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Lombardia Speciale “dipendenti pubblici” 40,18 ogni mille abitanti

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Aziende, Economia

In Lombardia ci sono 40,18 dipendenti dell’intero comparto pubblico nazionale ogni mille abitanti. È il dato nettamente migliore a livello nazionale. Al secondo posto si piazza la Campania con 48,13e poi il Piemonte con 48,37. Il risultato peggiore è quello della Val d’Aosta con 89,78: più del doppio rispetto alla Lombardia. A seguire il Trentino-Alto Adige con 74,19 e il Friuli-Venezia Giulia con 67,13.
I dati, che fanno riferimento all’anno 2015, provengono dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e sono stati elaborati da PoliS-Lombardia.

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SU 1000 CITTADINI SOLO LO 0,32% È DIPENDENTE REGIONALE

Se si considerano invece soltanto i dipendenti delle singole Regioni a statuto ordinario, i risultati per la nostra regione sono ancora più significativi. Ogni mille abitanti soltanto lo 0,32% dei cittadini è un dipendente regionale.

Le altre regioni virtuose da questo punto di vista sono Veneto, Piemonte e Puglia, ma con valori comunque doppi rispetto alla Lombardia (rispettivamente 0,52%, 0,59% e 0,62%). Da notare inoltre che il dato lombardo è in miglioramento: nel 2014 il valore di riferimento era lo 0,32% e si contavano oltre sessanta dipendenti in più (3.284contro 3.222). Le regioni peggiori su questo fronte sono la Basilicata (2,27%), il Molise (1,91%) e l’Umbria (1,57%). Le prime due con valori di sei volte superiori rispetto alla Lombardia.

AD OGNI LOMBARDO LA FORZA LAVORO REGIONALE COSTA 18,42 EURO

Un terzo dato che dimostra la capacità lombarda di far funzionare al meglio la macchina amministrativa utilizzando il minor numero di risorse possibile, è quello relativo al costo del lavoro dei dipendenti pubblici. A ogni lombardo costano 18,42 euro, il dato di gran lunga più basso delle regioni a statuto ordinario. Al secondo posto c’è il Veneto con 28,5 euro e poi l’Emilia Romagna con 34,21.

Dalla parte opposta della classifica non cambia nulla rispetto a quanto segnalato in precedenza: i dati peggiori sono registrati da Molise (con 124,59 euro), Basilicata (109 euro) e Umbria (73,2 euro). Nonostante i costi siano già estremamente contenuti, anche in questo caso la Lombardia è riuscita a migliorare ulteriormente la situazione nel giro di un anno: nel 2014 i dipendenti regionali costavano infatti a ogni lombardo 18,75 euro. Una variazione del 1,77%, raggiunta grazie a un contenimento dei costi del lavoro pari a 2,8 milioni di euro.

Per interpretare ancora meglio il dato relativo alla situazione lombarda si consideri che il valore medio delle regioni italiane a statuto ordinario si attesta a 38,12 euro. Più del doppio.

FonteLombardia Speciale

Lombardia Lettura Libri: i lombardi leggono più della media degli italiani

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Libri

Libri scolastici, per ragazzi, gialli, testi religiosi e di letteratura: la Lombardia si conferma la prima regione d’Italia per la produzione di opere con 24.296 titoli pubblicati nel 2016, pari a circa il 28 per cento del totale nazionale. Ancora più importanti i numeri relativi alla tiratura: la Lombardia rappresenta oltre il 50 per cento del totale nazionale con 72.751.000 copie su 128.825.000 a livello nazionale. Al secondo posto, sia per titoli sia per tiratura, si posiziona il Piemonte (rispettivamente 6mila e 20 milioni) e il Lazio (7.800 titoli e 9milioni di tiratura).  

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E’ quanto emerge dai dati Istat per l’anno 2016. Per quanto riguarda i generi più pubblicati in Lombardia al primo posto ci sono le opere per adulti (20.145), seguiti da quelle per ragazzi (2.309) e quelle dedicate alla scuola (1.843).

Le province più attive sono Milano con 21.874 titoli prodotti e 67 milioni di tiratura, Roma (7.522 titoli e 8,8 milioni di copie) e Torino (4.856 titoli e 17 milioni di copie).

CASE EDITRICI: LOMBARDIA PRIMA REGIONE D’ITALIA

La Lombardia ha il numero più elevato degli editori: 373 su 1.775. La maggior parte sono piccole realtà editoriali (143), seguite dagli editori medi (101) e dai grandi (66), mentre 63 non hanno prodotto alcun testo nel 2016. Al secondo posto della classifica nazionale c’è il Lazio (300 case editrici) seguita dal Piemonte (157). La provincia più attiva d’Italia è Milano (246) seguita da Roma (278) da Torino (111).

