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Il servizio è rivolto a privati, aziende ed associazioni che intendono dare visibilità ai loro progetti, eventi, prodotti o servizi mediante notizie qualificate. A scrivere siete Voi! o potete richiedere che sia la nostra redazione a farlo per voi.

Come funziona?

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Costi?

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ELEVIOLE? “TANTI AUGURI” È IL SINGOLO DELLA CANTAUTRICE INDIE POP

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Una voce di velluto traccia la linea diradata che inventa i limiti interposti fra sogno e realtà.

Che fine hanno fatto le viole?

Timidamente nascoste nell’erba o fuggite dal caos metropolitano?

Tanti auguri è un brano scritto dopo anni di insonnia, dove la realtà e il sogno si fondono e si confondono. I mostri e i fantasmi diventano giganti ma siamo noi stessi che li assecondiamo. Il tempo perde di definizione ma ci ricorda che ci siamo, inermi davanti al passaggio degli anni e delle stagioni, ma in fondo siamo tutti soli. L’atmosfera è sognante e malinconica, quasi rarefatta. La chitarra acustica ed il toy piano accompagnano l’ascoltatore sul piano del reale mentre l’elettronica lo guida su quello del sogno. Il brano scritto ed arrangiato insieme a Maurizio Mangoni (il Geometra Mangoni) è prodotto da Saverio Lanza (Irene Grandi, Cristina Donà etc) ed è stato mixato da Giovanni Gasparini.

Nell’album Dove non si tocca, pubblicato a gennaio, le parole in punta di piedi diventano filastrocche viste dagli occhi e dalle mani dei trent’anni.

Il progetto racconta il mondo disilluso dell’età adulta attraverso canzoni-non canzoni, proprio come le filastrocche che si canticchiavano da bambini.

Sonorità acustiche (violino, ukulele, toy piano) su una ritmica prevalentemente elettronica descrivono un mondo che dalla realtà guarda verso la nostra fanciullezza perduta.

Un pop leggero ma denso allo stesso tempo, con diverse profondità di lettura.

L’album è accompagnato dall’omonimo road movie in bicicletta girato percorrendo in 8 giorni la distanza da Oporto a Finisterre. Una piccola grande impresa femminile per far vivere i personaggi e le suggestioni che compongono le canzoni del disco.

Guardalo qui:

Etichetta Volume!

Pubblicazione album: gennaio 2019

Radio date 10 maggio 2019

BIO

Eleonora Tosca è cantautrice e medico veterinario, ha attraversato l’Italia in autostop per farne un video documentario (Autostop, Bonsai TV, regia di Fabio Luongo) e ha studiato arti circensi e teatro.

Con la band Ariadineve ha pubblicato “Buone Vacanze” (Artevox/EMI 2009) prodotto da Paolo Benvegnù e Lele Battista e “Ti volevo dire” (Artevox 2014) prodotto da Leziero Rescigno (La Crus). Il singolo “d’Estate” (Artevox/EMI 2008) è stato uno dei brani più trasmessi della stagione nei principali network nazionali.

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/Eleviole/

Instagram www.instagram.com/eleviole/?hl=it

Spotify https://open.spotify.com/album/4sESNU10LTG2UpOLOFz5Qf

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Tre scenari d’impiego delle moderne soluzioni per teleconferenze

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

logo snomSnom, produttore internazionale di telefoni IP premium per aziende e professionisti illustra come soluzioni per teleconferenze non invasive nè impattanti sul budget IT consentano di incrementare la produttività di qualsiasi organizzazione, dalle start-up alle PMI, fino alle grandi aziende, grazie alla loro fruibilità nei più diversi scenari d’uso.

Scenario 1: Impiego nella sala riunioni di una piccola start-up o nelle PMI

Uno dei criteri primari di selezione delle soluzioni per teleconferenze dovrebbe essere la qualità dell’audio, indipendentemente dall’eventuale livello di isolamento acustico della sala o dal potenzioale rieccheggio dei suoni. Snom ha integrato nel suo C520-WiMi il Codec audio a banda larga G.722, grazie a cui i partecipanti alla teleconferenza in una sala riunioni possono avvalersi sia del vivavoce sia dei due altoparlanti full-duplex in tutta libertà. Chi siede dietro ad un ostacolo o ad una certa distanza dal dispositivo, può utilizzare i due microfoni DECT portatili del C520 ed assicurarsi in questo modo, che la sua voce sia udibile chiaramente. La connettività Bluetooh integrata consente inoltre agli utenti di partecipare alla teleconferenza che ha luogo tramite il C520 semplicemente collegando il proprio smartphone o headset al dispositivo.

