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Tornano a casa i bambini sottratti mentre giocavano in strada

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Italia, Locale

L’incredibile storia di due bambini di un comune della Destra Secchia: la mamma li aveva lasciati soli per andare al vicino supermercato. Restituiti alla famiglia dopo quasi un anno.

Mantova. Il Tribunale per i minorenni di Brescia ha disposto con decreto la “liberazione” di due bambini di un comune della Destra Secchia (Mantova) che nel marzo del 2013 erano stati allontanati dai genitori perché trovati per strada dai carabinieri del comando locale. I genitori, seguiti dall’avvocato Francesco Miraglia e da un’associazione di Verona, sono riusciti a chiarire i fatti e pochi giorni fa i bambini sono stati riportati a casa.

La vicenda ha inizio quando i bambini vengono trovati a dire dei Carabinieri su “una strada pubblica, infreddoliti e con abbigliamento non adeguato alla stagione”. In realtà i bambini giocavano per strada mentre i genitori erano a fare la spesa in un vicino supermercato.

Immediatamente gli stessi minori venivano trasferiti d’urgenza in una comunità per minori a oltre 30 chilometri di distanza. I genitori tornati a casa e non trovando i bambini si rivolgevano ai carabinieri e scoprivano che i loro figli erano stati allontanati. La vicenda si sarebbe potuta concludere con un po’ di buon senso, ma ormai la macchina amministrativa era partita. Nessuno obbietta qui sul comportamento scorretto dei genitori nel caso di specie, ma di fatto questi bambini sono stati relegati in una struttura, lontano dai loro cari, subendo un trauma che non potranno più dimenticare, senza aver subito alcun abuso e senza dei reali pregiudizi accertati. La mancanza di qualsiasi reale pericolo per i minori, come poi puntualmente accertato dal Tribunale, si sarebbe potuta appurare anche senza la sottrazione. A nostro avviso nella decisione hanno pesato molto le valutazioni soggettive di natura psicologica che purtroppo impregnano la giustizia minorile e i servizi sociali, e che sono alla base di molti, troppi, di questi “errori”. Qui le origini dei genitori hanno certamente influito sulla decisione, e forse sono stati giudicati per il loro aspetto e per la loro pelle, senza reali elementi oggettivi, salvo l’evento certamente riprovevole di presunto “abbandono”.

Secondo l’avvocato Miraglia: «La vicenda solleva innumerevoli dubbi su certi allontanamenti e sull’articolo 403 del codice civile che presenta degli aspetti di incostituzionalità, perché consente l’allontanamento di un minore senza l’intervento dell’autorità giudiziaria. Constatiamo ancora una volta la superficialità con cui vengono prese delle decisioni gravissime a “tutela” dei minori che poi, in caso di errore, a causa della lentezza della giustizia italiana, si trascinano per anni causando danni insanabili ai minori sottratti ingiustamente. La giustizia minorile andrebbe riformata.»

Questi genitori possono dirsi “fortunati” di aver risolto la vicenda in un solo anno perché la media è di circa due o tre anni. È giunta l’ora di ammettere che in Italia esiste lo scandalo degli allontanamenti facili con circa 32.000 bambini sottratti alle famiglie, rispetto ai 7.700 della Francia per esempio. Secondo una ricerca della regione Piemonte la percentuale di bambini sottratti senza motivi gravi o accertati è di circa il 70% e anche altre ricerche rivelano dei dati preoccupanti. A questo si aggiunge il giro d’affari delle strutture per minori che va da 2 a 4 miliardi di euro l’anno con rette da 100 a 400 euro AL GIORNO per bambino, il che solleva dei forti sospetti sui motivi alla base di questi numeri allarmanti. Recentemente anche l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, nella conferenza stampa di presentazione di un disegno di legge che chiede maggiori controlli sugli affidi, sulle case famiglia e sul fenomeno degli “allontanamenti facili” ha dichiarato: «Ho avuto davvero tante, tante, tante segnalazioni come presidente delle commissione infanzia e adolescenza.»

Ci auguriamo che questo disegno di legge venga approvato presto e che porti chiarezza e giustizia in un settore in cui, a nostro avviso, tramite valutazioni soggettive e opinabili, psichiatri, psicologi e assistenti sociali spesso inducono il Tribunale dei minori a prendere provvedimenti drastici e drammatici, sottraendo i figli alla famiglia, collocandoli nelle comunità, mettendoli poi sotto indagine, analisi e quant’altro. Nel caso dell’articolo 403 possono farlo senza neppure chiedere al giudice. Questa vicenda conferma quanto il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sostiene da anni, cioè che la sottrazione dovrebbe avvenire solo sulla base di fatti gravi ed accertati o solo dopo l’acquisizione di prove oggettive attendibili, che le perizie e relazioni di natura psicologica-psichiatrica dovrebbero avere solo valore di opinione e che si dovrebbe procedere ad accertare i fatti prima che possa avvenire la sottrazione dei bambini alla famiglia.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

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Psicofarmaci, una sorprendente scoperta: il tuo inferno personale.

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Salute

Articolo di un chimico pluripremiato, autore del libro “Over the Counter Natural Cures” (Cure naturali da banco).

Potrei essere un perfetto candidato per la psichiatria.
Faccio domande senza punto interrogativo per abbreviare la conversazione. Evito lo sguardo diretto degli sconosciuti per paura (ansia?) d’imparare troppo su di loro.
Penso segretamente che i Metallica farebbero musica migliore se riprendessero a stordirsi con droghe da strada e alcool, non con la ‘terapia’.
Cerco di applicare la legge della repulsione per proteggermi da un ‘vero lavoro’, una casetta e macchine scassate. E continuo a dare consigli ai miei figli, solo per darli a me stesso.

Psichiatra: i tuoi farmaci possono aiutarmi?
Forse queste sono le domande che mi hanno spinto a intraprendere una carriera come chimico specializzato nello sviluppo di farmaci, vincendo tanti premi per il mio lavoro. A parte gli addominali di mia moglie, niente mi eccita più dei farmaci e il modo in cui essi influenzano il corpo. Ho studiato la loro anatomia molecolare, rischiato vita e membra per mescolare e legare elementi chimici in provette cilindriche, e ho persino venduto la mia anima a Big Pharma in cambio di un banco da laboratorio e una cappa aspirante.

