Archivio Autore

La magia poetica di Alessandro Sammarini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Libri

Il processo creativo di Alessandro Sammarini vive di incessanti sostituzioni di idee e di stimoli, che si avvicendano e si concretizzano in quella che nell’atto creativo si può individuare come formula semantica esclusiva e identificativa, assumendo anche un significato di simbologia concettuale e metaforica. Desideroso di agire e muoversi in campo libero e aperto, si orienta verso una poetica comunicativa intesa in senso più intimo e introspettivo. Dimostra di possedere una solida conoscenza linguistica e dialettica, pur restando al di fuori degli indottrinamenti accademici più rigidi e costrittivi. Per Alessandro ogni componimento include in sé un lavoro concettuale precedentemente formulato dallo spirito umano. Ed è proprio questa essenza spirituale che si compone e si concretizza nelle poesie, diffondendo vibrazioni vitali sottili e persistenti. È capace di cogliere e rievocare la magia poetica, ma non quella tipica, bensì quella indescrivibile e volutamente misteriosa ed enigmatica che viene “mascherata” e induce lo spettatore a scoprirla e rivelarla. Leggere i suoi versi è come ascoltare una musica di sottofondo che penetra nell’anima e la nutre con stupore e sorpresa. Alessandro lavora da autore meticoloso, attento, autentico e sincero, come le sue idee e mentre crea diventa una “creatura spirituale” protesa ad emozionarsi e a fare emozionare.

La dottoressa Elena Gollini nell’esprimere un commento sulla pregevole arte poetica di Alessandro dice: “La produzione è caratterizzata dall’eleganza ricercata dei versi aulici in evoluzione, che non appaiono in condizione di staticità, ma seguono un ritmo interno dinamico, nella volontà di imprimere forza e movimento vitale alle composizioni. La sua ricerca espressiva è indirizzata a dimostrare l’unità armoniosa di legame inscindibile tra contenuto e apparenza, senza che l’uno prevarichi l’altra ma lasciandoli coesistere insieme in perfetta sinergia di costruzione strutturale. La combinazione di questi elementi genera visioni di piacevole e gradevole approccio analitico e suscita anche interessanti spunto di lettura interpretativa. Il processo della scrittura diventa una bilanciata sintesi d’equilibrio tra forma lirica e contenuto sostanziale. La combinazione vincente mette in moto l’immaginazione e trae spunto sia dal suo mondo interiore sia dal mondo esterno circostante“.

Il nuovo libro in stile raccolta di versi e rime si intitola “Le facce del dado” ed è disponibile su Amazon oppure acquistabile tramite contatto diretto alla mail asammarini@libero.it .

Graziano Ciacchini artefice di profondi intrecci pittorici

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

La poetica artistica di Graziano Ciacchini si può allineare a quanto dichiarato da Pablo Picasso nella celebre frase che pronunciò: “Dipingo ciò che vedo come lo sento”. Graziano appartiene alla generazione di pittori al passo con i tempi, consapevoli, colti, preparati, che utilizzano l’arte in modo raffinato e ricercato e imprimono sulla tela dei percorsi figurali, capaci di intrecciare insieme la storia con la letteratura e la poesia, la ricerca interiore con la filosofia esistenziale e individuando nell’universalità del medium pittorico l’opportunità per intraprendere un cammino di significativa e qualificante metamorfosi evolutiva. Le raffigurazioni appaiono come lucide visioni consce della loro finalità portante e sembrano costruite alla ricerca di un cammino, che intende scoprire verità oltre l’apparenza, oltre la materia, oltre la figurazione, oltre lo strato superficiale della bellezza in sé e del suo apparire.

Ecco come la dottoressa Elena Gollini ne commenta le connotazioni peculiari e distintive affermando: “Graziano Ciacchini artista dalla mentalità eclettica e cosmopolita e al contempo legato alle proprie radici e alla tradizione di matrice figurativa, approda alla ricerca di una formula espressiva in cui si innesta un dialogo che si snoda e si dipana a livello concettuale, metaforico e simbolico. Gli elementi narrativi su cui poggia la sua pittura sono essenziali, mirati e canalizzati a suscitare la concentrazione meditativa e riflessiva dell’osservatore e a condurlo in una dimensione sospesa tra mondo reale e irreale, tra immaginario mentale e visione concreta sviluppando un insieme di forti suggestioni. Le rievocazioni traggono spunto anche dalla sfera onirica. Le opere sembrano voler indicare la possibilità di uscire e affrancarsi dal limbo delle ristrettezze di pensiero, dagli stereotipi, dai luoghi mentali comuni, per iniziare il viaggio verso la luce assoluta dell’essere umano e della ricerca della conoscenza e del sapere, prestando attenzione alla lettura dell’esistenza nei suoi aspetti più intimi e intimisti“.

