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RUBRICA TV “PRO LOCO.UNA RICCHEZZA”: PROSEGUE LA CONVENZIONE CON LE PRO LOCO DEL TERRITORIO

Scritto da Gal L Altra Romagna il . Pubblicato in Locale, TV

Prosegue il rapporto di collaborazione tra il Gal L’Altra Romagna e le Pro loco del territorio delle Province di Forlì-Cesena e Ravenna.

Dopo la stipula in diretta televisiva della convenzione di collaborazione nella diffusione degli eventi del territorio realizzati dalle Pro loco all’interno dell’area di competenza del Gal L’Altra Romagna, Il Presidente Bruno Biserni e il Direttore Mauro Pazzaglia sono protagonisti della rubrica televisiva “Pro loco.Una ricchezza” di Teleromagna.

La rubrica, realizzata all’interno di “Spazio Economia” di Teleromagna affronta e approfondisce le tematiche della convenzione sottoscritta, insieme ai Presidenti del Comitato provinciale delle Pro loco di Forlì-Cesena e Ravenna, Atos Mazzoni e Marino Moroni.

La sottoscrizione della convenzione è avvenuta, nelle scorse settimane in diretta televisiva su Teleromagna, alla presenza dell’Assessore regionale al turismo e commercio Andrea Corsini, del Presidente dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia Antonino La Spina, del Presidente dell’Unione Pro loco regionale Stefano Ferrari, di amministratori locali, e di numerosi Presidenti di Pro loco del territorio interessato.

Obiettivo della convenzione non onerosa tra le parti consiste nella diffusione da parte del Gal L’Altra Romagna, in quanto ente di promozione e sviluppo territoriale, dei principali eventi che le Pro Loco locali organizzano sul territorio di competenza all’interno del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020.

Questa azione, con le positive ricadute sul territorio, sulle Istituzioni  e sugli operatori, vuole collegarsi ed integrarsi con le attività, con gli obiettivi e con i ruoli di tutti coloro che operano nel sistema del turismo, dell’ambiente, del marketing territoriale.

La rubrica televisiva “Pro loco.Una ricchezza”, condotta da Piergiorgio Valbonetti, andrà in onda nelle seguenti giornate:

  • Domenica 10 dicembre ore 20,30 sul canale 11
  • Mercoledì 13 dicembre alle ore 22 sul canale 11
  • Sabato 16 dicembre alle ore 18,30 sul canale 14

L’ufficio stampa

GAL L’ALTRA ROMAGNA

Cerchi tavoli in legno massello artigianali di qualità per la tua casa? Scopri Allevi Mobili

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Allevi Mobili è una delle più influenti aziende nel settore della produzione di complementi di arredo. L’azienda produce da quasi 70 anni cucine contemporanee, armadi e tavoli moderni o classici, sedie e molti altri arredi lussuosi e pregiati di qualità made in Italy.

Allevi Mobili è conosciuta nel mondo per la praticità, solidità, durata e pregevolezza delle sue realizzazioni.
L’azienda di Carimate (Como) produce da quasi 70 anni un’ampia gamma di complementi d’arredo garantendo assoluta soddisfazione della clientela, ascoltando le necessità, dispensando consigli forti dell’esperienza acquisita nel settore e riuscendo a integrare alla perfezione le creazioni nel contesto casalingo arricchendo d’armonia lo stile dell’abitazione.
Gli esperti ebanisti di Allevi Mobili sono in grado di realizzare cucine contemporanee, cucine tradizionali e country, tavoli, sedie, armadi, credenze e tutto ciò di cui la tua dimora ha bisogno.

complementi d'arredo

Allevi l’azienda produttrice di complementi d’arredo, oggi

Allevi Mobili da sempre rappresenta il punto d’incontro di incredibili artigiani in grado di realizzare prodotti complessi e idee innovative che sarebbero irrealizzabili in qualsiasi altra parte del mondo.
I maestri artigiani di Allevi Mobili si avvalgono di doti manuali e sviluppo tecnologico straordinari, selezionano con cura i materiali più preziosi e studiano nei minimi dettagli lo stile e la funzionalità degli arredi grazie alla loro esperienza artigianale e all’introduzione dello sviluppo produttivo tecnologico e metodi innovativi.
La superficie dello stabilimento di Allevi Mobili si estende per 7.800 mq, in cui è possibile trovare progettisti, designer e operai specializzati che con grande passione e professionalità perseguono la missione comune di tramandare una tradizione che dura negli anni, con conseguente successo finale.