Durante questo periodo ho fatto alcune sorprendenti scoperte sugli psicofarmaci, classe di medicine comprendente antidepressivi, antipsicotici, stimolanti e ansiolitici. Capire cosa ho imparato ti proteggerà dall’alluvione di effetti collaterali che vengono ora scoperti a velocità supersonica, grazie alla miriade di pazienti cui sono stati prescritti psicofarmaci in nome della salute mentale.

Il tuo inferno personale:
Gli antidepressivi cercano di aumentare, nel cervello, la quantità di una molecola ‘amica,’ conosciuta come serotonina. Si ritiene che possa aiutarci a trovare la felicità quando è nascosta da valanghe di cattiveria, ma non è mai stato provato. Questi farmaci tentano di aumentare il livello di serotonina impedendone, in maniera “selettiva” , la ricaptazione nelle cellule cerebrali. L’acronimo con cui sono chiamati questi farmaci – SSRI – significa proprio questo: Selective Serotonin Reuptake Inhibitor (inibitore selettivo della ricaptazione di serotonina). E’ un nome altisonante, ma un’idea stupida: niente, nel corpo, è selettivo.

Mentre tentano d’inibire la ricaptazione di serotonina, gli antidepressivi possono anche impedire il loro rilascio, e anche quello di un altro composto importante per il cervello noto come dopamina. Le aree del cervello deputate al rilascio e alla ricaptazione di questi neurotrasmettitori sono maledettamente simili (dopotutto lavorano sulla stessa molecola): un farmaco antidepressivo non è abbastanza intelligente da capire su quale dei due deve lavorare. E quindi fa ciò che farebbe un qualsiasi farmaco stupido: li blocca entrambi. Questo è il motivo per cui chi prende questi farmaci si ritrova con quello sguardo fisso e vitreo: vittime dell’incantesimo psichiatrico, sono usciti di testa.

Col tempo possono insorgere tristezza profonda, rabbia e aggressività. Rimuovendo serotonina e dopamina dal cervello, chi fa uso prolungato di antidepressivi non riesce a provare né trovare felicità. Piuttosto, viene sommerso da una valanga di cattiveria. E se non riesci a provare o trovare felicità nella vita, allora qual è il punto? Cosa t’impedisce d’impiccarti o di sterminare i tuoi compagni di scuola? Non molto, quando vivi nel tuo inferno di antidepressivi.

Pensi si tratti di opinioni?
Secondo la FDA (l’agenzia statunitense di controllo dei farmaci) gli antidepressivi possono causare ideazioni e comportamenti suicidi, peggioramento della depressione, ansia, attacchi di panico, insonnia, irritabilità, ostilità, impulsività, comportamento aggressivo, episodi psicotici e violenza. Secondo i produttori, alcuni antidepressivi causano anche ideazioni omicide. Molta gente, dopo avere fatto uso prolungato di antidepressivi, racconta di non riuscire più a provare emozioni normali. Si sente intontito, come uno zombie.

Gli effetti avversi di questi farmaci non sono tuttavia limitati al peggioramento del tuo stato emotivo e al causare psicosi e violenza. Vi sono anche effetti collaterali di tipo fisico, tra cui sanguinamento anomalo, difetti di nascita, attacchi cardiaci, crisi epilettiche e decesso improvviso. Come una sirena d’allarme, sono stati pubblicati oltre duecento avvisi – includendo studi e raccomandazioni da parte di agenzie di supervisione dei farmaci – sulla pericolosità degli antidepressivi.

Farmaci che potrebbero stordire un elefante
Gli psichiatri prescrivono farmaci antipsicotici come Zyprexa e Seroquel per un ampio spettro di disturbi: dalla schizofrenia al disturbo bipolare, dalle allucinazioni alla depressione psicotica, autismo o qualsiasi altra cosa immaginabile, persino il “disturbo pervasivo dello sviluppo” – un’idea geniale che ha fatto impennare le vendite di antipsicotici perché vengono prescritti a bambini irritabili o aggressivi o agitati. E’ un vero peccato, perché questi farmaci servono solo a stordire elefanti, non curare disturbi psichiatrici.

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Psychological Magazine, i farmaci antipsicotici causano un rimpicciolimento del cervello. In altre parole diminuiscono la quantità e il volume di cervello.

In origine erano stati sviluppati per curare i cosiddetti schizofrenici, ma l’industria farmaceutica ha avuto una brillante idea per aumentarne la diffusione presso un mercato molto più ampio: utenti insoddisfatti degli antidepressivi. In America, dove è ammessa la pubblicità dei farmaci, ci sono anche gli spot in TV: “se il tuo antidepressivo non funziona, non incolpare il farmaco: potresti avere il disturbo bipolare!”.

Una volta ingoiato, il farmaco antipsicotico raggiunge velocemente il cervello e, come il petrolio in mare, lo ricopre di una coltre di medicinale che blocca la trasmissione di onde cerebrali. Le normali funzioni cerebrali vengono impedite.

Motivazione, voglia e qualsiasi sensazione di ricompensa vengono deviati. Se gli psichiatri la definiscono “cura” allora i veri matti sono loro.

Se avete mai incontrato sottoposto a trattamento con antipsicotici, non potete non riconoscere uno dei suoi principali effetti collaterali. Si chiama acatisia, e si tratta di movimenti involontari, tic, scatti nell’espressione facciale o nel corpo, che possono anche diventare permanenti.

Gli antipsicotici possono causare anche obesità, diabete, infarto, eventi cardiaci, problemi respiratori, deliri e psicosi. Le agenzie di supervisione del farmaco di USA, Canada, Regno Unito, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa avvisano che gli antipsicotici possono anche causare morte. Non mi sorprenderebbe se gli psichiatri ritenessero anche questa una “cura”.

Attenzione alla smania di saltare il Grand Canyon
Se vorresti saltare il Gran Canyon col tuo scooter, o discendere il Kilimanjaro col tuo snow board, i farmaci per ADHD (detti anche stimolanti) fanno per te. Inondano il cervello di dopamina e accendono un aumento disumano di adrenalina, facendoti credere che la vita sia bellissima, nonostante la morte sia imminente.

