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Acronis annuncia la partnership tecnologica con l’Arsenal Football Club

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Calcio, Tecnologia

Acronis, leader globale della protezione informatica e lo storage nel cloud ibrido, si appresta a festeggiare il 15° anniversario dalla fondazione annunciando la recente partnership tecnologica con l’Arsenal Football Club. La partnership, presentata durante una conferenza stampa a Singapore, ai margini del torneo pre-stagionale a cui la squadra prende parte, prevede che l’azienda svizzero-singaporiana fornisca soluzioni di protezione dei dati destinate all’infrastruttura IT della società sportiva, in costante crescita.

Negli sport di punta e in particolare nel calcio, l’analisi della squadra e degli avversari è un aspetto che ha assunto via via maggiore rilevanza. In quest’epoca digitale in costante progredire, battere i rivali ed elaborare un piano di gioco vincente significa registrare e analizzare il numero di passaggi in determinate aree del campo, il possesso di palla in area di rigore, le reti segnate a palla ferma e tanti altri aspetti che vengono meticolosamente studiati prima, durante e dopo ogni incontro.

L’Arsenal Football Club è all’avanguardia nell’impiego e nell’analisi di questo tipo di dati per migliorare le prestazioni dentro e fuori dal campo. Il team sa anche che i dati sono estremamente preziosi e vanno protetti.

È qui che entra in gioco la relazione con Acronis: nel suo ruolo di partner ufficiale, l’azienda fornirà metodi di protezione dei dati semplici, efficienti e sicuri per tutti i dati, le applicazioni e i sistemi dell’Arsenal, inclusi ovviamente gli account Microsoft OneDrive e Office 365 della squadra. I servizi prevedono anche lo storage sicuro di ogni sessione di allenamento della Prima squadra e di quella giovanile che si terrà nel campo di Colney: un totale di 8 TB di dati ogni anno, l’equivalente di 875 partite.

Ideate per proteggere file, applicazioni e sistemi in ambienti esigenti e con un’elevata densità di dati, le soluzioni Acronis offrono le prestazioni superiori imprescindibili per le squadre più competitive. Per questa ragione Acronis è già stata scelta come partner per la protezione dei dati da diversi team internazionali di un altro settore fortemente legato all’analisi delle informazioni, quello degli sport motoristici e in particolare della Formula 1 e della Formula E. Solo Acronis può garantire la sicurezza, la protezione e la privacy degli asset digitali strategici sui quali questi team si basano per migliorare le proprie prestazioni e i risultati finanziari.

“Più è serrata la competizione, più i dati diventano un asset strategico. Le squadre che ne comprendono il valore scelgono la partnership con Acronis per ottimizzare la gestione delle informazioni. Da sempre leader nell’impiego dei dati, Arsenal FC è orgogliosa di questa partnership, che sottolinea come la tecnologia Acronis sia perfettamente adatta agli ambienti più esigenti e con un’elevata densità di dati. Siamo certi che la partnership sarà vantaggiosa per Arsenal, per Acronis e per tutti i nostri partner e clienti”, ha dichiarato John Zanni, Presidente di Acronis.

Come partner ufficiale per il backup dei dati di Arsenal FC, Acronis metterà la sua esperienza al servizio del club per aiutarlo a districarsi con i volumi crescenti di dati, garantendo al contempo la continuità delle operazioni societarie.

“Siamo lieti di dare il benvenuto ad Acronis nella famiglia dei nostri partner ufficiali”, ha dichiarato Vinai Venkatesham, responsabile commerciale dell’Arsenal, in un conferenza stampa che si è tenuta durante un torneo di grande richiamo a Singapore, che precede l’inizio della stagione. “Acronis è un leader globale nei servizi per il backup dei dati, e la sua tecnologia avanzata garantisce che i dati della squadra siano protetti e sicuri. Collaborare con l’azienda sarà entusiasmante. Sosterremo ogni loro piano di sviluppo futuro del business”, conclude.

Tutte le soluzioni Acronis integrano la difesa attiva contro il ransomware: i dati protetti da Acronis sono quindi anche al sicuro dagli attacchi. Basata sull’intelligenza artificiale, Acronis Active Protection monitora attivamente e in tempo reale i sistemi e individua eventuali attività sospette e potenzialmente dannose, rilevando e bloccando automaticamente gli attacchi. Le sue capacità di autodifesa impediscono inoltre ai criminali di manomettere il software di backup o di alterare il contenuto dei file protetti.

Molte delle tecnologie basate su intelligenza artificiale sono state sviluppate nel centro di ricerca e sviluppo di Singapore. Acronis impiega oltre 50 ingegneri specializzati e pianifica di aumentarne il numero nei prossimi tre anni, portandolo a 150. Il centro R&S continua a concentrarsi sull’ingegneria informatica avanzata, sull’espansione dell’intelligenza artificiale, sulla sicurezza e sulle funzionalità legate alla privacy dei dati da includere nelle future soluzioni Acronis.

La partnership proseguirà per tre anni, durante i quali il logo Acronis sarà visibile in campo in ogni partita della Premier League, dell’Emirates FA Cup e della Carabao Cup. Acronis avrà un suo spazio negli sfondi delle interviste ai giocatori e alle leggende della Prima squadra dell’Arsenal, sostenendo così il proprio impegno all’aumento della visibilità globale del marchio.

Acronis Foundation

Come previsto dall’accordo di partnership, l’Arsenal Football Club sosterrà la Fondazione Acronis e il suo impegno a fornire un’educazione accessibile tramite la realizzazione di scuole nei paesi emergenti. Creata in onore del 15 anniversario di Acronis e del principio fondatore dell’azienda, secondo il quale la causa di tutti i mali è la scarsa conoscenza, la fondazione assicura il supporto a diverse iniziative destinate a stimolare l’istruzione per acquisire e tutelare la conoscenza.

