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Mutui: possibili aumenti per i futuri richiedenti se rimanesse alto lo Spread Btp – Bund

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

La situazione economica in Italia sta vivendo un momento particolare; dopo un lungo periodo in cui le Banche hanno giocato al ribasso con i tassi di interesse, con gran beneficio per i consumatori, da pochi giorni alcuni istituti hanno ritoccato al rialzo gli spread applicati ai mutui a tasso fisso con un incremento vicino allo 0,1%. Oltre a questo, l’attualità politica ha fatto tornare sotto i riflettori l’andamento di un altro spread, quello fra Btp e Bund, e sono molti gli italiani che, spaventati dalle possibili conseguenze legate all’aumento dell’indice, temono ripercussioni sulle proprie finanze, non ultimo un aumento delle rate del mutuo. Ma quali sono i legami tra spread Btp-Bund e mutui, quali le possibili conseguenze su mutuatari o aspiranti tali e ancora, i due fenomeni sono connessi fra loro? Ecco l’analisi di Facile.it.

Cosa cambia per chi ha già un mutuo

«Per rispondere alla prima domanda, la connessione fra mutui e spread Btp – Bund, è necessario affrontare l’argomento da due differenti prospettive;» – spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it – «quella di chi il mutuo lo ha già e quella di chi, invece, ha intenzione di chiederlo in futuro.».

«I primi» continua Cresto «possono tirare un sospiro di sollievo. Sia se hanno sottoscritto un finanziamento a tasso fisso – che in quanto tale garantisce una rata costante per tutta la durata del contratto – sia se hanno scelto il tasso variabile perché, in questo caso, a guidare l’andamento e le variazioni degli interessi è l’Euribor; indice non connesso all’andamento dello spread Btp-Bund».

L’Euribor è legato, da un lato ai tassi a cui un panel di banche europee si scambiano denaro tra loro e, dall’altro, al tasso sui depositi stabilito dalla BCE. «Paradossalmente», sottolinea Cresto «visto che l’Euribor è dipendente dalla politica dei tassi applicata dalla BCE, qualora lo scenario di tensione dei mercati dovesse prolungarsi e contagiare altri Paesi europei, la Banca potrebbe addirittura decidere di intervenire ulteriormente sugli indici, se non per ridurli – visto che sono ormai da tempo in negativo – quantomeno per rimandarne l’aumento che, stando alle previsioni, potrebbe arrivare a partire da settembre 2019».

Cosa cambia per chi ha intenzione di chiedere un mutuo 

Lo scenario potrebbe invece cambiare se si prendono in considerazione i mutui che verranno erogati in futuro. Questi effettivamente scontare un aumento dei tassi di interesse, così come spiega Cresto «quello che accadrà ai nuovi mutui dipenderà molto da quanto lo spread Btp-Bund aumenterà e, soprattutto, dal periodo di tempo in cui rimarrà alto. È comunque possibile ipotizzare un aumento dei tassi di interesse per i mutui che verranno erogati in futuro, ma anche in questo caso il rincaro non sarà determinato direttamente dall’andamento dello spread Btp-Bund, né tantomeno dall’aumento di Euribor o Eurirs, quanto piuttosto dalla politica applicata dalle singole banche».

Il costo del mutuo che il cliente deve sostenere, è bene ricordarlo, è determinato da due componenti; il tasso derivante dagli indici europei (Eurirs o Euribor a seconda che si tratti di un tasso fisso o di uno variabile) e lo spread bancario, diverso da quello BTP – Bund, rappresentante una maggiorazione dell’interesse che definisce il guadagno che l’istituto di credito otterrà dal finanziamento.

Sebbene non in modo diretto ed immediato, un legame tra lo spread bancario e quello Btp – Bund esiste.

Negli ultimi anni il mercato italiano dei mutui, grazie anche alla diffusione delle surroghe e ad una più serrata competizione tra gli istituti di credito, è stato caratterizzato da una graduale riduzione, se non in alcuni casi addirittura l’azzeramento, degli spread bancari (e dei guadagni) dei singoli istituti sui finanziamenti erogati ai privati per l’acquisto di un immobile.

Se lo spread BTP – Bund dovesse rimanere alto a lungo, il costo del denaro sarebbe maggiore e questo potrebbe avere delle conseguenze negative sui bilanci delle banche che, per far fronte alla situazione, potrebbero decidere di aumentare il loro margine di guadagno sui mutui e quindi aumentare gli interessi pagati dai futuri mutuatari.