Allevi e la selezione di preziosi materiali per la produzione di armadi, credenze, tavoli in legno massello

Allevi Mobili è l’azienda che ha a cuore l’ambiente, per questo il legno massello di cui si serve per la produzione di tavoli moderni, cucine e armadi su misura proviene esclusivamente da foreste a rimboscamento programmato.
Il prezioso legno massello di noce e rovere viene scelto per la particolare tonalità e la presenza di ricche venature che donano al prodotto una texture unica, un gioco di fantasie della natura.
Da sempre il legno massello è noto per la sua bellezza, solidità e durata, qualità che impreziosiscono ogni ambiente in cui è inserito.
Scegli la stabilità e la preziosità eterna di cucine, armadi e tavoli in legno massello, contatta Allevi Mobili per raccontare ai suoi professionisti la tua idea!

Manganese nell’acqua un problema risolvibile con qualche accortezza

Scritto da Acquaxcasa il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Manganese nell’acqua che soluzioni adottare? Capita sovente che alcuni clienti ci contattino perchè in seguito ad alcune analisi hanno trovato manganese nell’acqua del loro appartamento. Abbiamo quindi pensato di scrivere un’articolo al riguardo in modo che l’informazione possa essere condivisa ed alla portata di tutti. Ma andiamo con ordine: vediamo innanzitutto di capire che cos’è il manganese e perchè è lo possiamo trovare nella nostra acqua.

Che cos’è il manganese

Il manganese è un elemento color grigio-rosastro di facile ossidazione. E’ un metallo duro ed è molto fragile, fondibile con difficoltà ma facilmente ossidabile. Questo materiale è sì necessario per la sopravvivenza degli essere umani ma è anche tossico se presente nel nostro corpo in concentrazioni troppo alte. Il manganese è infatti uno dei tre oligolementi essenziali tossici.

Non è nostra intenzione di questo blog spaventare nessuno ovviamente le concentrazioni presente nell’acqua di rubinetto proveniente da acquedotto sono sicuramente tutte contenute nei limiti consentiti dalla legge. E’ capitato però nel corso degli anni che l’acqua dai rubinetti in qualche zona dello stivale uscisse con dei valori superiori dei limiti di legge consentiti. Un caso famoso fu quello della provincia di Forlì nel 2012. E’ per questo che abbiamo deciso di valutare insieme quale possano essere le soluzione in caso di presenza di questo materiale nella nostra acqua.

Come accorgersi della presenza di manganese nell’acqua

Il gusto amaro dell’acqua del nostro rubinetto può ad esempio significare una presenza di manganese nell’acqua del acquedotto. Anche il colore dell’acqua può essere modificato come si evince dalla storia dell’articolo citato in precedenza.

La normativa italiana per acque potabili prevede un limite di 0,05 mg/l di manganese.

Per risolvere questo tipo di problema può risultare necessario ricorrere all’ausilio di deferrizzatori in modo da rendere l’acqua più limpida. In caso in cui però la presenza di manganese sia presente in quantità veramente esigue può anche bastare l’ausilio di un normale filtro con KDF in grado di abbattere i metalli pesanti come piombo, manganese e ridurre la presenza di nickel.

Che cos’è il KDF?

A livello acquedottistico elevate concentrazioni di ferro e manganese vengono ridotte con l’impiego di permanganato di potassio e di mezzi granulari filtranti con specifiche proprietà catalizzanti. La zeolite di manganese, la pirolusite e l’allumina attiva. In ambito domestico possono essere efficacemente impiegati i filtri contenenti il KDF. Quest’ultimo è un addittivo composto da rame e

manganese nell'acqua
Everpure H54

zinco che crea un dipolo chimico in grado di abbattere fino al 98% dei cationi idrosolubili (ioni positivi-caricati) come piombo, mercurio, rame, nickel, cromo e altri metalli disciolti presenti nell’acqua. Il KDF è anche in grado di inibire il carbonato di calcio ed ha una buona azione antibatterica.

I filtri Everpure H54 e H104 sono impregnati con questo composto. Questi ultimi presentano quindi una soluzione pratica ed economica per proteggersi dalla presenza di manganese e metalli pesanti nell’acqua.

Il 24% degli italiani chiederà un prestito per le spese di Natale

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Natale è alle porte e molti italiani, per far fronte ai costi legati a regali, cenoni, feste e vacanze invernali, hanno intenzione di chiedere un prestito personale o di optare per un pagamento rateale; a rilevare il fenomeno è stato il sondaggio realizzato da Facile.it e Prestiti.it, dal quale è emerso che circa il 24% degli intervistati farà ricorso ad una finanziaria per sostenere le spese natalizie.

