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faberrimo

Giornalista on line. Curo la stesura di articoli per diversi siti.

Fecondazione assistita low cost: pro e contro

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione assistita low costQuando una coppia sceglie di intraprendere la strada della fecondazione assistita, ci sono una miriade di problemi da risolvere: la scelta del professionista al quale affidarsi, l’impatto psicologico e le conseguenze sulla coppia, le terapie e ultimo, ma non ultimo, l’impegno economico. Con la crisi che ha colpito indistintamente e globalmente ogni nazione, anche nel settore della procreazione medicalmente assistita, c’è stato un fiorire di tecniche e offerte “low cost” per ottenere la tanto desiderata gravidanza.

Se si abbattono i costi, si abbattono anche i pazienti?
Tra le soluzioni che ultimamente hanno avuto maggiormente eco on line c’è la procedura elaborata da Jonathan Van Blerkom dell’Università del Colorado che, con un uso ridotto di farmaci e strumenti molto comuni è riuscito ad abbattere considerevolmente le spese di una fecondazione assistita. Certo, la possibilità di abbattere i costi è uno degli obiettivi primari di ogni centro per la fecondazione assistita e, ogni professionista che si rispetti, non consiglierebbe mai più esami o più terapie, oltre quelle strettamente indispensabili, ma queste tecniche sono sicure? E che percentuali di successo ci sono?

La salute della madre e del bambino non hanno prezzo.
Abbiamo chiesto al dottor Antonio Scotto, direttore del Centro Fecondazione Assistita per lo studio e la terapie delle coppie infertili, un parere su questa e sulle altre soluzioni “low cost” proposte dal mercato. “Una delle cose che in molti sottovalutano” ci dice il dottor Scotto, “è che quando si praticano tecniche di fecondazione assistita si deve affrontare un un processo piuttosto complesso, che ha nell’altissima personalizzazione il vero punto che ne può garantire il successo. Nello specifico, la tecnica sviluppata Jonathan Van Blerkom, ha sicuramente dei vantaggi economici, ma, ad esempio, l’analisi dell’embrione da impiantare, viene fatta con un semplice microscopio, cosa che personalmente non mi darebbe la giusta tranquillità nel proporre l’impianto dello stesso a una coppia e, in ogni caso,  sia la fecondazione in vitro, che l’impianto sono solo due dei passi che si devono fare per avere una gravidanza con la procreazione medicalmente assistita. “In definitiva, in questo caso, l’abbattimento dei costi prevede un conseguente abbattimento di quella che potremmo definire “qualità dell’intervento”?
“Di solito è così. Ad esempio nell’Europa dell’Est ci sono diversi centri che propongono soluzioni molto economiche, il che non significa automaticamente che non siano delle buone strutture, ma sicuramente, è meglio preoccuparsi più della salute della madre e del bambino, piuttosto che di quanto si può risparmiare, se risparmiare significa rischiare la salute delle persone che si amano”.

Centro Fecondazione Assistita Roma, Milano, Napoli

Infertilità maschile: spermatozoi più potenti con l’aiuto di un’alga

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione assistita: SpermatozoiUtilizzando la tradamixina, ingrediente di un composto naturale antiossidante, associato a un antiestrogeno, si è avuto un incremento del 46% di gravidanze rispetto alla procedura che utilizza solo l’antiestrogeno. Questi sono i risultati riscontrati in una ricerca condotta dall’Università Federico II di Napoli e dall’Ospedale partenopeo Santa Maria delle Grazie, che è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Journal of Steroids & Hormonal Science.

Anche “Lui” è responsabile!
Questa scoperta, in un panorama nel quale di solito la donna è vista come principale attore nelle criticità legate al concepimento, riequilibra in qualche modo il ruolo del maschile anche nella gestione dei problemi di fertilità, che, da statistiche recenti, colpiscono circa il 15% delle coppie.
Al momento, nel nostro paese, gli uomini che hanno problemi di fertilità superano i due milioni, attestando sul 25% i casi di mancato concepimento con cause di derivazione maschile.
Partendo da questo scenario, i ricercatori dall’Università Federico II di Napoli, hanno somministrato per sei mesi la tradaximina, ipotizzando che potesse influenzare in modo sensibile le possibilità di procreazione in soggetti con problemi di infertilità.

Un ingrediente completamente naturale.
Questo ingrediente, presente in un integratore alimentare a base di Alga Eklonia Bicyclis, Tribulus Terrestre e Glucosamina, associato a un farmaco antiestrogeno, ha migliorato significativamente la fertilità maschile. I pazienti, suddivisi in tre gruppi hanno ricevuto trattamenti differenti: ad un gruppo è stato somministrato la tradamixina e un farmaco antiestrogeno, a un altro solo il farmaco estrogeno e, infine, al terzo, è stato somministrato un placebo, valutando il numero delle gravidanze spontanee, la motilità progressiva e il numero degli spermatozoi. Il primo gruppo, al quale è stata somministrata tradamixina e antiestrogeno, ha prodotto 13 gravidanze; il gruppo col solo antiestrogeno 6 e Il gruppo dei placebo 2. Grazie a queste verifiche è stato individuato un trattamento del tutto naturale, il Tradafertil, che senza effetti collaterali, unisce le proprietà della tradamixina al Myo inositolo, che con la sua azione antiossidante naturale, è un concreto sostegno della fertilità maschile.

