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Banca Valsabbina: il bilancio 2015 nell’approfondimento di Vallesabbianews

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Il focus di Vallesabbianews sul bilancio 2015 di Banca Valsabbina: il portale di informazione riporta inoltre quanto emerso nel corso dell’Assemblea dei Soci che si è tenuta il 30 aprile 2016.

Banca Valsabbina

Vallesabbianews su Banca Valsabbina: nell’esercizio 2015 utile di 8 milioni

Modifiche dello Statuto e approvazione del bilancio 2015: i soci di Banca Valsabbina si sono riuniti in Assemblea il 30 aprile 2016 al PalaFiera di Brescia per uno degli appuntamenti più importanti nel calendario annuale dell’istituto. A riportare quanto emerso è Vallesabbianews, testata locale sempre particolarmente attenta a informare i propri lettori su quanto riguarda la banca, in un approfondimento pubblicato il 1° maggio 2016. Nel resoconto si sottolineano i risultati conseguiti dal gruppo nel 2015: un utile netto di oltre 8 milioni di euro a fronte di un margine di intermediazione di 120 milioni (erano 153 nel 2014). Sulla performance ha inciso anche l’intervento di salvataggio del sistema bancario sulle cosiddette bad bank, i quattro istituti in crisi nel 2015, che sul bilancio di Banca Valsabbina ha pesato per 5 milioni di euro. L’Assemblea ha inoltre confermato alcuni consiglieri uscenti.

Banca Valsabbina: l’Assemblea dei Soci approva il bilancio 2015

In merito all’Assemblea dei Soci del 30 aprile 2016, Vallesabbianews nel suo focus si focalizza anche sulla proposta di dividendo di euro, pari a 0,12 per azione. E sul valore delle azioni di Banca Valsabbina il CdA ha sostenuto la possibile riduzione del prezzo per azione da 18 euro a 14, in linea con i parametri di mercato. Ma tra i presenti qualcuno ha fatto notare come il dato non sia definitivo: ad ogni modo, come osserva Vallesabbianews, “le azioni di Banca Valsabbina dovranno essere infatti quotate tramite un nuovo sistema di negoziazione che faciliterà la vendita avendo però come contropartita la liberalizzazione del valore dell’azione”. Da qui l’ipotesi avanzata da diversi soci: trasformare la banca da “popolare” a “società per azioni”. Se infatti nella situazione attuale ogni azionista ha diritto di voto indipendentemente dal numero di azioni possedute, nella nuova formula societaria, come specifica il portale, il valore delle azioni dovrebbe tenere conto del diverso peso azionario: questa è la principale differenza. Una trasformazione nel 2016 avviata già da diverse popolari.

Gabriele Moretti: “Che fine ha fatto il metodo sperimentale?”

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Gabriele Moretti evidenzia come sia necessario per il mondo scientifico, nell’ambito della fusione fredda, una revisione dei pregiudizi teorici

Gabriele Moretti

Gabriele Moretti: “La scienza abbandoni i pregiudizi dell’attuale teoria sulla fusione fredda”

Prima della rivoluzione scientifica – spiega Gabriele Moretti nel suo blog “Diario di un futuro inventore” – la nostra specie trovava il limite di ciò che è possibile nei dogmi religiosi e nelle leggi dei sovrani. L’avvento del metodo sperimentale ha permesso all’umanità di uscire da un mondo fatto di credenze e magia: la scienza ci ha portato così a mettere in discussione ciò che sapevamo e credevamo fosse vero. Oggi sono proprio gli scienziati a insegnarci quali sono questi limiti, partendo dall’osservazione dei fenomeni e sviluppando teorie la cui veridicità è sempre messa in discussione. Alla fine degli anni ’80, due studiosi statunitensi (Martin Fleischmann e Stanley Pons) annunciarono alla comunità scientifica di aver trovato il modo di far avvenire la cosiddetta fusione fredda. Il tutto, chiarisce Gabriele Moretti, attraverso: “Un nuovo modo di estrarre energia dagli atomi, senza il rischio radioattivo della fissione e a condizioni di temperatura e pressione gestibili in un’apparecchiatura da scrivania”. Gli esperti misero da subito in discussione i risultati della loro ricerca, in quanto risultava in contrasto con le teorie ancora oggi universalmente accettate, col risultato che entrambi gli scienziati furono stigmatizzati e infangati, tanto che alla fine Fleischmann venne cacciato dalla Royal Society, istituzione prestigiosa di cui era membro da diverso tempo.