Snom C520-WiMi

Snom C520-WiMi: Dotato di un microfono integrato e di due satelliti cordless vivavoce (DECT)

I due satelliti vivavoce DECT sono dotati di una soppressione dei rumori di fondo dinamica e di una gestione adattiva dell’eco garante di un audio in qualità HD delle conversazioni. Dispongono altresì di un tasto per silenziare il microfono. Qualora non vengano utilizzati, i due microfoni si ricaricano nel loro supporto magnetico in modo da essere pronti all’uso alla prossima occasione. Oltre a queste funzioni, anche lo Snom C520-WiMi tutela le conversazioni attraverso i più moderni standard di sicurezza tra cui l’autorizzazione secondo IEEE 802.1X, TLS e SRTP. Lo Snom C520-WiMi é una soluzione completa e vantaggiosa per start-up e PMI.

Scenario 2: Conferenza con oltre 10 partecipanti in una grande azienda

Se più persone partecipano ad una conversazione nella stessa sala o in ambienti separati, é importante garantire che ogni singolo interlocutore sia udibile chiaramente. In casi come questi i due microfoni portatili dello Snom C520-WiMi potrebbero non essere sufficienti. Se il numero dei partecipanti fosse molto elevato, alcuni di loro potrebbero sedersi nella sala adiacente con un’unità Snom C52-SP. Grazie ad una portata del segnale DECT di fino a 50 metri, queste unità possono essere collegate facilmente alla stessa stazione base. Questo scenario sfrutta le funzioni di espandibilità della soluzione per conferenze a firma Snom.

Snom C520-WiMi + C52-SP

Snom C520-WiMi con due Snom C52-SP portatili e alimentati batteria per la massima flessibilità

 

Scenario 3: La teleconferenza estemporanea si fa „portatile“.

Con l’ausilio dell’adattatore DECT in formato stick USB Snom A230 qualsiasi telefono da tavolo Snom può essere dotato di connettività DECT. Se il vivavoce portatile Snom C52-SP, dotato di una batteria che assicura fino a 12 ore continuative di conversazione, viene collegato ad uno dei telefoni IP da scrivania di Snom, la soluzione per conferenze è pronta! In questo scenario non occorre neanche l’unità di base C520-WiMi.

Grazie al fatto che lo Snom C52-SP non necessita, a differenza del C520-WiMi, di un’alimentazione esterna, i partecipanti possono portare il dispositivo in un’altra sala o ufficio senza dover interrompere la conversazione.

Snom 785 + A230 + C52-SP

Il telefono da tavolo Snom D785 con l’adattatore A230 DECT a cui collegare lo Snom C52-SP

Il tempo in cui partecipare ad una teleconferenza con più persone implicava o l’essere vincolati a una singola sala riunioni e al costoso equipaggiamento di cui era dotata, o doversi accontentare del vivavoce spesso carente dei telefoni tradizionali volge ormai al termine. Le possibilità d’impiego dei terminali per conferenze Snom sono pressoché infinite. I tre scenari qui menzionati e frutto di reali casistiche di impiego, sottolineano la flessibilità e versatilità di un ecosistema, quello di Snom, che consente agli utenti di trovare sempre la soluzione più adatta anche nel caso di esigenze estemporanee o situazioni impreviste.


Snom Technology

Snom, produttore internazionale di terminali IP premium per l’uso professionale, nasce come pioniere della tecnologia Voice-over-IP (VoIP) a Berlino, Germania, nel 1997. Nell’arco di vent’anni, il marchio Snom, noto a livello internazionale, è diventato sinonimo di soluzioni innovative per la telefonia. Il successo dell’azienda poggia su due pilastri: tecnologia di prima classe e know-how locale. Snom crede fortemente nella gestione locale delle attività commerciali e dispone attualmente di filiali in otto Paesi. Le divisioni deputate allo sviluppo di hardware e software, alla gestione della qualità, all’interoperabilità e al marketing sono invece dislocate presso la sede centrale a Berlino. Un altro fattore essenziale del successo dell’azienda è l’intento di offrire prodotti e soluzioni su misura. Dai display e telefoni dotati di caratteri ebraici fino alla personalizzazione dei terminali per grandi operatori come Vodafone, i prodotti Snom si adattano alle esigenze delle più varie tipologie di clientela.
L’imponente portafoglio prodotti di Snom è interamente conforme agli attuali standard di sicurezza europei. I telefoni IP da tavolo, da conferenza e cordless DECT di Snom sono dotati di una pletora di funzionalità e di una qualità audio di alto livello, oltre a integrare fino a 27 lingue a seconda del modello. A completamento della propria gamma di terminali, Snom offre un’ampia scelta di accessori, tra cui headset e moduli di espansione. Tutti i device sono forniti con una garanzia di tre anni.
I clienti e partner Snom beneficiano di programmi di fidelizzazione particolarmente interessanti e di diverse tipologie di servizi, elementi che hanno consentito all’azienda di costruire rapporti di stretta collaborazione e fiducia con la propria clientela, che contribuiscono all’immagine positiva che Snom si è guadagnata negli anni tanto quanto l’assistenza personalizzata erogata e le tecnologie allo stato dell’arte offerte.
Dal 2016 Snom è parte del gruppo Vtech, produttore leader mondiale di telefoni cordless.
Per ulteriori informazioni pregasi consultare il sito www.snom.com.