Mutui: erogato in aumento nei grandi centri, ma in provincia si riduce

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Il mercato immobiliare italiano sta vivendo un momento molto particolare; in alcuni comuni i prezzi hanno ripreso salire, in altri sono ancora stabili e in tutti, complici i tassi favorevoli applicati dalle banche, gli italiani cercano di comprare casa. Ma come si differenzia il settore dei mutui fra grandi e piccoli centri? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno analizzato oltre 25.000 richieste di finanziamento e relative erogazioni presentate fra il 1 gennaio 2017 ed il 30 giugno 2018, evidenziando come nei comuni con più di 250.000* abitanti gli importi medi erogati siano aumentati del 7% arrivando, nel primo semestre 2018, a 150.923 euro, ma nei piccoli centri siano diminuiti dell’1,5% (importo medio 116.388 euro).

In provincia si sogna, ma poi ci si scontra con la realtà

L’analisi è partita dalle richieste di finanziamento e ha potuto mettere in luce come, sia in provincia sia in città, nel corso dell’ultimo anno il desiderio di acquistare casa non sia cambiato.

Nel primo semestre del 2017 la richiesta media presentata agli istituti da chi voleva comprare un immobile sito in un comune con meno di 250.000 abitanti era pari a poco più di 120.000 euro, 146.000 nei grandi centri; importi rimasti pressoché identici anche nel primo semestre dell’anno in corso.

Complice la riduzione media dei valori immobiliari, pari a circa 10.000 euro tanto in provincia quanto in città, ad aumentare in entrambi i casi è l’LTV, ovvero la percentuale di valore della casa che si è provato a finanziare tramite il mutuo; nei piccoli comuni è passata dal 65% al 68%; dal 65% al 67% nei grandi.

Da notare, però, come cambi sostanzialmente la proporzione grandi – piccoli centri sul totale mutui quando si passa dalle richieste agli erogati. Nel primo caso, fatto 100 l’insieme delle domande di finanziamento, quelle legate ad immobili che si trovano in piccoli centri rappresentano il 74% del totale, ma quando dalle domande si passa alle erogazioni la percentuale scende notevolmente e si ferma poco sopra al 68%.

Il problema della perizia

«Negli ultimi dieci anni gli immobili hanno perso buona parte del loro valore; soprattutto in alcune province», spiega Ivano Cresto, responsabile BU Mutui di Facile.it. «Una discesa così marcata genera differenza fra le aspettative di chi compra o vende e i reali valori di mercato. In virtù della normativa vigente, inoltre, per le stime peritali le banche si avvalgono di società certificate che devono necessariamente basare le loro valutazioni sui valori indicati dall’Agenzia del Territorio o altre fonti istituzionali. Il risultato è che, a volte, le perizie possono essere molto distanti dall’idea di valore che si erano fatti gli aspiranti mutuatari e ciò si traduce nella concreta possibilità di ottenere cifre inferiori alle aspettative o, per alcuni, addirittura nel non poter far fronte all’acquisto».

I valori degli immobili, però, in molti comuni hanno smesso di scendere e in alcuni stanno addirittura tornando a crescere, sia pur lentamente. Questa è una buona notizia, anche se gli incrementi odierni saranno riscontrabili nelle perizie solo l’anno prossimo in quanto le tabelle in uso oggi fanno riferimento al 2° semestre 2017.

Le parole di Cresto trovano riscontro nelle cifre delle erogazioni. Se per immobili siti in comuni con meno di 250.000 abitanti, a fronte di una richiesta pari a 120.189 euro, nel primo semestre del 2017 le banche hanno erogato mediamente 118.107 euro, nel primo semestre del 2018 la cifra è scesa a 116.388 euro (richiesta media 120.009 euro). Di contro a fronte di una domanda pari a 146.792 euro, nelle grandi città sono stati erogati 140.955 euro nel primo semestre 2017 e 150.923 euro nei primi sei mesi del 2018 (richiesta media pari a 146.540 euro)

* Sono stati considerati come comuni con oltre 250.000 abitanti i seguenti centri: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Genova, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona.

Luce e gas: in Italia prezzi più alti del 15% rispetto alla media dell’Europa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

Tra bollette dell’energia elettrica e del gas, nell’ultimo anno* gli italiani hanno pagato in media quasi 1.600 euro; una spesa importante che spesso incide notevolmente sul bilancio delle famiglie; ma come se la cavano i nostri vicini europei? Decisamente meglio, tanto che, secondo le stime di Facile.it, se in Italia si applicassero le tariffe calcolate come media di quelle europee, il costo complessivo delle bollette di luce e gas si alleggerirebbe del 15%; un risparmio complessivo pari a circa 240 euro l’anno.

Per calcolare questo valore l’ufficio studi di Facile.it ha preso come riferimento i consumi medi di una famiglia-tipo italiana e confrontato, sulla base di questi parametri, le tariffe unitarie dei diversi Paesi dell’UE rilevate da Eurostat e dalla Commissione Europea**. Ecco cosa è emerso.