Guardando nel dettaglio le risposte di coloro che hanno intenzione di ricorrere a un prestito nel periodo delle feste, il 43,7% utilizzerà la somma per pagare la settimana bianca o una vacanza natalizia, il 40,6% per comprare i regali di Natale a parenti e amici. Interessante notare come il 15,6% di coloro che si rivolgeranno ad un’azienda del credito lo farà per sostenere i costi del cenone o della festa di Capodanno.

Analizzando quali saranno i regali che gli italiani hanno intenzione di acquistare ricorrendo al credito al consumo emerge che, nel 33% dei casi, sarà un elettrodomestico. Seguono in classifica l’arredamento, che raccoglie il 26,7% delle preferenze, i giocattoli con il 20% e i beni tecnologici, tra cui smartphone, tablet e pc, indicati nel 13,3% dei casi.

Importi desiderati e durata del prestito

Quali importi gli italiani intendono richiedere per sostenere le spese di Natale? Analizzando le risposte degli intervistati, il 53,1% di chi farà ricorso a un prestito ha dichiarato di voler chiedere una somma superiore ai 2.000 euro, il 15,6% una cifra compresa tra il 1.000 e i 2.000 euro mentre il 31,3% è orientato su un importo inferiore ai 1.000 euro.

Per quanto riguarda la durata del finanziamento, appare chiaro che gli italiani cercheranno di rimborsare il prestito in un periodo relativamente breve; il 53% ha dichiarato di volerlo restituire in meno di 12 mesi, il 19% entro i 24 mesi mentre meno di 1 su 3 il (28%) opterà per un piano rateale superiore ai due anni.

Le differenze di genere ed età

Guardando alle ragioni che spingono gli intervistati a fare richiesta di prestito, le donne sono più orientate a ricorrere ad un finanziamento per regali di Natale e settimana bianca, gli uomini invece primeggiano tra coloro che vorrebbero destinare l’importo alle spese del cenone o della festa di Capodanno.

Analizzando gli importi che gli intervistati intendono richiedere emerge che le donne polarizzano le proprie richieste e si orientano o verso i prestiti più contenuti (sotto i 1.000 euro), o verso quelli più elevati (superiori ai 2.000 euro). Gli uomini, invece, optano in prevalenza per un importo superiore ai 1.000 euro.

Dati interessanti emergono analizzando l’età di coloro che hanno dichiarato di voler ricorrere a un prestito personale; la fascia di popolazione più importante è quella compresa tra i 36 e i 45 anni (47%), seguono coloro che hanno fra i 26 e i 35 anni e quelli tra i 46 e i 60 anni (entrambi con il 18,75%).

Se si guarda a coloro che non intendono richiedere un prestito personale, il 49% ha dichiarato di ritenere i regali di Natale un motivo futile per ricorrere ad una finanziaria, il 35% non ne ha bisogno mentre il 16% non vuole aggiungere un nuovo finanziamento sul bilancio familiare.

Rete Paulownia Romagna, modello di filiera corta

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Economia, Locale

Il territorio forlivese si fa promotore di uno sviluppo  economico legato alla Green Economy e ai crediti di carbonio. Con l’intento di sostenere iniziative di alto valore socio-ambientale, l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, nel 2005, ha reso i crediti di carbonio strumenti finanziari straordinariamente importanti, avendo imposto alle industrie ed ai governi inquinanti, il loro acquisto da chi, virtuosamente, avesse intrapreso strategie per ridurre l’impatto negativo sul clima. In questo contesto, la “Rete Paulownia Romagna” dà la possibilità agli agricoltori di avere un contratto ventennale di crediti che sono da intendersi come vera e propria “moneta”, traducendo così i costi delle emissioni di CO2 in un valore economico, e quindi, vendibile. Si tratta di un vero e proprio “cambio valuta”, un credito di carbonio infatti è equivalente ad una tonnellata di CO2 non dispersa in atmosfera, a prescindere da luogo di emissione. Inoltre è una fonte di equilibrio con l’ecosistema che deve essere sostenuta e sviluppata con forza per il bene delle Comunità dei nostri territori.

Nella sede della Cooperativa Agricola del Bidente a Cusercoli (FC) con oltre 700 soci, si terrà un incontro per proseguire sul cammino iniziato con il progetto “Rete Paulownia Romagna” ma sarà anche un’occasione “per saperne di più”, in cui si parlerà del programma di coltivazione 2018 della Paulownia. Conosciuta come “Albero della Principessa”, questa pianta spettacolare a crescita veloce, dal legname di prima qualità e dalle molteplici applicazioni in ambito Green Economy, rappresenta una risorsa molto interessante per l’intero territorio Rurale.

