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In Italia, 8 ristoranti su 10 trascurano la propria reputazione online. Solo il 2% ottiene il punteggio massimo dai clienti

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina, Internet

«Gestire bene un ristorante è fra le professioni più complicate del mondo. Considerare il proprio locale come un’azienda e modificare in quest’ottica la prospettiva con cui si lavora e si prende ogni singola decisione, rappresenta il cambio di passo ideale per mettere in atto le giuste strategie di sviluppo e di crescita. In un’ottica di questo tipo, “amministrare bene” la propria presenza sulle piattaforme di recensioni online è una delle azioni più importanti da intraprendere», racconta Salvatore Viola, co-founder e Ceo di RepUP.

«Noi gestiamo le risposte alle recensioni che i nostri clienti ricevono su TripAdvisor, Google e TheFork, ma contemporaneamente, grazie alla nostra tecnologia, siamo in grado di analizzare ogni locale che abbia una presenza su internet, studiandone le performance sulle varie piattaforme e facendo un incrocio intelligente dei risultati per ottenere un valore unico», spiega Andrea Orchesi co-founder e Presidente dell’azienda.

Lo studio di RepUP

Nell’ottica di ottenere un quadro sempre più chiaro della situazione attuale del mercato, RepUP ha analizzato i profili pubblici di 175.184 esercizi di somministrazione (ristoranti, bar, gelaterie e pizzerie) confrontando e incrociando il rating che ognuno di loro ha sulle varie piattaforme di recensioni in cui è presente, ottenendo così un punteggio medio per ogni locale della lista.

È importante precisare che il rating di un locale deriva dalle recensioni dei clienti e rappresenta quindi un dato oggettivo sullo stato delle cose. In base a questa ricerca, tutti gli esercizi sono stati suddivisi in cinque categorie, ognuna delle quali corrispondente a un valore che va da uno a cinque stelle.

Scopriamo così che in Italia, i locali con una stella e quindi con una situazione disastrosa della propria reputazione online, fortunatamente, sono solo lo 0,17% del totale, ma quelli con un punteggio di due stelle sono il 6,05% (parliamo di oltre 10.500 locali considerati scadenti dai propri clienti).

Il dato più interessante riguarda però la fascia dei tre stelle che vuol dire “nella media”, ma attenzione: non è considerato un valore positivo sulle piattaforme di recensioni. In questa fascia si assesta il 79,80% dei locali. Si tratta di una situazione che merita una profonda riflessione perché è come dire che per i clienti, la maggior parte dei locali italiani raggiunge solo la “sufficienza”, cosa che sappiamo benissimo non può essere vera. Questi dati sono in larga parte l’effetto di una cattiva gestione della reputazione online. Recensioni negative senza risposta, con repliche che arrivano troppo tardi o con un tono errato e polemico che indispongono i clienti e bloccano il ristorante nel limbo delle tre stelle. Il vero salto di qualità si evidenzia quando si entra a far parte dei locali con un rating di 4 stelle. Nel campione analizzato da RepUP circa il 12% dei locali è considerato “buono” dai clienti, mentre solo il 2% ottiene il punteggio massimo di 5 stelle.

Cosa raccontano questi dati

«Questi dati ci dicono che il 14% dei locali italiani (quattro e cinque stelle) sta facendo un ottimo lavoro di gestione della reputazione online o perlomeno, a fronte di un ottimo servizio fornito ai clienti, ha intrapreso qualche azione per stimolare gli ospiti a lasciare una recensione. A volte, in fondo, basta solo chiedere con gentilezza. Tutto ciò si traduce immancabilmente in un aumento del fatturato perché, piaccia o no, una buona reputazione stimola le scelte dei potenziali clienti. Ma questi dati ci dicono anche l’86% di un campione di oltre 175mila esercizi analizzati potrebbe migliorare di molto la propria immagine online e quindi anche i propri affari. È proprio per questo che è nata RepUP». Spiega Salvatore Viola.

«Secondo uno studio condotto da Small Business Trend, – racconta Andrea Orchesi – una stella in più nel proprio rating si traduce in un aumento del business misurabile tra il 5% e il 9%. Se consideriamo che il passaggio da tre a quattro stelle per un locale vuol dire anche passare da “sufficiente” a “buono” il guadagno conseguente, non solo a livello di immagine, ma anche di coperti e incassi può fare una differenza enorme. A tale proposito, lo stesso studio indica anche che i clienti sono disposti a spendere mediamente il 31% in più nei locali che hanno ottime recensioni».

Qualche consiglio

Nell’attività quotidiana di RepUP, la gestione delle recensioni su TripAdvisor, Google o TheFork sono l’elemento fondamentale del lavoro, ma spesso i problemi da risolvere arrivano ancora prima delle recensioni negative. Un profilo compilato male, con il giorno di chiusura che risulta diverso sulle varie piattaforme, fa perdere clienti. Non indicare la presenza di piatti vegetariani, può far perdere una comitiva intera che sceglie un altro locale perché nel gruppo una persona non mangia carne. Non indicare il fatto di accettare la carta di credito può scoraggiare chi non vuole pagare in contanti e così via. Si tratta di aspetti di un profilo che vengono spesso trascurati e che rappresentano un problema che si presenta prima ancora della gestione di un commento negativo. Tra le attività di RepUP c’è anche quella di “sistemare” e uniformare i profili del cliente, in modo da partire sempre con il piede giusto.

