, con due aspetti collegati. Innanzitutto, è facile identificare ciò che causa un’esperienza negativa per i clienti. In secondo luogo, correggendo i problemi i ritorni positivi saranno maggiori di quanto si potrebbe pensare. Non solo il cliente sarà felice e più incline a continuare la sua relazione, ma i dipendenti delle imprese avranno un upgrade di produttività pari al 47% rispetto ai colleghi meno efficienti.

-Cinque ragioni per cui le imprese rischiano di perdere i clienti

Secondo lo studio di Jabra, i cinque motivi che influiscono maggiormente negativamente sulle prestazioni e sulla produttività degli odierni Call Center sono:

#1. Troppe interruzioni da parte dei colleghi

Sia che si cerchi un consiglio su come risolvere un problema, sia che il discorso scivoli su cose extra-lavoro, le interruzioni da parte dei colleghi sono al top della speciale graduatoria: il 25% degli addetti lo cita come il problema più grande che essi devono affrontare.

#2. I livelli del rumore

È ovvio che più rumoroso è un ufficio, più difficile è concentrarsi. Anche in questo caso il 25% dei lavoratori dei Call Center ha dichiarato che si trattava di un problema che ha condizionato la loro produttività.

#3. Troppe e-mail

Troppi messaggi in arrivo interrompono la produttività e aumentano lo stress di un dipendente: il 22% degli intervistati ha affermato che è stato il problema più grande che hanno dovuto quotidianamente affrontare.

#4. Troppe chiamate durante il giorno.

C’è una massa critica rappresentata dal numero delle chiamate. Se si oltrepassa il limite si riduce la produttività, così come la soddisfazione del cliente. Il 19% dei lavoratori dei Call Canter ha affermato che si trattava del problema che influiva negativamente sulla qualità del proprio lavoro. In media, questi lavoratori trattano 37 complesse chiamate ogni giorno.

#5. Mancanza di privacy

Gli spazi di lavoro troppo piccoli riducono la privacy e hanno un impatto negativo sulla produttività. Il 19% dei lavoratori intervistati ha menzionato la mancanza di privacy personale come il problema principale.

-Cosa deve fare un’impresa?

Superare questi problemi è possibile, ma ciò che spesso impedisce alle aziende di farlo è la mentalità. Le distrazioni sul posto di lavoro sono fenomeni di routine da sempre, e pochissime imprese si sono attivate per porvi rimedio: in media una società dedica solo il 12% del budget del marketing al servizio dei clienti esistenti.

Le imprese che affrontano con successo i cinque problemi sopra esposti saranno quelle che investiranno per supportare i propri lavoratori a concentrarsi meglio, e così facendo forniranno un servizio eccezionale nel contatto con il Call Center. E un ottimo servizio, naturalmente, aiuta a fidelizzare i clienti.

Il servizio Call Center deve essere organizzato sotto una corretta leadership strategica. Quindi è necessario investire nella corretta tecnologia di supporto, con cambiamenti comportamentali e culturali che possano ridurre le distrazioni, migliorando il raggiungimento degli obiettivi, e aumentando la soddisfazione dei dipendenti e la loro produttività.

-Le esigenze dei clienti …

Quando i clienti telefonano a un Call Center, essi sono effettivamente “ciechi”: non vedono la persona con cui parlano, non sono consapevoli di quanti altri agenti si trovano nelle vicinanze del loro interlocutore e non hanno idea se la loro sia la prima chiamata del giorno, o la cinquantunesima.

E se anche i clienti fossero a conoscenza dei problemi dell’ambiente di lavoro con cui entrano in contatto, di certo non se ne preoccuperebbero. Non è un loro problema, non quello per il quale cercano invece una soluzione.

Quindi c’è solo una domanda che ci si deve porre. Per entrambe le parti in campo – il cliente e l’agente di servizio che prende la chiamata – cosa conta di più? La risposta è semplice: la qualità della comunicazione e l’efficacia del confronto al suo interno.

E sicuramente questa è una conversazione su cui vale la pena investire.

* Jabra 2017 Q3 Call Centric survey

Acronis annuncia la partnership tecnologica con l’Arsenal Football Club

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Calcio, Tecnologia

Acronis, leader globale della protezione informatica e lo storage nel cloud ibrido, si appresta a festeggiare il 15° anniversario dalla fondazione annunciando la recente partnership tecnologica con l’Arsenal Football Club. La partnership, presentata durante una conferenza stampa a Singapore, ai margini del torneo pre-stagionale a cui la squadra prende parte, prevede che l’azienda svizzero-singaporiana fornisca soluzioni di protezione dei dati destinate all’infrastruttura IT della società sportiva, in costante crescita.

