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compro oro la crisi dopo il boom

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Aziende

Dopo il boom dei compro oro Firenze, Roma, Genova che ha portato ad una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale di questo genere di attività commerciali oggi anche questo settore sta conoscendo un periodo di stagnazione con un calo del volume di affari che si aggira sul dieci per cento.
Fino a qualche anno fa questo settore, grazie anche all’elevato prezzo dell’oro che era arrivato a toccare quota 1900 dollari l’oncia, ha conosciuto un lungo periodo di crescita durante il quale il numero dei compro oro era cresciuto notevolmente, spinto dalle molte persone che si recavano presso queste attività per monetizzare il valore dei propri ori che venivano pagati in proporzione agli alti prezzi dell’oro di quel periodo.
Attualmente con il prezzo dell’oro rientrato su valori più normali il numero di persone che si recano presso i compro oro per vendere oro e gioielli è notevolmente diminuito, conseguentemente alla diminuzione dell’offerta di oro usato anche il numero di attività che si occupano dell’acquisto oro è diminuito.
La chiusura di alcuni compro oro, per lo più riferibili a quelle persone che erano entrate a far parte di questo settore speculando sul momento favorevole, sta conducendo tutto il settore verso un periodo di stabilizzazione dove vengano premiati i compro oro che hanno sempre operato in modo serio ed onesto conquistando così la fiducia della gente.
Oggi più che mai gli operatori del settore stanno cercando attraverso quotazioni oro sempre più alte di accaparrarsi la maggiore quantità di oro usato possibile, oltre al calo del prezzo aureo ci sono altri motivi che hanno contribuito alla riduzione del volume di affari dei compro oro, uno dei fattori che ha contribuito è anche il fatto che i privati possiedano sempre meno oro, non riuscendo più come prima a rinnovare il parco gioielli.
Questa evoluzione del settore compro oro se da una parte lo ha reso meno remunerativo dall’altra ha permesso a chi vende oro usato di ottenere prezzi di acquisto migliori sempre comunque calcolati sull’attuale prezzo d acquisto, che è ben al di sotto del prezzo aureo record di qualche anno fa, all’epoca del boom del prezzo dell’oro parallelo al crollo delle vendite delle gioiellerie non sono stati pochi i professionisti che possedendo una gioielleria hanno preso la decisione di trasformare i propri punti vendita in veri e propri compro oro.
In conclusione dopo anni nonostante la diminuzione del volume di affari questo genere di attività è entrata a far parte del tessuto commerciale moderno e offre una possibilità di vendere l’oro usato in modo immediato che risulta molto utile per chi avesse oro da vendere senza dover aspettare

La Custodia dell’ Oro

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Mercati

Sempre più persone in tutto il mondo investano in oro fisico, questo trend in costante crescita pone il problema della custodia dell’oro fisico acquistato.
La strategia del compro oro fisico viene perpetrata dagli investitori che desiderano assicurarsi un futuro economico tranquillo senza scommettere in altre tipologie di investimento che anche se potrebbero in alcuni casi permettere guadagni consistenti al tempo stesso potrebbero anche portare a gravi perdite del capitale investito.
Questa tipologia di investitori che scelgano un investimento sicuro sono molto sensibili al tema della custodia sicura dell’oro fisico acquistato.
Alcuni investitori scelgano di affidare il proprio oro generalmente sotto forma di lingotti 24 carati ai caveau delle banche specializzate nella custodia di oro fisico.
Quando ci si affida alla custodia delle banche è bene informarsi sulle condizione di custodia dell’oro fisico, esistano due metodi principali con i quali gli istituti bancari conservano l’oro che li viene affidato.
Uno consiste nel richiedere un conto oro assegnato che ha un costo di custodia stabilito dalla banca stessa, questo metodo prevede l’assegnazione di una cassetta di sicurezza di proprietà del richiedente nel quale si potrà depositare il proprio oro con la garanzia che questo possa essere utilizzato dalla banca per operazioni finanziarie.
L’altro metodo consiste nello scegliere un conto oro non assegnato che non ha un costo di custodia, anche se ultimamente alcune banche prevedano l’assegnazione di parte delle spese di custodia.
Scegliendo di conservare oro fisico in un conto non assegnato si accetta la possibilità che il nostro oro possa essere utilizzato a discrezione della banca in operazioni finanziarie che seppur in casi estremi potrebbero portare alla perdita del vostro oro fisico.
Esiste un’alternativa per la custodia dell’oro fisico che è quella di provvedere a conservare i lingotti autonomamente, in questo caso il rischio è rappresentato dalla possibilità di un furto, rischio per il quale potremo provvedere stipulando un’assicurazione contro questa eventualità ma che comporterebbe comunque una spesa fissa aggiuntiva.
I metodi di custodia di oro fisico sono scelti dagli investitori in base anche alle proprie esigenze e preferenze personali ma è certo che se si decide di affidare i propri soldi ad un bene rifugio come l’oro per coerenza si dovrebbe pensare ad un metodo di custodia dell’oro fisico altrettanto sicuro anche se questo potrebbe comportare una spesa.

