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Le 10 regole d’oro per guadagnare su Airbnb e con gli affitti brevi

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Turismo

Massimizzare il guadagno da un affitto breve è possibile? Certo, ma occorre essere ottimi fotografi, conoscere il Codice Civile, comprendere il mercato immobiliare, parlare più lingue e avere molto tempo a disposizione. L’alternativa è affidarsi a un team di professionisti e guadagnare ogni mese.

Milano, 22 maggio 2018 – Per ottenere un ottimo guadagno su Airbnb, Booking e sulle principali piattaforme, bisogna seguire alcune regole prima, durante e dopo l’arrivo degli ospiti nell’appartamento. Per guadagnare bene è necessario affittare il maggior numero possibile di giorni, e perché ciò accada, occorre apparire con il proprio annuncio nelle primissime posizioni. Non è un lavoro semplice, è un impegno che richiede molto tempo, conoscenza del settore e alta professionalità. CleanBnB, leader italiano nella gestione degli affitti brevi, ha stilato un elenco di 10 regole d’oro per guadagnare con il proprio appartamento, regole che la startup milanese segue ogni giorno con il massimo della professionalità.

1) Conoscere le regole

Conoscere e comprendere le normative che regolano questo settore in continua evoluzione è essenziale. Un buon punto di partenza potrebbe essere la lettura del Codice Civile, la parte che tratta la disciplina delle locazioni, in particolare quelle degli immobili per finalità turistiche. A seconda della località, è necessario conoscere le leggi regionali e i regolamenti comunali che regolano il settore, e procedere con gli adempimenti burocratici richiesti, come la registrazione in questura dei dati degli ospiti e la tassa di soggiorno. Bisogna sempre essere aggiornati, perché normative e regolamenti spesso sono oggetto di modifiche. Non si può affrontare l’argomento con leggerezza, perché il rischio di incorrere in sanzioni è elevato e la normativa è in continua evoluzione.

 2) Ottenere la massima visibilità

Per ottenere il massimo guadagno da un affitto breve è fondamentale essere presenti con il proprio annuncio sui principali siti del settore (AirBnB, Booking, HomeAway e molti altri). La presenza su questi canali però non è sufficiente, bisogna essere ai primi posti nelle ricerche. Perché ciò accada, bisogna caricare annunci in più lingue, con ampie descrizioni e foto professionali. Un altro aspetto importante, quando si è presenti su più siti contemporaneamente, è la sincronizzazione del calendario sul quale sono aggiornate le date disponibili. Senza dimenticare l’importanza dei canali offline: accordi con operatori del settore turistico, con le aziende, con strutture sanitarie e università, risultano essenziali soprattutto per quelle zone più sensibili alle variazioni stagionali.

3) Scattare foto professionali
Sono la prima cosa che cattura lo sguardo di chi visita un sito di annunci. Per questo devono essere di livello professionale. Nella maggior parte dei casi, le foto determinano l’interesse del potenziale ospite per un annuncio piuttosto che un altro, e lo convincono a considerare gli altri aspetti: posizione, tariffa, etc. È un dato di fatto che gli annunci con foto professionali ottengono posizioni migliori nei risultati di ricerca. Oltre che ben curate, le foto devono mostrare tutte le stanze e cogliere l’appartamento da diverse posizioni. Bisogna essere chiari e non nascondere eventuali difetti, che l’ospite scoprirà durante il soggiorno e non mancherà di riportare in una recensione negativa. Caricare scatti fatti con il proprio smartphone non è sempre la scelta migliore.

4) Gestione dinamica delle tariffe

Inutile dire che la tariffa deve essere competitiva, ma deve anche essere congrua con il mercato e con il pubblico che si vuole attirare. Per stabilire un prezzo competitivo è necessario verificare non solo gli annunci degli altri appartamenti simili presenti nella stessa area, ma anche i prezzi degli alberghi. Per massimizzare gli introiti, è molto importante che il prezzo vari non solo in base alla stagione, ma anche allo svolgimento d’importanti manifestazioni che si tengono in quell’area. È altresì importante stabilire una tariffa minima, da applicare durante la bassa stagione, che permetta di coprire i costi di gestione assicurando al proprietario comunque un buon rendimento. Si tratta quindi di un lavoro di ricerca, di strategia e di tattica, che occorre perfezionare giorno per giorno.

5) Descrivere l’appartamento in modo obiettivo

Occorre mettersi nei panni del potenziale ospite facendo una lista di tutte quelle informazioni che desidererebbe conoscere prima di prenotare. Nella descrizione è giusto evidenziare ciò che rende l’appartamento unico e tutti gli aspetti positivi, ma è fondamentale che la descrizione sia obiettiva e trasparente. Non bisogna promettere dotazioni che in realtà non ci sono, e riguardo la posizione, bisogna essere accurati: se l’appartamento affaccia su una via che di notte diviene il centro della movida della città, è necessario scriverlo, in modo che sarà preso in considerazione da ospiti che amano quel genere di situazioni, e non da persone che cercano la tranquillità e il silenzio. In questo modo si eviteranno delle cattive recensioni. Da non sottovalutare poi la necessità dotarsi di una descrizione multilingue.