Matteo Fieno il pittore delle donne

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

La gestualità bilanciata e l’armonia del movimento contraddistinguono il fare pittorico di Matteo Fieno, che dimostra una consolidata maestria nella capacità di rappresentare e rievocare, con un imprinting quasi fantastico e fiabesco, figure femminili che acquistano particolare valenza iconica e simbolica e al contempo hanno un significato personale e soggettivo. Dalle raffigurazioni di Matteo, sempre curate nel minimo dettaglio, si denota la matura competenza tecnica. Nel processo creativo lo scenario riprodotto diventa il veicolo di trasmissione più adatto e congeniale per rivolgersi, parlare e comunicare con il pubblico dei fruitori, innescando un dialogo di condivisione articolato e stimolante. Con i suoi lavori si propone di dare vita ad un linguaggio di comunicazione aperta, dove l’esuberanza pittorica del colore funge da catalizzatore e accentratore dell’attenzione per dare maggior risalto all’intera narrazione. Le opere possiedono “un’intelligenza attiva” permeante e coinvolgono visivamente ed emotivamente chi le guarda. La ricchezza della visione attira e cattura in una commistione percettiva di emozione e “giocosità”. Ogni quadro ha una sua sequenza speciale, propria e specifica. Lo stile caratteristico e identificativo delle sua pittura qualifica il “deposito interno” di messaggi e contenuti sostanziali e imprime potenza espressiva alla composizione.

La dottoressa Elena Gollini nel rimarcare gli aspetti fondanti del suo modus pingendi ha spiegato: “Quella di Matteo Fieno è un’arte dotata di efficace formula comunicativa in continuo divenire e in costante progressione, che si propone come un universo di idee ritrovato e rigenerato, al cui interno Matteo ha la libertà piena e totale di esprimersi, attraverso un’estrinsecazione senza vincoli, barriere e convenzioni. La poetica artistica coincide con la volontà di appropriarsi di un linguaggio senza retaggi e sedimenti schematici imposti, nell’intento di perseguire una possibilità comunicativa autonoma e indipendente. Le opere entrano in relazione diretta e interattiva con lo spazio reale circostante e si genera un contatto diretto con lo spettatore. Matteo dimostra una straordinaria capacità di saper coniugare e sintetizzare insieme l’antico e il moderno in un’incisiva, inedita e accattivante visionarietà dal gusto contemporaneo e al passo con i tempi“. Inoltre ha sottolineato: “Nel suo fare artistico Matteo è perfettamente consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo dell’arte. Considera l’arte viva, in grado di comunicare, di agire con il suo osservatore, se quest’ultimo è capace di partecipazione con interazione diretta e attiva. Le sue opere non appartengono al mondo predefinito e prestabilito dell’apparire e dell’essere, intesi nel senso più comune e di frequente uso del termine, ma assumono una connotazione inedita e sui generis. Il suo pensiero si può accostare a quello dell’illustre storico dell’arte Arturo Schwarz che asseriva che -un’opera d’arte per essere tale deve avere tre caratteristiche fondamentali: essere originale, provocare un’emozione, essere iniziatica“.

Alessandro Zucca emerge come giovane talento del panorama pittorico attuale

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Alessandro Zucca si inserisce a buon conto nel variegato panorama pittorico contemporaneo con un percorso creativo meritevole di attenzione. Alessandro riesce a fare rivivere tramite la materia pittorica dei messaggi di grande passionalità e sensibilità, che appartengono ad un’indole artistica di forte spessore. Le opere sono elaborate con sicurezza e competenza d’azione e acquisita conoscenza dei mezzi strumentali e delle tecniche esecutive, delineando un’impronta stilistica responsabile, coerente e accorta, che sorregge la vena ispiratrice estremamente versatile, eclettica e poliedrica. Le forme e i volumi delle composizioni sono armoniosi e proporzionati, consentendo una piena sintonia e assonanza strutturale e producendo un’elegante e ricercata plasticità. Queste qualità compositive sono un riferimento primario nel suo percorso evolutivo di ricerca e sperimentazione e gli permettono di raggiungere una costante e crescente forza espressiva. Alessandro ha una visione moderna del fare arte, dimostrando un fantasioso potenziale creativo e apportando alla pittura significati e simboli non consueti, in nome di un’arte protesa alla comunicazione innovativa, mai scontata e mai ripetitiva.