I LOMBARDI LEGGONO PIÙ DELLA MEDIA DEGLI ITALIANI

La Lombardia tiene anche dal punto di vista dei lettori, che nel 2016 sono calati a livello nazionale passando dal 42 per cento della popolazione di 6 anni e più del 2015 al 40,5 per cento nel 2016. La prima regione per numero di abitanti è ben al di sopra della media nazionale con il 48,9 per cento della popolazione che ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, il 38,8 che ne ha letto da 1 a 3 e il 17,1 per cento che ne ha letto più di 12 nell’ultimo anno. La fotografia scattata dall’Istat evidenzia, inoltre, che i maggiori lettori sono donne e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e che nella propensione alla lettura incide molto il livello di istruzione: il 73,6 per cento dei laureati legge contro il 48,9 per cento dei diplomati. Anche l’esempio dei genitori è importante: il 69,7 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori ha dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, contro il 30,8 per cento dei figli di genitori che non leggono.

L’amore per la lettura si traduce anche in un più ampio desiderio di cultura attraverso visite a mostre, musei, e siti archeologici, frequentazioni di teatri e cinema. Dal report dell’Istat emerge, per esempio, che soltanto il 10,2 per cento dei “non lettori” è andato a teatro almeno una volta nel corso dell’anno contro il 34,7 dei lettori. Differenze ancora più importanti per chi ha visitato mostre e musei: soltanto il 15,8 dei “non lettori” contro il 54,1 dei lettori.

FonteLombardia Speciale

Global Power con “I Bambini delle Fate” per “Fare Sociale”

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Istruzione, Società

Global Power con “I Bambini delle Fate” insieme per sostenere l’Associazione Continuando a Crescere di Verona. Perché, come Global Power, anche I Bambini delle Fate hanno un’energia virtuosa, spontanea e contagiosa. Chi fa impresa ha un dovere sociale verso il mercato e verso chi collabora direttamente e indirettamente con l’impresa stessa.

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Mentalità Imprenditoriale e Cuore nel Sociale a sostegno dei progetti de I Bambini delle Fate che si realizzano anche attraverso l’impegno costante e continuativo di Global Power. Un’energia contagiosa e vulcanica come quella dei bambini ha bisogno di un’Energia spontanea e virtuosa come quella di Global Power.

Supportare e contribuire con costanza e determinazione alla loro crescita è molto più di un impegno. È un dovere sociale verso la comunità e verso tutte le famiglie che aiutano Global Power, fornitore di energia elettrica e gas, a migliorare la propria presenza nel mercato.

Le strade di Global Power e I Bambini delle Fate si sono incrociate quest’anno sostenendo il progetto “Da Zero a Cento: percorsi di vita” dell’Associazione senza scopo di lucro “Continuando a Crescere”. L’associazione, attiva dal 2008 nell’ambito sociale del territorio veronese, promuove ed organizza da anni diverse attività formative.

Grazie all’esperienza maturata e al supporto dei professionisti coinvolti, è nato il progetto ambizioso “Da Zero a Cento: percorsi di vita” che vuole offrire servizi di qualità in un’unica struttura. L’iniziativa ha come obiettivo principale la realizzazione di strutture di riferimento per i singoli cittadini e rispondere così in maniera concreta ed efficiente alle esigenze di famiglie, anziani e diversamente abili con azioni efficaci ed economiche in ambito pedagogico, psicologico e sociale grazie al supporto di persone preparate ed esperte. Una struttura di facile accesso nel territorio veronese che offra molteplici servizi di qualità con un’unica Missione.

In quest’ottica fare imprenditoria significa anche sviluppare un modello etico con la consapevolezza che per un’azienda come Global Power che ha nel proprio DNA valori chiave come trasparenza, risparmio e sostenibilità, non si possa esimere dalle responsabilità sociali e debba contribuire in maniera efficace e concreta al miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie.

Azioni virtuose generano azioni virtuose. Global Power lo sa bene, per questo ogni giorno consiglia ai propri clienti buone pratiche per ottimizzare l’uso di energia, perché adottando un approccio sostenibile si risparmia e si dispone di risorse preziose.

Sin dalla sua nascita nel 2004 l’azione imprenditoriale di Global Power trae ispirazione dalle politiche energetiche suggerite dal Protocollo di Kyoto e, successivamente, da quelle del pacchetto clima 20-20-20 fino a quelle più recenti del quadro per il clima e l’energia. L’obiettivo è chiaro: proporsi come player in grado di accompagnare il proprio cliente in un percorso di autosufficienza energetica e promuovere così un’economia a basse emissioni.

“Speriamo che la nostra esperienza possa convincere altre realtà imprenditoriali, non solo veronesi, a contribuire ad iniziative che portano vantaggi concreti alle persone come quelle promosse da Continuando a Crescere e I Bambini delle Fate – ha affermato Nicola Gasparoni, Presidente di Global Power S.p.A. – Per quanto ci riguarda continueremo a dare il nostro sostegno a questi progetti con la nostra energia positiva e concreta”.

