Archivio Autore

Terna al lavoro su Firenze: progetti e attività nelle parole dell’AD e DG Luigi Ferraris

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Il piano di Terna per la rete elettrica dell’area di Firenze: la presentazione a Palazzo Vecchio dell’AD e DG Luigi Ferraris insieme al Sindaco della città.

Luigi Ferraris, AD e DG Terna

Luigi Ferraris a Firenze: Terna e Comune insieme per la razionalizzazione della rete elettrica

Investimenti per 19 milioni di euro nel periodo 2019-2023, 15 chilometri di nuove linee in cavo interrato, la demolizione di 78 tralicci e 20 chilometri di vecchi elettrodotti. Numeri, quelli inclusi nel piano di interventi per la razionalizzazione della rete elettrica nell’area di Firenze, che parlano dell’impegno di Terna per la valorizzazione dei territori. È l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris a sottolinearlo intervenendo nel corso dell’evento di presentazione del progetto lo scorso 6 dicembre a Palazzo Vecchio. Insieme a lui il Sindaco Dario Nardella. “Il piano che ci impegniamo a realizzare, in stretta collaborazione con il Comune di Firenze, ci permetterà di demolire un grande numero di tralicci adottando soluzioni tecnologiche all’avanguardia, finalizzate alla più alta sostenibilità ambientale e sociale” ha fatto notare l’AD e DG. Interventi, ha aggiunto Luigi Ferraris, che “confermano la nostra attenzione alla sostenibilità delle opere e al patrimonio artistico dei territori dove interveniamo”.

Luigi Ferraris: l’intervento dell’AD e DG di Terna a Palazzo Vecchio

Nel corso del suo intervento a Palazzo Vecchio, l’AD e DG Luigi Ferraris ha parlato anche del piano strategico di Terna, che prevede “investimenti per 6,2 mld per i prossimi cinque anni”, con lo scopo di “agevolare il passaggio verso una sempre più progressiva decarbonizzazione dei sistemi produttivi di energia elettrica”. L’obiettivo, come evidenziato dall’AD e DG, è il 2030: “C’è un piano energetico nazionale che prevede una serie di interventi tra i quali quello che ci riguarda è quello sullo sviluppo di nuove connessioni in grado di gestire una generazione di energia sempre più distribuita e sparsa sul territorio”. Terna è già al lavoro: “Stiamo ridisegnando il sistema energetico e la rete ne è l’ossatura principale”. Non a caso progetti come quello presentato a Firenze riflettono la volontà del Gruppo di coniugare sostenibilità, sicurezza ed efficienza nelle sue attività, come denota Luigi Ferraris. E Terna, in sinergia con il Comune, lavorerà anche a interventi di mobilità sostenibile e allo sviluppo di progetti per l’elettrificazione del trasporto pubblico o privato.

Vittorio Massone: “Schwab risponde con una mossa strategica nel settore fintech”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Vittorio Massone, esperto in management e trasformazione digitale, parla di una delle operazioni societarie più importanti degli ultimi anni, l’acquisizione di TD Ameritrade da parte della Charles Schwab Corporation.

Vittorio Massone

Fusione Schwab-Ameritrade, Vittorio Massone commenta la nascita del colosso finanziario