Seed Money entra nel capitale di RepUP, la startup innovativa che gestisce la reputazione dei locali con la tecnologia

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Internet

«Siamo molto orgogliosi del lavoro fatto da RepUP. Abbiamo creduto fin dall’inizio nelle grandi potenzialità del progetto e nell’execution di un team davvero affiatato e con competenze elevatissime. La gestione della reputazione online nel mondo del food e della ristorazione è un tema delicato, ma di grande impatto sul fatturato dei locali di somministrazione»Ha dichiarato Federico Barcherini, co-founder di Seed Money, la società specializzata nel lancio di startup ad alto valore innovativo, composta da un team di 170 business angel. Dopo una fase di mentorship, Seed Money ha investito direttamente nel capitale di RepUP, con l’obiettivo di accelerarne ulteriormente la crescita nei prossimi mesi.

Cosa fa RepUP

RepUp gestisce la reputazione di ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie con una formula innovativa che coniuga tecnologia e operatori specializzati. «Quando un cliente esce da un locale, incolla un biglietto sulla porta – racconta Salvatore Viola, co-founder e Ceo di RepUP. È un biglietto virtuale che esprime pubblicamente un giudizio. Mettiamo che ci siano due ristoranti uno accanto all’altro. Ambedue hanno all’ingresso lo stesso commento: “Mi sono trovato male, non ci torno più”. Uno dei due, però, ha anche la risposta del titolare: “Ci spiace tanto per l’accaduto. Cerchiamo di dare sempre il massimo nel nostro lavoro e il giudizio dei clienti per noi è preziosissimo. Torni a trovarci, saremo lieti di farle cambiare idea”. Chi passa leggerà ambedue i biglietti, ma dove preferirà entrare»?

Gestire la reputazione online di un locale vuol dire gestire il confronto dell’azienda con i propri clienti e rispondere in maniera corretta anche alle critiche.

Il problema è che meno di una recensione su 10 oggi riceve risposta e spesso queste risposte sono troppo istintive e possono addirittura peggiorare la situazione, perché scritte da persone troppo coinvolte professionalmente ed emotivamente. RepUP risponde a tutte le recensioni negative dei clienti entro 24 ore, gestisce anche i commenti positivi, applica tecniche Seo per migliorarne la ricercabilità sul Web, sistema i profili dei ristoranti sui social, incluso l’aggiornamento delle foto e molto altro.

Mercato e numeri

I locali di somministrazione nel nostro Paese sono circa 330 mila, di cui 200 mila già presenti su TripAdvisor. Sottolineare che ognuno di essi dovrebbe rispondere correttamente ai commenti dei clienti non significa solo stimolare la cura della propria immagine, ma far passare il concetto che reputazione e fatturato sono direttamente collegati.

Uno studio commissionato da TripAdvisor mette in luce un dato importantissimo: il 93% degli italiani ammette di scegliere un locale basandosi sulle recensioni trovate online. I commenti e le risposte sono quindi gli elementi che convincono i clienti a entrare. Un’altra ricerca della Harvard Business Review dimostra inoltre che, appena un locale inizia a rispondere alle recensioni, il suo punteggio su TripAdvisor aumenta.

«In realtà – sottolinea Roberto Carcangiu, consulente di grandissima esperienza, specializzato nel management di ristoranti e co-founder di RepUP. – I ristoratori hanno bisogno di qualcuno che li sgravi completamente da questo lavoro, perché chi trascorre 12 ore al giorno in sala, in cucina, al bancone o alla cassa non ha il tempo di dedicarsi anche alle piattaforme di recensioni. La critica serve a far crescere le aziende e il mercato, ma quando non è mediata diventa sterile e pericolosa, poiché può essere soggetta a interessi o visioni personali che niente hanno a che vedere con il servizio acquistato».

Perché RepUP

«Volevo creare uno strumento che offrisse a tutti la possibilità di delegare la gestione della propria reputazione online, ma a costi sostenibili – racconta Andrea Orchesico-founder e Presidente di RepUP. Per mesi abbiamo analizzato milioni di recensioni presenti sulle piattaforme più usate e studiato con un team di esperti di marketing e psicologia le risposte che funzionano e quelle che invece danneggiano la reputazione. Ma abbiamo fatto molto di più:  abbiamo sviluppato anche un’app unica nel mondo della ristorazione e non solo. Con un sistema di intelligenza artificiale è in grado di riconoscere i potenziali i commenti negativi e offrire agli avventori la possibilità di comunicare direttamente ai proprietari cosa non li ha soddisfatti durante la permanenza nel locale. Permette inoltre ai gestori di stimolare eticamente e legalmente le recensioni positive e di mantenersi in contatto con i loro clienti». RepUP ha una mission molto chiara: aiutare i ristoratori a fronteggiare un mercato che è cambiato e che, senza una gestione corretta porta a stress, perdita di potenziali clienti e, ovviamente, riduzione di fatturato.