FONTEI bambini delle fate.it

Gravina FIGC, dobbiamo lanciare una grande candidatura per Euro2028

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

L’appuntamento del 29 gennaio (presso l’Hilton di Fiumicino) si avvicina a grandi passi e il clima elettorale, tra i tre candidati (Gabriele Gravina, Damiano Tommasi e Cosimo Sibilia) per la presidenza della FIGC, si fa sempre più incandescente.

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Siamo (probabilmente) ad un passo da un cambiamento radicale, dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio (presidente federale uscente).
Serve una svolta, una scossa in termini di idee/progetti, ma anche uomini capaci di guidare un processo di cambiamento, che, da tempo, tutti chiedono, ma che nessuno, al momento, ha avuto il coraggio di attivare, a torto o a ragione. Ne abbiamo parlato, in esclusiva, con Gabriele Gravina (presidente Lega Pro), candidato ufficiale per la presidenza della FIGC.

D: Presidente, qual è la tematica che le sta più a cuore in questa difficile campagna elettorale?
R: Il mio programma tocca diversi temi e tutte le aree che compongono il movimento del calcio italiano. Pur tuttavia, dovendo scegliere, mi soffermerei sulla “sostenibilità”, un concetto che va oltre l’aspetto economico, seppure di grande attualità nel nostro Paese. Parlo, soprattutto, di sostenibilità di sistema, quindi il mio sguardo si rivolge inevitabilmente ai progetti, ai giovani, alla passione per questo sport, il tutto collegato ad un senso fortissimo di identità, che dobbiamo recuperare. Mi riferisco, quindi, non solo alla gestione aziendale delle imprese calcio, ma anche al management tecnico, alla qualità dei calciatori (da far crescere all’interno dei vivai), ecc.. E’ una equazione fondamentale da rilanciare nel sistema. Il mio impegno, una volta eletto, sarà in questa direzione.
Più in generale, dobbiamo riscoprire l’orgoglio di appartenenza ad un movimento sportivo, il più importante su scala nazionale. Percepisco, tra l’altro, muovendomi per la penisola, una “depressione” cronicizzata tra i nostri dirigenti. E questo mi fa molto male.

D: Di questa campagna, fatta di incontri, di comunicati (talvolta in fotocopia) e di accordi più o meno annunciati (spesso al rialzo), qual è l’aspetto in cui non si riconosce?
R: Se guardo, in generale a quello che sto vedendo, nessuno sta accarezzando l’anima degli stakeholders. Si parla solo di numeri in chiave elettorale. Tutti sono concentrati sulla mera somma delle percentuali (all’interno delle sette diverse componenti), in un visione troppo muscolare della campagna in esame. E’ un sistema, il nostro, che si sta inaridendo. E’ tempo di reagire.

D: La Lega spagnola di Javier Tebas sta utilizzando come ambassador all’estero personaggi del calibro di Gianluca Zambrotta (ex Barcellona, ma, soprattutto, campione del mondo con gli azzurri in occasione Germania 2006). Non le sembra quantomeno singolare? Nostri campioni all’estero che lavorano per la concorrenza.
R: E’ vero. E’ assolutamente incredibile. Nella mia idea futura di “Club Italia” c’è la partecipazione di molti campioni del recente passato. Campioni del 1982, così come del 2006. Non dei veri e propri testimonial, nel senso pubblicitario del termine, ma degli “accumulatori di entusiasmo”, da mettere al servizio delle Nazionali. Dobbiamo diffondere entusiasmo, capacità professionali, il tutto collegato a nuovi concetti di qualità. In Spagna, bisogna essere sinceri, possono contare su campioni del calibro di Messi o Cristiano Ronaldo. Top player che aumentano il tasso di spettacolarità del campionato. Il mercato italiano deve, però, tornare ad investire, a partire dalla progettualità.

D: Nei primi 100 giorni da presidente (in caso di elezione) cosa succederà?
R: Mi muoverò su tre direttrici: riforma statuti, riforma campionati (entro il mese di luglio) e successivamente, dopo le politiche nazionali (si voterà il prossimo 4 marzo), chiederemo al nuovo Parlamento, di intervenire su due temi centrali: la modifica della legge 91 e un disegno legislativo sul tema dell’apprendistato.

D: In cosa il suo programma è diverso rispetto a quello di Tommasi o Sibilia?
R: La mia è sicuramente una proposta più trasversale rispetto a quella degli altri candidati. Per gestire una federazione come la FIGC servono competenze multidisciplinari. Credo di poter essere di supporto, una volta eletto, a tutte le diverse componenti del mondo del calcio. Questa è una caratteristica distintiva per chiunque sarà chiamato a gestire,nei prossimi mesi, la “nuova” FIGC.