“La Rete Paulownia Romagna – sottolinea Fausto Faggioli, relatore del progetto – è uno strumento attraverso il quale si fa innovazione, coinvolgendo le imprese agricole e gli enti di ricerca in progetti che avranno una positiva ricaduta per gli agricoltori. Questo incontro ci darà l’occasione per comprendere e concretizzare al meglio le potenzialità del progetto “Rete Paulownia Romagna”, in pratica un’importante alleanza di filiera completa tra mondo agricolo, industria e mondo della ricerca. Spingere l’acceleratore sull’innovazione vuol dire anche rafforzare la capacità di competere sui mercati, migliorare le performance ambientali e ridurre l’impatto su acqua, aria e suolo.”

Questi sono solo alcuni degli argomenti estremamente convincenti per le imprese del mondo rurale, che possono trovare in questa pianta una nuova possibilità per fare bilancio nelle proprie aziende, mantenendo così un presidio rurale.

“Un reale contributo – termina Ido Bezzi della Cooperativa del Bidente – a un futuro sempre più verde del nostro Territorio non solo in termini economici, pur considerevoli, ma anche un contributo per una nuova filiera romagnola sulle energie alternative.”

Si prospetta dunque un “verde successo” per questi impianti di cui la Cooperativa bidentina organizza tutti i servizi per mettere a dimora le piantine, seguire la produzione e fare i tagli per i venti anni di attività.

Una partnership d’eccellenza corona il 2017 di G DATA

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Siglata la partnership con ICOS S.p.a.: Il noto distributore IT a valore aggiunto commercializza da subito le soluzioni di sicurezza G DATA Business sul territorio nazionale.

Bologna / Ferrara – Una clientela business di classe enterprise, quella servita dagli operatori di canale che si rivolgono a ICOS S.p.a per fruire di soluzioni tecnologiche allo stato dell’arte e avvalersi di competenze volte a generare valore. Rivenditori, VAR e System Integrators che da subito possono beneficiare delle pluripremiate soluzioni G DATA Business, garantendosi i vantaggi di un programma partner studiato attorno alla creazione di nuove opportunità di business e l’alta marginalità assicurata da un vendor che basa la propria intera strategia commerciale sulla soddisfazione dei propri partner.

L’accordo tra ICOS S.p.a e G DATA prevede la commercializzazione dell’intero portafoglio di soluzioni business firmate dal vendor teutonico, tra cui G DATA TOTAL CONTROL BUSINESS, piattaforma completa che consente agli amministratori di sistema di riprendere il controllo della propria infrastruttura IT grazie a strumenti altamente integrati che forniscono informazioni intelligibili in tempo reale sullo stato di qualsivoglia client nella rete e sulle misure preventive da adottare (patching, gestione e implementazione delle policy di sicurezza e molto altro), in piena conformità con il GDPR. I rivenditori ICOS potranno avvalersi altresì delle opportunità fornite dal modello commerciale “G DATA Switch & Profit” e dalla proposta di acquisto “a consumo” delle soluzioni di sicurezza del vendor grazie all’offerta G DATA Managed Endpoint Security.

Giulio Vada, Country Manager, G DATA Italia

“Siamo estremamente lieti di aver trovato in ICOS S.p.a. un partner con cui condividiamo moltissimi aspetti, a partire dall’esperienza ultratrentennale fino al desiderio di fornire agli operatori di canale soluzioni di IT Security che li aiutino a costruire valore attorno alla mera proposta di prodotti. Una comunione di intenti che i clienti ICOS potranno sperimentare già in occasione dell’evento congiunto di domani presso Ducati”, ha dichiarato Giulio Vada, Country Manager di G DATA per l’Italia.

Riccardo Maiarelli, CEO, ICOS S.p.a.

Riccardo Maiarelli – CEO, ICOS S.p.A. commenta: “Nell’era della cosiddetta ‘Digital Transformation’, si moltiplicano esponenzialmente i dati ma anche i potenziali rischi a cui essi sono soggetti, basti pensare all’esplosione del mobile computing o al fenomeno IoT. In questo contesto per un distributore come ICOS è necessario attribuire una forte attenzione a un aspetto così critico per gli ambienti IT come quello della security. Per questo abbiamo scelto di avviare una stretta partnership con G DATA, azienda che offre a noi e agli operatori di canale tutte le garanzie di un partner solido e affidabile, oltre a un prodotto di livello enterprise estremamente completo e performante, sicuramente ai vertici della categoria. Sono certo che attraverso la nostra azione congiunta saremo in grado di rispondere con successo alla crescente domanda di soluzioni in grado di contrastare efficacemente le minacce sempre nuove a cui sono soggetti i dati digitali delle imprese”.

G DATA

Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.

G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.

Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

ICOS S.p.a.