6) Rispondere velocemente

Una volta inserito l’annuncio, bisogna gestire le richieste dei potenziali ospiti. La velocità con cui si risponde è un fattore chiave: rispondere entro 1 ora offre ottime possibilità di comparire nelle prime posizioni delle ricerche sui portali di affitti brevi. La regola di molti portali vuole che si debba rispondere almeno entro le 24 ore, e non è ammissibile farlo dopo qualche giorno o, addirittura, non rispondere. Se ciò accade, il rischio di essere penalizzati nelle ricerche è molto alto. Importante è anche il tono della risposta, che deve trasmettere un senso di gentilezza, disponibilità ed accoglienza, e allo stesso tempo serietà e competenza.

7) Accogliere di persona

Sempre più spesso, soprattutto a chi abita in una grande città, si presenta la scena di una coppia di turisti fermi davanti a un portone con le proprie valigie, in attesa che qualcuno si presenti con le chiavi dell’appartamento che hanno affittato. Non è certo un bel modo di cominciare una vacanza. Occorre sempre contattare gli ospiti con dovuto anticipo rispetto all’arrivo, ed è doveroso farsi trovare sul posto. Nel caso (frequente) in cui ci sia un ritardo nell’arrivo degli ospiti, bisogna essere molto flessibili e venire incontro alle loro esigenze. Quando l’ospite entra nell’appartamento, dovrà trovare tutto in perfette condizioni, pulito e profumato. Lasciare una bottiglia d’acqua in frigo, soprattutto d’estate, è un gesto che non passa inosservato.

8) Pulire con attenzione

Quando un ospite termina il proprio soggiorno, l’appartamento va pulito accuratamente e preparato per il successivo. Le pulizie e il riordino vanno fatti con grande attenzione e non sono ammesse, per esempio, lenzuola stropicciate o la presenza di polvere sui soprammobili. L’ospite deve avere a disposizione asciugamani puliti, coperte, lenzuola, prodotti da bagno e tutto il necessario per godersi il soggiorno. L’ambiente che l’ospite trova deve rispecchiare quanto è stato visto e letto nella presentazione online. Un bagno sporco o la presenza di capelli nella doccia portano solo cattive recensioni e allontanano i futuri clienti.

9) Controllare eventuali danni

Quando termina il soggiorno, non solo è necessario recuperare le chiavi, ma è importante svolgere un attento controllo all’interno dell’appartamento per verificare che tutto sia in ordine, così da prepararsi per un nuovo ospite. Per non trovarsi ad affrontare spese impreviste è fondamentale assicurare l’appartamento contro eventuali danni causati dagli ospiti. A tale riguardo CleanBnB garantisce la copertura assicurativa al proprietario e lo tiene costantemente aggiornato con i report di gestione.

10) Ottenere ottime recensioni

Svolgere le attività su indicate con professionalità è il modo migliore per ottenere ottime recensioni da parte degli ospiti, feedback che condizionano in modo positivo le ricerche di appartamenti su siti come AirBnB, Booking, HomeAway e molti altri. Nel settore dell’home sharing, le buone recensioni fanno crescere la reputazione del proprietario, incidendo sul posizionamento dell’annuncio sui motori di ricerca. L’obiettivo è di diventare quello che Airbnb definisce “Superhost”, in altre parole far parte di quella categoria di proprietari che hanno ricevuto una valutazione tramite recensione non inferiore a 4,8 stelle su 5, (oltre ad aver risposto entro 24 ore almeno nel 90% dei casi, ospitato almeno 10 soggiorni l’anno e aver effettuato zero cancellazioni). I Superhost di Airbnb guadagnano il 22% in più rispetto agli altri proprietari (dati interni a Airbnb).

Spinti dalla speranza di un facile guadagno con il minimo sforzo, molti proprietari di appartamenti affrontano da soli il mercato degli affitti brevi restando delusi dai risultati ottenuti. Per massimizzare il ricavo, è necessaria la professionalità di un partner come CleanBnB, in grado di affrontare e gestire al meglio i diversi fattori che incidono sulla rendita derivante da un affitto a breve termine. Il proprietario non deve fare nulla: pensa a tutto CleanBnB.

LawrencePAD, disconnettersi dalla realtà genera “Confusione”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Il cantautore in radio con un interessante singolo  

Si intitola Confusione l’ultimo singolo e videoclip  di LawrencePAD Ft Staisereno attraverso il quale, il cantautore, riflette sulla nostra costante connessione generale e massiva ad un server che causa la disconnessione dalla realtà e dai rapporti sociali veri e propri.
Il racconto della trasformazione di un mondo verso la CONFUSIONE.

