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La neo associazione AfricaNoLimits vola in Senegal

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Una cena benefica rivolta a tutti gli amici dell’associazione è la prima iniziativa solidale di AfricaNoLimits all’indomani dell’iscrizione nel registro delle associazioni regionali dell’Emilia Romagna: premi, condivisione e atmosfera natalizia per portare a Ndawene cure, igiene e prevenzione.

Il 12 dicembre, negli ampi locali del Circolo bolognese “Amici del Portogallo” di via Antolini 7, AfricaNoLimits ha scelto di anticipare il Natale per mostrare a soci e nuovi amici i lavori in corso in Senegal, nel villaggio di Ndawene, per la ristrutturazione di un Ospedaletto destinato alla cura e all’assistenza degli abitanti del piccolo centro abitato.

L’obiettivo si stringe: dal Continente africano si passa al vero cuore del Senegal, la regione di Louga, dove si trovano il Comune di Mbediene e il piccolo villaggio di Ndawenw Dethialaw, abitato da agricoltori e allevatori e distante diverse decine di chilometri dalla civiltà. La parziale inaccessibilità del villaggio e la sua lontananza dai grandi centri hanno comportato negli anni un enorme rischio per i malati, le donne, gli anziani e i bambini bisognosi di un intervento medico tempestivo.

Il progetto di AfricaNoLimits è stato avviato sul finire dell’estate e riguarda una struttura preesistente, che ad oggi costituisce l’unico punto di riferimento sanitario e di primo soccorso per Ndawene e tutti i 18 villaggi circostanti. Il dato attuale parla di 5400 persone che si rivolgono a questo dispensario, ricevendone cure ambulatoriali e medicinali. Grazie all’impegno e alla presenza in loco dell’associazione – coadiuvata da un referente locale capace di penetrare nelle maglie della società rurale di Ndawene e di ottenerne il sostegno concreto nei lavori – i locali interni della struttura ospedaliera possono oggi contare su infissi, porte e finestre indispensabili per garantire la degenza e riparare i pazienti dalle infezioni. I prossimi step riguardano il risanamento del dispensario medico, nel rispetto dei requisiti di igiene, la ristrutturazione totale degli edifici già esistenti (tra cui il reparto maternità) e la dotazione delle strumentazioni necessarie ai piccoli interventi e alle analisi. Non mancheranno la formazione e l’aggiornamento del personale medico-sanitario, al fine di renderlo autonomo ed efficace nel minor tempo possibile.

AfricaNoLimits ha messo in campo svariati progetti e differenti modalità di adesione e raccolta fondi. All’indomani della registrazione ufficiale nel novero delle associazioni della Regione Emilia Romagna (con riferimento al “servizio politiche per l’integrazione sociale, il contrasto alla povertà e terzo settore”) la sera del 12 dicembre è stata la volta di una cena solidale – fatta di momenti di convivialità alternati all’informazione sulle attività in essere e sui progressi dei lavori – e animata da una lotteria di beneficenza, particolarmente indicata per il periodo natalizio.

Ogni giorno l’associazione AfricaNoLimits si avvale della collaborazione di guide locali per dar forma alle iniziative di raccolta delle risorse necessarie all’avanzamento del progetto, come l’organizzazione di sopralluoghi sul posto, preziosi per constatare la situazione e per intervenire direttamente a sostegno della popolazione autoctona.

Sito web: https://www.facebook.com/africanolimits/

L’accelerazione della rete One Express in Europa

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Continua il progetto di espansione internazionale del Pallet Network, che sigla la partnership con la spagnola Transitos Alimur e raccoglie le esperienze positive degli affiliati italiani aderenti al piano di sviluppo europeo.

Unire oltre i confini: è questo il progetto One Express che mira a offrire un servizio altamente performante in tutto il Vecchio Continente.

Se dal 1° dicembre 2017 – data di avvio del progetto secondo la formula dell’affiliazione, di cui fu primo sottoscrivente il player inglese Simarco – il Network può dire di aver raggiunto una copertura capillare in Francia, Germania, Inghilterra, Austria, Paesi Bassi e Paesi dell’Est Europa; oggi gli specialisti del pallet volgono lo sguardo a occidente e annoverano un altro affiliato strategico in Spagna, grazie alla collaborazione instaurata con l’azienda Transitos Alimur.

