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Un nuovo approccio sperimentale per Varvel SpA

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Grassi e lubrificanti al centro di nuovi studi e procedure innovative, per la verifica delle prestazioni e un controllo qualitativo ancora più accurato

Le schede tecniche dei produttori non sono più l’unico termine ufficiale di confronto fra grassi e lubrificanti per Varvel S.p.A. Il settore Ricerca e Sviluppo dell’azienda, grazie a una termocamera ad infrarossi e sistemi integrati hardware-software per il controllo vibrazionale di ingranaggi e riduttori di recente acquisizione, ha infatti messo a punto una procedura sperimentale per la verifica prestazionale di grassi per le tenute e lubrificanti per ingranaggi, in termini di rendimento e proprietà termiche.

Il controllo delle temperature raggiunte dai riduttori in applicazione è un importante requisito per utilizzatori e produttori di sistemi di trasmissione, e fra i vari fattori che le influenzano vi è di certo la corretta scelta del grasso per la lubrificazione del contatto albero anello di tenuta per l’ottimizzazione dell’attrito in fase di strisciamento.

Condurre test di laboratorio al tribometro per la valutazione dei coefficienti di attrito richiede tempi lunghi, e non sempre sono significativi del reale comportamento di una geometria di contatto così difficile da simulare su provini, come quelle paraolio albero.

In questo senso il monitoraggio tramite termocamera ad infrarossi, permette di sfruttare la diretta proporzionalità fra attrito e temperatura per un rapido ed efficace confronto, da svolgersi in tempo reale in azienda direttamente sul prodotto stesso.

Posizionando la termocamera in corrispondenza del calettamento con l’albero motore, sul banco di prova riduttori appositamente progettato dal settore Ricerca e Sviluppo di Varvel SpA, si acquisiscono mappe termiche della zona di contatto, che mettono in luce localizzati e repentini aumenti di temperatura nella zona di contatto, strettamente dipendenti dalla tipologia di grasso impiegato e dalla velocità di rotazione dell’albero motore.

Il primo importante risultato di una procedura sistematica di confronto, effettuata sull’anello di tenuta dell’albero veloce riduttore coassiale della serie RD, ha messo in luce come l’impiego di grassi teflonati, rispetto ad altri a base minerale standard, porti ad temperature di contatto inferiori di almeno 20°C nella zona di tenuta, per velocità di rotazione che vanno da 500 ai 2000 rpm.

Oltre ad una chiara indicazione sulla scelta del grasso da impiegare per il contenimento delle temperature di esercizio per queste serie di riduttori, Varvel SpA ora dispone di una procedura di efficace validazione interna per i grassi da utilizzare, i cui risultati sperimentali in termini di valori di temperatura potrebbero essere efficacemente integrati nel software di calcolo “KISSsoft”, per rendere ancora più efficace e preciso il calcolo della potenza termica dei riduttori.

Ulteriori passi avanti del settore Ricerca e Sviluppo riguardano gli oli lubrificanti per ingranaggi, per i quali si stanno ottenendo promettenti risultati grazie alla messa a punto di una procedura ad hoc di verifica delle prestazioni in termini di rendimento e resistenza all’usura, senza l’impiego di un banco freno tradizionale.

Al fine di poter effettuare prove comparative di rendimento fra tipologie di lubrificanti sui riduttori Varvel SpA, senza pesare sulla programmazione di altri banchi prova e senza dover progettare staffaggi o attrezzature di prova dedicati, possono essere utilizzati degli accelerometri per analisi vibrazionale, montabili direttamente sul riduttore, che necessita solo di essere motorizzato.

Il segnale vibrazionale acquisito, viene poi analizzato con algoritmi mirati alla determinazione dell’energia dissipata per attrito dall’ingranamento dei denti degli ingranaggi, strettamente legata al rendimento e determinata dall’azione lubrificante dell’olio impiegato.

Vista l’elevata componente di strisciamento nell’ingranamento delle coppie vite senza-fine corona, il metodo ha dato buoni risultati su questa tipologia di riduttori, per i quali è emersa chiaramente la differenza in termini di energia dissipata fra l’impiego di un olio sintetico rispetto ad uno a base minerale.

Questi primi risultati hanno posto buone basi per campagne di indagini sperimentale, su innovative e avanzate tipologie di additivi per olio sintetici, messi a punto da esperti nel settore delle nano particelle, da impiegare in applicazioni che richiedono rendimenti ottimizzati.

Grazie a questa tecnica di analisi alternativa la Ricerca e Sviluppo è stata in grado in poco tempo di effettuare numerosi test su riduttori a vite senza fine con olii sintetici nano-additivati in diverse concentrazioni, ottenendo un primo efficace confronto sull’efficacia dell’additivo nella riduzione dell’energia dissipata per attrito e quindi proporzionalmente sul rendimento.

L’efficacia del nano-additivo è stata testata anche in termini di miglioramento della resistenza ad usura degli ingranaggi vite senza fine corona.

