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IDP lancia la 45 edizione del MasterClass in Finanziamenti europei ed Europrogettazione dal 16 al 19 maggio 2017 a Bruxelles.

Scritto da IDPbruxelles il . Pubblicato in Aziende, Economia

IDP European Consultants in collaborazione con l`ICE lancia il 45esimo MasterClass in Finanziamenti europei ed Europrogettazione dal 16 al 19 maggio 2017 a Bruxelles.

Il Master Class, organizzato in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia per la Promozione all`Estero e lnternazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE), trasferisce nozioni e pratica sulla metodologia di progettazione basata su oltre venti anni di esperienza, con un approccio pratico e diretto.

I partecipanti avranno l’occasione di approfondire i principi di funzionamento dei programmi ed appalti europei e le numerose possibilita` di accesso al credito per sviluppare una proposta di successo.

Il Master Class prevede un workshop di progettazione durante il quale i partecipanti sono guidati nello sviluppo di una proposta progettuale. Il training è completato da materiale didattico aggiornato, guide ai finanziamenti europei e un servizio di assistenza on-line nelle settimane successive al corso.

La data di scadenza per le iscrizioni e` il 2 maggio, sono previste delle riduzioni notevoli per chi effettua la registrazione entro il 10 marzo ed una riduzione del 10% per chi effettua la registrazione entro il 20 aprile.

IDP European Consultants è una società italiana presente a Bruxelles dal 1991, esperta in progettazione europei, finanziamenti europei e nella gestione di progetti finanziati dai vari programmi europei quali Horizon 2020, Life, Erasmus Plus, COSME.

Per maggiori dettagli sul Master Class, sugli eventi, gli altri progetti e tutti i servizi offerti, contattaci:

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Visita il nostro sito: www.idpeuropa.com

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RC auto: in Emilia Romagna prezzi in aumento del 2,5%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Buone notizie per gli automobilisti dell’Emilia Romagna; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,90%) i prezzi dell’RC auto in Emilia Romagna continuano a rimanere inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 6,30% col premio RC auto pagato in Italia e un costo, sempre medio, della copertura RC a febbraio 2017, pari a 495,79 euro.

Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in Emilia Romagna:https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-emilia-romagna.html), l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari al 2,59%.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiorisiano state Ferrara con un aumento percentuale dei prezzi del 3,77% e Modena dove gli automobilisti hanno subito un aumento del 2,14% delle tariffe RC auto. Aumento corrispondente al 2% anche nella provincia di Reggio Emilia.

In assoluta controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Forlì-Cesena e di Parma,; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Forlì-Cesena la riduzione dei prezzi è considerevole e corrisponde al 4,75%; a Parma la riduzione su base annuale è pari allo 0,93% anche se sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 4,91%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Rimini, con i suoi 560,93 euro è la provincia in cui assicurare un‘auto costa di più; al secondo posto si piazza Bologna, con un premio medio pari a 525,92 euro. Terzo posto in classifica per Ravenna, con 500,18 euro. In fondo alla classifica, con 440,15 euro troviamo Ferrara nonostante il più alto aumento regionale negli ultimi 12 mesi.

Con un’età media pari a 8,90 anni, i veicoli circolanti in Emilia-Romagna risultano più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti emiliano-romagnoli; la inseriscono nel preventivo il 35,15% degli assicurati; seconda la copertura contro gli infortuni al conducente (21,78%), che precede di poco la tutela legale (21,05%).

abbina pareti e pavimenti con i complementi d’arredo

Scritto da elena patrizia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Lifestyle

Scegliere la giusta decorazione per i muri rispettando i colori dei pavimenti non è facile  e ci sono soluzioni che non consentono cambiamenti a breve termine perchè poco flessibili o troppo costosi. Esistono però alcune regolette per scegliere l’abbinamento più gradevole e rendere tutto l’ambiente più omogeneo e curato possibile.