Lorenzo Papasodero (in arte LawrencePAD) dimostra sin da bambino una predilezione spiccata per la musica e doti compositive  particolari che l’hanno portato a curare voce e abilità strumentale come cantautore. Ha lavorato duramente per arrivare a vincere ambiti premi partecipando, nel 2013, al Concorso Le radici cristiane in Europa, con il pezzo Ciò che siamo noi e prendendo parte nello stesso anno al TourMusicFest. Così facendo, LawrencePAD si fa conoscere nel panorama del cantautorato italiano emergente. Nel 2015, con il suo primo singolo Direi Di No, Lawrence si presenta al grande pubblico. Nel periodo estivo del 2017, il lancio di suoi altri tre tre singoli, tutti per NSM Label, (“Amore Superficiale”, “L’Estate È Qui”, e “Quando Il Sole Esplode”), segna un momento fondamentale di maturazione artistica. A Giugno 2018 è previsto il lancio del suo primo Album Musicale “Ali Di Carta”, anticipato dal singolo Confusione. Una produzione NSM Label.

https://www.facebook.com/LorenzoPapasoderoOfficial/

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La Thuile Trail – La Thuile – 30 giugno 2018

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Sport, Turismo

Un percorso di 25 Km, 1.500 metri di dislivello e panorami straordinari sono gli ingredienti di LA THUILE TRAIL 2018, terza edizione della gara di trail running in semi autonomia che si disputerà il 30 giugno sui sentieri di La Thuile, in Valle d’Aosta.

La competizione, che quest’anno farà parte del TOUR TRAIL VDA, oltre al gesto sportivo, offre anche la possibilità di scoprire un territorio selvaggio, ricco di storia e per questo molto affascinante. Il tempo massimo per concludere la gara è fissato in 8 ore, questo per permettere di terminare il percorso semplicemente, con un buon passo. Il tracciato parte dal paese -piazza Cavalieri di Vittorio Veneto- (1.441m), prosegue per il Ponte delle Capre in frazione Bathieu, attraversa successivamente le frazioni Thovex e Buic, si inerpica nel bosco transitando davanti ad alcuni vecchi ingressi minerari per l’estrazione di antracite e, percorre il perimetro del Fortino edificato nel 1630 dal Ducato di Savoia nella zona di Plan Praz, non prima di transitare in località Foillex (1.960 m) dove è attrezzato un punto acqua e soccorso sanitario.

Il trail continua sul sentiero denominato “La Balconata” per arrivare in prossimità del rifugio Deffeyes (2.494 m), lambire il maestoso ghiacciaio del Rutor (3.486 m), la sua morena, i suoi stupendi laghetti e raggiungere la vicina Cappella di San Grato (2.454 m). Successivamente, scendendo, l’itinerario costeggia un torrente che porta a un suggestivo pianoro post-glaciale dove si vede sulla sinistra il Lac des Seracs (2.250 m). Attraversato un ponticello ligneo, a circa metà percorso, il sentiero raggiunge una zona di pietraie, quindi risale per circa 50 metri di dislivello il costone della morena glaciale e poi “scollina” per scendere nuovamente e arrivare al baraccamento di Bellecombe sito nell’omonimo vallone (2.320 m) e continuare verso Comba Sozin e poi passare dalla Valle de La Thuilette dove si può godere di una vista suggestiva su due laghetti e sulle cascate del Rutor.

Il tracciato prosegue sul sentiero n.7 per giungere infine alla frazione La Joux a quota mt 1.660 dove è ubicato un secondo punto di ristoro (nonché la partenza della navetta per i concorrenti che si sono ritirati) e continuare fino al tratto di poderale che transita davanti alla Scuola di sci in località Planibel e conduce diritto verso il traguardo situato in Piazzale Cavalieri Vittorio Veneto.

La Thuile Trail

Programma

Venerdì 29 giugno 2018

ore 15.00 -21.00 distribuzione pettorali presso la struttura sportiva comunale Konver nella zona di Arly

ore 19.30 briefing

Sabato 30 giugno 2018

7.00-8.30: Ritiro ultimi pettorali in zona partenza (piazza Cavalieri di Vittorio Veneto)

8.45: Last-minute briefing in zona partenza

9.00: Partenza

12.00: Attesi i primi concorrenti

13.00: Pasta Party

15.00: Premiazioni

17.00: Arrivo ultimi concorrenti

Trail individuale

Trail running in semi-autonomia: 25km lungo i sentieri di La Thuile. Partenza collettiva in linea. L’organizzazione si occuperà di segnalare il percorso e allestire una serie di ristori con cibi e bevande più ristoro finale all’arrivo.

