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Modularità spinta Varvel: plus premiante per la rete di distribuzione

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

La modularità di Varvel conferma l’eccellenza del servizio, abbattendo costi e tempistiche e vincendo la sfida della globalizzazione

Valsamoggia (BO), 22 gennaio 2019 – In un mercato sempre più competitivo – in cui il tempo è una discriminante fondamentale – una rete distributiva in grado di fornire un servizio just in time fa la differenza. A dimostrarlo è l’esperienza del Gruppo Varvel, dal 1955 specializzato nell’ideazione, nella produzione e nella commercializzazione di riduttori meccanici di velocità.

La necessità di rifornire tempestivamente la clientela in qualsiasi parte del mondo limitando lo stock nei magazzini della rete distributiva; una gamma di riduttori con diverse migliaia di possibili configurazioni; sono questi gli elementi che hanno portato Varvel a sviluppare il concetto di modularità, che permette di configurare il prodotto ricercato in pochi passaggi, utilizzando dei kit. Oggi questo sistema modulare è uno dei punti di forza di un’azienda modello del made in Italy.

A partire dal 2000, l’azienda bolognese presente in più di 60 Paesi nel mondo, ha scelto di sviluppare ed estremizzare il concetto di modularità, già presente nella serie dei riduttori a vite senza fine, estendendolo a tutta la propria gamma di prodotti: sono così nati i riduttori e motoriduttori ad assi paralleli e ortogonali.

Oggi tutta la gamma di prodotti Varvel che raggiunge i 3.400 Nm di coppia trasmissibile dall’albero lento e i 22 kW di potenza installabile, con diverse migliaia di possibili configurazioni, è costruita secondo il principio modulare dei kit di assemblaggio. Ad esempio ogni riduttore ad assi paralleli o ortogonali è costituito da un kit di entrata (coperchio motore, giunto), un kit intermedio (coppia di ingranaggi) e un kit uscita (carcassa, albero di uscita e treno di ingranaggi) ai quali si possono aggiungere kit accessori (bracci di reazione, piedi, flange ecc.). All’interno di una singola taglia una facile selezione dei kit disponibili permette di realizzare riduttori differenti (paralleli o ortogonali), rapporti di riduzione differenti e numerose soluzioni in uscita (alberi) ed entrata (grandezze motore).

Principale beneficiario di questa modularità spinta è la rete distributiva formata da oltre 100 partner commerciali in tutto il mondo. L’abbattimento degli stock ha garantito una riduzione di costo per rivenditori e distributori mantenendo, grazie alla soluzione kit di assemblaggio, un’elevata capacità di servizio: una logica win win che è risultata premiante non solo per l’azienda ma anche per tutti gli stakeholder.

Un vantaggio economico e competitivo, quello assicurato dalla modularità, che sta già fornendo ottimi riscontri anche negli Stati Uniti, dove Varvel ha aperto una filiale nel 2017: una formula che il mercato USA ha dimostrato di recepire in maniera estremamente positiva e che si sta dimostrando un importante elemento distintivo rispetto alla concorrenza locale.

In un mondo in cui le soluzioni digitali sono di giorno in giorno più importanti Varvel ha affiancato alla “modularità meccanica” VARsize un software di selezione che permette un facile dimensionamento dei prodotti e rende immediatamente disponibile i modelli 3D. Oggi tutti i prodotti Varvel sono dimensionabili e assemblabili in poco tempo in qualsiasi parte del mondo.

Il Gruppo Varvel si conferma così un’eccellenza produttiva, un’azienda socialmente responsabile capace di assicurare prodotti e servizi di altissima qualità ponendo particolare attenzione alle persone. La scelta della modularità non s’inquadra soltanto in un’interpretazione strategica del mercato ma anche come una dinamica agevolata per rivenditori e distributori, capace di aumentare il valore che questi assumono sul territorio e di facilitarne il ruolo senza imporre pesanti costi. In una filosofia in cui le persone devono poter operare al meglio per il conseguimento di un obiettivo comune, la modularità rappresenta un vero e proprio modello di sistema e di ottimizzazione della supply chain a vantaggio di tutti.