Tutta colpa dello stress!
Tra le cause di infertilità negli uomini lo stress ossidativo sembra essere da sempre tra i motivi principali di infertilità. Infatti, se diminuisce l’energia della quale lo spermatozoo necessita per fecondare l’ovulo, si riduce di molto la capacità di poter dare l’inizio a una gravidanza. Inoltre, i fattori ambientali che alimentano un’azione ossidativa dannosa per la formazione e la motilità degli spermatozoi sono davvero tanti, senza considerare che anche il percorso che porta a una gravidanza, utilizzando tecniche di procreazione medicalmente assistita, è frequentemente fonte di uno stress psico fisico notevole per l’uomo, incidendo pertanto anche sulla performance sessuale. Il Tradafertil, oltre a migliorare la capacità di fecondazione dell’uomo, ne potenzia le funzionalità sessuali maschile. In questo processo di energizzazione del sistema riproduttivo maschile la tradamixina, ingrediente che sta alla base dell’integratore per la fertilità, è la protagonista principale. Composta da Tribulus Terrestre, che stimola la produzione di testosterone, dall’Alga Eklonya Bicyclis, efficacissimo antiossidante che promuove la produzione di ossido di azoto, neurotrasmettitore dell’erezione, e ,infine dalla Glucosamina, che aumenta i livelli di ossido di azoto.

E se non funziona? C’è sempre la fecondazione eterologa.
“I dati di questa ricerca sono davvero interessanti” ci dice il Dottor Scotto, Direttore Centro di Fecondazione Assistita per lo studio e la terapia per la coppia inferitile. “Naturalmente” – continua – “per alcune patologie, dove la fertilità maschile è completamente compromessa, c’è sempre l’opportunità di ricorrere alla fecondazione eterologa, tenendo però ben presente, che questa, più di ogni altra pratica, può avere un impatto psicologico piuttosto consistente da sostenere per la coppia. In questi casi, nei centri internazionali per la procreazione eterologa medicalmente assistita, come il CIFE, il supporto psicologico da parte di professionisti del settore, è parte integrante delle pratiche di fecondazione assistita. In ogni caso” – continua il Dottor Scotto “Un rimedio di questo tipo, con un impatto percentuale così cospicuo, può essere considerato un vero miracolo della natura, ma anche in questo caso vale la precauzione di sempre: parlatene col vostro terapeuta e non curatevi da soli, cavalcando entusiasmi statistici, nei quali per qualche motivo, potreste non rientrare.”

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli, Milano

Fecondazione Assistita: DNA senza pericoli? Ecco come con l’NGS

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

NGSLa frontiera delle tecniche di preimpianto si è spostata un po’ più in là. Il team di ricerca, guidato da Dagan Wells dell’Università di Oxford, ha esaminato il DNA di un futuro nascituro con una tecnica innovativa e rivoluzionaria, per verificare l’assenza di malattie ereditarie avvalendosi della NGS, ovvero della Next Generation Sequencing.

Questa tecnica, utilizzata per valutare gli embrioni, permette di venire a conoscenza rapidamente circa la presenza di malattie ereditarie o anomalie cromosomiche che potrebbero mettere a rischio la vita del bebè. Questa procedura è stata verificata dal team dell’università inglese su quarantacinque embrioni affetti da anomalie genetiche. Confortati da risultati incoraggianti, Dagan Wells e i suoi l’hanno proposta e sperimentata su due coppie che stavano praticando la fecondazione in vitro.
Grazie a questo rivoluzionario metodo di sequenziamento è stato possibile selezionare un singolo embrione per ognuna delle coppie, che, una volta impiantato, ha dato luogo a un gravidanza assolutamente nella norma, mettendo al mondo, nel giugno scorso un bambino assolutamente sano.

Questo studio, presentato negli scorsi giorni a Londra, in occasione del Congresso della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre), può essere foriero di importanti novità nel settore della fecondazione medicalmente assistita e abbiamo chiesto al dottor Antonio Scotto, esperto del settore e direttore del Centro di Fecondazione Assistita per la cura e la terapia della coppia infertile, le possibili ricadute: “Questa nuova generazione di tecniche di sequenziamento – osserva il dottor Scotto – aumenta notevolmente la possibilità di rilevare anomalie genetiche e aiuta ad identificare gli embrioni che hanno le più alte possibilità di portare a una gravidanza normale. Tutto ciò – conclude il dottor Scotto – dovrebbe far incrementare il tasso di successo della fertilizzazione in vitro, anche per la fecondazione eterologa, abbassando anche i rischi di incorrere in aborti spontanei”.