Film e Serie TV: online il blog di Giampaolo Sutto

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Cultura, Film, TV

Giampaolo Sutto, nato in Veneto, è un professionista attivo in ambito informatico. Grande appassionato di Serie TV, ha aperto un blog nel quale esprime le proprie considerazioni sul piccolo e grande schermo.

Il blog di Giampaolo Sutto

Quello delle Serie TV non è di certo un format sconosciuto al piccolo schermo. Eppure, in particolar modo negli ultimi anni, questo mondo ha vissuto un vero e proprio boom. Chi è appassionato di cinema sa bene che siamo entrati in un’epoca d’oro, tanto che molti registi (e attori) hanno preferito dedicare i propri sforzi in questa direzione. Da Steven Spielberg a Martin Scorsese, l’offerta probabilmente non è stai mai così ricca. È il pensiero di Giampaolo Sutto, informatico e appassionato divoratore di film e Serie TV. Iscritto a Netflix, ha avuto modo di osservare come ad esempio la piattaforma statunitense abbia fatto di questa tendenza il proprio cavallo di battaglia, sfornando numerose opere di sua produzione. Ma non è la sola: anche i suoi concorrenti stanno lavorando in questa direzione. Restare al passo coi tempi e orientarsi in questo caos diventa dunque sempre più difficile. Per aiutare lo spettatore smarrito, Giampaolo Sutto ha deciso di dare vita a un blog dove pubblica numerose recensioni e classifiche, tese a dare una mano a chi come lui a volte è indeciso su cosa vedere in streaming. Appassionato di fantascienza, ha dedicato una parte del suo nuovo spazio digitale all’argomento, intitolato “L’angolo della fantascienza di Giampaolo Sutto”.

Giampaolo Sutto: la biografia

Originario del Veneto, regione nella quale si è formato ed attualmente risiede e lavora, Giampaolo Sutto per mestiere è un informatico. Sin da piccolo, grazie in particolare ai cartoni animati, si è innamorato del Giappone, terra che nel corso della sua vita ha visitato in più occasioni, dalla capitale Tokyo sino alla più lontana Sapporo. Del Paese del Sol Levante adora anche i Manga, tanto da non mancare mai alle principali fiere di settore (tra gli esempi Lucca Comics e Cartoomics). Cultore del genere fantascientifico, tra le pellicole preferite da Giampaolo Sutto rientrano Alien, Star Wars, La Cosa e Blade Runner. Tra i generi che apprezza maggiormente spazio anche per l’horror e per il cinema Made in Japan. Seguace delle idee di Steve Jobs, suo grande idolo, durante il tempo libero lascia la mente libera di vagare alla ricerca dell’idea che rivoluzionerà il mercato dell’elettronica di consumo. Non disdegna nel frattempo di affrontare anche lunghe sessioni di gioco in multiplayer con i suoi migliori amici.

Auro Palomba segue la proposta di fusione tra Fca e Renault Group

Scritto da melluccio il . Pubblicato in Affari, Automobili, Aziende, Economia

Considerato uno degli Advisor più autorevoli e competenti, Auro Palomba è stato coinvolto in un importante progetto di fusione industriale finalizzato alla creazione di uno dei principali gruppi automobilistici al mondo. Il Presidente di Community seguirà al fianco di John Elkan l’accordo tra Fca e Renault Group.

Auro Palomba

Auro Palomba al fianco di John Elkann per seguire la fusione tra Fca e Renault

Auro Palomba seguirà un grande progetto che mira a creare uno dei gruppi industriali più prestigiosi e competitivi al mondo. FCA ha presentato un’importante proposta di fusione con Renault Group. Il governo francese ha dato il via libera: “E’ una grande opportunità per Renault, la fusione aiuterà gli investimenti e lo stato manterrà il 7,5% della nuova società, vigilando sugli interessi nazionali”. John Elkann stava lavorando con discrezione e da mesi a tale operazione, ancor prima della formalizzazione della proposta ufficiale, avvalendosi del supporto di uno degli Advisor più autorevoli e competenti del settore, Auro Palomba. Si tratta di un accordo che potrebbe cambiare l’assetto del mercato automobilistico mondiale, poiché si punta a coinvolgere anche le due case nipponiche Nissan e Mitsubishi, diventando leader mondiale indiscusso, superando Volkswagen in termini di vendite.

Auro Palomba: Presidente di Community e Co-Founder di Reputation Science

Considerato uno tra gli Advisor più esperti ed autorevoli ed essendo un professionista nell’ambito della comunicazione, Auro Palomba si è occupato in prima persona della gestione della reputazione di grandi gruppi finanziari e industriali di fama internazionale e di famiglie imprenditoriali. Dopo una carriera da giornalista, ha fatto parte del Comitato scientifico di Quale Impresa, è stato Responsabile Nord Est dell’Osservatorio Asia e della comunicazione del Comitato di candidatura della città di Venezia per i Giochi Olimpici 2020. Già Presidente di Community Group, nel luglio 2018 ha dato vita all’azienda Reputation Science insieme al CEO di Reputation Manager, Andrea Barchiesi. Il core business della società è la gestione della reputazione dei propri clienti attraverso un approccio scientifico e integrato. Per fornire un servizio completo e di primo livello, vengono unite sinergicamente le competenze dei team di esperti di Community Group e di Reputation Manager. Tra le altre attività, Auro Palomba è membro del CdA di Save the Children Italia e della Consulta degli Esperti della Presidenza della Commissione Finanze della Camera.