GRUPPO VARVEL

Dal 1955 il Gruppo Varvel progetta e realizza sistemi di trasmissione di potenza impiegati in numerose applicazioni industriali, (packaging, sistemi di alimentazione per animali, soluzioni per l’automazione e il controllo degli accessi) e nei sistemi innovativi come i generatori eolici e gli impianti fotovoltaici. Grazie alla grande esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, una produzione di oltre 500.000 riduttori l’anno e un fatturato di circa 50 milioni di Euro, Varvel offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni standard e prodotti personalizzati per esigenze specifiche. L’intera gamma di prodotti è progettata e realizzata in Italia, a Crespellano (Bologna) dove Varvel ha la propria sede centrale. La quota export ha raggiunto il 70% grazie a due filiali (una in USA e l’altra in India) e una rete globale di oltre 100 partner commerciali.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.varvel.com

Dati di contatto per maggiori informazioni:

Varvel Marketing Department

marketing@varvel.com – +39 051 6721811

Ufficio Stampa – Borderline Agency

pressoffice@borderlineagency.com – +39 051 4450204

L’Innovation Technology al servizio del Diritto Internazionale Umanitario

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Nuovo Sito Web, Tecnologia

La web agency Digital Ideators dà forma a un progetto di Croce Rossa Italiana e immette sulle piattaforme Google Play e iTunes Store due preziose app di approfondimento giuridico internazionale. 

Si aggiunge un altro progetto vincente all’appello delle soluzioni digitali proposte dalla web agency di Pesaro. Grazie alla perizia e all’intuizione del suo team di giovani talenti informatici, la Digital Ideators ha consegnato ai frequentatissimi app store di tutto il mondo due strumenti gratuiti di formazione, analisi e ricerca in materia di Diritto Internazionale Umanitario.

Il loro lancio – reso possibile dalla cooperazione sinergica di attori come la Commissione Nazionale DIU (Diritto Internazionale Umanitario), la International Humanitarian Law Legacy Clinic dell’Università di Roma Tre e gli Istuttori DIU – è stato subito accompagnato dal supporto comunicativo di Croce Rossa Italiana che, al pari delle corrispettive Associazioni di tutti gli altri Paesi, ha il compito di diffondere i principi, i valori e le emanazioni del Diritto Internazionale Umanitario tra le Forze Armate e negli ambienti accademici.

Le applicazioni firmate dal team di Digital Ideators coniugano la teoria e la pratica per garantire una conoscenza a tutto campo di quest’attuale e imprescindibile ramo del diritto. Il percorso formativo prende avvio con “International Humanitarian Law”, contenente i principali trattati di DIU e le norme consuetudinarie identificate dall’ICRC in 4 lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo) e sottoposta a continuo aggiornamento, in ottemperanza alle modifiche o all’adozione di nuovi trattati. Si prosegue poi con “Quiz DIU”, l’APP finalizzata a testare l’apprendimento effettivo del DIU. Anche in questo caso, le domande sono soggette a continue implementazioni.

A completamento della preparazione, Digital Ideators ha sviluppato l’APP “Emblema CRI”, finalizzata alla conoscenza delle principali prerogative dell’Emblema e alla segnalazione di abusi o usi impropri.

Grazie alla capacità di rivolgersi contemporaneamente ad aziende, imprenditori, Enti, Associazioni e liberi professionisti (alcuni su tutti: Ferrovie dello Stato, Discovery Channel, Croce Rossa Italiana e Arci), la web agency marchigiana è in grado di proporre le migliori soluzioni digitali e di abbracciare tutti i settori applicativi nel campo dell’informatica e dell’innovazione tecnologica. Dal concepimento e dalla creazione dei siti web – terreno familiare allo staff di Digital Ideators – si passa a una diversificata offerta in termini di applicazioni, software gestionali, attività di web marketing e di social media marketing, con uno sguardo rivolto ai confini nazionali ma anche all’universo internazionale.

www.digitalideators.com

Agricoltura: più salute e meno costi per piante e agricoltori grazie alla zeolite cubana Bioagrotech

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

Il 17 gennaio un’intera giornata di approfondimento per illustrare i risultati delle prove di utilizzo della polvere vulcanica che migliora salute e produttività delle piante, riducendo i costi di gestione

In un mondo che guarda con sempre maggiore interesse alle coltivazioni biologiche, il 17 gennaio, presso l’Hotel Ambasciatori di Rimini, in Viale Vespucci 22, sarà il momento per scoprire le nuove opportunità di risparmio, di riduzione dell’impatto ambientale e di miglioramento dei valori di salubrità e produttività delle piante offerte dalla zeolite cubana. A organizzare la giornata di approfondimento è Bioagrotech, azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata.