Su di lui la dottoressa Elena Gollini ha commentato:”Il linguaggio pittorico di Alessandro Zucca denota una personalità umana e artistica incisiva, carismatica, fantasiosa, ricca di vitalità e di contenuti, che lascia emergere uno spirito d’inventiva vivace e passionale, ma al contempo riflessivo e meditativo. La sua pittura rispecchia appieno il suo essere. Nell’alchimia strutturale delle rappresentazioni si delinea una forma di richiamo ed esortazione collettiva e sociale, per coinvolgere l’osservatore con chiavi di lettura di profonda valenza. La sua è un’arte studiata e meditata, fulcro nevralgico di simboli, metafore e allusioni esistenziali importanti. Un’arte pregnante di significati concettuali in codice, realizzata con lungimirante proiezione e razionale capacità di pensiero analitico. Una pittura che racchiude progettualità, abilità, sentimento e amore, in un armonioso intreccio a commistione fissato sulle tele. C’è in Alessandro l’idea della comunicazione intesa come offerta del sé, dell’esperienza artistica concepita come servizio da condividere e mettere a disposizione degli altri. Le composizioni hanno una formula quasi magica molto accattivante e un’impronta visionaria onirica. Le costruzioni sceniche possiedono un immediato impatto visivo e catalizzano da subito l’attenzione dello spettatore, in modo attivo e partecipe, facendosi apprezzare anche nella loro fruizione estetica di piacevole orchestrazione“.

Rosanna Gaddoni: ritratti fatti ad arte

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’arte del ritratto ha origini e radici molto antiche e vanta grandi maestri tra i precursori di questa formula stilistica così suggestiva e pregnante di visionarietà profonda. Nel solco di questa prestigiosa tradizione prende vita la corposa produzione di Rosanna Gaddoni, talentuosa artista del panorama contemporaneo. La mentalità aperta e l’indole cosmopolita le consentono di attingere dagli insegnamenti del passato e al contempo di rivisitarli e rielaborarli in chiave moderna, originale e personalizzata, imprimendo un proprio modus pingendi soggettivo, che diventa una connotazione distintiva esclusiva e caratterizzante di forte pregio espressivo.

La portata comunicativa delle raffigurazioni è davvero sorprendente. Le immagini acquistano vita propria e sprigionano a tutto tondo una coinvolgente carica energetica e un vibrante dinamismo vitale. Il segreto di Rosanna è quello di saper fondere in perfetta alchimia di equilibrio compositivo il realismo della rappresentazione figurale, curata nel minimo dettaglio con grande perizia tecnica e la rievocazione emozionale e psicologica, che deriva dalla sua particolare sensibilità intuitiva nel saper catturare e carpire quella commistione di fattori emotivi che fanno la differenza sostanziale sul piano della resa scenica d’insieme.

“L’arte non si può separare dalla vita. È l’espressione della più grande necessità della quale la vita è capace” (Robert Henri).

Alessandro Sammarini: il suo libro “Le facce del dado” unisce poesia e arte

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Cultura, Libri

Lo scrittore Alessandro Sammarini viene intervistato, ancora una volta, per parlare della sua ultima uscita letteraria “Le facce del dado” una raccolta di poesie che mirano dritte all’anima di ogni lettore. Il libro è acquistabile in formato cartaceo su Amazon.
Di seguito l’intervista.

D: In copertina sul libro “Le facce del dado” compare un’opera scultorea a forma di dado; ci spieghi il perché di questa scelta?
R: Ho sempre avuto un’idea collettiva dell’arte. L’arte non si esprime solo nell’individualità ma soprattutto nell’insieme. Chi riconosce l’arte è da considerarsi artista. Senza questo anello nessuno sarebbe emerso e non avremmo avuto il piacere di apprezzare. Io credo che l’unione degli artisti sia il completamento dell’arte stessa e l’uomo ha bisogno di unire i propri doni, proprio come accade nelle orchestre. Un singolo strumentista può fare musica ma nell’insieme la potenza della stessa diventa esponenziale. Nel libro “Le facce del dado” ho concretizzato le mie idee; poesia, scultura e immagini sono forme d’arte diverse che recano un impatto armonico all’espressività delle parole toccando in modo più specifico la percezione dei sensi.