Determinare l’usura dei denti di ingranaggi tramite test a banco richiede tempi di impiego molto lunghi, diventa quindi complesso effettuare test comparativi fra diverse tipologie di lubrificante in termini di risposta a questa proprietà.

Grazie alla sua collaborazione con centri universitari ed esperiti di tribologia, Varvel Spa ha utilizzato un approccio di laboratorio simulando la geometria di contatto fra i denti della vite e della corona in bronzo tramite un tribometro Block on ring.   Grazie ad un profilometro avanzato al temine dei test è possibile raccogliere dettagliate mappe delle tracce di usura lasciate sui campioni, permettendo così un efficace confronto quantitativo dell’usura dei materiali.

I test hanno messo in luce un netto calo dell’usura sul bronzo grazie all’impiego dell’olio con la giusta concentrazione di nano-additivo, aprendo così in tempi brevi e con risultati concreti le porte a nuove applicazioni con durate più lunghe e rendimenti migliorati.

Il costante miglioramento della qualità – sostengono il Presidente Francesco Berselli e il Direttore Generale Mauro Cominoliè una delle diverse azioni strategiche intraprese da Varvel S.p.A., cui si sommano una logistica e una supply chain sempre più performanti, oltre all’altissimo livello di servizio nel pre e post vendita, spaziando dalla progettazione alle personalizzazioni. Una risposta concreta alle esigenze dei diversi mercati ed una garanzia estrema a livello internazionale”.

Fonte: agenzia di comunicazione Bologna

Ricerca all’avanguardia

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Varvel S.p.A. implementa il proprio sistema qualità attraverso innovativi studi di vibracustica, misurazione dei decibel e un progetto condiviso con il Ministero dell’Istruzione

Nell’ultimo anno Varvel S.p.A. ha accresciuto ulteriormente il proprio sistema di monitoraggio e controllo qualità, utilizzando tecniche avanzate e una strumentazione specifica, integrando l’attuale controllo nel fine linea e negli interventi di manutenzione e assistenza.

Un’innovazione che pone l’azienda all’avanguardia, resa possibile dalla partecipazione di Varvel SpA al progetto di ricerca “Vibracustica” bandito dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. La finalità del progetto è stata lo studio del comportamento vibrazionale e acustico dei singoli componenti (coppie di ingranaggi) e riduttore finito, attraverso lo sviluppo e l’implementazione di metodologie per il riconoscimento dei difetti, contestualmente alla realizzazione di apparati prototipali e relativa strumentazione per l’analisi vibracustica.

Nell’ambito del progetto è stato inoltre attivato un corso di alta formazione in Ingegneria Vibracustica, finalizzato alla formazione di tecnici ad elevata specializzazione in materia. La condivisione dell’iniziativa ha permesso a Varvel S.p.A. di accogliere un partecipante del master che, attraverso un tirocinio, ha avuto la possibilità di portare all’interno dell’azienda il nuovo know-how acquisito e un nuovo approccio alla diagnostica. L’impresa ha inoltre messo a disposizione un’area per la sperimentazione, analisi vibrazionale e acustica dei propri prodotti, costruendo dei prototipi di banco di collaudo per riduttore e coppie di ingranaggi.

Uno strumento di indagine che ha richiesto a Varvel S.p.A. di dotarsi della strumentazione necessaria per le analisi quali accelerometri, sensori tachimetrici, microfoni, calibratore sonoro e strumentazione hardware e software, consentendo così l’acquisizione e l’analisi dati.

La storica PMI di Crespellano (BO) specializzata nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di motoriduttori, riduttori e variatori meccanici di velocità, nota a livello internazionale per la comprovata qualità dei prodotti, tutti rigorosamente made in Italy, ha anche iniziato a condurre misurazioni del livello di potenza sonora emessa dai propri riduttori, in modo da poter fornire ai clienti i decibel emessi secondo normativa ISO.

Si è trattato di una sperimentazione iniziale – afferma Francesco Berselli, Presidente di Varvel S.p.A. – destinata ad avere un seguito. Il progetto si è infatti concluso con la stipula di un contratto, nell’ottica di dare una continuità alle attività svolte, implementando le procedure di controllo, fissare le soglie di accettabilità per singoli ingranaggi e riduttori. Punteremo inoltre ad introdurre un controllo a fine linee produttive, automatizzando il tutto, diminuendo così la percentuale di resi per difettosità, attualmente già molto limitata”.

Dello stesso avviso anche Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvel S.p.A. e profondo sostenitore della ricerca: “L’azienda ha sempre puntato sulla qualità che ci ha permesso di farci conoscere a tutte le latitudini. Collaboriamo da anni con Università, centri di ricerca, scuole di formazione e alta specializzazione, nell’intento di un miglioramento continuo dell’offerta e dei servizi firmati Varvel S.p.A.”