“Concedere il beneficio del dubbio”. L’opinione di Gabriele Moretti

Il fatto che gli attuali modelli di fisica quantistica siano riusciti a prevedere l’esistenza di particelle subatomiche prima ancora della loro osservazione, sottolinea Gabriele Moretti, certo non aiuta la comunità scientifica a mettere in discussione le proprie convinzioni. Anche l’apparizione di personaggi ambigui, spesso mossi dalla ricerca di fama e denaro facile, certo non ha aiutato a costruire un’immagine edificante della teoria della fusione a freddo. Eppure, osserva l’aspirante inventore e imprenditore piemontese: “Migliaia di volte è stato confermato il fenomeno del calore in eccesso e delle trasmutazioni e molte ricerche sono state pubblicate”. Il pericolo, sempre secondo Gabriele Moretti, è che come già successo in passato, la comunità scientifica ignori la possibilità di concedere il beneficio del dubbio: “In fondo una nuova fonte di energia pulita ed inesauribile mi sembra un buon motivo per abbandonare i pregiudizi dell’attuale teoria e per indossare di nuovo le lenti curiose e laiche della scienza”. Nel 1808 un chimico inglese, John Dalton, asserì l’impossibilità di trasmutare gli elementi, ricerca inseguita per millenni dagli alchimisti di tutto il mondo. Un secolo dopo la stessa scienza provò che lo studio britannico aveva torto: Rutherford eseguì nel 1919 la prima trasmutazione artificiale in laboratorio, dimostrando a tutti quanto il metodo sperimentale fosse valido: “Gli alchimisti avevano ragione!”.

Importante riconoscimento per Emanuele Degennaro, rettore della Lum Jean Monnet

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In virtù dell’ottimo lavoro svolto in qualità di Rettore dell’Università Lum Jean Monnet, Emanuele Degennaro è stato insignito del Premio 100 Eccellenze Italiane nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Palazzo Montecitorio il primo dicembre.

Emanuele Degennaro

Emanuele Degennaro: Premio 100 Eccellenze Italiane

“Sono tra gli attori di storie piene di talento e significato”: questa la motivazione alla base del conferimento del Premio 100 Eccellenze Italiane a Emanuele Degennaro e all’Università Lum Jean Monnet. Nel corso della cerimonia tenutasi il 1° dicembre a Palazzo Montecitorio, il Rettore ha ritirato un riconoscimento che va a ricompensare l’ottimo lavoro svolto dall’ateneo pugliese per favorire la formazione e la crescita culturale di un gruppo sempre più ampio di giovani. La Libera Università Mediterranea Jean Monnet, fondata nel 1995, ha infatti da sempre messo al centro del suo progetto l’inserimento degli studenti nel complesso mercato del lavoro, contribuendo alla crescita economica e politica della nostra società. Molto soddisfatto Emanuele Degennaro, che ha sottolineato come la Lum “continui costantemente a incrementare le sinergie del lavoro, aggiornando i piani di studio e coinvolgendo direttamente le imprese nell’attività universitaria”. Una filosofia, ispirata al modello della “entrepreneurial university”, che porta le aziende a entrare nelle aule con i propri esperti, mettendo a disposizione dei ragazzi le loro competenze professionali. L’obiettivo è infatti quello di instillare nei giovani una mentalità imprenditoriale per aiutarli ad affrontare con maggiore preparazione le sfide del futuro.