Energia elettrica

La prima voce di spesa analizzata è quella relativa alla bolletta dell’energia elettrica che in Italia, considerando un consumo medio di circa 2.700 kWh ed un potenza impiegata 3 kW, è pari a 537 euro.

In questo caso, applicando la tariffa ricavata dalla media dei valori europei – che Facile.it ha stimato in un costo lordo per kWh di poco inferiore agli 0,18€ – il peso della bolletta elettrica italiana si alleggerirebbe di circa il 10%, con una riduzione intorno ai 55 euro l’anno.

Il risparmio sarebbe equivalente a quasi 60 euro l’anno, se si applicasse in Italia la tariffa dell’energia elettrica della Francia o addirittura supererebbe i 100 euro se le tariffe italiane fossero uguali a quelle della Grecia.

Di contro, se si applicassero nello Stivale le tariffe spagnole la bolletta annuale aumenterebbe di circa 100 euro; se si usassero quelle della Germania, il conto sarebbe ancor più salato, con un aumento di quasi 300 euro.

A gravare in particolar modo sul peso totale della bolletta elettrica italiana sono le imposte e gli oneri di sistema che oggi incidono in misura prossima al 29% del costo totale (Fonte: Arera). Tra gli Stati europei che fanno meglio ci sono Spagna e Irlanda, dove l’incidenza di tasse e oneri sulla bolletta è pari a circa il 20%, mentre va decisamente peggio in Germania e Portogallo, dove superano il 50% o in Danimarca, dove tali costi arrivano a rappresentare quasi il 68% della bolletta (Fonte: Eurostat).

Gas

Dati ancor meno incoraggianti emergono dall’analisi della bolletta del gas. Considerando nuovamente come parametro di riferimento il consumo medio di una famiglia-tipo italiana (1.400 mc l’anno), il costo sostenuto nello Stivale è pari a circa 1.050 euro; se la tariffa fosse pari a quella ricavata dalla media dei valori europei – che Facile.it ha stimato in un costo lordo per kWh di poco inferiore agli 0,06 € – la bolletta costerebbe intorno al 18% in meno, con un risparmio annuo di circa 185 euro.

Dati alla mano, l’Italia è tra i paesi europei con il costo unitario del gas più alto; se si applicassero le tariffe della Germania, ad esempio, l’alleggerimento della bolletta italiana sarebbe di quasi 150 euro l’anno, mentre con i costi del gas rilevati nel Regno Unito alle famiglie italiane rimarrebbero in tasca quasi 350 euro. Andrebbe decisamente peggio, però, se le tariffe italiane fossero uguali a quelle della Svezia; i costi lieviterebbero di oltre 600 euro in un anno.

Anche per il gas il peso delle tasse e degli oneri di sistema non agevola l’Italia, dove oggi queste voci arrivano ad incidere per circa il 40% sul totale della bolletta (Fonte: Arera). Fra gli Stati dell’Unione presentano valori più alti solo Svezia, Romania, Olanda e Danimarca, dove il peso di tasse e oneri supera ampiamente il 40%. Peso percentuale più contenuto, invece, in Paesi come Germania e Francia (circa 25%) e Spagna (20%) (Fonte: Eurostat).

«Il peso di tasse e oneri di sistema in Italia incide molto sul costo complessivo delle bollette», spiega Silvia Rossi, Responsabile BU Energia di Facile.it. «Ma se è vero che su questi parametri i consumatori possono fare ben poco, è altrettanto vero che hanno modo di risparmiare sul costo della componente energia. Soprattutto alla luce dei possibili aumenti previsti per l’ultimo trimestre del 2018, confrontare le offerte delle diverse compagnie potrebbe davvero fare la differenza per le tasche degli italiani, e consentire loro un risparmio medio stimato in 70 euro annui per il gas e addirittura 130 euro per l’energia elettrica.».

 

*  Fonte Arera per il periodo ottobre 2017 – settembre 2018.

** I dati Eurostat fanno riferimento al primo e al secondo semestre 2017. I dati della Commissione Europea fanno riferimento a stime relative al primo trimestre 2018.

RC auto: nel Lazio prezzi in calo dell’1,43%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Buone notizie sul fronte dell’RC auto nel Lazio; secondo l’Osservatorio realizzato da Facile.it, ad agosto 2018, il premio medio è diminuito dell’1,43% rispetto a 12 mesi prima, stabilizzandosi a 589,80 euro. Il calo, però non è ancora sufficiente a colmare la distanza che separa, in termini di tariffe, la regione dal resto d’Italia; assicurare un’auto nel Lazio costa l’1,22% in più rispetto alla media nazionale.