Vendere Oro, Come Guadagnare il Massimo

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Mercati

Se hai da vendere oro sotto forma di vecchi gioielli o oggetti anche rotti o non più luccicanti hai due possibilità.
Nel caso l’oggetto in oro non abbia un particolare valore se non quello dell’oro in esso contenuto allora non conviene spendere soldi per ripristinarlo allo stato originale, recandosi presso un compro oro otterremo una valutazione analoga sia che sia in buone condizioni che non.
Vendere oro ad un compro oro è un’operazione molto semplice, è sufficiente un documento di identità valido e l’operatore accetterà di acquistare qualsiasi tipo di gioielli o oggetto in oro in qualsiasi condizioni essi siano.
L’interesse dei compro oro è unicamente quello di acquistare l’oro contenuto nell’oggetto e su questo farà una valutazione che terrà esclusivamente conto della purezza in base ai carati e della quantità del prezioso metallo giallo al netto di altri materiali.
Per avere una valutazione adeguata del valore dell’oro è consigliabile recarsi in zone o città dove la concentrazione di compro oro è più elevata, questo perché come accade per tutte le tipologie di attività commerciali la concorrenza tende a far avere condizioni di trattativa migliori per il cliente, anche se in questo caso si tratta di attività commerciali che non vendano al pubblico ma bensì acqistano.
Per esempio se ci troviamo in Toscana è più probabile ottenere una valutazione più alta del proprio oro presso un compro oro firenze rispetto ad altre città o paesi della stessa regione dove il numero di operatori ed il giro di affari è decisamente minore rispetto al capoluogo principale.
In caso di oggetti che hanno un valore superiore all’oro in essi contenuto come oggetti rari o che sono molto ricercati ed apprezzati, è giusto prendere in considerazione l’eventualità di ripristinarli allo stato originale.
Il costo di una pulitura o del ripristino di un oggetto d’oro potrebbe essere conveniente quando questi potrebbero essere rivenduti ad un prezzo decisamente superiore rispetto allo stesso oggetto in cattive condizioni.
Vendere oggetti in oro rari e o di particolare valore riuscendo a monetizzarne il valore reale è più complesso, in quanto sarà necessario rivolgersi a commercianti o clienti finali che trattano ed apprezzano le particolarità di tali oggetti al di là del valore dell’oro in essi contenuto.
In questi casi prima di vendere oro è consigliabile farsi fare delle stime precise da operatori professionali che non siano direttamente interessati all’acquisto di tali oggetti e solo successivamente proporre l’oggetto presso commercianti specializzati in quel genere di oggetti o proponendolo direttamente attraverso portali web specializzati.

Storia dell’Oro nella Finanza Moderna

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Economia, Mercati

L’oro è stato fin dalla sua scoperta sinonimo di ricchezza, il suo valore di metallo pregiato è riconosciuto universalmente fin dai tempi antichi, per questo motivo l’oro è stato considerato un sicuro mezzo di pagamento per millenni.
Si calcola che dalla sua scoperta ne siano stati estratte circa 135.000 tonnellate, attualmente con i moderni sistemi di estrazione ogni anno ne vengono estratte circa 2.400 tonnellate, quantità spesso non sufficiente a soddisfare le strategie compro oro dei grandi investitori privati e istituzionali internazionali.
L’oro cominciò ad essere usato in modo diffuso come moneta corrente nel 1816 in Inghilterra, paese che istituì il sistema del “Gold Standard” che prevedeva la perfetta convertibilità tra la sterlina e l’oro.
Anche altri importanti paesi tra cui la Germania e gli Stati Uniti utilizzarono l’oro per il proprio sistema monetario, questo porto alla libera coniazione di monete d’oro, questo prezioso metallo poteva essere commercializzato senza limitazioni.
Questo sistema che garantiva il denaro emesso con un contro valore in oro custodito dallo stato di emissione ha assicurato stabilità economica internazionale prevenendo la stabilità dei prezzi limitando l’inflazione.
Dopo un periodo molto difficile a cavallo tra le due guerre mondiali, nel 1944, per iniziativa degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentanti di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.). In tale occasione venne fissato il prezzo del metallo a 35 $ per oncia, prezzo a cui gli USA si impegnarono ad acquistarlo da chiunque ed a venderlo solo alle Banche Centrali. Il sistema basato sull’oro degli Inglesi, diventava un’istituzione che poggiava ora su due pilastri: il dollaro e l’oro. Ogni paese partecipante fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta nazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro: direttamente, oppure indirettamente attraverso il tasso di cambio con il dollaro.
Negli anni sessanta ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda ed offerta, in quanto la grave crisi del dollaro indusse diversi operatori a forti acquisti d’oro. Questa fu la prima volta che l’ oro assunse il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.
Il sistema aureo entrò in una crisi che culminò il 15 Agosto 1971, quando l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e svalutò due volte il biglietto verde facendo così crollare uno dei pilastri del sistema di Bretton Woods. Il doppio mercato dell’oro terminò nel 1976 quando i Paesi aderenti al FMI ufficialmente decisero l’abolizione del prezzo ufficiale.
Nonostante il crollo del sistema e la liberalizzazione del mercato, il metallo giallo continua a rivestire un ruolo fondamentale negli investimenti: offre all’investitore sicurezza e solidità, il suo valore è universale e facilmente realizzabile in qualsiasi momento ed è considerato il bene-rifugio per eccellenza per proteggersi dalle svalutazioni e da incertezze economico-politiche.
Come gli altri metalli preziosi, l’oro è quotato al grammo o all’oncia. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati con una scala che fissa a 24 carati i lingotti d’oro puro.
Dal crollo del sistema di Bretton Woods, il prezzo dell’oro è fissato dai mercati, dal 1919 la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento il cosiddetto fixing dell’oro.