Emanuele Degennaro e la fondazione della Lum Jean Monnet

Nato a Bari nel 1963, Emanuele Degennaro ricopre attualmente la carica di Magnifico Rettore della Libera Università Mediterranea Jean Monnet. Laureatosi in Diritto Internazionale, nella prima parte della sua carriera assume ruoli di prestigio all’interno di società che operano nel settore finanziario, commerciale e immobiliare. Nel 1993 fonda, insieme ad altri soci, “Centesimus Annus – Pro Pontefice”, istituzione che si ispira ai precetti di Papa Giovanni Paolo II promuovendo iniziative in ambito sociale. Tra il 2000 e il 2011 Presidente del CdA dell’Interporto Regionale della Puglia S.p.A., Emanuele Degennaro è stato membro del Comitato Universitario Regionale di Coordinamento (CURC). Nel 1995 insieme al padre, Sen. On. Giuseppe Degennaro, avvia l’Università Lum Jean Monnet, ateneo che comprende inizialmente le Facoltà di Economia e Giurisprudenza e in seguito si espande con la Lum school of management. Parallelamente alla guida dell’ateneo, ha ricoperto l’incarico di Componente del CdA di Nomisma e di Presidente del CdA di LBSC, LUM Business School & Consulting. “La finanziarizzazione del mercato immobiliare” (Cacucci Editore, 2008) e “L’economia delle aziende immobiliari” (Cacucci Editore, 2009) fanno parte della sua produzione saggistica.

Verona Women: l’impegno di Antonio Franchi per il Club

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Da Verona Calcio Femminile a Verona Women: dietro il rinnovamento del club di calcio femminile c’è Antonio Franchi , Vicepresidente e Consigliere Delegato del club dall’estate 2017.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: il rebranding del Verona Calcio Femminile, oggi Verona Women

È il club di calcio femminile più titolato d’Italia il Verona Women e merita un’immagine degna del suo prestigio. Ne è convinto Antonio Franchi, dall’estate 2017 Vicepresidente e Consigliere Delegato della società. Forte di questa consapevolezza, il manager ha promosso un’operazione totale di rinnovamento che nei mesi scorsi ha riguardato non solo il brand ma anche le strutture dell’AGSM Olivieri Stadium, dove il team si allena e gioca. Già vincitore di 5 Scudetti Nazionali, 3 Coppe Italia, 4 Coppe delle Coppe e protagonista di una Semifinale di Champions League, l’ex Verona Calcio Femminile è ora conosciuto come Verona Women. Ad accompagnare la ridefinizione del nome e del logo anche il restyling del sito e di tutti i canali di comunicazione del club, modernizzati nella forma e nei contenuti: il portale dedicato al team, ad esempio, è stato ridisegnato e reso ulteriormente “a misura di tifoso” grazie anche all’introduzione di una nuova area per l’e-commerce. In questa prospettiva è stato riprogettato anche il profilo Youtube del Verona Women: l’obiettivo è informare in modo sempre più preciso e puntuale i tifosi documentando in diretta allenamenti, partite e iniziative che coinvolgono le calciatrici per continuare a scrivere in questo modo la già importante storia del team, come ha confermato Antonio Franchi.