Alessandro Zucca emerge come giovane talento del panorama pittorico attuale

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Alessandro Zucca si inserisce a buon conto nel variegato panorama pittorico contemporaneo con un percorso creativo meritevole di attenzione. Alessandro riesce a fare rivivere tramite la materia pittorica dei messaggi di grande passionalità e sensibilità, che appartengono ad un’indole artistica di forte spessore. Le opere sono elaborate con sicurezza e competenza d’azione e acquisita conoscenza dei mezzi strumentali e delle tecniche esecutive, delineando un’impronta stilistica responsabile, coerente e accorta, che sorregge la vena ispiratrice estremamente versatile, eclettica e poliedrica. Le forme e i volumi delle composizioni sono armoniosi e proporzionati, consentendo una piena sintonia e assonanza strutturale e producendo un’elegante e ricercata plasticità. Queste qualità compositive sono un riferimento primario nel suo percorso evolutivo di ricerca e sperimentazione e gli permettono di raggiungere una costante e crescente forza espressiva. Alessandro ha una visione moderna del fare arte, dimostrando un fantasioso potenziale creativo e apportando alla pittura significati e simboli non consueti, in nome di un’arte protesa alla comunicazione innovativa, mai scontata e mai ripetitiva.

Su di lui la dottoressa Elena Gollini ha commentato:”Il linguaggio pittorico di Alessandro Zucca denota una personalità umana e artistica incisiva, carismatica, fantasiosa, ricca di vitalità e di contenuti, che lascia emergere uno spirito d’inventiva vivace e passionale, ma al contempo riflessivo e meditativo. La sua pittura rispecchia appieno il suo essere. Nell’alchimia strutturale delle rappresentazioni si delinea una forma di richiamo ed esortazione collettiva e sociale, per coinvolgere l’osservatore con chiavi di lettura di profonda valenza. La sua è un’arte studiata e meditata, fulcro nevralgico di simboli, metafore e allusioni esistenziali importanti. Un’arte pregnante di significati concettuali in codice, realizzata con lungimirante proiezione e razionale capacità di pensiero analitico. Una pittura che racchiude progettualità, abilità, sentimento e amore, in un armonioso intreccio a commistione fissato sulle tele. C’è in Alessandro l’idea della comunicazione intesa come offerta del sé, dell’esperienza artistica concepita come servizio da condividere e mettere a disposizione degli altri. Le composizioni hanno una formula quasi magica molto accattivante e un’impronta visionaria onirica. Le costruzioni sceniche possiedono un immediato impatto visivo e catalizzano da subito l’attenzione dello spettatore, in modo attivo e partecipe, facendosi apprezzare anche nella loro fruizione estetica di piacevole orchestrazione“.

Simontoro: “Soshitonakakata” è il singolo d’esordio del rapper nato fra le strade della periferia milanese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dal 10 maggio in radio il brano accattivante e dissacrante, con un ritmo incalzante e un ritornello catchy.

In questo singolo Simontoro vuole sfatare ed esorcizzare il mito di tutti i nuovi rapper e trapper che pare non possano fare altro che parlare di soldi, droga, abiti firmati.

Con il tono scanzonato che aleggia durante tutta la canzone, Simontoro si prende in giro e al contempo scherza su quelle che sono le dinamiche dei social, dei follower. Il brano è stato scritto insieme al suo manager Roberto Scarpetta ed è stato prodotto ed arrangiato dai fratelli Baldino negli studi di Salerno per l’etichetta milanese “Little Shoe Production”.

L’esilarante videoclip è stato girato dal regista Steve Saints presso il Kioki studio di Cologno Monzese.

I protagonisti del video sono Simontoro, il cronista sportivo Salvo Aiello che si è reso disponibile per un cameo, il manager Roberto Scarpetta e il produttore esecutivo Giorgio Radaelli.

Etichetta: Little Shoe Production

Radio date: 10 maggio 2019

BIO

Simontoro al secolo Simone Santoro è nato nel 1980 ad Arona. Trasferitosi ancora bambino con la famiglia a Cinisello Balsamo, approccia alla vita del quartiere.

Tra i palazzi della periferia milanese bisogna crescere in fretta, imparare “a stare zitti e a non vedere” (Cit.) e come in tutte le periferie che si rispettino non mancano certo stupefacenti di qualsivoglia genere, pusher e consumatori, ladri e truffatori. La strada forgia e Simone a 13 anni è già pronto a confrontarsi con tutto questo. Ma per fortuna lui ha qualcosa in più, l’amore per la musica… che lo vede prima nelle vesti di Dj e poi in quelle di rapper. A 13 anni infatti scopre il rap ed inizia a scrivere dapprima come sfogo e poi come espressione di se stesso…per la necessità di farsi sentire.