D: Sul libro “Le facce del dado” è inclusa l’interessante presentazione introduttiva di Rina Gambini; chi è questa autorevole persona?
R: La Prof.ssa Rina Gambini è direttrice della rivista letteraria “il Porticciolo”, presidente dell’omonima associazione culturale ed un’affermata critica letteraria. Conobbi Rina nel 2015 alla premiazione del concorso “Città di Pontremoli” dove il mio primo libro “Lettere alla ragione” ricevette il premio della Giuria. Artisticamente sono molto legato a Rina, in primis perché è una donna di notevole spessore culturale che mette a disposizione la sua conoscenza storico letteraria, organizzando reading di poesia ed incontri tematici. Persone come lei si possono definire “apostoli” della cultura italiana. Inoltre è stata la prima critica letteraria a valorizzare le mie opere e ad incoraggiarmi nel continuare a scrivere, con la sua energica umiltà e forte capacità di persuasione. Ecco perché la considero “madrina” delle mie poesie.

D: Come è avvenuta la scelta fatta ad hoc delle suggestive immagini fotografiche inserite dentro il libro?
R: Desideravo che il libro fosse impreziosito dalle immagini per aumentare il potenziale suggestivo e per ché no, anche per incuriosire il lettore più pigro. Jasmine, che si è occupata delle immagini fotografiche, l’ho conosciuta grazie alla preziosa collaborazione di Elena Gollini che mi ha stimolato ed incoraggiato nella chiusura di questo progetto. La collaborazione è nata in poco tempo; ho spedito a Jasmine le poesie, chiedendole di illustrarmi i versi che la colpivano a prima sensazione, e la sua risposta è stata quella che tutti possono ora ammirare e leggere: immagini suggestive che danno voce ai versi. L’empatia artistica è meravigliosa in questo “gioco” armonico! Si pensi solo che io e Jasmine non ci siamo mai incontrati di persona, abbiamo interagito con parole e fotografie, un’esperienza nuova per me ed il mio pragmatismo, con effetto intenso e personalmente fantastico!

Intervista: Matteo Fieno in mostra collettiva a Barletta e Savona

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

D: Il mese di Marzo si preannuncia intenso con due importanti esposizioni collettive, a Barletta e a Savona; come ti sei preparato per questi due appuntamenti?
R: Per la collettiva di Savona non sono ancora stato informato nel dettaglio in quanto gli organizzatori vogliono mantenere l’effetto sorpresa! So solamente che si terrà dal 23 al 29 Marzo a Palazzo Nervi, sede della Provincia di Savona, e sarà un’esplosione di colori. Mentre per l’esposizione di Barletta, che avrà luogo presso la Galleria ZeroUno dal 13 al 27 Marzo non mi è stato assolutamente difficile prepararmi in quanto mi sento in perfetta sintonia con il tema e titolo dell’evento “Non sogni”. Infatti il primo obiettivo del mio lavoro è creare dei personaggi che offrano degli spunti a tutte quelle persone che sentono un desiderio di fanciullezza: in ogni personaggio c’è un qualcosa di volutamente celato che offre un assist all’individuo per dare spazio alla propria interpretazione e dare forma ai propri SOGNI.

D: Ci racconti che tipologia di mostre sono; quali altri artisti avrai accanto a te? Quali organizzazioni le gestiscono?
R: La mostra di Barletta si intitola “Non Sogni” ed è una collettiva incentrata sul binomio “Arte e Cinema”, in particolare sulla pellicola di animazione “Sing”. L’esibizione è a cura della dottoressa Anna Soricaro ed è patrocinata dalla Fondazione De Nittis. Gli altri artisti che espongono sono Assunta Cassa, Alberto Capparoni e Salvo Privitera. La collettiva di Savona curata da Luigi Cerruti si intitola “Colorfull” ed è patrocinata della Provincia di Savona.

D: Con quali criteri di scelta hai individuato le opere da portare nelle due mostre? Quali sono le loro caratteristiche salienti e i tratti distintivi?
R: I lavori esibiti a Barletta sono stati scelti dalla dottoressa Anna Soricaro, da parte mia c’è stato grande apprezzamento per le sue scelte. Le opere si distinguono per una chiara componente cinematografica in quanto i miei personaggi femminili evocano un’atmosfera e raccontano un “background”. Per Savona sto ancora facendo uno studio approfondito sui lavori che più si identificano con il tema del colore. Nei prossimi giorni mi consulterò con l’organizzatore.