Una progressione rapida e incessante che ha potuto, in tutti questi casi, ottenere il recupero di tempo e risorse grazie all’automazione e ai sistemi di access point, funzionali alle analisi, alle stime, al monitoraggio degli hub e alla garanzia di una consegna impeccabile. “L’intento del Network è ben a fuoco: aggiudicarsi i migliori distributori del mercato d’Oltralpe, selezionando tra loro i partner più affini all’anima di One Express, al suo DNA e alla sua implacabile voglia di crescere – spiega Ennio Tonoli, Socio e membro del CdA, che precisa – Per riuscirci non basta condividere l’obiettivo finale, ma è necessario che tutti attingano al medesimo sistema informatico, nato per agevolare i processi e avvicinare tra loro gli Affiliati”.

Alla consueta Convention annuale della rete One Express, lo scorso settembre, ha preso parte il Project Manager della neo affiliata Transitos Alimur Xavier Moser, che ha testimoniato l’imprescindibilità di questo salto di qualità per immettersi nel tessuto europeo e ampliare le maglie e il valore dei propri servizi logistici: “non nascondo il fatto che il primo periodo sia stato complesso, per via della necessità di soddisfare i numerosi stakeholder e di sostenere il repentino e cospicuo aumento di volume, ma ritengo che l’impegno profuso ci abbia portato sulla strada giusta. Lo standard offerto dai nostri servizi, attualmente, ci permette di scommettere sulla crescita e sulla cooperazione con One Express”.

Sul suolo italiano, già numerosi sono gli affiliati che hanno deciso di sposare l’internazionalizzazione e molte altre sono le aziende intenzionate a strutturarsi in tal senso. Per abbracciare il piano di sviluppo europeo occorre che le imprese del Bel Paese siano solide e predisposte al cambiamento, come già avvenuto per gli affiliati Zanni Marco & C. e Movest SpA. L’obiettivo è quello di replicare col Pallet Espresso ciò che è stato fatto dagli express couriers con il parcel, così che le aziende intenzionate a spedire merce su bancale in Italia ed Europa possano riuscirci in modo veloce e impeccabile, grazie ai servizi One Express.

www.oneexpress.it

1° Campionato italiano di Blind tennis: Bologna vola in alto e conquista il podio

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Il torneo, organizzato dalla Federazione Italiana Tennis ciechi e disputato grazie al supporto del promotore Virtus Tennis, consacra in Italia questa disciplina e la proietta verso Tokyo 2020.

Nato in Giappone nel 1984 e regolamentato solo 30 anni dopo, nel 2014, il Blind tennis assume nel 2018 ufficialità anche entro i confini italiani.

Dopo le edizioni internazionali di Alicante 2017 e Dublino 2018, rivolte a decine di partecipanti provenienti da 14 nazioni, è stata la volta dell’Italia: dal 23 al 25 novembre, i 20 migliori atleti delle categorie B1 (non vedenti), B2 e B3 (ipovedenti) di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Valle d’Aosta si sono infatti sfidati per aggiudicarsi il primo Campionato nazionale.

Tra loro anche la punta di diamante della batteria bolognese allenata dall’ASD PAT Bologna (http://www.patbologna.it) Luigi Abate, già posizionatosi trai primi 6 alla gara di Alicante: lo sportivo ha scalato la classifica della categoria B1 maschile fino a conquistare la finale contro il milanese Maurizio Scarso e a guadagnarsi il secondo posto.

Il Blind tennis ebbe origine negli anni ’80 in Giappone grazie allo spirito volitivo e all’intuizione pratica del giovane Miyoshi Takei, cieco dalla nascita.

Il desiderio di “colpire una palla e farla viaggiare nell’aria il più forte possibile” spinse lo sportivo a ricorrere all’aiuto dei 4 sensi “funzionanti” per riuscire a sentirla pur senza vederla. Creò a tal proposito una leggera pallina di spugna, dalle dimensioni lievemente maggiori rispetto allo standard, con una particolare foratura all’interno per contenere dei piccoli sonagli, fondamentali per percepire distanza e velocità della pallina stessa rispetto al giocatore. Il suono rimpiazzò quindi lo sguardo, arrivando a interessare anche le fasi di servizio e scambio palla per mezzo di avvisi verbali. Dopo un periodo di grande diffusione in Giappone, questa disciplina agonistica valicò i confini e raggiunse oltre 30 nazioni nei 5 continenti.

