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Campagnola impreziosisce la linea Green ideata per un utilizzo non intensivo

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

Campagnola, sinonimo di affidabilità e qualità, propone strumenti adatti a una clientela consapevole e intelligente in cerca dell’attrezzatura più idonea alla raccolta e alla potatura.

Sfruttando le tecnologie di ultima generazione, Campagnola studia materiali e processi per rendere efficienti, ma anche economici, i propri prodotti. La linea Green, dedicata ad un utilizzo non intensivo, nasce dall’ascolto delle richieste di chi cerca prodotti con un prezzo contenuto e si suddivide in due linee: Line 24 e Line 44. Caratterizzata comunque da alte prestazioni, è composta da forbici elettriche ad impugnatura manuale con batteria nello zaino o incorporata, oltre a forbici su asta di prolunga e legatrici con batteria nello zaino.
Con questi attrezzi il catalogo di Campagnola per la potatura si arricchisce ulteriormente, divenendo il più completo che si trovi sul mercato. Con lo scopo di incontrare le molteplici necessità di una clientela sempre più attenta a ridurre tempi e sforzi operativi, l’azienda propone i frutti del suo accurato processo di studio, analisi e collaudo.

Molto apprezzata è la nuova Line 24 cordless, con batteria plug-in, incorporata.
SPEEDY è leggera e maneggevole, appositamente studiata per effettuare piccoli tagli (fino ad un diametro di 25 mm) a grande velocità, perfetta per florovivaismo e viticoltura.
STARK M ha un ottimo rapporto peso/potenza, effettua tagli precisi, senza sbavature, fino ad un diametro di 32 mm, ed è ideale per viticoltura, frutticoltura ed olivicoltura.
STARK L è la più potente della Line 24, effettua tagli fino a 37 mm di diametro di qualsiasi tipo di legno e trova applicazione in agrumicoltura, olivicoltura e nella potatura di piante ornamentali.
Continua a riscuotere grande successo la Line 44 con batteria inserita nello zaino, presentata l’anno scorso, con due modelli ad impugnatura manuale, tre su asta di prolunga ed una legatrice.
EASY S è veloce e leggera, con capacità di taglio di 30 mm, utilizzabile per viticoltura e frutticoltura.
EASY L è la più potente della Line 44. Estremamente versatile, viene usata in frutticoltura, agrumicoltura, olivicoltura e viticoltura grazie alla sua capacità di taglio fino a 36 mm di diametro.
Completa la gamma la legatrice LINKER, con un kit, inserito in una comoda valigetta, che si compone di elettronica, cavo, batteria al litio, zainetto ergonomico porta-batteria, caricabatteria, accessori e due bobine di filo. Veloce, leggera e maneggevole, è caratterizzata da 4 modalità di legatura che la rendono adatta a molteplici impieghi.
Campagnola, con le sue continue soluzioni innovative per un’agricoltura 4.0 si conferma quindi un brand amato da tutte le categorie di utilizzatori.

https://campagnola.it/

Dalla sperimentazione alla produzione due nuove stelle in casa Campagnola

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L’azienda emiliana implementa la produzione di alcuni articoli già amatissimi, per soddisfare pienamente le esigenze sia del mercato italiano sia di quello estero.