A parte questo, se stai assumendo questi farmaci sei tossicodipendente da speed, oppure stai cercando di imparare in quattro ore un intero semestre di biologia, oppure sei uno studente di quinta elementare cui il dottore ha prescritto psicofarmaci stimolanti.

I più diffusi stimolanti oggi prescritti sono sostanzialmente un miscuglio di anfetamine cui vengono dati nomi commerciali tipo Adderall, Vyvanse e Ritalin. I bulli della strada lo vedono come meth, la cocaina dei poveri, oppure cristalli, vetro e speed. Non sorprende che i ragazzini ora abusino di Ritalin e Adderall e altri stimolanti anfetaminici più delle droghe da strada: costano meno e sono legali. Donde il soprannome di cocaina per bambini.

Persino l’agenzia statunitense per le droghe (DEA – Drug Enforcement Agency) classifica il Ritalin nella Categoria II. Significa alto potenziale di abuso – lo stesso di cocaina e morfina. Come questi, gli stimolanti anfetaminici per ADHD provocano sovraccarico del sistema nervoso centrale che può portare a attacco cardiaco o infarto.

E i ragazzini muoiono più rapidamente dei fricchettoni da meth ai rave party.

Non sto esagerando.

Dodici agenzie di regolazione del farmaco, incluso la statunitense FDA, hanno pubblicato allerta sugli stimolanti come Ritalin: possono causare assuefazione, tossicodipendenza, depressione, insonnia, mania, psicosi, problemi cardiaci e decesso improvviso.

Sbatti la testa contro un ansiolitico
Se non siete abbastanza forti per un farmaco che potrebbe uccidere un elefante, come gli antipsicotici, gli psichiatri vi prescriveranno un ansiolitico, di solito basato su benzodiazepine. La scelta tra i due equivale a decidere se devi picchiarti la testa con una mazza di ferro o con una di legno: gli ansiolitici sono quella di legno.

Scoperti nei laboratori chimici maleodoranti di Hoffman La Roche nel 1955, i farmaci ansiolitici si prefiggono di stimolare i recettori del sonno, appena un po’.

In questo modo, invece di sentirti ansioso, vieni messo a dormire a metà. Sarebbe una “cura” e gli psichiatri l’anno praticata per decenni. Ma non è mai stato provato che funzionino, perché liberarsi dai problemi per mezzo di sonniferi è peggio dell’ansia.

L’uso di ansiolitici è caratterizzato da una serie di effetti collaterali poco simpatici quali crisi epilettiche e aggressione e violenza appena l’effetto del farmaco diminuisce.

Secondo i lavori di ricerca pubblicati dalle stesse case farmaceutiche, tra i possibili effetti avversi troviamo allucinazioni, delirio, confusione, comportamento anormale, irritabilità, ostilità, agitazione, depressione e ideazioni suicide.

Dismettere questi farmaci può rivelarsi più difficile che gestire la tossicodipendenza da eroina. Qualcuno ha descritto l’astinenza da “benzo” come lo strappare centinaia di ami da pesca dalla propria pelle senza anestesia.

Se avete dubbi in proposito andate su Google e digitate il nome di alcuni dei più comuni ansiolitici. Io l’ho fatto:

“Klonopin withdrawal” 1.860.000 risultati (N.d.r. “Astinenza da Klonopin” restituisce 11.700 risultati su Google Italia in data 16 agosto 2013)

“Xanax withdrawal” 1.908.000 risultati (N.d.r. “Astinenza da Xanax” restituisce 12.800 risultati su Google Italia in data 16 agosto 2013)

Denunciare le bugie: come trovare la verità
Gli effetti collaterali degli psicofarmaci, in totale, sono tantissimi. E la maggior parte vengono nascosti a pazienti e dottori. Per fortuna, il Citizen Commission on Human Right (un’associazione statunitense gemella del CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani) ha risolto questo problema con un avanzatissimo database: consente a chiunque di ricercare e trovare qualsiasi comunicazione di reazioni avverse che venga inviata all’FDA (ente farmacologico USA) riguardo gli psicofarmaci.

Si può anche trovare facilmente qualsiasi avviso di pericolo pubblicato da vari enti del farmaco a livello internazionale, nonché gli studi scientifici pubblicati sugli effetti collaterali di ogni tipo di psicofarmaco.

Può dunque la psichiatria aiutarmi? No. E questo suona come una sorpresa perché i farmaci psichiatrici, preparati al fine di cancellare sogni e speranze di milioni di persone, sono tra quelli più venduti. A prescindere da quale sia il mio stato mentale (o quello di chiunque) non esiste alcun farmaco che curi o risolva i problemi percepiti come mentali.

La gente può soffrire miseramente per lo stress emotivo o mentale che la vita a volte ci riserva, ma la pseudoscienza psichiatrica non ha ancora risolto uno di questi problemi, e di fatto contribuisce a peggiorare lo stato di salute come evidenziato dall’impressionante gamma di effetti avversi.

Le campagne di marketing e la stampa medica disonesta tendono a oscurare questi fatti. Ma il data base del CCHR sugli effetti collaterali degli psicofarmaci consente a chiunque di conoscere la verità e documentare i fatti, salvando così le proprie vite e quelle delle persone care.

L’autore
Shane Ellison è laureato in chimica organica ed è l’autore del libro “Over-the-counter Natural Cures” (Cure naturali accessibili come farmaci da banco, senza ricetta). Ha vinto diversi premi come chimico e promuove cure naturali sui media.

Articolo originale: http://www.cchrint.org/2010/07/20/psychiatric-meds-101-a-surprising-discovery/

Pubblicato Giovedì, 15/08/2013 – 15:09

Per maggiori informazioni chiama il 349 4466098 e/o visita il sito: http://www.ccdu.org

ADHD: i dati, i soldi, il mercato

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Salute

I dati.
L’ADHD esiste? Esiste cioè un’entità patologica specifica che corrisponde alla definizione che ne viene data?
La diagnosi si fonda solo sui test e sull’osservazione del comportamento del bambino.
I test per l’ADHD sono solo ed esclusivamente le solite domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine – o loro varianti).