Antonio Franchi: i lavori di ammodernamento dell’AGSM Olivieri Stadium

Con l’inaugurazione del nuovo spogliatoio della prima squadra, lo scorso 12 marzo ha segnato un’ulteriore tappa nel percorso generale di rinnovamento intrapreso dal Verona Women. Al taglio del nastro, oltre al Vicepresidente e Consigliere Delegato Antonio Franchi, erano presenti le autorità locali e importanti personaggi del settore, dalla FIGC alla INFRONT. Il manager ha definito “avveniristica e davvero spettacolare” la nuova dressing-room: basti pensare che la porta è ad apertura biometrica, con impronta digitale, mentre all’interno l’arredo in boiserie in rovere impreziosisce le venti postazioni personalizzate coi grandi numeri in acciaio delle maglie delle atlete. L’illuminazione è a led giallo e blu, i colori della squadra, gli armadietti sono dotati di casseforti e prese USB, ci sono doppi frigoriferi: alla parete l’immagine del team. Come ha sottolineato il Vicepresidente, lo spogliatoio è stato dedicato a Mister Longega. Ma l’AGSM Olivieri Stadium è stato interessato anche da altri interventi che hanno interessato l’area living e gli uffici: sono state create la zona hospitality con vista sul campo, arredata lussuosamente e impreziosita dal maxi-schermo per la proiezione e l’intrattenimento, la media-room e la press-meeting room. L’idea era di renderlo ulteriormente “a misura di calciatrice”: lo “impone”, secondo Antonio Franchi, l’imponente crescita di tutto il movimento del calcio femminile a livello nazionale.Altrettanto importanti gli spogliatori, che come ha ricordato il professionista sono tra i più belli d’Europa, anche in riferimento a quelli dei grandi club di calcio maschili.

Bilancio 2015 di Banca Valsabbina: l’esercizio si chiude con un utile di 8 milioni di euro

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Si chiude con il segno positivo il 2015 della Banca Valsabbina: il Presidente Ezio Soardi e il Direttore Generale Renato Barbieri hanno infatti anticipato i risultati dell’esercizio, che ha riscontrato un utile netto pari a 8,062 milioni di euro.

Banca Valsabbina

Banca Valsabbina: il bilancio 2015 si chiude con un utile di 8 milioni di euro

Un 2015 positivo quello fatto registrare dalla Banca Valsabbina: ad affermarlo il Presidente Ezio Soardi e il Direttore Generale Renato Barbieri, i quali hanno anticipato al Quotidiano delle Giudicarie alcuni risultati dell’esercizio in vista dell’Assemblea del 30 aprile. Con tre sportelli sull’area di Storo e 60 filiali sparse tra Lombardia e Veneto, la banca “ha riscontrato nel suo complesso un utile netto di 8,062 milioni di euro”. Una riduzione rispetto ai 14 milioni di euro dell’anno prima che però non deve far preoccupare, in quanto è da addebitare “alla lievitazione dei costi operativi e all’ombrello protettivo di garanzia dei depositanti”. Soardi e Barbieri si sono poi addentrati nelle pieghe del bilancio, che sarà l’oggetto dell’incontro del 30 aprile a Storo, e hanno evidenziato come il margine di interesse si attesti sui 54,7 milioni di euro e la distribuzione del dividendo sarà proposta su una base di 0,12 euro per azione. Interessanti anche i dati relativi alla raccolta: quella diretta risulta pari a 3.125 milioni di euro, quella indiretta a 1.432 milioni di euro. In crescita gli impieghi (2.780 mln), i soci (40.129) e i conti correnti (72.394). Chiusura sui titoli e sulle azioni, per i quali c’è stata ampia discussione all’interno del CdA per valutare le azioni più opportune finalizzate al miglioramento della liquidità.

La storia e le attività di Banca Valsabbina

Fondata nel 1898, Banca Valsabbina è una Società Cooperativa per Azioni. Nei suoi 120 anni di storia si è posta come interlocutore di riferimento per famiglie, artigiani, piccole attività economiche e PMI, contribuendo alla crescita e allo sviluppo dei territori in cui opera. La sua rete territoriale è composta da 70 filiali così suddivise: 50 in provincia di Brescia e 20 tra le province di Verona, Vicenza, Trento, Monza e Brianza e nelle città di Modena, Bergamo, Padova e Milano. Attualmente può contare su più di 560dipendenti, su circa 8 miliardi di euro di masse gestite e su un solido patrimonio di 382 milioni di euro, con un CET 1 al 15,17%. L’obiettivo futuro di Banca Valsabbina è la proposta di servizi sempre più innovativi e specifici alle imprese e alle famiglie del territorio, un’offerta finalizzata al sostegno delle economie locali.

