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Errore dell’Ue sulle auto elettriche, emissioni superiori dei diesel

Scritto da gabriele.russo il . Pubblicato in Automobili

Uno studio condotto dall’Ifo di Monaco, uno dei centri di ricerca economica più influenti in Germania e spesso noto per le posizioni da “falco” in materia fiscale e monetaria, si è dedicato alle emissioni complessive del ciclo di vita delle auto elettriche. La conclusione della ricerca, che vede fra gli autori è l’ex presidente dell’Ifo, Hans-Werner Sinn. è la seguente: “Le auto elettriche difficilmente contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO2 tedesche nei prossimi anni, poiché l’introduzione delle auto elettriche non comporta di per sé una riduzione delle emissioni di CO2 nel traffico stradale”. I risultati dello studio, pubblicato lo scorso aprile, hanno sollevato numerose polemiche sulle ipotesi di fondo, alle quali l’Ifo ha diffusamente risposto. Studi precedenti sullo stesso argomento, da parte di altri gruppi di ricerca, avevano dato risultati diametralmente opposti.

L’analisi mette a confronto le emissioni di CO2 complessive di due vetture: una Tesla Model 3 e una Mercedes C220 diesel. Oltre alle emissioni relative all’utilizzo, vengono tenute in considerazione quelle relative alla produzione della batteria e la “carbon intensity” dell’elettricità – necessaria per la ricarica del veicolo. Per carbon intensity si intende la quantità di CO2 che viene emessa per la produzione di elettricità, date le fonte di approvvigionamento della nazione. Nel caso tedesco, nel 2018 il 52% dell’energia è derivata da combustibili fossili, per un totale di 550 grammi di CO2 emessi per chilowattora prodotto. (In Italia tale valore è circa 100 grammi più basso, ma sempre superiore alla media europea).

Al termine del confronto, emerge che le emissioni di CO2 per chilometro percorso vedono la Tesla soccombere al confronto con la berlina media di casa Mercedes.

La critica più pregnante contenuta nello studio, però, è rivolta all’Unione Europea. Infatti, nel calcolo delle emissioni medie, l’Ue considera le auto elettriche completamente esenti dalla produzione di CO2, in quanto nel luogo di utilizzo esse sono interamente carbon-free. L’Ifo sostiene che le norme dell’Ue sono un “inganno rivolto alla politica industriale” volto ad alterare la competizione e gli equilibri fra i produttori di automobili europei.

L’Ifo argomenta inoltre che “i motori a combustione alimentati a gas naturale sono una tecnologia di transizione ideale verso le auto a idrogeno nel lungo termine o ‘a metano verde’. “A tale riguardo, si può solo consigliare al governo federale di promuovere la tecnologia dell’idrogeno e del metano nello spirito di apertura della tecnologia”, ha sottolineato il professor Sinn (noto anche per essere stato consigliere della cancelliera Angela Merkel).