Seed Money entra nel capitale di RepUP, la startup innovativa che gestisce la reputazione dei locali con la tecnologia

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

«Siamo molto orgogliosi del lavoro fatto da RepUP. Abbiamo creduto fin dall’inizio nelle grandi potenzialità del progetto e nell’execution di un team davvero affiatato e con competenze elevatissime. La gestione della reputazione online nel mondo del food e della ristorazione è un tema delicato, ma di grande impatto sul fatturato dei locali di somministrazione». Ha dichiarato Federico Barcherini, co-founder di Seed Money, la società specializzata nel lancio di startup ad alto valore innovativo, composta da un team di 170 business angel. Dopo una fase di mentorship, Seed Money ha investito direttamente nel capitale di RepUP, con l’obiettivo di accelerarne ulteriormente la crescita nei prossimi mesi.

Cosa fa RepUP

RepUp gestisce la reputazione di ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie con una formula innovativa che coniuga tecnologia e operatori specializzati. «Quando un cliente esce da un locale, incolla un biglietto sulla porta – racconta Salvatore Viola, co-founder e Ceo di RepUP. È un biglietto virtuale che esprime pubblicamente un giudizio. Mettiamo che ci siano due ristoranti uno accanto all’altro. Ambedue hanno all’ingresso lo stesso commento: “Mi sono trovato male, non ci torno più”. Uno dei due, però, ha anche la risposta del titolare: “Ci spiace tanto per l’accaduto. Cerchiamo di dare sempre il massimo nel nostro lavoro e il giudizio dei clienti per noi è preziosissimo. Torni a trovarci, saremo lieti di farle cambiare idea”. Chi passa leggerà ambedue i biglietti, ma dove preferirà entrare»?

Gestire la reputazione online di un locale vuol dire gestire il confronto dell’azienda con i propri clienti e rispondere in maniera corretta anche alle critiche.

Il problema è che meno di una recensione su 10 oggi riceve risposta e spesso queste risposte sono troppo istintive e possono addirittura peggiorare la situazione, perché scritte da persone troppo coinvolte professionalmente ed emotivamente. RepUP risponde a tutte le recensioni negative dei clienti entro 24 ore, gestisce anche i commenti positivi, applica tecniche Seo per migliorarne la ricercabilità sul Web, sistema i profili dei ristoranti sui social, incluso l’aggiornamento delle foto e molto altro.

Mercato e numeri

I locali di somministrazione nel nostro Paese sono circa 330 mila, di cui 200 mila già presenti su TripAdvisor. Sottolineare che ognuno di essi dovrebbe rispondere correttamente ai commenti dei clienti non significa solo stimolare la cura della propria immagine, ma far passare il concetto che reputazione e fatturato sono direttamente collegati.

Uno studio commissionato da TripAdvisor mette in luce un dato importantissimo: il 93% degli italiani ammette di scegliere un locale basandosi sulle recensioni trovate online. I commenti e le risposte sono quindi gli elementi che convincono i clienti a entrare. Un’altra ricerca della Harvard Business Review dimostra inoltre che, appena un locale inizia a rispondere alle recensioni, il suo punteggio su TripAdvisor aumenta.

«In realtà – sottolinea Roberto Carcangiu, consulente di grandissima esperienza, specializzato nel management di ristoranti e co-founder di RepUP. – I ristoratori hanno bisogno di qualcuno che li sgravi completamente da questo lavoro, perché chi trascorre 12 ore al giorno in sala, in cucina, al bancone o alla cassa non ha il tempo di dedicarsi anche alle piattaforme di recensioni. La critica serve a far crescere le aziende e il mercato, ma quando non è mediata diventa sterile e pericolosa, poiché può essere soggetta a interessi o visioni personali che niente hanno a che vedere con il servizio acquistato».

Perché RepUP

«Volevo creare uno strumento che offrisse a tutti la possibilità di delegare la gestione della propria reputazione online, ma a costi sostenibili – racconta Andrea Orchesi, co-founder e Presidente di RepUP. Per mesi abbiamo analizzato milioni di recensioni presenti sulle piattaforme più usate e studiato con un team di esperti di marketing e psicologia le risposte che funzionano e quelle che invece danneggiano la reputazione. Ma abbiamo fatto molto di più: abbiamo sviluppato anche un’app unica nel mondo della ristorazione e non solo. Con un sistema di intelligenza artificiale è in grado di riconoscere i potenziali i commenti negativi e offrire agli avventori la possibilità di comunicare direttamente ai proprietari cosa non li ha soddisfatti durante la permanenza nel locale. Permette inoltre ai gestori di stimolare eticamente e legalmente le recensioni positive e di mantenersi in contatto con i loro clienti». RepUP ha una mission molto chiara: aiutare i ristoratori a fronteggiare un mercato che è cambiato e che, senza una gestione corretta porta a stress, perdita di potenziali clienti e, ovviamente, riduzione di fatturato.