“Molto interessante la mossa di Charles Schwab per difendersi dalla disruption digitale nell’asset management”: è il primo commento di Vittorio Massone, esperto in business e digital transformation, alla notizia della acquisizione di TD Ameritrade da parte della Charles Schwab Corporation. Un’operazione da 26 miliardi di dollari: la società di Charles Schwab, sia full service broker che banca, ingloberà la rivale attraverso un all-stock deal in cui gli azionisti di Ameritrade riceveranno 1,0837 azioni Schwab per ogni azione ottenuta, con un premio del 17%. “Ovviamente nessuno può prevedere oggi come andrà a finire, ma questa è la dimostrazione che gli incumbent hanno degli strumenti adeguati per difendersi e contrattaccare”: la nuova società, che nascerà dopo la conclusione dell’accordo prevista nel 2020, darà vita ad un vero e proprio gigante del brokeraggio, con oltre 5 trilioni di dollari nei client assets e più di 24 milioni di clienti. Basta pensare che, alla notizia della futura acquisizione, le azioni di Schwab sono salite dell’8% e quelle di TD Ameritrade del 16%. Ma secondo il manager non si tratta solo di numeri: “Usare le dimensioni per creare ulteriore efficienza e scala nella creazione di nuove piattaforme (e l’accordo mira a raggiungere questo specifico risultato), non difendere l’indifendibile, ma evolvere velocemente il business model in base al mercato”. Una strategia lungimirante che la Schwab sta mettendo in atto da tempo, ad esempio con l’assunzione di professionisti nel settore digital e l’azzeramento delle commissioni di intermediazione: “L’obiettivo principale – conclude Vittorio Massoneè non perdere, anzi, aumentare la base clienti e la loro loyalty e rendere la vita molto difficile ai nuovi player che dovranno, prima o poi, trovare il modo di creare profitti. Ovviamente tutto questo si può fare solo con executive team convinti e coesi ed azionisti pazienti”.

Turnaround di successo e digital transformation, il percorso di Vittorio Massone

Laureatosi nel 1989 con il massimo dei voti in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, Vittorio Massone si specializza alla Bocconi di Milano in Business Administration. Tra il 1989 e il 1991 inizia in parallelo il suo percorso professionale come Business Analyst per Klopman Textile Industry, società del Gruppo Burlington. Diventa Associato e consulente strategico per Value Partners, mentre tra 1995 e il 2004 diventa Manager, Partner e infine Director di Bain & Company. In quegli anni acquisisce nella gestione di operazioni complesse competenze tali da poter annoverare tra i suoi clienti società come FIAT, Consip, Rai, Walt Disney e “Il Sole 24 Ore”: sono da segnalare, in particolare la sua prima acquisizione nel campo del digitale (società Matrix con il portale Virgilio, 1999), il turnaround di Seat Pagine Gialle (1997-2001) e infine quello di Poste Italiane (2002-2008). La carriera di Vittorio Massone ha una svolta nel 2010, quando lascia l’Italia per trasferirsi in Sud Africa: si stabilizza a Johannesburg e fino al 2018 assume il ruolo di Managing Partner di Bain & Company Africa. Attualmente è consulente esperto di trasformazione digitale.

Ristorante solidale Ruben, Ernesto Pellegrini: “Fragilità economica è esclusione sociale”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina

Ruben è un ristorante solidale di Milano che nel 2018 ha servito quasi 51.000 cene a persone in difficoltà: nato dall’iniziativa di Ernesto Pellegrini, il progetto oggi vuole dare risposte concrete su un altro tema sensibile, quello del lavoro.

Ernesto Pellegrini

Ruben, il ristorante solidale di Ernesto Pellegrini che vuole ridare visibilità ai nuovi poveri

Sono gli anni 60 quando Ruben, da anni al servizio dei Pellegrini, si ritrova in miseria dopo che la famiglia aveva perso i terreni in affitto ed era stata costretta a trasferirsi: l’uomo fu ritrovato in seguito senza vita, da solo, in una baracca di fortuna. Ernesto Pellegrini, Presidente e Amministratore Delegato di Pellegrini S.p.A., ha voluto dedicare proprio a Ruben il ristorante solidale inaugurato a Milano nel 2014: un progetto che ha come mission quella di offrire quotidianamente, dal lunedì al sabato, la cena a 350 persone in temporanea difficoltà economica al prezzo simbolico di un euro, mentre per i giovani sotto i 16 anni il servizio è totalmente gratuito. “Il nostro scopo principale è assistere i nuovi poveri, una categoria di persone in difficoltà pressoché invisibile e purtroppo in costante aumento”, ha dichiarato l’imprenditore in occasione della settima edizione di “#cisiamo7”, momento di riflessione organizzato presso il ristorante con l’obiettivo di analizzare le nuove povertà. “La trasformazione di una fascia sociale che fino a pochi anni fa viveva in modo dignitoso rappresenta la genesi delle nuove povertà, caratterizzate da una fragilità anche economica che conduce all’esclusione sociale. Abbiamo voluto dare una risposta articolata per restituire visibilità e dignità a queste persone”. Ma Ruben non è “solo” un ristorante solidale: intorno al progetto voluto dalla Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS, infatti, ruota non solo l’Associazione dei Volontari di Ruben ma altri numerosi progetti che, sempre tramite la Fondazione, mirano ad avviare percorsi di reinserimento lavorativo per i commensali, iniziando un ragionamento più ampio che vuole combattere le difficoltà delle persone non solo donandogli un pasto, ma restituendo loro dignità e indipendenza.