Fonte: agenzia di comunicazione Bologna

Il nostro futuro viene da lontano

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L’iniziativa organizzata dalla Cooperativa Sociale La Rupe per dare seguito ai festeggiamenti dei suoi trent’anni di attività, come occasione per testimoniare il valore delle attività legate al territorio, con la partecipazione di importanti rappresentanti di enti, istituzioni ed imprese

Continuano gli eventi organizzati per la celebrazione del trentennale di Rupe, Cooperativa Sociale la cui mission è l’accoglienza, il sostegno e il reinserimento socio-lavorativo di persone in difficoltà. L’incontro dello scorso 7 ottobre presso il Teatro Comunale di Sasso Marconi, è stata l’occasione per illustrare il percorso che ha portato la Cooperativa a diventare una realtà fortemente radicata nel territorio. Il nostro futuro viene da lontano – questo il titolo dell’incontro – viene da una storia trentennale e da molteplici esperienze professionali ed umane”, ha affermato Caterina Pozzi, Presidente di Rupe. “In questi 30 anni – ha spiegato la Presidente – sono cambiate molte cose, abbiamo abbandonato alcune attività, altre, nuove, sono arrivate. Oggi Rupe ha più di venti servizi – non solo nell’ambito delle dipendenze – e conta 140 dipendenti di cui 60 sono soci lavoratori, con una netta prevalenza femminile anche nei ruoli dirigenziali, senza tralasciare il fatto che il 90% dei contratti è a tempo indeterminato.  Se vogliamo mantenere salde le nostre radici, dobbiamo essere disposti a cambiare, innovare, trovare la forza per mutare le condizioni di vita dei cittadini, a fronte di domande crescenti e di risorse economiche dedicate in continua diminuzione. In questo clima di recessione, la cooperazione sociale ha retto bene alla crisi, meglio di alcuni settori profit. Sobrietà, attenzione, parsimonia, sono gli elementi che da sempre ci contraddistinguono. Quello che ora dobbiamo fare è rompere i recinti del sociale creando interconnessioni tra mondi che sino ad oggi hanno lavorato poco assieme”.

Ci sono alcune parole chiave che ricorrono nella mission della Cooperativa La Rupe e che stanno alla base di ogni sua attività: solidarietà, accoglienza, qualità, ma anche cambiamento e volontà di rinnovamento. Il successo di una realtà come Rupe è stato proprio quello di innovarsi senza perdere di vista la propria etica, come ha dichiarato, Stefano Mazzetti, Sindaco di Sasso Marconi, che ha voluto sottolineare i risultati raggiunti. “Trent’anni di attività sono molti per chi si occupa di sociale, la bravura di Rupe è stata la capacità di cogliere e interpretare i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, mantenendo sempre ben saldi obiettivi e principi”.

Tra i relatori anche Luigi Guerra, Preside del Dipartimento di Scienze dell’Educazione di Bologna che ha sottolineato il binomio educazione/futuro. “La parola educazione che oggi coltiviamo nei servizi è sinonimo di futuro. La passione è la chiave d’ingresso degli educatori nei servizi e nella costruzione di progetti ricompositivi per le persone”.

Ad arricchire il confronto, la presenza di Andrea Segrè, Presidente di Last Minute Market, nota realtà del territorio bolognese, conosciuta per lo sviluppo di progetti per ridurre gli sprechi, volti al recupero dei beni invenduti a favore di enti caritativi. “Per rendere sostenibile e duraturo nel tempo il Last Minute Market – ha spiegato il Professor Segrè –  abbiamo dovuto affidarci alla rete. Nel web infatti è possibile entrare in contatto e collaborare con altri enti come, nel nostro caso, Rupe, che si è prestata a fare da re-distributore per altri che, a causa di alcune restrizioni sul rispetto della normativa, non avrebbero potuto accedere al servizio. In questo modo è stato possibile coniugare solidarietà e sostenibilità, nell’ottica delle riduzione delle eccedenze”.

Valentina Fiore, Direttrice del Consorzio Libera Terra  Mediterraneo, ha invitato a concentrarsi su alcune parole fondamentali che sottostanno alla mission di Rupe e di Libera. “La parola scelta non è una parola scontata. In alcuni paesi e in certe situazioni scegliere è un lusso. Lavorare per creare scelte significa regalare una grande ricchezza al territorio, lavorare e fare impresa in modo diverso”.

Elisabetta Scoccati, direttore generale di  ASC Insieme,  ha evidenziato come “La collaborazione con Rupe si gioca in un’ottica di qualità multidimensionale (struttura dell’ente, rapporto operatore-utente, rete). Fondamentale è il nuovo concetto di Benessere Interno Lordo (il BIL è l’unità di misura del benessere e della prosperità della società: cittadini, utenti, operatori), esperienza sostenuta dentro al Borgo Solidale San Francesco e che Rupe ha realizzato e dirige, seguendo modelli ed idee innovativi”.