D: Molti addetti ai lavori ritengono Cosimo Sibilia (LND) il suo principale avversario. Cosa ne pensa?
R: La proposta di Sibilia è schiacciata sull’accentuazione del suo 34% (tanto pesa, sotto il profilo elettorale, la LND). Lo vedo molto arroccato su un’idea di maggioranza relativa. Come se questa percentuale possa risolvere tutti i problemi del calcio. E’ l’esercizio tipico di chi è votato al puro esercizio del potere. Personalmente preferisco il dialogo, il confronto, l’accentuazione delle identità e dei valori.

D: Tommasi, invece?
R: Con Damiano vi è un rapporto costruito nel tempo. Dobbiamo rafforzarlo proprio in vista di questa tornata elettorale. Siamo stati al fianco in tante battaglie, portate avanti già nella precedente campagna elettorale (quella che ha portato, il 6 marzo 2017, alla vittoria di Carlo Tavecchio su Andrea Abodi, per pochi punti percentuali). C’è un dialogo aperto da sempre. Mi meraviglierei del contrario.

D: Gravina, è pronto a fare una promessa agli italiani?
R: Quale, nello specifico?

D: In Qatar, nel 2022, ci saremo? Non è che assisteremo ad una nuova Apocalisse, parafrasando Tavecchio?
R: Assolutamente. L’Apocalisse (battuta di Tavecchio prima dell’eliminazione per mano degli svedesi, nda) si concretizza, per definizione, una volta soltanto. L’eliminazione l’abbiamo già vissuta, pagando, come movimento, un prezzo altissimo. Adesso dobbiamo puntare a realizzare i progetti migliori e a ripartire con entusiasmo. Ci saremo sicuramente in Qatar, per la Fifa World Cup 2022. Promessa garantita. Prima, tra l’altro, dobbiamo lanciare una grande candidatura tricolore per l’organizzazione di Euro2028.

D: Come si pone rispetto al CONI e alla figura di Malagò?*
R: Per natura ho massimo rispetto delle istituzioni. Certamente non ho alcun interesse ad entrare in conflitto con il Coni. Sarebbe, tra l’altro, un inutile dispendio di energie e, poi, il CONI è la casa dello sport italiano. Non avrebbe alcun senso. Il nostro mondo, nel futuro, deve tornare ad essere centrale, puntando ad una maggiore dignità rispetto al panorama variegato delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali).

* per la cronaca, la domanda è stata posta al presidente della Lega Pro prima dell’incontro di ieri al Palazzo “H”. Malagò ha chiesto ufficialmente, ai tre candidati per la presidenza FIGC, di identificare una nuova data per l’assemblea. Gli stessi, al momento, non hanno acconsentito alla proposta del n.1 dello sport italiano, anche se è prevista una decisione finale nella giornata di sabato 27. Secondo molti addetti ai lavori Malagò, dopo l’ultimatum alla Lega serie A (per definire AD e Presidente entro i prossimi 30 giorni), si preparerebbe a chiedere un commissariamento della FIGC.

FONTEsporteconomy.it

Gravina FIGC: Metà Serie A si schiera con il candidato della Lega Pro

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

I due contendenti vedono 10 club, al momento candidatura Aic resta.

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Metà Serie A si schiera con Gabriele Gravina, per le elezioni della Figc.

Juventus, Inter, Roma, Torino, Fiorentina, Spal, Sampdoria, Cagliari, Sassuolo e Bologna, nell’incontro con il candidato della Lega Pro e con Damiano Tommasi, hanno espresso la loro intenzione di voto per il primo dei due, chiedendo al numero 1 dell’Aic “di fare sintesi”.

Tommasi è da parte sua intenzionato ad andare avanti con la candidatura.

Gravina conterebbe con un’alleanza sul 6% di voti dalla A, il 17% dalla Lega Pro, il 10% dagli allenatori, il 2% dagli arbitri e un 5% dalla B. L’Aic pesa per il 20%.

FONTEansa.it

Gravina FIGC, Respinte le richieste del numero uno del Coni

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

Respinte le richieste del numero uno del Coni dopo l’incontro avuto con Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi. Poi l’attacco a Tavecchio: “Disconosce le regole”.

ROMA – Il Coni chiede il rinvio delle elezioni per la presidenza alla Figc, ma i tre candidati dicono no. E’ l’esito dell’incontro avuto tra il numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò, e i candidati Gravina, Sibilia e Tommasi.

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“Malagò ci ha chiesto di rinviare l’assemblea elettiva di lunedì per aspettare l’evolversi della situazione presso la Lega di Serie A. Questa proposta non è stata accettata da nessuno dei tre candidati, l’assemblea ormai è incardinata e si terrà regolarmente”. Lo ha detto Gabriele Gravina, numero 1 di Lega Pro, uscendo dall’incontro. “Poi c’è anche un altro passaggio fondamentale: io e Tommasi (quest’ultimo non fa passi indietro, ndr) dobbiamo incontrare la Lega di A e quella di B e quindi faremo anche una verifica con le altre componenti – aggiunge Gravina -. L’assemblea comunque è incardinata e ci sarà, diventa complicata annullarla, non è nelle nostre disponibilità. Lì i candidati assumeranno una propria responsabilità di fronte a quello che Malagò ci indicherà sabato mattina. Decidere di fare un passo indietro lunedì? Lo valuteremo e decideremo, ma per il momento non è una ipotesi percorribile. I delegati potrebbero indicare o meno la strada da percorrere”.