Commercialista addio! Su CrowdFundMe sbarca TaxMan l’app che gestisce tutta la contabilità per le partite Iva

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Economia

TaxMan è una startup nata nel 2017 da un’idea di cinque ragazzi che si sono chiesti in che modo un freelance o un libero professionista potesse gestire la propria contabilità senza impazzire e risparmiando anche qualche centinaio di euro. «Ci siamo resi conto che mancava uno strumento facile e studiato su misura per i tanti giovani freelance che decidono di aprire una partita Iva e che preferirebbero adempiere agli obblighi fiscali online, risparmiando sui costi di un consulente» racconta Rosario Barresi, co-founder dell’azienda. «Abbiamo così realizzato un’app che fa proprio quello che noi avremmo voluto avere: generare fatture, calcolare la tassazione dovuta in tempo reale, per non avere brutte sorprese a luglio, e fare la dichiarazione online a prezzi ragionevoli e in totale sicurezza, essendo sempre assistiti in chat. In giro non esisteva nulla di simile, mentre la richiesta di un prodotto simile è molto elevata».

Come funziona TaxMan

TaxMan è un’app destinata a chi lavora con partita Iva in regime forfettario (ma si sta allargando anche agli ordinari) ed è disponibile per Android e iOS. Esistono tre fasce di abbonamento: TaxMan Pro da 12 euro, Dichiarazione Light da 169 euro e Dichiarazione Premium da 199 euro, sempre annuali. La versione base permette di registrare fatture in entrata e in uscita, fare una stima delle tasse da pagare, avere un calendario delle scadenze ecc. Mentre la versione da 169 euro consente di aprire via app anche la propria partita Iva e, se non si hanno ulteriori redditi, come quelli provenienti da case, collaborazioni occasionali e altro, consente di arrivare perfino alla dichiarazione dei redditi, il tutto con una chat interna che permette di parlare con un vero commercialista. Con Dichiarazione Premium è possibile preparare la dichiarazione dei redditi anche se si hanno entrate diverse.

I vantaggi dell’app

«Con l’introduzione della Flat Tax i professionisti che fatturano fino a 65.000 euro annui, circa il 78% del totale secondo i dati dell’Osservatorio Economico e dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti, calcoleranno le tasse in maniera forfettaria. Secondo fonti interne, il numero di forfettari potrebbe arrivare a 2,8 milioni nei prossimi anni». Spiega Rosario Barresi.

«Una semplificazione che apre nuove opportunità per l’assistenza fiscale digitale nei confronti di una platea attualmente stimata in quasi 2 milioni di persone. Rispetto a un commercialista tradizionale, TaxMan offre a questa categoria di soggetti una serie di vantaggi: innanzitutto il risparmio, visto che mediamente per un commercialista si spendono dai 400 ai 1000 euro all’anno. Poi la semplicità, perché tutto è controllabile in tempo reale dall’app. Abbiamo implementato i calcoli per 16 casse previdenziali in grado di coprire i circa 2,3 milioni di professionisti con partita IVA. Per ultimo la fatturazione: TaxMan integra un software di fatturazione, pensato appositamente per piccoli freelance e predisposto per la fatturazione elettronica anche se al momento non obbligatoria per i forfettari».

La campagna su CrowdFundMe

Da pochi giorni TaxMan ha aperto la sua campagna su CrowdFundMe, la prima piattaforma italiana di equity crowdfunding quotata in Borsa. «Abbiamo grandi potenzialità di sviluppo» racconta Barresi. «L’obiettivo per il 2019 è di 200 servizi fiscali venduti e 2.000 utenti paganti, quello per il 2020 è invece di 650 dichiarazioni e 5.000 abbonati».

La Flat Tax attiva da gennaio 2019 rappresenta un’opportunità notevole per chi offre servizi fiscali e non esiste al momento nessun player che abbia strutturato un’offerta specifica su app per questa nicchia di mercato. «Considerato che ogni partita IVA paga almeno 400 euro per il commercialista e considerando solo 1,5 milioni di partite IVA, il mercato potenziale in Italia vale 600 milioni di euro».

C’è poi da aggiungere, che il mercato di riferimento è protetto dalla complessità del sistema italiano (basti pensare alla normativa molto articolata ed alla presenza di 18 Casse Previdenziali, ognuna con sistemi di calcolo diverso) e questo rende difficile per i grossi player internazionali operare direttamente sul nostro mercato.

Investire su TaxMan è semplice: basta andare su https://www.crowdfundme.it/projects/taxman/

L’obiettivo fissato è di 70mila euro.

Acronis migliora la sua soluzione di backup di fascia enterprise con potenti funzionalità di protezione informatica

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Acronis, leader globale della protezione informatica e dello storage in cloud ibrido ha presentato oggi un aggiornamento importante della soluzione Acronis Backup di fascia enterprise, che introduce la possibilità di spedizione fisica dei dati, la conversione di macchine virtuali per più piattaforme, la protezione dai malware di mining di criptovalute e la localizzazione in altre sette lingue.