In Italia, il Blind tennis giunse nel 2013 per iniziativa del maestro di tennis Eduardo Silva, argentino di nascita e friulano di adozione, fondatore del progetto “Tennis per ciechi Italia” e rappresentante del Paese nell’International Blind Association. Gli istruttori dell’associazione sportiva PAT Bologna hanno sposato la vocazione e il metodo originario del Blind Tennis – dapprima importati da Takei e successivamente promossi dall’impegno di Silva – per proporre presso la palestra di Rastignano (via Marzabotto, 35) allenamenti rivolti a entrambe le categorie di non vedenti e ipovedenti, divenendo una struttura d’eccellenza nell’ambito della disabilità visiva.

Nella campagna di Fini “Noi di Modena” storie di eccellenza e passione del territorio modenese

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La campagna digital FINI ha come tema centrale la “modenesità”, e a darne espressione sono tre personaggi che vivono nella città emiliana e che raccontano abitudini, tradizioni ed aneddoti legati al territorio

Storie di eccellenza e passione, di unicità e semplicità. Sono le storie di Modena che Fini, storica azienda specializzata nella pasta fresca ripiena della tradizione emiliana, per il secondo anno racconta nel progetto di comunicazione “Noi di Modena”. La campagna digital ha infatti come tema centrale proprio la “modenesità” e a darne espressione sono tre personaggi che vivono nella città emiliana e che raccontano abitudini, tradizioni ed aneddoti legati al territorio. Le storie vere dei modenesi permettono di descrivere la vivacità di Modena e anche l’identità del marchio che vi è nato.

“Per questa Campagna- spiega Valentina Lanza, Responsabile Comunicazione e Marketing del Gruppo Finiabbiamo scelto tre storie speciali, personaggi noti per il loro legame con Modena: Andrea Giani, Francesca e Roberta Vecchi, Federico Montaguti e Davide Montorsi.

Andrea, modenese d’adozione, nasce a Napoli ma è la Pallavolo Modena a portarlo in Nazionale, per poi vederlo tornare come allenatore. Annoverato tra i membri della “generazione di fenomeni” e della Volleyball Hall of Fame ha vinto tre titoli mondiali consecutivi. La tradizione per lui è una compagna di viaggio, proprio come per noi. Francesca e Roberta sono gemelle e costumiste con un’esperienza unica. Lavorano fra gli Stati Uniti e l’Italia a tempo pieno. Sono perfezioniste e ritengono che questa non sia solo una loro caratteristica peculiare, ma il marchio di fabbrica di chi è nato a Modena”. “La loro storia– prosegue Lanza– è vicina a noi perché racconta di questo legame con il territorio, di come l’eleganza sia un modo di essere, non di apparire. E di quanto possa portarci lontano la nostra creatività, quando abbiamo il coraggio di seguirla. Federico e Davide, invece, gestiscono La Bottega dei Gozzi, legatoria artistica nata nel 1902, dove con ago, filo e telaio si fanno i libri come cento anni fa. La loro storia oggi valorizza l’arte antica del territorio modenese grazie all’apertura verso la modernità, mai a discapito della conservazione della tecnica. Una storia d’amore e innovazione, come la nostra”.

Con la scelta dell’hashtag #noidimodena per i canali social del brand, Facebook e Instagram, l’agenzia creativa Bitmama che ha curato anche questa seconda campagna per Fini ha voluto stimolare la conversazione e generare engagement fra gli utenti verso quella che è, a tutti gli effetti, una “storia da assaporare”.

Ancora una volta, il Gruppo Fini ha scelto una creatività che sottolinea il suo posizionamento distintivo. In un mercato, come quello del largo consumo alimentare, fatto sempre più da multinazionali, Fini punta tutto sul suo essere rimasto un marchio non solo nazionale ma locale, nato nel 1912 a Modena e ancora oggi fortemente radicato in questo territorio.

https://nonsolobuono.it/fini/noi-di-modena/

Interpoma e Rive: gli appuntamenti autunnali di Campagnola

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L’azienda emiliana porta ai Saloni di Bolzano e Pordenone le sue attrezzature elettriche per la potatura e i macchinari Arrizza per la lavorazione dell’interfilare.

Tutt’altro che appassimento: l’autunno di Campagnola – player di punta del settore della meccanica agricola – si caratterizza per un interessante calendario di manifestazioni fieristiche e occasioni di confronto con la clientela e il pubblico degli operatori professionali.