Cogefim, recensioni sugli investimenti immobiliari

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Le recensioni di Cogefim tornano a focalizzarsi sul comparto immobiliare: positivi gli indicatori di crescita sia sul mercato europeo che nazionale, come rivelato dalla ricerca Global Commercial Property Monitor realizzata da RICS.

Cogefim

Real Estate: le opinioni di Cogefim sulle aspettative degli investitori

Oggetto delle recensioni e opinioni di Cogefim, società attiva da oltre 30 anni nell’ambito dell’intermediazione, il comparto immobiliare conferma la fase di espansione. Come evidenziato dall’indagine trimestrale di RICS, Global Commercial Property Monitor, negli ultimi tre mesi del 2017 gli indicatori Occupier Sentiment Index (OSI) e Investment Sentiment Index (ISI) sono risultati positivi rispettivamente per 28 e 27 dei 34 Paesi presi in esame. I mercati continentali hanno fatto segnare in questo periodo di tempo ottime performance per entrambi i sentiment di RICS, con punte particolarmente elevate in Ungheria, Repubblica Ceca, Spagna, Germania, Irlanda e Bulgaria. Secondo gli intervistati, riporta nelle sue recensioni Cogefim, tra le problematiche riscontrate nelle principali città europee vi è una scarsa offerta di immobili commerciali di pregio: considerazione che sembra trovare conferma nel basso tasso di unità libere, ai minimi dal 2008, e considerata responsabile del mantenimento dell’alto livello dei prezzi, in special modo nei mercati di fascia più elevata.

Nelle recensioni di Cogefim la situazione del mercato immobiliare in Italia

Anche per l’Italia, sottolinea con recensioni e opinioni Cogefim , la situazione del mercato è decisamente positiva. La ricerca condotta da RICS, Global Commercial Property Monitor, fa registrare un incremento di 14 punti dell’Occupier Sentiment Index e di 13 punti dell’Investiment Sentiment Index rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La crescita della domanda è sostenuta in tutti i settori, specialmente in quello retail, mentre è più bassa in ambito industriale, così come sta avvenendo nel frattempo per i canoni di locazione. Merito anche dell’accresciuta disponibilità di nuovi uffici e strutture adatte ai punti vendita, a cui si aggiunge inoltre la maggior presenza di pacchetti di incentivi atti ad attrarre nuovi tenant. Per quanto riguarda gli investimenti l’espansione interessa soprattutto il retail e gli uffici, protagonisti nel contempo i capitali provenienti dall’estero. Milano, chiarisce nelle proprie recensioni Cogefim, si conferma come la principale piazza per il commercial property, con punte di crescita che nei sottosettori prime sono in buona misura superiori alla media nazionale.

Massimo Armanini: Spac Crescita sbarca in Borsa con Cellularline

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In seguito alla fusione con la Spac di Massimo Armanini , Cristian d’Ippolito, Marco Drago, Antonio Tazartes e Alberto Toffoletto Crescita, la società di Reggio Emilia Cellularline fa il proprio ingresso in Borsa. Acquisito il 49% delle quote della holding Ginetta.

Massimo Armanini

Massimo Armanini e Crescita Spac portano a Piazza Affari Cellularline

Promossa dal 2017 da Massimo Armanini, insieme a Carlo Moser, Antonio Tazartes, Alberto Toffoletto, Cristian D’Ippolito e Marco Drago, la Spac Crescita ha portato a termine la fusione con Cellularline, società specializzata nell’ambito degli accessori per tablet e smartphone con cui sbarcherà prossimamente a Piazza Affari. Grazie a un investimento di oltre 130 milioni di euro, 50 dei quali sono stati destinati allo sviluppo delle attività del Gruppo Cellular Italia, Crescita ha acquisito il controllo del 49,87% del capitale societario della holding Ginetta. Nata a Reggio Emilia nel 1990, Cellularline ha iniziato a operare dall’avvento dell’era della telefonia mobile come produttrice di telefonini. In seguito, a partire dal 2000, ha virato il proprio core business verso il redditizio mercato degli accessori high-tech, come interfoni per caschi da moto, altoparlanti bluetooth, auricolari, pellicole protettive, batterie, custodie e lettori mp3. Nella nota rilasciata a seguito dell’operazione, Cellular Italia chiarisce come i fondi conserveranno una partecipazione del 13%, i fondatori del 15% e circa il 9% sarà dei manager.