Il nuovo aggiornamento, gratuito per gli utenti di Acronis Backup che dispongono di un abbonamento o di un contratto di manutenzione valido in corso, incrementa il numero di dispositivi gestibili da un unico server di gestione, portandolo a 8.000. Gli utenti enterprise potranno così proteggere tutti i dati, le applicazioni e i sistemi con un’unica interfaccia web intuitiva e di facile utilizzo.

“Questo è senza dubbio il più importante aggiornamento di Acronis Backup eseguito finora. Abbiamo ascoltato i feedback degli utenti e aggiunto le funzionalità più richieste. Quello di Acronis è il backup più sicuro del mercato: non a caso in tutto il mondo sono oltre 500.000 le aziende che vi si affidano”, ha affermato Mauro Papini, South Europe, Med & Me Country Director di Acronis.

Funzionalità ampliate

Con questo ultimo aggiornamento, Acronis Backup si arricchisce di numerose funzioni, tra cui:

  1. Spedizione fisica dei dati. La soluzione consente di eseguire la raccolta dati iniziale in modo più rapido, salvando il backup completo iniziale su un disco rigido e spedendolo a un data center Acronis.
  2. Scalabilità estesa. Un’opportunità per risparmiare risorse infrastrutturali amministrando fino a 8.000 dispositivi da un unico server di gestione.
  3. Localizzazione in altre sette lingue. Sono ora disponibili le versioni in bulgaro, norvegese, svedese, finlandese, serbo, malese, indonesiano.
  4. Protezione attiva migliorata. Rilevamento dei malware di mining di criptovalute e protezione delle cartelle di rete mappate come unità locali.
  5. Conversione tra più piattaforme. Capacità di convertire i file di backup in file di macchina virtuale (formati VHDX, VMDK), eseguibili quindi su workstation VMware e hypervisor Microsoft Hyper-V.
  6. Supporto per ulteriori sistemi operativi e hypervisor.
    • Microsoft Exchange Server 2019
    • Windows Server 2019 con Hyper-V
    • Microsoft Hyper-V Server 2019
    • VMware vSphere 6.7 Update 1
    • Citrix XenServer 7.6
    • RHEL 7.6
    • Ubuntu 18.10
    • Fedora 25, 26, 27, 28, 29
    • Debian 9.5, 9.6
    • Windows XP SP1 (x64), SP2 (x64), (x86)

Approccio esclusivo alla protezione informatica

Acronis è impegnata a migliorare costantemente la propria tecnologia per garantire che in tutte le sue soluzioni siano disponibili i cinque vettori della sicurezza informatica: salvaguardia, accessibilità, privacy, autenticità e sicurezza (SAPAS) dei dati. Questo approccio esclusivo assicura che i dati aziendali siano sempre accessibili e verificabili e al contempo totalmente protetti contro le minacce informatiche più recenti.

Per questa ragione Acronis ha ricevuto il riconoscimento Peer Insights Customers’ Choice di Gartner per le soluzioni di backup e ripristino per data center; oggi è la scelta d’eccellenza di un numero crescente di importanti marchi mondiali e di team sportivi, che vi si affidano per la protezione dei propri dati critici.

“La partnership con Acronis è parte integrante della nostra strategia di trasformazione digitale aziendale. La tecnologia Acronis ci ha aiutato a ottimizzare la sicurezza informatica e a ridurre in modo netto gli intervalli di backup – da giorni a ore – rendendo le nostre attività più efficaci e sicure, sia in azienda che in pista”, dichiara Graeme Hackland, CIO della scuderia di Formula 1 ROKiT Williams Racing.

Una crescita consolidata e ottime prospettive future

 

Il nuovo aggiornamento arriva dopo gli straordinari risultati raggiunti dall’azienda nel 2018, con un 20% di crescita del fatturato netto anno su anno, un aumento del 160% del business nel cloud e l’assunzione di oltre 400 dipendenti destinati ai nuovi uffici di R&S a Tempe, Arizona e a Sofia, Bulgaria. Dall’inizio del nuovo anno, la crescita non sembra aver subito arresti.

Ai nuovi potenziali utenti consigliamo di scaricare una versione gratuita e completamente funzionale di Acronis Backup, valida per 30 giorni, per testare in prima persona la soluzione. Questa versione è disponibile all’indirizzo www.acronis.com/business/backup/.

Jabra: nuove partnership per una migliore produttività basata sull’analisi dei dati

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia Personale

Jabra ha annunciato il prossimo passo del suo nuovo approccio basato sulla collaborazione con i partner per risolvere il perdurante problema della produttività delle aziende di tutto il mondo.

Mentre le imprese continuano a investire in modo significativo nelle nuove tecnologie, questa tendenza ha un impatto limitato sulla produttività e sulla soddisfazione dei clienti. Una delle ragioni principali del problema della produttività è che molte nuove tecnologie aziendali mancano di analisi incorporate, con solo circa l’uno per cento dei dati trasformati in informazioni utili.

Per superare questa sfida, Jabra ha aperto il proprio Software Development Kit (SDK) a partner esterni in modo che questi possano riportare i dati di Jabra nelle proprie piattaforme UC e fornire informazioni dettagliate e in tempo reale sui fattori che influiscono sulla qualità delle chiamate. Il risultato è che sia gli utenti finali, sia il management aziendale potranno prendere decisioni più accurate e più rapide che avranno un impatto diretto sull’efficacia e sulla produttività dei lavoratori.