Dopo l’ottimo riscontro ottenuto a EIMA – con un cospicuo incremento del flusso di visitatori a fronte di un catalogo prodotti fortemente implementato nel segno dell’innovazione e del design – la tappa successiva sarà dal 15 al 17 novembre la kermesse Interpoma di Bolzano, in collaborazione con la Società Mar-Tech di Bondeno, per approdare infine all’Esposizione Internazionale Rive di Pordenone nelle giornate del 27, 28 e 29 novembre, presso lo stand del rivenditore Rinaldin Group.

Un viaggio dal Trentino Alto Adige al Friuli Venezia Giulia in cui l’azienda ha scelto di portare con sé i prodotti di punta della sua gamma di attrezzature dedicate alla potatura – con focus sulla forbice elettrica Cobra Pro e sulla Line 44 – e di riservare a Rive un ulteriore spazio per la linea di macchinari Arrizza impiegati nella lavorazione dell’interfilare.

La forbice elettrica Cobra Pro è destinata alla potatura della vite, delle piante da frutto e di quelle ornamentali ed è stata progettata da Campagnola per un utilizzo professionale. Garantita dall’azienda per 4 anni, questo strumento si distingue per la maneggevolezza e l’elevata potenzialità di taglio, riassumendo su di sé molte delle caratteristiche ricercate dall’agricoltore 4.0. Si tratta di uno strumento rivolto alla viticoltura di precisione dalla notevole robustezza, grazie al tecnopolimero a forte tenuta che la compone e alla lama in acciaio forgiato ad alta resistenza universale per vigneto e frutteto di cui è munita.

Altro aspetto determinante è la semplicità d’uso, favorita dal peso di 840 grammi, dall’impugnatura di 31 x 38 mm e dall’assoluta flessibilità del cavo di alimentazione, che non inficerebbe il funzionamento della forbice nemmeno nell’eventualità di un taglio accidentale. Da non sorvolare è poi la ridotta esigenza di manutenzione, agevolata dalla presenza di una cover facilmente amovibile e ideale per la pulizia e l’ingrassaggio.

La serie Line 44 è composta da 5 attrezzi alimentati dallo stesso modello di batteria in grado di garantire a ciascuno di loro un’intera giornata di lavoro. Si parte da due forbici elettriche – Easy S ed Easy L – con capacità di taglio progressiva (diametro di 30 mm la prima e di 36 mm la seconda); le affiancano due soluzioni su asta di prolunga, ovvero le forbici Easy 80 (con asta di 80 cm) ed Easy 150 (fino a 150 cm), entrambi con una capacità di taglio di 36mm. La peculiarità di tutte queste cesoie sono le lame in acciaio ad alta resistenza, l’impugnatura ergonomica e la modalità di apertura completa o ridotta. Oltre alla batteria ultraleggera (1,5 kg) e allo zaino, anch’esso ergonomico, completa la gamma la legatrice Linker, utilizzata in viticoltura, frutticoltura ed orticoltura, capace di dimezzare i tempi di lavoro rispetto alla legatura manuale e di ottenere fino a 60 legature al minuto. Il suo peso contenuto di soli 940 grammi (cavo compreso) e le tre tipologie di filo per le bobine (plastica, carta o materiale fotodegradabile) costituiscono gli altri punti di forza della linea.

I visitatori di Rive potranno osservare inoltre i macchinari del partner commerciale Arrizza, Società specializzata nella progettazione e nella costruzione di macchine per la lavorazione dell’interfilare di cui Campagnola detiene la distribuzione. Questi macchinari, unici per versatilità, rapidità e precisione garantiscono un eccezionale livello di qualità e di accuratezza ad un costo contenuto e costituiscono una soluzione ideale per le aziende impegnate nella bioagricoltura.

www.campagnola.it

Geoplant a Bolzano per proporre le sue cultivar al pubblico di Interpoma

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L’azienda vivaistica di Savarna (RA) sceglie il tempio della mela per mostrare le plusvalenze delle sue varietà e per presentare gli eccellenti risultati conseguiti nel campo del ciliegio.

Manca poco alla prestigiosa kermesse internazionale dedicata alla coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela, in programma dal 15 al 17 novembre presso la Fiera di Bolzano.