I sostenitori della ADHD parlano di un “disturbo neurobiologico”.
Su quali basi fanno queste affermazioni? Quale è la specifica lesione anatomo patologica e quale è l’alterazione funzionale biologica specifica? Quali sono o sarebbero gli esami oggettivi che ne permettono la rilevazione con sufficiente sensibilità e soprattutto con assoluta specificità?

Nel caso poi vi sia una qualunque risposta a queste domande, ciò significherebbe che la diagnosi di ADHD è una vera diagnosi medica, non psichiatrica, bensì neurologica.

A chiarimento definitivo di ogni e qualsiasi dubbio, esiste un modo di togliersi d’impaccio: se l’ADHD è una malattia neurobiologica, allora si faccia diagnosi utilizzando quegli esami oggettivi (test di laboratorio, TAC, ecc.), che ne hanno dato la prova. Il resto sono chiacchiere.

L’obiezione: “Ma test di questo genere non esistono per nessuna malattia mentale!”, non dimostra nulla. Questo genere di argomentazione è sullo stesso piano logico che si verificherebbe quando, dopo un tumulto, uno degli arrestati, rispondendo alla domanda: “Perché hai dato fuoco ad un’auto?”, replicasse: “Perché lo facevano molti altri”.

Spesso otteniamo le solite risposte fumose: “l’ADHD è un disturbo multifattoriale”, “comorbilità”, ecc. Una volta sviscerato il problema, arrivano a parlare di diagnosi differenziale: “Il bambino ADHD è quello dove gli altri eventuali fattori, possibile causa della iperattività e disattenzione, sono stati comunque esclusi”.

Quindi il bambino iperattivo e disattento perché ha i genitori che si stanno separando, non è ADHD; non lo è quello dove la causa sia una vera malattia fisica; non lo è laddove vi siano problemi di relazione o affettivi; non lo è…
Ne dobbiamo dedurre che il bambino ADHD è quello iperattivo e disattento, per il quale non siamo stati capaci di capire o spiegare il perché. Una diagnosi veramente interessante poiché diagnostica, casomai, l’incapacità del medico.

Alcuni affermano che si tratta di una questione di gravità: dipende da quanto è grave questo comportamento, da quanto disturba gli altri e ostacola se stesso.

Possiamo anche concordare, ma quali sono le cause di quel comportamento nello specifico caso? Se si tratta di un problema medico vero (svariate patologie mediche possono provocare questi sintomi), allora vi sarà una diagnosi medica e una terapia conseguente. Se si tratta di un problema di relazioni umane, ci si dovrà muovere su un altro terreno. La gravità della situazione, la sua intensità, non può essere confusa con le cause che la determinano.

Alcuni mostrano grandi quantità di testi scritti sulla ADHD: la vastità della letteratura.
Henri Poincaré, nel suo libro – la Scienza e l’Ipotesi – scriveva: “…un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa….”

Altri si appellano al numero ed alle qualifiche degli esperti a favore della ADHD. Eravamo convinti che il principio di autorità fosse il contrario della scienza, sin dai tempi di Galileo.
Un neuropsichiatra infantile, non sapendo più cosa rispondere, ha detto: “Insomma, dobbiamo pur dare un nome alle cose!”. Questa frase si commenta da sola.

I soldi.
Qualcuno, a mio avviso incautamente, sostiene la seguente idea: “I bambini malati di ADHD non sono quelli che semplicemente sono troppo distratti o attivi. Qui si tratta di una vera patologia. In questi casi diagnosi e cure sono necessarie e lo psicofarmaco sarà comunque sempre l’ultima soluzione possibile. Inoltre i bambini che soffrono di ADHD sono solo il 4% della popolazione infantile”.

Quindi parliamo di una cifra compresa tra i 300,000 e i 350,000 bambini. Questo significa un indotto di altrettanti nuovi pazienti nel mercato della salute. Impossibile calcolare, se non molto approssimativamente, la spesa sanitaria: solo per i controlli, le visite e gli esami, non potrà comunque essere inferiore ai 350 € all’anno per paziente.
A questi vanno aggiunti i costi delle psicoterapie e/o degli psicofarmaci (o di entrambi).
Anche qui, ipotizzando sempre i costi più contenuti possibili, siamo sui 1,000 € annui per la psicoterapia e tra i 500 e i 5,000 € annui per i farmaci, con una media di 3,000 € annui in totale.
Attenendoci alle cifre sottostimate di 300,000 bambini per soli 3,500 € annui ciascuno, otteniamo un totale di spesa che supera il miliardo di Euro annui.
Ma, ripeto, le cifre sono più vicine al doppio o al triplo di quella descritta. Per non parlare della comorbilità e di quant’altro si aggiunge dopo.

Il mercato.
Sono infatti sempre i sostenitori della ADHD e dei test che affermano: ” …in Italia … sono… circa 800 mila i giovani depressi : il dato non solo è reale, ma è dichiaratamente sottostimato… la statistica non è affatto altisonante, ma parte dal presupposto longitudinale della presenza di almeno (sottolineo almeno) il 20% di giovani nella popolazione depressa: è la percentuale minima indicata dalle ricerche dell’American Psychiatric Association, valida per tutti i paesi occidentali”.

Potete trovare il testo intero alla pagina web: www.nopsych.it/article80.html

Quindi avremmo il 4% ADHD, il 10 o il 20 % depressi, cui vanno aggiunti un 7% di sofferenti di sindromi ansiose, un 2 o 3% di affetti da disturbo ossessivo compulsivo (http://depression.forumup.it/post-33-depression.html), cui vanno aggiunti (sempre secondo queste teorie), gli schizofrenici e tutte le altre malattie mentali.

Raggiungiamo così una media del 35/40 % della popolazione infantile: oltre 3 milioni di bambini.

Quindi le cifre sopra elencate per l’ADHD vanno decuplicate. Ora abbiamo un mercato con un fatturato globale (potenziale), di oltre 30 miliardi di Euro: un fatturato che si avvicina a quello della FIAT.

Sono cifre che dovrebbero indurre a qualche riflessione.

E dopo tutto ciò che abbiamo detto, tu, che stai leggendo, pagherai per sostenere l’intera faccenda. Si, perché tutto questo sarà fornito dal nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
Per essere precisi, questo andamento provocherebbe il crollo economico dello stesso SSN.