Le nuove partnership sono il frutto di un cambiamento strategico all’interno di Jabra, con l’adozione di un nuovo approccio “Customer First”. Questa strategia è focalizzata sullo sviluppo di partnership con aziende che forniscono soluzioni comprovate per le sfide che le imprese devono oggi affrontare, come la stagnazione della produttività causata dalla mancanza di informazioni in tempo reale sulle operazioni quotidiane.

All’evento Enterprise Connect, in programma in questi giorni a Orlando, Jabra rivelerà i suoi ultimi passi in termini di partnership, dopo l’annuncio dello scorso anno di quella con Unify Square. Oggi Jabra può annunciare che AudioCodes e Nectar, esperte di monitoraggio UC,hanno aderito al programma, in modo che le loro soluzioni incorporino i dati delle cuffie Jabra, consentendo ai responsabili IT di avere una panoramica e gestire facilmente i dispositivi Jabra all’interno delle loro suite di sistemi di monitoraggio UC in rapida crescita.

Di conseguenza, i direttori IT e i decisori aziendali potranno analizzare le prestazioni di ogni cuffia Jabra e identificare rapidamente la causa principale della scarsa qualità delle chiamate, indipendentemente dal fatto che sia dovutao al router Wi-Fi, all’ infrastruttura UC o alle impostazioni del dispositivo audio dell’utente.

“Monitorare e risolvere i problemi delle UC è una delle maggiori fonti di difficoltà per i reparti IT e può richiedere fino a 48 ore solo per identificare la vera causa del problema”, ha dichiarato Per Sundnaes, Senior Manager, Product Marketing di Jabra. “Ciò comporta costi significativi, ritardi e frustrazioni per i dipartimenti IT già sovraccarichi di lavoro. Nel frattempo, la scarsa qualità delle chiamate ha un impatto diretto sulla produttività dei lavoratorie sulla soddisfazione dei clienti.”

“Integrando il monitoraggio avanzato nell’ecosistema UC, siamo in grado di ridurre il tempo da ore e giorni a solo un paio di minuti”, continua Sundnaes. “Una ricerca condotta dai nostri partner evidenzia come il problema della gestione e diagnostica delle UC costituisca uno dei principali ostacoli all’adozione di queste tecnologie. Con queste funzionalità di monitoraggio, tuttavia, si prevede che il passaggio alle Unified Communication salirà del 30%, consentendo a un numero maggiore di aziende di ottenere significativi guadagni di produttività insieme a nuovi e più efficienti modi di lavorare”.

Il nuovo approccio “Customer First” di Jabra continuerà a espandersi e a sviluppare soluzioni per una vasta gamma di settori verticali e professionisti e applicazioni di contact center. Un altro obiettivo chiave sarà quello di espandere la gestione dei flussi di dati nell’ecosistema dei call center: questo offrirà agli utenti e al management informazioni istantanee sulla qualità delle chiamate dei clienti in diretta – e dell’intera esperienza di chiamata – sulla base di dati provenienti da conversazioni e dal rumore dell’ambiente circostante.

Le nuove partnership di Jabra seguono il recente annuncio di Jabra ad AMZ re:Invent di un nuovo software applicativo integrato con Amazon Connect dedicato agli operatori di call center. La nuova applicazione migliora la call experience con un’interfaccia utente che visualizza diverse metriche che influiscono sulla qualità delle chiamate, consentendo agli agenti di apportare modifiche istantanee al loro utilizzo del dispositivo per conversazioni di qualità migliorata.

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche del software Jabra:

https://www.it.jabra.com/software-and-services

Team Project 1 e Acronis siglano una partnership pluriennale

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

Team Project 1 ha annunciato di aver firmato una nuova partnership con Acronis, leader globale della protezione informatica e dello storage in cloud ibrido, per il campionato FIA WEC.

La società svizzero-singaporiana metterà a disposizione del team le proprie soluzioni di backup, storage e disaster recovery, per migliorare la resilienza dei dati e rendere il flusso di lavoro più efficiente e sicuro.

“La partnership con Acronis è vincente per entrambe le parti. Grazie al sistema basato sul cloud potremo gestire i dati in modo sicuro e veloce da qualunque luogo del mondo, e disporre di strumenti eccellenti tanto per il lavoro dei tecnici quando per le prestazioni in pista”, afferma Axel Funke, Team Principal di Team Project 1 per il FIA WEC.

Con questa partnership Team Project 1 entra a far parte delle scuderie automobilistiche che già si sono affidate ad Acronis per la protezione dei propri dati.

“Sapere che Acronis è stata scelta da scuderie del calibro di Williams e Racing Point in Formula 1 e di NIO in Formula E è per noi molto importante. Abbiamo intenzione di utilizzare per primi le tecnologie Acronis nel campionato mondiale Endurance e puntiamo a condividere la nostra esperienza per contribuire a migliorare ulteriormente le funzionalità del prodotto,” afferma Richard Selwin, Direttore tecnico di Team Project 1. 