Tra gli stand della Rassegna – capace di connettere tutti gli anelli della filiera e di interloquire con ciascuno dei suoi operatori – ci sarà anche quello della Società Agricola Geoplant Vivai, specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola: presso lo Stand D24/38 del Settore CD il vasto pubblico di Interpoma potrà osservare e toccare con mano i punti di forza della gamma varietale targata Geoplant, concentrandosi sul melo (protagonista indiscusso della manifestazione) e sul ciliegio, l’altra specie di riferimento per visitatori e addetti.

Per quanto riguarda il melo, la Società Agricola di Savarna (RA) punta sull’elevata qualità morfologica delle piante (ramificate 7+, sia tradizionali che a Knip) e sull’appeal commerciale di due nuovi cloni di Gala: si tratta di Gala Schniga(R) SchniCo Red* e Gala Star(R) Galafab*, riconoscibili per un’estensione della percentuale del colore rosso sulla superficie del frutto, attualmente prossima al 100%, anche in pianura.

Al fianco delle cultivar di melo, non potevano mancare le novità nel campo del ciliegio, altro fiore all’occhiello del folto catalogo dell’azienda vivaistica. In questo caso, la proposta può dirsi ampiamente diversificata e rispondente alle esigenze di volta in volta espresse dal mercato. All’interno di un panorama così variegato, Geoplant può contare su prodotti di eccellente qualità pomologica, caratterizzati in primis dalla tolleranza al cracking, da un calibro medio superiore a 32 mm e da una bassa acidità del frutto, affiancata da valori di RSR superiori a 18-20° Brix.

Le origini di queste cultivar sono da ricercarsi in Canada, negli Stati Uniti e in Francia, rispettivamente teatri di programmi di breeding privato ai massimi livelli. Tra le novità più significative spiccano Nimba*, Pacific Red*, Royal Helen* e altre varietà del gruppo Royal. Non scompaiono però Kordia e Regina, da tempo punti di riferimento per la zona Alpina e per gli areali dell’Europa del Centro-Nord.

Con le centrate novità e riconferme della gamma del melo, Geoplant Vivai intende continuare a offrire un prodotto di qualità superiore alla media per conquistare uno spazio sempre crescente nella fascia alta del mercato ortofrutticolo. Le recenti proposte in materia di ciliegio, invece, concorreranno a consolidare la posizione commerciale dell’azienda grazie al loro indiscusso valore qualitativo, certificato in tutti gli areali produttivi dentro e fuori dai confini nazionali.

www.geoplantvivai.com

A EIMA 2018 le novità della gamma made in Campagnola

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L’azienda emiliana, punto di riferimento nel mondo della potatura e raccolta meccanizzate, porta alla Rassegna Biennale le sue novità di prodotto. 

Manca poco all’appuntamento con l’Esposizione Internazionale di Macchine per l’Agricoltura e il Giardinaggio promossa da FederUnacoma (Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura): dal 7 all’11 novembre, presso il Pad. 34 (Stand C7) del Polo di BolognaFiere, tra gli espositori della kermesse sarà presente come dalla prima edizione, anche Campagnola, realtà emiliana affermata su scala mondiale nel campo della progettazione e produzione di soluzioni pneumatiche ed elettromeccaniche per la potatura e la raccolta.

Nel 60° anniversario dalla sua fondazione l’azienda di Zola Predosa (BO) ha deciso di riservare alla prestigiosa manifestazione fieristica la presentazione ufficiale delle sue recenti novità di prodotto: la gamma di forbici elettriche per la potatura e la legatrice elettrica della LINE 44, il progetto LINE 58, l’abbacchiatore pneumatico STORM, le resistenti reti per olive e l’olio BIG FLU BIO destinato alla lubrificazione degli attrezzi pneumatici.

La serie Line 44 è composta da 5 attrezzi alimentati dallo stesso modello di batteria in grado di garantire a ciascuno di loro un’intera giornata di lavoro. Si parte da due forbici elettriche – Easy S ed Easy L – con capacità di taglio progressiva (diametro di 30 mm la prima e di 36 mm la seconda); le affiancano due soluzioni su asta di prolunga, ovvero le forbici Easy 80 (con asta di 80 cm) ed Easy 150 (fino a 150 cm), entrambi con una capacità di taglio di 36mm. La peculiarità di tutte queste cesoie sono le lame in acciaio ad alta resistenza, l’impugnatura ergonomica e la modalità di apertura completa o ridotta. Oltre alla batteria ultraleggera (1,5 kg) e allo zaino, anch’esso ergonomico, completa la gamma la legatrice Linker, utilizzata in viticoltura, frutticoltura ed orticoltura, capace di dimezzare i tempi di lavoro rispetto alla legatura manuale e di ottenere fino a 60 legature al minuto. Il suo peso contenuto di soli 940 grammi (cavo compreso) e le tre tipologie di filo per le bobine (plastica, carta o materiale fotodegradabile) costituiscono gli altri punti di forza della linea.