Tradizione rivisitata: Un soluzione per chi ama la moquette ma è in cerca di un’idea originale per rinnovarne lo spirito. Innanzitutto consigliamo di sceglierla in colori decisamente vivaci come il pesca o il giallo oro, il rosso mattone o il giallo ocra, da abbianare a pareti di legno e quadri sul genere classico che presentano ovviamente svariate tonalità di colore. Paesaggi e vedute sono certamente la via più semplice per evitare elementari errori di accostamento.

Calde atmosfere: per ambienti abbastanza luminosi con un pavimento mediamente scuro tipo noce scuro, merbau, iroko o wengè si può pensare di ravvivarne le pareti con colori non troppo eccessivi, ma presenti come l’oro, il panna, il rosa antico, Perfetto in questo stile ad esempio lo stile provenzale con fiori e  balconate dagli sfondi a contrasto, intense tonalità raggruppate per dare una definizione più intensa ed incisiva all’insieme.

Mix di stili: nel caso in cui la stanza presenti un parquet chiaro tipo rovere, acero o betulla o gress porcellanato in tonalità molto chiare è possibile abbinare fantasie varie anche in colori accesi  come rosso o giallo. In questo caso lo stile astratto ci darà un grosso aiuto data la molteplicità delle scelte che si trovano in commercio. Il fondo del quadro sarà certamente candido in modo da contrastare con la parete stessa, senza però appesantire data la stesura del colore particolarmente presente.

Il mercato degli affitti riprende vivacità: crescono domanda (+2,1%) e offerta (+1,3%). Prezzi in aumento dell’1,2% in un anno

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia, Mercati

Se il 2016 si è concluso come un anno positivo per le compravendite, lasciando intravedere segnali di ripresa, il mercato degli affitti gode di buona salute e si conferma più vivace. Secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), l’offerta di immobili in locazione è aumentata dell’1,3% e la domanda ha fatto meglio, crescendo del 2,1%. L’incremento più consistente delle richieste ha portato i prezzi a proseguire sulla strada della crescita, segnando un +1,2% – confrontando febbraio 2017 con lo stesso mese del 2016.

«Questi numeri mostrano come l’affitto, in Italia, stia sempre più diventando una forma abitativa concorrenziale rispetto all’acquisto di un immobile – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it Per comprare la prima casa è ormai consolidata l’abitudine di attendere che si costituisca un nucleo familiare e, fino ad allora, si preferisce la locazione. Sul fronte dell’offerta, oggi i proprietari hanno sempre più strumenti per tutelarsi, dalla fidejussione fino alle polizze contro la morosità: così chi non era pronto a vendere e preferiva tenere sfitto il suo immobile, ora è portato a rimetterlo sul mercato».

Le metropoli, insieme alle città in cui tradizionalmente il mercato degli affitti è sempre stato più vivace per la presenza di studenti universitari, stanno trainando l’intero settore. Guardando, ad esempio, alle dieci città italiane più care, l’offerta di immobili in locazione sta aumentando in tutte, con un picco del +3,1% a Bologna, seguita da Bolzano (+2,8%) e Como (+2,6%), località che attraggono anche un’utenza straniera. Per la domanda, invece, Milano batte tutti, con un incremento annuale del 3,1%; al secondo e al terzo posto Bologna (+2,7%) e Roma (+2,6%).

Il trend dei prezzi

Rispetto a febbraio 2016 i canoni di locazione, secondo le rilevazioni di Immobiliare.it, hanno registrato un incremento dell’1,2%, seppur più contenuto rispetto allo scorso anno (+1,7%). L’andamento dei prezzi non è uniforme in tutta l’Italia: se in alcune regioni è più visibile un trend di stabilità, in altre si rilevano oscillazioni più forti. In Sicilia i canoni richiesti risultano in aumento del 3% rispetto allo scorso anno; segnano incrementi importanti anche le Marche (+2,8%), la Sardegna e il Veneto (+2,3%). Al contrario, le contrazioni maggiori si evidenziano in Molise (-4,6%) e in Puglia (-3,9%). Umbria e Valle d’Aosta registrano valori prossimi allo zero, segno di un mercato vicino alla stabilità.