Il valore (la versione completa dell’osservatorio è disponibile a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-lazio.html) è stato calcolato esaminando oltre 1.270.000 preventivi raccolti nella regione dal comparatore negli ultimi 12 mesi e le quotazioni offerte da un panel di compagnie rappresentanti, in base alla raccolta premi, circa il 54% del mercato RCA italiano*.

Leggendo nel dettaglio i risultati emerge, però, un andamento provinciale piuttosto differenziato; se è vero che i ribassi hanno interessato i residenti di diverse aree della regione, è altrettanto vero che alcuni automobilisti hanno visto, loro malgrado, degli aumenti.

Dove le tariffe sono aumentante….

A guidare la classifica dei rincari è la provincia di Latina dove, ad agosto 2018, il premio medio è salito dell’1,03% stabilizzandosi a 707,94 euro, valore che equivale al 21,49% in più di quanto non costi in media assicurare un’auto in Italia.

Aumento più contenuto per Frosinone, dove il costo dell’RC auto è cresciuto nell’ultimo anno dello 0,65%; in questo caso, però, il premio, pari a 503,76 euro, risulta essere il 13,55% più basso di quello nazionale.

… e dove sono diminuite

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, sono tre le province laziali che hanno visto una riduzione delle tariffe. La più consistente è stata a Viterbo, dove il premio medio è diminuito del 5,68% rispetto ad agosto 2017, stabilizzandosi a 486,98 euro; i costi RC auto pagati dai viterbesi non solo sono i più bassi della regione, ma sono addirittura inferiori del 16,43% rispetto alla media nazionale.

Valori in calo anche nella provincia di Rieti, dove il premio medio, pari a 561,69 euro, è diminuito del 3,17%; e rimane inferiore del 3,61% alle medie nazionali, ed in quella di Roma dove, ad agosto 2018, per assicurare un’auto occorrevano mediamente 590,85 euro, l’1,60% in meno dell’anno prima, ma ancora l’1,4% in più rispetto al valore medio italiano.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda il Lazio, la ricerca è basata su 1.271.828 preventivi effettuati nel Lazio attraverso Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: in Puglia costi in calo dell’1,95% in un anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Buone notizie per gli automobilisti pugliesi o, perlomeno, per la maggior parte di loro. Secondo l’osservatorio di Facile.it (dati completi disponibili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-puglia.html) nel corso degli scorsi dodici mesi il premio medio dell’RC auto in Puglia si è ridotto di quasi 2 punti percentuali arrivando, in media a 656,98 euro (-1,95%). Va comunque detto che, nonostante la riduzione, il premio pagato dagli automobilisti pugliesi è ancora superiore del 12,75% rispetto alla media nazionale.

Il valore è stato calcolato analizzando oltre 229.000 preventivi raccolti dal comparatore negli ultimi 12 mesi e le quotazioni offerte da un panel di compagnie rappresentanti, in base alla raccolta premi, circa il 54% del mercato RCA italiano*.

Leggendo nel dettaglio i risultati emerge però un andamento provinciale piuttosto differenziato; se è vero che i ribassi hanno interessato i residenti di quasi tutte le aree della regione, è altrettanto vero che alcuni hanno dovuto, loro malgrado, accettare degli aumenti.

Dove le tariffe sono aumentante….

A guidare la classifica dei rincari è Foggia dove, ad agosto 2018, il costo medio per assicurare un’auto è stato pari a 945,27 euro, cifra che consente a questa provincia di ottenere in un solo colpo ben tre record negativi; è la più cara di tutta la Puglia, quella in cui i costi sono cresciuti di più nei 12 mesi (+12,79%) e quella con il differenziale maggiore rispetto alla media nazionale (+62,22%).

L’unica altra provincia pugliese che, in base ai dati dell’osservatorio Facile.it, ha subito un rincaro è Lecce. Qui gli automobilisti hanno dovuto mettere a budget mediamente, 537,70 euro; prezzo che, sebbene in aumento del 5,22% rispetto allo scorso anno rimane il più contenuto della Puglia ed equivale al 7,72% in meno di quanto non costi in media assicurare un’auto in Italia.

… e dove sono diminuite

Guardando ora alla parte positiva del quadro pugliese, i premi medi sono risultati in calo in tutte le altre province. Sebbene con 700,96 euro rimanga ancora la seconda per valori assoluti, Taranto ha visto ridursi del 2,13% in un anno i costi per assicurare le auto. Ancora piuttosto alto il differenziale fra il costo delle assicurazioni della provincia e la media nazionale; a Taranto la copertura RC auto costa in media il 20,29% in più.