ICOS S.p.A. (www.icos.it) è da trent’anni un distributore a valore aggiunto che propone al canale soluzioni e servizi IT indirizzati al mondo enterprise. Dal punto di vista tecnologico l’attenzione è rivolta alle più attuali soluzioni e architetture di elaborazione destinate ad abilitare la Digital Transformation delle imprese. ICOS è in grado di offrire un insieme completo di soluzioni di computing, data management, networking e security leader di mercato, integrandole con servizi tecnici, marketing e formativi forniti attraverso uno staff altamente qualificato. Con sede principale a Ferrara, ICOS si rivolge all’intero territorio nazionale attraverso la presenza di uffici commerciali a Milano e Roma.

Per ulteriori informazioni pregasi consultare www.icos.it

Colori e Musica prenatalizi per il Nepal con il patrocinio del Comune di Monza

Scritto da Rossana Lanati il . Pubblicato in Arte, Cultura, Musica

L’Associazione Life Onlus organizzatrice dell’evento pro Nepal, assieme a Art Studio 5 di Monza, l’Associazione Cultura e Formazione Imprenditoriale e la band I-Matt Project.

Monza – In una giornata tipicamente invernale, il calore della musica nepalese e l’esibizione della band I-Matt Project, i colori dell’artigianato e delle tipiche bandierine nepalesi, le opere esposte di alcuni pittori, hanno scaldato i cuori dei presenti nella sede di Art Studio 5 in Via Tommaso Grossi, 5 a Monza. L’evento ha ottenuto la concessione di patrocinio dal Comune di Monza con gli auguri di grande successo per l’iniziativa da parte del Sindaco Dario Allevi.

L’Associazione Life Onlus (iscritta al Registro Generale delle Associazioni di Promozione Sociale con decreto n.10101 del 13/10/2016 della Regione Lombardia) con sede legale in provincia di Cremona e sede operativa a Cassago Brianza, promuove attività benefiche, culturali, didattiche e formative, collabora per iniziative e progetti a livello comunale, regionale e governativo, in Italia e all’estero. L’Associazione LIFE Onlus è stata la promotrice di questa iniziativa in favore dei propri progetti sociali, culturali ed educativi pro Nepal in preparazione del prossimo viaggio di un gruppo della stessa associazione inclusi il vicepresidente Rocco Lanatà e il presidente Rossana Lanati, che avverrà a gennaio e febbraio del 2018.

“Appoggiamo iniziative solidali come questa e siamo stati subito pronti a dare il nostro aiuto, collaborando all’organizzazione e alla promozione di questo mercatino/evento a favore del Nepal” ha commentato Anna Maria Cozzetto, membro del consiglio direttivo dell’Associazione Cultura e Formazione Imprenditoriale. Attiva ormai da trent’anni, l’Associazione svolge attività nel settore della musica, della cultura e del tempo libero, in campo artistico e educativo; gli interventi degli ultimi anni si sono svolti al Conservatorio di Cosenza, al Conservatorio di Palermo, in aziende, scuole e associazioni dislocate nelle principali città italiane. L’Associazione Cultura e Formazione Imprenditoriale ha organizzato saggi di musica, interventi sull’istruzione, formazione individuale e aziendale per imprenditori, traduzione e diffusione di libri collegati al mondo del lavoro.

L’Art Studio 5, che per l’occasione ha messo gratuitamente a disposizione il proprio spazio, è una scuola d’arte e di musica dove gli allievi possono apprendere la tecnica per suonare e cantare davanti ad un pubblico, con sicurezza e serenità. Oltre all’insegnamento, la scuola ha all’attivo esibizioni musicali, serate benefiche e inaugurazioni. Uno dei docenti della scuola, Mattia Lappano, che è anche la voce della band “I-Matt Project” ed ha appena pubblicato il suo primo singolo “Corri”, ha dichiarato: “Sono felice di essere qui assieme al mio gruppo per questa iniziativa sociale no profit per il Nepal; attraverso la nostra musica abbiamo regalato dei sorrisi e un po’ di buon umore, e questo ci gratifica più di ogni altra cosa… penso che gli Artisti siano delle persone che regalano emozioni e sogni, e con la loro Arte cambiano positivamente il mondo. Può sembrare un sogno utopistico, ma io ci credo!”.

Associazione LIFE Onlus                                                                                            

Iscritta con Decreto della Regione Lombardia No. 10101 del 13/10/2016

Registro Generale delle Associazioni di Promozione Sociale

(Settore Sociale e Civile)

Sede legale: Via dei Salici, 28 – 26020 Palazzo Pignano (CR)

Tel: 0373/983039 – Fax: 0373/972476

Sede operativa: Via Fiume, 21 – 23893 Cassago Brianza (LC)

Tel/Fax: 039/957274

Email: associazionelife2014@gmail.com

Da oltre 30 anni, Italcenter di Como propone soluzioni per caduta capelli uomo e donna

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness

L’equipe di Italcenter, centro tricologico di Como, dal 1985 effettua autotrapianto di capelli, tricopigmentazione e infoltimenti per risolvere il fastidioso problema di caduta di capelli nell’uomo e nella donna.