La spesa mensile per affittare in Italia un bilocale da 65 metri quadrati, nel mese di febbraio 2017, è stata pari mediamente a 570 euro. Nella classifica delle regioni il Lazio, trascinato dal peso della Capitale, si riconferma quella più cara: per prendere in locazione un bilocale tipo, qui si spendono in media 740 euro. A seguire troviamo la Lombardia, in cui i prezzi sono aumentati dell’1,7% in un anno, portando il canone medio per un bilocale a 720 euro. Terza la Toscana, con costi medi pari a 680 euro. Ultima in classifica il Molise, dove il costo medio di un bilocale è sceso a 330 euro al mese; segue la Calabria con 380 euro.

Guardando alla classifica delle dieci città più care, i nomi sono rimasti invariati, rispetto allo scorso anno, e qualche cambiamento si è rilevato solo nelle diverse posizioni occupate nella top ten. Regina del podio, così come per i prezzi degli immobili in vendita, è Firenze: qui si arrivano a spendere 600 euro per un monolocale e fino a 1.120 euro per un trilocale. Segue a breve distanza Venezia, dove un’offerta più ridotta e la domanda in aumento portano i prezzi verso l’alto, con una spesa media per un bilocale pari a 590 euro per arrivare a 1.110 per un trilocale. A Milano si arrivano a spendere 540 euro al mese per un monolocale e fino a 1.010 euro per un trilocale. Roma occupa il quarto posto: nella Capitale si chiedono mediamente 520 euro per un monolocale e si spendono fino a 1.100 euro per un trilocale.

Nella classifica delle prime dieci città più care si piazza, a seguire, Bolzano, dove i canoni di locazione si mantengono più alti di città ben più grandi. Como passa da ultima della top ten a sesta, quasi a pari merito con Bologna, dove però i canoni sono di poco più bassi. Chiudono la classifica Napoli, Siena e Pisa.

Fini: la storia di Modena in ogni assaggio

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Un evento al Mercato Albinelli per presentare il progetto “Noi di Modena” di Fini, realizzato grazie alla partecipazione diretta dei modenesi, per raccontare il legame del marchio con la città.

Sabato 1° aprile il Mercato Albinelli, dalle ore 17 alle 19, ospiterà la presentazione del nuovo progetto di comunicazione di Fini, noto marchio di pasta fresca ripiena nato a Modena nel 1912. “Noi di Modena”: questo il nome scelto per la campagna di comunicazione e la raccolta di foto e video realizzati nel celebre mercato coperto, nelle strade e nelle piazze cittadine dando voce direttamente alle persone che vivono a Modena. Protagonista indiscussa della campagna è proprio la “modenesità”: modi di dire, abitudini, gesti tipici e tradizioni a tavola che i cittadini hanno scelto di condividere durante le interviste. Fini ha deciso di raccontare le vere storie dei modenesi di oggi, ricche della convivialità e della genuinità che da sempre rappresentano questa città, e così facendo racconta anche l’identità del marchio che è nato a Modena nel 1912.

Da alcuni mesi, infatti, l’Azienda ha rinnovato il logo, dando massimo risalto al legame con la tradizione e il territorio e riportando in modo chiaro “Modena 1912”, a testimonianza del rapporto che esiste da sempre fra il marchio Fini e la sua generosa terra d’origine. Anche il nuovo payoff che lo accompagna richiama fortemente i valori dell’Azienda: “Una storia da assaporare”, proprio come quelle raccontate dai modenesi intervistati, lunga più di 100 anni e caratterizzata dalla capacità di custodire la ricca tradizione emiliana, dandole nuove forme e nuovi colori, in linea con le abitudini e le tendenze gastronomiche di oggi. Una storia che ancora oggi continua sul territorio modenese, infatti, grazie ad un investimento di 6,5 milioni di euro, dal 2015 la produzione di pasta fresca Fini avviene nel nuovo stabilimento di Ravarino, di fianco alla storica sede di Le Conserve della Nonna, altro marchio del Gruppo Fini. Con una superficie operativa di 20mila mq, tecnologie d’avanguardia e certificazioni internazionali, lo stabilimento copre quasi l’intera esigenza produttiva del Gruppo Fini e offre lavoro a oltre 100 persone.