Alcuni insegnanti e genitori, lamentano comunque un incremento dei fenomeni di iperattività e disattenzione nei bambini. Non sono certo di questo incremento, ma ciò è possibile. Due sono i fattori da esaminare.

Anzitutto, in una società sempre meno a misura di bambino, dove la presenza dei genitori è diminuita perché spesso entrambi devono lavorare, dove l’educazione e l’amore sono meno presenti, dove i valori ed il rispetto sono “cose di altri tempi”, dove noi abbiamo provocato in gran parte quelle reazioni, ora forse abbiamo modo di far “quadrare le cose”?

Certa è inoltre la diminuita tolleranza degli adulti, o almeno di molti di loro, nei confronti dei comportamenti tipici dei bambini.

E’ dunque questa la ADHD? La somma di questi due fattori? Sarà compito dei sociologi di domani rispondere a queste domande.

Diceva una pubblicità: “E intanto io… pago!”

Dr. Roberto Cestari

Strutture psichiatriche che rifuggono dal concetto della contenzione chimica o fisica

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sta ricercando delle strutture psichiatriche operanti con metodi che potrebbero essere definiti come alternativi.

In Italia sono presenti alcune, attualmente sembra poche, strutture pubbliche che forniscono risposte efficaci alle problematiche psichiatriche, rifuggendo dal concetto della forza e della contenzione chimica o fisica.

Queste strutture solitamente costano poco o nulla rispetto ai metodi “tradizionali” e forniscono delle risposte con un alto livello di umanità.

Un buon esempio è descritto nel libro “L’inganno psichiatrico”, un’esperienza attuata a Messina verso la fine degli anni ’90.

“…Più tardi ci recammo a vedere i luoghi, a non molti chilometri di distanza, dove avevano attuato modalità alternative al modello manicomiale.
Qui i pazienti dei servizi psichiatrici erano stati convocati in una libera assemblea; era stato illustrato un progetto e a ciascuno di loro era stato proposto un quesito, una scelta. Potevano continuare a fare i matti, a stare a casa loro con le loro famiglie, a prendere farmaci, a fare controlli e ad ogni crisi essere ricoverati anche contro la loro volontà nel reparto di psichiatria per una o due settimane: insomma la solita routine.

Esisteva però un’altra possibilità. Si trattava di una cooperativa.

Ciascuno avrebbe potuto entrarne a fare parte. C’era una cascina con un poco di terra che sarebbe stata trasformata in un agriturismo. Lì avrebbero trovato lavoro camerieri, cuochi, baristi, agricoltori, ecc.. Inoltre c’era un capannone industriale con falegnameria ed un laboratorio di maioliche.
Se si voleva aderire al progetto cooperativa occorreva anche scegliere quale lavoro si sarebbe voluto fare. Non era quella sciocchezza tanto propagandata dell’ergoterapia*. Era vero lavoro, con vera retribuzione.

Si trattava di impegnarsi, di fare dei cambiamenti, anche di residenza.

Chi avrebbe lavorato nell’agriturismo ci avrebbe anche vissuto, per i lavoratori della falegnameria e della maiolica c’erano tre appartamenti a disposizione.

Indovinate un po’… quanti tra i “matti” scelsero di non aderire alla cooperativa? Nessuno.

Ma la parte più geniale del progetto era che le stesse opportunità erano state presentate anche agli anziani rinchiusi nell’ospizio ed ai giovani disoccupati del paese. In questo modo si era evitato di creare l’agriturismo dei matti o latri nuovi luoghi di esclusiva reclusione. Dall’ospizio un anziano ancora molto in gamba si era offerto di fare la contabilità dell’agriturismo; era sempre stato contabile.

Tutto ciò che aveva rappresentato esclusione o separazione dalla società ora vi tornava contribuendovi.

Un progetto geniale nato dalle idee di uno psichiatra innovativo che già aveva creato altri modelli simili.”

Chiunque sia a conoscenza di strutture che rifuggono dal concetto della forza e della contenzione chimica o fisica, può segnalarle tramite mail all’indirizzo ccdubrescia@gmail.com o chiamando il 347 8127681.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.org/

Parlamento: Pericolo psicofarmaci ai bambini

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Salute

Interrogazione parlamentare dell’On. Gabriella Giammanco dopo le recenti rivelazioni su Merano: “la città con più bambini psichiatrizzati d’Italia”

Roma – L’onorevole Gabriella Giammanco ha presentato un’interrogazione alla Camera dei Deputati in merito alle recenti rivelazioni sulla situazione di Merano che è stata definita la “città con il più alto numero di bambini psichiatrizzati e soggetti a trattamenti con psicofarmaci d’Italia”.

A Merano, infatti, nel 2010, c’erano ben 40 bambini soggetti a trattamenti con potenti psicofarmaci, cifre 13 volte superiori alla vicina Provincia Autonoma di Trento e 4/8 volte superiori al resto d’Italia.

L’interrogazione dell’onorevole Giammanco è divenuta d’obbligo dopo le sconcertanti dichiarazioni della dottoressa Donatella Arcangeli, dirigente medico del centro di neuropsichiatria infantile di Merano, che confermando le cifre astronomiche riportate ha affermato che Merano è una delle poche città a disporre di un centro di riferimento accreditato e che « per questo motivo i numeri e le percentuali sono rilevanti, come del resto il consumo di farmaci ».

In altre parole ha ammesso che la piena implementazione dei centri accreditati per l’ADHD potrebbe portare un aumento esponenziale dell’uso di psicofarmaci sui bambini.

Nell’interrogazione si contesta l’operato della dottoressa Arcangeli. A quanto pare la grave situazione di Merano è dovuta al sostegno acritico e accanito di certi indirizzi normativi da parte della dottoressa che ha persino dichiarato a un quotidiano che

“…le direttive dell’istituto superiore di sanità stimano che a livello nazionale l’1 per cento della popolazione compresa tra i 6 e i 18 anni possa aver bisogno di farmaci.”

In realtà il Progetto Prisma afferma che:

“Ogni 1000 preadolescenti ci sono circa 90 soggetti con patologia psichica ed essendo patologia “minore” non è detto che siano riconosciuti o riconoscibili come tali, senza un percorso di valutazione clinica accurato.”