Tempo massimo

Il tempo massimo per la competizione è di 8 ore, appositamente calcolato in modo da permettere di concludere il percorso semplicemente con un buon passo. Cancello orario al Rifugio Deffeyes (Km. 10+000) dopo 4.30 ore dalla partenza (alle ore 13.30 p.m.).

Modalità iscrizione

Iscrizione al trail entro 27 giugno 2018 alle ore 24:00

Numero massimo di concorrenti: 400

In caso di imprevisti metereologici l’organizzazione assicura un percorso alternativo sempre di 25 km, ma a bassa quota.

E’ obbligatorio effettuare l’iscrizione esclusivamente tramite il sito della WEDOSPORT all’indirizzo www.wedosport.net.

Le cultivar di Geoplant alla conquista dei Balcani

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Fragole e berries una certezza, l’albicocco la nuova frontiera della crescita inarrestabile dell’azienda romagnola nell’est Europa: l’offerta di Geoplant supera in Serbia il test di clima e innovazione produttiva.

Ottimo riscontro per la società agricola di Savarna (RA) all’indomani della prestigiosa International Agricultural Fair di Novi Sad, in Serbia dal 15 al 21 maggio. L’85° edizione della kermesse dedicata al florovivaismo e all’intera filiera agricola ha ospitato lo spazio espositivo della Geoplant Vivai all’interno del Padiglione Italia organizzato dall’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane.

L’azienda specializzata nel miglioramento genetico e nell’innovazione varietale delle piante da fragola e da frutto ha incontrato, per tutta la durata della manifestazione, importanti interlocutori commerciali interessati alle sue cultivar, provenienti dalla Romania, dalla Macedonia e dalla regione dei Balcani tutta.

Si riconferma, a lavori chiusi, il deciso gradimento dei produttori dell’Europa orientale per le varietà di fragola a marchio Geoplant con particolare attenzione per Alba e Roxana, le due cultivar che da oltre 15 anni si impongono nel mercato fragolifero serbo. A rappresentare il settore fragola della società agricola made in Italy c’era a Novi Sad Michele Montanari, tecnico commerciale e breeder già più volte ambasciatore dell’innovazione di Geoplant all’estero.

Dopo berries e ciliegio – secondi solo alla fragola nella classifica della richiesta del comparto vivaistico del Paese – quest’anno il terreno di sfida dell’azienda di Savarna si è dimostrato essere l’albicocco.

Spaziando da varietà colorate a bicolori, da precoci a tardive ad autofertili, il catalogo della Geoplant Vivai raccoglie oggi una gamma prodotti di altissima qualità, recentemente messa a dura prova dal passaggio della rigida perturbazione Burian, superata con danni estremamente ridotti e circoscritti.

La notevole capacità di resistenza dimostrata al cospetto dell’ondata di freddo verificatasi in Italia quest’anno testimonia l’elevato grado di adattabilità di cultivar di albicocco come Pricia, Tsunami, Lady Cot, Farbela e Albinova, punti di forza della produzione di Geoplant.

Mercoledì 16 e giovedì 17 maggio le migliori giornate del Salone, durante le quali Gianluca Pasi – responsabile commerciale e responsabile del miglioramento genetico per le piante da frutto – e il suo team di collaboratori hanno invitato i rivenditori a realizzare degli impianti pilota, con l’obiettivo di testare le varietà e permettere una diffusione commerciale estesa e capillare, gettando le basi per il futuro e riattestando l’alto standard di affidabilità dell’azienda.

www.geoplantvivai.com

RIFF RAFF with SIMON WRIGHT live al Druso di Ranica (Bg) venerdì 1 giugno

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

La carica dei Riff Raff, storica tribute band degli AC/DC, farà tappa al Druso di Ranica insieme a un ospite d’eccezione come Simon Wright, batterista degli ACDC e dei DIO.

Clicca qui per info orari e dettagli

Simon Wrigth è entrato poco più che ventenne in una delle più grandi hard rock band del mondo come gli AC/DC rimanendoci dal 1983 al 1989. Ha suonato anche con Rhino Bucket, UFO e con i DIO dei quali ha fatto parte fino al loro scioglimento nel 2010 partecipando agli ultimi lavori in studio “Killing the Dragon” (2001) e “Master of the moon” (2004), più alcune raccolte e un album live. Sarà in Italia per pochissime date, tra cui quella al Druso di Ranica.

Il tributo milanese ad una band che ha venduto più di 200 milioni di dischi nel mondo, nasce alla fine del 1997 grazie a Luigi Schiavone, storico chitarrista di Enrico Ruggeri, che ha fondato i RIFF RAFF e vi ha militato per più di cinque anni. Oggi è Edo Arlenghi, cantante della band, a continuare a portare la musica degli AC/DC nei locali con una formazione che dal 2007 resta invariata. A  partire da album come “High voltage”, disco d’esordio degli AC/DC del 1975, fino ai più grandi classici eseguiti come nelle più famose performance live, proposti in questo omaggio ad una delle band più importanti del rock mondiali.