Tutte le attività del Gruppo seguono la mission aziendale espressa nelle tre parole “Non Solo Buono”: quando si parla di cibo, buono non è più abbastanza. “Non Solo Buono” infatti significa dare importanza alla scelta delle materie prime di qualità, alla sapiente ricerca di innovazione ma nel rispetto della tradizione, nella capacità di riconoscere e anticipare le necessità dei consumatori.

La campagna di comunicazione “Noi di Modena” sarà online durante tutto l’anno sui canali digitali del brand, con al centro Modena, i volti dei suoi abitanti e le loro #storiedaassaporare.

FINI SpA Sede sociale: Via Confine, 1583 41017 Ravarino (MO); Amministrazione: Via Albareto, 211 41122 Modena info@nonsolobuono.it – www.nonsolobuono.it
Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200 – Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Tergicristalli, tutto quello che bisogna sapere

Scritto da LauraMusig il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Se pensate a quando è stata l’ultima volta che avete cambiato i tergicristalli della vostra auto e la vostra memoria fa fatica a individuare il momento in cui ciò è avvenuto, vuol dire che è passato troppo tempo. Come ci spiega la carrozzeria di Udine Autronica vi siete comportati, dunque, come automobilisti saggi e attenti alla sicurezza, visto che in teoria sarebbe opportuno procedere alla sostituzione di questi componenti una volta all’anno. Tale accorgimento deve essere messo in pratica sia che i tergicristalli siano stati utilizzati molto, sia che i tergicristalli siano stati utilizzati poco: non si deve pensare, infatti, che un loro impiego sporadico (per esempio, perché si vive in un posto in cui piove di rado, o semplicemente perché si è soliti prendere la macchina solo quando c’è bel tempo) permetta di mantenerli più a lungo.

Le lame di gomma, in particolare, si deteriorano nel tempo anche per colpa dei raggi ultravioletti del sole, e così finiscono per non garantire una buona visibilità attraverso il parabrezza. Una pulizia costante e regolare è di certo un buon modo per fare sì che i tergicristalli svolgano sempre il proprio dovere nel migliore dei modi, e per altro può essere portata a termine senza alcuna difficoltà: è sufficiente adoperare un panno bagnato con un po’ di detergente sgrassante da passare nel senso della lunghezza sui due lati della gomma.

Per essere certi che i tergicristalli siano sempre efficaci e che il parabrezza sia sempre pulito alla perfezione, inoltre, è indispensabile ricordarsi di riempire spesso il serbatoio che ospita il liquido lavavetri, la cui azione sgrassante è fondamentale. L’acqua da sola, infatti, non sempre permette di eliminare lo sporco più ostinato e più resistente. Ma non è tutto: il liquido lavavetri fa anche in modo che la pulizia sia più efficace e che le spazzole scorrano in modo più agevole sulla superficie del vetro in ogni condizione.

Data breach – le aziende hanno perso il contatto con la realtà?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

I numerosi partecipanti ad una recente indagine si sono detti sereni in merito alla strategia di cybersecurity adottata nella propria azienda. però alla luce dei recenti casi di violazione dei dati, questa fiducia pare malriposta. Ma alla fine del tunnel si intravede una luce: governi e aziende tributano alla sicurezza informatica una crescente attenzione e all’interno delle grandi aziende la consapevolezza delle minacce è aumentata considerevolmente, ma purtroppo non in modo uniforme.

Nel quadro dello studio intitolato Building Confidence – The Cybersecurity Conundrum , Accenture ha condotto un sondaggio con 2000 responsabili di cybersecurity in merito alla rispettiva percezione del livello di sicurezza complessivo della propria azienda. Il numero di intervistati che afferma di avere molta fiducia nelle strategie adottate è impressionante. La maggior parte delle aziende coinvolte nell’indagine conferma altresì di essere riuscita a modificare la cultura aziendale integrandovi con successo una maggior attenzione verso la sicurezza con il sostegno del rispettivo top management.