Ernesto Pellegrini, una vita dedicata al settore della ristorazione collettiva

Nel 1965, dopo aver lavorato per la Bianchi prima come Capo Contabile e poi come direttore del servizio ristorazione, Ernesto Pellegrini fonda “Organizzazione Mense Pellegrini”, un’azienda che si occupa di ristorazione collettiva, per poi espandersi in pochi anni nel settore dei servizi per le aziende: buoni pasto, pulizia, vending, fornitura derrate alimentari. Dopo soli dieci anni, forte del successo, l’imprenditore trasforma l’impresa nell’attuale Pellegrini S.p.A.: in pochi anni i risultati sono tali da portare alla nascita della Pellegrini Catering Overseas SA, raggiungendo i mercati esteri. Nel 2013 il Gruppo istituisce la Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, nata, secondo le parole dell’imprenditore, come “un modo per ringraziare il buon Dio del tanto che ho avuto dalla vita”.

Enel: il profilo del manager Claudio Machetti, alla guida della Global Trading Business Line

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Claudio Machetti si occupa di gestire il sourcing di carbone, gas e olio combustibile per Enel, oltre a dirigere l’attività del gruppo nei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica. Attualmente è alla guida di Enel Global Trading S.p.A. con il ruolo di Amministratore Unico.

Claudio Machetti

Claudio Machetti: le tappe fondamentali della carriera

Originario di Roma, Claudio Machetti è laureato in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. Attualmente è Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A. e Direttore della Global Trading Business Line di Enel da maggio 2014. La sua carriera nel Gruppo inizia nel 2000: entra come Responsabile dell’Area Finanza, mentre nel 2005 viene nominato Direttore Finanziario. Mantiene questo ruolo per i 4 anni successivi. Prima di ricevere gli attuali incarichi, è Direttore della funzione Risk Management. Il manager comincia il suo percorso professionale nel 1983 presso Banco di Roma: assume ruoli di crescente importanza nella Direzione Centrale Finanza per poi diventare Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. In seguito, è Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari presso Ferrovie dello Stato, per poi divenire capo della funzione Finanza Operativa. Tra le varie esperienze professionali, Claudio Machetti è stato anche Consigliere di Amministrazione di Endesa, Terna e Wind, nonché di numerose società di Enel.

Claudio Machetti: i fondi pensione, l’incarico attuale e gli interessi personali

All’interno di Gruppo Enel, Claudio Machetti è stato Presidente di Fondenel, fondo pensione integrativo dei dirigenti Enel, e di Fopen, fondo pensione di operai, impiegati e quadri del Gruppo. Al momento della sua elezione alla guida di Fondenel, nel 2016, il manager era all’interno della società già da 16 anni ed era già stato scelto in precedenza (nel 2003) per lo stesso incarico. Fondenel è un Fondo pensione “preesistente”, costituito in forma di associazione riconosciuta. Opera in regime di contribuzione definita e consente agli aderenti di poter usufruire di prestazioni pensionistiche complementari al sistema obbligatorio. A seguito di una ristrutturazione del Gruppo avvenuta a metà del 2014, viene incaricato di guidare la Direzione Global Trading, una delle 4 business line globali di Enel. Nello svolgere le sue attuali mansioni, Claudio Machetti si occupa di gestire il sourcing di carbone, gas ed olio combustibile, nonché di dirigere l’attività del gruppo nei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica in tutti i Paesi dove Enel è presente. Appassionato di lettura, in particolare di saggi, il manager si dedica allo studio della storia e della filologia.