Valori in calo (-3,44%) anche a Barletta – Andria – Trani dove assicurare un’automobile costa in media 677,34 euro, comunque sempre il 16,24% in più della media nazionale.

È superiore di appena più di un euro rispetto al valore registrato a BAT il premio RC auto medio della provincia di Bari (678,37 euro). Nel corso degli scorsi 12 mesi il valore è diminuito del 7,25%, ma rimane ancora più alto del 16,42% se confrontato con le medie nazionali.

Buone notizie, in fine, per i residenti della provincia di Brindisi che, sempre ad agosto 2018, hanno potuto brindare alla riduzione dei premi medi più alta fra quelle registrate in regione (-13,29%). Con questo calo il costo medio per assicurare un’auto in provincia è passato a 613,82 euro, appena il 5,34% più della media italiana.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda la Puglia, la ricerca è basata su 229.308 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Reggio Emilia

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Quanto costa vivere a Reggio Emilia e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo Facile.it Store nella città di Reggio Emilia (https://www.facile.it/store/reggio-emilia.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto, luce, gas, ADSL e RC moto. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto
I primi costi finiti sotto la lente di Facile.it sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, ad agosto 2018 il premio medio dell’RC auto nella città di Reggio Emilia era pari a 588,61 euro, valore in calo del 2,65% rispetto a 12 mesi fa. Le tariffe si abbassano ma il trend si inverte se si prende in considerazione l’intera provincia di Reggio Emilia; il premio medio, in questo caso, è pari a 542,00 euro, valore in aumento dell’1,40% rispetto ad agosto 2017. Nonostante ciò assicurare un’automobile in provincia di Reggio Emilia costa ancora il 6,99% in meno rispetto alla media italiana.
Sul fronte dell’RC moto*, negli ultimi dodici mesi si è registrato un trend di crescita delle tariffe tanto che, ad agosto 2018, per assicurare una due ruote a Reggio Emilia e provincia servivano, in media, 430,74 euro, il 6,23% in più rispetto ad agosto 2017.
Energia e gas 
Tra le voci di spesa che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelle legate alla luce e al gas. Per quanto riguarda i consumi energetici, prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente in provincia di Reggio Emilia (2.473 kWh), la spesa mensile rilevata nei primi 8 mesi del 2018 è stata pari a circa 41,50 euro; se le tariffe rimarranno stabili fino alla fine dell’anno, il peso totale delle bollette energetiche del 2018 risulterà pari a circa 499 euro, vale a dire il 2,36% in più rispetto al 2017. Guardando il consumo di gas, invece, la bolletta media mensile è stata pari a 80 euro; in questo caso, in assenza di variazioni del prezzo del metano, il costo complessivo annuale risulterà pari a 962 euro, ovvero il 9,70% in più rispetto allo scorso anno.

Telefonia 
Buone notizie arrivano dall’analisi dei costi legati alla telefonia fissa (voce e ADSL). Nei primi 8 mesi del 2018 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie reggiane è stata pari a circa 26,5 euro, per un costo complessivo annuale stimato pari a circa 317 euro. Il valore, grazie ad un abbassamento generale delle tariffe offerte dagli operatori telefonici, risulta in calo dell’11,8% rispetto allo scorso anno.

Mutui casa
Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è quella relativa al mutuo. Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 8 mesi del 2018, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Reggio Emilia hanno chiesto, mediamente, 123.443 euro, importo in linea con la richiesta registrata dodici mesi fa. Ancora in media, chi ha presentato domanda aveva 39 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 66,7% del valore dell’immobile e aveva intenzione di restituire la cifra in 22 anni. Guardando alla tipologia di tasso scelto, emerge che l’81,44% dei richiedenti ha optato per quello fisso mentre solo il 14,85% ha cercato di ottenere il variabile. Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, l’importo medio richiesto sale a 131.053 euro da restituire in 25 anni; l’età media dei richiedenti, invece, scende a 37 anni.

Prestiti personali 
Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso dei primi 8 mesi del 2018, l’importo medio richiesto in provincia è stato pari a 11.421 euro, in aumento dell’11,8% rispetto allo stesso periodo del 2017. Nonostante l’incremento, però, è rimasto sostanzialmente stabile il numero di rate in cui i richiedenti desiderano restituire il prestito, passate da 60 a 63 (pari a poco più di 5 anni). Interessante notare come quasi il 13% delle domande totali presentate in Emilia Romagna provenga da utenti della provincia di Reggio Emilia.