10 cose che non sai (e che dovresti sapere) sul pignoramento della casa

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia, Legale

Da qui a 5 anni più di 1 milione e 650 mila immobili andranno all’asta, mettendo in seria difficoltà numerose famiglie, a seguito di azioni di pignoramento. Sull’argomento c’è ancora molta ignoranza e disinformazione e sono molte le famiglie che si trovano “a sorpresa” letteralmente buttate fuori casa, senza possibilità di rientrare.
Nel 2017 al primo posto per numero di esecuzioni immobiliari si conferma la Lombardia; al secondo posto la Sicilia. A seguire Veneto, Puglia e Piemonte.

Per chiarire meglio alcune delle questioni più spinose legate al pignoramento della casa e per venire incontro a coloro che stanno cercando una soluzione a questo problema, la Cappa & Associati, struttura italiana di professionisti specializzati nel settore del debito con il focus sul pignoramento della casa. L’azienda ha ideato e sistematizzato un processo di chiusura del debito collaudato, denominato “Debiti Zero”, ha stilato un decalogo che illustra le convinzioni più diffuse – ma errate – riguardanti questo scottante, ma attuale, tema.
Eccole qui di seguito:

1. Se c’è l’ipoteca della banca posso stare tranquillo. Nessuno mi pignora la casa: FALSO
L’ipoteca non protegge la casa dai creditori perché è solo una garanzia per la banca che ha prestato i soldi. L’ipoteca è un diritto reale su un bene, in questo caso la casa, e dà grado di soddisfazione a chi ne è in possesso nel caso di una procedura esecutiva: una vendita, ecc. Se altri creditori possono essere frenati dal procedere, il condominio ha tutta la convenienza nel pignorarti la casa perché, anche se non prende soldi dalla procedura, va a sostituire l’attuale proprietà dell’immobile con una nuova, che inizierà a pagare le spese condominiali.

2. Non possono pignorare la prima casa. Non è legale: FALSO
È proprio la legge che permette a un creditore di poter recuperare i propri soldi aggredendo i beni immobiliari. La banca può pignorare la prima casa se il mutuo non viene pagato. È un suo diritto per via del contratto che avete firmato. Nel “capitolato”, cioè quella serie di fogli che si trovano alla fine dell’atto di mutuo, c’è una sezione chiamata “Decadenza del beneficio del termine e risoluzione del contratto per inadempimento”. In parole si tratta di tutte le condizioni che permettono alla banca di revocare il mutuo. Anche la sezione “Condizioni risolutive del contratto” inserisce le clausole di scioglimento del contratto.

3. Non possono buttarmi fuori casa. Ho dei bambini. Sono invalido, ecc: FALSO
La vendita della casa all’asta fa passare la proprietà da te a un altro individuo. È quindi un esproprio, non uno sfratto.
La convinzione che si può rimanere in casa con bambini piccoli nasce dalla confusione di ciò che si legge online o ascoltando le parole di amici o professionisti non competenti in materia.
Come sempre lasciamo che sia la legge a parlare.
La mancata liberazione dei locali entro il termine indicato consente, a questo punto, all’aggiudicatario (nuovo proprietario) di notificare attraverso l’ufficiale giudiziario un avviso con il quale viene comunicato al debitore il giorno e l’ora in cui dovrà lasciare l’immobile [Art. 608 Codice di Procedura Civile].
Nel giorno e nell’ora indicati nell’avviso, l’ufficiale giudiziario si recherà pertanto presso l’immobile e potrà procedere alla liberazione dei locali, se ancora occupati dal debitore il quale dovrà pertanto abbandonare in quella data l’abitazione.
Per svolgere tali operazioni, l’ufficiale giudiziario può inoltre servirsi della forza pubblica [Art. 513 Codice di Procedura Civile] nel caso in cui il debitore opponga resistenza a sgomberare l’immobile.
È altresì opportuno sottolineare che il debitore che occupa un immobile in presenza di una esplicita richiesta di lasciare l’abitazione comunicata dall’aggiudicatario (nuovo proprietario) può incorrere in conseguenze sotto il profilo penale, perché può essergli contestato il reato di violazione di domicilio. [Art. 614 Codice Penale].

4. I debiti si estinguono dopo che la casa viene venduta all’asta: FALSO
Dati i continui ribassi di prezzo tra un’asta e l’altra, se l’importo del debito è superiore al prezzo raccolto dalla vendita all’asta, il debitore deve corrispondere la differenza in altro modo. Da considerare che il numero delle aggiudicazioni di immobili all’asta che hanno portato all’estinzione della procedura nel 2016 è di 36.858, cioè il 14% delle 267.323 case messe all’asta quell’anno.

5. Per chiudere un mutuo posso andare in banca e dare le chiavi di casa, almeno siamo pari. FALSO
Ad oggi le banche sono piene di immobili, di case all’asta, di case invendute. Non le vogliono nemmeno se regalate e ben impacchettate. Non ci si può presentare in banca dal direttore con le chiavi di casa per chiudere il mutuo e togliersi il fardello del debito che li stava soffocando.
Non che la banca non sia disposta a trattare. Solo che la strategia di rendere la casa alla banca portandogli le chiavi non è una possibilità reale.

6. Mi hanno revocato il mutuo, posso comunque rientrare delle rate scadute, giusto? FALSO
La revoca del mutuo comporta la decadenza del beneficio del termine, cioè, non esiste più un contratto tra debitore e banca. Di conseguenza non si può più fare un piano di rientro delle rate scadute e ricominciare a pagare perché non esiste più il mutuo. Anche se si sono trovati i soldi, o un nuovo lavoro, non si può più ricominciare a pagare le rate passate. Ormai il debito non è più delle sole rate scadute ma è totale: rate scadute + residuo mutuo. Inclusi interessi.

7. L’avvocato ha raggiunto l’accordo di saldo a stralcio con la banca, ora posso stare tranquillo? FALSO
Pagare un legale per mandare una proposta di saldo a stralcio con un creditore è sì cosa buona se si ha in mano l’unico motivo di accettazione della proposta: i soldi. In questo caso ci si può far affiancare da un professionista che sappia negoziare per strappare un’ottima percentuale di sconto sul debito totale. Ma se mancano i soldi, non se ne fa nulla della proposta di saldo a stralcio.
Attenzione a cadere nelle mani di legali che chiedono soldi anticipati per negoziare una cifra che sanno già che non può essere rispettata.