La gamma di prodotti made in Italy nel catalogo di Campagnola presenta soluzioni per tutte le necessità relative a vigneti, frutteti, agrumeti, piante ornamentali e sempreverdi.
Di tre abbacchiatori elettrici per la raccolta delle olive già affermati nel mercato – Alice, Hercules e Holly – propone ora due versioni: Linea 58 e Linea ECO.
Alice è nata dapprima per rispondere alle esigenze del mercato italiano, che richiedeva una macchina particolarmente rispettosa delle piante. Col particolare movimento ellittico contrapposto del rastrello, coperto da brevetto Campagnola, ed i suoi rebbi flessibili ed intercambiabili in tecnopolimero, non danneggia i rami e riduce al minimo la defogliazione. Resta l’abbacchiatore più venduto al mondo.
Hercules è invece nato per soddisfare le richieste del mercato andaluso, ma poi si è ampiamente diffuso negli oliveti di tutti il mondo che presentano rami particolarmente fitti ed intricati. Caratterizzato da un movimento ellittico del rastrello e da rebbi flessibili ed intercambiabili in tecnopolimero o carbonio, con la sua potenza nella raccolta è l’attrezzo ideale per un utilizzo professionale su piante di grandi dimensioni e con chiome particolarmente folte.
Holly è stata progettata per garantire buone prestazioni di raccolta abbinate ad una grande facilità di utilizzo ed un peso molto contenuto e ben bilanciato.
La Linea 58 nasce quindi dalla necessità di agevolare il lavoro dei professionisti che operano nel settore. Ampiamente testata nel 2018, viene ora proposta al mercato con la produzione in serie. I tre attrezzi sono dotati di un’unità di potenza più leggera con motore brushless, un economizzatore del consumo della batteria e due velocità di battuta. Possono essere alimentati sia dall’apposita batteria al litio o da una batteria al piombo per auto (tramite convertitore). Si tratta della linea più professionale di abbacchiatori elettrici Campagnola.
La Linea ECO, invece, ha una velocità dei rastrelli di 1200 battute al minuto, è dotata di un motore a spazzole e viene alimentata da una batteria al piombo per auto. Si tratta della linea più economica, che però mantiene gli alti standard qualitativi di Campagnola.

Per quanto riguarda ricambi, lubrificanti e accessori, Campagnola dimostra il proprio rispetto per l’ambiente proponendo sul mercato un olio pensato appositamente per le coltivazioni biologiche, che non rischia di inquinare con elementi chimici e soprattutto non lascia residui sul frutto: un olio certificato NSF, ecologico ed ecocompatibile in linea con lo spirito di Campagnola.

https://campagnola.it/

Bioagrotech Srl: la sfida dell’agrobusiness è nei Centri di Saggio

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Dall’incremento del fatturato all’espansione della rete vendita, dalla crescita dello staff aziendale alle continue e innovative sperimentazioni nei Centri di Saggio. Queste le plusvalenze emerse durante la convention di metà ottobre, che ha sugellato, per Bioagrotech, un 2019 positivo e posto le basi per un 2020 altrettanto importante che vede nei Centri di Saggio il terreno privilegiato per lo sviluppo del business

Il 15 ottobre si è tenuta presso l’Hotel Ambasciatori di Rimini, la convention aziendale di Bioagrotech Srl, azienda sanmarinese specializzata nello studio di fertilizzanti, substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica. Il meeting ha rappresentato per l’intero staff aziendale – dirigenti, impiegati ed agenti esterni – un’occasione privilegiata di dialogo e confronto, a partire dagli interventi del management che hanno analizzato i risultati e gli sviluppi del 2019 ma soprattutto delineato le previsioni e gli obiettivi per il nuovo anno. Ovviamente non poteva mancare un approfondimento sul Regolamento (UE) 2019/2009, che per contenuto impatta direttamente sul business di Bioagrotech in quanto stabilisce nuove regole per l’immissione sul mercato di fertilizzanti.

Proprio a partire da questo mutato panorama giuridico si è aperta la convention aziendale attraverso una prima analisi che ha restituito uno scenario molto favorevole all’azienda di San Marino che, a differenza di molti altri competitors, non dovrà rivedere le proprie linee operative e di sviluppo, essendo già perfettamente integrata con le nuove prescrizioni. Il Regolamento, infatti, ha delineato come condizione indispensabile per immettere un prodotto sul mercato la necessità di eseguire test dimostrativi nei Centri di Saggio, con lo scopo di verificare e provare una data qualità e funzione dello stesso. Una condotta che rappresenta per Bioagrotech una prassi collaudata, motivo del successo di molti prodotti come per esempio la Zeolite Cubana, dimostratasi efficace nei confronti di molte colture. Il nuovo regolamento, dunque, rappresenterà per Bioagrotech un fattore di accelerazione e di sviluppo ulteriore del proprio business che, in ogni caso, ha nel 2019 registrato importanti risultati. Ad affermarlo è stato il direttore marketing, Perrotta Giuseppe, che nel suo intervento ha evidenziato una crescita generale. “E’ stato senza dubbio un anno positivo su tutti i versanti. Sia per quanto riguarda il fatturato cresciuto del 15% sia per le attività aziendali. Bioagrotech non ha soltanto iniziato nuovi percorsi lavorativi allargando il proprio staff con importanti ingressi ma ha anche investito su prodotti come Rizofertil, Fertisoil e Zcn impianti”.