Negli sport di punta e in particolare nel calcio, l’analisi della squadra e degli avversari è un aspetto che ha assunto via via maggiore rilevanza. In quest’epoca digitale in costante progredire, battere i rivali ed elaborare un piano di gioco vincente significa registrare e analizzare il numero di passaggi in determinate aree del campo, il possesso di palla in area di rigore, le reti segnate a palla ferma e tanti altri aspetti che vengono meticolosamente studiati prima, durante e dopo ogni incontro.

L’Arsenal Football Club è all’avanguardia nell’impiego e nell’analisi di questo tipo di dati per migliorare le prestazioni dentro e fuori dal campo. Il team sa anche che i dati sono estremamente preziosi e vanno protetti.

È qui che entra in gioco la relazione con Acronis: nel suo ruolo di partner ufficiale, l’azienda fornirà metodi di protezione dei dati semplici, efficienti e sicuri per tutti i dati, le applicazioni e i sistemi dell’Arsenal, inclusi ovviamente gli account Microsoft OneDrive e Office 365 della squadra. I servizi prevedono anche lo storage sicuro di ogni sessione di allenamento della Prima squadra e di quella giovanile che si terrà nel campo di Colney: un totale di 8 TB di dati ogni anno, l’equivalente di 875 partite.

Ideate per proteggere file, applicazioni e sistemi in ambienti esigenti e con un’elevata densità di dati, le soluzioni Acronis offrono le prestazioni superiori imprescindibili per le squadre più competitive. Per questa ragione Acronis è già stata scelta come partner per la protezione dei dati da diversi team internazionali di un altro settore fortemente legato all’analisi delle informazioni, quello degli sport motoristici e in particolare della Formula 1 e della Formula E. Solo Acronis può garantire la sicurezza, la protezione e la privacy degli asset digitali strategici sui quali questi team si basano per migliorare le proprie prestazioni e i risultati finanziari.

“Più è serrata la competizione, più i dati diventano un asset strategico. Le squadre che ne comprendono il valore scelgono la partnership con Acronis per ottimizzare la gestione delle informazioni. Da sempre leader nell’impiego dei dati, Arsenal FC è orgogliosa di questa partnership, che sottolinea come la tecnologia Acronis sia perfettamente adatta agli ambienti più esigenti e con un’elevata densità di dati. Siamo certi che la partnership sarà vantaggiosa per Arsenal, per Acronis e per tutti i nostri partner e clienti”, ha dichiarato John Zanni, Presidente di Acronis.

Come partner ufficiale per il backup dei dati di Arsenal FC, Acronis metterà la sua esperienza al servizio del club per aiutarlo a districarsi con i volumi crescenti di dati, garantendo al contempo la continuità delle operazioni societarie.

“Siamo lieti di dare il benvenuto ad Acronis nella famiglia dei nostri partner ufficiali”, ha dichiarato Vinai Venkatesham, responsabile commerciale dell’Arsenal, in un conferenza stampa che si è tenuta durante un torneo di grande richiamo a Singapore, che precede l’inizio della stagione. “Acronis è un leader globale nei servizi per il backup dei dati, e la sua tecnologia avanzata garantisce che i dati della squadra siano protetti e sicuri. Collaborare con l’azienda sarà entusiasmante. Sosterremo ogni loro piano di sviluppo futuro del business”, conclude.

Tutte le soluzioni Acronis integrano la difesa attiva contro il ransomware: i dati protetti da Acronis sono quindi anche al sicuro dagli attacchi. Basata sull’intelligenza artificiale, Acronis Active Protection monitora attivamente e in tempo reale i sistemi e individua eventuali attività sospette e potenzialmente dannose, rilevando e bloccando automaticamente gli attacchi. Le sue capacità di autodifesa impediscono inoltre ai criminali di manomettere il software di backup o di alterare il contenuto dei file protetti.

Molte delle tecnologie basate su intelligenza artificiale sono state sviluppate nel centro di ricerca e sviluppo di Singapore. Acronis impiega oltre 50 ingegneri specializzati e pianifica di aumentarne il numero nei prossimi tre anni, portandolo a 150. Il centro R&S continua a concentrarsi sull’ingegneria informatica avanzata, sull’espansione dell’intelligenza artificiale, sulla sicurezza e sulle funzionalità legate alla privacy dei dati da includere nelle future soluzioni Acronis.