La LINE 58 è invece un progetto rivolto a un pubblico altamente professionale: prevede un unico modello di batteria per poter azionare vari attrezzi elettrici Campagnola per la raccolta delle olive e per la potatura, come pure la legatrice elettrica per utilizzo in viticoltura, orticoltura e frutticoltura.

Altra novità è STORM, l’abbacchiatore pneumatico con un peso di soli 820 grammi, progettato per lavorare a una velocità di 1800 battute al minuto e per consentire una raccolta potenziata delle olive grazie al doppio movimento orizzontale. La struttura in acciaio antiruggine e i rebbi totalmente in carbonio rendono l’abbacchiatore Storm resistente e performante, adatto per un’attività intensiva.

Un significativo ampliamento della gamma prodotti è rappresentato dall’introduzione delle reti destinate alla raccolta delle olive, realizzate a partire da un materiale antri-strappo, anti-spina e resistente ai raggi UV. L’obiettivo di una raccolta intensiva si ravvede anche nelle scelte operate per la tessitura: la soluzione Raschel, formata da una specifica lavorazione del doppio filo, che forma una maglia estremamente stretta, rende infatti le reti particolarmente resistenti alle sollecitazioni e all’usura.

Completa il quadro delle novità Campagnola l’olio BIG FLU BIO per la lubrificazione degli strumenti pneumatici. L’azienda, da sempre sensibile alla ricerca di risposte di ridotto impatto ambientale, ha pensato e realizzato un olio totalmente biodegradabile e inodore, grazie a una formula testata per resistere al gelo fino a una temperatura di -30°C.

A chiudere ciascuna giornata della manifestazione, in rappresentanza della migliore offerta gastronomica del territorio, vi sarà un rinfresco fornito in collaborazione con l’Osteria del Pignotto di Zola Predosa, storica enoteca dal forte spirito tradizionale sia nel menù proposto che nella vocazione, ispirata dalla famiglia Fiori e preservatasi nel tempo.

Gli speciali apertivi organizzati presso lo stand di Campagnola saranno di volta in volta accompagnati dai vini delle più prestigiose Cantine delle colline bolognesi: si parte il 7 novembre con Manaresi (Zola Predosa) per proseguire cronologicamente con La Mancina (Montebudello), Vallona (Castello di Serravalle), Corte d’Aibo (Monteveglio) e Botti (Monte San Pietro). Un appuntamento quotidiano con il gusto e i sapori del territorio, per rafforzare e celebrare il legame dell’azienda emiliana con la terra e i suoi prodotti.

www.campagnola.it

60 anni di innovazione made in Campagnola

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L’azienda specializzata nella meccanizzazione agricola fa il bilancio di un sessantennio di attività: dagli esordi del 1958 all’affermazione nei 5 continenti, grazie a un deciso investimento sulla ricerca e sulla progettazione di una gamma prodotti all’avanguardia. 

La conferenza stampa di martedì 30 ottobre, presso la sede di Confindustria Emilia Area Centro, è stata per Campagnola l’occasione per onorare 60 anni di produttività, ricerca e innovazione al servizio di una clientela esigente e professionale, ma anche per presentare i ragguardevoli risultati raggiunti e rievocare le tappe di una crescita solida e incessante.

Ad aprire i lavori il Sindaco di Zola Predosa Stefano Fiorini, che ha sottolineato l’impegno di Campagnola in termini di innovazione e il riconoscimento dell’incessante crescita dell’azienda di Zola Predosa, oggi presente in 42 Paesi e 5 continenti grazie al lavoro di una rete distributiva capillarmente diffusa e altamente fidelizzata. Tra i punti salienti, il ricordo del fondatore Vittorio Ferretti e l’importanza dell’indotto per il Comune di Zola Predosa, che vanta ad oggi la presenza sul territorio di aziende virtuose e solide come Campagnola, considerate un fiore all’occhiello per l’economia locale.

Tanti i temi toccati nel corso della conferenza, tra cui emerge la centralità della ricerca per una linea di sviluppo solida e duratura.