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita

Fecondazione Assistita: Dormire bene migliora il seme maschile.

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

sperma e problemi del sonnoCosì come la fertilità femminile talvolta può essere compromessa, anche quella maschile può diventare fonte di problemi e preoccupazioni! Tra fumo, obesità, inquinamento, o altre cause interne di carattere fisiologico, come il diffusissimo varicocele, a questi fattori noti per il loro effetto negativo sulla fertilità dell’uomo, ora può essere aggiunta anche l’insonnia, o il “sonno cattivo”.

Dormire per seminare bene.
Dallo studio di un gruppo di ricercatori danesi, che ha esaminato un campione di 953 ragazzi di circa 18 anni, si è visto che un buon sonno per proteggere la fertilità maschile. Questa ricerca, prima nel suo genere, ha evidenziato l’associazione tra i disturbi del sonno e la quantità e la qualità degli spermatozoi prodotti dall’uomo.

Sonno di qualità per semi di qualità.
Dall’articolo pubblicato di recente sull’American Journal of Epidemiology, si evince che dormire male riduce il numero degli spermatozoi di più del 25%. Inoltre i soggetti con un alto livello di problemi del sonno hanno una concentrazione dello sperma ridotta stabilmente del 29%. I 953 ragazzi danesi di circa 18 anni d’età hanno compilato degli appositi questionari specifici sul sonno e si sono sottoposti all’analisi dello sperma. In definitiva i risultati evidenziano che lo sperma degli uomini con problemi di sonno è spesso più deformato e la sua motilità risulta essere inferiore. Inoltre questo studio ha anche messo in evidenza che una scarsa qualità del risposo può essere associata anche ad una dimensione dei testicoli più ridotta.

Schiacciate un pisolino e la vita vi sorriderà!
“Il merito di questa ricerca” – dice il Dottor Antonio Scotto, direttore del Centro per la fecondazione assistita e lo studio e la terapia della coppia infertile- “è quello di aver portato alla luce un altro possibile nemico da combattere per chi vuole mettere al mondo una nuova vita. Quindi, oltre a migliorare la qualità del cibo, piuttosto che il limitare fortemente l’uso di alcolici e del fumo, ora sappiamo che dormire bene è importante per procreare. In genere, per recuperare le energie è importante dormire circa per un terzo del giorno, anche se da età a età cambia la quota di ore-sonno indispensabili per stare bene. Non dormire o dormire male può compromettere seriamente la qualità della vita, oltre che a mettere in discussione, come evidenzia questo studio, la capacità fecondativa dell’uomo. Quindi, se perdete un po’ di sonno durante la notte, provate a schiacciare un pisolino durante il giorno: non potrà che farvi bene! In ogni caso se la condizione del seme maschile nella coppia fosse del tutto compromessa, c’è sempre la strada della fecondazione eterologa.”

Utero in affitto: rimborso spese in Belgio per la madri surrogate

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

maternità surrogataQuali sono i motivi per i quali una coppia dovrebbe ricorrere a una madre surrogata? Il primo potrebbe essere per motivi di salute, il secondo, invece potrebbe essere che della coppia non è presente una donna. Oltre questi due casi generici, ce ne possono essere tanti altri, ma qualunque sia il motivo, in Belgio si sta preparando un terreno giuridico molto interessante per regolare legalmente ed economicamente il rapporto tra chi vuole avere un figlio e non può e chi, attraverso l’uso del suo corpo, è in grado di offrire questa opportunità. Questa proposta di legge, presentata dall’associazione belga Homoparentalites, che promuove e difende i diritti degli omosessuali, prevede che la maternità surrogata sia possibile per tutti i tipi di coppie, oltre a regolare il rimborso delle spese sostenute.

Lavoro a tempo determinato
Questo lavoro a tempo determinato, che può durare al massimo nove mesi, negli Stati Uniti è trattato alla stregua di un normale contratto commerciale, mentre qui nel vecchio continente il concetto di un “rimborso” per la madre surrogata, incontra ancora qualche resistenza. Questa proposta, oltre a sollevare il solito dibattito pro-contro, darà la possibilità di affrontare una delle tante contraddizioni di società e culture che sulla carta difendono la vita dell’uomo e i suoi diritti, mentre di fatto, appena possono, si mettono di traverso se la difesa di questi diretti diventa in qualche modo, mi si passi l’eufemismo, pruriginosa.

Dall’Ucraina con amore
In questo momento l’Ucraina è una delle principali destinazioni di coppie sterili in cerca di “madri in affitto“, ma, nonostante sia una pratica legale, ci sono diverse discussioni a riguardo. C‘è chi ne denuncia apertamente i fini meramente commerciali, mentre, dall’altro c’è chi ne evidenzia invece l’aspetto altruistico e umanitario. Ma la verità è che le gravidanze surrogate toccano diversi aspetti della vita dall’etica, alle questioni sociali e giuridiche che, in alcuni casi, hanno persino impedito il rientro in patria di genitori e figli, nati grazie a madri in affitto.