Armando Zappolini, Presidente C.N.C.A., ha ricordato come lo scopo del C.N.C.A. sia da più di trent’anni di “Dare voce e riuscire a dare un nome a chi un nome  e la voce non li ha, senza rimanere ripiegati solo nel fare. Non possiamo limitarci solo ad accogliere ma dobbiamo farci portavoce dei problemi e delle domande che le persone che incontriamo  ci pongono. E non arrenderci, desiderando e rendendo possibile il cambiamento”.

Ethel Frassinetti, Direttore Legacoop Bologna, ha incentrato il suo intervento sull’idea del cammino, dell’andare avanti e dell’importanza del cambiamento. “La cooperazione ha una dimensione mondiale: sono oltre un miliardo i  cooperatori nel mondo, con cui condividiamo il cammino. In Europa quasi 6 milioni di persone sono occupati in Cooperative, in Italia più di un milione. La Rupe ha soci lavoratori che si assumono anche dei rischi, non si tratta dunque solo di lavoratori professionisti, ma anche di cooperatori. Le realtà come Rupe hanno oggi un compito in più: mettersi in gioco nel cambiamento perché anche se siamo in tanti a camminare, c’è sempre chi è un passo avanti, e Rupe è sicuramente tra le realtà più lungimiranti e capaci di rinnovamento”.

A chiudere l’incontro è stata Teresa Marzocchi, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Emilia Romagna e fondatrice del Centro Accoglienza La Rupe. “Tutto quanto detto in questa giornata è riconducibile alla riflessione sul cambiamento nel nostro welfare, che deve essere valorizzato e non inteso come semplice assistenza. Dobbiamo continuare a costruire anche se le risorse sono diminuite, trovando la forza nella rete, grazie alla quale è possibile vedere la partecipazione di diverse realtà, nella trasversalità delle azioni e nel protagonismo di tutti gli attori sociali. Vogliamo un welfare fondato sui diritti, speriamo anche “sociali”, intesi come diritti esigibili. Già 30 anni fa si era cominciato facendo “rivoluzione” e facendo “impresa”, non solo con le parole, ma nel nella concretezza della quotidianità. Solo così è possibile generare il cambiamento”.

COOPERATIVA SOCIALE LA RUPE – SEGRETERIA e AMMINISTRAZIONE
Via Rupe, 9 • 40037 Sasso Marconi (BO) •T. 051.841206 • F. 051.6750400 • rupecentrale@centriaccoglienza.it
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Un futuro che viene da lontano

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Nel corso delle celebrazioni del trentennale della fondazione della Cooperativa Sociale Centro Accoglienza La Rupe, un evento dedicato alle tappe che hanno portato all’attuale successo di una realtà fortemente inserita nel territorio e divenuta punto di riferimento per istituzioni e cittadini.

 

L’evento è fissato per:

Lunedì 7 ottobre 2013 – ore 14:00

c/o TEATRO COMUNALE DI SASSO MARCONI (BO)

Programma

Ore 14:00 Registrazione partecipanti
Saluti di Stefano Mazzetti – Sindaco di Sasso Marconi
Introduce Caterina Pozzi, Presidente del Centro Accoglienza La Rupe
Moderatore: Giovanni Dognini – Vicepresidente di radio Città del Capo

Con la partecipazione di:

Luigi Guerra – Direttore Dipartimento di Scienze dell’educazione Università di Bologna
Andrea Segrè – Presidente Last Minute Market
Ethel Frassinetti – Direttore di Legacoop Bologna
Tiziano Carradori – Direttore generale sanità e politiche sociali Regione Emilia Romagna
Valentina Fiore – Direttrice del Consorzio Libera Terra Mediterraneo
Elisabetta Scoccati – Direttore Generale di ASC InSieme
Agnese Agrizzi –Presidente e co-fondatrice di GINGER
Armando Zappolini – Presidente del C.N.C.A.
Teresa Marzocchi – Assessore alle politiche sociali della Regione Emilia Romagna e fondatrice del Centro Accoglienza La Rupe.

Ore 17:30 Chiusura evento con aperitivo a buffet

Si segnala che per tutte le figure professionali saranno assegnati 4 crediti ECM

 

“Il nostro futuro viene da lontano, viene da questa storia trentennale e da queste molteplici esperienze professionali ed umane. Alcune parole chiave ci hanno guidato come una bussola, parole che si trovano nella nostra mission e sulle quali la Cooperativa Sociale La Rupe vuole continuare a riflettere e a confrontarsi. Lo faremo anche il 7 ottobre 2013 presso il Cinema di Sasso Marconi dalle ore 14 alle 18 insieme ad amici e colleghi, che porteranno il loro contributo a proposito dell’educare e del cooperare, del lavoro di rete e della voglia di innovare, dell’accogliere e della volontà di offrire servizi di qualità, della dignità delle persone e della loro possibile emancipazione”

Caterina Pozzi, Presidente della Cooperativa Sociale Centro Accoglienza La Rupe

I traguardi raggiunti

Tre decenni di impegno, determinazione e legame con il territorio hanno caratterizzato la storia della Cooperativa Sociale Centro Accoglienza La Rupe, rendendola un punto di riferimento prezioso per la comunità

Il 7 ottobre 1983, 30 anni fa, cominciava l’esperienza che avrebbe portato alla nascita del Centro Accoglienza La Rupe, una comunità terapeutica per persone tossicodipendenti a Sasso Marconi. Da allora è cresciuta notevolmente, differenziando i suoi interventi ed aprendo nuovi servizi rispondenti ai bisogni del territorio. Oltre a persone con problemi di dipendenza da sostanze, La Rupe si occupa di riduzione del danno, prevenzione e politiche giovanili, marginalità, tutela di minori e sostegno a genitorialità fragili, immigrati e minoranze etniche.