Il convegno sarà l’occasione per presentare le prove sul campo e i risultati sperimentali ottenuti da Centri di Saggio con l’utilizzo dei prodotti a base di zeolite Cubana Bioagrotech su fruttiferi, orticole e granaglie. Secondo i test scientifici effettuati, l’utilizzo delle tecniche e dei prodotti Bioagrotech ha indotto un potenziamento naturale del sistema immunitario e di difesa attiva e passiva delle piante, permettendo così la riduzione del consumo di fitofarmaci e, di conseguenza, la diminuzione del rischio della loro presenza residuale sui raccolti alla fine della produzione.

Un aspetto, questo, che guarda al futuro dell’agricoltura, considerando che come è noto i fitofarmaci si avviano verso un processo di limitazione d’uso sia in agricoltura biologica che integrata. Bioagrotech ha quindi trovato un’ottima alternativa nel Corroborante Zeolite Cubana, polvere di roccia dalle caratteristiche uniche ricavata da una cava in un vulcano a Cuba, della cui estrazione ha l’esclusiva la stessa Bioagrotech.

La Zeolite Cubana è una roccia sedimentaria di origine vulcanica formatasi milioni di anni fa dall’incontro della lava incandescente con l’acqua di mare. In natura esistono numerose varietà di zeolite, ognuna diversa dalle altre: quella distribuita da Bioagrotech è particolarmente pura, costituita da clinoptilolite-heulandite al 67,5% e mordenite al 32,5%.

Le caratteristiche molecolari di questa roccia, opportunamente micronizzata, la rendono il prodotto ideale per l’agricoltura bio, poiché è in grado di abbassare i residui di antiparassitari e può essere utilizzata in associazione a tutti i prodotti fitosanitari senza alcun effetto fitotossico.

Il ricco panel di relatori toccherà quindi il tema declinandolo nei diversi ambiti di applicazione, testimoniando l’innovativo approccio proposto dall’azienda.

A introdurre i lavori sarà Pasquale Vetrella, Direttore Bioagrotech cui seguiranno le diverse testimonianze, la cui ampiezza dimostra la vastità di campi di applicazione della zeolite cubana:

  • Capriotti Dr. Michele, Terremerse: Zeolite Cubana e malattie fogliari del frumento.
  • Germinara Prof. Salvatore, Università degli Studi di Foggia: Zeokill Bio per il controllo degli insetti infestanti nei cereali in magazzino.
  • Bazzocchi Dr. Carlo, Consulente: Norme sui corroboranti e sui mezzi tecnici.
  • Bucchi Dr. Renzo, Agri2000: Zeolite Cubana su Mosca dell’ulivo, Prove Nutrizionali e controllo dei parassiti del Pomodoro e del Carciofo.
  • Primavera Dr. Fabio, Biodinamico: Il terreno, un microcosmo di funghi e batteri che vivono in simbiosi con le piante.
  • Bevilacqua Alessandro, Fondazione Agrion: Zeolite Cubana su Afidi del melo.
  • Mancino Dr. Orazio, Sele Agroresearch: Zeolite Cubana su Tripide di uva da tavola.
  • Germinara Prof. Salvatore, Università degli Studi di Foggia: Zeolite Cubana per il controllo del tripide per contenere le insorgenze di Virosi nel pomodoro da industria.
  • Perrotta Dr. Giuseppe, Responsabile marketing Bioagrotech: differenze tra le diverse Zeoliti presenti sul mercato.
  • Zuliani Ing. Luca, Adron Technology: Prototipo per distribuire la Zeolite Cubana con i Droni.
  • Turchiarelli Vito A., Responsabile tecnico Bioagrotech: Zeolite Cubana, come ottenere il massimo dall’utilizzo del prodotto.

Dal ventaglio delle presentazioni emerge la conferma che la Zeolite Cubana è un prodotto completamente ecologico e naturale per trattamenti su colture orticole, granaglie, alberi da frutto e piante ornamentali. Si applica come un normale trattamento fogliare e sono tantissimi gli effetti positivi di questo corroborante naturale il cui utilizzo è consentito nell’agricoltura biologica in Italia: fortifica le difese naturali delle piante; è in grado di assorbire l’acqua residua sulla superficie, riducendo così la possibilità di proliferazione di organismi potenzialmente dannosi; aiuta la cicatrizzazione delle ferite dovute alle intemperie, agli animali o all’attività dell’uomo; protegge le piante da forti escursioni termiche; funziona anche come barriera contro alcune tipologie di funghi e insetti.

Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti. www.bioagrotech.com

Alla Fiera TSW di Varsavia le eccellenze made in Geoplant

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

L’azienda vivaistica romagnola sceglie la nona edizione della celebre fiera internazionale per presentare agli operatori del settore le cultivar di punta del suo comparto fragolicolo.