8. Vado a chiedere aiuto ad associazioni, sindaco, assessore che mi aiuteranno: FALSO
Il rapporto è fra debitore e creditore. Un assessore o un sindaco non possono intromettersi e decidere di non dover rimborsare chi deve prendere dei soldi. Cercheranno di tranquillizzare l’esecutato senza mai dare una risposta secca. Devono rispettare la loro posizione politica e dare risposte neutrali. Non potranno comunque farsi carico del tuo debito.

9. So che esistono scappatoie e trucchi per evitare il pignoramento (Donazione, Fondo Patrimoniale, Opposizione al pignoramento, ecc): FALSO
Con le nuove leggi diventa difficile “far sparire” un bene per evitare di pagare un creditore. Possiamo elencare le donazioni, le vendite fittizie, gratuite senza soldi (vendere un bene in cambio di un vitalizio) fondo patrimoniale ecc. Quando esiste già la presenza del debito, e soprattutto esistono le difficoltà nel pagarlo, passare la proprietà non fa altro che confermare la mala fede del gesto. Queste azioni, architettate per cercare di salvare la casa dai debiti, sono già sfruttate da molti anni e le banche hanno iniziato a proteggere il loro credito.

10. Posso fare opposizione al pignoramento della casa: FALSO (quasi sempre)
Fare opposizione al pignoramento è totalmente inutile a meno che non sussistano condizioni tali da opporsi. Di solito un avvocato consiglia l’opposizione solamente per prendere tempo basandosi su deboli motivazioni che nella grande maggioranza dei casi risultano inefficaci.
Da notare che fare opposizione infondata porta a dover pagare le spese legali anche della controparte più le spese di tribunale per lite temeraria. [art 96 del codice di procedura civile]

Con l’aggiornamento di Microsoft Team la collaborazione in ufficio garantisce più produttività!

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Internet, Tecnologia

Il cambiamento in corso in tema di collaborazione online tra i professionisti delle società è passato da super-veloce a vertiginoso.

Almeno, questa è la conclusione che Jabra trae dall’annuncio che Microsoft sta integrando la possibilità di controllare le chiamate direttamente dai dispositivi audio all’interno di Microsoft Teams, la piattaforma dedicata alle aziende che permette alle persone di collaborare e interagire tra di loro.

Sembra solo ieri quando Microsoft Office Communicator fece irruzione nel mondo della comunicazione, per poi essere sostituito da Microsoft Lync; quest’ultimo, a sua volta, venne poi soppiantato da Skype for Business, che attualmente sta gestendo con successo oltre un miliardo di riunioni all’anno e ben 3 miliardi di minuti di chiamate al giorno. Ora è la volta di Microsoft Teams… che è già in fase di aggiornamento.

Non preoccupatevi … vi metteremo in contatto con il vostro team

Mentre le tecnologie dedicate alla collaborazione online possono evolversi a un ritmo vertiginoso, una cosa non ha bisogno di cambiare: il dispositivo audio di Jabra che connette le persone per consentire loro di usufruire di questa innovativa modalità professionale. Tutti gli auricolari e i vivavoce certificati Jabra Skype for Business sono infatti già completamente compatibili con Microsoft Teams.

Quindi, anche se si è passati a Microsoft Teams –  o si valuta la cosa ma con la preoccupazione per la compatibilità dei dispositivi  – vi è l’assoluta certezza che i device audio Jabra offriranno all’utente la stessa straordinaria esperienza di cui ha goduto in passato. Potendo gestire facilmente le funzioni di “chiamata” e “riunione” di Microsoft Teams dal dispositivo, oltre a segnalare ai colleghi lo stato “occupato”, e a essere in grado di rispondere a una chiamata in arrivo mentre si modifica un documento o una presentazione; e molto altro ancora. E, naturalmente, approfittando di tutte le nuove funzionalità di collaborazione offerte da Teams.

Tutto ciò si traduce in maggiore produttività, vale a dire l’aspetto che realmente conta maggiormente in tema di business. Con Teams, Microsoft sta scommettendo su un nuovo strumento di collaborazione basato sul cloud.

La collaborazione online oltre le soluzioni “Voce” e “Video”

Con l’introduzione di Teams, Microsoft ha mostrato consapevolezza del fatto che le aziende che cercano di essere innovative, agili e produttive hanno bisogno di qualcosa di più delle semplici soluzioni “Voce” e “Video” per consentire ai dipendenti di collaborare in modo efficace. Hanno bisogno di un modo semplice per riunire persone, conversazioni, contenuti e strumenti, e mettere di conseguenza i lavoratori nella condizione di ottenere performance sempre migliori. Con Microsoft Teams, gli utenti possono gestire videochiamate audio e video, impostare appuntamenti, contrassegnare eventi, condividere e collaborare su file, creare gruppi e gestire senza problemi tantissime altre attività importanti.

Questo focus sulla creazione di uno spazio di lavoro veramente collaborativo fa riecheggiare un messaggio che Jabra veicola da diversi anni, in particolare attraverso l’iniziativa New Ways of Working, uno sforzo per aiutare le imprese ad aumentare la collaborazione, la produttività e la soddisfazione dei dipendenti. Il tutto in contemporanea.

Con la notizia che Microsoft ha incorporato il controllo delle chiamate nella piattaforma Teams, non c’è mai stato un momento migliore per sfruttare questo eccezionale strumento di collaborazione. E i dispositivi audio Jabra continuano a recitare un ruolo importante in questo innovativo scenario.

Bambini e Web: 10 consigli di Cynny per una navigazione più sicura

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Internet, Nuovo Sito Web, Tecnologia Personale

Un bimbo su cinque entra in contatto con uno smartphone già nel primo anno di vita e fra i 3 e i 5 anni, l’80% è in grado di usarlo. Ma cosa facciamo per filtrare i contenuti e proteggere i dati personali dei minori? La soluzione totale si chiama MorphCast®

I genitori lo sanno: l’età in cui avvengono le prime esperienze d’intrattenimento attraverso uno smartphone o un tablet si sta abbassando sempre più. Un sondaggio condotto in Italia dal Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri, evidenzia che un infante su cinque entra in contatto con il telefonino addirittura nel primo anno di vita. L’80% dei bambini tra i tre e i cinque anni sa utilizzare lo smartphone o il tablet per aprire le app di gioco e quelle che riproducono i cartoni animati. Ma esiste un’età giusta per iniziare a navigare? Secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, smartphone e simili andrebbero vietati fino ai 10 anni, mentre molti pediatri americani li sconsigliano solo prima dei 24 mesi.
Comunque la si pensi, la sicurezza online è una priorità, a maggior ragione quando davanti allo schermo ci sono dei bambini.