Nccr

Itinerari in Barca a Vela tra le Isole Eolie

Scritto da gabriele.russo il . Pubblicato in Italia, Turismo, Viaggi

L’arcipelago delle Eolie è composto da sette isole principali, tutte di origine vulcanica, nel complesso chi le visita le pone in cima alla lista dei luoghi più affascinanti del mondo per via delle loro incomparabili bellezze costiere e subacquee e per i fondali tra i più ricchi di specie marine di tutto il Mediterraneo. é grazie alla loro importanza in ambito geologico e naturalistico per cui l’Unesco, nel 2000, ha inserito le isole Eolie nella “World Heritage List”. Da 200 anni, infatti, le sette sorelle dell’arcipelago (Lipari, Panarea, Vulcano, Stromboli, Salina, Alicudi, Filicudi) rappresentano uno straordinario campo di ricerca per geologi provenienti da tutto il mondo. Le sette sorelle, sette isole di origine vulcanica, l’una diversa dall’altra nei paesaggi e nel carattere, l’ambiente ideale per passare una settimana è sicuramente in barca a vela, all’insegna del relax e della spensieratezza.
Stromboli
Stromboli è pura magia, fascino selvaggio, quasi istintivo. Quando il nostro corpo percepisce il tremolio del vulcano, così silente ma chiaramente percepibile non solo dai piedi ma da ogni senso del corpo, si sente la vita della terra, magari mentre si sorseggia un negroni per l’aperitivo in piazzetta, o per il cannolo mattutino, tutto per mantenere alta la glicemia della sera precedente. Si’ perché Stromboli è un’isola dove ci si diverte, isola di passioni, di balli senza musiche troppo forti, magari sulla spiaggia nera. Non per nulla qui Rossellini conquistò Ingrid Bergman e ci fece il film, Stromboli appunto, proiettato ogni settimana nel teatrino all’aperto. Da non perdere anche Ginostra, un borgo in miniatura dove l’elettricità è giunta nel 2006… Prima di allora tutta la serata, dal calamaro ripieno, al ballo sul sagrato della chiesa, al bacio della buonanotte, era a lume di candela. Stromboli è l’isola da non perdere, perché entra nel cuore, per restarci per sempre.
Panarea
Panarea è l’Ibiza dell’arcipelago, ma al posto di inglesi e tedeschi troviamo napoletani e romani, che hanno colonizzato le lussuose ville della meravigliosa isola. Si conoscono più o meno tutti, e di inverno si incontrano a Cortina. Spettacolari le scogliere e l’acqua di Cala Nave e di Basiluzzo, ai tempi che furono templio del cappero. Meno appariscenti ma forse più affascinanti i dintorni di Cala Giunco, dove ancorare però è vietato, o forse anche no (chiedete a Compamare Lipari per comprendere le bizze del momento). Ristoranti e vita notturna sono eleganti e, come si suol, dire, ‘esclusivi’, appannaggio dei locali e ospiti dei due alberghi. Il foresto non si sente particolarmente benvenuto. Ma Panarea va vista e ammirata soprattutto di giorno, e specialmente per la sua incredibile acqua trasparente, la più ammaliante dell’arcipelago.
Salina
Salina è l’isola dove investire nell’immobiliare, senza necessariamente acquistare la casa dove Troisi e Noiret hanno girato ‘Il Postino’. Non ha il fascino passionale di Stromboli ma i suoi due vulcani sono spenti, ha una splendida varietà di territorio che va dalla spiaggia, al vigneto alla falesia al campo coltivato, ha 4 splendidi paesi uno diverso dall’altro, una splendida pescheria e le granite più famose dell’arcipelago. Il navigatore troverà sollievo, fuori stagione, nel piccolo porticciolo di Santa Marina, mentre in alta stagione dovrà presumibilmente ancorarsi poco a sud dello stesso, salvo i soliti santi in paradiso, ma la discesa a terra sarà premiata da ottimi ristoranti, deliziose passeggiate, gite in motoretta non necessariamente corredate di casco, e un ottimo vino locale, prodotto per lo più da una famiglia tedesca, che sembra però avere trovato una produttività da nozze di Canaan viste le bottiglie che produce in quel minuscolo lembo di terra a nord di Santa Marina, vicino al faro. Salina è da non perdere, sia per i miracoli che per la poesia.
Filicudi
Filicudi è l’isola che meno di tutte somiglia a un vulcano, una collina verde e ripida stiracchiata leggermente verso est, a creare un ‘porto’ sui generis, in mezzo a un mare di cristallo blu. Anche Filicudi ha i suoi aficionados, che rifuggono la mondanità di Panarea e l’alternatività di Stromboli. Filicudi è silenzio, cene dall’’avvocato’ a Pecorini, tramonti sullo stupendo scoglio ‘La Canna’ intorno al quale val la pena ormeggiarsi nelle giornate tranquille, per scoprire i fondali ed avere la sensazione di essere ancorati in mezzo al Mediterraneo.
Lipari
Lipari, l’isola più grande, ha un delizioso centro urbano vicino al porto, un paio di ormeggi spettacolari sulla costa, ahimè ovest quindi meno protetta, e una famosa miniera di talco da cui rotolarsi. Sarebbe una destinazione da sogno in quasi ogni mare del mondo, ma alle Eolie, Ubi Maior…
Vulcano
Vulcano è il secondo cratere attivo dell’arcipelago, e richiede solo una camminata di un’oretta per la vetta, mentre Stromboli esige 3 ore di scalata. Certo il premio per la fatica è proporzionato. Due antichi crateri secondari hanno formato due baie molto protette, il porto di Levante e quello di Ponente. Purtroppo la situazione a terra, unito all’aroma dei fanghi sulfurei che molti amano, non ne fa una destinazione ideale.