Sulle stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni di Cosimo Sibilia: “Malagò ci ha chiesto di riflettere su un eventuale rinvio delle elezioni Figc, ci sono delle difficoltà procedurali. Per quanto riguarda la Lnd abbiamo preso atto di questa richiesta ma crediamo sia un percorso complicato quello del rinvio, non so se ci sono le condizioni tecniche”.

“E’ stato ipotizzato un rinvio delle elezioni su cui ci siamo riservati di fare una riflessione e di risentirci prima dell’assemblea. Personalmente non so se sia rinviabile l’assemblea della Figc, dobbiamo approfondire e poi vedremo”. Sono le parole del presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi. “Non sapevo di questa ulteriore diffida decisa in Giunta, non so se sia possibile rinviare una volta convocata l’assemblea. Devo capire se questo vuol dire riavviare l’intero procedimento elettorale”.

MALAGO’: “TAVECCHIO SU SERIE A DISCONOSCE LE REGOLE” –  “Alla lettera che abbiamo inviato lo scorso 5 gennaio non c’è stata una risposta formale da parte della Figc: questo vi fa capire lo stato dell’arte e noi siamo dispiaciuti. In Lega di A al momento c’è un commissario straordinario (Carlo Tavecchio, ndr) che dovrebbe ottemperare a delle regole che per primo sta assolutamente disconoscendo”, è il duro commento di Giovanni Malagò. “Tavecchio doveva rendere pubblica la lettera del 5 ma nessun candidato ne era a conoscenza – ha osservato Malagò -. La Figc sta permettendo da moltissimi mesi che la Lega di A disconosca le regole del nostro mondo e in particolare della federazione stessa: la persona che dovrebbe adoperarsi per risolvere questo problema e non lo ha mai fatto, e neanche mai posto, è il presidente dimissionario e commissario straordinario Tavecchio.
È un problemino, anzi un problemone, che non è stato preso in considerazione e sistematicamente disatteso”.

La Lega di A è “in una situazione illegittima, non ha rispettato il suo dovere come hanno fatto le altre leghe. Per una questione di quieto vivere e di buonsenso, e per non far vedere soprattutto in un momento in cui tutto il mondo si ferma e non litiga e cerca di fare la pace, e il mio riferimento vale perché il Coni si sta per trasferire a PyeongChang per le Olimpiadi invernali, è stato deciso di dare 30 giorni alla federazione per sistemare questa vicenda” ha aggiunto  parlando della situazione della Lega di A, senza rappresentanti da quasi un anno. “Molti membri di Giunta già ieri a Firenze volevano procedere al commissariamento senza aspettare questo tempo, ma ritengo sarebbe stato un errore perché non è possibile impedire l’assemblea alla Lega di A, il Coni non ha questo tipo di potere giuridico. Siamo tutti in partenza per Olimpiadi, c’è una tregua sancita in tutto il pianeta, detto questo io vi do una mano per uscire dalle sabbie mobili, ma voi tirate su la vostra mano per farvi tirare fuori. Ho fatto presente ai tre candidati che se la storia della Lega di A, che non dipende da loro, non si sistema c’è il rischio che vengano commissariati una volta eletti. Il Coni da questa storia non torna indietro come è giusto che sia perché sennò perdiamo credibilità perché è un nostro dovere come ente vigilante”.

LA NOTA UFFICIALE DEL CONI –  ”In caso di inadempienza da parte della Lega Serie A della mancata elezione del Presidente e dei due rappresentanti in Consiglio Federale entro 30 giorni a partire da oggi, il Coni non potrà esimersi dall’assumere nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio i necessari provvedimenti previsti dal vigente contesto normativo, anche in presenza di un presidente regolarmente eletto nell’Assemblea del 29 gennaio prossimo”. Lo si legge in una nota del Coni dopo l’incontro avvenuto oggi con i candidati Figc. “Il Presidente del CONI ha incontrato questo pomeriggio al Foro Italico i 3 candidati alle elezioni della FIGC, Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi che erano stati invitati ieri e avevano aderito con grande disponibilità. All’incontro erano presenti il Vice Presidente Vicario del CONI, Franco Chimenti, il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, e il Vice Segretario, Carlo Mornati – continua la nota –  E’ stato convenuto da tutti che l’obiettivo comune è sempre stato quello di trovare un accordo per ottenere il consenso più ampio possibile per il futuro governo federale”.

“Il Presidente Malagò ha messo a conoscenza dei 3 candidati della nuova lettera di diffida inviata oggi alla Figc, così come approvata ieri all’unanimità nella Giunta Nazionale del CONI a Firenze, nella quale si richiama la FIGC ad ottemperare all’adeguamento dello Statuto della Lega di Serie A in base ai principi informatori approvati dal Consiglio Federale il 26 ottobre 2017, non avendo ricevuto alcun riscontro dall’analoga lettera inviata alla Figc lo scorso 5 gennaio”.

FONTERepubblica.it

FIGC Gravina ha investito molto sul programma elettorale

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

Un sistema quando non vuole cambiare prova a resistere fino all’ultimo.

E’ una legge di vita, e la storia conferma questa tesi. E’ quello che sta avvenendo nel calcio italiano, dove abbiamo una Lega calcio serie A commissariata all’infinito (con Tavecchio dimissionario in FIGC, che prova a rilanciarsi sulla poltrona di presidente della massima serie), con i club, spaccati in due sul nome del prossimo n.1 della Federcalcio. Non c’era spazio per tre candidature e, invece, giustamente, non ci siamo fatti mancare niente al riguardo. In un Paese normale si sarebbe arrivati ad una candidatura unica per mostrare unità, dopo lo sfascio dell’eliminazione dal Mondiale di calcio di Russia2018. Invece siamo appunto a tre candidati. Sotto il profilo della democrazia, potevano anche essere il doppio o il triplo, ma è innegabile che il buon senso (virtù rara nel mondo del calcio) avrebbe consigliato un solo candidato alla Presidenza.

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Andiamo per gradi: Cosimo Sibilia senatore della Repubblica per Forza Italia (tra l’altro non si è compreso ancora se sarà candidato per le prossime politiche) appena 18 mesi fa era commissario straordinario della LND in Campania e non era neppure così popolare tra gli addetti ai lavori. Poi, con un colpo a sorpresa, prima è riuscito a diventare presidente della LND, scavalcando il presidente uscente Cosentino (fino a pochi giorni prima del voto saldamente sulla poltrona dei Dilettanti), poi ha sostenuto Carlo Tavecchio lo scorso 6 marzo, per arrivare successivamente a dimissionarlo, dopo essere stato il suo più grande elettore. Adesso con una esperienza inferiore ai due anni ci prova anche per la FIGC.
Che dire, tutto è possibile nella vita, però ci sembra auspicabile una maggiore esperienza (sotto il profilo dirigenziale), così come una maggiore “neutralità” politica.

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Damiano Tommasi: è stato un bravo calciatore (prima a Verona poi a Roma). Da sempre è un personaggio dalla “faccia pulita”. Ha sostenuto, senza se e ma, Andrea Abodi (attualmente presidente del Credito Sportivo), lo scorso 6 marzo, contro il presidente in carica Tavecchio. Oggi si presenta per la Federcalcio; non si capisce se spinto da una legittima ambizione personale o da quella di chi gli è più vicino in Associazione. Viene visto dai club di A (al netto di qualche eccezione) come il classico sindacalista. Un ruolo che poco ha a che fare con temi come economia, marketing, governance, sostenibilità, ecc. Avrebbe più senso vederlo al fianco di Gabriele Gravina nel ruolo di vice-presidente vicario (al posto di Sibilia). Se non vuole spaccare l’AIC consegnandosi ad un’idea di restaurazione nel mondo del calcio, ha solo una opzione: fare ticket con il presidente della Lega Pro.

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Gabriele Gravina, presidente Lega Pro, sulla carta, è quello, tra i tre, con il minor numero di consensi elettorali (in partenza). Ma questo aspetto, meramente numerico, non deve ingannare i meno attenti.

Sta provando, Sibilia permettendo (domani si parla di una sua visita al presidente del CONI Giovanni Malagò), a chiudere l’accordo con Damiano Tommasi. Ci sembra l’ipotesi migliore (per non dire più naturale) tra quelle praticabili sulla carta. Gravina ha un modus operandi da politico navigato, è un “pacificatore” ed è pervaso sinceramente da una gran voglia di fare, oltre che di cambiare il sistema (soprattutto le storture di questo calcio). Nella precedente tornata elettorale ha sostenuto continuamente Andrea Abodi, pur sapendo di percorrere una strada impossibile. Ha dimostrato in tal senso grande coerenza e affidabilità.

Sarà per questo che qualcuno (che invece le vuole mantenere in vita) gli sta facendo una guerra senza quartiere. Ma questa guerra di posizionamento aiuta più Gravina, che gli altri due candidati: Tommasi non è un politico, Sibilia invece si sta muovendo troppo a livello politico (nei palazzi delle istituzioni), e non sta investendo il tempo a disposizione per far parlare di più del suo programma. Al momento non pervenuto, se non a parole su qualche quotidiano. E l’incontro di domani da Malagò al CONI non lo aiuta ulteriormente. Al di là dei sorrisi e delle pacche sulle spalle, il n.1 del CONI quando c’è una elezione federale è, per natura delle cose, “laico”.

Gravina invece ha investito molto sul programma elettorale, il più completo e dettagliato dei tre in gara. Se già qualcuno dei 275 delegati decidesse di leggerlo, potrebbe portare a casa voti ulteriori il prossimo 29 gennaio.

FONTESporteconomy.it

Elezioni FIGC, ecco i pesi elettorali dei candidati

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

Il prossimo 29 gennaio si svolgerà la nuova assemblea elettorale della FIGC, che dovrebbe portare all’individuazione del nuovo presidente federale (Carlo Tavecchio è quello uscente).

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Sono iscritti ufficialmente tre candidati: Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, Cosimo Sibilia n.1 della LND e Gabriele Gravina per la Lega Pro (nella foto in primo piano).

Diventerà presidente chi conquisterà, al termine delle votazioni (possibile un ballottaggio finale dopo le prima due votazioni), il 50% più uno. Abbiamo deciso di illustrare i pesi percentuali delle sette diverse componenti sedute in Consiglio Federale: serie A, serie B, Lega Pro, LND, AIA (arbitri), AIAC (AssoAllenatori) e AIC (Assocalciatori).

Queste sette componenti non hanno però lo stesso peso specifico: si parte dal 2% degli Arbitri per arrivare al 34% della LND, in mezzo cinque componenti tutte con pesi diversi tra loro. Vediamoli insieme:

  • AIA: (Nicchi) 2%;
  • Lega B: (Balata) 5%;
  • AIAC (Ulivieri): 10%;
  • Serie A (commissario straordinario Tavecchio): 12%;
  • Lega Pro (Gabriele Gravina): 17%;
  • AIC (Damiano Tommasi): 20%;
  • LND (sen. Cosimo Sibilia): 34%.

Non è un caso se i tre candidati sono proprio quelli che, rispettivamente (da Gravina (17%) a Sibilia (34%), passando per Tommasi (20%), pesano di più. In totale il 71% dei consensi. Nessuno dei tre raggiunge da solo il 50% più uno. Solo Sibilia (LND), sommando il 29% dei consensi rimasti fuori dalla competizione (AIAC+AIA+Lega A e B) ai suoi, potrebbe raggiungere questo risultato. Ma è chiaro che parliamo di una ipotesi di scuola. La realtà delle alleanze è ben altra. Come spesso avviene, però, la componente tecnica di Ulivieri (Assoallenatori) potrebbe decidersi di unirsi a Tommasi (AIC), anche se lo scorso 6 marzo, quando fu eletto Tavecchio per la seconda volta consecutiva, avvenne proprio uno “strappo” tra Tommasi (schierato con Andrea Abodi, candidato alla presidenza) e Ulivieri (schierato a sorpresa con il presidente federale Tavecchio). La partita per la presidenza federale è ancora molto aperta e proprio nelle ultime ore, pre elezioni, potrebbero esserci delle grandi novità. Nel frattempo il quotidiano “Il Mattino” di Napoli, conferma la ricandidatura di Cosimo Sibilia, senatore di Forza Italia (sempre in Campania e sempre per il partito di Berlusconi), per il ramo più “nobile” del Parlamento.

Se Tommasi è sicuramente un personaggio molto amato dal grande pubblico, per il suo stile in campo (ai tempi della AS Roma e della Nazionale), e fuori dal rettangolo di gioco (da sempre è impegnato in ambito sociale e si impegna in campagne no-profit), il personaggio che ha le maggiori capacità di “sintesi politica” (parliamo chiaramente di politica “sportiva”) è Gabriele Gravina.

Il n.1 della Lega Pro potrebbe riunire un mondo, quello del calcio, completamente spaccato e attivare, una volta per tutte, una stagione intensa di riforme. Auspicate da molti, ma ancora non attuate, spesso per ragioni di opportunità. Gravina deve avere il coraggio di operare delle azioni di “discontinuità” rispetto al passato. I tempi sono maturi per lavorare in tal senso. E’ una occasione unica ed irripetibile. Non sprechiamola!

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Elezioni FIGC: Tommasi e Gravina dovrebbero convergere naturalmente

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

“I presidenti dell’Associazione italiana calciatori, Damiano Tommasi, e della Lega nazionale dilettanti, Cosimo Sibilia, entrambi candidati ala presidenza della Figc, si sono incontrati a Roma per discutere dei rispettivi programmi federali”.

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“Il confronto – fa sapere l’Aic – ha evidenziato “le numerose convergenze sulle progettualità future”. Lunedì prossimo è in programma il consiglio direttivo dell’Aic.”
Recita così il comunicato al termine del vertice tra il numero 1 dell’Assocalciatori e il pari grado della Lega Nazionale Dilettanti.

“Tutto molto interessante”, verrebbe da esclamare parafrasando Rovazzi, se non fosse per il fatto che, appena pochi giorni fa, un testo congiunto molto vicino a questo era stato dato alle agenzie, con Gabriele Gravina (n.1 della Lega Pro) al posto del nome del dirigente irpino. Ora delle due l’una: o abbiamo portato lo stile delle consultazioni del Quirinale all’interno del mondo della Federcalcio (ma crediamo sia un po’ esagerato), con annesse dichiarazioni di rito (uguali tra di loro), o Tommasi, a seconda dell’interlocutore che incontra, non si spreca più di tanto e racconta sempre le stesse cose. Insomma, non proprio un bel vedere, ad essere sinceri.

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Da Tommasi, persona che stimiamo a prescindere, ci aspetteremmo, per esempio, maggiore “coraggio” e soprattutto pro-attività. Qui non si tratta più di gestire un’elezione come fosse una partita a Risiko o una partita privata al circolo sotto casa. Le due forze più innovative e progettuali (Tommasi e Gravina) dovrebbero convergere naturalmente e fare “ticket”. Non serve uno stratega uscito da una scuola di guerra, né ci dovrebbero essere tutti questi tatticismi sul tavolo. E, invece, si sta assistendo ad un gioco al rialzo (o almeno così sembra – quindi è anche peggio per certi versi), che non fa bene ad un movimento del calcio, umiliato, di recente, a causa dell’eliminazione degli Azzurri dal Mondiale di Russia 2018.

Ma torniamo all’incontro di questo pomeriggio all’ombra del Cupolone. Andando nello specifico ad analizzare l’aspetto centrale dei contenuti, troviamo, per esempio, sul fronte di Sibilia, una serie di “promesse” non tutte realizzabili. Il presidente della LND infatti avrebbe garantito a Tommasi, il controllo del Club Italia, una riduzione (più di facciata che di sostanza) sul tema dell’età del vincolo dei calciatori (si scenderebbe a 22 anni), ma soprattutto la gestione del settore giovanile FIGC, con Vito Tisci (attuale coordinatore d’area in Federcalcio), che, questo week-end prenderà il Maalox per provare ad alleviare i bruciori di stomaco. Se Sibilia decidesse di realizzare in toto le “desiderata” di Damiano Tommasi scoppierebbe la “rivoluzione” in LND e già sarebbero partite telefonate infuocate tra diversi dirigenti, che promettono, in caso di conferma di questo Patto, di non votare il presidente irpino nel “silenzio” dell’urna.

FONTESporteconomy.it

Gravina Figc, disponibile ad un’unione con Tommasi

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Calcio

Definite le candidature per le elezioni del presidente della Figc, a parlare oggi è stato Gabriele Gravina, nome ed espressione della Lega Italiana Calcio Professionistico.

FIGC:SIBILIA-GRAVINA-TOMMASI AL TAVOLO, ASPETTANDO LA SERIE A

Definite le candidature per le elezioni del presidente della Figc, si va spediti verso la data del 29 gennaio, giorno in cui si terranno le votazioni a Roma. A parlare oggi è stato Gabriele Gravina, nome ed espressione della Lega Italiana Calcio Professionistico: “I candidati sono 3, ma in realtà le aree politiche sono due: una rappresenta la continuità e l’altra l’innovazione testimoniata da me e Tommasi. Sono favorevole ad un’alleanza tra me e Tommasi”. Ricordiamo che l’altro nome a concorrere è Cosimo Sibilia.

“Viviamo in un mondo fatto di contraddizioni in cui si parte per raggiungere il più ampio consenso e per la prima volta ci sono 3 candidati, poi si parla di possibilità di lavorare su una piattaforma programmatica, ma l’unica l’ho presentata io ed in più, ancora non sappiamo quali sono i temi per rilanciare il calcio italiano”. Tra politica e tecnicismo: “La miscela, che è quello che traspare, è ciò che ho sempre condannato e non mi piace. Purtroppo il nostro calcio non sta testimoniando la corretta impostazione di un processo di riforma che merita. L’idea che si tratti di un’elezione di potere non mi piace e avverto anche uno stato di disagio, ma non posso tirarmi indietro.”

Un ritiro a sorpresa: “I candidati sono 3, ma in realtà le aree politiche sono due: una rappresenta la continuità e l’altra l’innovazione testimoniata da me e Tommasi. Sono favorevole ad un’alleanza tra me e Tommasi e se si verificherà, il ruolo di presidente non lo voglio a tutti i costi. Mi interessa l’obiettivo ed eventualmente valuterò con Damiano chi candidare, la mia idea è candidare chi ha più possibilità di centrare l’obiettivo”.

Ricette per la Nazionale: “L’allenatore non è l’elemento risolutivo della Nazionale italiana. Dobbiamo mettere insieme una classe dirigente che possa comandare il club Italia, mettere insieme i nostri tifosi, sviluppare nuovamente l’entusiasmo degli italiani magari proponendo anche un evento e mi viene in mente Euro 2028″.

FONTEIlSole24Ore.com