Le squadre automobilistiche, altamente competitive, preferiscono Acronis per il suo approccio completo e innovativo. Ogni soluzione Acronis utilizza tecnologie all’avanguardia come intelligenza artificiale, machine learning e blockchain per mettere a disposizione i cinque vettori della protezione informatica: salvaguardia, accessibilità, privacy, autenticità e sicurezza dei dati (SAPAS).

I dati di Team Project 1 saranno così totalmente protetti dalle più recenti minacce informatiche, restando tuttavia altamente accessibili ai membri del team.

“La tecnologia Acronis è perfetta per l’ambiente altamente dinamico dei team automobilistici. È un privilegio entrare a far parte della famiglia del Team Project 1 per occuparci di tutti gli aspetti della protezione informatica sfruttando la tecnologia più avanzata al mondo. Siamo orgogliosi di diventare parte di un team del campionato WEC e dedicheremo tutto il nostro impegno a costruire una partnership costellata di successi”, ha concluso Dan Havens, Chief Growth Officer di Acronis. 

Il sistema è già stato usato durante la 1000 miglia di Sebring, la prima gara del campionato FIA WEC del 2019 e la sesta del campionato FIA WEC Super Season.

Jabra acquisisce Altia Systems

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia Personale

GN Audio (società madre di Jabra) annuncia l’acquisizione di Altia Systems, sviluppatore leader nel campo delle soluzioni innovative di comunicazione video premium che utilizzano la tecnologia delle lenti multi-camera e l’Intelligenza Artificiale.

La novità consentirà a Jabra di migliorare l’esperienza della conference call unendo audio e video, per un’efficienza sempre maggiore. In seguito all’acquisizione di BlueParrott e a quella della proprietà parziale della società audEERING, questa operazione rafforza ulteriormente l’impronta di Jabra nel mercato audiovisivo delle Unified Communications.

Il portfolio di Jabra include soluzioni che migliorano la produttività, inclusa la gamma audio leader di mercato per le Huddle rooms (un ambiente per piccoli gruppi di lavoro) denominata Speak – ben oltre 3 milioni le unità speaker Jabra vendute in tutto il mondo – e soluzioni per cuffie e software che migliorano la concentrazione, la conversazione e la collaborazione.

La nuova acquisizione implica che ora Jabra sarà in grado di offrire la più collaborativa esperienza di conference call sul mercato, combinando la sua esperienza di 150 anni nel suono con la tecnologia visiva avanzata di Altia Systems – veicolata con il marchio PanaCast.

In breve, Jabra mira a ritagliarsi una posizione di leadership nel migliorare qualsiasi esperienza di riunione in una Huddle room, aggiungendo la funzionalità video alla collaudata esperienza di suono di conferenza mobile plug and play.

Poiché sempre più aziende in tutto il mondo stanno adottando soluzioni guidate da servizi come Microsoft Teams e Zoom, Jabra ha l’ambizione di assumere un ruolo guida nel mercato delle soluzioni integrate di comunicazione audio e video. Ciò contribuirà a incrementare la produttività aziendale e a ridurre i costi offrendo un’esperienza di conference call che risulterà altrettanto efficace rispetto alla presenza fisica.

Con Acronis, DS TECHEETAH è in pole position anche nella protezione informatica

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Informatica

DS TECHEETAH, scuderia cinese che prende parte al campionato di Formula E, è lieta di annunciare la nuova alleanza strategica con Acronis, leader globale della protezione informatica e dello storage in cloud ibrido. La scuderia e Acronis hanno sottoscritto una partnership di tre anni. Nel campionato FE19, il logo Acronis sarà presente sulla monoposto DS E-TENSE, a partire dall’E-Prix di Hong Kong che si è tenuta il 10 marzo 2019.

Le soluzioni di backup, storage e disaster recovery di Acronis proteggeranno i dati più importanti di DS TECHEETAH, che tante volte hanno consentito al team di essere in testa rispetto agli avversari. La partnership con Acronis metterà a disposizione della scuderia i cinque vettori della sicurezza informatica: salvaguardia, accessibilità, privacy, autenticità e sicurezza (SAPAS), che garantiscono la protezione completa dei dati dalle più recenti minacce informatiche, senza alterarne accessibilità e verificabilità.

Con sede aziendale in Svizzera e sede internazionale a Singapore, Acronis è leader globale della protezione informatica. Oltre 5 milioni di utenti e 500.000 aziende in tutto il mondo hanno adottato i prodotti Acronis per proteggere i propri dati, inclusi 79 dei principali 100 marchi mondiali.

Una tra le squadre principali del campionato ABB FIA Formula E, DS TECHEETAH sa di doversi avvalere di servizi forniti dai leader del settore backup e recovery per proteggersi dalle minacce informatiche sempre più aggressive e per venire incontro alle complesse esigenze di accesso ai dati durante i viaggi compiuti in tutto il mondo. Con la sottoscrizione di questa partnership tecnica, DS TECHEETAH compie uno straordinario passo in avanti per garantire la sicurezza e l’affidabilità dei propri dati.