Per ogni dubbio, l’esperto risponde
Ma quali sono i problemi ai quali andrebbero incontro le coppie italiane che vorrebbero percorrere questa strada? Lo abbiamo chiesto al dottor Antonio Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e di cura e terapia per la coppia infertile. “I punti critici di una pratica di questo tipo sono diversi e riassumerli in poche parole sarebbe davvero complicato e non darebbe la giusta importanza a ognuno dei singoli aspetti. Quello che posso dire è che ci sono nodi da dirimere  sia di tipo legali e sia legati alla salute della donna che vanno approfonditi con grande attenzione. In questo momento su internet imperversano avventurieri che sfruttano la debolezza di coppie stremate che ne diventano facile preda. Quindi, prima di fare qualsiasi cosa, verificate che chi si propone sia iscritto agli albi di settore, o che sia conosciuto. Il mio centro, come quello di tanti altri professionisti come me, è pronto a dare tutte le informazioni specifiche e a consigliare per il meglio chi vuole saperne di più”.

Centro Fecondazione Assistita – Roma, Napoli, Milano
Fabrizio Morrone

Fecondazione Eterologa: in Italia impossibile senza donazioni.

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione EterologaQuando fu promulgata la legge 40, nessuno immaginava che, oltre che una norma controversa, sarebbe stata una vera fucina di posti di lavoro. In tanti si sono impegnati a difenderla e a combatterla, a tutti i livelli, dai tribunali nazionali, fino a quelli internazionali. Al momento una stima ancora non è possibile, ma di certo ha creato molte opportunità di reddito per gli operatori del settore legale. E ora? La storia continua perché c’è stata ancora una bocciatura per la legge che in Italia regolamenta la fecondazione medicalmente assistita, visto che, a quanto pare, negare la possibilità di praticare la fecondazione eterologa sarebbe in contrasto con i diritti costituzionali.

Inseminazioni transnazionali
La fecondazione eterologa, per chi non ne fosse informato, è una pratica di procreazione medicalmente assistita che utilizza cellule riproduttive, dette anche gameti, esterne alla coppia. Questa possibilità di procreare con spermatozoi od ovuli di donatori o donatrici, è consentito in molti dei Paesi europei, ma non in nel nostro. Una coppia italiana per sottoporsi ai trattamenti per la procreazione eterologa si reca normalmente  all’estero.

Un bebè uguale per tutti!
In un’ordinanza deposta il 29 marzo 2013, il Tribunale civile di Milano, afferma che impedire la fecondazione eterologa va contro i diritti previsti nella nostra Costituzione. Per questo motivo è stato  chiesto alla Consulta di pronunciarsi su questo punto. La legge 40 impedendo la fecondazione eterologa andrebbe ad intaccare il diritto fondamentale all’autodeterminazione della coppia, il principio di uguaglianza tra le coppie e il diritto alla salute. Tra le osservazioni sollevate dai giudici del Tribunale di Milano, viene messo in evidenza che “il divieto normativo presente nella legge 40 condiziona la possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili nel proprio diritto di determinare la propria condizione genitoriale e, quindi, di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita famigliare”.

Un consulto dalla Consulta.
Ora il “pallino” è nelle mani della Corte Costituzionale che si dovrà pronunciare sul merito di queste motivazioni. I legali che stanno promuovendo questa causa sono ottimisti e prevedono una soluzione che in capo a qualche mese, o al massimo entro la fine del 2013, possa cambiare la legge.

Ma se cambia la legge, in Italia che succede?
Abbiamo fatto questa domanda al dottor Antonio Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e di studio e terapia della coppia infertile, che ci ha risposta così: “Il fatto che tra qualche mese sarà possibile in Italia la pratica della fecondazione eterologa, purtroppo non avrà l’effetto che tutti si aspetterebbero, almeno nel breve periodo” – E perché? Quale altro impedimento ci sarebbe? ” Il vero problema, al momento, sarebbe l’ovodonazione. In Italia, ad oggi, le uniche donne che possono donare sono quelle che si sottopongono a cicli di fecondazione assistita. Infatti, talvolta, accade che rimangano alcuni ovuli non fecondati, che possono essere donati. Un atto di grande generosità fatto da donne che vorrebbero aiutare altre donne, che però non offre grosse percentuali di successo. D’altronde, se nella coppia è la donna ad essere colpita da una patologia che le impedisce di portare a termine una gravidanza, probabilmente non potrà offrire a chi ne avrebbe bisogno, un ovulo che garantisca buone possibilità d’essere fecondato”.