La vita scorre e tra eccessi e fuori pista arriva il tempo dell’amore e dei figli, ben quattro uno in fila all’altro.

Ma gli amori finiscono e alcune ferite tardano a rimarginarsi, iniziano i giorni nei tribunali e intanto che la giustizia fa il suo corso Simone si rimette a scrivere canzoni con l’amico e, dal 2019 manager, Roberto Scarpetta che già aveva tentato di produrlo nei primi anni 2000.

Nei testi Simontoro racconta infatti di una vita stra-vissuta fatta di eccessi, successi e fallimenti con uno stile unico, ironico e senza filtro.

Dice di se stesso:

“Sono una persona gioviale nel 60% dei casi, cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, anche se la vita ha colpito duro mi sono rialzato e vado avanti col sorriso.

Come artista non penso di essere banale. Mai statico, mi piace ricercare suoni ed atmosfere che diano principalmente un senso di benessere a me stesso per poi trasmetterlo agli altri…esprimo sentimenti e stati d’animo personali in cui si possono riconoscere in tanti. Espongo problematiche e racconto di come sorridendo e non prendendosi mai troppo sul serio si viva meglio e si possa risolvere ogni problema”.

Contatti e social

Instagram www.instagram.com/simo_ntoro/?hl=en

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YouTube  www.youtube.com/channel/UC8LLWl7NotmgbnzhYOdWEew?view_as=subscriber

Infrastruttura IT ombra: una vera sfida per il reparto IT

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia, Tecnologia Personale

Nelle aziende, i responsabili dell’infrastruttura IT sono solitamente in prima linea quando si tratta di misurare l’impatto di eventuali variazioni del modo di operare dei dipendenti. Nonostante l’assiduo monitoraggio, negli ultimi anni sono emerse nuove pratiche non sicure tra cui la “Shadow IT“, ovvero l’uso di applicazioni e servizi, spesso basati su cloud, parallelamente alle applicazioni SaaS rese disponibili dal reparto IT.

Il livello di rischio della “Shadow IT” è difficile da determinare con esattezza poiché si tratta di un fenomeno estremamente diffuso e spesso di natura estemporanea, che però implica una perdita di controllo delle risorse informative della società da parte del reparto IT. Che si tratti di perdita dei dati, di violazioni della sicurezza o esposizione a malware, questa pratica non è priva di rischi significativi: il numero di incidenti considerati a posteriori come minacce è cresciuto del 28% rispetto allo scorso anno, a fronte di un incremento del tasso di condivisione di dati sensibili tramite link pubblicamente accessibili del 23% in due anni. “Se i dipendenti bypassano il reparto IT e si avvalgono di strumenti non monitorati diventano obiettivi privilegiati e indifesi”, afferma Franck Nielacny, CIO di Stormshield, che sottolinea come questa pratica trovi suolo fertile nell’adozione di nuovi modelli di business.

In organizzazioni più flessibili e aperte, dotate di staff primariamente itinerante o remoto, i dipendenti sono portati ad impiegare la propria attrezzatura digitale personale (laptop, smartphone privato, orologio connesso o assistenti vocali) per svolgere il proprio lavoro. “Quando si utilizzano dispositivi personali, cambia la modalità di accesso e scambio delle informazioni a detrimento dell’uso delle infrastrutture aziendali protette, VPN incluse”, ricorda Nielacny.

Fattore finanziario e urgenze

Gli esperti di Stormshield concordano altresì sul fatto che la crescita della Shadow IT sia una conseguenza diretta delle politiche di riduzione dei costi aziendali. La gestione in-house dell’IT è stata a lungo considerata un gravoso centro di costo, motivo per cui sempre più spesso i servizi offerti dai dipartimenti IT vengono messi in competizione con servizi esterni i cui costi nominali risultano inferiori. E questo, senza necessariamente soppesare i rischi in cui si incorre.

La situazione si acutizza in presenza di una carente agilità da parte dei reparti IT: se i dipendenti necessitano di una nuova risorsa ma la scarsa flessibilità dei processi di gestione dell’infrastruttura IT ne rallenta l’implementazione, gli impiegati si avvarranno di terze parti. L’impressione generale è che l’IT interno reagisca con estrema lentezza, una percezione ulteriormente esacerbata dal fatto che spesso i sistemisti vengono coinvolti nel processo di adozione di nuove piattaforme quando è già troppo tardi. Il carattere di urgenza conferito alla produttività aziendale e la rapidità con cui è possibile implementare e fruire di soluzioni esterne cozza inevitabilmente con l’esigenza di strutturare i servizi IT a lungo termine. E tuttavia “le soluzioni di terze parti impiegate senza il coinvolgimento del reparto IT non sono mai soluzioni a lungo termine”, conferma Nielacny. “Anche se il dispositivo o il servizio funziona e viene adottato dallo staff, può risultare complicato incorporarlo a posteriori nel sistema informativo ufficiale dell’azienda. La modifica dei parametri di rete, le politiche di accesso e persino i requisiti di sicurezza sono tutti potenziali show stopper. Lo stesso vale per i dispositivi personali”.