Alopecia areata e alopecia androgenetica possono causare non poco disagio a chi ne soffre, portando i soggetti a soffrire di cali di autostima e depressione.
Questo accade in genere quando si avviano dei processi di caduta di capelli, sia nell’uomo che nella donna, oppure quando si hanno subìto traumi o interventi e si presentano cicatrici evidenti sul cuoio capelluto.
Per questo Italcenter, centro tricologico di Como presente sul territorio da oltre 30 anni, si impegna a risolvere ogni problematica relativa a cute e capelli, eseguendo sapientemente autotrapianto, tricopigmentazione e infoltimenti.

Alopecia androgenetica

Autotrapianto capelli, scopri come funziona con Italcenter

Oggi molte persone comuni e personaggi famoso ricorrono all’autotrapianto di capelli per riottenere la loro folta capigliatura.
Ma cos’è l’autotrapianto? Si tratta di uno degli interventi di microchirurgia estetica più eseguiti, essendosi rivelata una procedura semplice e affidabile e consente una ricrescita di capelli del tutto naturale. Anche nei soggetti geneticamente destinati alla calvizie, è stato studiato che vi è una zona di capelli permanenti, e nello specifico quella posteriore e laterale del capo. Questi ultimi vengono espiantati e trapiantati nelle zone rade o calve.
Questo procedimento viene consigliato a uomini e donne in cui si riscontra un certo grado di diradamento, inoltre è eseguito in anestesia locale ed è totalmente indolore.

Italcenter, la soluzione ai tuoi problemi di caduta capelli uomo e donna

Italcenter è il rinomato centro tricologico di Como che grazie a tecniche innovative e un’equipe di personale qualificato saprà risolvere ogni problema relativo a cute e capelli.
Italcenter dal 1985 trova soluzioni personalizzate e specifiche per caduta di capelli uomo e donna, calvizie, stempiature, diradamenti, patologie come alopecia androgenetica o alopecia areata, cicatrici causate da interventi o incidenti e scompensi responsabili di desquamazioni, inquadramento, forfora e seborrea che possono causare caduta eccessiva di capelli portando il soggetto alla calvizie.
Prenota subito una visita da Italcenter, il tuo caso verrà analizzato da uno specialista che si occuperà di effettuare una diagnosi e proporre una soluzione personalizzata e adatta a te.

Smart Home: uno standard, libera scelta di prodotti? Non solo un sogno con DECT ULE

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Internet, Tecnologia

Mentre diversi protocolli lottano per disputarsi per il primato, uno standard per la comunicazione senza fili ben consolidato si è evoluto in un ecosistema articolato offrendo da subito un’infrastruttura per la smart home affidabile e accessibile a più produttori: DECT ULE (Ultra Low Energy).

Berna – L’attuale mercato dei dispositivi per la domotica venduti ai consumatori a prezzi contenuti è in forte crescita e sembra focalizzarsi primariamente sulla gestione energetica e la misurazione dei consumi attraverso prese, termostati e regolatori di umidità intelligenti, oltre che sulla sorveglianza. Nel corso degli ultimi anni, i produttori che si sono fatti un nome in questo mercato in rapida ascesa hanno adottato protocolli differenti (Bluetooth, En-Ocean, HomeMatic, KNX, WLAN, Z-Way, ZigBee) per integrare i propri prodotti “smart home” nella rete domestica dei consumatori e assicurare loro l’accesso remoto a dispositivi e applicazioni domotiche. Mentre in altri settori industriali questa diversificazione ha favorito l’evoluzione, non è stato così in ambito domotico, ora sovraccarico di innumerevoli dispositivi spesso neanche compatibili tra loro sebbene usino lo stesso protocollo, obbligando l’utente ad impiegare dozzine di app sul proprio smartphone per accedere e gestire ogni singolo attuatore o sensore. Ormai è assolutamente chiaro che consentire a più vendor di appoggiarsi ad una singola centrale per la gestione dei dispositivi attraverso l’impiego coerente di un unico protocollo cifrato per l’automazione domestica favorirà una più ampia adozione della domotica presso gli utenti finali e una più sana competizione tra i produttori.

L’interoperabilità? Riduce tempi e costi trasformando la domotica in un business vantaggioso!