Cynny è un’azienda fiorentina con sedi in USA, Regno Unito, e da qualche giorno anche in Cina. Particolarmente sensibile al tema della sicurezza online, Cynny ha sviluppato la tecnologia MorphCast® che possiamo vedere in azione sul nuovo sito www.morphcast.com e che, fra le altre cose, introduce un sistema innovativo per tutelare i dati degli utenti.

Per l’occasione, Cynny ha stilato dieci regole per proteggere i piccoli dalle insidie del Web.

  1. Scegliere i filmati su YouTube
    YouTube è l’app preferita dai piccoli, ma prima di fare per loro una ricerca di video è consigliabile disattivare la riproduzione automatica regolata dall’algoritmo e scegliere di persona ogni filmato che verrà visualizzato. Diffidiamo di quei titoli che riportano un ammasso di parole chiave attraenti per i piccoli
  2. Occhio alle chat
    Le chat sono il luogo preferito dai predatori della rete. Se vostro figlio non può fare a meno di chattare con i suoi coetanei facciamo in modo che utilizzi il nostro telefono e solo per qualche minuto.
  3. Leggere le informative
    Ogni servizio dovrebbe spiegare bene in che modo gestisce i dati personali degli utenti. Se le informative non sono chiare o non ci convincono, lasciamo perdere. Se dobbiamo creare un profilo utente è bene farlo insieme al proprio figlio, e conoscerne la password.
  4. Attenti ai permessi
    Quando, al momento dell’installazione, un’app ci chiede il permesso di accedere alle foto e alla rubrica, un’attenzione particolare andrebbe rivolta alla provenienza e affidabilità del programma. Se si ha un dubbio, meglio disinstallare subito. Particolare attenzione meritano le app che consentono di fare acquisti in-app; se sono serie, dovrebbero anche consentire di disattivarli o bloccarli.
  5. Attenzione ai link
    Quando scopriamo un sito o un’app che potrebbero interessare i nostri figli, sarebbe opportuno esplorare il contenuto e controllare che tipo di link e pubblicità propone. La presenza di collegamenti che portano a pagine esterne va considerato con sospetto, se non se ne conosce il contenuto.
  6. Impostare il parental control
    Prima di dare uno smartphone in mano a un bambino è necessario cambiare alcune impostazioni. Sia su Android, sia su iPhone, è possibile attivare il parental control per limitare l’accesso ad alcune app e bloccare gli acquisti. Inoltre, si possono filtrare i risultati dei motori di ricerca, tracciare la navigazione e impedire la cancellazione della cronologia.
  7. Google Play Store
    Per proteggere i propri figli da applicazioni non adatte alla loro età, sugli smartphone Android è possibile impostare un account Famiglia sul Google Play Store. In questo modo, quando il figlio vorrà scaricare un’applicazione dal proprio smartphone, i genitori riceveranno una notifica e dovranno fornire il consenso all’operazione.
  8. Utilizzare software specifici
    Esistono software pensati per garantire una navigazione protetta ai bambini. Di solito, tengono in considerazione due aspetti: le liste nere e l’analisi lessicale. Nella lista nera finiscono tutti i siti classificati come inadatti, mentre l’analisi lessicale controlla in tempo reale e censura le pagine che ospitano temi specifici, come razzismo, droghe, ecc. Il limite più grande di questi software sta nell’incapacità di analizzare contenuti in altre lingue o non testuali, come video e immagini.
  9. Computer in vista
    Se i nostri bimbi usano un computer fisso, il consiglio è di tenerlo in un luogo centrale della casa: in cucina, in salotto, ma non nella camera dei piccoli. Anche un tablet o uno smartphone andrebbero usati solo in aree da dove è possibile tenerli sotto controllo.
  10. Internet e la vita reale
    Far capire ai ragazzi che le azioni sul web possono avere conseguenze nella vita reale è fondamentale. Spieghiamo loro di non compilare mai nessun modulo senza la nostra autorizzazione e non rispondere mai a email o richieste di contatto.

Carlo Rosati vola nel CDA di Cynny

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Economia

Carlo Rosati entra nel CDA di Cynny Spa, con l’obiettivo di aiutare l’azienda a gestire l’attuale momento di crescita ed esprimere al massimo le proprie potenzialità. “Sono molto orgoglioso di entrare a far parte di una squadra che corre per qualcosa di così innovativo da rendere affascinante la sfida per il raggiungimento degli obiettivi di breve e di lungo termine”, ha dichiarato Carlo Rosati. La PMI innovativa guidata da Stefano Bargagni aggiunge un importante tassello a un team di altissimo livello e si prepara a un 2018 di fuoco.

Sono lieto di accogliere Carlo nel board di Cynny. La sua presenza porterà valore all’azienda, grazie alla sua professionalità ed esperienza di grande calibro. Conto su Carlo sia in questa fase di gestione della crescita, sia per l’aiuto che saprà darci per prepararci al momento in cui esploderà tutta la potenzialità ancora inespressa della società“.

Queste le parole di Stefano Bergagni Ceo di Cynny.

Carlo Rosati ha lavorato nella funzione finanziaria dal 1996, iniziando la propria carriera nella compagnia petrolifera Kuwait Petroleum Italia. Ha formato la propria esperienza nella consulenza alla Arthur Andersen MBA, dove è diventato Senior Advisor nel 1999. Nel 2001 entra in Seat Pagine Gialle in qualità di CFO della divisione internet Tin.it. Negli ultimi diciassette anni ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità nel Dipartimento Finanze di Alitalia Spa come Vice Presidente Pianificazione & Controllo e Contabilità Finanziaria. È dottore commercialista e abilitato al Registro dei Revisori.