Massimo Armanini: le tappe del percorso professionale

Professore e manager specialista in materia di M&A, Massimo Armanini ha ricoperto ruoli dirigenziali lungo l’intero corso della propria carriera, iniziata nel 1994 come Managing Director Divisione Merger & Acquisition di UBS. L’apertura delle economie dell’Europa Orientale al libero mercato lo porta all’estero, dove collabora con diversi governi nazionali nell’ambito delle operazioni di liberalizzazione in Polonia, nel settore energetico con Polgas, e in Croazia, nel comparto farmaceutico con Pliva. Durante gli anni ’90 si rende protagonista nella quotazione in Borsa di importanti realtà internazionali come Adidas e CSP, fautore inoltre delle fusioni tra Banco Ambroveneto e Cariplo, Sandoz e Ciba Geigy e delle privatizzazioni di Cementir e Nuovo Pignone. Amministratore Delegato di Bakery Canada e Beatrice Food Diary, dal 1998 al 1999, occupa la medesima carica per Jumpy nel triennio 2000 – 2002. Managing Director della divisione Investment Banking di Deutsche Bank a Londra, Massimo Armanini si occupa delle cessioni di Piaggio, Galbani e Excite, mentre contemporaneamente segue Telecom Italia nelle operazioni di acquisizione delle attività tedesche di AOL cedute da Time Warner. Amministratore Delegato e co-fondatore di Crescita Spac, ha ricoperto nel periodo 2007 – 2012 il ruolo di membro del CdA e Chief Investment Officer di Pacific Capital, Presidente e CEO di Siirtec Nigi Holding. Laureato in Economia e Commercio, titolo conseguito nel 1985 all’Università di Parma, Massimo Armanini ha ottenuto la Borsa di Studio “Enrico Mattei” nel 1988 e il Master in Business Administration alla Wharton Business School di Philadelphia (1991). Insegna attualmente finanza all’Università LIUC e ha scritto diversi testi in materia di privatizzazioni e teoria del portafoglio.

FERA: il ritratto professionale del fondatore Anselmo Galbusera

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Già fondatore della holding di partecipazioni FERA, Anselmo Galbusera è oggi Chief Strategic Officer di Multicatering Group S.p.A., che da oltre 20 anni fornisce all’estero servizi di catering per le maggiori aziende del Paese.

Anselmo Galbusera: le prime esperienze professionali del manager

Dirigente d’azienda, Anselmo Galbusera è originario di Monza. La prima parte della sua carriera lo porta a specializzarsi nell’ambito delle TLC e dei sistemi informatici. Negli anni ’90 infatti, dopo aver conseguito il diploma di maturità tecnico-industriale, dà vita a Delta S.p.A., realtà del settore all’interno della quale opera come CEO fino al 2004, quando viene acquisita da Wind Telecomunicazioni S.p.A. Qui il professionista già dal 2003 ricopre la posizione di Chief Strategic Officer e Corporate Clients. Due anni dopo entra in Italgo dove, in qualità di azionista e Chief Executive Officer, si occupa di sicurezza fisica e logica. La sua esperienza nella società si conclude cinque anni dopo, quando viene inglobata da un’altra azienda europea del campo. Consigliere d’Amministrazione di Banca di Credito Cooperativo PMI del Gruppo ICCREA tra il 2010 e il 2011, Anselmo Galbusera punta ad accrescere le proprie competenze professionali partecipando a svariati corsi come quello in “Gestione delle Risorse Umane”, organizzato dalla Scuola IPSOA di Milano o quello di “Analisi dei bilanci”, promosso dall’Associazione Industriali di Monza e Brianza.