Consapevolezza piuttosto che imposizione

Nielacny è dell’avviso che siano tre gli approcci adottabili per arginare il diffondersi di una infrastruttura IT ombra: prevenzione, cura e imposizione.

Nel primo caso, il reparto IT è garante della consapevolezza dei dipendenti. Il suo compito è attirare l’attenzione sulle pratiche da evitare o da adottare. “Il CIO deve trovare il modo di ‘infiltrarsi’ nelle conversazioni e nei progetti tra le business unit, al fine di ufficializzare e mettere in sicurezza le eventuali nuove piattaforme di scambio delle informazioni, che altrimenti concorrerebbero all’instaurarsi della Shadow IT, o di ottimizzare quelle esistenti in base alle esigenze dei diversi reparti”. Un’attività che, secondo Nielacny, va svolta nel modo più sottile possibile, perché spesso le misure di sicurezza aggiuntive apportate sono considerate scomode. La sfida, quindi, è quella di implementare le risorse in modo che diventino parte integrante della normale routine quotidiana del personale.

L’approccio “curativo” richiede che il reparto IT determini se servizi esterni che esulano dalle soluzioni ufficiali siano già utilizzati in azienda, analizzando i log e valutando come proteggere il traffico da e verso piattaforme di terzi o – qualora si riveli impossibile – eventuali misure per bloccare tale traffico.

Tale provvedimento ricade già nell’ultima tipologia di approccio, ovvero l’imposizione delle giuste pratiche dall’alto. Una modalità adottata da numerose aziende a fronte dell’introduzione del GDPR, con il conseguente inasprimento delle politiche di sicurezza. “La Shadow IT rappresenta una vera sfida a livello normativo”, sottolinea Nielacny. “L’utilizzo di applicazioni o servizi di terze parti comporta il rischio di inadempienza ai dettami del GDPR, soprattutto in termini di corretta gestione dei dati personali”. Incrementare la consapevolezza dei dipendenti è sempre preferibile a imposizioni di rado ben accette, perché l’esigenza di semplificare porterà comunque i dipendenti a trovare percorsi alternativi per accedere o scambiare informazioni più comodamente.

Rinaldo Ceccano: il corso di Accademia Life per studiare l’efficientamento energetico

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Il corso in “Esperto di interventi energetici sostenibili a livello territoriale” offerto da Accademia Life, ente guidato da Rinaldo Ceccano, risulta essere un iter formativo di particolare importanza nel contesto imprenditoriale attuale, sempre più attento alla sostenibilità e alla produzione di energia dalle rinnovabili.

Rinaldo Ceccano

Rinaldo Ceccano: Accademia Life forma esperti di sostenibilità

Accademia Life racchiude in sé le competenze derivanti dalle precedenti realtà Consorzio Life, Italia Accademia, Formazione S.C.S. Onlus e World Future Service, società che si sono fuse per dare vita al nuovo ente. Rinaldo Ceccano ha avviato nel 2016 Accademia Life, realtà che si occupa di Formazione Professionale e Orientamento al Lavoro. In un contesto imprenditoriale sempre più attento alla sostenibilità e alla tutela ambientale, le figure professionali esperte nella produzione di energia da fonti rinnovabili sono altamente richieste. Il corso in “Esperto di interventi energetici sostenibili a livello territoriale” è gratuito e finanziato dalla Regione Lazio e dal Fondo Sociale Europeo: lo scopo del percorso è formare una figura professionale completa e riconosciuta, dalle competenze tecniche, giuridiche e di management legate alla produzione di energia da biomasse e altre rinnovabili. Il corso prevede 560 ore di lezione in aula e 240 ore di stage. Rinaldo Ceccano, attraverso Accademia Life, garantisce così un futuro lavorativo interessante in un ambito in rapida espansione.

Rinaldo Ceccano, una carriera dedicata alla formazione

Laureatosi in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, Rinaldo Ceccano si specializza in seguito nella Gestione delle Risorse Umane. Professionista attivo principalmente nell’ambito della formazione, dal 2013 è Direttore Generale di Accademia Life S.r.l., già Consorzio Life, nonché Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Academy World Sailing e Direttore dell’area marketing dell’azienda agricola Pienza. Muove i primi passi nel settore della formazione nel 2002 con Azzurra Multiservizi S.r.l. in qualità di docente e coordinatore. Attualmente alla guida di Accademia Life, è il Referente di Accreditamento della Regione Lazio della sede formativa di Sezze e Sabaudia. Si occupa delle attività di direzione e orientamento, oltre a essere responsabile del processo di erogazione dei servizi e di progettazione. Rinaldo Ceccano, da novembre 2018, è responsabile dell’accordo quadro per la ricerca e lo sviluppo delle attività di formazione nel territorio pontino tra Accademia Life e il Ce.R.S.I.T.e.S., Centro Universitario Interdipartimentale dell’Università La Sapienza. Negli anni, ha svolto attività di carattere redazionale ed editoriale.

