AGENZIA PROMOTER: VITTORIO SGARBI INSIEME ALL’AGENTE SALVO NUGNES IN VISITA ALLO STORICO LABORATORIO DI RESTAURO DEL MODENESE CARLO BARBIERI

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Comunicati Stampa, Cultura

Una visita a sorpresa assai gradita quella che di recente il noto critico Vittorio Sgarbi, insieme all’agente Salvo Nugnes, ha riservato al modenese Carlo Barbieri nello storico laboratorio di restauro, sito nel cuore della città emiliana. È stata l’occasione per ritrovare un amico di vecchia data con il quale il professore ha creato tante positive sinergie collaborative, frequentando spesso il laboratorio in cui da ben cinquant’anni Barbieri svolge con enorme dedizione e inesauribile passione la sua attività, che lo ha portato ad ottenere incarichi prestigiosi a livello nazionale e internazionale.

Barbieri entusiasta dice “Davvero non mi aspettavo di rivedere Vittorio, è arrivato di sorpresa e mi ha fatto emozionare. Per me è sempre un onore e un piacere condividere con lui momenti importanti e ricordi significativi. Spero, che mi riserverà presto altre occasioni per ospitarlo insieme al suo agente Salvo Nugnes nel mio laboratorio, che per me è un luogo unico e speciale nel quale mi diletto anche come artista e pittore“.

Il percorso stilistico di Barbieri nel mondo dell’arte è estremamente originale. Da autodidatta puro realizza quadri in cui si delineano figure e rappresentazioni stilizzate, apparentemente prive di contorni, ma captabili e delineabili sulla tela attraverso l’attento e acuto occhio dell’osservatore, che potrà attribuire spazio, dimensione e significato simbolico in base al pathos e al moto dell’anima del momento. Si evince un’influenza di astrattismo rivisitato in chiave innovativa e in nome della massima libertà d’interpretazione. È ravvisabile un interessante parallelismo con il grande maestro del “décollage” Mimmo Rotella, che ha utilizzato la tecnica peculiare degli strappi su poster e riviste all’interno delle sue opere. L’originale estro creativo di Barbieri si manifesta nell’uso di svariati materiali tra cui giornali, sabbia, calce, collanti acrilici, particolari pigmentazioni colorate. Barbieri spiega “Questi materiali ed elementi vengono trasferiti dalla lavorazione del restauro alla composizione dei quadri, che sono caratterizzati dall’intensa corposità e densità della materia“.

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