FERA e Multicatering Group S.p.A.: il presente professionale di Anselmo Galbusera

Forte dell’esperienza conseguita nei 20 anni di carriera precedenti, grazie ai quali ha maturato competenze di management, strategia d’impresa e Merger & Acquisition, nel 2009 Anselmo Galbusera costituisce FERA, holding specializzata nell’acquisizione e nella gestione di partecipazioni in realtà attive in settori di nicchia e ad alto contenuto tecnologico. Il valore degli asset attualmente gestiti è di circa 10 milioni di euro; gli investimenti riguardano società che operano nei più svariati ambiti: dalla produzione di forgiati in acciaio al catering a distanza. Galbusera ricopre inoltre l’incarico di Consigliere nel CdA di Chiara Boni & Sons S.r.l. e di Genius Energy, società attiva nel settore della green economy, di cui è Presidente. Anselmo Galbusera è inoltre impegnato in Multicatering Group S.p.A., attiva e specializzata in servizi di ristorazione a distanza per aziende che lavorano all’estero. Dopo l’acquisto nel 2010 di una quota di minoranza della società attualmente ricopre la posizione di Chief Strategic Officer.

Luigi Vassallo: le principali tappe della crescita professionale

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Laureato in Giurisprudenza, Luigi Vassallo si è costruito una carriera trentennale che gli ha permesso di mettere a frutto le competenze sviluppate in ambito giuridico ed economico su più fronti.

Luigi Vassallo

Luigi Vassallo: le esperienze nell’ambito della docenza

Oggi docente di Diritto ed Economia Aziendale presso l’Istituto di Formazione Professionale “Fondazione Ikaros” di Buccinasco, Luigi Vassallo si dedica all’insegnamento fin dai primi anni del suo percorso professionale. Nel 1982 è Professore di Diritto Pubblico nei corsi dell’Iref (Istituto Regionale Lombardo di Formazione per l’Amministrazione Pubblica), per la formazione e l’aggiornamento dei dipendenti pubblici. Vi lavora fino al 1988, quando si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano. Riprenderà l’insegnamento un decennio più tardi: nel 2001 la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Pavia gli conferisce l’incarico per le lezioni seminariali nel corso di Strategia e politica aziendale. Tra il 2006 e il 2008 è Professore a contratto e tutor presso l’Università degli Studi di Milano e nell’anno accademico 2007-2008 entra a far parte del corpo docente del Master di Diritto Tributario d’Impresa organizzato dall’Università Luigi Bocconi di Milano. Successivamente è titolare di diverse cattedre presso l’ateneo pavese: Economia Aziendale nei corsi per i dottorandi di ricerca (2009-2011); Economia delle aziende pubbliche e dei servizi di pubblico Interesse (2012-2015), Diritto Tributario (2015-2016), oltre a tenere il corso integrativo “La normativa sugli aiuti di Stato alle imprese e alle aziende pubbliche”. Esercita inoltre come Cultore della materia nei corsi di Strategia e politica aziendale (2008-2010) e nel Corso di laurea magistrale di Economia e legislazione d’impresa (2010-2015) sempre per l’Università degli Studi di Pavia. Attualmente Luigi Vassallo, oltre all’incarico di Docente alla “Fondazione Ikaros”, lavora anche come Docente volontario presso l’Associazione Portofranco Milano Onlus per l’assistenza allo studio pomeridiano degli studenti delle scuole medie superiori di Milano e provincia. Tra i numerosi incarichi ricoperti nel corso della sua carriera si segnalano quelli come Direttore e Coordinatore scientifico della “Collana su argomenti giuridici ed economici comunitari” della Commissione europea e come Componente del “Nucleo di esperti per la ricognizione della giurisprudenza tributaria dell’Osservatorio provinciale sulla Mediazione”.