“Acronis è leader mondiale nel settore del software per la protezione informatica e il disaster recovery, ed è entusiasmante dare il benvenuto a questa società nella famiglia DS TECHEETAH. La partnership prevede nuovi meccanismi di analisi dei dati e capacità predittive su misura per i ritmi convulsi della Formula E. Puntiamo a cementare una relazione vincente, tanto in pista quanto nel mondo della tecnologia globale”, ha affermato il direttore commerciale di DS TECHEETAH, Keith Smout.

“La tecnologia Acronis è perfetta per l’ambiente altamente dinamico dei team automobilistici. È un privilegio aderire alla community dei partner di DS TECHEETAH per occuparci di tutti gli aspetti della protezione informatica sfruttando la tecnologia più avanzata al mondo. Siamo orgogliosi di entrare a far parte di una squadra vincente come questa, e ci impegneremo per costruire una partnership lunga e costellata di successi”, ha concluso Dan Havens, Chief Growth Officer di Acronis.

Nuovi Jabra Elite Active 45e: pensati per musica, chiamate e sport in modalità wireless

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia Personale

Jabra lancia il nuovo modello della gamma Elite Active, una serie di auricolari sportivi che è stata annunciata al CES 2019. Gli auricolari impermeabili Elite Active 45e offrono un design che garantisce vestibilità sicura e confortevole.

Con nove ore di vita della batteria è garantita agli utenti la possibilità di svolgere una settimana di allenamenti con una singola carica. Il modello si presenta come uno dei più validi dispositivi sportivi wireless nella categoria inferiore ai 100 euro.

Gli auricolari Jabra Elite Active 45e sono progettati per la fruizione wireless della musica, per le chiamate e per lo sport. Che si tratti di una corsa, di un giro in bicicletta o di un esercizio in palestra, essi permettono di godersi la qualità audio di Jabra wireless, mentre le componenti Earhooks e Earwings garantiscono comfort e sicurezza.

Dotati di certificazione IP67 e garanzia di due anni contro sudore e polvere, sono i perfetti compagni di ogni allenamento outdoor: si può prestare attenzione a ciò che ci circonda, grazie a un design “a orecchio aperto” che lascia filtrare i suoni ambientali. Avere consapevolezza dell’ambiente circostante mentre si corre all’aperto, è una funzione di sicurezza assai richiesta da molti utenti.

Con gli Elite Active 45e ci si può collegare istantaneamente ad Alexa*, Siri® o Google Assistant™, e avere l’opportunità di fare molte cose velocemente con i comandi vocali, tra cui l’impostazione degli appuntamenti, la ricerca di eventi vicini o la lettura dei messaggi ricevuti.

La tecnologia a due microfoni degli auricolari offre un’efficace riduzione del rumore durante le chiamate, garantendo conversazioni incredibilmente chiare, e altoparlanti avanzati da 12 mm per un’esperienza audio più ricca e potente.

Con una durata della batteria fino a nove ore con una singola carica, gli Elite Active 45e supportano una settimana di allenamenti, mantenendo la musica in riproduzione e la funzione di risposta alle chiamate. Gli auricolari hanno anche una funzione di ricarica rapida di 15 minuti per quelle volte in cui si ha bisogno di un’ora extra.

L’app Jabra Sound + consente di personalizzare i profili musicali, scegliere il proprio assistente vocale, monitorare l’utilizzo della batteria e altro ancora, offrendo la migliore personalizzazione d’uso.

Calum MacDougall, SVP di Jabra, ha dichiarato: “Questi nuovi auricolari sportivi sono progettati per coloro che desiderano una vestibilità comoda e sicura durante l’allenamento e la pratica sportiva. Il design resistente e l’esperienza superiore di chiamata e fruizione della musica fanno si che gli Elite Active 45e siano l’ideale strumento per ogni tipo di allenamento. Inoltre, i nuovi Elite Active 45e beneficiano dell’esperienza wireless di Jabra e della comprovata esperienza di un’eccellente connettività senza fili.”

Jabra Elite Active 45e, le principali caratteristiche: 

  • Vestibilità comoda e sicura con le componenti Earwings e Earhook che rimangono salde quando ci si muove
  • Assistente vocale abilitato con accesso one-touch ad Amazon Alexa, Siri® o Google Assistant™
  • Certificazione IP67 di durata impermeabile con garanzia di 2 anni contro sudore e polvere **
  • Corsa sicura con auricolari progettati per tenere informato l’utente sull’ambiente circostante
  • Telefonate in movimento con tecnologia a 2 microfoni per un’esperienza di chiamata di alto livello
  • Possibilità di scegliere il colore preferito: Mint, Navy o Black
  • 9 ore di batteria con una singola carica
  • Possibilità di personalizzare il dispositivo con la app Jabra Sound+

Per maggiori informazioni: www.it.jabra.com

Prezzo e disponibilità

Gli auricolari saranno disponibili da marzo 2019 presso selezionati rivenditori, a un prezzo di vendita suggerito di 99 euro in tre tonalità: Black, Navy and Mint e online su www.it.jabra.com.