Il Druso è un progetto che nasce nel 2007 inizialmente con piccoli concerti, salvo poi diventare negli anni uno tra i migliori club di musica dal vivo italiani. Con alle spalle migliaia di live continua la sua attività culturale ed artistica portando a Bergamo artisti di fama nazionale ed internazionale. Due le rassegne in particolare IndieDruso & BlackDruso. La prima diffonde la musica indipendente e d’avanguardia nazionale ed internazionale. La seconda, Blackdruso,  strizza l’ occhio ai più giovani e al mondo della musica hip-hop & rap.

Contatti e Social

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www.drusobg.it

Ufficio stampa

Astrid Serughetti – astrid@laltoparlante.it – 347.7573624

Aggiornamento e innovazione nella documentazione Varvel

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

L’attenzione per il servizio completo del Gruppo Varvel si riflette in ogni aspetto del lavoro, anche nella nuova edizione del catalogo dedicato ai riduttori per il settore dell’allevamento FRP680

La tradizione di Varvel è caratterizzata dalla costante evoluzione e di recente il Gruppo ha pubblicato nuovi cataloghi di prodotto relativi al riduttore FRP680, progettato appositamente per l’azionamento dei sistemi di alimentazione lineari a terra utilizzati nell’allevamento avicolo.

L’allevamento è uno dei settori di business più proficui per l’azienda, che ha voluto investire su questo prodotto per valorizzare il grande potenziale della sua applicazione.

Il riduttore FRP680 trasmette il movimento al dispositivo che trasporta il mangime verso le mangiatoie attraverso coclee con scanalature elicoidali. Il prodotto viene realizzato in tre diverse versioni: una versione integrale con flangia entrata di 160 mm e flangia uscita quadra; un’altra versione integrale con flangia entrata di 200 mm e flangia uscita quadra; una versione neutra in grado di montare flange personalizzate sia in entrata che in uscita. Ciascuna di queste versioni è disponibile nelle varianti con giunto elastico in entrata e con foro IEC. Si accoppia a motorizzazioni che spaziano da un minimo di 0.25 kW fino a un massimo di 1.5 kW. Tutte queste informazioni, e molte altre, sono chiaramente riportate nei nuovi cataloghi di recente rilasciati dal Gruppo Varvel: tutte le caratteristiche tecniche, i dati di prestazione, le dimensioni, i codici degli alberi uscita per gli accoppiamenti… Ogni informazione utile su questo prodotto per le macchine pensate per l’allevamento avicolo è esposta a vantaggio di ogni utente in tutto il mondo, grazie alla disponibilità di queste informazioni in ben 6 lingue.

L’attenzione all’aggiornamento non si ferma al catalogo del riduttore FRP680: sono infatti state rilasciate anche le nuove edizioni dei manuali di uso e manutenzione dei riduttori Varvel in contesti dove vige la normativa Atex, ovvero in tutte quelle tecnologie impiegate negli ambienti di lavoro in cui si creano condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi o di esplosioni. Tutte le informazioni riportate permettono di lavorare in sicurezza e nel totale rispetto della direttiva europea.

Infine, sono stati aggiornati anche i cataloghi dei servomotori.

Il Gruppo Varvel offre quindi alla clientela internazionale una documentazione sempre attuale, rivista in base alle esigenze specifiche del mercato contemporaneo.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – varvel@varvel.com
Ufficio Stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna – Tel. 0514450204 – Matteo Barboni – 3496172546 m.barboni@borderlineagency.com

Bollette: 9 italiani su 10 non conoscono i propri consumi

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

Da qualche anno gli organismi competenti stanno facendo grandi sforzi per rendere più chiare le bollette che ciascuno di noi riceve per le utenze domestiche, ma nonostante questo sono pochissimi gli italiani in grado di rispondere ad una semplice domanda: quanta energia elettrica e quanto gas si consuma nella tua famiglia?

Per definire il fenomeno e capire quanti italiani conoscano effettivamente il proprio consumo di energia elettrica o gas, Facile.it ha analizzato un campione di oltre 225.000 domande di nuova fornitura legate alle utenze domestiche raccolte tramite il sito tra gennaio e aprile 2018*; è emerso così che l’89% dei richiedenti dichiara di non conoscere i propri consumi energetici.

Guardando i dati rilasciati dagli utenti in fase di preventivo, emerge che in media le persone sono più consapevoli rispetto ai consumi di energia elettrica (13,1% quelli che rispondono affermativamente alla domanda sui propri consumi), mentre solo l’8,3% ammette di conoscere quelli del gas.