Non una percentuale dell’1 per cento che ha bisogno di psicofarmaci, ma di bambini con patologie “minori”.

Ed apparentemente la dottoressa Arcangeli non si ferma qui dato che nel corso del 1 o convegno Erickson di Trento del 4 e 5 maggio 2012: « I disturbi di attenzione e iperattività », lei stessa ha affermato che la parte più difficile della terapia consiste nel convincere i genitori che il loro bambino è ammalato di ADHD .

Sta forse cercando di convincerli di una presunta malattia che lo stesso dottor Eisenberg, inventore dell’ADHD, ha definito come una malattia fittizia?

E recentemente un padre di Merano ha denunciato la dottoressa affermando di non essere stato informato degli effetti collaterali di questi farmaci ma solo degli effetti positivi:

“La dottoressa ha parlato a lungo dei problemi di D… facendomi spaventare come papà al fine di farmi accettare gli psicofarmaci, ma non mi ha mai informato degli effetti collaterali.”

Ricordiamo inoltre che il nostro comitato qualche giorno fa ha sollevato il forte sospetto che ci sia un “inciucio” tra la neuropsichiatria infantile e il “doposcuola”.

Ma l’interrogazione dell’onorevole Giammanco va aldilà dell’ambito ristretto della città di Merano.

Si critica infatti l’Assessore alla salute e politiche sociali dottor Richard Theiner per non essere stato in grado di riferire il numero esatto di bambini sottoposti a trattamenti con psicofarmaci nella Provincia Autonoma di Bolzano, nonostante ben due interrogazioni del partito Freiheitlichen.

Nell’interrogazione l’onorevole afferma che:

“è preoccupante e intollerabile che queste informazioni non siano a disposizione dell’assessore e della comunità.”
A quanto pare c’è una rimarchevole differenza tra Trento e Bolzano in merito ai consumi di psicofarmaci che dipende dalle scelte politiche delle due province.

In Provincia di Trento i consumi di psicofarmaci sui bambini sono molto bassi, forse anche grazie alla legge « Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti », sebbene dopo la recente legge « Interventi a favore dei soggetti con disturbi specifici di apprendimento » ci sia stato un aumento del consumo di psicofarmaci sui bambini del 146 per cento in un solo anno.

In Provincia di Bolzano la situazione di Merano e la mancanza di trasparenza dell’assessore indicano una condizione preoccupante.

La piena implementazione della legge 170 e dei centri accreditati secondo certe modalità e protocolli, come implementati dalla dottoressa Arcangeli per esempio, sembrano portare a un aumento esponenziale delle vendite di psicofarmaci per l’età pediatrica.

I principali colpevoli sembrano essere i test sui DSA che, sebbene non portino agli psicofarmaci perché non prevedono cure farmacologiche, potrebbero innescare un meccanismo di medicalizzazione che può portare alla somministrazione di psicofarmaci ai bambini. In Provincia di Bolzano, di fatto, la riforma introdotta dalla legge 170 è in vigore da molto tempo prima della legge 170 stessa.

Infatti l’onorevole Giammanco conclude dicendo:

“Si ritiene invece che la legge 170 e i centri accreditati ADHD, così come sono attualmente implementati a Merano, potrebbero avere degli effetti disastrosi di medicalizzazione delle scuole e di conseguente diffusione del consumo di psicofarmaci da parte dei bambini.
L’esperienza di Merano e il recente aumento del consumo di psicofarmaci da parte dei minori in provincia di Trento sono dei chiari segnali dei pericoli insiti in queste impostazioni.

Si ritiene sia urgente una ricerca che estrapoli i dati esatti sul consumo di psicofarmaci e sui percorsi che hanno portato i minori all’assunzione di queste sostanze con particolare attenzione agli screening sui DSA e alla successiva segnalazione ai servizi sanitari al fine di accertare e valutare le criticità qui esposte ed apportare i necessari correttivi sia didattici che organizzativi in ambito scolastico.”

Silvio De Fanti
Vicepresidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.org/comunicati/parlamento-pericolo-psicofarmaci-bambini

Sottrazione minori: bambino parcheggiato per ferie…

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Trento – “I nostri educatori devono andare in ferie, pertanto il bambino non potrà rivedere i suoi genitori e rimarrà in comunità”.

Una situazione a dir poco “imbarazzante”, quella in cui si è trovato l’avvocato Francesco Miraglia del Foro di Modena, legale del piccolo Sandro (nome di fantasia) di 11 anni, che nei giorni scorsi si è sentito rispondere in questo modo dai Servizi sociali di Trento dopo che il provvedimento era stato stabilito dal Tribunale per i Minorenni di Trento, organo competente in materia e le cui decisioni non sono confutabili.

L’avvocato Francesco Miraglia: “Un fatto inspiegabile e che può essere punito penalmente”.
Il consigliere comunale Maffioletti e il consigliere provinciale Firmani presenteranno un’interrogazione sulla vicenda affinché venga fatta chiarezza.

Un no deciso che ha portato il legale, specializzato in Diritto di Famiglia e Diritto penale – a far notare agli interessati come questo provvedimento andasse contro la legge:

“in riferimento alla citata istanza, come già preannunciato al servizio sociale, non sono assolutamente d’accordo, in quanto è stato emesso un decreto e bisogna pretendere la sua totale applicazione. Eventuali problemi di organizzazione o quant’altro poco interessano al minore “fuori” dalla propria famiglia da quasi tre anni.”

Ma vediamo di chiarire la vicenda. Sandro, un bambino di Trento, vive da quasi tre anni in una casa famiglia collocata sul territorio. Verso la fine di marzo il servizio sociale che si occupa del bambino chiede una proroga affinché il minorenne rimanga ancora nella struttura fino a quando il consulente tecnico d’ufficio, che svolge la funzione di ausiliario del giudice, non stabilisca le condizioni psicologiche del minorenne e le capacità dei genitori di occuparsi di lui.