La partnership proseguirà per tre anni, durante i quali il logo Acronis sarà visibile in campo in ogni partita della Premier League, dell’Emirates FA Cup e della Carabao Cup. Acronis avrà un suo spazio negli sfondi delle interviste ai giocatori e alle leggende della Prima squadra dell’Arsenal, sostenendo così il proprio impegno all’aumento della visibilità globale del marchio.

Acronis Foundation

Come previsto dall’accordo di partnership, l’Arsenal Football Club sosterrà la Fondazione Acronis e il suo impegno a fornire un’educazione accessibile tramite la realizzazione di scuole nei paesi emergenti. Creata in onore del 15 anniversario di Acronis e del principio fondatore dell’azienda, secondo il quale la causa di tutti i mali è la scarsa conoscenza, la fondazione assicura il supporto a diverse iniziative destinate a stimolare l’istruzione per acquisire e tutelare la conoscenza.

10 cose che non sai (e che dovresti sapere) sul pignoramento della casa

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia, Legale

Da qui a 5 anni più di 1 milione e 650 mila immobili andranno all’asta, mettendo in seria difficoltà numerose famiglie, a seguito di azioni di pignoramento. Sull’argomento c’è ancora molta ignoranza e disinformazione e sono molte le famiglie che si trovano “a sorpresa” letteralmente buttate fuori casa, senza possibilità di rientrare.
Nel 2017 al primo posto per numero di esecuzioni immobiliari si conferma la Lombardia; al secondo posto la Sicilia. A seguire Veneto, Puglia e Piemonte.

Per chiarire meglio alcune delle questioni più spinose legate al pignoramento della casa e per venire incontro a coloro che stanno cercando una soluzione a questo problema, la Cappa & Associati, struttura italiana di professionisti specializzati nel settore del debito con il focus sul pignoramento della casa. L’azienda ha ideato e sistematizzato un processo di chiusura del debito collaudato, denominato “Debiti Zero”, ha stilato un decalogo che illustra le convinzioni più diffuse – ma errate – riguardanti questo scottante, ma attuale, tema.
Eccole qui di seguito:

1. Se c’è l’ipoteca della banca posso stare tranquillo. Nessuno mi pignora la casa: FALSO
L’ipoteca non protegge la casa dai creditori perché è solo una garanzia per la banca che ha prestato i soldi. L’ipoteca è un diritto reale su un bene, in questo caso la casa, e dà grado di soddisfazione a chi ne è in possesso nel caso di una procedura esecutiva: una vendita, ecc. Se altri creditori possono essere frenati dal procedere, il condominio ha tutta la convenienza nel pignorarti la casa perché, anche se non prende soldi dalla procedura, va a sostituire l’attuale proprietà dell’immobile con una nuova, che inizierà a pagare le spese condominiali.

2. Non possono pignorare la prima casa. Non è legale: FALSO
È proprio la legge che permette a un creditore di poter recuperare i propri soldi aggredendo i beni immobiliari. La banca può pignorare la prima casa se il mutuo non viene pagato. È un suo diritto per via del contratto che avete firmato. Nel “capitolato”, cioè quella serie di fogli che si trovano alla fine dell’atto di mutuo, c’è una sezione chiamata “Decadenza del beneficio del termine e risoluzione del contratto per inadempimento”. In parole si tratta di tutte le condizioni che permettono alla banca di revocare il mutuo. Anche la sezione “Condizioni risolutive del contratto” inserisce le clausole di scioglimento del contratto.

3. Non possono buttarmi fuori casa. Ho dei bambini. Sono invalido, ecc: FALSO
La vendita della casa all’asta fa passare la proprietà da te a un altro individuo. È quindi un esproprio, non uno sfratto.
La convinzione che si può rimanere in casa con bambini piccoli nasce dalla confusione di ciò che si legge online o ascoltando le parole di amici o professionisti non competenti in materia.
Come sempre lasciamo che sia la legge a parlare.
La mancata liberazione dei locali entro il termine indicato consente, a questo punto, all’aggiudicatario (nuovo proprietario) di notificare attraverso l’ufficiale giudiziario un avviso con il quale viene comunicato al debitore il giorno e l’ora in cui dovrà lasciare l’immobile [Art. 608 Codice di Procedura Civile].
Nel giorno e nell’ora indicati nell’avviso, l’ufficiale giudiziario si recherà pertanto presso l’immobile e potrà procedere alla liberazione dei locali, se ancora occupati dal debitore il quale dovrà pertanto abbandonare in quella data l’abitazione.
Per svolgere tali operazioni, l’ufficiale giudiziario può inoltre servirsi della forza pubblica [Art. 513 Codice di Procedura Civile] nel caso in cui il debitore opponga resistenza a sgomberare l’immobile.
È altresì opportuno sottolineare che il debitore che occupa un immobile in presenza di una esplicita richiesta di lasciare l’abitazione comunicata dall’aggiudicatario (nuovo proprietario) può incorrere in conseguenze sotto il profilo penale, perché può essergli contestato il reato di violazione di domicilio. [Art. 614 Codice Penale].