E all’estero invece come funziona?
“Nei Paesi europei che da tempo già prevedono la pratica della fecondazione eterologa, ci sono centri specializzati, con i quali anche il CIFE, Centro Internazionale per la Fecondazione Eterologa, del quale sono direttore, e che lavorano per selezionare e conservare ovuli che possano dare grandi opportunità di successo al momento della fecondazione. Va ricordato che ogni volta che, per quanto semplice, l’intervento di ovodonazione, rimane comunque invasivo, ed avviene a seguito di cure ormonali piuttosto consistenti. Dover affrontare quest’intervento prevede un impegno fisico e psicologico da parte delle donatrici davvero notevole e prima che si possa innescare in Italia un meccanismo che permetta di avere ovuli di qualità, da parte di donatrici in salute, ci vorrà un po’ di tempo. Di certo, va detto, che, anche se piano, con la possibilità di poter praticare la fecondazione eterologa anche in Italia, le cose possono cambiare”.

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli

Fecondazione Assistita, istruzioni per l’uso. Piccolo prontuario per chi vuole saperne di più

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Procreazione AssistitaA molte coppie succede, quando tentano di avere il primo figlio, di scoprire che uno o entrambi i partner possono essere affetti da problemi di fertilità. In Italia la norma che regola la possibilità di accedere a terapie di fecondazione assistita è la tristemente nota Legge 40 del 2004. Ma, allora, cosa si deve fare? Quali sono i primi passi da muovere per potersi sottoporre a terapie e a tecniche di procreazione medicalmente assistita?

Chi può sottoporsi alla fecondazione assistita in Italia?
Secondo la legge 40 del 2004 “possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”. Quindi solo le persone eterosessuali e non troppo in là con gli anni possono legalmente percorrere la strada della fecondazione assistita. Tutto ciò a mezzo di una sentenza della Corte Costituzionale, risalente al maggio dello scorso anno, sia implicitamente, che esplicitamente, esclude la fecondazione eterologa, ovvero i gameti utilizzabili per le fecondazione assistita devono provenire dalla coppia. Fatte queste premesse è facile leggere tra le righe che la legge 40 vieta alle coppie lesbiche di poter procreare.

Dove si può fare?
Le strutture, pubbliche o private, che si dedicano alla procreazione medicalmente assistita sono iscritte in un registro istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità. I centri attualmente attivi in Italia sono 360. Mentre nel Molise non c’è nessun centro per la pratica della PMA, in Lombardia, la regione prima in classifica per numero di strutture, ne conta 59 . In percentuale, sul totale nazionale, il 34% dei centri sono pubblici, il 7%, invece, opera in regime privato convenzionato e il 59% privatamente.
Il Centro Per la Fecondazione Assistita e la terapia e lo studio della Coppia Infertile diretto dal Dottor Scotto è uno dei centri accreditati che opera sia privatamente che in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale.

Quali tecniche sono possibili?
Nei centri definiti di primo livello si applica esclusivamente la tecnica di Inseminazione Intrauterina Semplice, che prevede la fecondazione con l’introduzione del liquido seminale all’interno della cavità uterina, e la crioconservazione dei gameti maschili. I centri di secondo e terzo livello, vengono praticate anche la fecondazione in vitro (FIVET), in cui la fecondazione avviene all’esterno del corpo della donna, con successivo trasferimento dell’embrione nell’utero; l’Icsi con la quale viene iniettato un nell’ovocita e metodologie più sofisticate come il prelievo chirurgico di spermatozoi e crioconservazione dei gameti maschili, femminili e di embrioni». “Naturalmente, essendo un settore nel quale la ricerca sta facendo passi da gigante” dichiara il Dottor Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e studio e terapia della coppia infertile, “Quindi, è sempre bene farsi consigliare da un professionista esperto e informato su quale delle nuove tecniche disponibili è il caso utilizzare nelle specifiche problematiche di infertilità”.

La diagnosi preimpianto.
Uno dei punti più controversi e dibattuti, regolato dalla legge 40 è la diagnosi preimpianto. L’analisi degli embrioni, prima che vengano impiantati, deve essere fatto solo per fini terapeutici e diagnostici, legati alla tutela, alla salute e allo sviluppo dell’embrione stesso. La diagnosi viene effettuata circa settanta ore dopo il concepimento, prelevando due cellule che vengono analizzate al livello genetico. In ogni caso, i feti affetti da malattie genetiche non vengono distrutti, ma crioconservati.

La crioconservazione.
Sempre la legge 40 prevede che per ogni ciclo di fecondazione assistita si crei il numero strettamente necessario di embrioni, per evitare che un embrione venga creato e poi abbandonato nell’azoto liquido a -196°. Per evitare la creazione di embrioni in sovrannumero, la legge prevede che si generino embrioni solo se destinati ad essere impiantati nell’utero materno. “Un’altra opportunità” – spiega il Dottor Scotto – è il congelamento, tramite vetrificazione di oviciti, che in termini scientifici dà gli stessi risultati, ed è priva di risvolti etici, evitando soprattutto di creare embrioni in sovrannumero”.