Per quanto riguarda il 2020, invece, la parola è passata a Turchiarelli Vito Antonio, responsabile tecnico, che ha illustrato il programma di sperimentazione che Bioagrotech sta effettuando nei centri di Saggio di tutta Italia. Infatti, è proprio da questi centri, in particolare quello di Agri 2000, che sono usciti i prodotti più innovativi che hanno decretato il successo dell’azienda sanmarinese. Tra questi ricordiamo la Zeolite Cubana dimostratasi efficace nei confronti di diverse colture: Tignoletta della vite (Lobesia Botrana), Mosca e cocciniglia dell’olivo (Bactrocera Oleae – Seissetia Oleae), Lepidotteri su Orticole (Helicoverpa Armigera, Mamestra Brassicae), Tripide su Uva da tavola (Drepanothrips reuter). Forti di questa consapevolezza gli investimenti del prossimo anno saranno sempre, anche grazie al nuovo regolamento, orientati all’attività di ricerca e alla sperimentazione con l’obiettivo di sviluppare prodotti efficaci e consegnare al mercato soluzioni certificate da tecnici esterni riconosciuti e dati scientifici. Infatti, solo una profonda conoscenza del mercato, unita a una costante attività di collaborazione con i centri di ricerca, può rappresentare l’approccio vincente per affrontare le molteplici sfide dell’agrobusiness che, da adesso in poi, avrà nei Centri di Saggio un crocevia fondamentale e imprescindibile.

http://bioagrotech.com/

Qualità e praticità on line

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Da Servomech un nuovo sito internet con configuratore integrato, per favorire la conoscenza della propria gamma prodotti e facilitare l’assemblaggio di un’offerta sempre più personalizzabile.

Un nuovo layout, dalla grafica pulita e minimale, facili passaggi tra una pagina e l’altra e numerosi link per la focalizzazione delle informazioni. Questo il concept alla base del nuovo sito internet del Gruppo Servomech (www.servomech.it), dal 1989 player di riferimento a livello internazionale nella progettazione e costruzione di attuatori lineari, martinetti meccanici, viti e madreviti a ricircolo di sfere.
L’inserimento di un configuratore favorisce la scelta personalizzata dei prodotti desiderati, agevolando la valutazione dell’ampia gamma prodotti. Grazie al nuovo sito web, il pubblico può facilmente orientarsi, in base alle proprie necessità progettuali e costruttive, in modo da reperire facilmente tutte le informazioni, esposte con chiarezza e immediatezza. A tale scopo, oltre alla pulizia della grafica e la cura dei contenuti, si è inserito il configuratore che rende pressoché immediata la visualizzazione dei componenti desiderati. Il configuratore permette infatti di configurare il prodotto di cui necessita il cliente in base alle sue esigenze. Selezionando le risposte con l’aiuto del configuratore, è possibile generare i modelli 3D, 2D, nei formati CAD più diffusi.
Questa formula consente un notevole risparmio di tempo e un accresciuto servizio per l’utente. Una volta che il sistema genera i disegni, possono essere inviati o analizzati in tempo reale, con il supporto dell’ufficio tecnico aziendale dedicato. In questo modo è possibile discutere su un progetto in maniera semplificata ed estremamente efficace.
Innovazione di prodotto, know-how, competenze e totale controllo dell’intero ciclo produttivo, svolto tutto internamente, fanno del Gruppo Servomech un punto di riferimento nazionale e internazionale nell’ideazione e realizzazione di attuatori lineari elettromeccanici, martinetti meccanici, viti e madreviti a ricircolo di sfere.
Nell’anno del suo trentesimo anniversario, il Gruppo Servomech ha deciso di rinnovare la sua presenza on line. Del resto si tratta di una vocazione, quella all’innovazione, che contraddistingue l’azienda fin dalla sua costituzione, puntando da sempre su una meccanica che guarda al futuro. Anche gli strumenti di ultima generazione sono una conferma di quella capacità di rispondere alle esigenze di una clientela mondiale con rapidità ed efficacia. Il configuratore infatti, grazie alla costruzione completamente modulare dei prodotti e le differenti tipologie costruttive, consente di garantire ai clienti la massima flessibilità di utilizzo, anche con soluzioni personalizzate, fin dal primo approccio all’azienda.

https://servomech.com/it/

Eccellenza delle operations con il “Varvel Mechnology System”

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Lean thinking e aumento della produttività al centro del processo di trasformazione del Gruppo Varvel, che sceglie la strada della “fabbrica delle competenze” per incidere sempre più sul mercato internazionale.