Aprono oggi, 9 gennaio, al Ptak Warsaw Expo i lavori della due giorni di manifestazione fieristica TSW – Salone del settore ortofrutticolo dell’Europa centrale e orientale giunta quest’anno alla sua nona edizione – attestatasi nella precedente tornata su un bilancio di 16.000 visitatori e 330 espositori provenienti da tutto il mondo.

Accanto alle aziende produttrici di macchinari e trattori e alle realtà leader nello smistamento, nel confezionamento e nello stoccaggio, giocheranno un ruolo fondamentale le imprese vivaistiche, parte integrante dell’Esposizione e sinonimo di ricerca e innovazione nel panorama dell’industria dell’ortofrutta.

Tra queste ultime vi sarà in prima linea (presso lo stand B11) Geoplant Vivai, player italiano di punta nel campo dell’innovazione varietale e del miglioramento genetico con sede a Savarna, nel ravennate. Ai visitatori giunti da ogni angolo d’Europa e non solo (Polonia, Bielorussia, Ucraina, Estornia, Paesi Bassi, Germania, Gran Bretagna, Austria e Italia sono solo alcuni dei principali esempi), la Società agricola romagnola illustrerà le plusvalenze delle sue storiche varietà di fragola, come Alba, Asia, Roxana e Syria, ma anche le eccellenti caratteristiche sensoriali e organolettiche delle più recenti Tea, Olympia, Fragolaurea, Malga e Scala, abbondantemente richieste in ragione dell’elevato standard qualitativo dei loro frutti, ma anche della considerevole resistenza alle malattie e alla notevole capacità produttiva delle rispettive piante. A riscuotere l’interesse dei produttori concorrono poi le elevate pezzature e il colore rosso brillante, in particolare di Tea e Olympia, riconoscibili per l’aspetto conico e la significativa consistenza.

Un’attenzione particolare verrà riservata da Michele Montanari – tecnico commerciale e breeder della Geoplant Vivai – e dal team presente in stand agli aspetti connessi alla lavorazione e al confezionamento delle piante di fragola, grazie alla disponibilità in fiera di campioni di piantine frigoconservate.

Come fu in primavera per Tea, varietà tardiva che vanta già ottimi riscontri non solo in Italia, ma anche negli areali di Bordeaux e della Nuova Aquitania, la TSW rappresenta per Geoplant Vivai l’occasione ideale per incontrare gli stakeholders dell’Europa centro-orientale e indagare le esigenze di questo mercato in rapida e costante ascesa, così da proporre cultivar di fragola adatte alle condizioni climatiche e commerciali dei Paesi interlocutori.

www.geoplantvivai.com

Creativi e fantasisti: il Natale sportivo made in Borderline

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Sport

Il 22 dicembre l’agenzia di comunicazione di Bologna chiama a raccolta tutta la community per celebrare l’inizio delle Feste e la chiusura di un anno di soddisfazioni, con il torneo di beach tennis firmato Palabeach.  

Una nuova sfida per l’agenzia di comunicazione bolognese Borderline, da anni partner della struttura sportiva del Palabeach di via dell’Aeroporto 40 e promotrice dei valori insiti nello sport e nella sana competizione agonistica.

Dopo l’edizione autunnale, ecco arrivare il 22 dicembre l’appuntamento pre-natalizio con il torneo di beach tennis volto a celebrare l’inizio delle Festività e l’avvicinarsi di un anno di successi, novità e riconferme. Dalle 13.00 alle 19.00, si alterneranno sul campo da gioco numerosi sfidanti (16 coppie maschili e 8 coppie femminili), in gara per aggiudicarsi i gustosi premi e i gadget brandizzati Borderline.

Anche in questo caso assisteranno agli scontri diretti gli appassionati della disciplina ma anche le community dell’agenzia Borderline e del Centro Sportivo Palabeach, invitate a condividere una giornata di svago fatta di momenti agonistici, ricreativi e umanitari. Ci sarà infatti anche spazio per l’impegno sociale e solidale, grazie al contributo e alla presenza della neo Associazione AfricaNoLimits (da poco iscritta al registro regionale dell’Emilia Romagna nel novero delle Associazioni a scopo benefico), che racconterà i progressi del progetto che si prepone di realizzare in Senegal, nel villaggio di Ndawene, un’adeguata struttura ospedaliera, capace di garantire l’assistenza sanitaria, le cure ambulatoriali e la fornitura di medicinali necessarie alla popolazione locale (http://www.facebook.com/africanolimits).

