Alle origini dell’evoluzionismo

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Cultura, Opinioni / Editoriale

Tutti abbiamo sentito parlare, nel corso della nostra vita, di evoluzionismo. Si tratta infatti, senza dubbio, di una teoria che chiama in causa ognuno di noi in quanto essere umano, per il suo essere uomo (o donna) e in rapporto con la natura e con il mondo che ci circonda. Quella evoluzionista ci può sembrare una teoria ormai totalmente assodata, ma anche riguardo questa questione c’è in atto un dibattito che non si è mai sopito.

La teoria evoluzionista

Se diciamo evoluzionismo pensiamo subito a Charles Darwin. Con L’origine delle specie, il biologo e naturalista britannico nel 1859 gettava le basi della ricerca scientifica riguardante appunto l’origine delle specie: specie animali (uomo compreso) e vegetali. Secondo Darwin il fattore chiave dell’evoluzione è da ricercare nella selezione naturale.

Questo principio spiega come e perché le specie si diversificano e assumono determinati tratti in luogo di altri. Alla base dell’evoluzione vi è un antenato comune, ed è per questo che i membri appartenenti ad uno stesso gruppo si assomigliano tra di loro. La riproduzione è alla base della vita di ogni organismo vivente; ma questo in breve tende a creare una sovrappopolazione che può rendere problematico vivere con le risorse che sono in quel momento disponibili. Non tutti gli individui sono uguali, ognuno ha le proprie caratteristiche. Ed ecco che, nella lotta per la sopravvivenza che inevitabilmente si innesca, a vincere sono gli individui con le caratteristiche vincenti in quel determinato ambiente, che così si tramandano.

La comunità scientifica approva questa teoria, che si scontra con quella creazionista propugnata invece dalle autorità religiose più radicali, soprattutto negli Stati Uniti, secondo cui l’evoluzione è incompatibile con la verità del mondo creato da Dio. Esistono anche nella comunità religiosa posizioni più morbide che ritengono possibile far convivere evoluzionismo e fede. La teoria del disegno intelligente, ad esempio, si può porre come una via di mezzo tra le due posizioni in antitesi.

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