In una relazione precedente, risalente all’aprile 2012, lo stesso ente aveva formulato un parere negativo sul rientro definitivo del bambino in famiglia in quanto, a suo giudizio, il rapporto di Sandro con uno dei genitori, continuava a dimostrarsi critico e le altre figure che componevano la famiglia non sembravano potersi prendere cura, in modo adeguato, di quest’ultimo. Proponevano quindi che gli stessi genitori intraprendessero un percorso terapeutico personale, che per il minore venisse disposto un sostegno di tipo psicologico e infine che il bambino potesse, sotto la supervisione di un educatore, rientrare in famiglia in giorni e orari stabiliti”.

Disposizioni che, tranne per il rientro, erano state seguite. All’inizio del mese di maggio, il Tribunale per i Minorenni aveva disposto che il bambino potesse vedere i genitori.

“Il problema è nato quando – spiega l’avvocato Miraglia – quando dalle carte si è dovuti passare ai fatti. I servizi sociali mi hanno comunicato che per la prima settimana prevista per il rientro di Sandro in famiglia era presente un educatore. Poi per le due settimane successive il servizio non sarebbe stato effettuato in quanto il personale doveva prendere ferie.”

Lo scorso 4 giugno, il Tribunale per i Minorenni di Trento, presieduto dalla dott.ssa Gattiboni, ha dato ragione all’avvocato Miraglia ribadendo e quindi disponendo “che l’avvio della fase di sperimentazione dei rientri settimanali pomeridiani del minore a casa dei genitori avvenga a partire dal mese di giugno corrente”. Un richiamo che speriamo venga finalmente accolto dai Servizi sociali per il bene del piccolo Sandro.

Pubblicato il Mer, 12/06/2013 – 14:20

Articolo tratto da: http://www.ccdu.org/comunicati/sottrazione-minori-bambino-parcheggiato-ferie

MARCIA DI PROTESTA CONTRO L’ADHD* – MILANO 7 GIUGNO 2013

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Salute

*ADHD: Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività

Per la psichiatria un bambino troppo vivace è “malato” di ADHD.
La cura? Psicofarmaci contenenti pericolose sostanze anfetaminiche!

Pochi sanno che nella sua ultima intervista prima di morire, lo psichiatra Leon Eisenberg, padre “scientifico” dell’ADHD, dichiarò: “L’ADHD è un ottimo esempio di malattia fittizia”.
Vale a dire ADHD = MALATTIA PSICHIATRICA INVENTATA

Ora le lobby psichiatriche e farmaceutiche stanno organizzando, a sostegno dell’ADHD, il IV Congresso Mondiale “Il disturbo ADHD dall’infanzia all’età adulta” che si terrà dal 6 al 9 Giugno a Milano. Sponsor principale del convegno: Shire AG; sponsor maggiore: Eli Lilly and Company; sponsor generali: MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG, SensoDetect AB (publ), Vifor Pharma e Wisepress Ltd.

Per questa occasione il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus, organizza una marcia di protesta venerdì 7 giugno 2013 che partirò alle ore 14:00 dal Piazzale Damiano Chiesa a Milano.

Il gruppo di Brescia ha organizzato un pullman che partirà alle ore 12:00 dal piazzale dell’Ortomercato.

Partecipa anche tu…aiutaci a proteggere i nostri bambini!

Per maggiori informazioni contatta Gabriele al 3494466098 o manda una mail a ccdubrescia@gmail.com

Visita il sito: http:www.ccdu.org

Campagna Verità e Giustizia sui fatti del Niguarda

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Grazie agli esposti presentati da Giorgio Pompa, dell’Associazione delle Ande agli Appennini, è emerso che 12 persone sono morte in anni recenti nei tre reparti psichiatrici dell’ospedale Niguarda di Milano in circostanze poco chiare, e si sospetta che alcune delle vittime fossero in stato di contenzione.

Gli esposti, oltre a citare le morti sospette, riferiscono dei casi di Mohamed M. (immobilizzato con la tecnica di manicomiale memoria dello “spallaccio”, ossia fissato supino al letto con un lenzuolo, con la conseguenza che ora questa persona ha le braccia paralizzate) e di un’altra paziente, legata al letto per 18 giorni e sei ore.

Questa campagna si propone di:

Informare l’opinione pubblica su quanto è accaduto al Niguarda, al fine di mantenere alta l’attenzione della società;
seguire gli sviluppi giudiziari della vicenda;
promuovere iniziative pubbliche che stimolino una riflessione più amplia sulle pratiche psichiatriche lesive della persona dei suoi diritti e della sua dignità, come la contenzione, il TSO, l’elettroshock e la camicia di forza farmacologica.
Per ulteriori informazioni:

http://www.ccdu.org/comunicati/campagna-ospedale-niguarda
http://www.news-forumsalutementale.it/reparto-psichiatrico-ospedale-nigu…
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2013/02/20/848107-milano-morti-sos…
http://www.affaritaliani.it/sociale/morti_reparti_psichiatrici_ospedale_…
http://www.ambulatoriopopolare.org/index.php/notizie/107-il-telefono-vio…
http://www.retelombardasalute.com/2010/12/niguarda-orrore-in-psichiatria…
http://www.aipsimed.org/una-psichiatra-denuncia-abusi-al-niguarda/
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/11/23/news/milano_la_denuncia_d…
http://www.cronacaqui.it/milano/12854_giallo-al-niguarda-dodici-morti-so…
http://senzapsichiatria.blogspot.it/
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_traduci_notizia.php?IDNotizia…
http://www.blitzquotidiano.it/agenzie/milano-telefono-viola-12-morti-sos…
http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/365000/364738.xml?key=ignazio+marino+&…
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_novembre_23/malati-p…
http://reparto6.altervista.org/tag/suicidiomicidi/
http://www.infomessina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1…
http://archiviostorico.corriere.it/1992/gennaio/28/quel_reparto_lager__c…

Articolo tratto dal sito ufficiale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus – Via Valtellina 64, 20159 Milan.

Spedali Civili di Brescia – Manifestazione: “Ridateci i nostri figli”

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Salute

Brescia, sabato 25 maggio 2013, il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, davanti agli Spedali Civili di Brescia, ha tenuto la manifestazione: “Ridateci i nostri figli”.

Lo slogan della manifestazione è stato:
“Facciamo in modo che mai più un bambino che sia stato vittima di abusi, venga sottratto alla famiglia, abbandonato, sottoposto ad abuso diagnostico e terapeutico, sedato con pesanti psicofarmaci in nome dell'”aiuto””.