Lo Store di Reggio Emilia
Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Monza, Parma e Genova, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo secondo store in Emilia Romagna, questa volta nel cuore della città di Reggio Emilia (via Emilia Santo Stefano, 9/E) All’interno del nuovo Store, i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.
«Continua il nostro percorso di espansione territoriale in Emilia Romagna e, dopo il successo di Parma, abbiamo scelto di aprire uno Store anche a Reggio Emilia; i cittadini emiliano romagnoli sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».
(*)
Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 53.083 preventivi auto e 8.120 preventivi moto effettuati a Reggio Emilia e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018 i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 700 richieste di mutuo presentate da gennaio ad agosto 2017 e da gennaio ad agosto 2018 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Reggio Emilia.

Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 900 richieste di prestito personale presentate da gennaio ad agosto 2017 e da gennaio ed agosto 2018 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Reggio Emilia.

RC auto: in Toscana costi in aumento dell’1,10% in un anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Brutte notizie per gli automobilisti toscani alle prese con il rinnovo della polizza RC auto. Secondo l’osservatorio di Facile.it (dati completi disponibili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-toscana.html) nel corso degli scorsi dodici mesi il premio medio dell’RC auto in Toscana è aumentato dell’1,10% arrivando, in media a 664,27 euro. Vale a dire il 14% in più rispetto alla media nazionale.

Il valore è stato calcolato analizzando oltre 469.000 preventivi raccolti dal comparatore negli ultimi 12 mesi e le quotazioni offerte da un panel di compagnie rappresentanti, in base alla raccolta premi, circa il 54% del mercato RCA italiano*.

Leggendo nel dettaglio i risultati emerge però un andamento provinciale piuttosto differenziato; con oscillazioni molto ampie sia negli aumenti che nei differenziali con le medie italiane.

Dove le tariffe sono aumentante….

Fra le province toscane monitorate dall’Osservatorio, a guidare la classifica dei rincari è Massa Carrara dove, ad agosto 2018, il costo medio per assicurare un’auto è stato pari a 751,34 euro, cifra che corrisponde ad un aumento del 6,74% rispetto allo scorso anno e fa conquistare alla provincia il secondo posto della classifica delle polizze più onerose della regione e porta il differenziale fra il premio medio pagato a Massa Carrara e quello italiano a +28,94%.

Continuando a scorrere l’elenco dei rincari si scopre che anche a Firenze i costi RC sono aumentati molto. Qui gli automobilisti hanno dovuto mettere a budget mediamente, 672,86 euro (+6,72%), il 15,47% in più di quanto non sia stato, in media, nel resto della Penisola.

Terza nella classifica dei rincari, ma ampiamente prima in regione sia in termini di costi assoluti che di differenziale con il resto della nazione è Prato dove, sempre in media, assicurare un’auto costa quasi 1.000 euro (997,37€) prezzo che equivale ad un aumento del 3,92% rispetto al 2017 e al 71,16% in più di quanto non costi in media assicurare un’auto in Italia.

Ultima delle province toscane in cui si sono registrati aumenti è Grosseto dove, ad agosto scorso, chi ha rinnovato l’RC auto ha pagato in media 482,85 euro, il 3,04% in più rispetto a dodici mesi prima, ma comunque il 17,14% in meno se confrontato col valore nazionale. Grosseto è anche risultata la provincia toscana in cui è più economico assicurare un’automobile.

… e dove sono diminuite

Chi può senza dubbio festeggiare sono gli automobilisti aretini. Per assicurare un’auto immatricolata nella provincia di Arezzo si pagano oggi, in media, 497 euro, vale a dire non solo il 14,71% in meno del valore nazionale, ma anche l’8% in meno rispetto allo scorso anno.

Buone notizie anche per chi guida un’auto immatricolata a Siena (486,92 euro il premio medio, -3,81% la variazione sul 2017 e -16,44% il differenziale con il dato italiano).

Per le rimanenti tre province toscane, invece, il quadro è in chiaroscuro visto che i valori registrati ad agosto risultano sì in calo se confrontati con quelli del 2017, ma comunque ben più alti delle medie nazionali. Ecco quindi che i 706,97 euro che si pagano a Pistoiarappresentano una riduzione annua dell’1,89%, ma un valore superiore del 21,32% al dato italiano; i 656,16 euro di Lucca un calo del 2,70% nei dodici mesi, ma comunque il 12,6% in più del valore nazionale; i 644,40 euro necessari per assicurare un’automobile in provincia di Pisa sono inferiori del 3,22% all’importo del premio medio provinciale di agosto 2017, ma superiori del 10,59% rispetto alla media italiana e, in ultimo, il premio registrato a Livorno (607,46 euro) è sceso del 3,42% nell’anno, ma è ancora più alto (del 4,25%) se confrontato con il valore nazionale.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda la Toscana, la ricerca è basata su 469.751 preventivi effettuati in Toscana su Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: in Sardegna costi in aumento del 2,52% in un anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Notizie in chiaroscuro per gli automobilisti sardi alle prese con il rinnovo della polizza RC auto. Secondo l’osservatorio di Facile.it (dati completi disponibili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-sardegna.html) nel corso degli ultimi dodici mesi il premio medio dell’RC auto in Sardegna è aumentato di circa 2,5 punti percentuali arrivando, in media a 502,99 euro (+2,52%). Va comunque detto che, nonostante l’aumento, il premio pagato dagli automobilisti dell’Isola è ancora inferiore del 13,68% rispetto alla media nazionale.