L’interoperabilità è un criterio chiave per i produttori che desiderano avvalersi delle opportunità di cross-selling dei propri prodotti sui clienti condivisi con altri vendor. Per gli utenti finali invece implica la possibilità di risparmiare tempo e costi approfittando di una forte semplificazione della gestione della propria casa o dell’ufficio domotizzato. La ULE Alliance ha sviluppato il protocollo HAN FUN che, se implementato nelle stazioni base e nei vari nodi, consente ad una singola stazione base DECT, terminale DECT o app per smartphone di gestire i dispositivi di diversi produttori. Considerando che una singola rete DECT ULE supporta fino a 2.000 attuatori e sensori, non ci sono limiti alla libertà di scelta garantita dall’uso di router che supportino lo standard DECT ULE / HAN FUN e che gestiscano videocamere di sorveglianza, sensori per l’umidità, sensori per porte e finestre, sensori di movimento, fumo o anidride carbonica, termostati, prese intelligenti e ovviamente i telefoni cordless DECT!

A chi serve DECT ULE?

Utenti finali

E’ davvero palese perchè i consumatori dovrebbero richiedere dispositivi compatibili con lo standard DECT-ULE / HAN FAN: sono a prova di futuro, interoperabili, estremamente efficienti dal punto di vista energetico (molti nodi sono operativi per anni con una singola batteria AAA) e presentano una curva di apprendimento minima. Tutti conoscono il DECT nella sua forma elementare di stazione base DECT a sè stante corredata da uno o più telefoni cordless. Qualora un router (p.es. FRITZ!Box di AVM o i router Lantiq ora Intel oppure i router Speedport forniti da Deutsche Telekom alla clientela tedesca) integri una stazione base DECT (CAT-iq), permette ai dispositivi domotici di utilizzare la linea Internet (xDSL, fibra o LTE) per la trasmissione di dati via IP. Grazie a queste implementazioni, i dispositivi DECT ULE sono connessi a Internet e sono controllati da un cordless DECT o dal router, rendendo questa una delle reti più semplici da installare per fruire della domotica a bassissimo consumo energetico. Anche la portata del segnale DECT ULE non ha nulla da invidiare alla concorrenza. Con distanze di fino a 70 m nell’abitazione e oltre 300 m all’esterno, offre connettività a qualunque sensore di controllo domotico, per la sicurezza o il monitoraggio ambientale, nella stragrande maggioranza degli scenari d’uso domestici. Il protocollo garantisce altresì una bassa latenza, consentento il collegamento di un attuatore alla base, l’invio di un segnale e la disconnessione in meno di 50 millisecondi. I nodi si avviano e comunicano solo se attivati, come nel caso di un contatto magnetico per il monitoraggio dell’apertura della porta qualora essa venga aperta. Anche questo contribuisce al risparmio energetico.

Per coloro che prestano maggior attenzione alle vulnerabilità di cui sono spesso affetti i dispositivi IoT, il protocollo DECT ULE usa una cifratura AES da 128 bit per tutelare la trasmissione dei dati, sebbene non sia necessario, dato che tale scambio di informazioni ha luogo su una frequenza dedicata e protetta (1900 MHz), che non disturba né deve condividere, né è soggetta alle interferenze dovute a wifi, Bluetooth o altre frequenze usate per scambiare dati.

Carrier

I benefici per gli operatori Internet sono altrettanto interessanti. Nel prossimo futuro le aziende che forniscono connettività non si differenzieranno le une dalle altre tanto per i servizi internet forniti o in base al prezzo del servizio ma sul valore aggiunto che apporteranno alla rete domestica dell’utente tramite i propri router, se ne impongono l’uso ai propri clienti, come avviene ancora in molti casi in Italia. Per questo motivo gli operatori dovrebbero considerare l’uso delle infrastrutture DECT già esistenti (il proprio router e i telefoni cordless) presso la propria clientela, al fine di consentire agli utenti di beneficiare di tutti i vantaggi della smart home in tutta sicurezza grazie a DECT-ULE / HAN FUN. Una soluzione che i carrier possono implementare facilmente a basso costo, dato che, nella maggior parte dei casi, il chip DECT esistente non va sostituito ma solo aggiornato. Peraltro questo è il motivo per cui uno degli operatori leader in Europa, la Deutsche Telekom, offre da un paio d’anni ai propri clienti router “smart home” basati su DECT-ULE e ha iniziato a produrre componenti per la domotica che nel prossimo futuro potrebbero persino essere compatibili con router di terze parti grazie a HAN FUN.