Dal 1998 con la costituzione di una Cooperativa Sociale di produzione lavoro, La Rupe ha dato una risposta concreta e strutturata all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, caratterizzandosi anche per il forte impegno territoriale, per l’intensa attività formativa realizzata da Rupe Formazione e per l’attivazione di percorsi di cittadinanza attiva e solidale all’interno dell’associazione di volontariato Emiliani.

Nel 2003 il centro Accoglienza La Rupe cambia “pelle”, trasformandosi da Ente morale in Cooperativa Sociale di Tipo A (gestione di servizi socio-sanitari), senza però rinunciare ai valori che stanno alla base di ogni intervento, tra cui la centralità della persona e la forte vocazione dell’organizzazione ad essere soggetto sociale sul territorio.

Nel 2010, in seguito alla fusione con la Cooperativa Sociale Caronte, la Rupe diventa Cooperativa Sociale A+B, unendo alla gestione dei servizi socio-sanitari e di prossimità, anche le unità produttive Rupe Elettromeccanica, la Lavanderia Industriale Splendor e il servizio di manutenzione aree verdi.

Oggi la Cooperativa conta 148 dipendenti e numerose sedi operative sparse su tutto il territorio della provincia di Bologna.

Caterina Pozzi, Presidente della Cooperativa Sociale Centro Accoglienza La Rupe, presentando l’evento, non senza emozione dice: “Il nostro futuro viene da lontano, viene da questa storia trentennale e da queste molteplici esperienze professionali ed umane. Alcune parole chiave ci hanno guidato come una bussola, parole che si trovano nella nostra mission e sulle quali la Cooperativa Sociale La Rupe vuole continuare a riflettere e a confrontarsi”.

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Varvel presenta VPS

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La storica PMI di Crespellano (BO) ha presentato a manager e imprenditori della community di Fabbrica Futuro il Varvel Production System, la supply chain che dal modello teorico arriva al progetto di ottimizzazione della catena di fornitura

L’eccellenza nelle prestazioni e nella gestione delle molteplici attività inerenti la supply chain è sempre più un fattore di differenziazione tra le imprese, generando un vantaggio competitivo, quote di mercato, leadership e profitto. Migliori prestazioni della supply chain significano infatti minori livelli di scorte e maggior servizio al cliente, più tempestività e più margini in un contesto in cui il ciclo di vita dei prodotti è sempre più ridotto.

Sul banco dei relatori, nel convegno organizzato a Bologna da Fabbrica Futuro, davanti a una folta platea di manager e imprenditori, è stata chiamata anche Varvel SpA, storica realtà di Crespellano (BO) specializzata nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di motoriduttori, riduttori e variatori meccanici di velocità. Realtà virtuosa operante a livello internazionale, Varvel SpA ha presentato VPS, Varvel Production System, un sistema che permette di bilanciare tutte le operazioni industriali sulla vera domanda di mercato.

Ad aprire la presentazione è stato Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvel SpA che ha illustrato non solo le caratteristiche dimensionali dell’azienda, ma anche missione e valori, punti di forza che hanno portato Varvel a operare a livello internazionale: “Un’azienda è un sistema complesso ed è solo attraverso un corretto bilanciamento, da effettuare lungo tutta la filiera interna e se necessario anche presso i fornitori, che si ottiene il massimo risultato in termini di affidabilità e di costi. Noi abbiamo scelto di creare una rete di impresa, rifiutando la delocalizzazione, proprio per dar vita ad un distretto produttivo efficiente e controllato, che a partire dalla ricezione dei materiali arriva fino alla logistica, con il magazzino recentemente inaugurato a Settimo Milanese”.

Mauro Melandri, Supply Chain Manager di Varvel SpA ha poi approfondito la presentazione di VPS: “Si parte con la mappatura del flusso del valore, si identificano le famiglie tecnologiche e si assegnano ai processi interni ed esterni i volumi in pz/gg coerenti col takt time, cioè il ritmo produttivo con il quale deve avanzare la produzione per soddisfare la domanda del cliente”.

Non bisogna infatti dimenticare come nel mondo della supply chain bilanciare tutta la catena al takt time permette di impostare ordini quadro migliorando le condizioni di fornitura, fidelizzare i fornitori stabilizzando i processi riducendone errori e scarti, ridurre l’orizzonte degli ordini congelati con conseguente riduzione del LT con l’obiettivo di programmare gli impianti sulla vendita reale.