 Valsamoggia (BO), 22 ottobre 2019 – Nell’universo dell’Industry 4.0, sempre più digitalizzato e performante in un’ottica di abbattimento degli sprechi e di capacità di adattamento alle evoluzioni della domanda e dell’offerta, non si può prescindere dall’assunzione di un approccio lungimirante e flessibile, capace di stare al passo con la rapidità dei cambiamenti imposti dalla globalizzazione.

Il percorso di crescita del Gruppo Varvel, da oltre 60 anni leader nel settore delle trasmissioni meccaniche, ha attraversato molte fasi decisive per giungere alla definizione della sua attuale strategia produttiva e commerciale, rimanendo sempre orientata alla focalizzazione delle proprie plusvalenze e al miglioramento della competitività aziendale. La filosofia della condivisione delle idee e della valorizzazione delle risorse, ispirata dal Presidente Francesco Berselli e sposata da tutti gli attori della crescita di Varvel, racchiude intrinsecamente la componente di flessibilità espressa dalla Lean Production (o Lean Manufacturing), il modello produttivo indispensabile per identificare le esigenze del cliente e impostare i flussi delle attività in funzione del suo completo (e tempestivo) soddisfacimento.

Quando questo sistema si fonde con il metodo “Six Sigma”, la semplificazione e lo snellimento dei processi risultano coincidere con l’incremento delle performance sul mercato. Grazie ad un approccio basato sui dati – e sulla riduzione dei rischi legati all’erronea valutazione del processo stesso – il Gruppo Varvel è riuscito nell’obiettivo di eliminare molti “sprechi di fatto” e di costruire una metodologia a misura dell’azienda.

Ne è nato il Varvel Mechnology System, l’”acceleratore di cambiamento” che, attraverso il monitoraggio di tutti i passaggi, la comprensione delle reali esigenze del cliente e la segmentazione del lavoro in obiettivi raggiungibili e temporalmente molto vicini, sta determinando la traiettoria del polo produttivo Varvel.

Da “fabbrica dei prodotti”, il Gruppo Varvel tende sempre più alla realizzazione della “fabbrica delle competenze”, che ponga il fattore temporale al centro del processo di sviluppo: “Il successo dei piani di sviluppo dipende in modo sensibile dai tempi di messa in opera delle scelte strategiche che saranno indicate nel nuovo piano industriale – afferma Mauro Cominoli Managing Director del Gruppo Varvel, che prosegue – L’individuazione del momento più adatto per la concretizzazione di un investimento è basilare. Pensare e agire in modo flessibile, per noi, è già una realtà: abbiamo messo in campo un’azienda più moderna, che punta all’internazionalizzazione e ambisce ad un costante aumento della produttività”. Tra i principali step di questa pianificazione strategica e organizzativa vi è l’introduzione di avanzati sistemi di analisi dei dati: un’attività di reporting necessaria per individuare i punti deboli del comparto produzione e correggerli, essenziale per focalizzare i fattori maggiormente influenti sul processo e apportare tutti i miglioramenti necessari alla massimizzazione dei risultati economici, con un’attenzione sempre crescente alla customizzazione e alla differenziazione della produzione.

Geoplant sperimenta un nuovo clone: la mela Fuji torna in pianura

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

L’azienda romagnola, impegnata nella continua innovazione in ambito frutticolo, non dimentica l’importanza del Made in Italy e sperimenta la coltivazione di un nuovo clone di Fuji.

Geoplant Vivai, società agricola specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico di piante da frutto, pone il suo operato sempre in direzione della valorizzazione del territorio. Infatti con l’inizio della raccolta in pianura delle apprezzatissime mele Fuji, Geoplant coglie i frutti della recente sperimentazione di un nuovo clone: si chiama KING® Fuji VW* dell’editore gruppo KIKU® già famoso per avere lanciato cloni di Fuji di grande successo come il KIKU® Fubrax* o il KIKU® 8 Brak*.