Alessandro Benetton incontra Cristiana Capotondi: l’arrivo del professionismo per le atlete

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Celebrità, Sport

Nel nuovo video della rubrica #21Changemakers, che coinvolge personalità che si sono contraddistinte sul tema del cambiamento nel mondo dell’imprenditoria, dell’arte e dello sport, Alessandro Benetton incontra Cristiana Capotondi, Vicepresidente della Lega Pro dal 2018. L’intervista è stata pubblicata nel giorno dell’approvazione dell’emendamento che prevede l’equiparazione dello sport femminile a quello maschile.

Alessandro Benetton

L’intervista a Cristiana Capotondi per #21Changemakers di Alessandro Benetton

Quali sono le trasformazioni in atto nel mondo dello sport? E come sta cambiando, in particolare, il panorama del calcio nei confronti delle donne? Proprio nel giorno in cui le atlete italiane sono diventate professioniste a tutti gli effetti, Cristiana Capotondi, dallo scorso anno Vicepresidente della Lega Pro italiana, ha rilasciato un’intervista pubblicata nella rubrica #21Changemakers di Alessandro Benetton, l’appuntamento dedicato agli interpreti del cambiamento e dell’innovazione. Secondo Cristiana Capotondi, lo scenario mondiale (e quello italiano) si sta evolvendo e il contributo delle donne nel mondo sportivo è in crescita. “La donna deve portare la sua capacità di ascolto: è la capacità di essere accogliente, di mettere insieme le parti. Non siamo più nell’epoca della divisione, non si può dividere più, si deve mettere insieme”. Le parole della Vicepresidente hanno sottolineato, quindi, l’importanza della rivoluzione in atto nel settore calcistico e non hanno tralasciato il fatto che il cambiamento e l’innovazione stanno coinvolgendo anche il mondo dello spettacolo. “Io faccio come mestiere principale quello dell’attrice”, ha proseguito, “Ho ben presente la forza dell’immagine, ho ben presente l’idea che servire un valore grande ti fa grande”. La chiacchierata con Alessandro Benetton è proseguita poi con un altro tema molto caro alla Vicepresidente della Lega Pro, quello del valore rappresentato dalla formazione e dalla tecnologia nei confronti dell’essere umano, a tutti i livelli. “Parlando di calcio parlo di formazione, di giovani, di futuro”, ha evidenziato Cristiana Capotondi, suggerendo quanto sia importante far tornare al centro il concetto di individuo: “Riusciamo a fare in modo che la tecnologia sia uno strumento utile per tornare a parlare dell’essere umano”.

La condivisione dell’esperienza: le rubriche di Alessandro Benetton

Nato a Treviso nel 1964, Alessandro Benetton si laurea in Business Administration presso l’Università di Boston nel 1987, a cui fa seguito il Master in Business Administration conseguito ad Harvard nel 1991. La sua esperienza professionale inizia nel dipartimento di Global Finance di Goldman Sachs International a Londra. Viene eletto Presidente di Benetton Formula nel 1988 e ricopre questo incarico per dieci anni, durante i quali la scuderia raggiunge la vittoria di tre titoli mondiali. Fonda 21 Investimenti (oggi 21 Invest) nel 1992, società che lo conduce a essere riconosciuto in Italia come uno dei precursori del settore Private Equity. Dal 2012 al 2014 ricopre l’incarico di Presidente di Benetton Group. Tra le cariche attuali figurano quelle come Consigliere d’Amministrazione di Edizione Holding e di Autogrill, e di membro della giunta di Confindustria. È stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro nel 2010. Grazie alla sua carriera nel mondo imprenditoriale e sportivo, Alessandro Benetton ha recentemente intrapreso un’iniziativa di condivisione delle sue esperienze, soprattutto nei confronti dei più giovani. Sul suo canale Youtube realizza, infatti, la rubrica #UnCaffèconAlessandro, appuntamento pubblicato a cadenza settimanale in cui propone pillole di imprenditorialità per trasferire le sue esperienze agli aspiranti imprenditori, e la rubrica #21ChangeMakers, nella quale intervista innovatori e creatori di cambiamento nel mondo dell’imprenditoria, dell’arte e dello sport.