4. I debiti si estinguono dopo che la casa viene venduta all’asta: FALSO
Dati i continui ribassi di prezzo tra un’asta e l’altra, se l’importo del debito è superiore al prezzo raccolto dalla vendita all’asta, il debitore deve corrispondere la differenza in altro modo. Da considerare che il numero delle aggiudicazioni di immobili all’asta che hanno portato all’estinzione della procedura nel 2016 è di 36.858, cioè il 14% delle 267.323 case messe all’asta quell’anno.

5. Per chiudere un mutuo posso andare in banca e dare le chiavi di casa, almeno siamo pari. FALSO
Ad oggi le banche sono piene di immobili, di case all’asta, di case invendute. Non le vogliono nemmeno se regalate e ben impacchettate. Non ci si può presentare in banca dal direttore con le chiavi di casa per chiudere il mutuo e togliersi il fardello del debito che li stava soffocando.
Non che la banca non sia disposta a trattare. Solo che la strategia di rendere la casa alla banca portandogli le chiavi non è una possibilità reale.

6. Mi hanno revocato il mutuo, posso comunque rientrare delle rate scadute, giusto? FALSO
La revoca del mutuo comporta la decadenza del beneficio del termine, cioè, non esiste più un contratto tra debitore e banca. Di conseguenza non si può più fare un piano di rientro delle rate scadute e ricominciare a pagare perché non esiste più il mutuo. Anche se si sono trovati i soldi, o un nuovo lavoro, non si può più ricominciare a pagare le rate passate. Ormai il debito non è più delle sole rate scadute ma è totale: rate scadute + residuo mutuo. Inclusi interessi.

7. L’avvocato ha raggiunto l’accordo di saldo a stralcio con la banca, ora posso stare tranquillo? FALSO
Pagare un legale per mandare una proposta di saldo a stralcio con un creditore è sì cosa buona se si ha in mano l’unico motivo di accettazione della proposta: i soldi. In questo caso ci si può far affiancare da un professionista che sappia negoziare per strappare un’ottima percentuale di sconto sul debito totale. Ma se mancano i soldi, non se ne fa nulla della proposta di saldo a stralcio.
Attenzione a cadere nelle mani di legali che chiedono soldi anticipati per negoziare una cifra che sanno già che non può essere rispettata.

8. Vado a chiedere aiuto ad associazioni, sindaco, assessore che mi aiuteranno: FALSO
Il rapporto è fra debitore e creditore. Un assessore o un sindaco non possono intromettersi e decidere di non dover rimborsare chi deve prendere dei soldi. Cercheranno di tranquillizzare l’esecutato senza mai dare una risposta secca. Devono rispettare la loro posizione politica e dare risposte neutrali. Non potranno comunque farsi carico del tuo debito.

9. So che esistono scappatoie e trucchi per evitare il pignoramento (Donazione, Fondo Patrimoniale, Opposizione al pignoramento, ecc): FALSO
Con le nuove leggi diventa difficile “far sparire” un bene per evitare di pagare un creditore. Possiamo elencare le donazioni, le vendite fittizie, gratuite senza soldi (vendere un bene in cambio di un vitalizio) fondo patrimoniale ecc. Quando esiste già la presenza del debito, e soprattutto esistono le difficoltà nel pagarlo, passare la proprietà non fa altro che confermare la mala fede del gesto. Queste azioni, architettate per cercare di salvare la casa dai debiti, sono già sfruttate da molti anni e le banche hanno iniziato a proteggere il loro credito.

10. Posso fare opposizione al pignoramento della casa: FALSO (quasi sempre)
Fare opposizione al pignoramento è totalmente inutile a meno che non sussistano condizioni tali da opporsi. Di solito un avvocato consiglia l’opposizione solamente per prendere tempo basandosi su deboli motivazioni che nella grande maggioranza dei casi risultano inefficaci.
Da notare che fare opposizione infondata porta a dover pagare le spese legali anche della controparte più le spese di tribunale per lite temeraria. [art 96 del codice di procedura civile]