Questo nuovo clone si caratterizza per la colorazione del frutto slavata, ma allo stesso tempo molto intensa, probabilmente la più estesa fra i cloni esistenti. Questa caratteristica è agevolata dal fatto che si tratta di un clone a portamento Spur quindi a bassa vigoria (a differenza di tutti gli altri cloni che al contrario sono molto vigorosi) e ciò lo rende facilmente gestibile.
 Rispetto ai cloni esistenti, restano pressoché inalterate le altre caratteristiche tipiche della Fuji, ovvero la tipica tessitura della polpa, il sapore inconfondibile e una sensibilità a ticchiolatura che può risultare moderata o forte a seconda delle annate.

L’impianto di prova realizzato da Geoplant presso un produttore socio del gruppo Apofruit ha prodotto, solo per quest’anno, 415 quintali/ha in terza foglia con una pezzatura media superiore ai 75 mm. I portinnesti presenti nell’impianto sono due, 50% Pajam2 e 50% M9T337, ed entrambi hanno dimostrato eccezionali performance produttive e qualitative senza manifestare, fino ad ora, segni di alternanza produttiva.

Qualora questo clone confermasse quanto mostrato nelle ultime due annate potrebbe rappresentare un’ottima opportunità per rilanciare la coltivazione della Fuji in Pianura Padana che purtroppo risulta molto frenata da due caratteristiche negative che accomunano tutti i cloni presenti sul mercato fino ad oggi: l’alternanza produttiva e la scarsa colorazione dei frutti in particolare dalla 5-6a foglia in poi.

http://www.geoplantvivai.com

Campagnola si colora di viola con lo scuotitore Starberry MD1

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L’azienda emiliana giunta al traguardo di 60 anni di attività guarda al futuro e affronta le nuove sfide del mercato lanciando un nuovo prodotto di particolare rilevanza per il mondo agricolo: Starberry MD1, scuotitore elettrico in speciale anteprima per l’Italia.

Dopo il successo riscosso dalla proposta multipla dei prodotti lanciati lo scorso anno adatti a vigneti, frutteti, agrumenti, piante ornamentali e sempre verdi, stavolta l’attenzione si rivolge tutta ad un piccolo frutto molto pregiato: il mirtillo. Alle porte dell’autunno si fa sentire l’esigenza della raccolta delle diverse varietà di mirtilli: Starberry MD1 è lo scuotitore elettrico dedicato a questa bacca che nasce per agevolare il lavoro dei professionisti che operano nel settore.

Il kit di Starberry è composto da una batteria al litio, caricabatteria e valigetta per il trasporto e infine uno zainetto ergonomico portabatteria utilizzabile per tutti gli attrezzi made in Campagnola.
Le caratteristiche tecniche del modello dimostrano la cura e l’attenzione dedicata a questo prodotto da parte di Campagnola: con il suo peso di 1 kg unito a 1,2 kg di batteria, Starberry permette la lavorazione in autonomia per 8/9 ore; inoltre è dotato di un’impugnatura ergonomica e il suo raggio d’azione adatta a tutte le cultivar di mirtillo.

60 anni e non sentirli: l’emiliana Campagnola rinconferma la propria eccellenza e la propria concentrazione su ricerca e innovazione tecnologica grazie a questo nuovo progetto sviluppato nell’intento di fornire una soluzione pratica ad un’attuale richiesta degli utilizzatori finali. Dopo quest’anteprima di Starberry MD1, si prevede la grande produzione nel 2020.

https://campagnola.it

Una bontà destinata a crescere

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Pieno successo per Le Conserve della Nonna che dopo il Quality Award 2019 si prepara a un ulteriore ampliamento di gamma: con sola frutta italiana e zucchero di filiera nazionale, lo storico marchio del Gruppo Fini si conferma protagonista nella categoria nel segmento delle confetture extra.

In attesa di nuove referenze già in fase di studio, ulteriore valore aggiunto arriva per le confetture di Le Conserve della Nonna, brand fondato nel 1973 a Ravarino (MO) e oggi in forza al Gruppo Fini.
Già a marzo l’azienda modenese si era aggiudicata il prestigioso Quality Award 2019 per le confetture, disponibili nelle varianti di gusto ciliegia dell’Emilia, fichi, amarene dell’Emilia, pesca, albicocca, fragole, arancia, more, frutti di bosco e sapore.