Un punto di forza, quello generosamente esposto al numeroso pubblico intervenuto che ha fatto comprendere come non esista una formula valida e applicabile meccanicamente in qualsiasi realtà, ma come invece esista una metodologia di analisi, in Varvel SpA denominata VPS, che può essere calata a qualsiasi business. Con questi presupposti l’azienda, guidata da Francesco Berselli, Presidente di Varvel SpA, continua e rafforza ogni anno il proprio sviluppo, sia nel mercato interno che in quello mondiale, con un elevato valore aggiunto non solo in termini di prodotto ma anche di servizio.

Fonte: agenzia di comunicazione a Bologna
BORDERLINE AGENCY

Curiamo i nostri talenti

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In un contesto così complesso come quello attuale, le imprese devono sapere sempre più valorizzare le proprie risorse umane, gestite in base ai valori e alle strategie dell’organizzazione, alle competenze personali e professionali, alle conoscenze e alle capacità, all’operatività.

Questi i temi del convegno “Dai talenti alla performance – Ricercare e valorizzare le risorse chiave dell’Organizzazione” tenuto a Bologna da Persolog-Emmedelta e che ha visto tra i protagonisti Varvel SpA, storica PMI bolognese che si distingue nel panorama internazionale non soltanto per la qualità dei propri motoriduttori, riduttore e variatori meccanici di velocità, ma anche per essere un’impresa virtuosa e socialmente responsabile.

Dal palco dei relatori Alessia Benevieri, Responsabile Risorse Umane di Varvel S.p.A. ha esposto al folto numero di partecipanti gli aspetti salienti della gestione aziendale: “La motivazione è un fattore determinante. Il talento è assimilabile alla competenza, ma anche alla capacità di trasferire quest’ultima ai colleghi, nel rispetto di un concetto di gruppo che in Varvel è imprescindibile”. L’alto grado di competenza raggiunto dai lavoratori di Varvel S.p.A. è un dato oggettivo, non solo per l’accurato sistema di valutazione organizzato dai responsabili di reparto e con proiezione biennale dello sviluppo del potenziale individuale, ma anche per la frequente organizzazione di corsi di formazione e approfondimento che l’azienda realizza costantemente per tutti i suoi lavoratori. “E’ fondamentale non soltanto trovare risorse idonee – ha spiegato Alessia Benevieri – ma anche fare in modo che queste possano integrarsi nella struttura, lavorando al meglio, grazie agli stimoli forniti e ad un ambiente positivo e coinvolgente. Il lavoro di squadra e la condivisione dei valori etici che caratterizzano e animano l’impresa sono un forte elemento connettivo per tutti i suoi dipendenti”.

Un approccio, quello esposto al convegno, fortemente voluto dalla direzione di Varvel SpA. Il Presidente Francesco Berselli e il Direttore Generale Mauro Cominoli sono infatti concordi nel ritenere come “Un’impresa socialmente responsabile e fortemente etica come Varvel S.p.A. deve investire sulle proprie risorse e trasformare un’azienda non in un semplice luogo di lavoro, ma in un insieme di persone accomunate da valori condivisi”.

In ciò Varvel SpA si dimostra pienamente coerente rispetto a quanto dichiarato. Da sempre, infatti, l’azienda è impegnata nel sostegno dei giovani, collaborando con centri di ricerca, università, scuole di formazione come la Fondazione Aldini Valeriani e promuovendo talenti come in occasione della sponsorizzazione del Primo Master in Ingegneria della moto da competizione per consentire a due ragazzi emiliani provenienti dalle aree colpite dal terremoto di proseguire i propri studi. Un supporto, quello fornito da Varvel SpA, testimoniato anche dall’affiancamento a numerosi laureandi, dall’adesione all’iniziativa «Bollino OK Stage» promossa dalla Repubblica degli Stagisti che individua le imprese che sviluppano stage con criteri «virtuosi», donazioni a istituti del territorio e la partecipazione nell’assegnazione di 14 borse di studio per progetti di tesi meritevoli riguardanti il settore dei sistemi di trasmissione movimento e potenza, promossa da Assiot, Associazione Italiana Costruttori Organi di Trasmissione e Ingranaggi.

Fonte: agenzia di comunicazione Bologna Borderline Agency

Stop a traumi sui pattini

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Sport

Il pattinaggio, soprattutto quello non competitivo praticato con i roller, può sembrare uno sport molto semplice. In realtà, che sia artistico, su ghiaccio, in linea o in velocità, comporta dei rischi non indifferenti per le ginocchia.
Poiché la probabilità di torsioni e sforzi articolari è elevata, ogni pattinatore che si rispetti, soprattutto, se principiante, non deve mai sottovalutare la sicurezza e l’incolumità delle proprie articolazioni. Fondi bagnati o sporchi possono costringere a movimenti bruschi e scomposti, mentre un acciottolato o le buche possono portare ad una improvvisa incidenza del peso sulle articolazioni o a una pericolosa perdita dell’equilibrio che, oltre ad esporre al rischio di caduta, può obbligare  i praticanti a piroette ed evoluzioni, disperate più che acrobatiche, per evitare il peggio.