Giulio Vada, Country Manager, G DATA Italia

Compliance vs. Sicurezza

Premesse più che rosee, se non fosse per l’allarmante aumento del numero di casi di data breach. Questa dicotomia tra la sensazione di sicurezza percepita e la reale capacità di un’azienda di affrontare le minacce è probabilmente dovuta a un impiego errato degli strumenti di governance della sicurezza e a una errata allocazione del relativo budget. Nel momento cruciale le organizzazioni paiono porsi e rispondere alle domande sbagliate. Tra queste i quesiti più pressanti sono “qual è la posta in gioco” e “in cosa dobbiamo investire”, ma entrambe le domande necessitano di una risposta che contempli la messa in sicurezza dei propri asset. La conseguenza di tutto ciò è che le aziende hanno serie difficoltà nel bloccare attività fraudolente e a prevenire attivamente la violazione dei propri dati. Secondo lo studio, circa un terzo dei tentativi mirati a rendere inefficaci le misure di sicurezza adottate per garantirsi accesso indebito ai dati ha successo. I problemi più comuni fanno capo alla modalità di investimento delle aziende e all’approccio alla sicurezza che ne deriva: a volte l’impellente necessità di essere conformi alle normative va in conflitto con una mitigazione efficace dei rischi informatici che potrebbero avere conseguenze ben più negative per l’azienda. La compliance richiede grandi sforzi economici e organizzativi, ma non protegge l’azienda.

Strategie efficaci

Quindi cosa può fare un’organizzazione quando si confronta con questi temi? Abbiamo già sottolineato che l’approccio a “cerotto” adottato dai più nei confronti della sicurezza informatica è una piaga. Una valutazione approfondita dei rischi è l’unico modo per affrontare il problema, al contrario di strategie atte a risolvere singole criticità e in quanto tali prive di una visione d’insieme. Sorprendentemente la maggior parte delle aziende non conosce neanche il reale valore degli asset da proteggere. Una moderna cultura della gestione del rischio permetterebbe ai team deputati alla sicurezza di identificare i rischi e condurre una semplice analisi costi/benefici per valutare l’utilità di qualsiasi investimento in una specifica misura di sicurezza.

Ciò che dà da pensare è la grave carenza di iniziative di formazione. L’acquisizione di competenze sulla sicurezza è essenziale e dovrebbe essere una delle aree in cui investire molto al fine di incrementare il livello di consapevolezza dei singoli impiegati. Gli stessi impiegati andrebbero visti come “consumatori” della sicurezza. Un impiegato ben preparato può fornire supporto ai team di sicurezza e contribuisce ad incrementare la fiducia nelle misure adottate dall’organizzazione. Peraltro, se gli impiegati sono sufficientemente informati e consci degli indicatori, possono aiutare ad identificare e prevenire incidenti di sicurezza. Il coinvolgimento attivo degli impiegati nella sicurezza potenzierà senza dubbio il livello di protezione complessivo dell’organizzazione.

Quindi, per finire, un incremento della fiducia nella sicurezza va benissimo, fintanto che l’azienda è davvero pronta a rispondere alle minacce informatiche e a raggiungere un livello di maturità superiore.

G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum sviluppò oltre 30 anni fa il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati condotti sia in Germania sia da organizzazioni rinomate a livello internazionale oltre che test comparativi condotti da riviste specialistiche indipendenti hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.  Nel marzo 2017 la soluzione ha ottenuto per il decimo anno consecutivo un’eccellente valutazione per la rilevazione dei virus da Stiftung Warentest.