Il premio è il risultato di una valutazione diretta da parte di 300 consumatori chiamati a giudicare vari componenti del prodotto nel suo complesso (gli ingredienti, l’aspetto, il sapore, la consistenza, il profumo, ecc…) nel corso di rigorosi blind test che avvengono in laboratori indipendenti specializzati nell’analisi sensoriale. Un importante riconoscimento a garanzia della bontà dei prodotti, attribuito direttamente dai consumatori che dimostrano di riconoscerne l’estrema qualità.

Caratteristica distintiva della gamma è la proposta di confetture realizzate con solo 2 ingredienti 100% italiani: frutta italiana fresca di stagione lavorata appena raccolta e zucchero grezzo di barbabietola italiano da filiera certificata, grazie alla partnership siglata con Italia Zuccheri.
A questi fattori si aggiungono le altissime percentuali di frutta, tra le più alte del mercato, arrivando a superare in alcune referenze il 150% in quanto viene utilizzato il tradizionale procedimento di concentrazione per evaporazione termica, ovvero una lunga cottura del frutto che consente di eliminare l’acqua contenuta nella frutta, per ottenere una consistenza ricca e cremosa, non gelificata, senza l’utilizzo di pectina aggiunta, esattamente come una buona confettura fatta in casa!

Per quanto riguarda il trend più importante in questo mercato, ovvero quello delle confetture healthy e a basso contenuto di zuccheri, Le Conserve della Nonna è stato tra i primi brand, già nel 2015, a lanciare sul mercato una linea di composte realizzate con zucchero d’uva e arricchite con ingredienti funzionali come la curcuma, lo zenzero e le fave di cacao. L’azienda è attualmente impegnata in ulteriori ricerche e progetti per arricchire la linea con nuove referenze seguendo i gusti di maggiore richiamo.

http://gruppofini.it/

Cimice asiatica?.. Bioagrotech scende in laboratorio per trovare una soluzione

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

Presso il centro accreditato Agri 2000, Bioagrotech Srl sta effettuando una serie di test per verificare l’azione di contrasto della zeolite cubana nei confronti della cimice asiatica. Secondo le stime del CSO, Centro Servizi Ortofrutticoli, i danni provocati dall’insetto nell’estate 2019, supererebbero, nel solo Nord Italia, i 350 milioni di euro.

Una soluzione per neutralizzare la cimice asiatica e salvaguardare la resa del patrimonio ortofrutticolo italiano. È questa la sfida che Bioagrotech Srl sta raccogliendo in questi giorni presso il centro accreditato Agri 2000. L’azienda sanmarinese – specializzata nello studio di fertilizzanti, substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica – sta eseguendo test specifici per verificare la capacità di contrasto della zeolite cubana nei confronti della cimice asiatica, protagonista in questa estate 2019 di un invasione senza precedenti e che, in questi giorni, sta presentando all’agricoltura italiana e alla relativa filiera un conto salatissimo.

Secondo l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, la diffusione del parassita originario della Cina e del Giappone, avrebbe provocato danni per 350 milioni di euro nel Nord Italia e di 250 milioni nel resto del paese. Un fenomeno allarmante e che fa registrare al comparto agricolo e in particolar modo frutticolo, perdite consistenti. Basti pensare che in Emilia Romagna dove si producono il 70% delle pere italiane e il 30% di tutte le pere europee, quest’anno, i 5mila produttori della regione raccoglieranno 250mila tonnellate di pere, la metà del 2018.

Da qui l’esigenza dell’intervento di Bioagrotech Srl, da sempre impegnata nella tutela delle coltivazioni e della biodiversità, di avviare delle sperimentazioni con la Zeolite Cubana, un prodotto biologico che deriva dalla lavorazione meccanica di una roccia sedimentaria di origine vulcanica formatasi a Cuba milioni di anni dall’incontro della lava incandescente con l’acqua di mare.