Gruppo Danieli, Gianpietro Benedetti all’evento porte aperte di Buttrio

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Il 14 dicembre scorso lo stabilimento Danieli di Buttrio, in Friuli, ha aperto le porte a parenti e amici dei dipendenti per il tradizionale incontro di auguri: durante la visita il Presidente Gianpietro Benedetti ha illustrato i risultati del Gruppo e commentato la crisi italiana nel settore.

Gianpietro Benedetti

Porte aperte a Buttrio, Gianpietro Benedetti accoglie famiglie e amici dei dipendenti

Porte aperte per l’acciaieria friulana: pochi giorni fa, nello stabilimento Danieli di Buttrio, si è tenuto il consueto incontro di auguri in occasione delle festività, una tradizione aziendale che ha visto la presenza di famiglie e amici dei dipendenti in visita allo stabilimento. Durante l’evento, Gianpietro Benedetti, Presidente del Gruppo leader nella produzione di impianti siderurgici, ha colto l’occasione per illustrare i risultati annuali: 25% del Pil regionale, 4.000 dipendenti, un fatturato in aumento. Dati positivi in un settore in difficoltà, in particolar modo per le questioni Ex Ilva e Ferriera: “Purtroppo in questi due impianti ci sono stati pochi investimenti negli ultimi 15 anni – è il commento del Presidente – la mancanza dell’Ilva obbligherà a importare dalle altre aziende europee a un costo superiore in media del 10%, andando a intaccare la competitività della filiera italiana”. Una crisi strutturale, culturale e di investimenti: “Facciamo 300 km ed arriviamo a Linz (Austria): in mezzo alla città c’è un’acciaieria integrata, quindi significa che è possibile, ma noi non l’abbiamo fatto”. Secondo Gianpietro Benedetti, la crisi del settore italiano è da addebitare alla poca lungimiranza della classe politica: “La visione della struttura sociale è trascurata, viene fatta giorno dopo giorno più come effetto del voto che per un effetto di futuro o di sviluppo di ricchezza, questa è la mia opinione”.

Gianpietro Benedetti, il percorso in Danieli

Attualmente Presidente di Gruppo Danieli, Gianpietro Benedetti comincia la sua carriera nel 1961 proprio all’interno dell’azienda di Buttrio, operando per la multinazionale degli impianti siderurgici in qualità di ingegnere progettista. Dal 1968 inizia a ricoprire incarichi di maggiore responsabilità, diventando Direttore dell’Ufficio tecnologie e Processo di Laminazione. La svolta avviene 8 anni dopo: grazie all’esperienza acquisita, diventa Co-Amministratore Delegato del Gruppo, ruolo al quale si aggiunge quello di Direttore Generale. Nel 1999 il suo percorso professionale in Danieli viene riconosciuto con la nomina ad Amministratore Delegato, grazie alla quale il Gruppo consoliderà la presenza nei mercati esteri. Dopo 5 anni e una laurea ad honorem in Ingegneria Meccanica conferitagli dall’Università degli Studi di Trieste, diventa Presidente: negli anni seguenti Gianpietro Benedetti continua la sua scalata, che dal 26 settembre 2017 lo vede Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Executive Board Danieli. Oltre ad una seconda laurea ad honorem in Ingegneria Gestionale, la storia professionale di Benedetti è stata riconosciuta attraverso diversi premi e onorificenze: Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana nel 2006, vincitore della Tadeusz Sendzimir Memorial Medal dall’AIST (Association for Iron & Steel Technology) nel 2018 e infine il Diploma M.B.A. in International Business conferito dal MIB School of Management di Trieste. Con più di 80 invenzioni registrate a suo nome, dal 2010 è anche Presidente per la Fondazione “ITS – Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l’industria meccanica ed aeronautica”.