Luigi Vassallo: l’attività professionale in ambito forense

Laureatosi in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano nel 1984, Luigi Vassallo consegue due anni dopo l’abilitazione per l’esercizio della professione di Procuratore Legale e nel 1987 viene nominato Giudice Tributario di primo grado della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, un incarico che continuerà a svolgere anche nei venti anni successivi. Nel 1988 si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano e nel 2000 diventa Avvocato cassazionista. Dal 1989 al 1995 assolve all’incarico di Vice Pretore presso la Pretura Circondariale di Milano. Eserciterà l’attività di Consulente legale e di patrocinatore generale dell’Ente regionale ARF della Regione Lombardia e successivamente di Componente della Commissione di studio nel settore della formazione professionale presso la Giunta regionale. Dal 1997 al 2001 farà parte della Commissione statale di controllo sugli atti della Regione Lombardia presieduta dal Commissario di Governo presso la prefettura di Milano. Nel 2000 Luigi Vassallo ottiene l’abilitazione per il patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione e ad altre Giurisdizioni Superiori e negli anni seguenti ricoprirà incarichi in ambito istituzionale: Giudice Tributario di appello presso la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, Presidente dell’Associazione Magistrati Tributari della Lombardia, Legale patrocinatore delle procedure fallimentari e delle società in amministrazione controllata per il Tribunale di Milano e Giudice applicato alla Commissione Tributaria Centrale. Nel periodo 2014-2015 è Consulente giuridico per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presso il Dipartimento delle Politiche europee.

Il percorso professionale di Emanuele Degennaro, Magnifico Rettore dell’Università LUM Jean Monnet

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Dal 2005 Magnifico Rettore dell’Università LUM Jean Monnet, Emanuele Degennaro ha sviluppato nel corso della sua carriera professionale una serie di competenze trasversali, specializzandosi in particolare in ambito giuridico ed economico-finanziario.

Emanuele Degennaro

Emanuele Degennaro: le prime esperienze professionali e la Fondazione “Centesimus Annus – Pro Pontifice”

Classe 1963, originario di Bari, Emanuele Degennaro si forma in ambito giuridico conseguendo una laurea in Diritto Internazionale. Nel 1983 prende avvio il suo percorso professionale che si sviluppa in maniera trasversale all’interno del settore finanziario, commerciale, immobiliare e giuridico. Arriva a ricoprire, infatti, numerosi incarichi in qualità di Presidente e Membro di Consigli di Amministrazione, nonché di Amministratore Unico e Amministratore Delegato per importanti società che operano in quei mercati. Nel 1992 dà vita, in qualità di Socio Fondatore, alla Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice, istituzione religiosa che trae origine dalla Lettera Enciclica promulgata dal Papa Giovanni Paolo II il 1° maggio 1991 e che aderisce all’insegnamento pontificio in campo sociale, oltre a sostenere le iniziative caritative del Santo Padre. Dal 2000 al 2011 Emanuele Degennaro ricopre l’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Interporto Regionale della Puglia S.p.A., uno dei sistemi intermodali d’avanguardia del Sud Italia.

Emanuele Degennaro: l’Università LUM Jean Monnet e gli altri incarichi recenti

Al 2000 risale la fondazione, insieme al padre Sen. On. Giuseppe Degennaro, della Libera Università Mediterranea Jean Monnet, prestigiosa istituzione culturale del Mezzogiorno che presenta al suo interno le Facoltà di Economia e Giurisprudenza. Oltre a queste, vi sono una Scuola di specializzazione per le professioni legali e una Scuola di Management. Emanuele Degennaro ricopre dal 2005 le cariche di Magnifico Rettore, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Legale Rappresentante dell’Università. Parallelamente a queste attività, Degennaro fa parte del Consiglio di Amministrazione di NOMISMA, società di ricerca e consulenza, è Membro del CURC Comitato Universale Regionale di Coordinamento ed è Presidente del CdA di LBSC s.c.a r.l. LUM Business School & Consulting, realtà che opera nel settore consortile di formazione, consulenza e servizi. Nel 2008 ha pubblicato La finanziarizzazione del mercato immobiliare e nel 2009 L’economia delle aziende immobiliari, entrambi editi da Cacucci Editore.