Il valore è stato calcolato analizzando poco meno di 213.000 preventivi raccolti dal comparatore negli ultimi 12 mesi e le quotazioni offerte da un panel di compagnie rappresentanti, in base alla raccolta premi, circa il 54% del mercato RCA italiano*.

Leggendo nel dettaglio i risultati emerge però un andamento provinciale piuttosto differenziato; con oscillazioni molto ampie sia negli aumenti che nei differenziali con le medie italiane.

Dove le tariffe sono aumentante….

Fra le quattro province sarde monitorate dall’Osservatorio, a guidare la classifica dei rincari è Nuoro dove, ad agosto 2018, il costo medio per assicurare un’auto è stato pari a 490,19 euro, cifra che corrisponde ad un aumento del 3,55% rispetto allo scorso anno e fa conquistare alla provincia il secondo posto della classifica delle polizze più onerose dell’Isola, pur mantenendo il differenziale fra il premio medio pagato a Nuoro e quello italiano a -15,88%.

Continuando a scorrere l’elenco dei rincari si scopre che anche ad Oristano i costi RC sono aumentati. Qui gli automobilisti hanno dovuto mettere a budget mediamente, 385,70 euro; prezzo che, sebbene in aumento del 3,10% rispetto allo scorso anno rimane il più contenuto della Sardegna ed equivale al 33,81% in meno di quanto non costi in media assicurare un’auto in Italia.

Anche Cagliari, che con una media di 522,23 euro si conferma la provincia isolana in cui assicurare un’auto è più costoso, chiude l’estate con un aumento dei prezzi annuale dello 0,96%, ma con un differenziale ancora ampiamente a vantaggio degli automobilisti cagliaritani (-10,38% rispetto al premio medio nazionale).

… e dove sono diminuite

Gli unici che possono festeggiare, senza alcun dubbio, sono gli automobilisti sassaresi. Chi guida un’auto immatricolata nella provincia di Sassari paga oggi, in media, 490 euro, vale a dire non solo il 15,91% in meno del valore nazionale, ma anche il 3,07% in meno di quanto non facesse lo scorso anno. E questa, è bene evidenziarlo, è l’unica riduzione registrata fra le province dell’Isola.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda la Sardegna, la ricerca è basata su 212.932 preventivi effettuati in Sardegna su Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: in Campania prezzi in aumento del 4,68%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Negli ultimi dodici mesi i prezzi dell’RC auto sono aumentati in Campania e, secondo Facile.it, ad agosto 2018 per assicurare un’auto nella regione servivano, in media, 1.036,20 euro, vale a dire il 4,68% in più di rispetto ad un anno fa.

Il dato, di per sé poco incoraggiante, diventa ancor più importante se si considera che, nello stesso periodo, il premio medio RC auto a livello nazionale è aumentato dello 0,9%. Si accentua così ulteriormente il gap tra i costi che devono affrontare gli automobilisti campani e quelli delle altre regioni; assicurare un’auto in Campania significa spendere quasi il 78% in più rispetto alla media del Paese.

Magra consolazione per gli automobilisti campani, si legge nell’Osservatorio di Facile.it realizzato su un campione di oltre 495.000 preventivi effettuati da agosto 2017 ad agosto 2018 e i cui risultati per la Campania sono disponibili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-campania.html, è che almeno negli ultimi sei mesi le tariffe hanno ripreso a scendere con un calo dell’1,81% rispetto a febbraio 2018.

Analizzando i dati su base provinciale emerge un quadro variegato e l’immagine di una regione a “due velocità”. Da un lato le province di Caserta e Napoli che non solo mantengono le tariffe RC auto più alte d’Italia, ma nel corso degli ultimi 12 mesi sono le uniche in regione ad aver registrato aumenti; rispettivamente +10,68% e +5,09%. Dall’altro le restanti province campane, dove, invece, i premi medi RC auto sono diminuiti; guida Benevento, con un calo delle tariffe pari all’11,53%, seguita da Avellino, che ha raggiunto un buonissimo -6,01% e Salerno, che ha visto una diminuzione dello 0,91%.