In natura si possono distinguere diverse tipologie, ciascuna differente per composizione chimica e mineralogica. La Zeolite Cubana Bioagrotech – pura al 100% e costituita da clinoptilolite al 67,5% e mordenite al 32,5% – si è dimostrata, secondo gli studi e le ricerche dell’azienda sanmarinese, efficace contro i parassiti di diverse colture tra cui: Tignoletta della vite (Lobesia Botrana), Mosca e cocciniglia dell’olivo (Bactrocera Oleae- Seissetia Oleae), Lepidotteri su Orticole (Helicoverpa Armigera, Mamestra Brassicae), Tripide su Uva da tavola (Drepanothrips reuter). Ora, dunque, non resta che aspettare i risultati dei test per capire se la Zeolita Cubana Bioagrotech potrà rappresentare nei prossimi anni un valido alleato per gli agricoltori di tutta Italia che, oggi più che mai, necessitano di una soluzione efficace per salvaguardare le proprie coltivazioni dal “temibile” parassita asiatico.

Toccare per credere

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Col sistema di sabbiatura unico al mondo firmato Norblast, Weerg alza l’asticella della qualità 3D, liscia a tatto e vista

In un mercato dove la precisione è tutto e anche un millimetrico dettaglio può fare la differenza, Weerg punta solo su tecnologie top di gamma per potenziare il proprio reparto produttivo, anche in fatto di finiture. Per questo, sin dall’inizio, l’e-commerce italiano che offre online lavorazioni CNC e 3D, si è affidato all’eccellenza made in Italy del Gruppo Norblast, da oltre 40 anni specializzato nella progettazione e costruzione di macchine per il trattamento delle superfici attraverso i più moderni sistemi di sabbiatura e pallinatura. Due le sabbiatrici a buratto automatiche modello S11B firmate Norblast installate già da tempo nella sede Weerg di Gardigiano (VE), dove sono utilizzate rispettivamente per il settore CNC e per il reparto 3D.

Ad esse si affianca ora un impianto custom-made di ultimissima generazione per l’additive manufacturing, messo a punto da Norblast appositamente per il service veneziano. Un vero e proprio progetto di co-design, per il quale i reparti R&D delle due aziende hanno lavorato per mesi in stretta sinergia con l’obiettivo di individuare i parametri più adeguati, gli accessori più funzionali e le graniglie più adatte alla tecnologia additiva utilizzata. Il risultato è un sistema unico al mondo caratterizzato da massima efficienza produttiva, velocità di esecuzione raddoppiata, omogeneità delle finiture più lisce al tatto e alla vista ed esclusivo sistema automatico di recupero delle polveri. Una soluzione ad alto valore aggiunto tarata appositamente per supportare gli elevati volumi produttivi di Weerg e lavorare in linea con le più recenti tecnologie 3D a polvere che ne compongono l’ampio parco macchine: le 6 industrial printer 3D della serie HP Multi Jet Fusion 5210 di ultima generazione e i 2 sistemi a Sinterizzazione Laser Selettiva (SLS) ProX® SLS 6100 firmati 3D Systems.

“L’installazione di questa nuova soluzione, progettata ad hoc per integrarsi perfettamente nelle nostre linee produttive, rappresenta un ulteriore passo avanti verso la totale automatizzazione di processo in ottica Industry 4.0, uno dei nostri obiettivi fondamentali”, commenta Francesco Zanardo, Direttore Generale di Weerg. “La nuova sabbiatrice lavora in linea con i nostri sistemi di stampa 3D permettendo di offrire alla stesso prezzo standard qualitativi ancora più elevati ai nostri clienti in esponenziale aumento sulla piazza europea”.

Il consolidato know-how e l’eccellenza del nostro Centro di Ricerca e Sviluppo ci permettono di lavorare con logica sartoriale per fornire ‘l’abito su misura’ progettando le nostre macchine in funzione dei desideri del cliente e dando vita, come nel caso di Weerg, a sinergie reciproche in ottica di costante innovazione”, spiega Stefano Norelli, Direttore Commerciale di Norblast. La collaborazione con Weerg ha infatti portato alla messa a punto di una macchina dotata di plus esclusivi e in particolare di un sistema di filtrazione e setacciatura delle polveri attualmente unico sul mercato, in grado di separare automaticamente i residui di Nylon PA12 dal materiale di sabbiatura. Una novità assoluta che Norblast intende industrializzare con il lancio di nuovi sistemi nel prossimo futuro.