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4ward365 diventa CoreView e riceve 20 Milioni di dollari da Insight Venture Partners

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Economia

CoreView, piattaforma leader globale nell’ ottimizzazione della gestione di Office365 con le funzionalità di management, tenant segmentation, security, administration, reporting e change management, annuncia oggi di aver ricevuto un investimento di 20 Milioni di dollari, oltre alla parte investita in equity, da parte della Insight Venture Partners, una società di Venture Capital e Private Equity di New York. 

CoreView è anche stata nominata da Gartner come “Cool Vendor” nel quadrante “Cool Vendors in Digital Dexterity and AI for the Digital Workplace”.

CoreView (www.coreview.com) era precedentemente nota come 4ward365, azienda italiana del gruppo 4ward (www.4ward.it). Il nuovo brand riflette la crescente importanza delle soluzioni cloud ed ibride per le aziende in grado di migliorare la gestione, il controllo e reportistica dei propri asset.

I soci di 4ward sono fieri che 4ward365 sia la prima azienda italiana a ricevere in investimento da parte di Insight Venture Partners.

Dal punto di vista societario nulla è cambiato in 4ward che continuerà il suo business di System Integrator guidata da Christian Parmigiani (COO) e Andrea Pichler (CTO) mentre David Mascarella e Ivan Fioravanti in CoreView ricopriranno il ruolo rispettivamente di Chief Strategy Office e Chief Technology Officer assieme al nuovo CEO David Moran, con il progetto di scalare il business della piattaforma a livello globale.

“Il team di CoreView ha creato un prodotto ed un’offerta senza eguali, e sono fiero di prendere il ruolo di CEO,” dice David Moran CEO CoreView, “la partnership con Insight Venture Partners significa avere accesso ad una serie di risorse globali oltre che la loro esperienza nello sviluppo del business e non vediamo l’ora di lavorare con loro per accelerare la crescita dell’azienda. Ora ci concentreremo nell’ampliare l’offerta nell’ecosistema della piattaforma Office365 e sullo sviluppo di soluzioni che contemplino la gestione delle componenti ibride oltre che altre soluzioni cloud.”

CoreView fornisce una suite completa di strumenti per la gestione della piattaforma Office365, ed in particolare:

  • La segmentazione in virtual tenant e relativa amministrazione,
  • Analisi dei costi e strumenti di ottimizzazione d’uso delle licenze,
  • Dati relativi all’uso ed adozione degli strumenti di produttività
  • Fornisce una piattaforma di formazione “just-in-time” per stimolare e guidare il change management, e infine
  • Un Sistema completo per migliorare la sicurezza e la compliance.

CoreView annovera già client in svariati settori sia negli Stati Uniti che in Europa e l’investimento di Insight Venture Partners accelererà la crescita su scala globale.

“CoreView è una soluzione unica nel suo genere che indirizza e semplifica numerose necessità che le aziende si trovano ad avere quando iniziano il loro percorso verso il cloud” dice Phil Vorobeychik, Principal di Insight Venture Partners. “Siamo davvero felici di dare il Benvenuto a Dave, David, Ivan ed a tutto il team CoreView nel nostro portfolio di investimenti e ci auguriamo di scrivere un nuovo capitolo emozionante della loro storia.” 

“Abbiamo investito e credito molto in questo progetto” dice Christian Parmigiani COO di 4ward, “è con estremo orgoglio che abbiamo portato un’eccellenza italiana all’attenzione di investitori esteri che vedono come noi il potenziale del cloud e del digitale come leva per la crescita e l’internazionalizzazione delle aziende”.

Le 10 regole d’oro per guadagnare su Airbnb e con gli affitti brevi

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Turismo

Massimizzare il guadagno da un affitto breve è possibile? Certo, ma occorre essere ottimi fotografi, conoscere il Codice Civile, comprendere il mercato immobiliare, parlare più lingue e avere molto tempo a disposizione. L’alternativa è affidarsi a un team di professionisti e guadagnare ogni mese.

Milano, 22 maggio 2018 – Per ottenere un ottimo guadagno su Airbnb, Booking e sulle principali piattaforme, bisogna seguire alcune regole prima, durante e dopo l’arrivo degli ospiti nell’appartamento. Per guadagnare bene è necessario affittare il maggior numero possibile di giorni, e perché ciò accada, occorre apparire con il proprio annuncio nelle primissime posizioni. Non è un lavoro semplice, è un impegno che richiede molto tempo, conoscenza del settore e alta professionalità. CleanBnB, leader italiano nella gestione degli affitti brevi, ha stilato un elenco di 10 regole d’oro per guadagnare con il proprio appartamento, regole che la startup milanese segue ogni giorno con il massimo della professionalità.

1) Conoscere le regole

Conoscere e comprendere le normative che regolano questo settore in continua evoluzione è essenziale. Un buon punto di partenza potrebbe essere la lettura del Codice Civile, la parte che tratta la disciplina delle locazioni, in particolare quelle degli immobili per finalità turistiche. A seconda della località, è necessario conoscere le leggi regionali e i regolamenti comunali che regolano il settore, e procedere con gli adempimenti burocratici richiesti, come la registrazione in questura dei dati degli ospiti e la tassa di soggiorno. Bisogna sempre essere aggiornati, perché normative e regolamenti spesso sono oggetto di modifiche. Non si può affrontare l’argomento con leggerezza, perché il rischio di incorrere in sanzioni è elevato e la normativa è in continua evoluzione.

 2) Ottenere la massima visibilità

Per ottenere il massimo guadagno da un affitto breve è fondamentale essere presenti con il proprio annuncio sui principali siti del settore (AirBnB, Booking, HomeAway e molti altri). La presenza su questi canali però non è sufficiente, bisogna essere ai primi posti nelle ricerche. Perché ciò accada, bisogna caricare annunci in più lingue, con ampie descrizioni e foto professionali. Un altro aspetto importante, quando si è presenti su più siti contemporaneamente, è la sincronizzazione del calendario sul quale sono aggiornate le date disponibili. Senza dimenticare l’importanza dei canali offline: accordi con operatori del settore turistico, con le aziende, con strutture sanitarie e università, risultano essenziali soprattutto per quelle zone più sensibili alle variazioni stagionali.