«Essere coscienti dei propri consumi è fondamentale per poter identificare l’offerta più adatta alle esigenze della famiglia e fare una scelta consapevole riguardo al fornitore di luce e gas; scelta che può tradursi in un risparmio mensile importante», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it. «Un elemento, questo, oggi ancora più rilevante se si considera che entro luglio 2019 gli italiani che ancora usufruiscono del mercato protetto dovranno obbligatoriamente passare a quello libero».

Analizzando i dati su base territoriale emerge che sono i residenti del Molise quelli maggiormente consapevoli dei propri consumi (15%); seguono i residenti in Veneto (13,3%) e nel Trentino Alto Adige (12,8%). Guardando la classifica nel verso opposto, invece, sono la Campania (8,4%), la Sicilia (9,1%) e la Calabria (9,6%) le regioni dove gli utenti dichiarano in percentuale minore di conoscere i propri consumi.

La situazione non varia di molto se si guarda alle singole forniture. Per l’energia elettrica, i consumatori che più di tutti conoscono i propri consumi sono ancora una volta quelli di Molise e Veneto (rispettivamente il 18,8% e il 15,8%), seguiti questa volta da quelli dell’Emilia Romagna (14,6%). Le regioni dove si conoscono meno si confermano essere la Campania (9,6%), la Sicilia (10,1%) e la Calabria (11,3%).

Per le richieste legate alla fornitura di gas, le aree con la percentuale più alta di richiedenti che conoscono i propri consumi sono il Veneto (10%), il Molise (9,8%) e l’Emilia Romagna (9,2%); quelle con le percentuali più basse Calabria (5,6%), Campania (5,9%) e Sicilia (6,3%).

Guardando alle grandi città, invece, quando si parla di consumi di energia e gas, le più consapevoli risultano essere Milano (12,95%), Firenze (12,07%) e Genova (12,04%); quelle con le percentuali più basse sono Napoli (7,49%), Torino (9,56%) e Bari (9,75%).

* Campione esaminato: 255.751 richieste raccolte tramite Facile.it tra il 15/1/2018 e il 22/04/2018

Genova: l’AD Claudio Descalzi ospite del Festival Limes

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Tutta l’energia del mondo: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi è protagonista di un incontro organizzato nell’ambito del Festival Limes di Genova.

Claudio Descalzi

Formiche.net: l’intervento di Claudio Descalzi, AD di Eni, al Festival Limes

L’Africa resta al centro delle strategie di Eni: nel continente il gruppo guidato da Claudio Descalzi si configura come primo produttore internazionale nell’energetico producendo la metà del greggio totale. L’AD lo ha sottolineato intervenendo al Limes Festival di Genova lo scorso 5 maggio: “L’Europa è una scatola vuota di energia, importa l’80% del gas. Solo chi ha energia può avere un futuro”. Oggi è sempre più necessario individuare nuove fonti energetiche e in questo l’Africa può dare un contributo fondamentale. È un continente straordinariamente ricco di risorse, ma pieno di contraddizioni e paradossi, come ha fatto notare Claudio Descalzi: la prosperità del suolo contrasta infatti con la realtà di grave sottosviluppo energetico che vivono le popolazioni locali. Eni lo sa bene: “Negli ultimi cinque anni abbiamo fatto grandissime scoperte: l’Africa subsahariana in particolare dispone di grandi risorse di gas e petrolio, ma anche eoliche e solari. Tuttavia l’Africa, che costituisce il 15-20% della popolazione mondiale, consuma solo il 3% dell’energia” ha spiegato l’AD osservando che 650 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità, usano la carbonella o il legno per scaldarsi e svolgere le attività domestiche. Sono abitudini che innalzano in maniera preoccupante i livelli di monossido di carbonio nelle abitazioni causando “centinaia di migliaia di morti, più di quanti ne faccia la malaria”. L’insufficienza energetica provoca anche disoccupazione, generando i fenomeni migratori fra gli Stati africani e verso l’Europa.

Claudio Descalzi: il modello Eni in Africa e la pace in Libia

Nel suo intervento al Festival Limes, come riporta l’approfondimento di “Formiche.net”, Claudio Descalzi ha dunque evidenziato l’importanza di adottare strategie sostenibili, un investimento che nel tempo porta a risultati importanti: “Contrariamente ad altre società noi in Africa abbiamo sviluppato la produzione di gas per il mercato domestico: lo abbiamo deciso per fare una gara diversa, non quella di uno scattista, ma per guardare in prospettiva”. Per ottenere la credibilità e la fiducia delle popolazioni locale, il gruppo ha lavorato molto: “Oggi diamo energia a 20 milioni di persone con le nostre centrali e settecentomila persone nell’africa subsahariana sono impegnate in progetti agricoli e si autosostengono. Sono cifre ancora piccole ma aiutano progetti importanti di sviluppo”. Claudio Descalzi ha anche invitato la comunità internazionale a considerare una battaglia personale quella per la pace in Libia: “La situazione politica resta frammentata, nonostante sia in corso un tentativo di discussione, forse si riuscirà a istituire nuove elezioni e trovare un accordo fra le diverse forze in campo. Tutti insieme, dimenticandoci egoismi e interessi, dobbiamo impegnarci per cercare di portare la pace”.