Il supporto psicologico.
I centri di procreazione medicalmente assistita assicurano alla coppia, quando è consigliabile, un sostegno psicologico: l’esperienza dell’infertilità ha infatti numerosi risvolti psicosociali e sessuali e non è solo un problema legato al corpo. L’uomo e la donna devono aver chiaro in mente che stanno affrontando un ‘non-evento’ riproduttivo, in sè stessi e nei confronti del mondo e che l’aiuto medico di cui avranno bisogno si tradurrà in un’inevitabile intrusione nella loro sfera intima. Un adeguato counseling permette alla coppia di vivere e attraversare anche gli effetti “collaterali” delle terapie: durante i trattamenti ormonali le sindromi depressive e i disturbi d’ansia rientrano nella normalità. Se la coppia lo sa, avrà meno paura di affrontarli.

Tempi e costi.
I costi sono della fecondazione assistita sono molto vari, a seconda alle strutture alle quali ci si rivolge.
In una struttura pubblica ad esempio, i costi della fecondazione assistita sono veramente bassi e alla portata di tutti ma, appunto per questo, con liste di attesa lunghe e tempi improponibili. È possibile, però, praticarla anche in centro convenzionati. Le modalità, il numero di prestazioni erogabili, i costi a carico del servizio sanitario nazionale e i tempi di attesa, che nelle strutture pubbliche arrivano fino a 24 mesi, variano da Regione a Regione. Inoltre, variano anche i limiti di età per usufruire delle prestazioni, che in ogni caso, nella legge 40 non sono definiti con chiarezza.

E nel resto dell’Europa cosa succede?
Nell’Unione Europea la Spagna è sicuramente quella che ha meno regole in tema di procreazione artificiale. E’ possibile sempre e comunque la diagnosi preimpianto sull’embrione ed è consentita la fecondazione eterologa. Inoltre non sono c’è un limite di età per nessuna pratica di fecondazione assistita. Unico divieto, però, riguarda pratica dell’utero in affitto.
Nel Regno Unito è possibile praticare la fecondazione l’eterologa senza però la garanzia dell’anonimato. Ed è proprio la possibilità che il figlio possa conoscere l’identità del genitore biologico, ha fatto crollare le donazioni di gameti, anche se quest’anno la Human Fertilisation and Embryology Authority ha aumentato fino a 750 sterline il contributo per le donatrici di ovuli. Va inoltre anche ricordato che il Regno Unito è da tempo aperto alle sperimentazioni sugli embrioni, senza troppe riserve etiche. Ad esempio, già nel 2007 la HFEA ha permesso la creazione di embrioni ibridi formati usando materiale genetico umano e bovino, anche se dopo due anni questa ricerca non ha prodotto i risultati sperati e ha subito forti tagli ai finanziamenti.
In Francia, invece, è vietato fare ricerca sugli embrioni anche se con alcune deroghe. La procreazione medicalmente assistita è prevista solo per le coppie infertili. L’eterologa è permessa, ma la diagnosi preimpianto è possibile solo in presenza di malattie genetiche ereditarie.
In Germania, infine, da un paio d’anni è stata introdotta la possibilità di analizzare l’embrione prima di impiantarlo, nel caso la coppia fosse potatrice sana di malattie genetiche. L’eterologa, invece, E’ vietata, permettendo però la donazione del seme in vivo (non in vitro).

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli.

Fecondazione Assistita – Coppie lesbiche inglesi avvantaggiate rispetto alle italiane

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

coppie lesbicheNel Regno Unito, le lesbiche e le donne di età compresa tra i 40 e i 42 anni potranno detrarre le spese mediche per l’inseminazione artificiale dalla dichiarazione dei redditi. Fin dal 2008 In Inghilterra le coppie lesbiche possono liberamente avere figli, visto che la legge britannica sulla fecondazione assistita (Human Fertilisation and Embryology Bill) non prevede l’obbligo per i centri e le cliniche che praticano la procreazione medicalmente assistita, di considerare fondamentale la presenza di un padre: il che significa in soldoni che le donne inglesi possono praticare l’inseminazione artificiale liberamente, anche se single o lesbiche.

Fivet gratis per le donne inglesi
Le tecniche previste per la procreazione medicalmente assistita sono la fecondazione omologa ed eterologa, la gestazione per altri, il cosiddetto utero in affitto, fatto a titolo gratuito, e l’inseminazione post-mortem. Da oggi, le nuove direttive britanniche prevedono che le donne, tra i 40 e i 42 anni, che dopo 12 tentativi di inseminazione o due anni di tentativi di PMA, potranno praticare una fecondazione in vitro, completamente gratuita, oltre a garantire anche a tutte le lesbiche di comprovata infertilità, la possibilità di accedere alla FIVET gratuitamente.