Ecco perché nel dotarsi del giusto equipaggiamento protettivo, è bene considerare con attenzione questi fattori e prevenire spiacevoli eventi che possono anche impedire per lungo tempo il ritorno sui pattini. Ogni stile ha le sue peculiarità, ma in qualsiasi modo ci si approcci a questa tipologia di sport, è indispensabile non sottovalutare brusche frenate e forti sollecitazioni che rappresentano uno stress per l’articolazione del ginocchio. Dalle performance dei ballerini acrobatici nelle competizioni in pista, tra piroette e sollevamenti, agli slalom dei ragazzi nei parchi pubblici, fino alla semplice percorrenza urbana tra piccoli gradini, strade dissestate, avvallamenti e deviazioni improvvise di direzione per schivare intralci lungo il cammino, First Line ha pensato a tutte le esigenze con una linea di ginocchiere con materiali di prima qualità e altamente performanti in grado di rispondere a tutte le necessità di atleti e “artisti su due ruote”.

Per gli amanti della velocità, First Line consiglia CTi Custom Made, ossia il modello personalizzato, realizzato su misura, in fibra di carbonio, kevlar e snodo in acciaio multicentrico, che protegge il ginocchio e l’area rotulea dagli urti violenti e dalle cadute, adatto agli atleti che vogliono ottenere altissime prestazioni, anche a seguito di un infortunio. Per chi preferisce farsi una “passeggiata” nel parco vicino a casa, First Line consiglia il modello CTi OTS, ossia la versione standard di CTi, che garantisce simili prestazioni del modello personalizzato ma a costi più contenuti.

Velocità e divertimento possono essere gustati solamente se si prendono i giusti accorgimenti. Per questo motivo è necessario affidarsi a First Line.

First Line  www.ginocchiere.com  – 3357012767  info@first-line.itUfficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Tutti insieme per ANT

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Anche Varvel SpA, storica PMI di Crespellano (BO) specializzata nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di motoriduttori, riduttori e variatori meccanici di velocità, ha scelto di sostenere le celebrazioni del 35° anniversario della Fondazione ANT. Il prossimo 25 ottobre la Fondazione che garantisce assistenza socio-sanitaria gratuita a domicilio ai sofferenti di tumore ha infatti organizzato con la collaborazione delle Confederazioni sindacali di Bologna un grande concerto a cui prenderanno parte noti cantanti, artisti e comici del territorio bolognese e regionale. Il ricavato sarà destinato alla Fondazione che da più di tre decenni assiste i malati e le loro famiglie, oltre a portare avanti progetti di prevenzione oncologica gratuita, osservando il credo dell’ANT sintetizzato dal termine “Eubiosia” (dal greco “la buona vita”) intesa come insieme di qualità che conferiscono dignità alla vita, fino all’ultimo respiro.

L’attività della Fondazione rappresenta la più ampia esperienza al mondo di assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai Sofferenti di tumore. Dal 1985 ad oggi, ANT ha assistito oltre 93.000 sofferenti oncologici (dato aggiornato al 31 dicembre 2012) in modo completamente gratuito. Circa 3.800 malati vengono assistiti ogni giorno nelle loro case dalle 20 équipes di specialisti ANT, che portano al domicilio del sofferente e alla sua famiglia tutte le necessarie cure di tipo ospedaliero e socio-assistenziale.

Per noi è un grande piacere poter sostenere questo evento – afferma Francesco Berselli, Presidente di Varvel SpAvisto anche il nostro rapporto con la Fondazione ANT a cui siamo molto legati. Fin dal 2004 l’azienda ha iniziato un programma di sostegno continuativo ad ANT, Medici Senza Frontiere e Unicef, versando alle tre associazioni, per ogni prodotto venduto, un contributo di 0,02 euro. Un modo concreto per legare direttamente la produttività dell’impresa e i suoi risultati economici alla tutela di persone meno fortunate”.

Siamo un’impresa socialmente responsabile – prosegue Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvel SpA che considera nella definizione della propria strategia, nell’identificazione dei propri principi e nei comportamenti di gestione quotidiani, gli interessi di tutti gli stakeholder. Abbiamo quindi risposto con entusiasmo a questa raccolta fondi, non solo per sostenere il pregevole lavoro di Fondazione ANT, ma anche per testimoniare concretamente come un’impresa non sia solo un luogo di lavoro, ma anche un insieme di valori condivisi posti al servizio della collettività”.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980 n. 9 – 40056 Crespellano BO – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 0516721825 – varvel@varvel.com

Ufficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200

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Sicurezza a vele spiegate

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Sport

Un appuntamento irrinunciabile per campioni, praticanti o semplici neofiti, il Windfestival 2013 (WF13) presenta un programma ambizioso ed una miscela esplosiva di energia sulla sabbia. Dal 4 al 6 ottobre Diano Marina, splendida località della Riviera dei Fiori (IM) ospiterà l’Expo più grande del Nord Italia, con la presenza dei più importanti brand del mondo del windsurf, kitesurf, surf e sup che presenteranno e faranno testare i materiali 2014.