3) Scattare foto professionali
Sono la prima cosa che cattura lo sguardo di chi visita un sito di annunci. Per questo devono essere di livello professionale. Nella maggior parte dei casi, le foto determinano l’interesse del potenziale ospite per un annuncio piuttosto che un altro, e lo convincono a considerare gli altri aspetti: posizione, tariffa, etc. È un dato di fatto che gli annunci con foto professionali ottengono posizioni migliori nei risultati di ricerca. Oltre che ben curate, le foto devono mostrare tutte le stanze e cogliere l’appartamento da diverse posizioni. Bisogna essere chiari e non nascondere eventuali difetti, che l’ospite scoprirà durante il soggiorno e non mancherà di riportare in una recensione negativa. Caricare scatti fatti con il proprio smartphone non è sempre la scelta migliore.

4) Gestione dinamica delle tariffe

Inutile dire che la tariffa deve essere competitiva, ma deve anche essere congrua con il mercato e con il pubblico che si vuole attirare. Per stabilire un prezzo competitivo è necessario verificare non solo gli annunci degli altri appartamenti simili presenti nella stessa area, ma anche i prezzi degli alberghi. Per massimizzare gli introiti, è molto importante che il prezzo vari non solo in base alla stagione, ma anche allo svolgimento d’importanti manifestazioni che si tengono in quell’area. È altresì importante stabilire una tariffa minima, da applicare durante la bassa stagione, che permetta di coprire i costi di gestione assicurando al proprietario comunque un buon rendimento. Si tratta quindi di un lavoro di ricerca, di strategia e di tattica, che occorre perfezionare giorno per giorno.

5) Descrivere l’appartamento in modo obiettivo

Occorre mettersi nei panni del potenziale ospite facendo una lista di tutte quelle informazioni che desidererebbe conoscere prima di prenotare. Nella descrizione è giusto evidenziare ciò che rende l’appartamento unico e tutti gli aspetti positivi, ma è fondamentale che la descrizione sia obiettiva e trasparente. Non bisogna promettere dotazioni che in realtà non ci sono, e riguardo la posizione, bisogna essere accurati: se l’appartamento affaccia su una via che di notte diviene il centro della movida della città, è necessario scriverlo, in modo che sarà preso in considerazione da ospiti che amano quel genere di situazioni, e non da persone che cercano la tranquillità e il silenzio. In questo modo si eviteranno delle cattive recensioni. Da non sottovalutare poi la necessità dotarsi di una descrizione multilingue.

6) Rispondere velocemente

Una volta inserito l’annuncio, bisogna gestire le richieste dei potenziali ospiti. La velocità con cui si risponde è un fattore chiave: rispondere entro 1 ora offre ottime possibilità di comparire nelle prime posizioni delle ricerche sui portali di affitti brevi. La regola di molti portali vuole che si debba rispondere almeno entro le 24 ore, e non è ammissibile farlo dopo qualche giorno o, addirittura, non rispondere. Se ciò accade, il rischio di essere penalizzati nelle ricerche è molto alto. Importante è anche il tono della risposta, che deve trasmettere un senso di gentilezza, disponibilità ed accoglienza, e allo stesso tempo serietà e competenza.

7) Accogliere di persona

Sempre più spesso, soprattutto a chi abita in una grande città, si presenta la scena di una coppia di turisti fermi davanti a un portone con le proprie valigie, in attesa che qualcuno si presenti con le chiavi dell’appartamento che hanno affittato. Non è certo un bel modo di cominciare una vacanza. Occorre sempre contattare gli ospiti con dovuto anticipo rispetto all’arrivo, ed è doveroso farsi trovare sul posto. Nel caso (frequente) in cui ci sia un ritardo nell’arrivo degli ospiti, bisogna essere molto flessibili e venire incontro alle loro esigenze. Quando l’ospite entra nell’appartamento, dovrà trovare tutto in perfette condizioni, pulito e profumato. Lasciare una bottiglia d’acqua in frigo, soprattutto d’estate, è un gesto che non passa inosservato.

8) Pulire con attenzione

Quando un ospite termina il proprio soggiorno, l’appartamento va pulito accuratamente e preparato per il successivo. Le pulizie e il riordino vanno fatti con grande attenzione e non sono ammesse, per esempio, lenzuola stropicciate o la presenza di polvere sui soprammobili. L’ospite deve avere a disposizione asciugamani puliti, coperte, lenzuola, prodotti da bagno e tutto il necessario per godersi il soggiorno. L’ambiente che l’ospite trova deve rispecchiare quanto è stato visto e letto nella presentazione online. Un bagno sporco o la presenza di capelli nella doccia portano solo cattive recensioni e allontanano i futuri clienti.

9) Controllare eventuali danni

Quando termina il soggiorno, non solo è necessario recuperare le chiavi, ma è importante svolgere un attento controllo all’interno dell’appartamento per verificare che tutto sia in ordine, così da prepararsi per un nuovo ospite. Per non trovarsi ad affrontare spese impreviste è fondamentale assicurare l’appartamento contro eventuali danni causati dagli ospiti. A tale riguardo CleanBnB garantisce la copertura assicurativa al proprietario e lo tiene costantemente aggiornato con i report di gestione.

10) Ottenere ottime recensioni

Svolgere le attività su indicate con professionalità è il modo migliore per ottenere ottime recensioni da parte degli ospiti, feedback che condizionano in modo positivo le ricerche di appartamenti su siti come AirBnB, Booking, HomeAway e molti altri. Nel settore dell’home sharing, le buone recensioni fanno crescere la reputazione del proprietario, incidendo sul posizionamento dell’annuncio sui motori di ricerca. L’obiettivo è di diventare quello che Airbnb definisce “Superhost”, in altre parole far parte di quella categoria di proprietari che hanno ricevuto una valutazione tramite recensione non inferiore a 4,8 stelle su 5, (oltre ad aver risposto entro 24 ore almeno nel 90% dei casi, ospitato almeno 10 soggiorni l’anno e aver effettuato zero cancellazioni). I Superhost di Airbnb guadagnano il 22% in più rispetto agli altri proprietari (dati interni a Airbnb).