Luigi Lusuriello: le persone al centro della rivoluzione digitale

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Sì alla rivoluzione digitale, ma tenendo bene a mente la centralità delle competenze umane a supporto delle macchine: è la riflessione di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer del Gruppo Eni. Il manager ha sottolineato questo concetto anche all’annuale incontro Airi.

Luigi Lusuriello

Apporto umano e intelligenza artificiale: la riflessione di Luigi Lusuriello

“Per trasformare il potenziale della trasformazione digitale in un beneficio per l’azienda dobbiamo mettere le persone al centro. Solo con le persone al centro effettivamente riusciamo a estrarre beneficio dalle tecnologie digitali”: è la riflessione di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. in occasione dell’incontro annuale Airi (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, fondata nel 1974), il manager ha avuto l’opportunità di partecipare ai lavori e riflettere sul futuro della digitalizzazione all’interno delle aziende. Secondo Airi, l’Intelligenza Artificiale sarà un motore dell’innovazione in tutti i settori, non solo in quelli più legati alla tecnologia ma anche in quelli tradizionali. Non bisogna però dimenticare che per programmare ed utilizzare efficacemente un nuovo macchinario, servono le competenze umane. Questa idea è condivisa in toto da Luigi Lusuriello. È inoltre utile considerare l’importanza di dare continuità al programma Industria 4.0, in modo da non compromettere il processo di digital transformation già in atto.

Luigi Lusuriello: la carriera del manager di Eni

Genovese, Luigi Lusuriello si laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università della sua città d’origine. Il suo percorso professionale inizia nel 1986 in Agip S.p.A., dove entra come progettista di strutture onshore e offshore e nella Direzione Ingegneria. In seguito alla nomina a Construction Yard manager per la sede di Ravenna, la sua carriera si apre a livello internazionale con l’incarico di Platform Manager in Congo. Dal 1994 al 1998 è invece Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito opera come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto di Ortona, ricoprendo quest’ultima carica anche in Val D’Agri. Dopo aver concluso il suo percorso formativo con il “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme”, rientra in Italia come Vice President incaricato del coordinamento gestionale in Kazakhstan – Karachaganak. Nel 2011 è Senior Vice President Programma Iraq, mentre in seguito diventa Executive Vice President Operations nel Gruppo Eni. Attualmente Luigi Lusuriello è Chief Digital Officer, figura di riferimento per il processo di trasformazione digitale.

Padova, inaugurato Pam City, il nuovo store del Gruppo guidato da Arturo Bastianello

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Gruppo Pam presenta a Padova City, la nuova generazione di negozi di prossimità urbana: l’azienda italiana guidata da Arturo Bastianello, nella grande distribuzione da oltre 60 anni, mostra il nuovo format per i futuri punti vendita.

Gruppo Pam

A Padova “ritorna” Pam: inaugurato City, il nuovo store del Gruppo guidato da Arturo Bastianello