Borderline riconferma quindi il suo attaccamento al lavoro di squadra e allo sviluppo di un approccio competitivo e sinergico, finalizzato all’elaborazione delle migliori soluzioni di marketing strategico e all’ideazione di originali e innovative campagne online e offline. L’agenzia di comunicazione di Bologna è animata da un gruppo di creativi poliedrici ed esperti che ogni giorno elaborano la più efficace strategia di comunicazione integrata per offrire ai clienti un servizio a 360°, reso speciale dal tocco di estro made in Borderline. Un mix vincente che ottimizza al meglio i tradizionali strumenti di comunicazione con le più moderne formule, sia in ambito trade che consumer. L’agenzia “prossima al limite” garantisce un alto standard di professionalità in tutti i rami della comunicazione e del marketing, dall’ufficio stampa alla grafica, dall’event management al web marketing, dalla programmazione alla consulenza, dalla media strategy al content management, grazie al know-how di una squadra giovane e ricca di entusiasmo.

www.borderlineagency.com

La neo associazione AfricaNoLimits vola in Senegal

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Dal Mondo, Società

Una cena benefica rivolta a tutti gli amici dell’associazione è la prima iniziativa solidale di AfricaNoLimits all’indomani dell’iscrizione nel registro delle associazioni regionali dell’Emilia Romagna: premi, condivisione e atmosfera natalizia per portare a Ndawene cure, igiene e prevenzione.

Il 12 dicembre, negli ampi locali del Circolo bolognese “Amici del Portogallo” di via Antolini 7, AfricaNoLimits ha scelto di anticipare il Natale per mostrare a soci e nuovi amici i lavori in corso in Senegal, nel villaggio di Ndawene, per la ristrutturazione di un Ospedaletto destinato alla cura e all’assistenza degli abitanti del piccolo centro abitato.

L’obiettivo si stringe: dal Continente africano si passa al vero cuore del Senegal, la regione di Louga, dove si trovano il Comune di Mbediene e il piccolo villaggio di Ndawenw Dethialaw, abitato da agricoltori e allevatori e distante diverse decine di chilometri dalla civiltà. La parziale inaccessibilità del villaggio e la sua lontananza dai grandi centri hanno comportato negli anni un enorme rischio per i malati, le donne, gli anziani e i bambini bisognosi di un intervento medico tempestivo.

Il progetto di AfricaNoLimits è stato avviato sul finire dell’estate e riguarda una struttura preesistente, che ad oggi costituisce l’unico punto di riferimento sanitario e di primo soccorso per Ndawene e tutti i 18 villaggi circostanti. Il dato attuale parla di 5400 persone che si rivolgono a questo dispensario, ricevendone cure ambulatoriali e medicinali. Grazie all’impegno e alla presenza in loco dell’associazione – coadiuvata da un referente locale capace di penetrare nelle maglie della società rurale di Ndawene e di ottenerne il sostegno concreto nei lavori – i locali interni della struttura ospedaliera possono oggi contare su infissi, porte e finestre indispensabili per garantire la degenza e riparare i pazienti dalle infezioni. I prossimi step riguardano il risanamento del dispensario medico, nel rispetto dei requisiti di igiene, la ristrutturazione totale degli edifici già esistenti (tra cui il reparto maternità) e la dotazione delle strumentazioni necessarie ai piccoli interventi e alle analisi. Non mancheranno la formazione e l’aggiornamento del personale medico-sanitario, al fine di renderlo autonomo ed efficace nel minor tempo possibile.

AfricaNoLimits ha messo in campo svariati progetti e differenti modalità di adesione e raccolta fondi. All’indomani della registrazione ufficiale nel novero delle associazioni della Regione Emilia Romagna (con riferimento al “servizio politiche per l’integrazione sociale, il contrasto alla povertà e terzo settore”) la sera del 12 dicembre è stata la volta di una cena solidale – fatta di momenti di convivialità alternati all’informazione sulle attività in essere e sui progressi dei lavori – e animata da una lotteria di beneficenza, particolarmente indicata per il periodo natalizio.

Ogni giorno l’associazione AfricaNoLimits si avvale della collaborazione di guide locali per dar forma alle iniziative di raccolta delle risorse necessarie all’avanzamento del progetto, come l’organizzazione di sopralluoghi sul posto, preziosi per constatare la situazione e per intervenire direttamente a sostegno della popolazione autoctona.