Produttori

Per quanto riguarda i produttori invece, il protocollo DECT (Digital Enhanced Cordless Telecommunications) è una tecnologia per la trasmissione audio ben consolidata e nota a livello mondiale. Utilizzata dal 1993 nei telefoni cordless, trova impiego presso oltre 600 milioni di abitazioni in oltre 100 Paesi. L’enorme parco installato di DECT e l’efficienza energetica senza pari del suo più recente sviluppo, DECT ULE, aprono lo standard della telefonia senza fili ad un potenziale impiego di massa della domotica e della comunicazione macchina-macchina (M2M), dando vita ad una piattaforma standardizzata per la smart home e per l’automatizzazione degli uffici a cui i clienti sono già avvezzi.

Ecco perché la ULE Alliance, con sede in Svizzera, promuove da tempo l’adozione dello standard DECT ULE e conta già su numerosi produttori di chip, dispositivi domotici e operatori internet in tutto il mondo. Tra i membri attuali della ULE Alliance figurano tra gli altri Aastra, AVM, Crow, Dialog Semiconductor, DSP Group, DT, Cisco, Ericsson, Gigaset, Huawei, IntelIntel, Netgear, Ooma NEC, Panasonic, Sercomm, SGW Global, Quby, VTech, Zyxel.

Lombardia Digitale, prima regione italiana per lo sviluppo del settore

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia

Digitale, con un fatturato di 20 miliardi di euro la Lombardia è la prima regione italiana del settore.

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La Lombardia è la più importante regione italiana per lo sviluppo del settore digitale con un business di 20 miliardi di euro sui 50 a livello nazionale. In regione, sulla base dei dati della Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi al secondo trimestre 2017, sono 23mila le imprese che si occupano di tecnologie e servizi digitali tra e-commerce, telecomunicazioni, produzione software e portali web, su un totale in Italia di 110mila e danno lavoro a 121mila addetti su 400mila nel Paese.

In regione il numero di imprese è cresciuto del 2,3 per cento nell’ultimo anno e del 13,4 per cento negli ultimi cinque anni, in linea con l’andamento nazionale rispettivamente del +2,2 e +14 per cento. La maggior parte delle imprese in regione si occupano di software e consulenza informatica (10.469) e assorbono oltre 84mila addetti, seguite dalle 8.191 attività web, come portali e gestione dati, con circa 29mila addetti, dall’e-commerce con 2.967 imprese e più di 5mila addetti e dalle telecomunicazioni con 1.617 attività e 2.500 lavoratori.

IL BOOM DELL’E-COMMERCE

Il segmento che in percentuale ha guidato la crescita, sia nel paese che in regione, è il commercio elettronico che dal 2012 a oggi ha registrato un boom del +70 per cento di attività, di cui +8 per cento nell’ultimo anno. Positivo anche il trend per le società web che in Lombardia salgono del 2 per cento sul 2016 e del 9 per cento sul 2012.

Milano, con 11.712 imprese, è la seconda provincia italiana, immediatamente dopo Roma (11.847) per operatori e prima, davanti alla capitale, per addetti: rispettivamente 89mila e 59mila. Al terzo e quarto posto Napoli e Torino. In regione la città meneghina è seguita da Brescia con circa 2.500 imprese e 7mila addetti, Monza con 2mila imprese e quasi 5mila addetti, Bergamo (2mila imprese e 5mila addetti) e Varese (oltre mille imprese e 4mila addetti).

LA DIGITALIZZAZIONE, UN TASSELLO DELL’INDUSTRIA 4.0

La crescita del settore si lega anche alla sempre maggiore consapevolezza del mondo imprenditoriale dell’importanza ricoperta dalle tecnologie digitali nel passaggio all’industria 4.0. Secondo l’Osservatorio “Dal tramonto all’alba 2017″ di Confartigianato Lombardia sulle piccole e medie imprese, il 17,1 per cento degli imprenditori artigiani e delle Pmi ritengono prioritario costruire una relazione e fare rete con una società specializzata nel digitale per incrementare le competenze sulle nuove tecnologie. A luglio 2017 il 39,4 per cento delle relazioni con imprese digitali sono state instaurate da società di servizi non digitali per le imprese, il 27,5 per cento sono avvenute tra imprese operanti nel settore digitale, il 13,4 per cento con il manifatturiero e, a seguire, con i macro settori servizi alle persone (7,8%), costruzioni (4,7%), commercio e riparazione (4,6%), agricoltura (1,6%).

Tra il 2017 e il 2018 il 46,7 per cento delle imprese artigiane ad aprile scorso ha dichiarato di voler indirizzare almeno uno degli investimenti del biennio nel digitale, in particolare in software e connettività (38,5%), macchinari e attrezzature ad alto contenuto digitale (32,2%), servizi per il sito e e-commerce (29,9%), macchinari e attrezzature a medio-basso contenuto digitale (27,6%), formazione per tecnologie digitali (19,5%).

FONTELombardia Speciale