Il primo supermercato Pam nasce a Padova nel 1958: attualmente il Gruppo conta 777 punti vendita tra ipermercati, discount e Local diffusi in tutto il Centro-Nord della Penisola. Dopo sessant’anni di attività, l’azienda presieduta da Arturo Bastianello ha inaugurato il 5 dicembre scorso, proprio nel capoluogo veneto, il secondo Pam City, store di prossimità urbana dal format moderno e attento alla vita cittadina, aperto 7 giorni su 7 fino alle 21. “Siamo felici di presentare Pam City proprio nella città di Padova dove oltre 60 anni fa Pam ha aperto il primo supermercato iniziando la sua avventura nel mondo della Grande Distribuzione – dichiara Andrea Zoratti Direttore Prossimità di Pam Panorama – Italianità, qualità, freschezza e relazione quotidiana di valore con i nostri clienti sono da sempre i punti di forza della nostra insegna e che i consumatori potranno trovare anche in Pam City, format nel quale crediamo molto e per il quale abbiamo programmato un piano importante di investimenti a partire dal 2020″. Il nuovo punto vendita, sito in Piazzale Santa Croce, è un luogo che coniuga accoglienza, qualità e comodità con uno spiccato accento alla convenienza: punto di forza del nuovo format è il Food-to-Go, un’area dedicata ai piatti pronti da consumare, oltre ai reparti di rosticceria e di gastronomia, oggi una risorsa preziosa per milioni di lavoratori. Ulteriore vantaggio i nuovi servizi previsti dallo store, dai più moderni sistemi di pagamento elettronici, ai depositi e prelievi con ViaCash fino alla consegna della spesa a domicilio. L’offerta dei nuovi City vede la presenza di prodotti del territorio, che oltre a risultare convenienti per il consumatore, valorizzano la filiera italiana locale e soprattutto la qualità che la contraddistingue. A completare l’assortimento tutti i prodotti dei marchi Pam, tra i quali Panorama, BIO Pam Panorama, Veg&Veg e i Semplici e Buoni, tutte linee caratterizzate da numerose referenze d’origine 100% italiane, attenzione all’ambiente e soprattutto al consumo critico.

Pam: i punti vendita supereranno quota 800

“Più A Meno”: nasce nel 1958 il primo supermercato a marchio Pam, precisamente a Padova, grazie all’impegno di Tito Bastianello, Giovanni Paolo Giol e Giancarlo Dina. Il Gruppo, che fin dai primi anni ha fatto della convenienza il suo punto di forza oltre allo slogan, si è diffuso in tutta l’Italia centro-settentrionale, arrivando nel 2019 a contare 777 punti vendita. Presieduta attualmente da Arturo Bastianello, la società è attiva in diversi settori: ipermercati e supermercati attraverso il marchio Panorama e discount con IN’s, ai quali vanno aggiunti i numerosi negozi di prossimità Pam Local, i due nuovi Pam City, i ristoranti Brek e infine tutta la rete di franchising. Con quasi 10mila dipendenti e un fatturato di 2,4 miliardi, Gruppo Pam continuerà la sua espansione anche nel 2020, con le aperture di altri 30 Pam Local.

Fabio Inzani: Tecnicaer nel Consiglio Nazionale CNETO

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Tecnicaer, guidata dall’ingegner Fabio Inzani, entra nel Consiglio Nazionale del Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (CNETO), Associazione attiva nei settori afferenti al mondo della Sanità. Il Presidente di Tecnicaer Engineering apporterà il suo prezioso contributo nel promuovere ricerche sul settore sanitario e nel valorizzare le attività del Centro.

Fabio Inzani

Fabio Inzani e Tecnicaer nel Consiglio Nazionale CNETO

Promuovere e incoraggiare gli studi sui molteplici argomenti e problemi relativi al settore sanitario e socio-assistenziale: è questo l’obiettivo di CNETO, il Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera, che ha appena nominato Fabio Inzani nel ruolo di membro del Consiglio Nazionale. Per il triennio 2019-2021, infatti, Tecnicaer Engineering, la società guidata dall’Ingegnere e specializzata nel settore ospedaliero e sanitario, farà parte del CNETO insieme ad altri importanti enti, tra i quali il Politecnico di Milano. L’obiettivo comune è l’individuazione di orientamenti e strategie che permettano di perseguire gli scopi del Centro, impegnato dal 1954 nella promozione di studi sulle tematiche relative alla progettazione e alla gestione di strutture sanitarie e socio-assistenziali. Per far ciò, numerose sono le attività proposte dal Centro: organizzazione di incontri e convegni a tema, visite presso strutture estere all’avanguardia nel settore ospedaliero e collaborazioni con realtà universitarie. E, con gli stessi fini, sarà di notevole rilevanza il contributo del Presidente di Tecnicaer Engineering nella promozione delle attività del Centro.