Se Laura Ferretti, titolare di Campagnola e figlia del fondatore Comm. Pio Vittorio Ferretti, ha ripercorso insieme ai presenti le imprescindibili tappe evolutive dell’impresa di famiglia (con un’attenzione particolare per gli inizi, le fasi di ampliamento degli stabilimenti produttivi e i primati nella proposta di soluzioni all’avanguardia), è spettato al Direttore Commerciale Vanni Roncagli il compito di mostrare l’evoluzione delle vendite negli anni e di indicare la rotta intrapresa dall’azienda in termini di sviluppo internazionale, arrivando a prospettare un obiettivo ben preciso: “Prevediamo di arrivare, entro il 2020, a uno share 60/40 del fatturato estero rispetto al fatturato proveniente dal mercato Italia. Due anni fa ci attestavamo su un rapporto 30/70, questo significa che stiamo crescendo rapidamente e in maniera constante e strutturata, sicuri delle politiche commerciali che abbiamo adottato a fronte di investimenti in nuovi impianti, attrezzature e ampliamenti della gamma prodotti”.

Andrea Armaroli, Direttore Generale di Campagnola da tanti anni al servizio dell’azienda, ha anticipato le novità di prodotto in lancio all’edizione 2018 di EIMA (Pad. 34 – Stand C7), in programma a BolognaFiere dal 7 all’11 novembre: “Alla kermesse presenteremo le plusvalenze delle nuove proposte della nostra gamma, quest’anno davvero ricche e diversificate. Con le forbici elettriche e la legatrice della Line 44 siamo in grado di fornire attrezzi precisi e maneggevoli al tempo stesso, alimentati da un’unica leggerissima batteria. Il progetto della Line 58 perfeziona l’obiettivo, proponendosi come soluzione per le esigenze di un pubblico professionale. C’è poi Storm, l’abbacchiatore pneumatico resistente e performante, funzionale a una raccolta potenziata delle olive. Con queste novità desideriamo dimostrare che l’innovazione cui tendiamo mira a semplificare le lavorazioni e a garantire risultati ottimali con il minore sforzo possibile”.

A completare e chiudere la presentazione degli obiettivi dell’azienda nell’immediato futuro è intervenuto il Direttore Tecnico Patrizio Pellicanò, che ha precisato: La storicità di Campagnola non è solo il valore che ci ha permesso di raggiungere straordinari traguardi in passato (uno su tutti la proposta nel 1974 della Super Star, la primissima forbice pneumatica in tecnopolimero al mondo), ma è anche il punto di partenza irrinunciabile per il progresso presente e futuro. Il ricorso a una componentistica di altissimo standard tecnologico, così come l’attenzione all’elettronica e alla riduzione dell’impatto ambientale sono solo alcuni degli aspetti che ci consentono di produrre attrezzature adatte all’agricoltura 4.0. Oggi puntiamo anche sul design, fondamentale per garantire un aspetto accattivante, funzionale e riconoscibile al tempo stesso”.

www.campagnola.it

Agricoltura: più salute e migliori frutti kiwi con trattamenti Bioagrotech e zeolite cubana

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Prove in campo dimostrano maggiore salubrità per le piante e una migliore riscontro nei frutti in termini di peso e conservazione, con la proposta made in Bioagrotech

La zeolite cubana e i prodotti Bioagrotech si dimostrano una risorsa per il kiwi, come testimoniato dalle prove in campo avvenute presso l’Azienda Agricola Taccone. L’obiettivo era la verifica della differenza di produzione tra quella tradizionale aziendale e quella coadiuvata dai formulati Bioagrotech e dalla sua zeolite cubana. Fattori presi in esame sono stati la vigoria, la pezzatura, la sostanza secca, il grado brix, la resistenza al cracking e gli zuccheri.

Questi i prodotti Bioagrotech utilizzati nelle diverse fasi fenologiche:

EROSTART BIO TECH – fertirrigante liquido rivitalizzante della rizosfera.

ERGOSTART Ca/Mg Bio – fertirrigante liquido ad azione elasticizzante dei frutti – contro il cracking.

AGROFITO STIM Bio – stimolante naturale della crescita – auxine + citochinine.

AGROFITO Cu/Zn Bio – migliora la resistenza s.a.r. – stress – sviluppo dei tralci.

AGROFITO ALGHE Bio – estratto ecklonia maxima – migliora lo sviluppo della pianta.