Spinti dalla speranza di un facile guadagno con il minimo sforzo, molti proprietari di appartamenti affrontano da soli il mercato degli affitti brevi restando delusi dai risultati ottenuti. Per massimizzare il ricavo, è necessaria la professionalità di un partner come CleanBnB, in grado di affrontare e gestire al meglio i diversi fattori che incidono sulla rendita derivante da un affitto a breve termine. Il proprietario non deve fare nulla: pensa a tutto CleanBnB.

Privacy e sicurezza dei dati personali? La soluzione definitiva si chiama MorphCast®!

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Quello della privacy è un tema caldissimo, soprattutto in questo periodo. Conosciamo tutti le ultime vicende di Facebook e siamo d’accordo sul fatto che la tecnologia dovrebbe sostenere la libertà e la segretezza dei dati degli utenti. Eppure, fino ad oggi, nessun sistema è stato progettato per considerare seriamente questa situazione e offrire un’alternativa valida. Ebbene, noi siamo in grado di farlo”. Queste le parole di Stefano Bargagni, fondatore di Cynny Spa, l’azienda che ha sviluppato MorphCast®, una tecnologia che promette di rivoluzionare il marketing, la user experience delle persone e il Web in generale.

Che cosa è MorphCast®

MorphCast® è un nuovo formato multimediale adattativo che coinvolge il pubblico e protegge la privacy. Lo fa attraverso una tecnologia innovativa in grado di riconoscere l’età, il sesso e le espressioni di una persona davanti allo schermo. Tutto questo senza comunicare tali informazioni al sito che si sta visitando. Una vera rivoluzione che trasforma l’individuo in una parte attiva nel suo rapporto con la Rete. Oggi, quando ci colleghiamo a un sito, la nostra posizione, i nostri gusti, le nostre azioni vengono memorizzate con lo scopo di profilarci e inserirci all’interno di un cluster di dati. Con MorphCast® tutto questo si ribalta. “Se mi collego a un grande negozio online che sfrutta questa tecnologia, vedrò subito prodotti maschili o femminili a seconda del mio sesso, e mi verranno proposti oggetti che mi piacciono perché sarà la mia espressione a indicare apprezzamento o indifferenza. La grande novità è che tutte queste informazioni restano sempre nel mio computer, in un profilo privato che non è accessibile a nessuno”.  Spiega Stefano Bargagni. Una rivoluzione totale che permetterà alle aziende di fornire contenuti mirati e all’utente di vedere solo contenuti graditi, eliminando definitivamente qualunque problematica relativa alla privacy.

Come funziona MorphCast®

MorphCast® è un nuovo formato video, ma declinabile in ogni ambito del Web. È perfetto per inserzionisti, marchi e produttori cinematografici perché offre agli spettatori un’esperienza visiva più coinvolgente che mai. È già stato sviluppato ed è in grado di adattare il contenuto digitale alle emozioni e alle interazioni demografiche dello spettatore. Ciò significa che i film lineari possono essere facilmente trasformati in film interattivi che rispondono nativamente a ciascuno spettatore. Senza bisogno di scaricare o installare alcuna app, ogni smartphone, tablet o PC è in grado di eseguire il formato MorphCast® semplicemente tramite una URL. “A differenza dello streaming video lineare, MorphCast® viene montato in tempo reale nel browser. L’URL di un MorphCast® può essere condivisa rapidamente e facilmente sui social network, chat, spazi pubblicitari come banner, pulsanti, skyscrapers page e così via. Ogni MorphCast® interagisce con MySignature residente nel dispositivo dell’utente e aumenta la precisione del suo profilo, combinandosi con ciò che lo spettatore vede nelle varie scene e le emozioni che sperimentano”. Racconta Filippo Valente, product manager in Cynny.

Che cosa è MySignature

MySignature è un profilo privato che si appoggerà presto su blockchain. In linguaggio più tecnico possiamo dire che è un file HTML5 storage del browser, progettato per proteggere completamente la privacy degli utenti in una nuova generazione di formati multimediali. Attraverso questo sistema è l’utente a prelevare da un sito quello che gli interessa, ma nessuno potrà accedere ai suoi dati e usarli. “Il progetto si basa sulla nostra piattaforma tecnologica per creare e divulgare MorphCast® realizzata dal team di Firenze. Siamo sicuri di poter stravolgere le attuali regole del gioco della pubblicità digitale stabilendo un nuovo paradigma nel mercato e diffondendo i formati MorphCast® e MySignature in numerosi casi d’uso B2B e B2C. Il nostro progetto è indipendente e autofinanziato” precisa Stefano Bargagni.

Perché investire in MorphCast®

In questo momento è attiva sulla piattaforma CrowdFundMe una campagna di equity crowdfunding ed è l’occasione giusta per puntare su questa tecnologia e sul futuro.
I motivi per investire sono tanti. Eccone alcuni:

  • MorphCast® è il sistema migliore per partecipare attivamente a un cambiamento epocale nella storia di Internet. Questa tecnologia è probabilmente la soluzione migliore nel mercato della pubblicità digitale per massimizzare il coinvolgimento degli utenti.
  • MorphCast® è un ottimo prodotto per inserzionisti, marchi, cineasti e per tutti gli utenti di Internet che desiderano creare video in grado di adattarsi automaticamente al pubblico e condividerli attraverso la propria rete.
  • MorphCast® è il risultato di anni di ricerca e ingegneria delle tecnologie più avanzate applicabili ai browser.
  • È un sistema che porta vantaggi a tutti e risolve a priori il problema sempre più pressante della privacy e della gestione/conservazione dei dati.
  • Cynny è un’azienda solida, fondata da Stefano Bargagni, lo stesso che nel 1993 ha lanciato CHL, il primo sito di e-commerce attivo già un anno prima di Amazon.
  • Cynny ha depositato 3 brevetti negli Stati Uniti, 1 concesso, 2 in attesa. Con sede a Firenze, con la sua controllata Cynny Inc. in California, Cynny ha 30 dipendenti a tempo pieno, tra cui 26 ingegneri con 4 dottori di ricerca all’interno del team tecnologico
  • Cynny è una PMI Innovativa e le quote investite nel progetto possono essere detratte al 30%.