Fabio Inzani, una carriera al servizio del settore sanitario

Nato a Rimini nel 1967 e cresciuto ad Aosta, Fabio Inzani si laurea in Ingegneria Aeronautica e Spaziale presso il Politecnico di Torino. Abilitato alla professione di ingegnere nel 1994, si specializza in Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri presso l’Università degli Studi di Bologna, con iscrizione in qualità di tecnico abilitato al Ministero della Sanità. In seguito all’esperienza come Responsabile delle Strutture dalla USL Regione Autonoma della Valle D’Aosta, ricopre i ruoli di Ingegnere Capo, Responsabile Ufficio Tecnico, Coordinatore del Ciclo e Responsabile del Procedimento presso l’Azienda Ospedaliera CTO – CRF – Maria Adelaide di Torino. Dal 2001 è a capo di Tecnicaer Engineering, società specializzata nella progettazione di tecnologie sanitarie, impiantistica avanzata e tecnologie connesse al settore energetico. Nel 2003 ricopre l’incarico di Direttore Tecnico del centro antidoping delle Olimpiadi Invernali di Torino e nel 2008 quello di Amministratore Delegato e Direttore Tecnico del Consorzio Stabile Mythos, ruolo che svolge tutt’oggi. Attualmente opera come Energy Manager presso il Ministero dell’Industria e Tecnico Abilitato presso il Ministero degli Interni. Autore di articoli e pubblicazioni sul mondo della sanità, oltre che relatore, è docente presso il Politecnico di Milano all’interno della Facoltà di Architettura e nel Master di II livello in Pianificazione, Programmazione e Progettazione dei Sistemi Ospedalieri e Socio-sanitari.

FME Education e la scuola digitale MyEdu School

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Cultura

FME Education, Editore italiano attivo da anni nel settore della didattica e delle nuove tecnologie, permette ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di “Imparare divertendosi!”. Grazie ai contenuti digitali autorevoli e alla tecnologia, nell’anno scolastico 2019/2020 il progetto MyEdu School ha già coinvolto 18 scuole provenienti da tutta Italia.

FME Education

FME Education e il progetto MyEdu School

MyEdu School è l’iniziativa promossa da FME Education per le scuole primarie e secondarie di primo grado, un progetto che esprime l’idea di scuola che l’Editore ha costruito nel corso degli anni: utilizzare creatività e tecnologia per supportare l’apprendimento dei giovani e l’insegnamento dei docenti. L’anno scolastico 2019/2020 ha già visto per il solo mese di settembre la partecipazione al progetto di ben 18 scuole, distribuite uniformemente in tutta Italia: Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. In queste regioni, MyEdu School introdurrà le nuove tecnologie all’interno delle scuole, facendo uso del digitale durante le lezioni quotidiane. Per ogni istituto comprensivo sarà installata gratuitamente una classe virtuale dotata di dieci tablet personalizzati, al cui interno i docenti e gli alunni potranno trovare contenuti digitali, seminari di formazione e laboratori didattici.

FME Education: l’esperienza didattica nella tecnologia

FME Education è un Editore che progetta e realizza contenuti digitali per lo studio e la formazione, la cui idea di scuola è legata alla convinzione che curiosità e coinvolgimento rappresentino le condizioni necessarie agli studenti nel processo d’apprendimento. I contenuti dell’Editore, infatti, sono realizzati con una cura particolare verso la componente ludodidattica, capace di coinvolgere lo studente per mezzo di giochi, esplorazioni, sfide ed enigmi. FME Education pone la scuola e la famiglia al centro del proprio mondo, consapevole che questi sono i due luoghi principali in cui si sviluppa il processo educativo dei giovani. Per questo, le offerte realizzate sono studiate su misura e comprendono: MyEdu School, il progetto completo per una didattica digitale in classe; MyEdu Family, l’ambiente didattico per i compiti e lo studio a casa; MyEdu Plus, il sistema integrato a disposizione dell’insegnante; Encyclomedia Online, la piattaforma digitale ideata e diretta da Umberto Eco.