Positivi apprezzamenti per l’artista Matteo Fieno in mostra a Napoli

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l’interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. Ha preso parte all’esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo “Animus et Anima” che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L’importante rassegna rientra all’interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.

La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall’anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un’autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale “ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo”.

Intervista – L’importanza del colore nell’arte di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Un’altra intervista con il pittore-poeta Graziano Ciacchini. Definito dalla Dott.ssa Elena Gollini, curatrice e critica d’arte, come “un incantatore di anime sognanti, un catalizzatore di sentimenti autentici” il poliedrico artista parlerà del ruolo del colore nelle sue opere.

D: Perché scegli di utilizzare in prevalenza il colore blu-azzurro con tutte le varie sfumature di gamma tonale?
R: Ho cominciato a dipingere “in blu” fin dall’inizio, tranne sporadiche eccezioni. Lavorare quel colore, in tutte le sue sfumature, mi trasmette un senso di serenità ed anche di sicurezza, se vogliamo, vista l’esperienza maturata nel lavorarlo.

D: Quanto influisce nella costruzione della trama narrativa la componente cromatica?
R: Spesso i miei lavori sono la trasposizione su tela, o su carta, di immagini che si presentano alla mente già ben definite. Raramente c’è una integrazione o correzione compositiva a posteriori ed ancor più raramente costruisco “a tavolino” la composizione. Le immagini, quasi sempre, arrivano “in blu” ed io non faccio altro che riprodurle. A volte provo ad integrare con altri colori, ma, quasi sempre, desisto. Sono in attesa di un periodo policromo!

D: Se dovessi fare un elenco dei tuoi 3 colori preferiti quali sceglieresti e perché?
R: Il blu perché mi infonde serenità; il giallo perché è luce, il bianco perché comprende tutti gli altri colori.

Intervista all’artista Graziano Ciacchini: 2018 di soddisfazioni, 2019 di desideri

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista toscano Graziano Ciacchini è stato intervistato in occasione dell’inizio del 2019. Il pittore e poeta si racconta tra le soddisfazioni dell’anno appena passato e i desideri dell’anno appena cominciato.

D: Eccoci arrivati al bilancio di fine anno 2018: quale è stata la soddisfazione artistica più grande in questo anno? Quale invece la situazione che ti ha fatto più riflettere sul senso del tuo fare arte?
R: La soddisfazione più importante non è legata ad un evento specifico accaduto durante l’anno, ma all’intero 2018, anno che spero divenga, col tempo, uno spartiacque tra un “prima” ed un “dopo”. Il 2018 è stato denso di idee e di produzione artistica, di esposizioni sia personali che collettive, di molti riconoscimenti di pubblico e di critica, anno nel quale ho conosciuto molte persone che sono diventate estimatrici dei miei lavori ed hanno deciso di portare qualcosa di mio nelle loro case. Insomma il 2018 ha segnato un incremento dei fondamentali artistici ed una continuità che nel passato era mancata. Spero di confermare e possibilmente di incrementare quanto di buono è arrivato. Quello che mi ha fatto più riflette è una verità basilare quella che il lavoro, la dedizione, e la passione, pagano. Non sono tutto, è vero, ma pagano ed io sono molto soddisfatto ed in progress.

D: Esprimi un desiderio per il tuo futuro artistico, un sogno nel cassetto che vorresti realizzare;
R: Il desiderio, da inserire nella letterina a Babbo Natale, è quello già auspicato nella risposta precedente, di crescere e di diffondere i miei lavori in un raggio più ampio possibile. Mi piacerebbe molto esporre in nuove città italiane e perché no, anche all’estero, dove in passato ho già avuto alcune esperienze.

D: Cosa cambieresti nel comune sentire verso il mondo dell’arte? Quali trasformazioni migliorative vorresti vedere concretizzate?
R: Mi piacerebbe molto che il senso dell’arte, sia come ricerca interiore che come conoscenza e cultura del gusto diventasse la materia principale, nelle scuole italiane. Quanto al mondo dell’arte, nel quale quotidianamente si muovono mille e mille persone e personaggi, vorrei che ci fosse più trasparenza e più correttezza. Mi piacerebbe che esistessero persone più votate a scommettere in qualcuno in cui credono e meno personaggi che promettono il nulla dietro lauti compensi, giocando sulle ambizioni o sulla dabbenaggine dei giovani artisti. Questo, che so essere un bel sogno, esalterebbe la qualità ed anche il lavoro di chi, da ogni parte,già oggi, cerca di svolgere il proprio ruolo nel migliore dei modi.