One Express conquista l’Europa con la tecnologia e l’operatività

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

L’era digitale del network leader nel trasporto su pallet è sbarcata al Salone di Monaco Transport Logistic portando con sé i motori di sviluppo di una realtà in continua ascesa: espansione europea, innovazione, italianità e potenza della rete.

Si è chiusa la kermesse di risonanza internazionale per la logistica, la mobilità e l’IT: un appuntamento molto atteso – in Europa e non solo – che quest’anno ha attirato in Germania oltre 2.300 espositori.

A Transport Logistic (Messe München, 4-7 giugno) era in prima linea anche One Express, la rete di aziende specializzate nel trasporto di merci su pallet, oggi capillarmente diffusa in tutto il continente. A rappresentarne l’eccellenza e ad esportarne vision e mission ha contribuito una folta delegazione aziendale, guidata dal Presidente Claudio Franceschelli e da Andrea Scarabelli (Sviluppo Rete Affiliati Europa), composta da Alessandro Gagliardelli (Resp. Customer Service Europa), Silvia Ficini e Gemma Gambirasi (Import/Export Customer Service), Anna Ferrarini (Event Manager), Andrea Franceschelli (Managing Director Due Torri SpA) e Valentina Braida (Marketing Due Torri SpA).

Grande successo di pubblico e molte le relazioni commerciali avviate, come testimoniato dalle parole del Presidente Claudio Franceschelli: “Al rientro dalla fiera di Monaco il primo bilancio è rappresentato dagli oltre 400 contatti raccolti nella 4 giorni di lavoro. Lo stand è stato curato nei minimi dettagli e al suo interno abbiamo scelto di raccontarci con dei filmati emozionali che davano conto della vision e della mission dell’azienda, del nostro approccio e del nostro metodo operativo. Moltissime aziende ci hanno richiesto la possibilità di un meeting conoscitivo per capire le potenzialità della collaborazione con il Network. Nel progetto europeo, la fiera di Monaco rappresentava un primo arrivo. Ci aspettavamo di incontrare molte aziende, soprattutto dell’Est Europa (Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca e Slovacchia) e abbiamo colto nel segno: nei prossimi mesi andremo a stringere queste alleanze. Quello che vogliamo è completare la rete europea e ci riusciremo entro l’anno. Siamo già pronti per la prossima edizione, che tornerà a essere a maggio, con uno stand di oltre 100 mq e una posizione privilegiata. Monaco era e resta per noi un punto di partenza e di arrivo, un appuntamento immancabile per il mondo della logistica 4.0”.

Tante le novità riservate alla quattro giorni, tra cui emerge l’inedito e modernissimo concept dello stand (Pad. A5, Stand 206).

Il progetto – interamente ideato dal Network Operations Manager Roberto Taliani e realizzato in collaborazione con l’Interior Designer Ilaria Pasqualini – racchiude in sé tutte le parole d’ordine di One Express, esprimendo uno studiato mix di innovazione tecnologica e made in Italy, valori fondanti dell’azienda che la rendono un brand affidabile e riconoscibile dentro e oltre i confini nazionali. “Ho scelto di realizzare uno stand dal sapore tecnologico per raccontare l’importanza del progresso digitale nel percorso di crescita di una realtà come One Express – afferma Taliani, che prosegue – Il connubio tra creatività e informatica si sta rivelando assolutamente vincente, perché intercetta le esigenze degli Affiliati e ne semplifica l’operatività. Il secondo semestre del 2019 si avvia a chiusura con una crescita del 9,5% (su un previsionale annuo del 10%) e ci sta quindi confermando quanto era nei nostri obiettivi: il nostro team ha messo il turbo sui programmi di sviluppo, soprattutto sul comparto informatico. Per un ingranaggio che funzioni occorrono puntualità, precisione e innovazione: grazie a questa consapevolezza, la Rete si aggiorna e modernizza i suoi sistemi di gestione, garantendo continuità e massimizzazione degli sforzi. La One nel 2020 sarà un’azienda moderna, che farà la differenza e sbaraglierà la concorrenza. L’Europa è il futuro, il luogo dove occorre esportare il made in Italy. Noi oggi siamo pronti a raggiungere piena copertura nel continente”.

Made in Italy al centro, inoltre, anche per quanto riguarda i partner in fiera. Proprio Roberto Taliani ha scelto di esportare l’eccellenza del pignoletto emiliano e di rafforzare il valore identitario dell’azienda attraverso l’offerta di un vino brandizzato, nato in occasione delle celebrazioni del decennale d’attività (2007-2017) e prodotto dal Podere San Sebastiano, una cantina 100% italiana e bolognese guidata da Enrico Verdilio, fortemente radicata sul territorio. È V-ONE il nome dato al suo primo Pignoletto frizzante, prodotto a km 0 con metodo champenoise: V come Verdilio, One in quanto apripista. L’etichetta giallo e blu “One Express” è un omaggio a chi ha dimostrato di credere nel progetto. Il primo risultato di una piccola realtà locale apertasi al mercato che, dopo l’incontro con il Network, è diventato anche il vino della One, del made in Italy, della qualità.

Gli Affiliati, che nella rete One Express superano già quota 120, sono i protagonisti di un piano di espansione internazionale che mutua la formula dell’affiliazione siglando importanti partnership con i principali distributori del mercato d’Oltralpe.  Il progetto ha preso il via il 1° dicembre 2017 e ha raggiunto presto una copertura capillare in Francia, Germania, Inghilterra, Austria, Paesi Bassi e Spagna: una corsa rapida e incessante resa possibile dalla condivisione del medesimo sistema informatico, che ha portato One Express, oggi, a intraprendere proficue collaborazioni con i player di punta di Albania, Montenegro, Macedonia e Kossovo.

Una crescita rapida e costante, quella del network, che si fonda su una precisa volontà di rinnovamento in piena ottica Industry 4.0.

NOTA:

Molti gli Affiliati presenti alla manifestazione al fianco di One Express.

Oltre a Due Torri SpA, si sono uniti alla squadra Stucci, Tonoli e numerose aziende del Network, tra cui: A. Bertoni e Figli Srl, Autotrasporti Ferrario, Autotrasporti Margaroli Srl, Bennato, Fcu Trasporti, Ferri Autotrasporti, GAI Trasporti, Gamma, Mectrans Srl, Neroni Group Srl, One Force Srl, PMG Srl, Sani Trans, Transitos Alimur, Transmart Srl, Transporter Logistica Srl, VDA Logistica, Verona One Srl, Zanni Marco & C. Srl e la spagnola Transitos Alimur.

www.oneexpress.it

Federico Motta Editore: il catalogo della mostra “Andy Warhol Timeboxes”

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Immergersi nella mente di Andy Warhol attraverso una mostra unica, fatta di installazioni nelle quali inoltrarsi per venire circondati da pareti decorate dalle carte originali dell’artista. Federico Motta Editore ne ha tratto un catalogo che è esso stesso un’opera d’arte dall’innegabile valore.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: nella mente di Andy Warhol

“Andy Warhol Timeboxes” è una mostra fuori dal comune, organizzata a Trieste nel luglio 2006 presso il Centro Espositivo di Arte Moderna Contemporanea. Il concept, articolato e particolare, prevedeva l’installazione di grandi contenitori: i visitatori avevano la possibilità di entrarvi per trovarsi avvolti in una stanza dalle pareti decorate con riproduzioni di carte da parati originali di Warhol. La mostra garantiva così un’esperienza sensoriale a 360 gradi, un viaggio all’interno della mente del grande artista. Federico Motta Editore ha curato il catalogo della mostra, realizzandone ben due versioni di cui una in versione una limited edition. Si tratta di un’opera dal grande valore artistico che va oltre la funzione del semplice catalogo illustrativo, diventando così una fonte preziosa per sintetizzare l’arte di Andy Warhol. L’opera edita da Federico Motta Editore, di oltre 300 pagine, è realizzata con ben 14 tipi di carta differenti, che raccolgono più di 450 soggetti, pop up e invenzioni mobili che riproducono alcuni oggetti contenuti nelle “Time Capsules” originali dell’artista, elementi che fungono da nucleo principale della mostra. Per la stesura del saggio introduttivo, Gianni Salvaterra ha collaborato con Robert Rosenblum, professore di Fine Art presso la New York University.

Federico Motta Editore: non solo Enciclopedie

I settori di interesse di Federico Motta Editore non si limitano al mondo dell’Enciclopedia ma spaziano dall’editoria per ragazzi (MottaJunior) alle collane di architettura e riviste di moda. La collana di libri d’arte e fotografia, con la pubblicazione di famosi cataloghi delle grandi mostre d’arte, ha avuto particolare impulso negli anni, accrescendo il valore culturale e internazionale della Casa Editrice. Fondata nel 1929 con il nome di “Cliché Motta”, l’attività commerciale cresce e raggiunge direttamente le famiglie su tutto il territorio italiano. L’attenzione verso le famiglie e l’innovazione rimangono sempre due pilastri della filosofia di Federico Motta Editore. Il valore e l’autorevolezza delle opere si accrescono grazie a vari riconoscimenti e alle collaborazioni con autori di fama internazionale come Umberto Eco e Margherita Hack. La Casa Editrice ha sviluppato partnership con Telecom, Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, Disney, il Sole 24 Ore, Corriere della Sera e molti altri. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti vanno ricordati il Premio Pirelli InterNETional Awards, vinto nel 2007, e l’Ambrogino d’Oro, nel 1980.