Tra i protagonisti, anche First Line, leader da anni nella distribuzione delle ginocchiere CTi, prodotti rinomati per le loro caratteristiche performanti e di fondamentale supporto per chi desidera praticare lo sport in massima sicurezza

Una presenza importante, quella di First Line, che non poteva rinunciare a prendere parte ad uno dei più importanti eventi sportivi del Nord Italia, con gli atleti più forti delle varie specialità, tra cui la Coppa Italia di Windsurf Freestyle Tow-In, l’ultima tappa del Campionato Europeo di Sup Eurosupa Beach Race 7.2 e lo Special Event del Campionato Italiano di Sup Fisurf. Una tre giorni di spettacolo ed emozioni con esibizioni sportive tra vento e mare, con Super Session di Windsurf, Kitesurf e Wakeboard.

Tanto divertimento, ma in piena sicurezza, soprattutto indossando una ginocchiera CTi, salvaguardando il proprio ginocchio da eventuali traumi o infortuni. Le ginocchiere CTi sono infatti realizzate con eccellenti materiali e personalizzate su misura, irrinunciabili per chi vuole affrontare attività adrenaliniche e ad alto impatto fisico. Gli atleti sanno bene come queste discipline mettano a dura prova il ginocchio e i tendini rotulei, a causa di spinte e pressioni. La rottura del crociato (anteriore o posteriore), dei legamenti collaterali o la distorsione al ginocchio sono incidenti non così rari, che spesso comportano una fastidiosa sospensione nella pratica dello sport almeno di qualche mese. Le ginocchiere CTi diminuiscono invece questa eventualità e consentono di riprendere in breve tempo la pratica della propria passione.

Non solo prodotto, però, ma anche cultura della sicurezza. Soprattutto quando giovani e giovanissimi muovono i primi passi sulla tavola, come in questo Windfestival 2013 dove una scuola gratuita farà provare grandi emozioni ad adulti e piccini. Dalla ginocchiera CTi Custom Made per i professionisti alla linea CTi OTS per amatori e praticanti, First Line ha la risposta giusta per volare sulle onde in totale sicurezza.

First Line  www.ginocchiere.com  – 3357012767  info@first-line.itUfficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Più sicurezza in parete

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Che sia free climbing, arrampicata indoor o su pareti a strapiombo o lungo placche inclinate, per godere pienamente dell’emozione di questo sport è sempre bene dotarsi di tutti gli strumenti adatti a garantire la massima sicurezza. Tra i numerosi rischi per chi pratica questa disciplina, non bisogna certamente sottovalutare il continuo impatto e lo stress a cui vengono sottoposte le ginocchia e i legamenti, in particolare durante certi movimenti di torsione in salita, piuttosto che durante la discesa, quando si è ancora più affaticati. Fattori che possono provocare fastidiose tendiniti e infiammazioni. Per questo motivo non possono mancare nell’equipaggiamento per climbing e bouldering le ginocchiere, strumenti indispensabili per la sicurezza da traumi e infortuni.

A questo ha pensato First Line, protagonista da anni in Italia nella distribuzione e commercializzazione di prodotti legati alla salvaguardia del proprio corpo, promuovendo le ginocchiere CTi, ideali per proteggere le ginocchia da traumi o infortuni. First Line è infatti in prima linea nella diffusione della cultura della protezione, soprattutto per chi pratica sport ad alto impatto fisico, come appunto arrampicata e free climbing.

First Line ha inoltre diversificato la sua offerta offrendo due modelli in grado di rispondere sia alle esigenze del professionista che del dilettante. Per i primi consiglia di affidarsi al modello performante CTI custom made, realizzato su misura in fibra di carbonio, kevlar e snodi multicentrici in acciaio. Questo modello protegge il ginocchio e l’area rotulea, garantendo la massima stabilità e protezione, dimostrandosi un ausilio prezioso per coloro che vogliono ottenere altissime prestazioni. Per praticanti amatoriali First Line consiglia invece il modello CTi OTS, ossia la versione standard di CTi, che garantisce prestazioni analoghe a quelle fornite dal modello personalizzato, ma a costi più contenuti.

In entrambi i casi prodotti di altissima qualità, performanti e innovativi, pensati e realizzati per coloro che vogliono sfidare la natura e guardare il mondo dall’alto. Il servizio di manutenzione e verifica annuale proposto da First Line consente inoltre di disporre sempre di strumenti in perfette condizioni, durevoli nel tempo ed affidabili in ogni situazione.

First Line  www.ginocchiere.com  – 3357012767  info@first-line.itUfficio stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com