Intervista a Nino ‘u Ballerino, lo street chef da Oscar, partner di Pro Biennale

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Cultura, Gastronomia e Cucina

Alla Pro Biennale di Venezia, presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, Nino ‘u Ballerino era presente con il suo catering alla Scuola Grande di San Teodoro, riscuotendo sorrisi di approvazione e complimenti per i suoi prodotti. Partner della mostra, lo street chef da Oscar risponde così alle nostre domande.

  1. Signor Antonio Buffa, per tutti lei è Nino ‘u Ballerino, lo street chef da Oscar. Vuole raccontarci come è nato il suo nome d’arte?

La risposta è molto semplice ed è nei movimenti che faccio quando preparo le mie specialità, a partire dal pane con la milza, e le porgo ai miei clienti. Come si dice in gergo tipicamente palermitano, mi “annaco” a suon di musica: l’energia, il dinamismo e la passione che metto anche nei gesti legati al mio lavoro danno vita a un vero e proprio show che richiama una sorta di ballo; da qui il mio nome d’arte. La gente apprezza molto il fatto che il momento dello spuntino possa trasformarsi in una parentesi di intrattenimento e buon umore.

  1. Si immaginava di raggiungere una simile popolarità?

Assolutamente no. Io vengo dalla strada, e lo dico con orgoglio. Sono nato in una famiglia di meusari. La famiglia Buffa esercita questa professione fin dal 1802: io ho appreso l’arte della conzatura ‘ru pani ca’ meusa da mio nonno e mio padre, che ho cominciato a seguire fin da piccolissimo nei loro giri per tutta la Sicilia. Eravamo degli ambulanti, e  la mia prima attività “a solo” è stato il classico “banchetto” da strada. Ma anche allora il mio amore per questo lavoro ha fatto sì che io maturassi sin da giovanissimo un progetto: fare conoscere ed apprezzare il pani ca’meusa anche fuori dei confini della mia città e della Sicilia. È stato questo sogno a fare sì che cercassi sempre e costantemente di migliorare. Il resto è venuto poi da sé…

  1. Qual è stata la sua soddisfazione più grande?

Mi ritengo fortunato, perché nel corso degli anni le soddisfazioni, sia professionali che umane, sono state tante. Ma quella che ritengo davvero la più importante è quella per cui se oggi parli del pani ca’ meusa (detto proprio così, in dialetto) tutti gli italiani sanno di cosa si tratta. E il fatto che la specialità regina del cibo di strada palermitano venga apprezzata sia in Italia che fuori (e questo grazie ai miei numerosi viaggi all’estero) mi riempie di gioia.

  1. Tra i tanti riconoscimenti e premi ricevuti, ce n’è uno che ricorda con particolare orgoglio?

Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di fare tanto e raggiungere traguardi importanti. Ovviamente vincere l’Oscar del Cibo di Strada a Milano ed aggiudicarmi il titolo di migliore street chef d’Italia penso sia stato importantissimo. Ma ci sono altri successi di cui sono particolarmente orgoglioso: essere incluso tra i migliori street chef d’Italia dal Gambero Rosso; le company presentation e i cooking show alle Università Bocconi e IULM di Milano; la notte magica a piazza del Campo di Siena, dove sono stato ospite del famosissimo ristorante Sansedoni e con cui ho organizzato la prima degustazione di Pani ca’ Meusa in Toscana; le due serate a Padova; i tour in tutta Europa e negli USA; le trasmissioni televisive (RAI, Mediaset, France 5, BBC, Discovery Channel, Travel&Living ecc.). Anche l’inclusione nell’Albo delle Eccellenze Italiane è un punto importante della mia carriera. Il grande successo della mia partecipazione all’Expo, poi…

  1. L’8 maggio ha partecipato in qualità di partner all’inaugurazione della mostra Pro Biennale, presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia, curandone il buffet. Ma lei non è nuovo a questo genere di collaborazioni. Qual è il suo rapporto con l’arte e con il cibo?

Amo moltissimo la musica. Come si sa, io lavoro sempre a suon di musica; mi dà energia e ritmo, e non potrei proprio farne a meno. Mi piace anche la pittura e il cinema. Quando sono in viaggio per lavoro cerco sempre di ritagliarmi un po’ di tempo per visitare i musei o luoghi d’arte; ma non è sempre è facile, perché vado sempre di corsa. Ma quando ci riesco per me è sempre una gioia, Per quanto riguarda il rapporto tra arte e cibo… Be’, io credo che cucinare sia una forma d’arte, quando è fatto con passione e abilità. Per questo motivo mi piace pensare a me stesso come un artista: l’artista del cibo di strada.