Si stima che gli psicofarmaci per bambini abbiano un mercato di ben 3 miliardi di euro, mentre le campagne pubblicitarie delle case farmaceutiche sono sempre mirate alla promozione di una vera o presunta malattia, e in realtà finalizzate alla diffusione dei farmaci. L’allarme è stato dato anche dalla rivista scientifica “Pediatrics”, che ha confermato la crescita inarrestabile negli ultimi 10 anni delle vendite di psicofarmaci per bambini negli Stati Uniti: da 2000 al 2010 si è avuto un aumento del 46% di prescrizioni, con un giro d’affari miliardario generato a favore delle case farmaceutiche. L’unità di Neuropsichiatria Infantile del Polo Ospedaliero UONPIA degli Spedali Civili di Brescia sta collaborando al convegno del 28-29 maggio a Milano sulla controversa “malattia psichiatrica” dei bambini troppo vivaci: “ADHD: per una condivisione dei percorsi diagnostico-terapeutici”. Questa presunta “malattia” ha sollevato molte critiche. Recentemente il settimanale Der Spiegel ha pubblicato un articolo in cui lo psichiatra statunitense Leon Eisenberg, padre scientifico dell’ADHD, affermava nella sua ultima intervista che: “L’ADHD è il principale esempio di una malattia inventata”. Questa controversa “malattia psichiatrica”, risultante essere una bufala, può aprire la strada alla medicalizzazione della scuola e alla psichiatrizzazione dei bambini, e soprattutto all’introduzione degli psicofarmaci in ambito minorile. Il convegno del 29 maggio precede il IV Congresso Mondiale “Il disturbo ADHD dall’infanzia all’età adulta” che si terrà dal 6 al 9 Giugno a Milano. Sponsor principale del convegno: Shire AG; sponsor maggiore: Eli Lilly and Company; sponsor generali: MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG, SensoDetect AB (publ), Vifor Pharma e Wisepress Ltd.

Inoltre c’è anche un business delle case famiglia con un giro di affari stimato di circa 2 miliardi di euro all’anno. Con le parole «vale più un chilo di bambino che un chilo di eroina» l’onorevole Antonio Guidi, specialista in neurologia e neuropsichiatria infantile e medico neurologo, già ministro della famiglia e solidarietà sociale e sottosegretario alla salute, ha dipinto sagacemente la situazione della giustizia minorile in Italia. Ci sono migliaia di bambini che soffrono e piangono rinchiusi in una struttura residenziale sebbene vogliano la loro mamma e il loro papà. E le motivazioni di questo scandalo sono parzialmente economiche: un bambino in casa famiglia “frutta” dai 100 ai 400 euro al giorno.

Silvio De Fanti
Vicepresidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Pubblicato il Mar, 21/05/2013 – 16:52

Visita il sito: http://www.ccdu.org/comunicati/brescia-manifestazione

MANIFESTAZIONE: “Ridateci i nostri figli”

Scritto da ccdu il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Brescia. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani organizzerà una manifestazione che si terrà sabato 25 Maggio alle 15:30 davanti agli Spedali Civili di Brescia. Lo slogan della manifestazione sarà: «Facciamo in modo che mai più un bambino che sia stato vittima di abusi, venga sottratto alla famiglia, abbandonato, sottoposto ad abuso diagnostico e terapeutico, sedato con pesanti psicofarmaci in nome dell’ “aiuto”.»
Si stima che gli psicofarmaci per bambini abbiano un mercato di ben 3 miliardi di euro, mentre le campagne pubblicitarie delle case farmaceutiche sono sempre mirate alla promozione di una vera o presunta malattia, e in realtà finalizzate alla diffusione dei farmaci. L’allarme è stato dato anche dalla rivista scientifica “Pediatrics”, che ha confermato la crescita inarrestabile negli ultimi 10 anni delle vendite di psicofarmaci per bambini negli Stati Uniti: da 2000 al 2010 si è avuto un aumento del 46% di prescrizioni, con un giro d’affari miliardario generato a favore delle case farmaceutiche. L’unità di Neuropsichiatria Infantile del Polo Ospedaliero UONPIA degli Spedali Civili di Brescia sta collaborando al convegno del 28-29 maggio a Milano sulla controversa “malattia psichiatrica” dei bambini troppo vivaci: “ADHD: per una condivisione dei percorsi diagnostico-terapeutici”. Questa presunta “malattia” ha sollevato molte critiche. Recentemente il settimanale Der Spiegel ha pubblicato un articolo in cui lo psichiatra statunitense Leon Eisenberg, padre scientifico dell’ADHD, affermava nella sua ultima intervista che: “L’ADHD è il principale esempio di una malattia inventata”. Questa controversa “malattia psichiatrica”, risultante essere una bufala, può aprire la strada alla medicalizzazione della scuola e alla psichiatrizzazione dei bambini, e soprattutto all’introduzione degli psicofarmaci in ambito minorile. Il convegno del 29 maggio precede il IV Congresso Mondiale “Il disturbo ADHD dall’infanzia all’età adulta” che si terrà dal 6 al 9 Giugno a Milano. Sponsor principale del convegno: Shire AG; sponsor maggiore: Eli Lilly and Company; sponsor generali: MEDICE Arzneimittel Pütter GmbH & Co. KG, SensoDetect AB (publ), Vifor Pharma e Wisepress Ltd.
Inoltre c’è anche un business delle case famiglia con un giro di affari stimato di circa 2 miliardi di euro all’anno. Con le parole «vale più un chilo di bambino che un chilo di eroina» l’onorevole Antonio Guidi, specialista in neurologia e neuropsichiatria infantile e medico neurologo, già ministro della famiglia e solidarietà sociale e sottosegretario alla salute, ha dipinto sagacemente la situazione della giustizia minorile in Italia. Ci sono migliaia di bambini che soffrono e piangono rinchiusi in una struttura residenziale sebbene vogliano la loro mamma e il loro papà. E le motivazioni di questo scandalo sono parzialmente economiche: un bambino in casa famiglia “frutta” dai 100 ai 400 euro al giorno.

Silvio De Fanti
Vicepresidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
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