Guarda subito MorphCast® in azione!

Un esempio di come lavora questa tecnologia è disponibile al link bossbuster.net 

Informazioni su Cynny

Cynny Spa è stata fondata nel 2013 da Stefano Bargagni, un pioniere tecnologo e imprenditore. Nei primissimi giorni di Internet, nel 1993, ha fondato il primo sito di e-commerce, CHL, attivo già un anno prima del lancio di Amazon. Da allora Cynny ha sviluppato tecnologie basate su browser focalizzate sull’interazione tra uomo e macchine con un alto potenziale di mercato.

Cynny ha depositato 3 brevetti negli Stati Uniti, 1 concesso, 2 in attesa. Con sede a Firenze (Italia) con la sua controllata Cynny Inc. in California, Cynny ha 30 dipendenti a tempo pieno, tra cui 26 ingegneri con 4 dottori di ricerca all’interno del team tecnologico.

Per saperne di più
www.cynny.it
White Paper: MorphCast white paper
Demo online MorphCast
Video https://goo.gl/jEZrER

Il progetto
Il progetto si basa sulla nostra piattaforma tecnologica per creare e divulgare MorphCast® realizzata dal team di Firenze. Siamo sicuri di poter stravolgere le attuali regole del gioco della pubblicità digitale stabilendo un nuovo paradigma nel mercato e diffondendo i formati MorphCast® e MySignature in numerosi casi d’uso B2B e B2C.
Il nostro progetto è indipendente e autofinanziato.

CleanBnB raccoglie 500mila euro su CrowdFundMe

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Economia

Gli investitori italiani sono certamente più prudenti, ma sanno riconoscere benissimo un buon affare se questo viene presentato in modo serio e trasparente. 500mila euro raccolti in poche settimane ne sono la prova lampante. Il risultato è andato oltre le più rosee aspettative e tutto il lavoro svolto in questi due anni ci ha premiato. I clienti hanno imparato a riconoscere il nostro brand, gli investitori hanno compreso e colto al volo l’opportunità. Insomma, non potevamo davvero sperare di meglio”. Sono le dichiarazioni di Francesco Zorgno, socio fondatore di CleanBnB, rilasciate a caldo, alla chiusura della campagna di equity crowdfunding sul portale CrowdFundMe.

Chi sostiene che l’equity crowdfunding in Italia non funziona, si sbaglia di grosso. La raccolta di fondi al pubblico da noi è solo più complessa rispetto ad altri Paesi, ma quando il business di un’azienda è chiaro, la sua affidabilità riconosciuta e il settore in grande espansione, i risultati non deludono. “Reputavamo realistico raggiungere l’obiettivo di raccolta di 100mila euro, ma nessuno avrebbe immaginato di riuscirci già in poche ore e poter celebrare il risultato addirittura all’evento di presentazione organizzato per i nostri investitori”, continua Zorgno. La società infatti puntava a un obiettivo minimo di 100mila euro lasciando la possibilità di overfunding fino a 500mila euro massimi. Traguardo che la startup ha raggiunto in poco più di 20 giorni rispetto ai 60 previsti, grazie a oltre 200 investitori, con una valutazione della società pari a 4,5 milioni di euro.

Pur avendo grandi aspettative dalla raccolta di CleanBnB, la velocità con la quale abbiamo concluso la campagna ci ha lasciato stupiti. È stata sicuramente premiata la serietà del progetto e del team, che hanno saputo esporre in maniera chiara ed esaustiva la storia di una startup dalle grandissime potenzialità. La seconda campagna di crowdfunding di CleanBnB, record di raccolta sul nostro portale, è inoltre una bellissima storia da raccontare in quanto si tratta della prima società, che abbiamo lanciato 2 anni fa, che ha saputo accrescere e valorizzare gli investimenti dei nostri primi utenti sottoscrittori. Un grandissimo esempio di come dovrebbe essere svolta una campagna di equity crowdfunding non solo in termini di capitali raccolti ma anche di organizzazione e professionalità” ha dichiarato Tommaso Baldissera, CEO di CrowdFundMe.

Le scelte dell’azienda

Quello di CleanBnB è un successo che in realtà non sorprende, ma rappresenta il frutto di un lavoro minuzioso, svolto per creare e posizionare un brand oggi universalmente riconosciuto come il più diffuso operatore nazionale nel mercato della gestione degli affitti a breve termine. “CleanBnB adotta un modello di business scalabile e sostenibile sui grandi numeri. Questo, insieme alla riconoscibilità del brand sono stati due elementi distintivi su cui abbiamo puntato tutto nei primi due anni di crescita, e che hanno messo le basi per un solido vantaggio competitivo”. Continua Francesco Zorgno. “CleanBnB è una startup, un’azienda, ma anche una squadra di persone altamente motivate. Un team forte, strutturato e con competenze professionali di altissimo profilo in tutte le funzioni e in tutte le città in cui operiamo. Le persone sono il nostro vero e ineguagliabile punto di forza. A questo si affiancano i fatti: il volume d’affari ormai consolidato e il portafoglio immobili in continua espansione sono la migliore garanzia di sostenibilità della nostra attività anche nel futuro”.

Una grande opportunità per tutti
Numeri alla mano, CleanBnB si è dimostrata una valida scelta di investimento per tutti coloro che, diventando soci della startup, hanno creduto nel progetto nel corso degli anni.

Nel mondo degli affitti brevi, d’altra parte, la società ha saputo costruire un marchio solido e riconosciuto dal mercato. Ogni giorno il team di CleanBnB è pronto per una doppia sfida: massimizzare le rendite per i proprietari che in Italia hanno affidato in gestione i loro appartamenti, e accogliere in modo impeccabile gli ospiti da tutto il mondo che scelgono gli immobili gestiti dalla società, garantendo un servizio di qualità.