Sito web: https://www.facebook.com/africanolimits/

L’accelerazione della rete One Express in Europa

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Continua il progetto di espansione internazionale del Pallet Network, che sigla la partnership con la spagnola Transitos Alimur e raccoglie le esperienze positive degli affiliati italiani aderenti al piano di sviluppo europeo.

Unire oltre i confini: è questo il progetto One Express che mira a offrire un servizio altamente performante in tutto il Vecchio Continente.

Se dal 1° dicembre 2017 – data di avvio del progetto secondo la formula dell’affiliazione, di cui fu primo sottoscrivente il player inglese Simarco – il Network può dire di aver raggiunto una copertura capillare in Francia, Germania, Inghilterra, Austria, Paesi Bassi e Paesi dell’Est Europa; oggi gli specialisti del pallet volgono lo sguardo a occidente e annoverano un altro affiliato strategico in Spagna, grazie alla collaborazione instaurata con l’azienda Transitos Alimur.

Una progressione rapida e incessante che ha potuto, in tutti questi casi, ottenere il recupero di tempo e risorse grazie all’automazione e ai sistemi di access point, funzionali alle analisi, alle stime, al monitoraggio degli hub e alla garanzia di una consegna impeccabile. “L’intento del Network è ben a fuoco: aggiudicarsi i migliori distributori del mercato d’Oltralpe, selezionando tra loro i partner più affini all’anima di One Express, al suo DNA e alla sua implacabile voglia di crescere – spiega Ennio Tonoli, Socio e membro del CdA, che precisa – Per riuscirci non basta condividere l’obiettivo finale, ma è necessario che tutti attingano al medesimo sistema informatico, nato per agevolare i processi e avvicinare tra loro gli Affiliati”.

Alla consueta Convention annuale della rete One Express, lo scorso settembre, ha preso parte il Project Manager della neo affiliata Transitos Alimur Xavier Moser, che ha testimoniato l’imprescindibilità di questo salto di qualità per immettersi nel tessuto europeo e ampliare le maglie e il valore dei propri servizi logistici: “non nascondo il fatto che il primo periodo sia stato complesso, per via della necessità di soddisfare i numerosi stakeholder e di sostenere il repentino e cospicuo aumento di volume, ma ritengo che l’impegno profuso ci abbia portato sulla strada giusta. Lo standard offerto dai nostri servizi, attualmente, ci permette di scommettere sulla crescita e sulla cooperazione con One Express”.

Sul suolo italiano, già numerosi sono gli affiliati che hanno deciso di sposare l’internazionalizzazione e molte altre sono le aziende intenzionate a strutturarsi in tal senso. Per abbracciare il piano di sviluppo europeo occorre che le imprese del Bel Paese siano solide e predisposte al cambiamento, come già avvenuto per gli affiliati Zanni Marco & C. e Movest SpA. L’obiettivo è quello di replicare col Pallet Espresso ciò che è stato fatto dagli express couriers con il parcel, così che le aziende intenzionate a spedire merce su bancale in Italia ed Europa possano riuscirci in modo veloce e impeccabile, grazie ai servizi One Express.

www.oneexpress.it

1° Campionato italiano di Blind tennis: Bologna vola in alto e conquista il podio

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Sport, Tennis

Il torneo, organizzato dalla Federazione Italiana Tennis ciechi e disputato grazie al supporto del promotore Virtus Tennis, consacra in Italia questa disciplina e la proietta verso Tokyo 2020.

Nato in Giappone nel 1984 e regolamentato solo 30 anni dopo, nel 2014, il Blind tennis assume nel 2018 ufficialità anche entro i confini italiani.

Dopo le edizioni internazionali di Alicante 2017 e Dublino 2018, rivolte a decine di partecipanti provenienti da 14 nazioni, è stata la volta dell’Italia: dal 23 al 25 novembre, i 20 migliori atleti delle categorie B1 (non vedenti), B2 e B3 (ipovedenti) di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Valle d’Aosta si sono infatti sfidati per aggiudicarsi il primo Campionato nazionale.

Tra loro anche la punta di diamante della batteria bolognese allenata dall’ASD PAT Bologna (http://www.patbologna.it) Luigi Abate, già posizionatosi trai primi 6 alla gara di Alicante: lo sportivo ha scalato la classifica della categoria B1 maschile fino a conquistare la finale contro il milanese Maurizio Scarso e a guadagnarsi il secondo posto.

Il Blind tennis ebbe origine negli anni ’80 in Giappone grazie allo spirito volitivo e all’intuizione pratica del giovane Miyoshi Takei, cieco dalla nascita.

Il desiderio di “colpire una palla e farla viaggiare nell’aria il più forte possibile” spinse lo sportivo a ricorrere all’aiuto dei 4 sensi “funzionanti” per riuscire a sentirla pur senza vederla. Creò a tal proposito una leggera pallina di spugna, dalle dimensioni lievemente maggiori rispetto allo standard, con una particolare foratura all’interno per contenere dei piccoli sonagli, fondamentali per percepire distanza e velocità della pallina stessa rispetto al giocatore. Il suono rimpiazzò quindi lo sguardo, arrivando a interessare anche le fasi di servizio e scambio palla per mezzo di avvisi verbali. Dopo un periodo di grande diffusione in Giappone, questa disciplina agonistica valicò i confini e raggiunse oltre 30 nazioni nei 5 continenti.

In Italia, il Blind tennis giunse nel 2013 per iniziativa del maestro di tennis Eduardo Silva, argentino di nascita e friulano di adozione, fondatore del progetto “Tennis per ciechi Italia” e rappresentante del Paese nell’International Blind Association. Gli istruttori dell’associazione sportiva PAT Bologna hanno sposato la vocazione e il metodo originario del Blind Tennis – dapprima importati da Takei e successivamente promossi dall’impegno di Silva – per proporre presso la palestra di Rastignano (via Marzabotto, 35) allenamenti rivolti a entrambe le categorie di non vedenti e ipovedenti, divenendo una struttura d’eccellenza nell’ambito della disabilità visiva.

Nella campagna di Fini “Noi di Modena” storie di eccellenza e passione del territorio modenese

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

La campagna digital FINI ha come tema centrale la “modenesità”, e a darne espressione sono tre personaggi che vivono nella città emiliana e che raccontano abitudini, tradizioni ed aneddoti legati al territorio

Storie di eccellenza e passione, di unicità e semplicità. Sono le storie di Modena che Fini, storica azienda specializzata nella pasta fresca ripiena della tradizione emiliana, per il secondo anno racconta nel progetto di comunicazione “Noi di Modena”. La campagna digital ha infatti come tema centrale proprio la “modenesità” e a darne espressione sono tre personaggi che vivono nella città emiliana e che raccontano abitudini, tradizioni ed aneddoti legati al territorio. Le storie vere dei modenesi permettono di descrivere la vivacità di Modena e anche l’identità del marchio che vi è nato.

“Per questa Campagna- spiega Valentina Lanza, Responsabile Comunicazione e Marketing del Gruppo Finiabbiamo scelto tre storie speciali, personaggi noti per il loro legame con Modena: Andrea Giani, Francesca e Roberta Vecchi, Federico Montaguti e Davide Montorsi.

Andrea, modenese d’adozione, nasce a Napoli ma è la Pallavolo Modena a portarlo in Nazionale, per poi vederlo tornare come allenatore. Annoverato tra i membri della “generazione di fenomeni” e della Volleyball Hall of Fame ha vinto tre titoli mondiali consecutivi. La tradizione per lui è una compagna di viaggio, proprio come per noi. Francesca e Roberta sono gemelle e costumiste con un’esperienza unica. Lavorano fra gli Stati Uniti e l’Italia a tempo pieno. Sono perfezioniste e ritengono che questa non sia solo una loro caratteristica peculiare, ma il marchio di fabbrica di chi è nato a Modena”. “La loro storia– prosegue Lanza– è vicina a noi perché racconta di questo legame con il territorio, di come l’eleganza sia un modo di essere, non di apparire. E di quanto possa portarci lontano la nostra creatività, quando abbiamo il coraggio di seguirla. Federico e Davide, invece, gestiscono La Bottega dei Gozzi, legatoria artistica nata nel 1902, dove con ago, filo e telaio si fanno i libri come cento anni fa. La loro storia oggi valorizza l’arte antica del territorio modenese grazie all’apertura verso la modernità, mai a discapito della conservazione della tecnica. Una storia d’amore e innovazione, come la nostra”.

Con la scelta dell’hashtag #noidimodena per i canali social del brand, Facebook e Instagram, l’agenzia creativa Bitmama che ha curato anche questa seconda campagna per Fini ha voluto stimolare la conversazione e generare engagement fra gli utenti verso quella che è, a tutti gli effetti, una “storia da assaporare”.