AGROFITO GLUCOGENESI Bio – incremento zuccheri, sapori, aromi, colorazione.

ZEOLITE CUBANA Bio – sanità da funghi, contro muffe e insetti, azione anticracking, diminuzione dell’umidità nella parte epigea.

Il risultato è stato pienamente raggiunto, testimoniando la validità della proposta offerta da Bioagrotech con i propri prodotti e la zeolite cubana. È stata infatti riscontrata una migliore vigoria delle piante, con vegetazione più lunga, ma anche una migliore colorazione fogliare, così come dei frutti stessi. Lo spacco dei frutti (cracking) è stato ridotto del 50% in termini numerici, seppur su una selezione dei frutti. La colorazione ha virato meglio verso l’invaiatura, mentre il singolo frutto ha ottenuto una maggiorazione di peso di +8 grammi. Maggiore anche la produzione (+15%) che ha portato come conseguenza un minor grado zuccherino e un minor grado brix. Valori poi analizzati sulla conservazione dei frutti con riferimento alla durezza, dopo 60 giorni, mettendo in luce come i frutti trattati con i prodotti Bioagrotech avessero un dato del 68% rispetto al 58% di quelli trattati con i normali trattamenti aziendali. In definitiva i frutti trattati con la tesi Bioagrotech a 60 giorni hanno raggiunto il grado brix analogo a quelli sottoposti ai normali trattamenti aziendali, conservandosi meglio, con conseguente guadagno derivante da shelf life prolungata.

Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti. www.bioagrotech.com

La voce di One Express risuona in radio e tv con lo spot d’autunno

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Nuovo flight, stesso spirito: la rete di trasportatori oggi diffusa anche in Europa si racconta su La7, dal 17 al 27 ottobre, e sulle più seguite emittenti radiofoniche nazionali dal 28 ottobre al 10 novembre.

L’obiettivo è chiaro, e lo sono anche il messaggio e il forte afflato espressivo che spingono One Express ad una comunicazione sempre più sincera e d’impatto. Il Pallet Network – che riunisce oltre 120 aziende trasportatrici di tutto il territorio nazionale e che mira, con i propri servizi, alla copertura totale del continente europeo – torna ad affidare il suo rappresentativo spot pubblicitario alle programmazioni di radio e tv, dimostrando di credere fermamente nella potenza di questi mezzi e di voler raggiungere il grande pubblico dando voce ai valori che da 10 anni guidano l’intera rete sulle strade d’Italia e d’Europa.

Si parte con il palinsesto di La7, costellato da frequenti messe in onda dello spot per un periodo di dieci giorni, dal 17 fino al 27 ottobre.

Dieci secondi di narrazione per una Rete che quest’anno festeggia dieci anni di attività: la decisione di comprimere il contenuto promozionale in una durata ridotta ha consentito al Network di veicolare un messaggio ad alto tasso emozionale, capace di sintetizzare in pochi istanti la vision e gli obiettivi della Rete. “In una manciata di istanti abbiamo voluto condensare parte dei valori che ci rendono un punto di riferimento del settore logistico a livello internazionale – spiega Roberto Taliani, Responsabile Marketing di One Express, che conclude – Sono questi i capisaldi che ci guideranno nel 2019, anno per cui abbiamo già chiara in mente la rotta. A catalizzare il nostro interesse ci saranno innovazione, connessione, sinergia, velocità, precisione, servizio, sviluppo e controllo dell’Hub. Non rappresentano gli unici motori di crescita, ma sono senza dubbio i pilastri ai quali sorreggersi per crescere sempre di più”.

Al termine della campagna televisiva, sarà la volta del mezzo radiofonico. Lo spot targato One Express raggiungerà, dal 28 ottobre al 10 novembre, gli ascoltatori di molte radio diffuse su scala nazionale, tra cui Radio 1, Radio 2, Radio 3, Radio 24, circuito Team Radio, Radio Deejay, Radio Capital, Radio Bruno, Radio Capital e RDS. Precisa Taliani: “Che si tratti di radio o tv, il focus della comunicazione resta sul valore aggiunto delle persone che ogni giorno cooperano per accelerare l’ascesa della rete e garantire delle prestazioni di altissimo livelli. Questo sogno ci accomuna tutti, a qualsiasi livello. Sono convinto che il nostro spot sarà in grado di dar voce a questa profonda e sincera convinzione”.

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