Analizzando i dati in termini di costi assoluti, Caserta si conferma la maglia nera della Penisola, con un premio medio che, ad agosto 2018, era pari a 1.179,20 euro, vale a dire più del doppio rispetto alla media italiana, mentre a Napoli, seconda città più costosa del Paese in termini assicurativi, ad agosto, per assicurare un’auto servivano, in media, 1.093,54 euro, ovvero l’88% in più rispetto a quanto pagato mediamente a livello nazionale.

Costi relativamente più contenuti nelle province di Salerno, dove ad agosto l’RC auto media era pari a 785,95 euro, il 35% in più rispetto a alla media italiana e di Avellino, dove il premio medio, pari a 761,38 euro, era circa il 30% più alto del valore nazionale.

Vera e propria mosca bianca, invece, è Benevento; la provincia, con un premio medio pari a 621,69 euro, vale a dire “solo” il 6,7% in più rispetto al valore nazionale, ad agosto risultava essere l’area della Campania con le tariffe più basse.

L’Osservatorio di Facile.it ha voluto poi approfondire le scelte dei campani in tema di garanzie accessorie. Il primo dato interessante è quello relativo all’assistenza stradale, copertura che, nella regione, viene inserita addirittura nell’85% dei preventivi mentre a livello nazionale sono solo 4 su 10 gli automobili che manifestano questa preferenza.

Altra peculiarità campana è quella relativa alla garanzia furto incendio che, se a livello nazionale è inserita nel 12,05% dei preventivi, nella regione viene richiesta solo dal 2,26% degli automobilisti; un valore estremamente basso su cui gravano, senza dubbio, i costi spesso esorbitanti necessari per acquistare tale copertura.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda la Campania, la ricerca è basata su 495.868 preventivi effettuati in Campania su Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: in Calabria prezzi in calo del 2,17%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Buone notizie sul fronte dell’RC auto in Calabria; secondo l’Osservatorio realizzato da Facile.it, ad agosto 2018, il premio medio è diminuito del 2,17% rispetto a 12 mesi prima, stabilizzandosi a 674,37 euro. Un segnale positivo che però non è ancora sufficiente a colmare la distanza che separa, in termini di tariffe, la regione dal resto d’Italia; assicurare un’auto in Calabria costa il 15,73% in più rispetto alla media nazionale.

Il valore (la versione completa dell’osservatorio è disponibile a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-calabria.html) è stato calcolato esaminando oltre 144.000 preventivi raccolti nella regione dal comparatore negli ultimi 12 mesi e le quotazioni offerte da un panel di compagnie rappresentanti, in base alla raccolta premi, circa il 54% del mercato RCA italiano*.

Leggendo nel dettaglio i risultati emerge, però, un andamento provinciale piuttosto differenziato; se è vero che i ribassi hanno interessato i residenti di diverse aree della regione, è altrettanto vero che alcuni automobilisti hanno visto, loro malgrado, degli aumenti.

Dove le tariffe sono aumentante….

A guidare la classifica dei rincari è la provincia di Catanzaro dove, ad agosto 2018, il premio medio è salito del 4,98% stabilizzandosi a 640,58 euro, valore che equivale al 9,9% in più di quanto non costi in media assicurare un’auto in Italia.

Aumento più contenuto per Vibo Valentia, dove il costo dell’RC auto è cresciuto nell’ultimo anno del 3,12%; in questo caso, però, il premio, pari a 728,75 euro, risulta essere il 25,10% più alto di quello nazionale.

Chiude la classifica dei rincari Crotone, che si conferma essere la provincia più costosa della Calabria; ad agosto 2018, per assicurare un’auto si spendeva, in media, 773,27 euro (+2,07% rispetto a 12 mesi prima), vale a dire un terzo in più della media italiana (+32,70%).

… e dove sono diminuite

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, sono due le province calabresi che hanno visto una riduzione delle tariffe. La più consistente è stata a Cosenza, dove il premio medio è diminuito dell’8,31% rispetto ad agosto 2017, stabilizzandosi a 552,79 euro; i costi RC auto pagati dai cosentini non solo sono i più bassi della regione, ma sono addirittura inferiore del 5,10% rispetto alla media nazionale.

Valori in calo anche nella provincia di Reggio Calabria, dove il premio medio, pari a 724,74 euro, è diminuito del 3,80%; una buona notizia per gli automobilisti reggini, anche se, nonostante la riduzione, il costo dell’RC risulta ancora più alto del 24,40% rispetto alla media nazionale.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 6.825.645 preventivi effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018. Per quanto riguarda la Calabria, la ricerca è basata su 144.063 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it nel medesimo periodo.

Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate