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Savage “(I just) died in your arms – 2019 mix” il brano cult viene riproposto in una nuova versione mixata dal compositore, produttore e cantante icona degli anni ‘80

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dopo il successo ottenuto in Russia, Polonia e nell’Est Europa, arriva finalmente anche in Italia il remix di una delle dance hit più amate di sempre.

Il primo mix realizzato da SAVAGE di “(I JUST) DIED IN YOUR ARMS” (brano del gruppo rock inglese Cutting Crew) è stato originariamente registrato nel 1989 e pubblicato in diversi paesi, ricevendo un discreto successo. Il cantante ha voluto riportarlo in auge in questi anni con una versione, ricca di riscontri entusiasti, proposta durante gli ultimi tour negli USA, Polonia e Russia (2018-2019). Successivamente alcuni DJ residenti in Polonia hanno realizzato una nuova versione che lentamente ha scalato le classifiche sia nel loro paese che in Russia e altri paesi dell’Est Europa. Anche TVP2, la televisione ufficiale in Polonia, ha voluto invitare SAVAGE per vederlo esibirsi nella nuova cover mix. Dato l’enorme interesse, la DWA RECORDS ha deciso di pubblicare il brano anche in Italia.

Etichetta: DWA RECORDS

BIO 

Roberto Zanetti in arte SAVAGE nasce a Massa in Toscana il 28/11/56.

Dopo una prima parte di carriera come tastierista in alcune band, in una delle quali suonava anche Zucchero, decide di scrivere e auto prodursi brani dance in inglese seguendo il filone dell’Italo disco, allora molto attuale. Il primo brano “Don’t cry tonight” (1983) è un successo immediato e lo rende famoso partecipando ai più importanti programmi televisivi. Il secondo singolo “Only you” (1984) e l’album “Tonight” lo confermano e lo rendono ancora più famoso facendolo partecipare anche alla finale di Verona del Festivalbar. È  un successo internazionale e per un paio di anni effettua tour in tutta Europa, Spagna, Germania,  Francia, Svizzera, Italia…Più avanti nel tempo inizia ad essere famoso anche nell’Est Europa e dopo due partecipazioni come ospite internazionale al Festival di Sopot diventa una star in Polonia, Russia e tutti gli altri paesi del nord est Europa.

Dopo poco però decide di fermarsi come cantante perché nel frattempo la sua carriera di produttore lo impegna a tempo pieno. Scrive e produce hits che vendono milioni di copie quali “Please don’t go” di Double You, “Easy” “Think about the way” “It’s a rainy day” di ICE MC, tutti i successi in inglese di Alexia, “Www mi piaci tu” dei Gazosa, “Baila morena” “Auhm” “Bacco perbacco” di Zucchero. È editore e discografico di Corona per “The rhythm of the night”.

Nel 2004 dopo diversi inviti rifiutati decide di tornare a cantare live e partecipa ad uno spettacolo allo stadio Olimpico di Mosca con 25 mila persone, Autoradio Festival. Da lì capisce che l’affetto dei fan è ancora vivo, anzi aumentato e negli anni seguenti torna a fare tour regolarmente in Polonia, Russia, Estonia, Lituania, Kazakistan, Bielorussia, Lettonia, e ultimamente anche Stati Uniti e Canada.

I video hanno milioni di visualizzazioni e i vari fan club nascono come funghi in tutte le parti del globo richiedendo nuovo materiale, nuove canzoni. Agli inizi del 2019 pertanto inizia a registrare un nuovo album di inediti che verrà pubblicato nei primi giorni del gennaio 2020.

Intanto nell’estate 2019 viene pubblicata una nuova versione di un brano da lui interpretato originariamente nel 1989 (I just) died in your arms.

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Eni, il valore dell’economia circolare e della sostenibilità: il pensiero di Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende, Economia

Economia circolare, decarbonizzazione e sviluppo sostenibile: come ribadito in diverse occasioni dall’AD Claudio Descalzi, Eni si impegna da anni per incentivare la transizione energetica e fronteggiare il climate change, a salvaguardia del pianeta.

Claudio Descalzi

Economia circolare, l’impegno di Eni: il commento dell’AD Claudio Descalzi

“Siamo lontani dal contenere l’aumento delle temperature ben al di sotto del limite dei 2°C fissato dalla COP21 di Parigi. Dovremmo scendere entro il 2030 dagli attuali 32 a 24 miliardi di tonnellate di CO2 che emettiamo ogni anno nell’atmosfera, ma al ritmo attuale rischiamo invece di salire a 34 miliardi”: a tracciare il quadro della situazione è Claudio Descalzi. Come si legge in un approfondimento di “Tech Economy” su economia circolare e best practice che riporta le parole dell’Amministratore Delegato di Eni, “secondo l’International Energy Agency (IEA), di questo passo la temperatura salirà di 2.7°C ed entro il 2040 avremo esaurito il limite massimo di emissioni che assicura il contenimento entro i due gradi”. Numeri che hanno portato il gruppo a impegnarsi su più fronti nell’ottica di incentivare uno sviluppo sempre più sostenibile: lo dicono i numerosi progetti realizzati in Italia e negli altri Paesi in cui Eni opera, gli accordi sottoscritti con centri di ricerca, università e altre realtà di rilievo, gli investimenti in tecnologia e innovazione. È una sfida enorme, come sottolinea l’AD Claudio Descalzi, “ma altrettanto lo è l’opportunità che ci si presenta: salvare il pianeta creando al contempo un’economia nuova, più inclusiva, costruendo un’intera gamma di imprese e posti di lavoro che ancora non esistono. Servono generosità, l’impegno di tutti e un deciso cambio di mentalità nei Paesi più avanzati”.

Claudio Descalzi: tre best practice realizzate da Eni in materia di economia circolare

Il focus di “Tech Economy” riporta tre esempi di best practice realizzate dal gruppo guidato da Claudio Descalzi: l’impianto pilota “Waste to Fuel” di Gela, la riqualificazione produttiva del sito storico di Assemini e il piano di sviluppo e riqualificazione industriale che trasformerà in un’isola energetica l’area industriale dell’ex stabilimento del polo petrolchimico di Ravenna. Progetti in cui si riflette la visione dell’AD di Eni, espressa in diverse occasioni: “Dobbiamo agire ora, insieme, governi, società e anche i grandi fondi. Dobbiamo farlo creando nuove opportunità per tutti, legate all’economia circolare”. Ma per Claudio Descalzi ognuno di noi può fare qualcosa per salvare il pianeta: “Cominciando, per esempio, dallo sprecare meno ed essere più efficienti nell’uso dell’energia”.

LaSimo: “Rifiutata” è il nuovo singolo della cantautrice, compositrice e conduttrice torinese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

La caleidoscopica ed esplosiva artista torna in radio con un brano che, mescolando pop e reggaeton, si mostra perfettamente aderente al concept sonoro di questa estate.

LaSimo si tuffa nell’estate con “Rifiutata”, un singolo reggaeton dalle sonorità fresche e spensierate. La voce graffiante e accattivante sostiene un testo forte e diretto fatto liriche dove ognuno può immedesimarsi. Una produzione di Valerio Liboni e Biagio Puma.

ETICHETTA: Capogiro Music Publishing

BIO

Simona Sorbara, cantante di musica leggera, nasce il 12-05-1973 a Torino. Figlia del celebre tenore del Teatro Regio di Torino Armando Sorbara, è vissuta nel mondo della musica sin dalla nascita. Dal padre ha appreso gli insegnamenti di canto e musica, ma soprattutto lezioni di vita quotidiana legate alla sfera dello spettacolo, frequentando i palcoscenici dei teatri sin da piccola. All’età di 8 anni cantava nel coro delle voci bianche al Teatro Regio di Torino, prendendo parte alle rappresentazioni delle opere “Turandot” e “Carmina Burana”. Crescendo, maturava il desiderio di poter entrare a far parte in prima persona nel mondo della musica, studia così canto lirico e moderno. Nel 1993 inizia la collaborazione con lo studio di registrazione e di produzione musicale Rainbow Music di Torino che promuoverà Simona come artista, credendo in lei e nelle sue capacità. Si consolida così il progetto “Simona” grazie al prezioso aiuto di eccellenti collaboratori quali Fabrizio Argiolas, Roberto Nasi e Carlo Gaudiello, (Gianluca Grignani, Francesco De Gregori, Tiziano Ferro, Malika Ayane), i quali hanno curato la produzione artistica e la realizzazione di un EP: “Cerco te”. Con lo stesso team e l’aiuto del poliedrico chitarrista Max Arminchiardi (chitarrista di Danilo Amerio, Alexia, realizzatore di spot pubblicitari per Rai e Mediaset…) nasce il disco “Cose che non so capire” nel quale sono contenute tre versioni italiane di brani scritti da Elton John per i quali Simona ha ufficialmente realizzato il testo italiano su concessione della Warner music. Turnista negli studi di registrazione anche come corista, ha realizzato e cantato insieme a Paolo Conti i Jingles per Miss Italia 2003, effettuato jingles per spot pubblicitari di note marche italiane: Ferrero, Aiazzone, Bauli, Via Lattea, ecc…, jingles radiofonici per le Olimpiadi di Torino 2006, jingles per Radio Dj per il programma Asganaway. Un suo brano “Chiedi” è stato scelto per il film di Paolo Franchi “La spettatrice” con Barbara Bobulova, film che ha partecipato al Tribeca Film Festival 2004 di New York con Robert De Niro. Autrice di testi e melodie scrive anche brani di musica dance, parecchi dei quali sono stati scelti per compilation in Polonia, Portogallo e Francia. Nel 2008 esce “charm”, singolo dance di Dj Mixio con la collaborazione di Viviana Presutti dei Da Blitz che ne cura le edizioni. Il brano esce per la Airplay Records francese. Nel 2012 ha collaborato nel brano dei Club Dogo “Niente è impossibile” prestando la voce sui cori, disco d’oro e di platino con “Noi siamo il club”. Simona è stata corista di Roby Facchinetti dei Pooh in “MA CHE VITA LA MIA TOUR 2014″. Nel 2016 esce il suo singolo “Wake up” – con Ettore Diliberto alla produzione artistica, oltre che autore del brano – e nella realizzazione del suo prossimo album. Corista per Mogol nello spettacolo “Il nostro caro Angelo”, dedicato a Lucio Battisti. Nell’estate del 2017 Simona Sorbara ha promosso nelle radio e nei suoi live il nuovo singolo dal titolo “Per un istinto d’amore” scritto dal suo produttore artistico Ettore Diliberto della ET-TEAM produzioni Discografiche e da Andrea Paone. Il 26 ottobre 2018 è uscito il suo nuovo singolo “Non c’è confine” scritto da Andrea Paone e arrangiato da Ettore Diliberto. Un brano elegante e raffinato con un testo molto introspettivo. Partecipa al Sanremo Rock 31esima Edizione e vince le finali regionali piemontesi. È speaker radiofonica su Radio Italia Uno in FM e co conduttrice in TV di un programma sportivo. Il 12 luglio 2019 uscirà in tutto il mondo il nuovo singolo “Rifiutata” e a seguire “Vivere senza di te” scritti da Valerio Liboni dei Nuovi Angeli. Produzione di Biagio Puma per Capogiro Music Publishing e arrangiato dal maestro Silvano Borgatta. 

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Daiichi Sankyo Cancer Enterprise WCLC19, presenta i dati di DS-1062

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Daiichi Sankyo ha presentato i risultati di sicurezza e tollerabilità del farmaco anticorpo-coniugato anti-TROP2 in pazienti con NSCLC a uno stato avanzato

Alla World Conference on Lung Cancer 2019, dopo la presentazione dei dati aggiornati sull’ADC U3-1402, Daiichi Sankyo ha presentato promettenti risultati di tollerabilità e sicurezza per il nuovo DS-1062, un farmaco anticorpo- coniugato anti-TROP2, in sperimentazione in pazienti non selezionati con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), ad uno stato avanzato, non resecabile, che sono refrattari o hanno avuto recidive dopo il trattamento standard o per i quali non è disponibile alcun trattamento standard. Altre analisi dei biomarker hanno inoltre dimostrato una relazione tra il livello di espressione di TROP2 e la risposta del paziente.

Barcellona, 11 settembre 2019 – Daiichi Sankyo ha presentato i risultati clinici aggiornati dello studio di fase I e nuove analisi biomarker per DS-1062, un farmaco anticorpo-coniugato anti-TROP2, in sperimentazione in 52 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), ad uno stato avanzato, non resecabile, pesantemente pre-trattati. I dati sono stati presentati in una mini sessione orale alla Conferenza mondiale IASLC 2019 sul cancro al polmone (# WCLC19) in corso a Barcellona ((Abstract #3854)).

Il TROP2 (trophoblast cell-surface antigen 2, antigene 2 della superficie cellulare dei trofoblasti) è una glicoproteina transmembrana che si esprime a livelli elevati in molti tumori solidi, incluso il carcinoma polmonare non a piccole cellule. I ricercatori hanno riconosciuto il TROP2 come promettente target molecolare per lo sviluppo di terapie in vari tipi di tumori maligni, incluso il NSCLC. La sovraespressione di TROP2 è stata associata all’aumento dell’aggressività del cancro e alla riduzione della sopravvivenza in numerosi tumori. Uno studio ha identificato un’alta espressione di TROP2 nel 64% degli adenocarcinomi non a piccole cellule e nel 75% dei carcinomi squamosi non a piccole cellule. Attualmente non è approvata alcuna terapia mirata anti-TROP2 per il NSCLC né per altri tipi di cancro.

DS-1062 è stato progettato utilizzando la tecnica DXd di Daiichi Sankyo per indirizzare e veicolare la chemioterapia all’interno delle cellule tumorali che esprimono TROP2 come antigene della superficie cellulare. La tecnica DXd offre la flessibilità per adattare il rapporto farmaco-anticorpo (DAR) o il numero di molecole DXd coniugate per anticorpo. Studi preclinici hanno dimostrato che il DS-1062 si lega selettivamente al recettore TROP2 sulla superficie di una cellula tumorale. L’intento è quello di veicolare il DS-1062 all’interno della cellula cancerosa dove gli enzimi lisosomiali scindono il legante a base tetrapeptidica, rilasciando il carico farmacologico DXd.

I risultati di efficacia aggiornati per 46 pazienti valutabili che hanno ricevuto DS-1062 a una delle otto dosi sperimentate (da 0,27 mg/kg a 10,0 mg/kg) hanno mostrato 12 risposte parziali (10 confermate, 2 precoci) osservate in modo dose-dipendente. Cinque delle risposte parziali confermate sono state osservate in sette pazienti (71,4%) trattati con DS-1062 a 8 mg/kg, la dose raccomandata per l’estensione. Gli altri due pazienti che hanno ricevuto la dose di 8 mg/kg hanno manifestato una malattia stabile e sei di questi sette pazienti stanno proseguendo la sperimentazione. I soggetti avevano ricevuto trattamenti precedenti tra cui inibitori del checkpoint immunitario (86,5%), inibitori dell’EGFR e inibitori dell’ALK. Trentacinque pazienti erano nello studio al 20 agosto 2019.

Trentacinque pazienti erano valutabili per l’espressione di TROP2 mediante analisi immunoistochimica (IHC). L’espressione di TROP2 è risultata più elevata nei pazienti che hanno manifestato una risposta parziale. L’analisi genica ha suggerito che l’espressione di SLFN11, precedentemente associata alla risposta agli inibitori della topoimerasi I, è stata più elevata nei pazienti con riduzione del tumore. Inoltre, i dati hanno mostrato una diminuzione del cfDNA nei pazienti che hanno manifestato una risposta parziale e una malattia stabile.

“Sono necessarie nuove opzioni terapeutiche per aiutare i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule ad uno stadio avanzato che continua a progredire se trattato con terapie standard, e questi risultati con DS-1062 in soggetti fortemente pretrattati sono incoraggianti”, ha spiegato, Rebecca S. Heist, MD, MPH, oncologo medico al Massachusetts General Hospital, professore associato di medicina all’Harvard Medical School e sperimentatrice dello studio – Continuiamo a osservare ulteriori risposte parziali a dosi più elevate, e ulteriori studi in più pazienti trattati con la dose di espansione raccomandata aiuteranno a valutare ancora meglio il potenziale anti-TROP2 di DS-1062 nel carcinoma polmonare non a piccole cellule.”

I dati aggiornati al 3 luglio 2019 su 52 pazienti valutabili per la sicurezza, hanno mostrato che DS-1062 era ben tollerato in dosaggi fino a 8 mg/kg, dose massima tollerata e dose raccomandata per l’estensione. Gli eventi avversi più comuni durante il trattamento (di qualsiasi grado, verificatesi nel ≥ 30% dei pazienti) includevano spossatezza (36,5%) e nausea (36,5%). Ventidue pazienti (42,3%) hanno manifestato almeno un evento avverso di grado ≥3 durante il trattamento. Tossicità dose-limitanti si sono verificate in due pazienti al dosaggio di 10 mg/kg (un’infiammazione della mucosa e una stomatite) e in un paziente al dosaggio di 6 mg/kg (rash maculopapulare). Il verificarsi di eventi avversi ha portato all’interruzione del trattamento in due pazienti (3,8%). Eventi avversi gravi sono stati riportati in 14 pazienti (26,9%) indipendentemente dal rapporto di causalità. Un paziente (1,9%) con progressione della malattia trattato con la dose di 6 mg/kg ha sviluppato un evento avverso polmonare di particolare interesse (insufficienza respiratoria, grado V). Ogni evento polmonare sospettato di essere malattia polmonare interstiziale (ILD) o polmonite è considerato evento avverso di particolare interesse ed è valutato da un comitato indipendente. Questo caso è stato stabilito non essere malattia polmonare interstiziale. Quattro potenziali casi di ILD sono stati segnalati dopo il cut-off dei dati e sono in attesa di giudizio: una polmonite di grado II [6 mg/kg], una bronchiolite di grado II [8 mg/kg], una polmonite di grado II [8 mg/kg] e un’insufficienza respiratoria di grado V in un paziente con progressione della malattia [8 mg/kg].

“Questi risultati indicano DS-1062 come potenziale terapia anti-TROP2 nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule, e rimarcano ulteriormente la forza e la flessibilità della nostra piattaforma ADC DXd, che consente a ciascuno dei nostri farmaci anticorpo-coniugati di essere progettato su misura per fornire potenzialmente un equilibrio ottimale tra sicurezza ed efficacia – ha dichiarato il ricercatore Eric Slosberg, Capo del Global Translational Development, Oncology Research and Development di Daiichi Sankyo. – Mentre lo studio prosegue, continueremo con la nostra ricerca traslazionale per aiutare a scoprire i fattori che contribuiscono alla risposta del paziente e ad identificare i pazienti che hanno maggiori probabilità di rispondere al DS-1062.”

Lo studio
Lo studio di fase I, in aperto, primo sull’uomo, sta valutando la sicurezza e la tollerabilità di DS-1062 in pazienti con NSCLC ad uno stadio avanzato, non resecabile, che sono refrattari o che hanno avuto recidive a seguito dei trattamenti standard o per i quali non sono disponibili tali trattamenti. La prima parte dello studio (sull’aumento del dosaggio) valuta la sicurezza e la tollerabilità di dosi crescenti di DS-1062, al fine di determinare la dose massima tollerata e la dose raccomandata per l’estensione. La seconda parte dello studio (sull’estensione del dosaggio) valuterà la sicurezza e la tollerabilità di DS-1062 alla dose raccomandata per l’estensione e arruolerà altri 40 pazienti con NSCLC ad uno stadio avanzato. Gli endpoint dello studio includono sicurezza, farmacocinetica, percentuale di risposta obiettiva, durata della risposta, percentuale di controllo della malattia, tempo di risposta, sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale, analisi dei biomarker e immunogenicità. Lo studio attualmente sta arruolando pazienti con NSCLC ad uno stadio avanzato, non resecabile, negli Stati Uniti e in Giappone. Per ulteriori informazioni sullo studio, visita ClinicalTrials.gov.

I bisogni insoddisfatti nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)
Il carcinoma polmonare è il cancro più comune al mondo e la principale causa di morte per cancro; nel 2018 sono stati osservati circa 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,8 milioni di morti. La maggior parte dei tumori al polmone sono diagnosticati solo allo stadio avanzato o metastatico. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) costituisce circa l’80-85% di tutti i carcinomi al polmone. Nel decennio scorso, l’introduzione di terapie mirate e di inibitori checkpoint, ha migliorato il panorama terapeutico per i pazienti affetti da NSCLC ad uno stadio avanzato o metastatico; tuttavia, per coloro che non sono eleggibili agli attuali trattamenti o per coloro in cui il cancro continua a progredire, sono necessari nuovi approcci terapeutici.

DS-1062
Incluso nel Franchise sperimentale sui Farmaci Anticorpo-Coniugati di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise, DS-1062 è un ADC anti-TROP2 in fase di sperimentazione. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che veicolano una chemioterapia citotossica (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un legante su di un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l’impiego della tecnica DXd di Daiichi Sankyo, DS-1062 è composto da un anticorpo monoclonale anti-TROP2 umanizzato legato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso è disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all’interno delle cellule neoplastiche e ridurre così l’esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.
DS-1062 è uno dei tre ADC di Daiichi Ssnkyo in fase di sviluppo clinico per l’NSCLC, insieme a U3-1402 e [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), quest’ultimo sviluppato a livello globale in partnership con AstraZeneca con cui sarà commercializzato. DS-1062, U3-1402 e DS-8201 sono in fase di sperimentazione e non sono ancora stati approvati per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.
I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

FonteDaiichi Sankyo Italia

Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredità di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.
Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

Contatti
Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Valeria Carbone Basile
Tel: +39 339 1704748
valeria.carbonebasile@gmail.com

Varvel Group, la soddisfazione dei dipendenti come risorsa per il futuro: indagine indipendente fotografa clima aziendale molto positivo

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Lavoratori soddisfatti migliorano l’azienda e i suoi risultati. Questa la sintesi di una ricerca svolta presso l’azienda bolognese. I dati raccolti da Ethicjobs, società specializzata nella certificazione della qualità del lavoro, evidenziano come individuare punti forti e criticità del clima aziendale favorisca il miglioramento e la crescita delle imprese

 Valsamoggia (BO), 12 settembre 2019 – Un’azienda sana e virtuosa non si riconosce solo dai fatturati, ma soprattutto dalla coesione, dalla serenità e dal senso di appartenenza dei propri dipendenti. Lo sa bene Varvel Group, azienda socialmente responsabile che ha recentemente deciso di intraprendere un percorso per migliorare, rafforzare e portare all’eccellenza il proprio clima aziendale. L’azienda bolognese, specializzata nella produzione di riduttori, motoriduttori e variatori di velocità, ha affidato a Ethicjobs, un’indagine per misurare lo stato di soddisfazione del proprio personale, nella convinzione che politiche premianti siano alla base di una vita aziendale positiva e costruttiva.

Lo studio, condotto attraverso un questionario anonimo dedicato, ha coinvolto tutti i dipendenti e coperto, analizzato, misurato con specifica votazione cinque macro-aree: clima e rapporti, retribuzione e benefit, equilibrio vita privata-lavoro, sicurezza ed adeguatezza di spazi e strumenti, persona.

Nel complesso la pagella ottenuta da Varvel Group è più che positiva, con differenze che hanno permesso di delineare uno scenario preciso e i successivi interventi da attuare per accrescere i risultati già raggiunti.

Su un tema fondamentale come la sicurezza e l’adeguatezza di spazi e strumenti di lavoro a disposizione l’azienda si aggiudica un 9 che lascia poco spazio a dubbi, così come l’8,2 sul tema persona, grazie al 100% del campione intervistato dichiaratosi fiero di lavorare in Varvel e al 91% che si sente rispettato come individuo.

 In termini di clima e rapporti, un 7,6 fa trasparire una serenità percepita complessivamente sopra la media. Un bel 8,5, considerevole visto la delicatezza dei temi e del momento, spicca alla voce retribuzione e benefit. Un simile voto dimostra un’alta soddisfazione dei dipendenti, suffragata dal fatto che il 65% di loro valuta la propria retribuzione adeguata al ruolo ricoperto. Bene anche per l’equilibrio vita privata-lavoro che con un 7,6 attesta una gestione degli orari di lavoro ottimale, con un buon grado di flessibilità oraria concessa ai lavoratori.

In generale il bilancio è stato positivo e premia l’impegno e l’attenzione che la proprietà e il management hanno sempre posto nei confronti delle risorse umane. L‘indagine di Ethicjobs non rappresenta un punto di arrivo, ma solo il primo passo di un percorso che punta all’implementazione continua di un contesto lavorativo stimolante e premiante per il benessere dei propri dipendenti quanto il loro talento.

Il Managing Director Mauro Cominoli ha così commentato gli esiti dell’indagine: “Siamo profondamente soddisfatti del percorso che abbiamo intrapreso. I risultati di Ethicjobs ci restituiscono un quadro generale positivo, ulteriormente migliorabile proprio grazie a quanto emerso. Desideriamo migliorare alcuni aspetti, tra cui le prospettive di crescita e la comunicazione tra i vari reparti, nonché la suddivisione dei carichi di lavoro. Questa indagine ci è servita per individuare alcuni punti che intendiamo rendere più performanti e al contempo maggiormente condivisi con i lavoratori, consentendoci di intraprendere azioni mirate e percorsi condivisi. Oggi siamo più che mai certi che in un mercato ultra competitivo un grande valore aggiunto proviene da ogni singolo dipendente. E proprio a partire da questa consapevolezza abbiamo il dovere di mettere nelle condizioni migliori tutte le nostre persone, affinché possano esprimere pienamente il loro potenziale e contribuire così a una crescita comune. Una filosofia che ci caratterizza fin dalla nostra fondazione e che ci auguriamo possa essere ripresa anche da altre aziende per ottenere un sistema lavoro premiante per tutta la filiera. In un Paese che guarda al futuro, lavorare in un clima sereno e con coesione è la base del successo per il presente e per il futuro”.

www.varvel.com

Luca Marino “Non va più via” in radio dal 30 agosto il secondo singolo del cantautore errante

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il brano che inscena un intricato giallo amoroso precede l’album di prossima uscita “Vivere non è di moda”.

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Chitarre classiche e sintetizzatori, surrealismo, atmosfere noire pop radio friendly, fanno da scenografia e da sottofondo alle parole di “Non va più via”, l’ultimo singolo del cantautore errante Luca Marino.

«Parlare d’amore…lo faccio spesso. Questa volta per farlo ho messo in piedi un giallo. Il brano racconta di un’estate passata tra un’intensa passione e la sua totale assenza. Offre diverse chiavi di lettura: chi è la donna della canzone? È una donna o è qualcosa? Racconta forse di un amore clandestino o non è che una metafora dell’esistenza? Da cosa sta fuggendo la voce narrante della canzone?» Queste le domande con cui Luca Marino stuzzica il suo pubblico.

Il singolo, scritto prodotto e arrangiato dallo stesso cantautore, anticipa l’album di imminente uscita intitolato “Vivere non è di moda”.

Radio date: 30 agosto 2019

Autoproduzione

BIO

Luca Marino. Cantautore Errante. Nel 2010 vede il suo esordio al “Festival di Sanremo” con il brano “Non mi dai pace” a cui segue il suo primo album “Con la giacca di mio padre” (Warner Music).  Nel 2011 inizia la sua carriera come autore scrivendo il brano, finalista ad X-Factor e divenuto poi disco d’oro, “Cuore Scoppiato” (Sony Music). Nel 2015 pubblica il suo secondo album “Guernica”, nel 2018, dopo tre anni passati come busker girando le strade delle metropoli da nord a sud, pubblica il suo terzo album dal titolo omonimo “Luca Marino”. 

Il suo eclettismo innato e la sua scrittura, così fortemente caratterizzata dai contrasti e dagli estremi, rendono Luca Marino riconoscibile al primo ascolto. Animale da palcoscenico, autentico ed estemporaneo, che sia sopra un palco insieme ad una grande orchestra o da solo per le strade di una città, trova nell’esibizione dal vivo il suo habitat naturale. Chitarra e voce gli bastano per creare un contatto, coinvolgere e trasportare chi lo ascolta nel suo immaginario musicale, fatto delle sue storie e delle storie di chi lo ha ispirato.

Sin da bambino Luca Marino ha quattro grandi passioni. A 6 anni ascolta i Depeche Mode, a 12 dipinge i suoi primi quadri seguendo le orme degli impressionisti, a 14 frequenta gli studi artistici per diventare un fumettista e a 15 compone le sue prime canzoni musicando, in chiave punk/grunge, poesie di T.S.Eliot, Oscar Wilde e William Blake. Raggiunta la maggiore età è stato dapprima batterista di una band metal, poi chitarrista in un’orchestra di liscio fino a quando, scoperta l’opera di Lucio Battisti, comincia ufficialmente la sua carriera da cantautore. 

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Matera ospita l’antologica su Pasolini con gli scatti del fotografo Villa curata da Sgarbi e Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

A pochi giorni dall’apertura della personale della pittrice di Falerna (CZ) Maria Brunaccini, la curiosità non fa che salire. Per soddisfarla, dunque, abbiamo posto alcune domande all’artista sulla sua mostra Effetti di luce sulla realtà, appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi che verrà inaugurato alle 18 di sabato 21 settembre. A presentare gli ultimi decenni di attività della pittrice, presso il chiostro caffè letterario della piazzetta San Domenico di Lamezia Terme (CZ), saranno il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

Da artista affermata a livello nazionale ha rivelato in una precedente intervista che tra le ragioni che hanno originato la sua arte, vi è quella di dipingere il bello. Ora le chiediamo, che cos’è per lei il “bello”?

Il concetto di bello è molto vasto e del “bello” sono grandi interpreti pittori, scultori, scrittori e pensatori.

Nella mia arte pittorica anche io ho provato a riportare sulla tela il “bello” che, per me, è prima di tutto armonia delle forme e del colore. Ma la bellezza è anche l’emozione che suscita una mia opera negli osservatori. Come ho già detto in una precedente intervista, sulle mie tele riporto tutto ciò che più mi attrae ed è fonte di ispirazione.

Tra le mie ultime creazioni ve n’è una intitolata Paura, che vuole rappresentare gli effetti tragici della guerra sulla vita umana. Quando ho visto la foto che poi è stata fonte ispiratrice di Paura, sfogliando una rivista, ho avuto come un flash: in pochi attimi, in quella foto, ho visto il vero significato della violenza che altri esseri umani compiono sui propri simili; a quella tragica immagine di così forte impatto emotivo ho cercato di dare armonia attraverso le forme e i colori, ricercando l’essenza del bello anche in ciò che non può intendersi tale, come, appunto, una scena di guerra o di inquinamento del nostro Pianeta. Le tonalità dei colori che uso per dipingere illuminano, come lampadine accese, anche quegli angoli di mondo dove la luce si sta spegnendo.

In Effetti di luce sulla realtà molti suoi lavori fanno riferimento alla mitologia greca. Come mai?

Attraverso la mia arte e facendomi interprete di alcuni pittori del passato, ho riportato sulla tela i grandi miti greci, come il Patroclo attribuito a Jacques Louis David, un Patroclo dipinto di schiena e che rivela uno studio anatomico molto accurato, un nudo imponente da cui traspare la bellezza armoniosa della sua forma fisica e che incarna perfettamente quell’idea del bello di cui ho parlato prima. Attraverso l’interpretazione di questo dipinto, ho riportato sulla tela il fascino di un nudo maschile così come era inteso nel mito classico. Sulle mie tele ho voluto ridare vita agli dei e agli eroi dell’antica Grecia, queste figure leggendarie in cui gli esseri umani si incontrano e si scontrano con le divinità generando personaggi-eroi dotati di poteri eccezionali e che evocano qualità quali il coraggio e la forza fisica e morale, caratteristiche che mi auguro possano suscitare nobili sentimenti, attraverso queste mie opere, negli attenti osservatori che visiteranno Effetti di luce sulla realtà.

Una parte dei dipinti è inoltre riservata alla riproduzione di alcune opere di Modigliani. Cosa rappresenta per lei questo modello?

Ho dedicato una parte della mia riproduzione artistica a Modigliani, quando ho conosciuto la storia della sua vita. Modigliani, pur nella sua brevissima esistenza, è riuscito a passare alla storia per la sua particolare abilità nel dipingere ritratti di giovani donne. Ho riprodotto cinque sue opere, cinque versioni di Jeanne, l’amore della sua vita, ritratta con gli occhi privi delle pupille e pare che questa scelta fosse dovuta alla difficoltà del pittore di carpire l’animo della sua amata. “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi”, secondo un’autorevole fonte questa frase fu attribuita a Modigliani e in queste parole si racchiude l’essenza di un animo vulnerabile e tormentato. Ho studiato a lungo le sue opere prima di decidere di riprodurne qualcuna. Apparentemente i suoi ritratti sono quasi monotoni, perché seduti o sdraiati, quasi inerti, ma si distinguono proprio per alcune connotazioni psicologiche; in ogni dipinto che ho eseguito si nota un’infinita dolcissima malinconia che, ai miei occhi, ha reso le sue opere uniche e di una bellezza quasi innaturale. Non so se in futuro creerò altre riproduzioni di opere di Modigliani, certamente però lo studio di questo pittore ha lasciato un segno indelebile nella mia carriera artistica.

Appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, Effetti di luce sulla realtà è un viaggio nell’arte figurativa e non solo… Quanto ha influito il legame con la sua terra?

La mia città natale è Messina e qui ho vissuto buona parte della mia vita ed è proprio in questa città che ho incominciato a dipingere, ridando vita ad una vecchia foto che ritraeva un mio lontano parente, usando semplici pastelli. Ho iniziato facendo ritratti, anche su commissione, nel tempo restante mi sono dedicata allo studio della pittura paesaggistica, ho riportato sulla tela gli scorci più belli delle campagne siciliane, dove ho vissuto da bambina. Ho imparato a miscelare i colori proprio nel tentativo di riprodurre fedelmente la luce calda del sole al tramonto, sul mare di Messina. In Sicilia ho partecipato alle prime mostre collettive, riscuotendo un notevole successo e ho partecipato a diverse estemporanee anche in Calabria, la mia terra d’adozione e dove vivo attualmente.

In mostra vi sarà un ritratto del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, che presenterà la sua personale durante il vernissage del 21 settembre. Come ha conosciuto il presidente di Spoleto Arte?

Mi hanno parlato del presidente di Spoleto Arte durante una mostra collettiva che si è svolta in Calabria circa due anni fa e a cui ho partecipato con la presentazione di due quadri. Durante il vernissage una pittrice, oggi diventata cara amica, ha manifestato particolare apprezzamento per le mie due opere esposte e mi ha consigliato di presentare qualche dipinto al comitato di Spoleto Arte, per poter essere selezionata e partecipare alle importanti mostre collettive organizzate dal manager della cultura Salvo Nugnes. È iniziata così la mia collaborazione con il curatore di eventi e grandi mostre, con la selezione di quattro dipinti, Patroclo della mitologia greca, L’uliveto, Jeanne in due differenti versioni, esposti a Spoleto, Palazzo Leti Sansi, durante la grande mostra internazionale Spoleto Arte, nel contesto del Festival dei Due Mondi.

Una collaborazione che portato dunque buoni frutti… Tornando un attimo al ritratto: cosa cerca di carpire al suo soggetto quando lo rappresenta sulla tela?

Ho eseguito diversi ritratti nel corso della mia carriera artistica, quasi tutti su commissione, poi ci sono quelli che ho deciso di dipingere per puro piacere personale, come quello dedicato al manager Salvo Nugnes. La mia aspirazione, quando creo dei ritratti, è quella di cogliere ciò che sento e che vedo, cerco di esprimere il sentimento che colgo nella persona che scelgo come soggetto. Ho creato il ritratto di Salvo Nugnes guardando una sua foto su Facebook; paradossalmente se dovessi descrivere con le parole e i pensieri ciò che ho visto in quella foto, non ci riuscirei, ma con lo strumento dell’Arte, con i miei pennelli e i colori, potrei dire che ho cercato di imprimere sulla tela l’espressione più pura del soggetto ritratto, quella che io vedo e sento ma che, come ho già detto, so descrivere attraverso una tela, più che con le parole. Sarà poi il presidente Salvo Nugnes a dirmi se sono riuscita a cogliere la sua espressione interiore.

L’ultima parola sempre a chi osserva, quindi. A lei però l’ultima di questa breve intervista: cosa si augura per questa mostra e quali progetti ha in serbo per il futuro?

Effetti di luce sulla realtà è un tassello che si unisce a tutti gli altri e che rappresenta una della diverse tappe del mio percorso artistico, è come un cerchio che si chiude ma che ha ancora bisogno di essere riempito, è l’apoteosi della mia carriera artistica fatta di dedizione, piacere, entusiasmo e anche fatica. Cosa mi auguro per questa mostra? Credo di avere un desiderio comune a tutti i pittori che celebrano la loro prima personale, quello di entusiasmare e piacere attraverso le proprie opere. Metterò in esposizione più di quaranta quadri e vorrei che questa mostra fosse come un viaggio per gli spettatori che la visiteranno, un viaggio tra diverse epoche e nella vita dei pittori classici di cui ho cercato di interpretarne le opere più belle. Progetti per il futuro? Al termine di Effetti di luce sulla realtà sarà pubblicato un importante catalogo di tutte le opere esposte che vorrei esibire nelle mostre internazionali più importanti, per farmi conoscere anche fuori dall’Italia come in parte è già avvenuto grazie alla selezione di tre mie opere dedicate a Modigliani e che sono state protagoniste dell’evento Miami Meets Milano, organizzato dal curatore Salvo Nugnes, nel contesto di una delle fiere d’arte moderna e contemporanea più importanti al mondo, Art Basel a Miami. Vorrei continuare su questa strada, superare i confini dell’Italia e portare la mia arte in molte altre parti del mondo. Altri progetti per il futuro? L’ho detto prima, lo ribadisco, Effetti di luce sulla realtà è un cerchio che si chiude ma che ha ancora bisogno di essere riempito…

Daiichi Sankyo Cancer Enterprise, i risultati del farmaco U3-1402 nel trattamento di NSCLC

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Studio di fase I su U3-1402: il farmaco anticorpo-coniugato (ADC) anti HER3 ha comportato una riduzione nelle dimensioni del tumore in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con EGFR mutato


Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) costituisce circa l’80-85% di tutti i carcinomi al polmone, è il cancro più comune al mondo e la principale causa di morte per cancro; nel 2018 sono stati osservati circa 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,8 milioni di morti.

Barcellona, 10 settembre 2019 – Daiichi Sankyo ha presentato oggi, in una sessione orale allo IASLC 2019 World Conference on Lung Cancer (#WCLC19) in corso a Barcellona, i dati aggiornati dello studio di fase I su U3-1402, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) anti HER3 in sperimentazione in 30 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico, con mutazione EGFR e resistente agli inibitori tirosin-chinasici. I risultati aggiornati di efficacia per 26 pazienti che hanno ricevuto U3-1402 in una delle quattro coorti di dosaggio e che hanno avuto una valutazione del tumore al basale e almeno una post-basale, dimostrano sei risposte parziali confermate in tre livelli di dosaggio. Una riduzione nelle dimensioni del tumore è stata osservata in 22 pazienti in tutto il range di dosi, con un cambiamento medio migliore di -25,7% [range da -82,6% a 13,3%]. Sono state riportate risposte in pazienti con o senza anamnesi di metastasi al sistema nervoso centrale.

U3-1402 è un farmaco anticorpo-coniugato che ha il potenziale per essere una terapia “first-in-class” contro l’HER3. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che veicolano una chemioterapia citotossica alle cellule neoplastiche mediante un legante su di un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l’impiego della tecnica DXd di Daiichi Sankyo, U3-1402 è composto da un anticorpo anti-HER3 umanizzato legato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso è disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all’interno delle cellule neoplastiche, e ridurre così l’esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.

Tutti i 30 pazienti arruolati nel trial erano stati sottoposti ad un precedente trattamento a base di inibitori tirosin-chinasici (TKI) dell’EGFR, inclusi 28 (93%) trattati con osimertinib. 15 pazienti (50%) avevano anche ricevuto precedente chemioterapia. Il follow-up medio è stato di 4,5 mesi. Al 3 maggio 2019, momento dell’estrazione dei dati, un totale di 17 pazienti è rimasto in trattamento.

Le analisi dell’NGS (Next-generation sequencing) e del cfDNA hanno rivelato la presenza di meccanismi di resistenza multipli alle precedenti terapie TKI dell’EGFR in pazienti che avevano sperimentato risposte parziali e riduzione del tumore mentre erano in trattamento con U3- 1402. Tre pazienti con risposta parziale confermata hanno mostrato le mutazioni T790M, che è il target di osimertinib, e C797S, che è associata alla resistenza a osimertinib. Inoltre, nell’analisi retrospettiva immunoistochimica (IHC) (n=25), tutti i tumori valutabili hanno mostrato un’espressione HER3 a vari livelli.

“Man mano che aumenta il numero dei pazienti trattati, i risultati continuano a dimostrare un’attività di U3-1402, incluse le attuali risposte parziali confermate in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico con EGFR mutante, che non rispondono più alla terapia a base di inibitori tirosin-chinasici anti-EGFR. – ha spiegato Helena Yu, medico oncologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center e sperimentatrice del trial – Questi dati suggeriscono che mirare all’HER3 con U3-1402 può essere una strategia terapeutica efficace, a prescindere dai meccanismi di resistenza individuati nei setting di resistenza agli inibitori tirosin-chinasici dell’EGFR, che richiedono nuovi trattamenti di precisione”.

I dati di sicurezza preliminari su 30 pazienti che hanno ricevuto l’ADC U3-1402 ad uno dei quattro dosaggi, hanno evidenziato un profilo di sicurezza maneggevole per una esposizione al trattamento media di 3,2 mesi. La dose raccomandata per l’estensione è stata stabilita a 5,6 mg/kg. I più comuni eventi avversi osservati durante il trattamento, ad ogni grado, si sono verificati nel ≥30% di pazienti, e includevano nausea (63,3%), spossatezza (43,3%), vomito (36,7%) diminuzione del numero delle piastrine (30%). Uno di questi eventi di grado ≥3 si è verificato in più del 10% di pazienti (diminuzione del numero delle piastrine, 20%). Le seguenti tossicità dose-limitanti sono state osservate in 4 pazienti: diminuzione del numero delle piastrine di grado IV e neutropenia febbrile di grado III. Un paziente ha riportato un evento avverso associato all’interruzione del trattamento (3,3%). In nove pazienti (30%) si è verificato un evento avverso serio durante il trattamento, a prescindere dal rapporto di causalità. In quattro pazienti (13,3%) gli eventi avversi erano correlati al trattamento in studio.

“L’HER3 è frequentemente sovra espresso nel carcinoma polmonare non a piccolo cellule così come in altri tipi di tumori solidi, ma non ci sono ancora terapie mirate anti-HER3 per l’NSCLC o altri tumori – ha dichiarato Dalila Sellami, MD, Vice Presidente e Global Team Leader U3-1402, Global Oncology Research and Development di Daiichi Sankyo.- U3-1402 è un potenziale ADC di prima classe progettato per veicolare il trattamento direttamente ai tumori che esprimono HER3 e, in base a questi risultati, arriveremo all’espansione della dose e amplieremo lo scopo del trial per includere pazienti con NSCLC squamoso o non-squamoso”.

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I bisogni insoddisfatti nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)
Il carcinoma polmonare è il cancro più comune al mondo e la principale causa di morte per cancro; nel 2018 sono stati osservati circa 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,8 milioni di morti. La maggior parte dei tumori al polmone sono diagnosticati solo allo stadio avanzato o metastatico. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) corrisponde a circa l’80-85% di tutti i carcinomi al polmone. Nel decennio scorso, l’introduzione di terapie mirate e di inibitori checkpoint, ha migliorato il panorama terapeutico per i pazienti affetti da NSCLC avanzato o metastatico; tuttavia, per coloro che non sono eleggibili agli attuali trattamenti o per coloro in cui il cancro continua a progredire, sono necessari nuovi approcci terapeutici.

La mutazione EGFR è un target oncogenico consolidato per la gestione del carcinoma polmonare non a piccole cellule. Per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato e con EGFR mutato, la terapia mirata con gli inibitori tirosin-chinasici dell’EGFR offrono percentuali di risposta e sopravvivenza libera da progressione più elevate rispetto alla chemioterapia. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti alla fine sviluppa una resistenza a questi farmaci, e da quel momento le opzioni di trattamento diventano più limitate. La resistenza clinica agli inibitori tirosin-chinasici dell’EGFR è stata correlata a meccanismi genetici multipli e, in molti casi, la causa ad essa soggiacente rimane sconosciuta. Allo stesso tempo, la maggior parte degli NSCLC con EGFR mutante mostra diversi livelli di espressione dell’HER3.
L’HER3 è un membro della famiglia dei recettori tirosin-chinasici del fattore di crescita dell’epidermide umana (EGFR), che sono associati ad una crescita cellulare anormale L’espressione di HER3 è stata associata ad un aumento delle metastasi e a ridotta sopravvivenza nei pazienti con NSCLC, e si presenta con una frequenza del 75%. L’HER3 è sovra espresso in molti tipi di cancro. Recentemente i ricercatori hanno riconosciuto il potenziale dell’HER3 come target terapeutico, ma attualmente nessun agente anti-HER3 è approvato per il carcinoma polmonare non a piccole cellule o altri tipi di cancro.

Lo studio
Lo Studio globale in due parti in aperto di Fase I sta arruolando pazienti affetti da NSCLC con mutazione EGFR, metastatico o non resecabile, progredito nonostante la terapia a base di inibitore della tirosin-chinasi. La prima parte dello studio include pazienti che hanno presentato progressione della malattia con erlotinib, gefitinib, dacomitinib o afatinib e sono risultati negativi al test per la mutazione del T790M, oppure con osimertinib indipendentemente dallo status del T790M.

Gli obiettivi primari dello studio sono quelli di valutare la sicurezza e la tollerabilità di U3-1402. Gli obiettivi secondari sono la valutazione preliminare dell’efficacia, misurando l’attività antitumorale di U3-1402 e la caratterizzazione della sua farmacocinetica.

La prima parte dello studio (sull’aumento del dosaggio) valuta U3-1402 a quattro dosi (da 3,2 mg/kg a 6.4 mg/kg) al fine di determinare la dose raccomandata per l’estensione. La seconda parte (sull’estensione del dosaggio) valuterà U3-1402 alla dose raccomandata per l’estensione di 5,6 mg/kg, e includerà un’ulteriore coorte di pazienti con NSCLC metastatico squamoso o non-squamoso senza mutazione EGFR, la cui malattia è progredita dopo la chemioterapia e i regimi terapeutici con anticorpi anti –PDL1. Si stima che saranno arruolati più di 100 pazienti in circa 17 centri nel mondo. Per ulteriori info: ClinicalTrials.gov.

Il farmaco anticorpo-coniugato U3-1402
Incluso nel Franchise sperimentale sui Farmaci Anticorpo-Coniugati di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise, U3-1402 è un ADC che ha il potenziale per essere una terapia “first-in-class” contro l’HER3. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che veicolano una chemioterapia citotossica (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un legante su di un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l’impiego della tecnica DXd di Daiichi Sankyo, U3-1402 è composto da un anticorpo anti-HER3 umanizzato legato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso è disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all’interno delle cellule neoplastiche e ridurre così l’esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.

U3-1402 è una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

U3-1402 è uno dei tre ADC di Daiichi Sankyo in fase di sviluppo clinico per l’NSCLC, insieme a DS-1062 e [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201) quest’ultimo sviluppato a livello globale in partnership con AstraZeneca con cui sarà commercializzato. U3-1402 è in sperimentazione in uno studio di fase I/II su pazienti affetti da carcinoma mammario metastatico HER3 positivo.
U3-1402, DS-1062 e DS-8201 sono in fase di sperimentazione e non sono ancora stati approvati per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.
I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

FonteDaiichi Sankyo Italia

Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredità di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.
Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

Contatti
Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Valeria Carbone Basile
Tel: +39 339 1704748
valeria.carbonebasile@gmail.com

Senza niente (con te) è il nuovo singolo di Bert

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

In rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali

“Senza niente (con te)” è il nuovo singolo di Bert, romantico cantautore figlio del nuovo pop italiano (Thegiornalisti, Cesare Cremonini).
Bert canta di emozioni e relazioni, dei cambiamenti e della fragilità nell’affrontarli.
Ricordi rinchiusi in fotografie che sembrano non appartenerci più, la vita che va avanti e ci porta altrove, la consapevolezza che i momenti che amiamo tenere vivi nella memoria restano eterni soltanto in due luoghi: nei posti in cui nascono e dentro ognuno di noi.

Riferimenti musicali: Thegiornalisti, Cesare Cremonini
Label: ALTI Records
Credits:
Testo e musica: Massimo Bartolo (Bert)
Arrangiamento e produzione: Luigi Tarquini e Federico Fontana per ALTI Records

Massimo Bartolo, in arte BERT, è un cantautore classe 1988 nato in un piccolissimo paesino in provincia di Reggio Calabria e “migrato” a Cesena (FC) all’età di 12 anni.
Ha sempre vissuto a stretto contatto con la musica sin da piccolo: a 3 anni riceve in regalo un “CantaTu” con la cassetta di Marco Masini; da adolescente passa i pomeriggi con sua zia ad ascoltare Bon Jovi, Vasco, Doors, Guns, Beatles e Pink Floyd.

Nel 2011 rimane totalmente stregato dal mondo dei concerti e dai musicisti, di cui dice“mi sembravano supereroi irraggiungibili e avrei voluto tantissimo essere come loro”.

Nel 2017 decide di aprire il suo cassetto più grande: inizia a suonare la chitarra, con l’obiettivo di scrivere canzoni per scacciare ogni pensiero e la stanchezza della solita routine quotidiana.

Nel 2018 partecipa alla 5^ edizione della Scuola per Autori al CET di Mogol e “Nei tuoi occhi” viene selezionata tra le opere pubblicate nell’antologia del Premio Scuola Autori di Mogol.
Nello stesso anno viene selezionato per il contest “Canzone circolare” di Legambiente, organizzato da Elio e le Storie tese e per il Premio Note D’autore, organizzato da Palbert Music.

Il 15 marzo 2019 pubblica il singolo d’esordio “Nei tuoi occhi”, accompagnato da un videoclip presentato in anteprima esclusiva su una popolare webzine di settore.
Il singolo viene selezionato tra le 10 canzoni vincenti del PAE 209 (Premio Autori Emergenti).

A Maggio 2019 pubblica il secondo singolo “Crederai”, in rotazione radio e su tutte le piattaforme digitali. Il testo viene selezionato per la finale del 6° corso autori CET di Mogol.
A Giugno 2019 è finalista del Premio Lunezia nella sezione Nuove proposte con “Nei tuoi occhi”.

In occasione della finale di Aulla si esibisce sullo stesso palco di Motta, Nada,Negrita, Paolo Belli , Simone Cristicchi, Francesco Renga, Gianluca Grignani e molti altri.

A Settembre 2019 viene selezionato tra i semifinalisti nazionali dell’undicesima edizione del Premio Valentina Giovagnini.

Il 9 Settembre 2019 è uscito il terzo singolo “Senza niente (con te)”.

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Davide Martini & Matthew F feat. Vsloboda “Love your star”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dall’idea compositiva del dj producer Davide Martini unita all’interpretazione del vocalist milanese Matthew F e della cantante russa Vsloboda, arriva in radio il singolo dance house che farà ballare le discoteche di tutta l’Italia.

“Love your star” è un brano nato dall’idea del dj e produttore Davide Martini (che ha composto la base) mirata a voler realizzare e proporre al pubblico un progetto dance allegro ed elegante dalle sonorità estive. Nella composizione della traccia sono stati utilizzati un pianoforte in classico stile dance, per creare una melodia molto elegante, un saxofono per dare quel tocco sensuale ma al contempo molto ritmato e d’impatto che faccia venire un’rinfrenata voglia di ballare, e un basso accompagnato da un kick per dare ritmica e profondità alla traccia e renderla un disco dance a tutti gli effetti.

Il messaggio della canzone sprona ad amare la propria stella (idealizzata come un amore da inseguire, che prima o poi, grazie alla tenacia, si riuscirà a raggiungere), non dando importanza al pensiero della gente. Il pezzo è stato interpretato da Valentina Sloboda (Vsloboda) e Matteo Fabbri (Matthew F), cantato in lingua inglese e in lingua russa, per dare quel tocco di particolarità in più e cercare di distinguersi da altri progetti.

Il singolo è stato interamente realizzato negli studi di GRADA Records, etichetta discografica indipendente, fondata dagli Stessi Davide e Matteo un anno fa, in forte crescita negli ultimi mesi, grazie alla produzione e promozione di diversi nuovi artisti nel panorama della musica pop e dance.

DAVIDE MARTINI

Davide Martini nasce a Monza il 24/07/1988, si appassiona al mondo della musica dance e del
clubbing fin da giovanissimo. All’età di 17 anni comincia a muovere i primi passi come dj alle feste
private e nei piccoli locali della Brianza. Nel 2009 diviene dj resident nella serata del venerdì allo
Studio 54 di Arcore, dove lavora con diverse special guest. Nel corso degli anni ha modo di suonare nelle varie discoteche della Brianza e in vari eventi come il capodanno al Golf Club di Usmate o quello all’Autodromo Nazionale di Monza e alla serata disco all’Acquaworld di Concorezzo. Successivamente approda sul palcoscenico milanese, dove suona in molti dei locali più rinomati. Il mondo dei locali non è la sua unica passione e comincia ad avvicinarsi al mondo delle produzioni con la realizzazione di
alcuni bootleg. Nel 2017 compone il suo primo singolo intitolato Sax, successivamente realizza in collaborazione con la cantautrice Atena Baurus, il singolo My Reality, uscito nel corso del mese di Dicembre 2018 è stato trasmesso da svariate emittenti radiofoniche in Italia e nel resto del mondo e inserito in alcune compilation di musica dance. Nel mese di Giugno 2019 realizza il primo singolo in collaborazione con Matthew F, usando l’acronimo MATTHEW PROJECT, L.A. C*****E. A Luglio 2019, esce con il suo ultimo singolo Love Your Star, ideato e realizzato con la collaborazione di Matthew F e Vsloboda.

MATTEO FABBRI “MATTHEW F”

Matteo Fabbri in arte Matthew F, nasce a Milano il 08/09/1985. Per anni si occupa, nel ruolo di Art Director, dell’organizzazione e gestione delle serate nei maggiori e più importanti locali di Milano. Il suo carattere molto esuberante, lo porta in diverse consolle ad animare la serata con il microfono come vocalist. La grande amicizia e passione per la musica dance, che lo lega al dj e produttore Davide Martini, lo porta un anno fa, a fondare con lui, la GRADA Records, giovane e dinamica etichetta indipendente di musica pop e dance. Successivamente, tra i due, nasce l’idea di iniziare diverse collaborazioni come MATTHEW PROJECT con L.A. C*****E e il nuovo singolo in arrivo Love Your Star, usciti entrambi sotto la loro etichetta.

VALENTINA SLOBODA “VSLOBODA”

Nata in Russia nel 1983 dove ha vissuto e studiato fino al raggiungimento del diploma come maestra di musica. 

A maggio 2018 ha partecipato al corso “Music Intensive” del Tour Music Fest guidata dal C.E.T. di Mogol. Un’ esperienza unica per lei, ed una crescita musicale molto importante. Partecipa successivamente alle audizioni di concorsi importanti come:

– Tour Music Fest

– Musica è

– Umbria Voice

Realizza diversi singoli di musica pop, cantata in lingua inglese e italiano, prima di cimentarsi nella nuova avventura della dance music, collaborando con il dj producer Davide Martini e il vocalist Matthew F, alla realizzazione del singolo Love Your Star, cantato per metà in russo e per metà in inglese.

Etichetta: Grada Records

Contati e social

DAVIDE MARTINI

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MATTEO FABBRI

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VSLOBODA

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GRADA RECORDS

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