Ancora una volta, il Gruppo Fini ha scelto una creatività che sottolinea il suo posizionamento distintivo. In un mercato, come quello del largo consumo alimentare, fatto sempre più da multinazionali, Fini punta tutto sul suo essere rimasto un marchio non solo nazionale ma locale, nato nel 1912 a Modena e ancora oggi fortemente radicato in questo territorio.

https://nonsolobuono.it/fini/noi-di-modena/

Interpoma e Rive: gli appuntamenti autunnali di Campagnola

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

L’azienda emiliana porta ai Saloni di Bolzano e Pordenone le sue attrezzature elettriche per la potatura e i macchinari Arrizza per la lavorazione dell’interfilare.

Tutt’altro che appassimento: l’autunno di Campagnola – player di punta del settore della meccanica agricola – si caratterizza per un interessante calendario di manifestazioni fieristiche e occasioni di confronto con la clientela e il pubblico degli operatori professionali.

Dopo l’ottimo riscontro ottenuto a EIMA – con un cospicuo incremento del flusso di visitatori a fronte di un catalogo prodotti fortemente implementato nel segno dell’innovazione e del design – la tappa successiva sarà dal 15 al 17 novembre la kermesse Interpoma di Bolzano, in collaborazione con la Società Mar-Tech di Bondeno, per approdare infine all’Esposizione Internazionale Rive di Pordenone nelle giornate del 27, 28 e 29 novembre, presso lo stand del rivenditore Rinaldin Group.

Un viaggio dal Trentino Alto Adige al Friuli Venezia Giulia in cui l’azienda ha scelto di portare con sé i prodotti di punta della sua gamma di attrezzature dedicate alla potatura – con focus sulla forbice elettrica Cobra Pro e sulla Line 44 – e di riservare a Rive un ulteriore spazio per la linea di macchinari Arrizza impiegati nella lavorazione dell’interfilare.

La forbice elettrica Cobra Pro è destinata alla potatura della vite, delle piante da frutto e di quelle ornamentali ed è stata progettata da Campagnola per un utilizzo professionale. Garantita dall’azienda per 4 anni, questo strumento si distingue per la maneggevolezza e l’elevata potenzialità di taglio, riassumendo su di sé molte delle caratteristiche ricercate dall’agricoltore 4.0. Si tratta di uno strumento rivolto alla viticoltura di precisione dalla notevole robustezza, grazie al tecnopolimero a forte tenuta che la compone e alla lama in acciaio forgiato ad alta resistenza universale per vigneto e frutteto di cui è munita.

Altro aspetto determinante è la semplicità d’uso, favorita dal peso di 840 grammi, dall’impugnatura di 31 x 38 mm e dall’assoluta flessibilità del cavo di alimentazione, che non inficerebbe il funzionamento della forbice nemmeno nell’eventualità di un taglio accidentale. Da non sorvolare è poi la ridotta esigenza di manutenzione, agevolata dalla presenza di una cover facilmente amovibile e ideale per la pulizia e l’ingrassaggio.

La serie Line 44 è composta da 5 attrezzi alimentati dallo stesso modello di batteria in grado di garantire a ciascuno di loro un’intera giornata di lavoro. Si parte da due forbici elettriche – Easy S ed Easy L – con capacità di taglio progressiva (diametro di 30 mm la prima e di 36 mm la seconda); le affiancano due soluzioni su asta di prolunga, ovvero le forbici Easy 80 (con asta di 80 cm) ed Easy 150 (fino a 150 cm), entrambi con una capacità di taglio di 36mm. La peculiarità di tutte queste cesoie sono le lame in acciaio ad alta resistenza, l’impugnatura ergonomica e la modalità di apertura completa o ridotta. Oltre alla batteria ultraleggera (1,5 kg) e allo zaino, anch’esso ergonomico, completa la gamma la legatrice Linker, utilizzata in viticoltura, frutticoltura ed orticoltura, capace di dimezzare i tempi di lavoro rispetto alla legatura manuale e di ottenere fino a 60 legature al minuto. Il suo peso contenuto di soli 940 grammi (cavo compreso) e le tre tipologie di filo per le bobine (plastica, carta o materiale fotodegradabile) costituiscono gli altri punti di forza della linea.

I visitatori di Rive potranno osservare inoltre i macchinari del partner commerciale Arrizza, Società specializzata nella progettazione e nella costruzione di macchine per la lavorazione dell’interfilare di cui Campagnola detiene la distribuzione. Questi macchinari, unici per versatilità, rapidità e precisione garantiscono un eccezionale livello di qualità e di accuratezza ad un costo contenuto e costituiscono una soluzione ideale per le aziende impegnate nella bioagricoltura.

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