Inoltre, per il secondo anno consecutivo, G DATA è partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Spoleto Arte incontra New York: inaugurata la mostra nel cuore della grande metropoli

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Si è svolto il 18 marzo scorso l’opening della mostra “Spoleto Arte incontra New York” che ha radunato un selezionato numero di opere, realizzate da oltre un centinaio di esponenti di talento del panorama artistico contemporaneo. Location designata, per accogliere la prestigiosa esposizione internazionale, il rinomato Hotel Michelangelo in 152 w 51st, situato proprio nel fulcro nevralgico della grande metropoli, Times Square. Forte interesse e risonanza mediatica è stata riscossa dall’evento, la cui organizzazione è stata curata da Salvo Nugnes, manager della cultura ed agente di personalità importanti del mondo della cultura e dello spettacolo. Nel commentare i positivi consensi ricevuti, ha spiegato: “Con questa esposizione abbiamo voluto creare un ponte simbolico di collegamento e condivisione tra Italia e Stati Uniti d’America, dando libera diffusione alle forme espressive ed alla creatività cosmopolita. I significativi risultati ottenuti ci inorgogliscono e ci inducono ad inserire stabilmente questo appuntamento nel nostro calendario eventi”. Inoltre, ha proseguito: “Abbiamo potuto contare sul pieno appoggio da parte delle varie rappresentanze istituzionali e notevoli apprezzamenti sono giunti da autorevoli personalità come il critico d’arte, Prof. Vittorio Sgarbi e il cantautore e produttore Tony Renis. Queste attestazioni di stima ci spronano a proseguire e sviluppare ulteriormente i nostri progetti, ad ampliare il nostro raggio d’azione, a favore della promozione a tutto campo dell’arte e della cultura”. L’elenco degli artisti partecipanti, in ordine alfabetico è: Fabio Abortivi, Maria Agozzino, Antonio Anastasia, Aristide Aprea, Corrado Avanzi, Franca Bandera BAF, Giovanna Barozzi, Andrea Biffi, Filippo Bigoni, Beatrice Bobst, Francesca Boffetti, Liana Bolaffio, Ada Bomba, Mariangela Bombardieri, Piero Boni, Giuseppe Borsato, Clara Brunelli, Paola Federica Bucalo, Maria Rita Buccarello, Stefania Buccio Gonzato, Pietro Burzi, Cristina Maya Caetano, Ester Campese in arte Campey, Alessandra Candriella, Daniela Cantergiani, Stefania Cappelletti, Loredana Caretti, Franco Carletti, Antonella Carraro, Alessia Casellato, Arch. Laura Cera for BRICALE™, Giovanna Cherchi, Angela Chiassai, Lorenzo Chinnici, Gianfranco Coccia, Ale Colucci, Emanuela Corbellini, Raffaella Corcione Sandoval, Nicola Costanzo, Felice Cremesini, Silvano Crespi, Simona De Maira, Natalia De Paolis, Piera Delfini, Fernando Delia, Gabriella Di Natale, Parid Dule, Gabriella Fastosi, Veronica Ferretti, Daniele Fratini, Giacomo Frigo, Martina Garofali, Anna Gennari, Nicoletta Giannessi, Alessandro Gimelli, Rosangela Giusti, Stefano Guadagnoli, Giorgia Haran, Maurilio Iembo, Tina Lupo, Alfonso Mangone, Liliana Mantione Lanaro LION-MANT, Monica Marcenaro, Federica Marin, Rosa Maria Marongiu, Mauro Martin, Gabriella Martino, Donatella Masciarri, Silvana Mascioli, Enrica Mazzuchin, Paola Meloni, Claudio Messini, Carla Monti, Susanna Nagy, Giuseppe Oliva, Lucio Palumbo, Alessandra Parmiggiani, Giuseppe Pasqualetto, Gianguido Pastorello, Damisela Pastors Lugo, Loris Maria Pediconi, Nino Perrone, Claudia Perruso, Silvano Persoglia, Cristina Pesavento, Rudik Petrosyan, Vladan Petrovic, Giuseppe Piacenza, Flavia Rebori, Sergio Repossini, Lucilla Restelli, Alida Rettore, Annamaria Russo Aruss, Pietro Salmoiraghi, Maria Pia Severi, Ines Sitzia, Elettra Spalla Pizzorno, Caterina Spatafora, Franco Susta, Alessandro Testa, Lucia Tomasi, Luciano Tonello, Deva Nicoletta Tortone, Alba Tortorici, Tiziano Toscani, David Urru, Michela Valenti, Emel Vardar, Lucia Ida Renata Viganò LIRV, Joseph Virgone, Massimo Zavoli.