  1. Nella sua carriera ha viaggiato molto, in Italia e all’estero, portando con sé le specialità della sua terra. Quale consiglia ai clienti che non la conoscono?

Non c’è dubbio, primo fra tutti il panino con la milza, il re del cibo di strada palermitano. A seguire le panelle, le crocché, la caponata, lo sfincione… Potrei continuare per delle ore, perché  la cucina palermitana è ricchissima.

  1. La Pro Biennale è presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Come è nata questa gustosa collaborazione?

Con Salvo ci siamo conosciuti nel 2015 a Milano, nel corso di un evento culturale organizzato nel Boscolo Hotel dove io curavo il rinfresco. Lui era in compagnia dello stilista Alviero Martini, il quale gradì moltissimo le mie specialità siciliane. Proprio per questo, Salvo mi propose di curare il banchetto per i festeggiamenti dei cinquant’anni di attività di Alviero. Io accettai, e l’evento fu un successo. In seguito, quando nel 2016 fu la volta dell’inaugurazione della mostra Spoleto Arte curata da Vittorio Sgarbi, Nugnes mi chiese di occuparmi del catering. Anche lì il gradimento degli invitati fu notevole, e lo stesso Sgarbi mi commosse per i complimenti e l’attenzione che allora mi dedicò. Con la Pro Biennale della scorsa settimana abbiamo fatto il bis…

  1. Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Tanti. Ovviamente ho in programma una serie di eventi e cooking-show in Italia e all’Estero, alcuni veramente importanti.

A parte questo, intendo realizzare un’idea che accarezzo da tempo: costituire un’associazione che abbia come scopo la valorizzazione, lo sviluppo e la diffusione del cibo di strada siciliano, una vera ricchezza della nostra terra a mio avviso non adeguatamente considerata. Ho già preso contatto con molti addetti ai lavori, giornalisti, esponenti della cultura palermitana e appassionati con cui portare avanti questa mia idea. Sono sicuro che faremo un buon lavoro.

E infine… Il progetto più ambizioso di tutti. Al momento posso solo dire che riguarda la televisione, e che sarà qualcosa di veramente interessante.

Natale Maroglio è un pensionato D’Oro con Rubino Avis, ed ha incontrato spesso Papa Francesco.

Scritto da Rete Cattolica il . Pubblicato in Religione

Natale Maroglio è un pensionato D’Oro con Rubino Avis, ed ha incontrato spesso Papa Francesco.

Natale Maroglio è un pensionato sessantacinquenne che stupisce ogni volta per il suo grande cuore, specie nell’aiutare gli altri senza nulla pretendere in cambio.

Sin dalla giovane età era impegnato in parrocchia, poi diventato maturo ha svolto con grande profitto per anni il servizio in diocesi come “ministro straordinario della comunione” nella Diocesi di Torino.

Ha due figli ed una bellissima nipotina di nome Gaia, e dopo la separazione con la moglie, ha deciso di diventare “Dehoniano Orante” con voto di Castità.

Lino come lo chiamano gli amici, continua il suo cammino di fede con la chiesa cattolica, frequentando anche qualche movimento ecclesiale.

Il 05 Giugno 2013 si è recato nella Città del Vaticano per l’udienza generale, insieme all’autore della Prima Canzone dedicata a Papa Francesco, dove ha incontrato il Santo Padre. Lo rivede a Torino e poi a Milano. In realtà Natale Maroglio con Papa Francesco, ha un buon rapporto epistolare.

Infatti, ha ricevuto diverse Benedizioni Apostoliche su pergamena,  proprio da parte di Papa Francesco.

Lino é anche un attivo donatore Avis, con un Distintivo in oro con Rubino, per aver fatto oltre 75 donazioni di Sangue.

Inoltre, da diversi anni è l’autore insieme ad Antonio Cospito, di diversi libri cattolici e spesso cura anche la promozione Radio e Tv.

Adesso rivolgiamo direttamente a lui qualche domanda:

Cosa ne pensi di Papa Francesco?
E’ un grande uomo di Dio, che non può non volergli bene. E’ il Papa dell’umiltà.

Come mai hai deciso di fare il donatore di sangue?
Mia madre mi ha sempre insegnato a fare il bene e dimenticare il male. Donare il sangue ogni due mesi mi far stare bene, specie se penso che posso salvare qualche persona.

Progetti Futuri?
Scrivere ancora dei libri cattolici, e stare sempre vicino ai miei figli e la mia nipotina, che vivono a Villastellone in provincia di Torino. Poi, chi mi vuole seguire, basta andare sul mio sito ufficiale www.natalemaroglio.eu .