Una legge per ricchi
Per le donne inglesi che non rientrano nella fascia d’età prevista, che siano single o lesbiche, una fecondazione in vitro eterologa, ha un costo approssimativo di circa 8.000 euro. Abbiamo chiesto al Dottor Antonio Scotto, direttore del Centro Fecondazione Assistita, per la diagnosi e la cura della coppia infertile, un parere su questa innovazione nel sistema normativo britannico.
“Sicuramente in Inghilterra le coppie lesbiche hanno molte più possibilità di procreare che non in Italia”, ci dice il Dottor Scotto, “Ma in ogni caso è una norma piuttosto di facciata che sostanziale, visto che il ‘bonus’ offerto dal servizio sanitario nazionale inglese alle sue cittadine, single e lesbiche, si può attivare per un numero davvero esiguo di donne, che hanno grandi disponibilità economiche e questo, sinceramente, dà da pensare”.

E per le lesbiche italiane che opportunità ci sono?
“Purtroppo la legge 40 non prevede la possibilità di praticare la procreazione medicalmente assistita con un seme o un gamete esterno alla coppia, oltre a creare molte altre limitazioni, e quindi impedisce di fatto alle coppie lesbiche e alle single di procreare; ma grazie a centri internazionali che operano nella Comunità Europea, ma al di fuori dei confini italiani, come CIFE, Centro Internazionale Per la Fecondazione Eterologa , anche le lesbiche italiane hanno una possibilità di poter mettere al mondo una nuova vita, con costi assolutamente affrontabili. Certo sarebbe tutto più semplice se l’Italia si dotasse di uno strumento giuridico più attuale e vicino alla realtà, ma se ancora non c’è, c’è sicuramente un perché. Fortunatamente, però, il siamo in un mondo grande e globalizzato e un volo per Londra non costa poi tanto.”

 Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli

Fecondazione assistita: bocciato a Strasburgo il ricorso italiano sulla legge 40

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Strasburgo fecondazione assistitaEnnesima bocciatura per la legge 40/2004 in materia di fecondazione assistita, anche a livello Comunitario. Infatti, anche la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo, rigettando il ricorso presentato dal nostro Governo, ha confermato la sentenza del 28 agosto 2012.
Il caso preso in esame dai giudici di Strasburgo metteva in evidenza la contraddizione che c’era tra la possibilità di fare un’amniocentesi per poter eventualmente interrompere una gravidanza, nel caso ci fossero stati gravi motivi di salute per il feto, e l’analisi preimpianto, nelle pratiche di fecondazione medicalmente assistita, che veniva praticata con le stesse finalità, ovvero per garantire a salute del feto e della puerpera.
Ora dopo il rigetto del ricorso presentato dal Governo Italiano, adesso all’Italia dovrà adeguarsi alla normativa europea che, in ambito di analisi di preimpianto per le pratiche di procreazione medicalmente assistita, è meno restrittiva. Naturalmente, a fare da controcanto a questa sentenza c’è la questione morale dei diritti dell’embrione
La notizia che la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha chiuso definitivamente la questione ‘europea’ della legge 40/2004 ha dato nuova forza ai rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni. Filomena Gallo, avvocato e segretaria dell’associazione, ha spiegato che allo stato attuale, ai trattamenti di fecondazione assistita possono accedere solo le coppie sterili e solo queste coppie possono fare indagini ‘legalmente’ sullo stato di salute dell’embrione.
Alle coppie fertili, ma affette da malattie genetiche, come l’anemia mediterranea, invece questa possibilità è preclusa. “Con la bocciatura del ricorso presentato dal Governo da parte della Corte europea – ha chiarito l’avvocato Gallo – la Legge 40 dovrà essere adeguata alla Carta europea dei diritti dell’uomo, come previsto dalla sentenza della stessa Corte lo scorso 28 agosto, ora divenuta definitiva, prevedendo l’accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita anche per le coppie fertili portatrici di patologie trasmissibili ai figli”.
Naturalmente anche questa sentenza, seppur definitiva, non fermerà il dibattito sull’opportunità o meno della possibilità di scegliere l’embrione da impiantare. Abbiamo chiesto al Dottor Antonio Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita, studio e terapia della coppia infertile, un parere su questa vicenda “Quello del diritto degli embrioni non impiantati è, che è uni dei punti centrali di tutta la questione morale”, dice il Dottor Scotto, “è un problema non problema, visto che nessun embrione non impiantato viene distrutto e, anzi, viene conservato in apposite criobanche. Poi, il controsenso di considerare legale e quindi ‘consigliabile’ la pratica della amniocentesi, un esame piuttosto invasivo, oltre che per il feto, invece dell’analisi preimpianto, che non mette al rischio nè feto nè donna, ha in sé un seme di illogicità che mette decisamente in secondo piano qualsiasi rischio concettuale e pratico di eugenetica”

Fecondazione Assistita nella UE: turismo riproduttivo contro la crisi demografica

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione Assistita in EuropaIl tasso di crescita demografica, secondo uno studio dell’Economist, è crollato, nell’Unione Europea, soprattutto negli Stati colpiti più duramente dalla crisi. Questo fattore, aggiunto agli altri ostacoli già noti che deve superare chi vuole avere dei figli, impone un’ulteriore riflessione e osservazione, soprattutto viste le differenze che esistono tra i paesi membri della UE nell’affrontare il tema della Procreazione Medicalmente Assistita.