Mobili decapati: ecco cosa sono

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

I mobili decapati possono dare un tocco di classe e di originalità alla tua casa, rendendo unico ogni ambiente, dalla cucina alla camera da letto. I mobili decapati possono illuminare e dare una nuova vita al tuo arredo. Si tratta di un uno stile che sta ritornando molto di moda tra gli specialisti dell’arredo e che viene oggi riproposto anche dai designer. Il decapaggio infatti è un’originale tecnica di rifinitura che viene fatta sul legno di diversi tipi. Questa tecnica serve per dare un tocco di luce, attraverso delle macchie bianche, realizzate mediante una pittura applicata e poi tolta dalla superficie del legno, per rendere i mobili più luminosi e piacevoli. Le venature del legno infatti appaiono proprio sotto il lavoro eseguito attraverso la trama.

Vuoi avere un arredo con articoli unici ed originali senza rinunciare allo stile?

I mobili decapati possono essere un valido strumento per soddisfare le tue esigenze e possono essere un originale modo per arredare con gusto ogni angolo della tua casa. Dalla camera da letto al soggiorno, ma anche ambienti più vissuti, come la cucina e il bagno. I mobili decapati possono essere di diversi tipi in base anche al tipo di legno che viene utilizzato come base per il lavoro da eseguire. La tecnica da applicare per realizzare i mobili decapati prevede una rifinitura che tende a rendere più luminoso e leggero all’occhio, soprattutto il legno scuro. Sul legno infatti viene applicata una pittura di colore bianco o anche di colore panna, in quanto sono queste le tonalità più utilizzate per la realizzazione dei mobili decapati, e questa pittura poi viene successivamente rimossa per lasciar intravedere le venature del legno sottostante. Questo lavoro di rifinitura varia in base al tipo di legno utilizzato e possiamo avere varie tecniche per la realizzazione dei mobili decapati. Con legno di rovere o anche di pino o di quercia, si potrà avere un lavoro di grande stile e molto particolare, che con il decapaggio renderà i vostri mobili davvero unici. Se il decapaggio viene spesso utilizzato per i mobili in stile shabby può essere anche un utile metodo per dare una rinfrescata a mobili vecchi o rovinati senza doverli sostituire e al tempo stesso per renderli unici ed originali.

RC auto: in Veneto prezzi inferiori del 16,5% rispetto alla media

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Buone notizie per gli automobilisti veneti; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,75%) i prezzi dell’RC auto in Veneto continuano a rimanere notevolmente inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 16,48% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 441,95 euro.

Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per il Veneto: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-veneto.html) l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se soltanto la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari all’ l’1,82%.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori, benché contenuti, siano state Verona e Padova; per gli automobilisti di queste due province l’RC auto oggi costa rispettivamente il 2,09% ed il 2,08% in più di quanto non fosse un anno fa.

A seguire, nella classifica dei rincari, quelli subiti dai veneziani, che hanno dovuto affrontare un incremento delle tariffe pari all’ 1,82%. Assolutamente in controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Rovigo, Treviso e Belluno; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Rovigo i prezzi sono scesi del 3,14%; a Treviso si è registrato un calo del 2,65% ed infine a Belluno una riduzione del 1,93% che a ben guardare, però, sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 5,9%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Venezia, con i suoi 475,95 euro è la provincia veneta in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Padova, con un premio medio pari a 468,92 euro. Terzo posto in classifica per Verona, con 440,06 euro. In fondo alla classifica, con 356,95 euro troviamo Belluno nonostante l’aumento del 5,9% negli ultimi sei mesi.