FECONDAZIONE ASSISTITA IN ITALIA

Partendo proprio dall’Italia, ad esempio, la legge 40 sulla fecondazione assistita, che in diverse azioni legali atte a contrastarla ne hanno evidenziato i limiti, ancora oggi impedisce di praticare tecniche di procreazione eterologa, ovvero utilizzando per la fecondazione ovuli o seme di un terzo soggetto, oppure la possibilità di accedere alle tecniche solo se si è una coppia eterosessuale legalmente sposata. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo chiamata in causa, in diversi casi, da cittadini italiani che ne volevano in evidenziarne gli elementi discriminatori, nell’agosto 2012 ha dichiarato il sistema legislativo italiano “incoerente” visto che da un lato impedisce a una coppia fertile affetta da una malattia genetica di accedere alla diagnosi pre-impianto degli embrioni, mentre autorizza l’interruzione di gravidanza qualora il feto avesse la stessa patologia. Eppure, contro questa evidente incongruenza invece di provvedere alla modifica della norma, il governo italiano si è opposto alla Corte di Strasburgo.

L’UNIONE E LA FECONDAZIONE

L’accesso alle tecniche di fecondazione assistita è garantita a donne single e coppie in Spagna, Belgio, Svezia e Regno Unito, mente poco al di là dei nostri confini, in Austria, è permessa anche la fecondazione eterologa.
All’ombra della Torre Eiffel , invece, solo le coppie che convivono o sono sposate da almeno due anni, possono accedere alla procreazione medicalmente assistita, con l’opzione di poter praticare la fecondazione eterologa se l’omologa non ha avuto successo. Mentre, in Germania, sono legali sia la fecondazione omologa o eterologa, ma solo per le coppie sposate, con un limite di tre embrioni utilizzabili per ciclo.

QUANDO I BAMBINI FANNO… OLÈ!

Secondo un’indagine condotta dall’European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) nel 2011, la Spagna è la capitale della riproduzione medicalmente assistita in Europa. Da questo studio sembra che il 35-40% delle procedure di riproduzione assistita svolte nella UE sia stato realizzato in cliniche della Penisola Iberica. I flussi di questo “turismo della riproduzione”, provengono in gran parte da Italia, Francia e Gran Bretagna, sia per motivi legali, sia per la qualità dei servizi. Anche In Spagna, infatti, è possibile praticare sia la fecondazione omologa che eterologa per le coppie sposate o conviventi. Numericamente, sempre secondo i dati della ESHRE, su 25mila coppie che si spostano in Europa ogni anno per motivi riproduttivi, 10mila sono italiane.

PER FARE UNA BANCA, CI VUOLE UN SEME.

In Europa la società danese Cryos International è forse la struttura più nota che esporta seme maschile in sessanta paesi, compresa l’Italia, usato probabilmente per scopi di ricerca, visto che nella nostra Repubblica, la donazione di sperma è illegale. Naturalmente anche in altri paesi della UE ci sono banche del seme, ma l’istituto danese è rimasto uno degli ultimi a garantire l’anonimato del donatore, aspetto verso il quale l’uomo, in una coppia eterosessuale, sembra essere particolarmente sensibile, mentre, nelle coppie di donne che si sottopongono a pratiche di fecondazione eterologa, non è così importante.

L’EUROPA È BELLA PERCHÉ È VARIA

“In un mondo sempre più globalizzato, forse la nostra nazione dovrebbe anche aprirsi anche in po’ all’ “internazionalizzazione” di alcune leggi – Dichiara il dottor Antonio Scotto, direttore del “Centro di Fecondazione Assistita, per la cura e la terapia della coppia infertile” ed esperto che opera a livello internazionale nell’ambito della fecondazione medicalmente assistita. “D’altronde, guardando un po’ più in avanti, la nostra Nazione e gli altri Stati dell’Unione, potranno realmente crescere se inizieranno a porsi in modo più concreto il problema della scarsa crescita demografica, agevolando in tutti i modi possibile tutte le persone che intendono esercitare quello che è un diritto d’ogni essere umano, nel modo più libero possibile. Noi, come medici specializzati possiamo dare un grosso aiuto, oltre che pratico, anche etico, come portatori di un pensiero di vita legato alla salute della donna e del feto, senza scivolare nelle derive di un’eugenetica che non è nelle intenzioni di nessun medico degno di questo titolo”.

Fabrizio Morrone
Centro Per la Fecondazione Assistita e la Cura della Coppia Infertile – Napoli, Roma